giovedì 27 marzo 2014

IL VERO NEMICO

Cari concittadini, pensateci solo un momento, e scusate se vi distraggo dai vostri impegni calcistici, tifosi o sessuali e dai discorsi sulla gastronomia: vi conviene, come Stato, essere nemici della Russia, il Paese da cui dipendete per riscaldamento e carburanti? Che compra i nostri beni industriali e che non vi minaccia affatto, almeno fino a ieri? Nemici armati intendo, sullo scivolo di una guerra con quella che – nonostante tutto – è ancora la seconda potenza nucleare del mondo, ed ha una qualità militare che gli americani nemmeno si sognano. Pensateci un momento, fra una pizza e una spaghettata: vi conviene?

Perché è la situazione in cui vi hanno cacciato i vostri politici, politici che – è vero – non avete eletto, ma da cui vi lasciate governare come un gregge di pecore deficienti. Quelli che decidono a vostro nome sia da Roma, sia soprattutto da Bruxelles, hanno scelto per voi: di escludere Mosca dal G-8, di applaudire il presidente Obama che l’ha minacciata fisicamente di aggressione bellica in difesa del governicchio ucraino, frutto delle eversioni americane, ovviamente anch’esso non eletto dagli ucraini: «Agiremo in loro difesa qualunque cosa accada: questa è la Nato», ha minacciato esplicitamente Obama, secondo riporta il Corriere (della Serva). «Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall’art. 5 del Patto Atlantico». Barack Obama l’ha detto a proposito di possibili minacce sui Paesi baltici. «Ci sono momenti in cui l’azione militare può essere giustificata».

I Paesi baltici sono Lettonia, Lituania, Estonia; tutti insieme fanno tanti abitanti quanto una media provincia italiota. Però a Bruxelles contano più di Italia e Spagna, e fanno i galletti e sfidano Mosca, si armano spendendo il 4% del loro ridicolo bilancio per gli armamenti, perché si sanno coperti dall’America. E Washington li addita ad esempio: voi europei grossi e molli spendete troppo poco di armi, l’1, il 2% del Pil, scrive il Wall Street Journal, dovete armarvi di più, spendere più dalla Lockheed... Ebbene: i vostri politici, vi hanno impegnato a difendere i baltici. Hanno detto sì ad Obama, senza nemmeno rimproverargli le manovre eversive americane a Kiev, ampiamente provate; avete dato tutte le ragioni a lui, e tutti i torti a Putin. E in pratica, avete firmato di nuovo il patto di difesa reciproca della NATO che avremmo dovuto sciogliere già dal ’90, quando si sciolse il Patto di Varsavia; sicché ora, se uno dei galletti baltici fa qualche provocazione, noi dovremo partecipare alla guerra. Contro la Russia. E intanto, subire le conseguenze economiche dell’embargo decretato anche da noi, per ordine di Washington.

Provocazioni dei baltici? Che dico: le provocazioni sono già quotidiane e le fanno già gli americani e i francesi, anzi: già i militari italiani. Non lo sapete? Capisco, troppo occupati con le ricette sulle fettuccine.

Ma da quando gli USA hanno fatto scoppiare la crisi pagando i rivoltosi di piazza Maidan, di colpo – sappiatelo – hanno cominciato a sorvolare coi loro aerei lo spazio aereo russo, obbligando anche noi a fare altrettanto. Fanno ciò, beninteso, in base al trattato internazionale Cieli Aperti (Open Skies), firmato a Vienna per aumentare la fiducia reciproca nel campo della minaccia nucleare: esso obbliga i Paesi firmatari ad aprire il loro spazio aereo a regolari ispezioni. In buona fede, Putin ha firmato questo trattato nel 2001 (La Cina invece no, guarda caso nessuno la minaccia).

Di: MAURIZIO BLONDET



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