giovedì 4 febbraio 2016

SVUOTATI I CONTI DEGLI AMICI IN BANCA ETRURIA PRIMA DEL DECRETO SALVABANCHE

MOLTI CONTI DI BANCA ETRURIA SONO STATI SVUOTATI UN MESE PRIMA DEL DECRETO ”SALVABANCHE”: UNA SOFFIATA HA AVVERTITO I CLIENTI ”AMICI”?

1. COL DECRETO DEL 22 NOVEMBRE RISPARMIATORI E OBBLIGAZIONISTI SONO STATI RASI AL SUOLO, MA DEI ”FORTUNATI” HANNO PORTATO VIA FINO A 288 MILIONI, GIUSTO IN TEMPO

2. L’IPOTESI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA SI FA SEMPRE PIÙ PROBABILE. INTANTO È STATO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER L’EX PRESIDENTE FORNASARI.

E LE INDAGINI POTREBBERO DIVENTARE CINQUE. DALLE FATTURE FALSE ALLA TRUFFA, FINO ALL’OSTACOLO ALLA VIGILANZA

3. C’È POCO DA INDAGARE: BANKITALIA LEGGEVA I CONTI DAL 2013, E IL DISSESTO È AVVENUTO SOTTO I SUOI OCCHI.

I PM DOVRANNO CAPIRE LE RESPONSABILITÀ DEI BANCHIERI




Un mese prima del decreto «salvabanche» del governo numerosi conti correnti di Banca Etruria sono stati «svuotati». Il sospetto è che qualcuno possa aver avvisato alcuni clienti privilegiati del rischio di perdere i propri risparmi. E adesso i magistrati vogliono conoscere l’identità dei titolari proprio per verificare se abbiano goduto di un trattamento di favore in violazione della legge. Lo fanno dopo aver acquisito la relazione del commissario liquidatore Giuseppe Santoni che ha sollecitato lo stato di insolvenza e lunedì lo ripeterá davanti al tribunale di Arezzo.
Via 288 milioni di euro


GIUSEPPE FORNASARI
È il passo preliminare per ipotizzare il reato di bancarotta fraudolenta contro gli ex amministratori: il presidente Lorenzo Rosi e i suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro delle Riforme Maria Elena, oltre ai componenti del Consiglio di amministrazione. E arriva nel giorno in cui viene chiesto il rinvio a giudizio per ostacolo alla vigilanza per l’ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l’ex ad Luca Bronchi e per il dirigente Davide Canestri.


PROTESTA DEI RISPARMIATORI DAVANTI BANCA ETRURIA

Scrive Santoni: «La situazione di liquidità si presenta assai critica, atteso che secondo quanto emerge dalle informazioni dei commissari straordinari, le riserve liquide sono inadeguate, per effetto dei deflussi dei fondi che hanno interessato la banca. In particolare il saldo netto di liquidità alla data del 18 novembre scorso pari a 335 milioni, il 4,6 per cento del totale attivo, è diminuito di euro 288 milioni da inizio ottobre. La situazione è fortemente aggravata dall’elevato grado di concentrazione della raccolta, che espone la banca al rischio del ritiro dei depositi anche di singoli depositanti (i primi 16 clienti detengono circa il 16 per cento)».


PROTESTA DEI RISPARMIATORI DAVANTI BANCA ETRURIA

«Dissesto superiore al miliardo»

Il sospetto è fin troppo evidente: una soffiata preventiva. Per questo le verifiche disposte dal procuratore Roberto Rossi e affidate alla Guardia di Finanza mirano a scoprire anche i contatti avuti dai correntisti prima del 22 novembre, data di approvazione del decreto del governo.

Esaminando la situazione patrimoniale Santoni sottolinea infatti che «le perdite ammontano a circa un miliardo e 170 milioni di euro e nonostante le necessarie misure adottate dall’autorità di vigilanza per provvedere alla loro copertura, che hanno azzerato le riserve, il capitale sociale, le obbligazioni computabili nei fondi propri della banca, residuavano alla data di avvio della procedura di risoluzione — appunto il 22 novembre 2015 — e residuano tuttora a 305 milioni di debito privo di ogni copertura».


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