martedì 19 giugno 2012

L'ESPERIMENTO GRECO


La crisi greca viene utilizzata per vedere fino a che punto la finanza può abbassare i salari e privatizzare il settore pubblico. Intervista di Paul Jay a Michael Hudson.
Jay: In Grecia le élite finanziarie d’Europa hanno ottenuto l’approvazione dal governo Greco per un altro round di ciò che alcune persone chiamano “misure d’austerità per il salvataggio”, ad esempio: abbassamento del salario minimo in misura del 22%, nuova tornata di privatizzazioni, tagli a pensioni e stato sociale.
Ne discutiamo con Michael Hudson.
Jay: Mr. Hudson, quale insegnamento dovremmo trarre da ciò che sta accadendo in Grecia?
Dovremmo imparare ciò che stanno imparando i banchieri Europei, cioè che è in corso un grande esperimento. Negli ultimi 5 anni in Lettonia i neoliberisti hanno diminuito i salari di circa il 30%. La premessa di base degli artefici del modello di oggi è: tu non sai di quanto è possibile comprimere salari e pensioni prima che le persone inizino a reagire. Bene, in Lettonia non hanno ancora iniziato a reagire, e sono stati ribassati del 30%. Ora si stanno dirigendo verso la Grecia, in direzione poi di Spagna, Portogallo e Italia, e stanno cercando di scoprire quanto possano essere abbassate le retribuzioni, quanto una economia possa essere prosciugata prima che ci sia una reazione violenta da parte della popolazione afflitta.
Unione Europea e banche hanno nominato in carica come governo politico della Grecia una lobby di banchieri, che con un eufemismo sono chiamati “tecnocrati”. Il lavoro di questa lobby è vedere quanta remunerazione del lavoro possa essere spremuta fuori. I neoliberisti hanno ben chiaro che la sinistra in Europa è completamente frammentata e non ha difesa contro questo tipo di politiche. Ad ogni modo, la riduzione dei salari deprime un sistema economico. Nel momento in cui tagli il deficit di bilancio, stai riducendo l’ammontare di moneta che entra nell’economia per promuovere la domanda. Così in effetti ciò che l’Unione Europea sta facendo è salassare le economie, in modo molto simile a come un medico medievale avrebbe effettuato un salasso di sangue, credendo che l’emorragia avrebbe ripristinato il buono stato di salute del paziente.
L’unica risposta che il popolo Greco ha a disposizione, dal momento che non è rappresentato dal “suo” governo, è demolire il sistema economico, così che niente sia lasciato ai creditori. Il PASOK e il partito socialista che hanno condotto all’austerità ora hanno un 8% di gradimento circa, in Grecia. E’ decisamente più basso rispetto al gradimento di Obama, la più grande frode nella storia politica americana.
Il popolo Greco sta dicendo: guardate, quando il premier annunciò che ci sarebbe stato un referendum in cui decidere se tagliare le retribuzioni dei lavoratori per pagare i banchieri, la prima cosa che A. Merkel dichiarò fu: “non potete fare il referendum. Noi sospenderemo la democrazia, vi imporremo un dittatore, e vi diremo noi ciò che dovete fare”.
Nel diritto internazionale, se non c’è impegno democratico riguardo il debito, il debito contratto è nullo.
Quindi, l’UE ha detto ai suoi legali: ok, otterremo l’accordo del Parlamento Greco. Bene, il popolo greco può dire: “guardate, voi potete arrivare qui con valigie piene di soldi, potete comprare tutti i membri del parlamento che volete per approvare l’accordo, ma non appena ci sarà un’elezione, li butteremo fuori, perché non stanno agendo nel nostro interesse”.
Jay: Non è uno dei grandi obiettivi qui la privatizzazione? Il Governo Greco dovrà svendere tutto? Sembra che si parli della vendita di porti e aeroporti.
Hudson: Sì, e anche il sistema idrico, fognario, gli immobili, le isole. La crisi del debito sta venendo utilizzata per creare una pesca miracolosa per gli interessi privati al fine di prendere il controllo del settore pubblico Greco.
I banchieri e i soggetti che hanno un piano di solito riescono ad agire molto più efficacemente del popolo, che non ha un piano. Così dunque sembra che siano le cose. La Finanza oggi ottiene ciò che nei tempi passati si otteneva con le invasioni militari. La nuova guerra è finanziaria, non militare. E’ molto più semplice e sicura per il Paese che sferra l’attacco.
Il rafforzamento delle privatizzazioni è il motivo per cui il 14/2/2012 la UE ha detto “aspettate un attimo, non vi presteremo i soldi per pagare le nostre banche che hanno acquistato i vostri bond, a meno che voi non ci diciate esattamente cosa privatizzerete e vi impegnate a farlo ora. E questo è un punto ficcante. In passato, i greci avevano fatto delle promesse, e grazie al cielo non avevano privatizzato perchè con l’inizio della privatazzazione è iniziata anche una vera recessione, e si è sviluppata un’opposizione diffusa a queste scelte. Così hai ragione. Il “salvataggio” è la depredazione delle proprietà pubbliche.
Jay: Sembra esistere una certa differenza di approccio tra Wall Street e gli Europei. Alcuni soggetti rappresentativi di Wall Street al momento dicono no alle misure di austerità. Perché questo messaggio eterogeneo?
Hudson: Ci sono due ragioni. La prima, veramente dalle origini, dal secolo scorso, l’America ha già avuto come parte del settore privato ciò che era proprietà pubblica in Europa. L’Europa aveva le sue compagnie di energia elettrica e gas di proprietà pubblica. L’America le aveva privatizzate, ma regolate come “public utilities”. Le “public utilities” erano regolamentate in misura di quante obbligazioni e azioni potessero emettere, di quale potesse essere il loro tasso di rendimento. L’Europa non ha un corpo normativo per regolare i prezzi o le rendite di cui caricare le public utilities, perché queste (le compagnie dei servizi energetici) erano sempre state di proprietà pubblica, così come l’URSS non aveva regolamentato il sistema privato. In Europa ci sono molte più proprietà e beni pubblici che possono essere depredati rispetto a quelli disponibili negli Stati Uniti. Non c’è corpus giuridico di regolamentazione in Europa perché in passato energia, fogne, acqua, e altri servizi pubblici essenziali erano offerti a prezzo di costo o a tariffe agevolate per rendere l’economia più competitiva.
Il progetto in Europa è, non solo un taglio del 30% dei salari, ma anche l’aumento delle tariffe per l’accesso all’acqua, servizi fognari, e ogni altro servizio esistente. L’incremento delle tariffe significa profitti più alti per gli interessi privati che privatizzano il settore pubblico della Grecia.
Il risultato in Grecia sarà probabilmente lo stesso che è avvenuto in Islanda, Lettonia, e altri paesi. Sta per esserci una grossa emigrazione di persone in età lavorativa. Il risultato sarà di certo il rendere l’economia molto meno competitiva.
Nel giornale di stamane leggiamo che il PIL della Grecia è diminuito del 7% su base annua, non il 5% come atteso; come sempre la situazione è peggiore delle attese. Bene, di certo non è stato sorprendente per noi perché sappiamo che quando strangoli un’economia, di certo non può tirare avanti bene. E loro stanno strangolando l’economia Greca.
La Grecia viene utilizzata come esperimento di laboratorio per capire cosa accade quando il lavoro è duramente compresso. E’ come provare a nutrire un cavallo sempre meno e sempre meno e vedere fino a che punto riuscirà ad essere efficiente e fino a che punto muore.
(E’ possibile che il Prof. Hudson intendesse intendesse aggiungere che alcuni elementi di Wall Street sono preoccupati del fatto che le misure di austerità portino la Grecia al default, esponendo istituti finanziari USA come Goldman Sachs a dover rifondere i CDS che garantiscono il debito pubblico Greco).[1]
Jay:La disoccupazione di larga scala è sempre una buona arma di minaccia contro chi è impiegato in un paese; quanto più riesci a buttar giù Grecia, Spagna, Portogallo, tanto più puoi minacciare la classe lavoratrice di Francia, Germania, dove io immagino saranno i bersagli grossi alla fine.
Hudson: Bene, se succede, si andrà verso un rinnovato nazionalismo che romperà il mercato comune. Ci sarà un’improvvisa consapevolezza del fatto che quando l’Europa si unì, l’idea piena di unità era prevenire un’altra guerra Europea. Ma ora con l’unificazione sotto le regole delle banche neoliberiste, l’implicazione è la guerra di classe.
Se la UE è un mero meccanismo per la guerra del ricco contro il povero, un certo numero di paesi diranno NO all’Europa, proprio come gli Islandesi hanno deciso con il voto di non unirsi all’Europa, così altri paesi che avevano pianificato di aderire all’Europa, fino alla Turchia, stanno dicendo “aspetta un attimo, se questa è l’Europa che sta arrivando, un’Europa oligarchica il cui programma è l’austerità e le ristrettezze, perché dovremmo voler aderire proprio noi? L’UE sta dimostrando di lavorare per le banche private, ma non per i cittadini.

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