martedì 5 maggio 2015

Un regime totalitario, per definizione non si può riformare, ma va abbattuto.

di Gianni Lannes
SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA!

Buongiorno Italia. Ecco il biglietto da visita ufficiale dell'anno 2015: pressione fiscale al 50 per cento, aumento della disoccupazione del 108 per cento.

Non lo sapevate ancora? Lo Stato sul lavoro produttivo è nostro socio paritario, anche se non ha mai contribuito al sodalizio. Vale a dire: dal nostro sudore il governo nazionale incassa ogni anno la metà del guadagno senza muovere un dito. In uno Stato sociale (Welfare State) questi proventi dovrebbero necessariamente essere utilizzati prioritariamente per l'istruzione pubblica, per la sanità pubblica, per la promozione della cultura e della pratica sportiva, e per la salvaguardia concreta del patrimonio storico-archeologico, invece il governo tricolore li usa per sostenere la guerra alleata (100 milioni di euro al giorno, di cui 20 per l'aerosolchemioterapia bellica dall'alto dei cieli). Infatti alla scuola, per esempio, sono stati recentemente sottratti dall'esecutivo abusivo, imposto dal napolitano ma non votato dal popolo sovrano, ben 4,2 miliardi di euro.

Ogni anno, lo Stato sperpera 30 miliardi di euro in spese di guerra, mentre le scuole cadono a pezzi, e più della metà sono a rischio crollo, imbottite addirittura di amianto, nonostante sia stato messo al bando con la legge 257 del 1992.

In uno Stato di diritto si pagano le tasse in cambio di servizi, che però nel belpaese latitano, ovvero sono inesistenti. E questa nella lingua italiana, secondo il codice penale vigente, è una truffa "legalizzata" a tutti gli effetti, ormai inaccettabile.

Se non paghi le tasse commetti un reato. Al contempo, se lo Stato, o chi per esso eterodiretto dall'estero, si appropria sotto minaccia di metà dei proventi del nostro lavoro, commette una rapina a mano armata, o no? Allora, a questo punto, mettiamoci in ferie da giugno a dicembre, così al posto nostro, inizia a lavorare finalmente lo Stato.

Vuoi fare il parlamentare? Bene, 1.000 euro al mese di stipendio, e zero privilegi. Se non ti sta bene, continua altrove la professione di nullafacente, ma non sul groppone a scrocco della collettività. La politica deve essere la realizzazione del bene comune, la risoluzione dei problemi, e non altro. E' scritto a chiare lettere nella Costituzione repubblicana, mai applicata veramente e tradita da tutti i governi italidioti, infine stracciata in punta di diritto nel 2007 con il trattato di Lisbona (entrato in vigore nel 2009).

Scherzi a parte, ma che vita al ribasso mandano in onda nello Stivale, isole comprese, svenduto agli stranieri extracomunitari di Londra, Washington e Tel Aviv? Dopo tante false promesse del fantoccio toscano telecomandato dall'estero, il lavoro proprio non c'è, anzi si riduce sempre più. E i giovani non hanno più neanche il diritto di sognare un futuro. E' scoccata l'ora di mandare via per sempre, tutti questi parassiti istituzionali telcomandati dall'estero, che occupano senza averne diritto poltrone e cadreghini, e pretendono di comandarci a bacchetta.

L'Italia non ha sovranità, indipendenza, libertà, giustizia. Un regime totalitario, per definizione non si può riformare, ma va abbattuto. Se non avete il coraggio civile, allora basta lamentarsi, subite, zitti e muti.Altrimenti che fare? Uno sciopero generale ad oltranza, inclusa l'astensione fiscale. Perché subire ancora angherie e soprusi? Non abbiamo che da perdere le catene. La prima rivoluzione è interiore: il cambiamento parte da ognuno di noi. Da qualche parte bisogna pur far scoccare la scintilla della ribellione contro questa dittatura. Paralizziamo pacificamente l'Italia, uniti non divisi, cittadine e cittadini, non tifosi o clienti. Su la testa!

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