venerdì 4 ottobre 2013

Anche i microbi hanno un senso


Le scoperte ancora un po’ nascoste degli scienziati di frontiera degli ultimi due secoli

 di Sergio Belforti

Viviamo in un mondo dominato dal materialismo, diretta conseguenza dell’atomismo di Epicuro e Democrito e del meccanicismo di Cartesio che ha avuto i suoi risvolti sia nella scienza medica, diventata prevalentemente riduzionistica e deterministica, sia nell’economia e nella società civile dalla rivoluzione industriale in poi. La parte “spirituale”, giudicata non suscettibile di indagine scientifica dal razionalismo cartesiano, ha dovuto attendere i geni quantistici a cavallo del Novecento per essere rivalutata ma, a tutt’oggi, rimane un po’ ‘a latere’ e appannaggio di personaggi un po’ strani, i cosiddetti scienziati di frontiera, i cui lavori generalmente non vengono diffusi dalla riviste e dai mass media accreditati oggi nel mondo scientifico costituito ma si avvalgono, per essere pubblicati, di vie più esoteriche, iniziatiche, per così dire.

La medicina non è esente da queste problematiche: fondata sul meccanicismo deterministico di Cartesio e Newton e sul riduzionismo del XIX° secolo, si occupa dell’efficienza della macchina e non si chiede la ragione profonda dei fenomeni patologici, anche perché è frustrata dal fatto di non riuscire a indagarla con i mezzi a sua disposizione. Infatti, il “perché” profondo delle cose è un qualcosa che attiene più alla “res cogitans” che alla “res extensa” di cartesiana memoria, quindi più che al corpo fisico alla forza vitale, la quale è la parte di noi che Cartesio pensava non potesse essere indagata con la scienza ma solo con la filosofia e la religione.

Ancora oggi la medicina soffre di questo dualismo.

E’ dunque più posizionata sulla descrizione del “come” i fenomeni avvengono, e in questo campo, il campo diagnostico, intendo, è diventata insuperabilmente precisa, ed è anche proiettata sulla soluzione fondamentalmente sintomatica del problema, per poter al più presto recuperare l’efficienza e permettere al ”paziente” di “tornare al lavoro”, perché, ovviamente, il tempo è denaro. Le cosiddette “malattie”, perciò, sono viste più come ostacoli che come opportunità di conoscere quello che il nostro corpo ci vuole dire.

Qualcosa che va combattuto più che capito.

Qualcosa che si abbatte contro di noi senza alcun senso, invece che processi con una possibile finalità che fanno parte di qualcosa di più vasto e profondo.

Ecco che viene completamente perso il senso della vita, della morte, del dolore.

Ecco che nasce la paura e, con essa, il senso di impotenza.

Se parliamo di virus e di batteri secondo questa concezione “scientifica”, ci accorgiamo che anch’essi rientrano perfettamente nel paradigma deterministico causa-effetto che sta alla base della Teoria dei Germi, proposta da Louis Pasteur (1822-1895) nella seconda metà dell’Ottocento.

Questa Teoria, che è stata assunta come base della Microbiologia e della Medicina moderne, propone l’idea, comunemente accettata, che alla base di ogni malattia infettiva ci sia un germe ben definito, “un germe, una malattia”, il cosiddetto monomorfismo.

Qual è il punto?

Secondo alcuni Autori moderni, ben documentati , Pasteur avrebbe tratto le basi della sua teoria dalle idee di un suo contemporaneo e avversario, il professor Antoine Béchamp (1816-1908), uno dei maggiori scienziati francesi del XIX° secolo.

Pasteur ne avrebbe manipolato le idee per trarne la sua Teoria dei Germi e presentarla, oltre che da chimico e farmacista, quale era, anche da genio in pubblicità e pubbliche relazioni, alla Accademia delle Scienze, la quale l’ha accettata, ponendo le basi della moderna medicina e condannando Béchamp al quasi-anonimato. (1)

Cosa diceva Béchamp?

Egli elaborò la cosiddetta “teoria cellulare”, in accordo con i postulati del famoso conterraneo fisiologo del suo tempo Claude Bernard: “ le microbe n’est rien, le terrain c’est tout” (“il microbo non è nulla, il terreno è tutto”).

In pratica, i germi non proverrebbero dall’esterno attaccando l’organismo come nemici, ma risiederebbero come pacifici simbionti in ogni tessuto o essere vivente nella forma di “microzimi”, ovvero corpuscoli infinitesimali, ma in grado di trasformarsi in tutti gli stadi della catena microbiologica (batteri-virus-funghi-muffe) a seconda del terreno in cui si trovano a vivere (teoria pleomorfica).

La cosa interessante è che studiosi successivi, pur ostracizzati dalla medicina convenzionale, riuscirono a dare una dimostrazione piuttosto convincente di questa teoria. Ad esempio, tra gli anni ’30 e ’40 del Novecento il genio di Royal Raymond Rife (1888-1971) permise la costruzione di un microscopio, detto il “Microscopio Universale di Rife” il quale, attraverso l’uso della luce riflessa in una serie di prismi cuneiformi, dava finalmente la possibilità di osservare la materia vivente e non più tessuti inerti, danneggiati e distorti da coloranti chimici e dal fascio di elettroni del microscopio elettronico.

Così Rife riuscì a vedere ciò che non era possibile vedere con i microscòpi ordinari, e cioè i microrganismi mentre invadevano i terreni di coltura. Poté così vedere la frenetica attività di queste particelle mentre cambiavano forma in virus, batteri, funghi, confermando così il pleomorfismo di Béchamp, e gli sembrò pure di vedere come i virus trasformassero le cellule normali in cellule tumorali. Royal Raymond Rife identificò per primo (nel 1920!) quello che egli considerò il virus cancerogeno e lo chiamò “Cryptocides primordiales”, mettendo anche a punto un suo rimedio anticancro, fondato sulla distruzione dei germi mediante le frequenze vibrazionali (M.O.R.: Mortal Oscillatory Rate).

Almeno altri due grandi ricercatori e scienziati del XX° secolo confermarono l’ipotesi pleomorfica, Gaston Naessens e Gunther Enderlein.

Gaston Naessens (1924- ), con il suo Somatoscopio (un perfezionamento del 1940 in senso elettronico del Microscopio Universale di Rife), riuscì a dimostrare l’esistenza dei microzimi di Béchamp e li chiamò Somatidi.

Ne studiò il ciclo vitale in ogni liquido biologico, compresi il succo di vegetali e il sangue, e scoprì che è composto di 16 stadi. Solo i primi tre stadi sono normali.

Quando il sistema immunitario si indebolisce per un qualsiasi motivo (esposizione a inquinamento atmosferico, radiazioni ionizzanti, campi elettrici, denutrizione, shock emozionali, depressione, farmaci immunosoppressori, ecc.), i somatidi evolvono verso i successivi 13 stadi, batteri e funghi), e si associano alle più comuni malattie cosiddette autoimmuni oggi conosciute, ovvero l’Artrite Reumatoide, la Sclerosi Multipla, il Lupus, oltre al Cancro e all’AIDS.

Queste scoperte pongono Gaston Naessens in contraddizione con la medicina ortodossa, che ha abbracciato in pieno la Teoria dei Germi di Pasteur e che quindi vedrebbe scardinate le sue basi dall’accettazione di questa interamente Nuova Biologia, di cui oggi sono alfieri i microbiologi Sorin Sonea e Maurice Panisset. (2)

Fatto sta che c’è stato un altro ricercatore indipendente che è arrivato alle stesse conclusioni.

Gunther Enderlein (1872-1968) (3), già allievo di Wilhem Von Brehmer, noto per i suoi lavori sulle trasformazioni cicliche dell’endobionte Siphonospora polymorpha, afferma che i “germi” esistono in diverse forme, iniziano come Protiti (le stesse particelle danzanti in background in ogni liquido biologico trovate e chiamate in modo diverso da Béchamp, Rife, Naessens ed altri), e cambiano poi in virus, che poi cambiano in batteri, che poi cambiano in funghi, a seconda delle condizioni del terreno.

Se il terreno varia il suo pH verso l’acidità, la sua carica elettromagnetica, il suo livello di intossicazione, diventando tossico, e il suo stato nutrizionale verso la carenza, con conseguenti bassi livelli di ossigeno, ecco che le piccole particelle danzanti (i Protiti) cambiano forma verso microrganismi che diventano indipendenti, con uno scopo preciso: ripulire il terreno dalla spazzatura (i tossici) o ricostruire le cellule andate perdute.

Ovviamente c’è un problema: se il disequilibrio è troppo forte ed essi proliferano a dismisura producono essi stessi tossine in gran quantità che diventano nocive all’organismo dando origine ai sintomi delle malattie a noi ben note.

Si tratterebbe in sostanza di una forma di simbiosi, in cui l’organismo vivente e sano provvede al nutrimento delle più piccole particelle viventi, e queste,a loro volta, tramite le opportune trasformazioni, provvedono alla detossificazione e alla rigenerazione cellulare dell’organismo che si è ammalato a causa delle variazioni del terreno in senso tossiemico.

Secondo questa visione, dunque, i batteri e i virus non sono la causa della malattia ma il risultato delle variazione del terreno in cui si formano.

Louis Pasteur, dunque, si sbagliava: i microrganismi non attaccano dall’esterno ma provengono da dentro di noi.

Non sono nostri nemici ma cooperano con noi per la nostra salute.

Questa era una ragionevole Teoria alternativa a quella di Pasteur.

Eppure non è mai stata nemmeno presa in considerazione dalla Medicina Ufficiale e temo che le ragioni non siano dovute né alla dedizione a una ricerca indipendente né tanto meno all’amore per l’umanità sofferente.

Dopo che i tentativi delle case farmaceutiche di “comprarsi” il rimedio per il cancro che Rife aveva messo a punto fallirono, egli fu sottoposto al boicottaggio più spietato, tentativi di furto della sua documentazione scientifica, atti di vandalismo e, infine, furono perpetrati attacchi giudiziari pretestuosi alle aziende manifatturiere che producevano il suo microscopio, fino ad indurle a chiudere la produzione.

I suoi collaboratori furono silenziati con ingenti somme di denaro e prestigiosi incarichi scientifici presso le più importanti Associazioni Mediche del tempo mentre le Riviste Medico-Scientifiche rifiutarono di pubblicare gli articoli di Rife, tanto che un’intera generazione di studenti in medicina si laureò senza aver nemmeno sentito nominare il nome di Rife.

Solo ultimamente è stata rinvenuta e restaurata un serie di video originali di Rife e collaboratori e messa a disposizione del pubblico perché la sua storia e le sue scoperte non fossero dimenticate (vedi www.zerozerotwo.org;www.rifevideos.com; Youtube: The Forgotten Story of Royal Raymond Rife).

Gaston Naessens fu perseguitato per le sue scoperte, specie per il suo rimedio naturale contro il cancro, il 714-X. Contro di lui il famoso epidemiologo dell’AIDS Robert Gallo ha detto che “il pleomorfismo è da insanità mentale”.

Il punto è che con il microscopio di Naessens e la serie Ergonom da esso derivata lo si vede coi propri occhi (basta cercare i video su internet nel sitowww.grayfieldoptical.com/symbiosis_or_parasitism.html) , ma le credenze radicate e consolidate, a quanto pare, non possono essere abbattute nemmeno con la realtà dei fatti.

Un medico (e teologo) dei nostri giorni che è stato ed è a tutt’oggi grandemente perseguitato per le sue scoperte rivoluzionarie è il Dott. Theol. Ryke Geerd Hamer (Dusseldorf-Mettmann, Germania, 1935- ).

In seguito a un tragico episodio della sua vita (la morte del figlio, il 7 dicembre 1978, per mano del principe Vittorio Emanuele di Savoia, dopo tre mesi di indicibili sofferenze) il dr Hamer giunse a scoprire su un elevato numero di casi clinici (era primario internista in una clinica oncologica bavarese) quella che lui chiamò la legge ferrea del cancro ovvero la precisa relazione tra il cancro e la DHS (Dirk Hamer Syndrome, dal nome di suo figlio), un conflitto biologico-emozionale con caratteristiche ben definite.

Questa legge è la prima delle cinque leggi biologiche della Natura, scoperte da Hamer, che oggi sono oggetto di sempre maggiore attenzione da parte di molti ricercatori indipendenti sparsi in tutto il mondo, anche se purtroppo non di quella della scienza ufficiale, sempre sospettosa ma anche sempre meno indipendente e più sponsorizzata, e quindi indirizzata.

Per il discorso che stiamo facendo ora ci serve di soffermarci sulla 4^ legge biologica ovvero il Sistema Ontogeneticamente determinato dei Microbi, una legge che, dice Hamer, gli è caduta in mano come un frutto maturo come conseguenza delle tre precedenti. E questo ci obbliga a dare uno sguardo, seppur veloce, a tutto “il sistema Hamer”.

Dobbiamo in primo luogo tenere conto che, per Hamer, il cancro non è quella malattia terribile e maligna che conduce a morte (“incurabile”, si diceva fino a poco tempo addietro) ma semplicemente un programma Speciale con Senso Biologico (SBS) della Natura.

In sintesi: dalla DHS si origina il cancro, ovvero l’SBS; la psiche determina l’organo in cui si forma il cancro , e, sincronicamente, il suo correlato focolaio di Hamer nel cervello, visibile alla TAC come una chiara immagine a bersaglio (1^ legge biologica o Legge Ferrea del Cancro). La soluzione del conflitto biologico determina la remissione del tumore, ovvero il programma Biologico Sensato (SBS) giunge a conclusione se il conflitto viene risolto. Infatti l’SBS segue un percorso ben codificato da quella che Hamer ha chiamato la 2^ legge biologica della Natura o legge della bifasicità.

Questa figura (che in questo blog non ho pubblicato ma potrete vederla cliccando qui http://kabbaland.com/MLH/anche-i-microbi-hanno-un-senso/#more-718 ) mostra l’inizio del Conflitto Attivo con la DHS e la sua fine con la soluzione del conflitto (CL= conflittolisi). La conflittolisi dà origine alla fase di riparazione (o soluzione), la cui articolazione in fase A, fase B e crisi epilettoide non può essere spiegata qui nei dettagli, ma può essere facilmente reperita nella produzione letteraria del dr Hamer o dei suoi discepoli sparsi nel mondo e presenti anche in Italia.

Quello che invece è indispensabile spiegare per i nostri fini è che, a seconda del tipo di conflitto che noi viviamo,vengono interessati gli organi derivanti da uno dei tre foglietti embrionali, fondamento della nostra successiva evoluzione ontogenetica, endoderma, mesoderma ed ectoderma, e il loro correlato settore cerebrale: tronco encefalico per l’endoderma e cervelletto per il mesoderma antico (paleoencefalo); sostanza bianca o midollo cerebrale per il mesoderma recente e corteccia per l’ectoderma (neoencefalo).

Esiste cioè una triade indissociabile: psiche-cervello-organo, tre unità che lavorano sempre insieme al fine della sopravvivenza, dove, se vogliamo fare un esempio informatico, la psiche è il programmatore, il cervello è il computer e gli organi sono le periferiche.

Il cervello/computer è il mediatore tra l’evento psichico e il processo organico.

In estrema sintesi: a livello psichico ci troviamo di fronte a uno shock conflittuale inaspettato e drammatico che viviamo come una situazione anomala e con un senso di isolamento (DHS).

Il cervello, sentendo minacciata la propria integrità o addirittura la sopravvivenza, si sintonizza immediatamente su un programma speciale di emergenza, già “installato” arcaicamente dalla nostra biologia, e lo fa partire (SBS bifasico).

A questo punto notiamo quelle che abitualmente chiamiamo “malattie” (vale a dire il cancro e le malattie oncoequivalenti, cioè tutte) o i sintomi di esse e ci allarmiamo, pensando di essere malati, non sapendo che, invece, sono proprio questi il segno che la nostra biologia ha reagito secondo il programma biologico predisposto dalla natura a difesa della propria integrità, scongiurando così il pericolo, e che, una volta risolto il conflitto, il processo andrà naturalmente verso la riparazione e la soluzione.

Ed è proprio qui che viene finalmente svelato il ruolo dei microbi e la loro finalità.

Hamer ha chiarito in modo molto preciso ed elegante quello che era già stato supposto da Béchamp e visto da Rife e Naessens coi loro microscòpi “biologici” e lo ha riassunto nella 4^ legge biologica della natura, che stiamo per illustrare. Ha dato così un senso ben definito e plausibile a quella distesa dilagante di microrganismi che, senza una ragione plausibile, a un certo punto ci attaccherebbero per farci del male, in quella giungla darwiniana che sarebbe il nostro mondo.

Qui sopra è illustrata la 3^ legge biologica, ovvero il Sistema ontogenetico dei programmi SBS della natura, che mette in relazione l’evoluzione del percorso bifasico del programma SBS con quello che succede a livello dei tessuti, cioè proliferazione cellulare se trattasi di organi a derivazione endodermica o mesodermica antica, correlati al cervello antico (paleoencefalo) e riduzione cellulare (ulcera o necrosi) se gli organi sono di derivazione ectodermica o mesodermica recente, correlati al cervello recente (neoencefalo).

Tutto quanto detto fin qui ci serve per arrivare a parlare del ruolo dei microbi com’è definito nella quarta legge biologica o il Sistema ontogeneticamente condizionato dei microbi.

Essendo fondata sulla pasteuriana Teoria dei Germi, la medicina scolastica ha ritenuto che i microbi fossero soltanto i veicoli delle malattie infettive, “e questa nostra visione” dice Hamer, parlando ancora da medico ufficiale “sembrava verosimile perché di fatto in caso di malattie infettive riscontravamo sempre appunto la presenza di tali microbi” (da “IL CANCRO e tutte le cosiddette ‘malattie’”, pag. 77).

La realtà è, proprio in base alla scoperte hameriane, che non sono i microbi a causare le “malattie”, come non sono i pompieri, pur sempre presenti in caso di incendio a causare lo stesso, anzi, essi sono i nostri stretti collaboratori dato che si attivano e lavorano esclusivamente nella fase di riparazione del programma SBS, e dunque collaborano alla nostra guarigione.

Questo significa che le presunte malattie infettive, che nella terminologia hameriana corrispondono ai sintomi della fase vagotonica di riparazione, sono sempre precedute da una fase di conflitto attivo, e questo spiegherebbe perché non tutti vengono “infettati” ma solo coloro che, appunto, patiscono quel conflitto.

Chi non ha paura, in genere, non si ammala.

Chi non patisce una DHS, ovvero uno shock emozionale biologico, non ha bisogno di ammalarsi.

La cosa interessante, e perfettamente il linea con la medicina naturale che ha preso spunto da Béchamp e successori, è che tutti i microbi si comportano come operai altamente specializzati e sono diretti, nel loro lavoro, dal cervello, nella seguente maniera:

 -   Funghi e micobatteri della TBC sono “ripulitori”, cioè eliminano i tumori diretti dal tronco cerebrale endodermici (adenocarcinomi) e i tumori diretti dal cervelletto paleo-mesodermici, ovvero caseificano i tumori degli organi diretti dal paleoencefalo a partire dall’inizio della conflittolisi (CL), se questa si verifica.

Essi sono diretti dal tronco cerebrale e dal cervelletto, vale a dire dal cervello antico, essendo filogeneticamente i microbi più antichi.

Essi cominciano a riprodursi durante la fase simpaticotonica di conflitto attivo, allo stesso ritmo e con la stessa intensità delle nuove cellule tumorali, nello speciale programma biologico e sensato dell’organismo ospite. In questa fase essi sono inattivi, ovvero, secondo la terminologia medica corrente, “apatogeni” o “non virulenti” o “quiescenti”.

Nel momento della conflittolisi sono presenti tutti i micobatteri che serviranno nella successiva fase di riparazione per poter demolire e caseificare, rapidamente e senza problemi, il tumore cresciuto nella fase attiva del programma SBS.

Come fanno a riconoscerlo e attaccarlo senza danneggiare i tessuti sani?

Paradossalmente, proprio grazie alla diversità genetica delle cellule tumorali che le rende “mostruose” all’occhio del patologo e le ammanta di un velo nero di “malignità”, esse vengono riconosciute dai nostri amici funghi e micobatteri e da questi distrutte.

-    I batteri sono “operai che sgombrano e ricostruiscono” nel modello diretto dalla sostanza bianca, quindi quando c’è stata una riduzione cellulare in forma di necrosi o di ulcera o di osteolisi di organi del foglietto embrionale medio.

In pratica i batteri sono paragonabili a degli scavatori che recuperano delle macerie per poter costruire una casa nuova e, siccome questo processo di ricostituzione cellulare di un tessuto che è venuto a mancare è faticoso ed avviene esclusivamente in fase di riparazione, proprio in questa fase possono aversi i sintomi anche pesanti delle cosiddette malattie infettive, febbre, tosse fino all’emottisi, astenia, malessere, ecc.

 -   I virus sono dei veri “ricostruttori”, e iniziano anch’essi il loro lavoro in fase di soluzione, quando informati dalla corteccia cerebrale del foglietto embrionale esterno (ectoderma), ottimizzando il processo restitutivo delle alterazioni ulcerative della pelle e delle mucose. Vorrei sottolineare che Hamer non è sicuro che i virus esistano così come descritti dai nostri testi di microbiologia e infettivologia, in quanto nella fase di conflitto attivo essi appaiono semplicemente come particelle proteiche complesse ma biologicamente inattivi, come morti, e solo successivamente queste particelle proteiche chiamate virus agiscono come catalizzatori allo scopo di ottimizzare il processo di riparazione del programma SBS.

Ciò è in perfetto accordo con la medicina naturale che considera i virus quali veramente sono, ovvero complessi aggregati proteo-lipidici che contengono sequenze nucleotidiche di DNA (o RNA) che non hanno in sé nessuna capacità vitale, mancando dei presupposti della vita, ossia la capacità metabolica di produzione energetica (i virus non hanno mitocondri) e la capacità di riproduzione autonoma (per riprodursi hanno bisogno di parassitare il DNA dell’ospite).

Da qui dubbi e ombre sulla reale “virulenza” e contagiosità dei virus: se sono morti non possono attaccarci come fossero eserciti di invasori ma potranno al massimo intossicarci per accumulo di detriti cellulari durante il loro lavoro di ricostruzione.

Qui si aprono capitoli di estremo interesse che ovviamente non possiamo affrontare ora, data l’ampiezza dell’argomento, ma che altri hanno trattato ampiamente e posto sul tappeto, come ad esempio Peter Duesberg nel suo libro “AIDS: Il virus inventato” e molti altri scienziati (per il dibattito sulla reale causa dell’AIDS vedi il sito www.virusmyth.com ), o come nel capitolo, anch’esso molto dibattuto, sulla pericolosità dei vaccini.

E veniamo alle conclusioni.

Da quel poco che ho potuto esporre ci possiamo rendere conto dell’impatto rivoluzionario della “scienza di frontiera”.

Coloro che vi si dedicano sono accomunati dal fatto di essere spesso e volentieri considerati dei ciarlatani, e, se questa stigmate non va a segno, divengono il bersaglio di persecuzioni disciplinari e giudiziarie.

Del resto, l’impatto delle loro scoperte sullo status quo è a dir poco destabilizzante, e un sistema consolidato non può tollerare di essere messo a soqquadro.

Niente di nuovo sotto il sole.

Socrate fu condannato alla pena capitale dai suoi concittadini per empietà, in quanto fu accusato di non credere agli dèi della sua polis e di corrompere i giovani con le sue idee, e bevve coerentemente la cicuta; Giordano Bruno fu bruciato sul rogo come eretico dall’Inquisizione cattolica, Galileo Galilei fu costretto all’abiura dalla stessa,entrambi accusati di destabilizzare il sistema ecclesiastico-aristotelico geocentrico; Baruch Spinoza fu scomunicato dalla comunità ebraica di Amsterdam a cui apparteneva perché ai loro occhi il suo originale sistema filosofico costituiva un pericolo per l’ortodossia religiosa.

Quali sono allora le idee dei nostri scienziati di frontiera che potrebbero destabilizzare il sistema delle lobbies oncologico-farmaceutiche e delle cattedre baronali?

I batteri e i virus non sono nostri nemici ma vivono in simbiosi con noi come microzimi (o somatidi, o protiti, come vogliamo chiamarli) e lavorano ai nostri ordini, collaborando alla nostra guarigione.

Il momento a partire dal quale ai microbi è permesso “lavorare” non dipende da fattori esterni ma è determinato esclusivamente dal nostro computer/cervello.

Scrive Béchamp: “I microzimi cambiano in batteri o virus che immediatamente vanno al lavoro per decomporre il materiale tossico pericoloso. Quando hanno completato il loro dovere essi immediatamente tornano allo stadio di microzimi.”

Scrive Hamer: “Non sono i microbi a causare le “malattie”, ma essi hanno il compito di ottimizzare la fase di riparazione” (del programma SBS, innescato dal nostro cervello in risposta a un particolare evento psichico, la DHS, N.d.A.).

“Il nostro cervello decide quale tipo di microbo può collaborare, quando e per quale tipo di lavoro.” Se dovessimo accettare queste idee le implicazioni sarebbero enormi, esagerate per il sistema:

- le “malattie” nascono all’interno di noi e all’interno di noi si curano,
- il contagio non esiste,
- la terapia non è una guerra feroce da combattere contro un nemico cattivo ma un atto di cooperazione con la natura,
- il “cancro” è un programma biologico speciale e sensato della natura che si risolve con l’aiuto dei microbi,
- il sistema immunitario come lo intendiamo oggi, cioè un esercito di cellule assassine che combatte contro i microbi cattivi, andrebbe totalmente ripensato,
- gli antibiotici e i vaccini non hanno senso, anzi, sono tossici.

Non è come proporre agli aristotelici che è la terra che gira attorno al sole, agli ateniesi che i loro sono falsi dèi e agli ebrei di Amsterdam la dottrina panteistica di Spinoza?

Alla conclusione di questo mio scritto mi piace citare ancora Hamer:

“Prima di arrivare a scoprire il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie oncoequivalenti ho osservato moltissimi casi, fino ad allora circa 10.000” (oggi sono più di 30.000, N.d.A.) “ed ho lavorato come dovrebbe fare un bravo scienziato, cioè in modo puramente empirico. Quindi ho diligentemente documentato tutti i casi, raccolto le tomografie computerizzate del cervello e i reperti istologici e li ho sempre raggruppati per confrontarli.

Ed ecco cosa ne è venuto fuori: un risultato da mozzare il respiro, che sino ad oggi si era ritenuto impossibile: esisteva un sistema!” (da “IL CANCRO e tutte le cosiddette “malattie”, pag. 71)

Questo sistema è meravigliosamente descritto nella 5^ legge biologica: la quintessenza, ovvero la legge che permette di comprendere ogni cosiddetta “malattia” come parte di uno o più programmi speciali, biologici e sensati della natura.

Questa legge, la base della Nuova Medicina Germanica di Hamer, è la quintessenza delle quattro precedenti leggi biologiche e capovolge completamente l’intera medicina, superando di fatto la visione deterministica e dando un senso biologico alle cosiddette “malattie” che, pertanto, non vengono a caso, per sfortuna o per una maledizione divina ma in seguito a un deterioramento del nostro terreno psico-biologico e con lo scopo di rimetterci in armonia con la natura.

Stiamo vivendo un anno molto speciale, il 2012, ricco di suggestioni che provengono dal passato e arricchito dalle inimmaginabili acquisizioni della rivoluzione quantistica che, dalla fisica, si propagano in modo inarrestabile anche alla biologia e alla medicina, proponendo una visione del tutto nuova ed estremamente stimolante, e un intervento terapeutico olistico, più umano ed efficace, e molto meno dispendioso.

D’altra parte il sistema sanitario sta cedendo sotto un sistema di spesa ormai insopportabile per un approccio che, oltretutto, potrebbe rivelarsi semplicemente sbagliato.

Siamo pronti al cambiamento?

Saremo talmente coraggiosi da riconoscere i nostri errori, abbatterli, valutare con attenzione ed obiettività quello che la scienza di frontiera ci propone e rimboccarci le maniche per ricostruire sulle macerie?

Proprio qui sta il punto critico… e la sfida…



BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

    Ethel D. Hume, Pasteur Exposed, 1923;

R.B. Pearson, Pasteur, Plagiarist, Impostor, 1942;
Gerald Geison, The Private Science of Louis Pasteur, 1995;

    Sonea- Panisset, Introduction à la Nouvelle Bactériologie, 1980;

Sorin Sonea, “Specical Lecture” al Congresso del Maggio 1993 dell’American Society of Microbiologists: “The Nature of the Prokaryotic World and the Worrisome Fate of Bacteriology”.

    Gὔnther Enderlain, Wikipedia, The Free Encyclopedia.

    Ryke Geerd Hamer, Testamento per una Nuova Medicina Germanica. La “Germanica”. Le 5 leggi biologiche della natura, 1999;

Ryke Geerd Hamer, IL CANCRO e tutte le cosiddette “malattie”, 2004.



In http://kabbaland.com/MLH/anche-i-microbi-hanno-un-senso/#more-718 potrete leggere l'articolo completo di foto e illustrazioni


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