martedì 29 gennaio 2013

ITALIA (R)EVOLUTION


Il principio di strategia più importante per risolvere i problemi che ci si presentano davanti è “pensa fuori dalla scatola”. E cosa vuol dire nella pratica? Che quando ci troviamo dentro un problema, e rimaniamo all’interno dell’ambiente che esso ha creato, nessuna delle soluzioni che sceglieremo potranno risolverlo. Nessuna.
Se invece faremo un passo indietro, usciremo dalla “scatola” e osserveremo la situazione da una prospettiva più ampia, allora potremo trovare qualcosa in grado di produrre quel cambiamento capace di risolvere il problema. La “scatola” del nostro tempo è rappresentata dai mass media, e in particolare la televisione.

Fuori dalla scatola

Chi la guarda tutti i giorni, e forma la sua opinione sui concetti, sui numeri, sulle interpretazioni che essa ci dà del mondo in cui viviamo, quando deve elaborare una “sua” soluzione ai problemi che i mass media ci raccontano, usa come dati di partenza quelli che gli stessi mass media hanno fornito.
Resta così “dentro alla scatola”, che alcuni hanno chiamato “matrix”, una specie di realtà parallela, artificiale, che un pezzo per volta, giorno dopo giorno, è stata sostituita da giornali e tv a quella che tutti noi siamo in grado autonomamente di crearci osservando il mondo indisturbati attraverso la nostra capacità di giudizio. E senza possibilità di scampo sguazza dentro alla “matrix”, come un pesce in una boccia d’acqua che diventa ogni giorno più piccola e soffocante.
Ora, “dentro alla scatola” della “matrix”, il problema che sia in quanto individui che in quanto nazione stiamo vivendo è rappresentato da una crisi senza precedenti, che ogni giorno ci rende più poveri e più prigionieri. Una crisi così grande da abbracciare l’intero modello di vita consumistico dell’occidente, che si dimostra essere tragicamente fallimentare.
Ci sono “dentro la scatola” soluzioni ad un problema di queste proporzioni? Ossia tra tutte quelle che i mass media stessi suggeriscono? Tra le proposte dai cosiddetti partiti “di destra” o “di sinistra”, o tra quelle di un “nuovo” partito di centro che intenderebbe riciclare un governo “tecnico” non eletto dal popolo, che ha drammaticamente aggravato la crisi in corso? Nessuna. Nessuna potrà condurci fuori dal problema: ne cambierà solo qualche dettaglio.
Ma basta fare un passo indietro e la soluzione apparirà là dove è sempre stata: ben nascosta davanti ai nostri occhi. Senza necessità di scendere in piazza, senza violenza, senza scontro, la soluzione è usare in modo insolito il solo strumento rimasto a dare una parvenza di democrazia a quella che di fatto non è più tale: il voto. Votando IN MASSA i partiti Nuovi, e spostando gli equilibri politici in modo così evidente da sopravanzare anche i brogli che possono comunque verificarsi da parte di quei poteri forti che stanno perdendo terreno e controllo.
Ma quali sono i partiti vecchi quali quelli Nuovi, con la N maiuscola? È semplice da capire leggendo il loro programma: quelli che propongono austerità, tagli e svendite (le chiamano “privatizzazioni”) dei beni pubblici che sono la ricchezza vera di noi cittadini e che incitano a restare sotto la schiavitù monetaria dell’Euro e non parlano di crescita, investimenti e ricerca rappresentano il mondo del passato, che non si rassegna a morire anche se la Storia ne ha già decretato l’estinzione.
Quelli che invece propongono di rimettere al centro della vita pubblica uno stato sovrano, che possa emettere e gestire la propria moneta, che investa nella crescita sostenibile e nelle nuove tecnologie, che applichi una tassazione mirata solo ad evitare scompensi tra domanda ed offerta e non a depredare la popolazione, uno stato snellito, libero da sprechi e clientelismi, che tuteli i propri cittadini e ne promuova la piena realizzazione. Quelli che invitano i cittadini a tornare ad interessarsi alla vita pubblica in modo costruttivo, etico e mirato al bene comune. Quelli che esortano ognuno di noi ad ESSERE CITTADINI RESPONSABILI in ogni più semplice gesto della nostra vita quotidiana, rinunciando per sempre a quel modello di vita politica che promuove l’intrallazzo ed il vantaggio personale a scapito della comunità, sono i partiti Nuovi. Nel senso che incarnano qualcosa di autenticamente Nuovo, che ai disillusi appare improbabile ed utopico mentre è già parte costituente del nostro futuro.
Votare partiti nel cui programma non vi sono le consuete, illusorie ed artificiali contrapposizioni tra destra, sinistra e centro, ma azioni mirate a promuovere la dignità individuale e collettiva, questo sì determina un cambiamento effettivo, materiale e decisivo della situazione.

L’ora del cambiamento

Ma è davvero possibile tutto questo? Oh, è molto più che possibile, è INEVITABILE. È quello che accadrà, perché è qualcosa che nasce dalla natura stessa del Popolo Italiano. Laddove altri popoli più intimamente guerrieri del nostro lascerebbero che il dramma si consumi fino ad estreme conseguenze di sangue e rovina, nel nostro DNA c’è quella abilità specifica a trasmutare una situazione tragica in una grottesca e con un colpo di genio riportare il tutto in commedia. E ripartire quindi, sfatando ogni pronostico negativo.
Quando ci troviamo stretti nell’angolo, con un elastico ed un cucchiaino costruiamo una catapulta con cui far inciampare e cadere nella pozzanghera del ridicolo il gigante che fino ad un istante prima pareva terrorizzarci. Ecco, quello delle soluzioni impreviste, del salvataggio in extremis, del goal della vittoria al termine dei tempi supplementari è in fondo un tratto tipico del nostro essere, un tratto al quale è un errore sottrarsi, poiché rappresenta la nostra forza, la nostra stessa identità.
Nel nostro DNA c’è l’attitudine a lottare per la nostra dignità, ma non quella di aggredire gli altri perché qualcuno ci persuade a farlo. Come popolo siamo nati per costruire con l’arte e l’ingegno, non per distruggere con la violenza e con la guerra. La nostra terra, che abbiamo trasformato con le nostre mani e con secoli di cultura in un patrimonio di incredibile bellezza che tutto il mondo ci ammira, è lì a testimoniare che siamo nati per CREARE. In tutte le forme, a tutti i livelli, in tutte le situazioni.
Che la nostra natura profonda di popolo è fatta di quel mix unico di ingenua e multiforme vivacità, che lasciata correre libera sfocia nel pittoresco della Commedia dell’Arte, mentre incanalata con la giusta disciplina diviene Sublime Bellezza, che le opere dei nostri grandi hanno reso immortale. Noi Italiani siamo irriducibilmente CREATORI.
Lo siamo di fronte all’intero universo, testimone di questa nostra incancellabile caratteristica. Questo siamo e sempre saremo se non rinunciamo alla nostra natura. Anche quando qualcuno lassù al potere, qualcuno che non riusciamo ad individuare ci spinge ad uniformarci, a svendere quel che siamo per un misero pugno di beni di consumo, materialistici ed illusori, ci spinge a competere e a litigare tra noi perché così può distrarci, controllarci meglio e mantenere agevolmente nel frattempo i propri immensi privilegi.
Ma ora è il nostro momento. Siamo all’ultimo minuto dei tempi supplementari.
Quella risorsa imprevista che ci rende così unici, si è attivata, semplicemente perché è scritta nelle nostre cellule, in ognuno di noi. Quando ormai sembra tutto perduto, ci svincoliamo, sgusciamo via e sorprendiamo con un colpo di scena tutti coloro che, sottovalutandoci, credevano già di averci messo nel sacco. È già scritto nella Storia, deve solo succedere materialmente, perché tutti possano vederlo.
Alle elezioni del 24 e 25 Febbraio 2013 il Popolo Italiano voterà in massa i partiti Nuovi, gli equilibri politici cambieranno e la Storia della nostra nazione, dell’Europa e di tutto il mondo prenderà una direzione Nuova.
Di CREAZIONE, dopo tanta distruzione.
Di benessere autentico e sostenibile, di equità, trasparenza ed armonia.
Si manifesterà esplicitamente nella realtà materiale ciò che in modo implicito nella nostra mente e nel profondo del nostro cuore è già accaduto.
Già, gli Italiani hanno già scelto il Nuovo.
Hanno già scelto di tornare ad essere sé stessi.
Di essere i creatori del proprio destino.
Di essere l’esempio per gli altri di come ciò possa avvenire.
Di essere la chiave, l’inizio della nascita di un futuro radioso per tutto il pianeta.
Italia (R)evolution

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