lunedì 10 settembre 2012

TUTTI SERVI DI MONTI



Il club dei miliardari, riunito nei saloni del Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio ha deciso:il popo­lo ci ha rotto, bisogna tagliare le gambe a questa sua assurda pretesa di voler decidere il suo futu­ro.



Qui comandiamo noi,e chi non l’avesse capito pre­sto si dovrà adeguare. Così Mario Monti in persona ha annunciato che presto convocherà un vertice a Roma con tutti i leader e capi di Stato europei per decidere la strategia contro il populismo, termine vago e discusso che nella sua accezione originale indica la protesta contro i poteri forti e organizzati.
Già me li vedo, la Me­rkel e Monti, varare misure eccezionali a difesa del su­per governo europeo, mai eletto ma che tutto decide. Mi chiedo quali misure verranno adottate contro parla­mentari in odore di populismo, se la Lega verrà messa al bando e Grillo arrestato. E se per caso alle elezioni, ammesso che ce le facciano celebrare, vincesse un as­se populista la Germania ci manderà contro i carri ar­mati come settant’anni fa? Siamo al delirio di onnipotenza, sulla soglia di una dittatura di tecnocrati.
L’Europa e l’Euro non sono la soluzione del problema ma il problema. Ci hanno ane­stetizzato, invece che lo spray hanno usato lo spread, ma il risultato non cambia.  Hanno deciso quanti centimetri devono essere lunghi i nostri fagioli, come devono essere fatti i nostri vini e formaggi. Si stan­no prendendo la sovranità del nostro parlamento e adesso vogliono anche la nostra libertà di dire che so­no un branco di affaristi mai legittimati dagli elettori che per di più non ne azzeccano una. Populisti, a cuc­cia, dice Monti.
E Casini ubbidisce come un cagnolino fondando l'ennesimo partito («Italia») insieme alla Marcegaglia e (forse) a Fini da offrire in dono a Monti e ai suoi amici europei,  Un cattolico che non ha mai lavorato un giorno in vita sua (Casini), un fascista fallito (Fini), un sindacalista a tempo pieno (Bonanni), una imprendi­trice a capo di una delle aziende più chiacchierate (Marcegaglia), un ministro al centro di un caso di maxi evasione fiscale (Passera) sono pronti a vendere l’Ita­lia al club dei miliardari. In cambio della solita poltro­na. Non ci siamo. Meglio una stagione da populista che una vita da servo.fonte link

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