sabato 2 novembre 2013

LETTA, EURO e POPULISMO

Letta non liquidi il problema dell’Euro parlando di populismo


Enrico Letta dichiara: “c’è un forte rischio che il prossimo Parlamento Europeo sia il più anti-europeo della storia”. Complimenti per la lucidità! Fa bene a preoccuparsi perché sarà proprio così. E non sia così superficiale caro Signor Presidente del Consiglio, a liquidare questo legittimo e democratico punto di vista come “populista” perché non lo è affatto. Tutt’altro! È l’inizio di una presa di Coscienza planetaria che spinge gli individui ad Accorgersi di essere stati fino ad oggi pedine di un gioco messo in piedi da pochi individui per arricchirsi senza pensare minimamente che ogni arricchimento è legittimo se c’è un’effettiva distribuzione del benessere. Invece, quello messo in piedi, é la monopoli dell’ingordigia realizzata con soldi finti pagati con lavoro e sacrifici veri. È Lei e tutti coloro che si dicono europeisti che confonde l’Europa dei Popoli con l’Europa della Moneta. Molti Cittadini di ogni nazione d’Europa sentono forte l’appartenenza ad una cultura millenaria del nostro continente, ma vogliono che essa sia rispettosa delle diversità di ogni Popolo. Le economie degli Stati membri sono diversissime tra loro e nonostante ciò avete voluto creare un’Unione Monetaria forzata per consegnare le chiavi del potere ad un gruppo di azionisti privati proprietari della BCE, che speculano e guadagnano sui debiti delle nazioni. Non avete creato quella ricchezza che i Suoi predecessori europeisti hanno promesso. “Lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più” (Romano Prodi). Avete creato povertà!! Debiti che aumentano con gli interessi in una spirale micidiale che sta distruggendo le economie di intere nazioni a favore di altre sempre all’interno della stessa Unione.

 L’Italia è il Bel Paese delle conquiste a poco prezzo. Lei e il suo Governo aumentate forsennatamente l’impostazione fiscale, affogate nella melma delle vostre 138.101 leggi e regolamenti chiunque non si arrenda ad elemosinare un posto precario e cerchi di darsi da fare per conto proprio. Avete abituato i giovani a non avere desideri, avete fatto loro credere che a 18 anni non possono aspirare a fare qualcosa per se stessi e per la società e li mandate tutti all’Università, con la falsa promessa che “un domani” avranno ciò che meritano. State portando al collasso la piccola e media impresa e state svendendo il nostro patrimonio industriale a pochi spiccioli. Allo stesso modo svendete all’estero il genio dei nostri creativi, dei nostri ricercatori, delle nostre menti più geniali. Togliete ossigeno agli investimenti delle nostre imprese che quando va bene si devono accontentare di essere ancora in attività. Così non c’è angolo di strada in cui non ci sia una saracinesca chiusa con scritto “AFFITTASI” mentre nelle nostre periferie e nei quartieri dilagano i nuovi Carrefour e gli Auchan. Tutte catene francesi che conquistano i nostri consumatori. Ma guardate i prodotti che vendono! Sono sempre di più stranieri, provenienti e prodotti nel loro Paese. E allora di che occupazione parlate nei vostri dibattiti televisivi e nelle Vostre laconiche, stucchevoli e obsolete manifestazioni istituzionali?!? Se le imprese chiudono, i negozi chiudono, il Paese è in svendita… quale futuro offrite ai giovani che fate finta di rimpiangere per la loro migrazione all’estero?! Perché a Parigi, in tutta la Francia o la Germania non si vedono altrettanti centri commerciali Esselunga o Coop? Neppure il famigerato sistema cooperativo riesce a conquistare l’Europa? O non si può??

Caro Letta, fa bene a preoccuparsi e sappia che questo moto di cambiamento è solo all’inizio. La vostra cupidigia, il vostro egoismo e la vostra superbia non produrrà altro che una grande ribellione. Neppure Lei e i suoi colleghi dei gruppi di potere mondiale potete prosperare ancora continuando a far stare male le persone. Non può funzionare signor Letta. La sua fortuna ancora per poco è aver potuto contare in Italia su una stragrande maggioranza di persone anziane preoccupate dei propri risparmi. Ma molti di loro li stanno spendendo per arrivare a fine mese e per aiutare figli e nipoti a spasso. Anche loro prima o poi faranno sentire la loro voce assieme a tutti coloro che da tempo si sono Accorti del sopruso che avete messo in atto.

Il Re di Francia è stato decapitato perché ha affamato i contadini, il comunismo è crollato per aver ridotto la libertà ai cittadini. Voi state facendo entrambe le cose. Non potrà proseguire a lungo questa ingiustizia.
Ci rifletta su Signor Letta, chieda la ridiscussione del Trattato di Lisbona e metta all’attenzione dell’Europa i sentimenti di disagio crescenti nel suo Popolo. Non è detto che Lei stesso possa cambiare idea su ciò che crede sia l’Europa di oggi. In fondo sarebbe la cosa migliore che le possa capitare in questa vita.

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