mercoledì 28 agosto 2013

Le persone si controllano tra di loro e fanno il gioco del sistema

Francesco Franz Amato Le persone si controllano tra di loro e fanno il gioco del sistema

Come si dice in un documentario con David Icke di qualche tempo fa, la furbata maggiore del sistema in cui ci troviamo è stata quella di creare un metodo di controllo interno: non serve che siano il sistema o le sue autorità a controllare le persone: lo fanno le persone stesse..

E’ il gioco del moralismo, del perbenismo e del conformismo sempre più sfrenati di questa epoca.

Le persone che si adeguano al sistema fanno di tutto perchè anche gli altri facciano lo stesso. Fino ad arrivare a mettere i bastoni fra le ruote, o ad isolare chi non si adatta ai parametri generali.

E’ il caso di quello che si piazza a 130 km/h in autostrada in corsia di sorpasso e rifiuta di spostarsi se alle sue spalle qualcuno gli chiede strada: lui non può sapere per quale motivo chi desidera andare più in frettta gli stia chiedendo spazio. Potrebbe essere una ragione valida, come un’emergenza medica o di sicurezza, però rifiuta lo stesso di farsi da parte perchè, dato che lui è già alla massima velocità consentita, gli altri devono fare lo stesso. In altre parole si assume il ruolo di controllore della velocità altrui, senza averne l’autorità, senza un incarico ufficiale e, quel che è peggio, senza avere la benché minima idea di chi ci sia alle sue spalle e del motivo per cui voglia andare più veloce.

Andando oltre l’esempio in questione, la società ormai è piena di questi comportamenti, dove chi si uniforma alle regole pretende che tutti gli altri facciano lo stesso e, in caso contrario, mette in atto rappresaglie o comportamenti contro chi non si adegua.

Le persone non omologate vengono isolate, ostracizzate, giudicate e condannate senza il benché minimo tentativo di comprendere le ragioni del loro comportamento: semplicemente, dato che non si comportano come ci si aspetta da loro, allora sono da condannare.

Tu DEVI adeguarti, DEVI seguire le regole, poco importa se sono assurde o se hai degli ottimi motivi per opporti: DEVI conformarti.

E’ ovvio che non stiamo parlando delle leggi dello stato, se non in parte, ma delle regole non scritte che la morale comune, questa incredibile vessazione all’animo umano, impone a chi vive in una qualsiasi società moderna.

Ed è veramente un capolavoro di ingegneria sociale quello messo in piedi da chi vuole il controllo delle masse: fare in modo che le stesse provvedano autonomamente a rendere la vita difficile a chi non si adegua.

Non vuoi curarti con la chemioterapia? L’ospedale rifiuta di curarti in toto.

Vuoi vivere secondo canoni salutistici? Vieni additato come un pazzo e, in più, fai fatica a procurarti un cibo sano o un abbigliamento che non sia sintetico.

Ci sono 42 gradi all’ombra? Devi mettere la giacca lo stesso, anche se rischi il colpo di calore e al di sotto del “fresco lana” la camicia è completamente madida di sudore.

Entri in un negozio con l’aria condizionata? Devi beccartela tutta, anche se è ovvio che chi entra è sudato per il caldo estivo e uno sbalzo termico di 20 gradi non può di certo fargli bene.

Non facciamo il gioco del sistema: non diventiamo agenti di polizia morale contro i nostri stessi simili. Anziché ostracizzare chi vive secondo regole diverse, difendiamo la sua libertà di farlo in quanto libero cittadino del mondo (non sto parlando di comportamenti criminali, ovvio!).

Se qualcuno non vuole vaccinare i suoi figli perchè ritiene questa pratica una barbarie inutile, DEVE avere il diritto di farlo senza che nessuno gli salti addosso come succede nella maggior parte dei casi.

Se un uomo vuole andare al lavoro in Luglio, quando ci sono 40 gradi all’ombra, vestito in tuta e maglietta, DEVE avere il diritto di farlo senza che nessuno ne metta in dubbio la professionalità.

In una società civile, composta da individui veri, ogni persona si dovrebbe battere fino alla morte per il diritto di chiunque altro ad essere libero.

E non, come invece accade oggi, per fare si che si conformi alle regole della morale comune
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