giovedì 30 agosto 2012

UN ANTIDOTO ALLE SCIE CHIMICHE?


Un lettore ci ha segnalato una sua interessante esperienza empirica in merito ad un sistema per contrastare le scie chimiche, sistema che riteniamo vada assolutamente condivisa poiché di una semplicità disarmante.
Dato che da sempre le cose più semplici sono le più potenti, questa potrebbe essere una soluzione praticabile individualmente per attivarsi nei confronti dell’odiosa pratica clandestina delle Chemtrails.
Riportiamo pertanto l’articolo così come redatto in originale, accludendo il link alla fonte.
Buona lettura e soprattutto buona installazione. In fondo, in tutta semplicità, perché non provare?
Jervé

Il tempo delle denunce è finito, la gente ha capito che le operazioni clandestine di CLOUD SEEDING, visibili sotto forma di scie chimiche, sono un gravissimo problema da debellare prima di mai, meglio ieri.
Se la denuncia è terminata, dobbiamo necessariamente lasciare spazio alla fase successiva, quella dell’azione.
Parallelamente alla controinformazione svolta negli anni, per sensibilizzare l’opinione pubblica verso queste aberranti tecniche di manipolazione climatica, dobbiamo necessariamente partire con lo studio di sistemi e tecniche per eliminare o quantomeno ridurre gli effetti negativi dei composti chimici irrorati.
Ciò sempre nell’attesa di governi e mastri di loggia migliori.
Sino ad ora, gli unici esperimenti in questo senso venivano eseguiti tramite strumenti orgonici, come Chembusters, Tower Busters, CloudBusters ecc.. ma da poco ho testato personalmente un sistema che potrebbe essere rivoluzionario ma al contempo semplice e visto come ci hanno ridotto, a basso costo.
Venite.. fatevi attraversare dalla Sphaeralux…
L’altro giorno pensavo, se guerra chimica deve essere, che sia !!
Ho rispolverato vecchi libri di chimica che usavo a sQuola ed ho letto delle cosine interessanti sulle reazioni del Bario e di altre sostanze chimiche, sospettate di essere utilizzate per le irrorazioni durante il Cloud Seeding.
Leggendo mi è venuto in mente, che i composti irrorati, devono forzatamente reagire ad altre sostanze, pertanto mi sono messo come Davide, pazientemente a levigare il mio sassolino da ficcare direttamente in mezzo all’Occhio che tutto vede.
Ed ecco il META-FLAK, un sistema che affronto con cautela, essendo scienza di frontiera, solo pochi altri nel pianeta hanno già testato e documentato il fenomeno.
Diciamo che è ancora un campo aperto, non ci sono manuali.
Consiglio pertanto caldamente di approfondire empiricamente la questione, meglio se supportati da una basilare conoscenza della chimica.
Logica di base dell’esperimento:
I sali di Bario possono reagire a varie sostanze ed alcune scompongono la molecola originale.
In alcuni casi una parte del Bario originario potrebbe addirittura trasformarsi in acqua.
Così mi son detto, perché non provare ?
Ho preso, quindi, dell’aceto di mele che avevo in cucina e notando il cielo gelatinoso oltre che uniformemente grigio, ho aperto la bottiglia posandola sul balcone per vedere se l’esperimento fosse in grado di sortire l’effetto desiderato.
Ho acceso la telecamera per documentare il possibile, ed atteso qualche minuto.
Al ritorno ho notato alcuni mutamenti nelle nuvole artificiali sopra la mia testa.
Altri 10 minuti e si era aperto uno spiraglio di luce, nella fitta coltre chimica che prima ricopriva l’intero arco celeste.
Con lo scorrere del tempo, la coltre si diradava fino a sparire definitivamente, in un raggio che ad occhio poteva essere di qualche chilometro.
Come noterete dal video, non vi sono trucchi o altro, ho semplicemente ripreso più volte a distanza di 5 minuti.
Il cielo, alcune ore dopo ed entro il raggio d’azione, della bottiglietta di aceto, era pulito.
…e la notte, mi sono goduto la stellata.

Qualcuno giustamente si chiederà, come diavolo fa una semplice bottiglietta di aceto ad arrivare così in alto per reagire con i composti irrorati, ebbene quei composti prima o poi ricadono saturando anche gli strati inferiori della biosfera, l’aceto, invece, sale verso l’alto ed impregna l’atmosfera similmente alla carta assorbente con l’acqua, basta appoggiare un lato che la reazione ha inizio.
La reazione probabilmente ha un moto a spirale ed è chiaramente a cono rovesciato, dove il vertice ha come sede il collo della bottiglia di aceto.
Cercando di seguire per gioco, un modus operandi para-scientifico, ho provato a richiudere la bottiglia ed infatti in pochi minuti il cielo si è ricoperto come in origine.
Quindi ho aperto nuovamente la bottiglia ed ho notato, ancora una volta, il cielo aprirsi come in precedenza.
E’ doveroso precisare che al momento in cui scrivo questo articolo, ho eseguito l’esperimento solo trè volte, in giorni e condizioni climatiche differenti.
I risultati sono stati identici, per cui mi sento di poter affermare che almeno in questa fase i risultati sono più che incoraggianti ed allora io incoraggio voi a fare lo stesso.
Provate di persona, che è sempre la cosa migliore.
Fate come mi hanno insegnato NON CREDETE AD UNA SOLA PAROLA di quanto scrivo, ma informatevi, verificate voi stessi !!
E il cielo si aprirà…
Sono ben accetti pareri di chimici ( no perdi tempo e debunkers, please ) per un confronto tecnico su quanto prodotto dalla reazione tra la soluzione di aceto e probabilmente sali di bario o chissà quale altro ingrediente, delle simpatiche irrorazioni clandestine, che dobbiamo sorbirci quasi ogni giorno.
Allora avete già provato ?
Mi raccomando, se volete il massimo, attivate il META-FLAK con cielo completamente coperto o gelatinoso, anche durante temporale in essere, con pioggia e vento, l’effetto è assicurato.
Che ne pensate ?
Ah dimenticavo un consiglio, NON VOTATE CHI VI AVVELENA !!
Ecco un primo esempio, gentilmente inviato da Pasquale Covucci, che nel suo caso si avvale anche delle proprietà del Fiore della Vita sulla bottiglia che ha per base il Frutto della vita, opera in ferro sempre del Covucci. fonte

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