venerdì 26 ottobre 2012

I PENDOLI DISTRUTTIVI


Fin dall’infanzia ci hanno insegnato a sottometterci alla volontà altrui, a fare il nostro dovere, a servire la patria, la famiglia, il partito politico, l’azienda, lo stato, l’idea...Servire tutti e solo in ultima istanza noi stessi. Ognuno di noi ha un senso più o meno forte del dovere, della responsabilità, dell’obbligo e di colpa. Ognuno di noi in un modo o in un altro “presta servizio” presso una comunità o un gruppo: la famiglia, il club, la scuola, la ditta, il partito politico, lo stato e così via. Tutte queste strutture nascono e si sviluppano allorché un singolo gruppo di individui incomincia a pensare e ad agire in una stessa direzione. A questo gruppo si aggiungono poi nuove persone, la struttura cresce e si allarga, prende forza, obbliga i propri membri ad osservare delle regole prestabilite e a lungo andare può finire per sottomettere larghi strati di società.
A livello di realizzazione materiale la struttura risulta formata da individui accomunati dagli stessi scopi e da beni materiali, che possono essere edifici, costruzioni, arredi, attrezzature, mezzi tecnici eccetera. Ma, a livello energetico, che cosa c'è’ dietro a tutto ciò?
La struttura prende vita quando i pensieri di un gruppo di individui vanno in una stessa direzione e di conseguenza i parametri di energia mentale di ognuno sono identici. L’energia del pensiero dei singoli individui si fonde in un unico flusso. In questo caso, in mezzo a un oceano di energia libera, si crea una struttura energetica d’informazione singola e indipendente – un pendolo energetico. Questa struttura comincia a vivere di vita propria e ad assoggettare alle sue leggi gli individui responsabili della sua creazione.
Perché un pendolo? Perché oscilla con frequenza tanto più forte quanto maggiore e’ il numero degli individui, dei sostenitori, che lo nutrono della loro energia. Ogni pendolo ha la sua frequenza tipica di oscillazione. Un’altalena, ad esempio, può oscillare solo se si esercita una forza di determinata frequenza. Questa frequenza si chiama risonanza. Se il numero di sostenitori del pendolo viene meno, le sue oscillazioni si smorzano. Quando non rimangono più sostenitori, il pendolo si ferma e muore come entità. Ecco una serie di esempi di pendoli estinti: le antiche religioni pagane, gli strumenti di lavoro di pietra, I tipi antichi di armi, le vecchie tendenze della moda, i dischi di vinile...in altre parole, tutto quello che era diffuso un tempo e ora non c'è’ più


Vi chiederete forse con stupore: ma si tratta davvero di pendoli?
Si, qualsivoglia struttura dotata di attributi propri e creata dall’energia mentale di singoli individui e’ un pendolo. Più in generale si può dire che qualsiasi essere vivente in grado di emettere energia in una precisa direzione prima o poi crea un pendolo energetico. Ecco degli esempi di pendolo tratti dal mondo della natura: le colonie di batteri, le popolazioni di esseri viventi, I branchi di pesci, le mandrie di bovini, le distese boschive, le praterie, I formicai – ogni tipo di struttura omogenea e più o meno organizzata di organismi viventi.

Ogni singolo organismo vivente e’ di per sé un pendolo elementare, rappresentando un ‘ unità energetica. Quando un gruppo di simili unità di pendoli incomincia ad oscillare all’unisono prende vita un pendolo di gruppo. Esso si erige sopra I suoi sostenitori come una sovrastruttura, esiste come struttura singola e indipendente e fissa un insieme di regole finalizzate a tenere insieme i membri già esistenti e ad accattivarne di nuovi. Una tale struttura e’ indipendente nel senso che si evolve autonomamente, secondo leggi proprie. I suoi membri non si accorgono di agire secondo le leggi del pendolo e non di propria volontà.
L’apparato burocratico, per fare un esempio, si sviluppa come struttura autonoma, indipendentemente dalla volontà dei singoli funzionari. Un funzionario influente potrà certamente decidere in autonomia, tuttavia le sue decisioni non potranno entrare in conflitto con le leggi del sistema, in caso contrario egli verrebbe espulso. Persino un individuo preso singolarmente, rappresentando di per sé un pendolo, non si rende sempre conto delle motivazioni che lo spingono ad agire in un determinato modo. Basti pensare ai vampiri energetici.
Ogni pendolo per sua natura e’ distruttivo, giacché sottrae energia ai suoi membri e li sottomette al proprio potere. Il carattere distruttivo del pendolo si manifesta nella sua totale indifferenza al destino di ogni singolo membro. L’obiettivo del pendolo e’ solo uno – ricevere l’energia del membro. Quale possa essere in tutto ciò il vantaggio del singolo membro, per il pendolo non ha nessuna importanza. L’individuo che subisce l’influenza del sistema e’ costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte dal sistema, diversamente rischia di finirne stritolato ed espulso. Per questo motivo chi si trova a subire la pressione di un pendolo distruttivo può rovinarsi con estrema facilità l’intera esistenza. Sfuggirne indenni e’ di solito molto difficile.
Se una persona ha fortuna, riesce a trovare il suo posticino nel sistema e ad assestarsi lì, vivendo come un pesce nell’acqua. Dal suo posto egli, come membro, fornisce energia al pendolo e quest’ultimo lo ricambia, garantendogli un ambiente di sopravvivenza. Qualora però egli violasse le leggi della struttura e la sua frequenza di emissione non coincidesse più con quella di risonanza delle oscillazioni del pendolo, quest’ultimo, privato di una fonte d’ energia, finirebbe per ripudiarlo o distruggerlo.
Se invece una persona finisce per sbandare e si allontana dalle sue linee esistenziali favorevoli, la sua vita nella struttura di un pendolo estraneo si trasforma in un supplizio o in una squallida sopravvivenza. In questi casi il pendolo diventa letteralmente distruttivo e il malcapitato perde completamente la sua libertà. Che gli piaccia o meno, egli viene costretto a vivere secondo leggi imposte e relegato al ruolo di rotella in un grande ingranaggio.


C'è’ anche chi, finendo sotto l’ala protettiva di un pendolo, raggiunge risultati eccellenti. Napoleone, Hitler, Stalin e analoghe personalità della storia, sono tutti i beniamini dei pendoli distruttivi. Anche in questi casi però, i pendoli non si preoccupano del benessere dei loro singoli membri, impegnati come sono ad utilizzarli per i propri scopi. Quando fu chiesto a Napoleone se si fosse mai sentito veramente felice egli poté ricordare di tutta la sua vita solo pochi giorni.
Il pendolo utilizza metodi sofisticati per l’adescamento di nuovi seguaci, riuscendo ad attirarli come mosche al miele. Quante volte le persone, facendosi allettare dalle trovate pubblicitarie dei pendoli, si sono allontanate dalla felicità che avevano sotto il naso! Vanno a fare il servizio militare e muoiono; affrontano studi e imparano una professione che non e’ la loro; trovano un lavoro estraneo alla loro personalità, pur tuttavia di prestigio, e affondano in un mare di guai; legano la propria vita a una persona che non e’ quella giusta e poi soffrono .
L'attività del pendolo porta spesso alla distruzione dei destini dei suoi singoli membri, per quanto esso cerchi di mascherare le sue motivazioni sotto sembianze virtuose. Il rischio piu’ grave per un individuo che subisce la pressione di un pendolo distruttivo sta nel fatto che quest’ultimo fa deviare la sua vittima da quelle linee della vita dove egli avrebbe potuto trovare la sua fortuna. Sottolineiamo di seguito i suoi tratti distintivi:
  • -  Il pendolo si nutre dell’energia dei suoi membri sostenitori e grazie ad essa incrementa la propria frequenza d’oscillazione.
  • -  Il pendolo mira ad attirare a sé quanti più seguaci possibile per ricevere quanta più energia possibile.
  • -  Il pendolo contrappone intenzionalmente il proprio gruppo di membri ai differenti altri gruppi (secondo la logica: noi siamo i buoni, gli altri sono diversi, sono i cattivi).
  • -  Il pendolo lancia accusa aggressive contro chi non e’ riuscito a reclutare, e cerca in tutti i modi di attirare i renitenti dalla sua parte, o di neutralizzarli o di rimuoverli.
  • -  Il pendolo seduce con maschere benevoli, si scherma di fini nobili, gioca con i sentimenti degli individui, al fine di giustificare il proprio operato e accattivarsi quanti più sostenitori possibile.
    Il pendolo, per sua natura, e’ un "egregor"(1), anche se questa definizione non e’ del tutto esauriente. Il concetto di “egregor” non riflette pienamente l’intero spettro delle sfumature dell’interazione tra l’individuo e questa entità energetica d’informazione. In realtà i pendoli hanno nella vita degli individui un peso incommensurabilmente più forte di quanto si sia portati a credere.

    L’esempio che segue illustra chiaramente il modo in cui il pendolo assorbe l’energia dei suoi sostenitori. Provate ad immaginare uno stadio gremito di gente. Si sta disputando una partita di calcio, la tensione si tocca con mano, i tifosi smaniano. Un calciatore commette un imperdonabile fallo e porta la sua squadra alla sconfitta. Sul calciatore si riversa immediatamente la furia dei tifosi, pronti a scendere in campo e a squartarlo. Riuscite ad immaginare la massa di energia negativa che si riversa sulla testa di quel povero disgraziato? Questo mostruoso flusso di energia dovrebbe teoricamente stenderlo sul posto. Ma non e’ cosi: il calciatore rimane vivo e vegeto, abbattuto solo dal suo senso di colpa. E allora, dov'è’ andata a finire l’energia negativa della folla furibonda? Se l'è’ risucchiata il pendolo. Se fosse diversamente, l’oggetto dell’odio della folla morirebbe, mentre gli idoli della folla si librerebbero in aria.
    Non esprimo giudizi sull’essenza del pendolo, se si tratti cioè di un'entità animata o semplicemente di una forma energetica. Tanto più che per la tecnica del Transurfing non e’ di alcuna rilevanza. L'importante e’ riconoscere il pendolo e non stare al suo gioco a meno che non ci sia in ballo un interesse personale diretto.
    Il pendolo si riconosce facilmente da un altro tratto distintivo: esso si trova sempre in stato di rivalità con i suoi simili per conquistarsi la simpatia degli individui. Lo scopo del pendolo e’ solo uno: fare il più proseliti possibile per ricavarne quanta più energia possibile. Quanto più aggressivi sono i mezzi usati dal pendolo nella sua lotta di conquista, tanto più esso e’ distruttivo, tanto più esso rappresenta una minaccia per la vita del singolo individuo.
    Si può obiettare, pur tuttavia, che esistono organizzazioni di beneficenza, associazioni per la difesa della natura, degli animali, eccetera. Che cosa possono avere queste strutture di distruttivo, vi chiederete voi. Per vostra informazione personale, distruttivo e’ il fatto che esse comunque si nutrono della vostra energia, restando assolutamente indifferenti al vostro benessere e alla vostra felicità. Sollecitando ad essere magnanimi con gli altri, vi propongono di rimanere indifferenti a voi stessi. Se ciò vi garba e vi sentite veramente felici facendo queste opere di bene, significa che avete trovato la vostra vocazione, il vostro pendolo. Qui però dovete essere molto onesti con voi stessi: non e’ che per caso indossiate una maschera di virtù? Siete veramente disposti ad offrire con sincerità soldi ed energia per il bene degli altri o non giocate piuttosto a far beneficenza per apparire migliori?
    Purtroppo gli uomini assoggettati ai pendoli distruttivi hanno disimparato a scegliere il proprio destino. Un uomo che ha libertà di scelta, infatti, acquista indipendenza. E i pendoli, dunque, non possono arruolarlo nelle loro file, fare di lui un membro. La nostra coscienza e’ a tal punto assuefatta al pensiero che il destino sia una sorte superiore, che spesso ci e’ difficile credere nella possibilità di scegliere semplicemente quel destino che più ci piace. I pendoli hanno tutta la convenienza di tenere i loro membri sotto controllo, perciò inventano ogni sorta di mezzo per manipolare i propri servitori. 
 tratto  da Transurfing lo spazio delle varianti

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