sabato 29 marzo 2014

IL PARASSITA NASCOSTO E LA SOCIETA'

Il mondo inteso come "società" è come un'enorme palla di neve che ruzzola giù da una montagna a tutta velocità, in continua crescita verso l'inevitabile schianto. Immaginiamo una forza che spinge, con grande potenza, un oggetto verso una determinata direzione. Innanzitutto dobbiamo comprendere cos'è la "società". Al di là del significato conosciuto esiste anche un significato sconosciuto, ed è proprio di questo che voglio parlare. Un parassita si nasconde dietro questo scenario e si nutre di tutto ciò che "vive".
 
La "società" è un termine che ne nasconde un altro. Il termine nascosto o semi nascosto è "omologazione". In poche parole non può esistere una società senza l'omologazione. Ma quali sono gli svantaggi dell'omologazione? L'omologazione è un termine che intende la costruzione di un modello di uomo ben preciso, di un'immensa eggregora, di uno stereotipo che calzi "bene" a tutti e che semplifichi e sostenga l'esistenza e quindi l'uomo, in particolare, la massa a cui vengono fornite tutta una serie di informazioni su come pensare, agire ed essere e sopratutto, su cosa credere e cose non credere.
L'omologazione non richiede un'individualità, non richiede genialità o particolari qualità individuali, anzi direi proprio che le "qualità" non sono adatte a questo contesto. Ovviamente è sottinteso che mi riferisco a delle qualità fuori dal comune. Non mi riferisco a quelle "qualità" che possiamo definire "standard" proprio perchè non hanno origine nel proprio sè, sono per forza di cose, fasulle e vengono imposte dal modello di società.
Non si può sviluppare un'individualità e omologarsi contemporaneamente.
La società è un organismo su cui sono stati impiantati tutta una serie di ideali, convinzioni e convenzioni, credenze, paure, mode, opinioni sulla vita e tutta una serie di differenze che dividono e barricano gli uomini all'interno di una serie limitata di modelli che vanno, dal mendicante al manager di una grossa azienda; la lista è lunghissima. In pratica il modello di società fornisce, a sua volta, una serie di modelli che rendono gli uomini uguali su certi aspetti e diversi su altri, ma si tratta di una diversità fasulla che sviluppa una incompatibilità di fondo, quasi inevitabile. Basti pensare alle classi sociali, al patriottismo alle divisioni geografiche e a tutte quelle dimensioni che dividono gli uomini in razze o li collocano in svariate posizioni sociali.
Chiunque non rientri in questi modelli viene scartato dalla società stessa perchè considerato come "non funzionante", viene considerato un soggetto che non si è "realizzato". Non a caso chi non rientra in questo modello di omologazione è definito spesso "asociale" o nel migliore dei casi un cattivo partito. Chi rifiuta ogni compromesso è considerato un pazzo.
Niente può fermare questa "palla di neve" perchè il suo peso e la sua velocità sono rapportati alla grandezza e all'importanza che la massa attribuisce a questi modelli che si potrebbero definire dei veri e propri guardiani meccanici dell'al di qua e che non consentono il passaggio che conduce verso l'io autentico, verso il potenziamento individuale e a tutti i vantaggi alchemici che ne possono derivare. Non voglio dire che questa non è alchimia, tutto lo è, ma le tappe in cui un elemento si trasforma definitivamente sono "periodi" alchemici molto importanti, in cui l'individuo scatena l'Hermes trasformatore e libera la coscienza da questa insaziabile gola che inghiotte tutto e tutti. Una coscienza superiore in grado di restituire all'anima la vera essenza, il vero potere e consentirle di riappropriarsi di tutta la luce ceduta ai parassiti, proprio come illustrato nella Pistis Sophia. L'analogia è impressionante. 
L'anima viene depredata proprio del suo potere di rendere perpetuo tutto ciò che tocca. Un piatto che fa gola a quegli aspetti di noi che hanno sviluppato una dipendenza a vizi e corruzioni e cercano di far sopravvivere questo regno materialista, il più a lungo possibile. Appare chiaro quindi che questi "divoratori" di "luce" vivono tra il nostra sè inferiore e il nostro sè superiore, e cercano con tutti i mezzi di occludere il passaggio che consente all'io superiore di manifestarsi nell'uomo, e non mi riferisco all'io superiore della psicologia, ma a un io superiore in senso assoluto e quindi, a rigor di logica, anche sconosciuto. Non è certo qualcosa che rientra nelle definizioni che gli uomini hanno dato ma piuttosto qualcosa che in realtà non conosciamo ancora bene, ma che tuttavia vive in noi; è dentro di noi.


L'alimento del Parassita
 
Il modello di società, come ho già accennato, innesca una forma di discrimazione ben mirata, inconscia, e in alcuni casi, conscia, utile ad esorcizzare l'eventualità che qualcuno possa liberarsi dalle proprie invisibili catene e riappropriarsi  del proprio sè; dell'alimento utile a sviluppare il proprio mondo individuale, ed esistere veramente. 
L'alimento in questione è la stima, la compartecipazione idealistica, la compassione, ciò in cui si crede. Tutto questo viene indirizzato verso una figura invisibile ed "esterna" al proprio sè, che sostituisce l'individuo; che lo possiede, che trasmuta in esso, diventando il parassita "ospite a vita".
Questo alimento è infatti assorbito completamente da questo "modello" attraverso il canale psichico e non solo. Viene "drenato" e quindi sottratto... rubato.
Immaginate una persona importante, con tanto di riconoscimenti, può nutrirsi in parte di questo alimento perchè ne ha il diritto, e tutti gli altri acconsentono, non perchè hanno sviluppato un effettiva stima nei confronti del soggetto in questione, tanto per la "fede" nel modello proposto dalla società stessa, che hanno sviluppato. 
L'alimento di cui ho parlato, che rappresenta in realtà la sostanza energetica stessa di cui l'uomo dispone, viene convogliato all'esterno rispetto all'io soggettivo... rispetto al proprio sè.
Voglio porre la massima attenzione su questo punto perchè è fondamentale in tutta questa vicenda.
La persona di successo, in realtà non si sta nutrendo di questo "alimento", non sta incontrando il proprio sè, ma sta facendo da tramite inconsapevolmente o meno ad un'altra entità. Egli porta questo cibo ad una bocca che in realtà non è la propria. Non sono soddisfazioni prodotte dal proprio sè ma sono istillate al fine di produrre "energia vivente" e cederla a questo falso io a scapito dell'io autentico.
L'uomo cede letteralmente a questo modello esterno, a questo archetipo, a questa frequenza, la sua anima, il suo alimento... se stesso e la sua libertà.
In realtà, sembra, che l'uomo stia nutrendo la propria anima ma non è così, in realtà egli sta nutrendo una sovrastruttura potenzialmente inconscia e meccanica, posta all'esterno del sè autentico e che fa da fortezza, da gabbia per l'anima individuale, che non trovando spazio né alimento, deve mettere in atto la sua alchimia su un livello di coscienza più sottile, che non percepisce e che scatena una serie di eventi che spingono verso la rottura di questa "stortura" esistenziale, di questa pandemia psichica di cui l'uomo è "irrimediabilmente" affetto; di questa palla di neve che ruzzola giù sempre più velocemente; l'anima risolve questo problema tramite vie traverse che nemmeno gli "arconti" conoscono.
In buona sostanza l'uomo cede costantemente tutto ciò che ha a questo io fasullo, questo io impersonale e meccanico e quindi conduce se stesso e gli altri verso lo schianto finale.
Ma dove va a finire tutta questa energia? Chi se ne nutre?


Questa, signori miei, è la domanda delle domande. Perchè gli aspetti parassitari dell'anima/miscela che si pappano tutto l'oro reale esistono davvero e vivono in noi, drenano le nostre vite mentre ci distraggono con tentazioni e vizi a misura d'uomo. Rubano l'oro immateriale, l'unico vero tesoro, che è rappresentato dall'immenso potere dell'anima. Qualcosa che può consentire all'uomo un'esistenza vera e propria, una maggiore libertà dell'io all'interno degli elementi fisici e astrali, se non addirittura, alla trasformazione di tali elementi, nulla di strano sarebbe in fondo se il Carbonio cambiasse la sua struttura, è già successo e succederà ancora a livelli, per forza di cose, impensabili.
Rimane il fatto che il momento presente è in realtà concatenato al suo passato e alla sua concezione di futuro e l'uomo è schiavo di questo sistema. Egli continua a fare da cibo per questo insaziabile "padrone nascosto", sostiene questo parassita meccanico.
Pensate al film Matrix, e sarà facile comprendere come la realtà sia pressochè identica a quella illustrata nel film.

Gabriele Sortino
http://gabrielesortino.blogspot.it/2014/03/il-parassita-nascosto-e-la-societa.html
http://altrarealta.blogspot.it/

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