giovedì 30 giugno 2016

Finita l’Emozione, le Spinte per la Disgregazione dell’UE Saranno più Forti che mai



Le elezioni Spagnole hanno visto una spinta alla “stabilità” dovuta anche allo spavento da parte degli spagnoli. Uno spavento figlio anche di una campagna propagandistica che ha dipinto un quadro devastante per l’Inghilterra a causa della Brexit.

Finito il gioco di specchi e il fumo poi arriva quella stronza della realtà. E nei prossimi trimestri avverrà un fenomeno figlio delle norme europee e della svalutazione della Sterlina. L’Inghilterra ora si ritrova in una situazione ideale di svalutazione della propria valuta senza che, a norma di legge europea, ci sia alcun sostanziale ne potenziale cambiamento nei trattati di libero scambio con l’Europa:

Quindi una spinta formidabile e senza precedenti per il miglioramento della bilancia commerciale inglese con l’Europa.
E dunque nel breve termine potremmo assistere ad un forte miglioramento del PIL inglese non alla sua caduta come “previsto” dalla propaganda.
Peraltro l’Unione Europea NON è uno Stato e dunque non reagirà in maniera unitaria e duqnue per gli inglesi sarà un giochetto allungare il brodo e avvantaggiarsi sul resto dell’UE. (e lo faranno potete giurarci)

Vi immaginate le conseguenze politiche (ah ora la politica conta, vero belli miei?)

Io si, me le immagino eccome, specie se verranno lasciate esplodere altre crisi a partire da quella del sistema bancario più solido del mondo, ovvero quello italiano.

Ma come… quelli escono e stanno meglio e noi invece veniamo devasati dalle regole europee? Giusta o sbagliata che sia questa affermazione sarà “l’affermazione” che farà dissolvere l’Europa.

Il Nein di ieri della Cancelliera Merkel a Renzi, formalmente e moralmente è corretto, politicamente un disastro, l’ennessimo per l’idea di Unione Europea.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/finita-lemozione-le-spinte-la-disgregazione-dellue-saranno-piu-forti-mai.html
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mercoledì 29 giugno 2016

COMPLOTTISTI?

Per conseguire i suoi piani, il POTERE utilizza ogni mezzo disponibile e per noi nocivo; non manca quindi di instillare ipocrisia. Non avvertite quanto il nostro mondo ne sia pregno? A cosa serve? A far meglio attecchire la negatività e pure per DIRCI a cosa siamo sottoposti, senza doverlo dichiarare esplicitamente ... Serve a far intendere a chi intende, come si deve "vivere".


È ancora la TV in prima linea in questo lavoro: espone lo sport in tutte le salse, perché in esso si nasconde l' "importante invito" a celebrare chi è più spietato con gli avversari e sa tirar fuori la "cattiveria", chi è diventato bravo ad amplificare il proprio EGO, chi si "bomba" con più astuzia ... Un bel meccanismo questo, atto a bruciare le vite degli atletici in un pugno di anni, o a rammentarci che la vita di un pilota (di un UOMO!) non vale gli interessi dello sponsor. Davvero "fantastico" lo sport, che vive in virtù di legioni di tifosi inneggianti a mercenari; ambito da schiere di ragazzini che sognano di calcare le orme di voltagabbana per professione. Uno "straordinario" esempio di vita, sotto tutti gli aspetti; ligio a regole ferree ma "stranamente" riviste e ammorbidite di fronte a interessi e quattrini. Utile dunque, per rendere la correttezza una pagliacciata. Lo vediamo, pure quando a un giocatore è ordinata la sostituzione della maglietta macchiata da qualche goccia di sangue, mentre all'ora di pranzo e cena, morbosamente, gli obiettivi dei TG ci regalano ampie vedute delle pozze di sangue lasciate dai morti sull'asfalto, o su raccapriccianti scene di guerra. Per non parlare degli spots che invitano all'altisonante RESPECT, inquadrando famosi giocatori che attraverso la loro aria torva, lasciano intendere d'essere governati da brutali istinti primordiali.


C'è una regia dietro tutto questo e una sola. Ma sembra tanto difficile accorgersene ...


.... mi pongo un'altra domanda: la gente che sta al potere, non dovrebbe essere affaccendata nel rendere felice la popolazione? Se così realmente fosse, come potrebbero quei soggetti auspicarsi la "TOTALE FALSIFICAZIONE DELL'INFORMAZIONE"? Come potrebbero ragionare in termini di "DISTRUZIONE" o, di "ELIMINAZIONE FISICA DI ESSERI UMANI PREFERIBILE AL CONTROLLO"? Da quando in qua, potenti che "amano" le popolazioni, le vogliono rendere updatabili? Risulta allora tanto malsana l'ipotesi che per quei gestori dell' "allevamento", il mondo sia appesantito da un esubero di sei miliardi e passa di polli? Suona come un'assurdità la relazione tra i fatti dolorosi del pianeta e i loro discorsi? E appunto, visto come va il mondo, non è il caso di chiedersi se l'EQUILIBRATA GESTIONE intenderanno attuarla con il CONSENSO degli ECCEDENTI, o decideranno arbitrariamente chi dovrà continuare a esistere e chi no, chi potrà riprodursi e chi non potrà? E già che ci siamo, non è il caso di domandarsi se il numero "ideale" di abitanti vorranno raggiungerlo con bombe atomiche, carestie, pandemie o forni crematori?


... Immagino vi siate pure chiesti a che pro la sofferenza; abbiate pazienza, una cosa per volta. Al momento è più importante che prendiate in considerazione il seguente concetto: L’APERTURA MENTALE DA' VITA ALLA CONSAPEVOLEZZA, CHE È LA SOLA COSA CAPACE DI MINARE LA MANIPOLAZIONE, E DUNQUE, LE REGOLE CREATE PER SCHIAVIZZARCI. LA CONSAPEVOLEZZA È PURE CONTAGIOSA. L'UOMO RISVEGLIATO È UNA MINACCIA, MENTRE CHI DORME È INNOCUO E SFRUTTABILE.

Dal POTERE, l’individuo RISVEGLIATO, chiaramente non può essere tollerato e in tutti i modi è combattuto. Come disse Max Stirner: "Per lo Stato è indispensabile che nessuno abbia una sua volontà; se uno l'avesse, lo Stato dovrebbe escluderlo, chiuderlo in carcere o metterlo al bando; se tutti avessero una volontà propria, farebbero piazza pulita dello Stato". Esattamente ... il Sistema ha bisogni di esseri mentalmente MORTI ... È osservando il mondo da questa prospettiva che poi si rivelano particolarmente acute le parole di Krishnamurti: "Non è sintomo di buona salute vivere ben adattati in una società profondamente malata".

Fonte ifabbricantidistupidi

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lunedì 27 giugno 2016

UOMINI RANA


E' anche Olivier Clerque, con il raccontino de “La ranocchia che non sapeva di essere cotta", a metterci sull'avviso che siamo sottoposti a un artificiale processo di deterioramento. Ce la racconta così: “Immaginate una ranocchia in una pentola posta su un debole fuoco. L’acqua poco a poco diventa tiepida e la ranocchia la trova piacevole. La temperatura adagio sale. Quando è calda più di quanto possa apprezzare, la ranocchia si sente affaticata ma ancora non si spaventa. Anche quando l’acqua diventa calda, pur trovandola sgradevole, la ranocchia non fa nulla e sopporta.
La ranocchia per la debolezza finisce per bollire e morire senza riuscire a fuggire. Fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50°, sarebbe schizzata fuori. Ciò dimostra che quando un cambiamento avviene in modo graduale e sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e nella maggior parte dei casi non suscita reazione, opposizione, rivolta.
La nostra società sta subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando. Ora siamo quasi indifferenti a cose che solo 30/40 anni fa ci avrebbero fatto inorridire: sono state poco a poco banalizzate e quasi non ci disturbano più. Nel nome del progresso, della scienza, del profitto, si effettuano attacchi alla libertà individuale, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime inconsapevoli o incapaci di difendersi. Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente, ad accettare le condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche. Il martellamento da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose.
Dobbiamo scegliere tra coscienza o cottura! Stiamo passivamente accettando il degrado etico e morale”.



Metaforicamente dunque, il pentolone e l'acqua, sono tutte quelle cose che diamo per scontato essere dalla nostra parte, ma che sono messe in atto per spolparci fino alle ossa in modo inavvertibile. Se pertanto Clerque ci invita a scegliere, chi sguazza in quell'acqua difficilmente s'accorge della trappola, che va colta da dettagli apparentemente insignificanti, esattamente come lo è il lento e graduale aumentare della temperatura. Ironicamente, le dimensioni stratosferiche dell'inganno, concorrono a rendere cieche le masse.

In questo gioco di prestigio, messo in atto per alimentare il fuocherello sotto al pentolone, un posto di primo piano in questi ultimi anni, lo hanno conquistato i vari servizi e strumenti tecnologici. Probabilmente li avete creduti un aiuto e una comodità, una naturale conseguenza di reali necessità e del progresso. Ma tutto serve a controllare, degradare ambiente e mente umana, rubare la nostra impronta psicologica, privarci di un'autonoma ragione, per mantenerci in uno stato di illusorio benessere che produce malessere. Così i “Social Network”. Non sono nati per avvicinare e aggregare e piuttosto, per disgregare attraverso uno spegnimento dei rapporti umani diretti. Face book, con quell'amicizia (o "mi piace") che in alternativa non lo è, priva atrocemente delle sfumature. Omologa in codici a barre, plasticizza i rapporti con una finta varietà. Con un dentro o fuori, distrugge ogni individuale diversità. Imprigiona in un mondo virtuale che ha filtri e facciate d'ipocrisia.  


Fonte "ifabbricantidistupidi"
è gratuitamente scaricabile in versione PDF
http://www.mediafire.com/download/q44p26hmvlzbaa0/IFABBRICANTIDISTUPIDI__24_giugno_2016_e_book.pdf

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domenica 26 giugno 2016

La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta - e non è ciò che credete

Sono ormai passati cent'anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta - e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera. Lo credevo anch'io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c'è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c'è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato - e che di storia ne esiste un'altra, molto diversa, che aspetta ancora d'esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.

Se faremo nostra questa nuova storia ci toccherà cambiare non solo la guerra alla droga. Dovremo cambiare noi stessi.

Ciò che ho imparato l'ho appreso da un mucchio di persone straordinariamente diverse che ho incontrato lungo i miei viaggi. Dagli amici ancora vivi di Billie Holiday, da cui ho scoperto che il fondatore della guerra alla droga l'aveva perseguitata, contribuendo alla sua morte. Da un dottore ebreo portato di nascosto via dal ghetto di Budapest quand'era piccolo, per poi scoprire da adulto i segreti della dipendenza. Da un trafficante transessuale di crack a Brooklyn, concepito quando la madre, dipendente dal crack, fu stuprata dal padre, un agente della polizia di New York. Da un uomo che è stato relegato in fondo a un pozzo per due anni da una dittatura dedita alla tortura, per poi riemergerne e finire un giorno col venire eletto presidente dell'Uruguay, segnando così gli ultimi giorni della guerra alla droga.

Avevo un motivo piuttosto personale per andare alla ricerca di tutte queste risposte. Uno dei miei primi ricordi da piccolo è stato quella di provare a svegliare un mio parente, senza riuscirci. Da allora mi sono rigirato in testa uno dei misteri essenziali della dipendenza - cos'è che fa sì che ci sia gente che diventa tanto ossessionata da una droga, o da un determinato comportamento, da non riuscire più a fermarsi? Come si può fare per aiutare quella gente a tornare da noi? Crescendo, un altro dei miei parenti più stretti sviluppò una dipendenza da cocaina, e io iniziai un rapporto con una persona dipendente dall'eroina. In un certo senso la dipendenza per me era di casa.

Se tempo fa mi aveste chiesto quale fosse l'origine della dipendenza dalla droga, vi avrei guardato come degli idioti, e vi avrei detto: "Beh, la droga, no?". Non era difficile da capire. Ero convinto di averlo esperito in prima persona. Siamo tutti in grado di spiegarlo. Supponiamo che voi e me, insieme ai prossimi venti passanti, stabilissimo di somministrarci per venti giorni di fila una droga veramente potente. Siccome queste droghe sono dotate di forti ganci chimici, se il ventunesimo giorno poi smettessimo, i nostri corpi finirebbero per bramare quella sostanza. Una bramosia feroce. Saremmo dunque diventati dipendenti da essa. Ecco che cosa significa 'dipendenza'.

La teoria è stata in parte codificata grazie agli esperimenti compiuti sui topi - entrati nella psiche collettiva americana negli anni '80 grazie a una nota campagna pubblicitaria di Partnership for a Drug-Free America. Potreste ricordarla. L'esperimento è piuttosto semplice. Mettete un topo in gabbia, da solo, con due bottiglie d'acqua. Una contiene solo acqua. L'altra anche eroina o cocaina. Quasi ogni singola volta in cui l'esperimento viene ripetuto, il topo finirà ossessionato dall'acqua drogata, e tornerà a chiederne ancora fino al momento in cui morirà.

La pubblicità lo spiegava così: "C'è solo una droga in grado d'indurre tanta dipendenza, e nove topi di laboratorio su dieci ne faranno uso. Ancora. E ancora. Fino alla morte. Si chiama cocaina. E a voi può fare lo stesso".

Tuttavia negli anni '70 un docente di psicologia a Vancouver di nome Bruce Alexandernotò qualcosa di strano in questo esperimento. Il topo viene messo in una gabbia da solo. Non ha altro da fare che somministrarsi la droga. Che succederebbe allora, si chiese, se lo impostassimo diversamente? Così il professor Alexander costruì un 'parco topi'. Una gabbia di lusso all'interno della quale i topi avrebbero avuto a disposizione delle palline colorate, il miglior cibo per roditori, delle gallerie nelle quali zampettare e tanti amici: tutto ciò a cui un topo metropolitano avrebbe potuto aspirare. Che cosa sarebbe accaduto in quel caso, si chiedeva Alexander?

Nel 'parco topi' tutti ovviamente finivano per assaggiare l'acqua di entrambe le bottiglie, non sapendo che cosa ci fosse dentro. Ma ciò che successe in seguito fu sorprendente.

Ai topi che facevano una bella vita l'acqua drogata non piaceva. Perlopiù la evitavano, consumandone meno di un quarto rispetto ai topi isolati. Nessuno di loro morì. E mentre tutti i topi tenuti soli e infelici ne facevano uso pesante, ciò non accadeva ad alcuno di quelli immersi in un ambiente felice.

All'inizio pensai che si trattasse soltanto di una stranezza dei topi, finchè non scoprii che - nello stesso periodo dell'esperimento del 'parco topi' - c'era stato il suo equivalente umano. Si chiamava guerra in Vietnam. La rivista Time scriveva che fra i soldati americani l'uso di eroina era "comune quanto quello della gomma da masticare", e che ce n'erano delle prove concrete: stando a una ricerca pubblicata negli Archives of General Psychiatry circa il 20 per cento dei soldati americani in quel Paese erano diventati dipendenti dall'eroina. In tanti se ne sentirono comprensibilmente terrorizzati; convinti che alla fine della guerra in patria sarebbe rientrato un enorme numero di tossicodipendenti.

La verità è che circa il 95 per cento dei soldati che avevano sviluppato quella dipendenza - stando alla medesima ricerca - in seguito semplicemente non si drogarono più. In pochi furono costretti alla riabilitazione. Il fatto è che erano passati da una gabbia terrificante a una piacevole, per cui smisero di anelare alla droga.

Il professor Alexander ritiene che questa scoperta contesti in modo profondo sia il punto di vista destrorso, per cui la dipendenza non è che una questione 'immorale' generata dagli eccessi dell'edonismo festaiolo, sia quello liberal per cui la dipendenza è quel male che attecchisce all'interno di un cervello alterato dalle sostanze chimiche. Anzi, argomenta, la dipendenza è una forma d'adattamento. Non sei tu. È la tua gabbia.

Dopo la prima fase del 'parco topi' il professor Alexander portò avanti il test. Tornò a ripetere gli esperimenti originari, quelli in cui i topi venivano lasciati da soli e facevano compulsivamente uso della droga. Lasciò che ne facessero uso per cinquantasette giorni - una quantità di tempo sufficiente ad agganciarli. Poi li portò fuori dall'isolamento, collocandoli all'interno del 'parco topi'. Voleva capire se, una volta sviluppata una dipendenza, il cervello risultasse talmente alterato da non potersi più riprendere. Se le droghe in effetti s'impossessavano di te. Ciò che accadde risultò - ancora una volta - stupefacente. I topi mostravano qualche problema d'astinenza, ma smettevano presto di farne uso intensivo, tornando a vivere una vita normale. La gabbia buona li aveva salvati (i riferimenti precisi a tutte le ricerche a cui faccio riferimento sono nel libro).

Quando per la prima volta incappai in tutto questo rimasi perplesso. Che senso aveva? Questa nuova teoria criticava in maniera talmente radicale ciò che ci era stato detto che sembrava non potesse esser vera. Ma più scienziati intervistavo, più consultavo le loro ricerche, più scoprivo cose che non sembravano aver alcun senso - a meno che non si prendesse in considerazione questo nuovo approccio.

Ecco l'esempio di un esperimento che si sta conducendo, e che un giorno potrebbe riguardarvi direttamente. Se oggi v'investissero e subiste una frattura al bacino, vi verrebbe probabilmente somministrata la diamorfina, nome medico dell'eroina. Nell'ospedale in cui vi troverete ci sarà tanta altra gente a cui viene somministrata l'eroina per lunghi periodi, per attenuarne il dolore. L'eroina che vi darà il medico sarà molto più pura e potente di quella adoperata dai tossici per strada, costretti a comprarla da spacciatori che la tagliano. Ragion per cui, se la vecchia teoria della dipendenza fosse valida - sono le droghe a causarla, perché fanno sì che il tuo corpo ne senta il bisogno - la conseguenza sarebbe ovvia. Un mucchio di gente dovrebbe lasciare l'ospedale per finire alla ricerca di una dose per strada, assecondando la dipendenza che avrebbero sviluppato.

Ma ecco la cosa strana: questo praticamente non succede mai. Come il medico canadese Gabor Mate mi ha spiegato per la prima volta, coloro che ne fanno uso medico poi semplicemente smettono, pur essendo stata loro somministrata per mesi. La medesima droga, fruita per la medesima quantità di tempo, trasforma chi ne fa uso per strada in tossici disperati, lasciando immutati i pazienti d'ospedale.

Se siete ancora convinti - come anch'io un tempo - che la dipendenza sia causata dai ganci chimici, la cosa non avrà alcun senso. Ma se credete alla teoria di Bruce Alexander, tutto torna. Il tossico per strada è un po' come i topi della prima gabbia, isolato, solo, con un'unica fonte di consolazione a portata di mano. Il paziente d'ospedale è come il topo della seconda gabbia. Si prepara a tornare a casa, a una vita in cui sarà circondato dalla gente che ama. La droga è la stessa, l'ambiente però è diverso.

Questo ci fornisce un'intuizione che va ben oltre il bisogno di comprendere i tossicodipendenti. Il professor Peter Cohen sostiene che gli esseri umani abbiano una profonda necessità di formare legami ed entrare in contatto gli uni con gli altri. È così che ci gratifichiamo. Se non siamo in grado di entrare in contatto con gli altri, entreremo in contatto con qualsiasi altra cosa - il suono di una roulette che gira, o l'ago di una siringa. Lui è convinto che dovremmo smettere del tutto di parlare di 'dipendenza', e chiamarla piuttosto 'legame'. Un eroinomane si lega all'eroina perché non è stato in grado di legare in modo altrettanto forte con nient'altro.

Ragion per cui il contrario della dipendenza non è la sobrietà. Ma il contatto umano.

Quando ho saputo tutto questo, ho scoperto di aver cominciato a convincermene, ma non sono comunque riuscito a liberarmi da un dubbio assillante. Tutti questi scienziati sono forse convinti che i ganci chimici non facciano alcuna differenza? Così me l'hanno spiegato - puoi diventare dipendente dal gioco d'azzardo, e nessuno penserà mai che t'inietti un mazzo di carte in vena. Per cui potrai avere il massimo della dipendenza, e nessun gancio chimico. Ho partecipato a un incontro dei giocatori d'azzardo anonimi di Las Vegas (col permesso di tutti i partecipanti, che sapevano di essere osservati) e mi sembravano chiaramente dipendenti, tanto quanto qualsiasi altro cocainomane o eroinomane io abbia mai incontrato. Eppure di ganci chimici sul tavolo da gioco non ce ne sono.

Di certo, però, ribattevo, le sostanze chimiche lo dovranno svolgere un qualche ruolo. Salta fuori che esiste un esperimento in grado di rispondere in termini molto precisi a questa domanda. L'ho scoperto leggendo il libro The Cult of Pharmacology, di Richard DeGrandpre.

Tutti concordano sul fatto che il fumo della sigaretta sia uno dei più grandi generatori di dipendenza. I ganci chimici del tabacco derivano da una droga al suo interno chiamata nicotina. Quando nei primi anni '90 sono stati sviluppati i cerotti alla nicotina ci fu un grande ottimismo - i fumatori di sigaretta avrebbero potuto godersi tutti gli amati ganci chimici senza le sporche (e letali) controindicazioni del fumo. Sarebbero stati liberi.

Ma la Direzione generale della sanità ha scoperto che appena il 17,7 per cento dei fumatori di sigarette sono in grado di mettere adoperando i cerotti alla nicotina. Ora, non è proprio roba da nulla. Se le sostanze chimiche rappresentano il 17,7 per cento della dipendenza, come si è dimostrato, si parla comunque di milioni di vite rovinate in tutto il mondo. Ciò che però si scopre, ancora una volta, è che la storia che ci è stata insegnata sui ganci chimici come Causa della Dipendenza, per quanto vera, non è che un frammento all'interno di un mosaico più vasto.

Le implicazioni per l'ormai centenaria guerra alla droga sono notevoli. Quest'enorme crociata - che come ho avuto modo di osservare uccide gente dai centri commerciali messicani alle strade di Liverpool - si fonda sulla convinzione che sia necessario eliminare fisicamente una vasta quantità di sostanze chimiche perchè s'impossessano dei cervelli della gente e ne causano la dipendenza. Ma se non sono le droghe a portare alla dipendenza - se anzi a causarla è quel senso di scollegamento dagli altri - tutto questo non ha alcun senso..

Ironicamente la guerra alla droga non fa che alimentare i macro fattori che portano alla dipendenza. Ad esempio mi sono recato in una prigione in Arizona - 'Tent City' - dove per punirli per l'uso di droga i detenuti vengono costretti per settimane e settimane all'interno di minuscole celle d'isolamento in pietra (le chiamano 'il Buco'). Cioè quanto di più vicino si possa arrivare a ricreare per gli uomini le gabbie che garantivano la dipendenza letale dei topi. E quando poi quei detenuti ne fuoriescono, la fedina penale impedirà loro di essere assunti - garantendone per sempre l'isolamento. L'ho visto accadere in diversi casi a persone che ho incontrato in giro per il mondo.

Esiste un'alternativa. Si può costruire un sistema concepito per aiutare i tossicomani a rientrare in contatto col mondo - lasciandosi la dipendenza alle spalle.

Non è teoria. Succede davvero. L'ho visto coi miei occhi. Quasi quindici anni fa il Portogallo aveva una delle situazioni peggiori di tutta Europa quanto a diffusione degli stupefacenti, con l'1 per cento della popolazione dipendente da eroina. Avevano provato con la guerra alla droga, e il problema non faceva che peggiorare. Così decisero di fare qualcosa di drasticamente diverso. Stabilirono di depenalizzare tutti gli stupefacenti, rinvestendo il denaro che prima spendevano per arresto e detenzione del tossicomane, e adoperandolo invece per rimetterlo in comunicazione - coi propri sentimenti e con la società più ampia. Il passo determinante è quello di assicurargli un'abitazione stabile e un posto di lavoro sociale così da offrirgli uno scopo nella vita, e una ragione per alzarsi dal letto. Li osservavo mentre venivano aiutati all'interno di ambulatori ricchi di calore umano e accoglienti, per imparare a tornare in contatto coi propri sentimenti, dopo anni di trauma e di silenzioso stordimento dovuto alle droghe.

Uno degli esempi di cui sono venuto a conoscenza è un gruppo di tossicodipendenti a cui è stato offerto un prestito per mettere in piedi una piccola azienda di traslochi. D'un tratto erano diventati un gruppo, legarono tutti fra loro, e con la società, e si fecero responsabili della cura dell'altro.

I primi risultati stanno arrivando. Una ricerca indipendente del British Journal of Criminology ha scoperto che dal momento della sua totale depenalizzazione le dipendenze sono crollate, e l'uso di stupefacenti da iniezione è diminuito del 50 per cento. Lasciatemelo ripetere: l'uso di stupefacenti da iniezione è diminuito del 50 per cento. Il risultato della depenalizzazione è stato un successo talmente chiaro che in pochi in Portogallo aspirano a tornare al vecchio sistema. Il primo oppositore della depenalizzazione, nel 2000, era stato Joao Figueira, il più importante poliziotto antidroga del Paese. All'epoca lanciava quel genere di avvertimenti che ci si aspetterebbe dal Daily Mail o da Fox News. Ma quando poi ci siamo incontrati a Lisbona, mi ha spiegato come le sue previsioni non si siano avverate, e come oggi lui speri che tutto il mondo segua l'esempio del Portogallo.

Tutto ciò non riguarda solo i tossicodipendenti a cui voglio bene. Riguarda tutti noi, perché ci costringe a pensare a noi stessi in maniera diversa. Gli esseri umani sono animali sociali. Abbiamo bisogno legare, di entrare in contatto e di amare. La frase più saggia del ventesimo secolo appartiene a E.M. Forster: "Mettetevi in contatto". Ma noi abbiamo creato un ambiente e una cultura che ci isolano da ogni forma di connessione, o che ce ne offrono solo la parodia generata da internet. La crescita delle dipendenze è il sintomo di un male profondo del modo in cui viviamo - volgendo costantemente lo sguardo all'ennesimo gadget luccicante da acquistare, piuttosto che agli esseri umani intorno a noi.

Lo scrittore George Monbiot l'ha chiamata "l'epoca della solitudine". Abbiamo creato società umane all'interno delle quali isolarsi da ogni legame è più facile che mai prima d'ora. Bruce Alexander - l'ideatore del 'parco topi' - mi ha spiegato come per troppo tempo non abbiamo fatto altro che parlare della riabilitazione dell'individuo dalla dipendenza. Ciò di cui abbiamo bisogno di parlare oggi è la riabilitazione sociale - un modo per riabilitare noi tutti, insieme, dal male dell'isolamento che ci sta avvolgendo come una spessa coltre di nebbia.

Ma queste nuove scoperte non rappresentano esclusivamente una sfida politica. Non sono solo le nostre menti che c'impongono di cambiare. Ma i nostri cuori.

Amare un tossicodipendente è davvero dura. Quando guardavo alle persone dipendenti a cui volevo bene, una volta avevo sempre la tentazione di seguire i consigli di reality show come Intervention - intimando a chi aveva una dipendenza di mettersi in riga, o allontanandolo. Il messaggio era che un tossicodipendente che non è in grado di smettere dovrebbe essere rifiutato. È la logica della guerra alla droga, interiorizzata nel privato. E invece, come ho avuto modo di capire, ciò non fa che peggiorare la loro condizione - e potresti finire per perdere del tutto la persona. Quando sono tornato a casa ero determinato a tenermi stretto più che mai le persone dipendenti che facevano parte della mia vita - facendo loro capire che il mio amore per loro è incondizionato, cioè indipendente dal fatto che smettano o che non ci riescano.

Quando sono tornato dal mio lungo viaggio ho guardato in faccia il mio ex-ragazzo, in crisi d'astinenza, che tremava sul letto degli ospiti, e ho pensato a lui in maniera diversa. Da un secolo intoniamo canti di guerra contro i tossicodipendenti. Asciugandogli la fronte mi è venuto in mente che forse quello che avremmo dovuto fare in tutto questo tempo sarebbe stato cantargli delle canzoni d'amore.

Questo blog è stato pubblicato originariamente su Huffington Post United States ed è stato tradotto dall'inglese all'italiano da Stefano Pitrelli.

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L'Unione Europea é STATA FONDATA DAI NAZISTI

Walter Hallstein, primo presidente dell'Unione Europea, fu il giurista nazista che definì le leggi per sottomettere le nazioni europee conquistate da Hitler.

Lo stesso Walter Hallstein fu poi tra i padri fondatori della Unione Europea, ne fu il primo presidente e fu presidente della commissione europea per nove anni, dal 1958 al 1967.


Walter Hallstein per nove anni, dal 1958 al 1967 fu l’architetto in capo della costruzione dell’Unione Europea, comandando un’armata di migliaia di burocrati al di fuori di ogni controllo democratico.

L'Unione Europea di Bruxelles non è una democrazia ma una dittatura perché il popolo non può eleggere la Commissione Europea che non può nemmeno essere destituita.

APPROFONDISCI QUI guardando la slide:
http://www.slideshare.net/daniele…/walter-hallstein-26789394

Link Sito UE: http://europa.eu/…/founding-fat…/pdf/walter_hallstein_it.pdf
NOI - il cambiamento

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TERRORISMO PSICOLOGICO



si sono scatenati, sull’isola e sul continente, i catastrofisti impegnati in un esercizio di terrorismo psicologico che nulla ha risparmiato. In caso di Brexit possiamo attenderci, noi e loro, lo scioglimento del Polo Nord e la desertificazione, l’invasione delle cavallette e la moria delle balene. Il tutto accompagnato dalla povertà assoluta per l’umanità intera, la disoccupazione generale, la fame nel mondo e, soprattutto, l’aumento dei costi dell’Erasmus.


Ovvio che, di fronte a questa ondata di terrorismo mediatico, le Borse siano crollate. E quella di Milano in particolare. Perché l’immancabile esperto ha spiegato che, per qualche ragione astrusa, il Paese al mondo che sarebbe maggiormente penalizzato dalla Brexit è proprio l’Italia. Si paventano espulsioni di massa dei camerieri italiani dai ristoranti e dalle pizzerie di Londra, l’aumento delle tasse e delle tariffe (in Italia, non oltre Manica), una concorrenza spietata da parte britannica nei confronti dei prodotti del Made in Italy. I produttori di Barolo e Brunello non sembrano così preoccupati, ma evidentemente si sbagliano. Ed il crollo della Borsa lo prova.


Ne ho sentite di tutti i colori, notizie che rasentano il ridicolo, il terrorismo psicologico del dopo referendum per la brexit é in atto, tutti i notiziari enfatizzano i lati negativi, basta voli low coast
i calciatori stranieri non potranno più' giocare in Italia, i camerieri non potranno più lavorare in Inghilterra , una vera tragedia tanto che a sentire i mass media gli elettori per il LEAVE sono pentiti
e vorrebbero rivotare per il REMAIN, ma la notizia più' sconvolgente é che non sarà' più' finanziata la serie televisiva "il trono di spade" AZZZ

IvanoV Antar Raja

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sabato 25 giugno 2016

PENSATE IN UN PERIODO DI CRISI LE FAMIGLIE ITALIANE HANNO VISTO CRESCERE I LORO RISPARMI


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ma come é possibile che un simile personaggio sia presidente del consiglio ?????

INTERVISTA A BEPPE GRILLO; DEMOCRAZIA DIRETTA

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Intervista del 23 mar 2015

Grecia, Democrazia Diretta, uscire dall'euro: questi i principali argomenti trattati in questa splendida intervista a Beppe Grillo da una famosa televisione greca.
L'Italia si avvicina sempre di più al collasso greco: è un dato di fatto. Bisogna prendere decisioni drastiche e immediate dando, finalmente, sovranità ai popoli.

venerdì 24 giugno 2016

Il Regno Unito ha seppellito l'Europa. Bomba-Brexit, vince il SI

Un sonoro, storico e drammatico schiaffo all'Europa. Dopo un lungo testa a testa, dopo un duello all'ultimo voto, ecco il verdetto: vince il "sì" alla Brexit. Il Regno Unito dice addio all'Europa. A favore della Brexit il 51,7% dei votanti, contro il 48,2% a favore del "remain". Un verdetto che ha sovvertito le prime indicazioni della notte, secondo le quali, dagli opinion poll in poi, era davanti il fronte pro-europeista. La Bbc, da par suo, è stata la prima ad annunciare la vittoria del Leave.

Un momento storico, e drammatico, tanto che sui mercati finanziari globali il panico ha già iniziato a diffondersi: la sterlina è in caduta libera, le Borse asiatiche, aperte a scrutinio in corso, stanno precipitando. L'ultima speranza per gli europeisti erano i dati in arrivo da Londra e Scozia, che però difficilmente avrebbero capovolgere il verdetto. Un "gigante" come il Regno Unito, dunque, dice addio alla Ue: ora entreremo in territori che ancora non sono stati esplorati.

Il dato sull'affluenza si è attestato al 72,1%, più basso rispetto a quanto affermato dopo i primi conteggi della serata. Il picco dell'84% è stato registrato a Gibilterra, dove il "remain" ha stravinto con il 95,4 per cento.

Ma tant'è: il Regno Unito è fuori dall'Unione Europea. L'alba di una nuova Europa, dove ci si può ribellare, dove si può anche andare via. Un giorno che, e per una volta lo si può dire senza esagerazioni, fa la storia.

Farage;
"È una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l'inganno"



http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11922614/brexit-regno-unito-vittoria-si-fuori-dall-europa.html

MOMENTO STORICO



Questo non è un momento storico solo per l’Inghilterra oggi è un momento storico per tutti i popoli europei che si vedono restituiti dagli inglesi la speranza di potere scegliere.

Oggi è il giorno in cui l’arroganza degli eurocrati e delle elite europee ha perso, tuttavia la guerra è appena cominciata e gli inglesi hanno solo sparato il primo colpo.Amici miei io sono felice.

Sono felice anche oltre quanto avrei pensato di potere essere per una vicenda che alla fine non avrà grandi effetti sulla mia vita e vedrete che nell’immediato, dopo un primo momento di panico i mercati sorretti dalle banche centrali si normalizzeranno.

Però sono felice perché sento che la cappa oppressiva di questo maledetto mostro chiamato Europa almeno oggi si è squarciato.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/brexit-esiste-ancora-la-liberta.html

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Buongiorno amici. Abbiamo vinto! La Gran Bretagna ha aperto una breccia nel Muro della dittatura europea. Ora tocca a tutti noi. Riscattiamo la nostra sovranità nazionale, monetaria, legislativa, giudiziaria, nella difesa e sicurezza. Mobilitiamoci per salvare gli italiani e far rinascere l'Italia. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!

Magdi Cristiano Allam

giovedì 23 giugno 2016

LA SANTA INQUISIZIONE AVEVA LO SCOPO DI DISTRUGGERE LA VERA MEDICINA!

LA CHIESA E CONCORRENZA MEDICA

Articolo di Scienza di Confine:

Ieri la “caccia alla droga” illuminava le piazze del mondo, bruciando al rogo le streghe, oggi si sbattono i giovani a marcire nelle prigioni di cemento.

Come non tornare allora con la memoria ai tempi affascinanti dell’Inquisizione e della caccia alle streghe? Se si volesse fare una storia della nostrana guerra alle droghe bisognerebbe partire da qui.

LO STERMINIO DIMENTICATO e LE ERBE MEDICHE
Estraiamo alcune cose dal libro di Carlo Ginzburg “Storia Notturna”

Quel che più ci interessa è che quella della Chiesa, ci spiega lo storico, era prima di tutto una guerra per imporre l’autorità del prete al di sopra di quella delle streghe e delle guaritrici a cui la gente si rivolgeva per cure generalmente basate su quella che oggi chiamiamo l’Erboristeria…

In un periodo in cui la medicina scientifica in Europa ancora non esisteva – quando nascerà , per stessa ammissione del buonParacelso, sarà più indebitata alla cultura delle streghe che ai vari Ippocrate greci che in realtà non si filava nessuno – la scelta per la gente del popolo era limitata essenzialmente a questo:

o le pozioni di erbe delle megere (streghe e donne guaritrici). oppure la preghiera e l’acqua santa…

LA VERA MEDICINA POPOLARE

Un grande numero di donne condannate a morte durante la caccia alle streghe erano donne che esercitavano l’attività di guaritrici nelle loro comunità.

Le donne facevano le guaritrici da secoli, c’è una lunga genealogia di donne guaritrici. In Europa furono le responsabili della salute della comunità fino a quando iniziò la caccia alle streghe, essendo le conoscitrici, trasmettitrici e verificatrici di una sapienza ancestrale popolare trasmessa di madre in figlia.

Di fatto, sono considerate da diversi studiosi
e studiose le prime mediche e anatomiste
della storia occidentale…

oltre che le prime farmacologhe, per la loro coltivazione e raccolta di piante medicinali. Erano le conoscitrici dei segreti della medicina empirica.

Per questa ragione erano conosciute dalla comunità come “donne sapienti”. Tuttavia le istituzioni, temendo la loro influenza, le chiamarono “chafarderas” (pettegole), prima di chiamarle streghe.
Le donne conoscevano le applicazioni medicinali di molte erbe e piante e tali conoscenze si imparavano di generazione in generazione da tempi anteriori alla istituzionalizzazione del cristianesimo.

Pare che queste donne mescolassero lepratiche curative con vecchi riti pagani anteriori al cristianesimo. La patina magica che rivestiva la conoscenza delle piante e l’elaborazione di creme e unguenti sembra derivare da questi vecchi riti religiosi.

Questo fu uno dei fattori che contribuì a considerare l’esistenza di una relazione speciale tra queste donne e il corpo, con il guarire il corpo ma anche con il rapporto tra mente e corpo.

Le streghe-guaritrici usavano analgesici, calmanti e medicine digestive, così come altri preparati per diminuire i dolori del parto, nonostante la posizione contraria della Chiesa, secondo la quale a causa del peccato originale le donne dovevano partorire con dolore.

Usarono la belladonna (foto) per fermare le contrazioni dell’utero in caso di minaccia di aborto e alcune fonti indicano una strega inglese come scopritrice della digitale, che si usa oggi per curare le malattie coronariche.

Di fatto Paracelso, considerato il “padre della medicina moderna”, affermò nel XVI secolo che tutto quello che sapeva lo aveva imparato dalle streghe.
Con la caccia alle streghe
parte di questa conoscenza si perdette…

Ora avete capito perché la Chiesa ci tenesse tanto a metterle le donne sul rogo!!

Ora sapete a chi dobbiamo la perdita di tutta quella conoscenza medica, portata avanti nei secoli grazie alle tradizioni e a queste meravigliose donne che magari abbiamo avuto tra le “nonne”.

LA CHIESA E IL COMPLOTTO
DI “POTERE”

A partire dal XII secolo apparvero le università legate alla Chiesa..


Le discipline si svilupparono sotto il controllo della Chiesa, nei limiti delineati dalla fede cristiana. Di fatto, giuristi emedici collaborarono ed ebbero un ruolo nella caccia alle streghe, fornendo una cornice legale o agendo come consiglieri nei tribunali…



Si vietò la pratica della medicina a tutti coloro che non ne avessero titolo, e questo significava che alle donne fu tolto il diritto di praticare la medicinacome guaritrici, non potendo avere accesso alle università!

Le donne che avevano esercitato per tutta la vita e per generazioni l’attività di guaritrici, videro allora che gli veniva vietato svolgere il loro lavoro. Tuttavia, affinché la proibizione fosse effettiva, era necessario sradicare la loro influenza nella comunità, farla finita con il rispetto di cui godevano tra i popolo…

Era necessario anche annientare
la competenza di queste donne,
che potevano mettere in discussione
la capacità dei professionisti
che si laureavano nelle università.

Il genocidio delle donne e gli ignobili ricatti:

Gli inquisitori, con la loro visione patriarcale (l’uomo domina la donna), non potevano accettare che le donne avessero sapienza o potere, per cui affermarono che il potere delle streghe non era proprio. ma proveniva dall’atto sessuale con il Diavolo…

Ad ogni accusata gli inquisitori chiedevano un altro nome, dando inizio a una catena di morte e barbarie. Chiunque poteva denunciare, e una volta denunciata la prima strega, iniziava la catena.

Inoltre, in questo “delitto” gli inquisitori usavano minori, in particolare le bambine, su cui si faceva pressione perché testimoniassero contro le loro madri…

Le Streghe e i “VOLI MAGICI”

Con l’avanzare del Cristianesimo, le strane facoltà dimostrate dalle piante psicoattive vennero attribuite al potere del Diavolo, si proclamò la proibizione del tabacco e l’uso della coca tra gli Indios venne definito come blasfemo e superstizioso.



Oltre che straordinarie guaritrici queste donne si concedevano qualche “volo magico” assumendo piante allucinogene del genere “solenacee” e tramite speciali unguenti, cui l’uso sicuro è andato perso con la caccia alle streghe, le immergeva in uno stato di coscienza alterato, facendole volare lontano in mondi lontani con il loro corpo astrale.

Da qui viene l’immagine della strega che vola sulla scopa, in realtà tale scopa serviva a spargersi nelle pareti della vagina tramite masturbazione lo speciale unguento magico che una volta anestetizzato totalmente il loro corpo, ne permetteva la fuoriuscita dello spirito, ora libero dal mondo della materia e dei cinque sensi.


Il famoso “Sabba delle streghe” era il ritrovo che avveniva tra le streghe tra le notte del sabato, solitamente di luna piena, dove queste donne si ritrovavano in foreste e prati, lontane da occhi indiscreti e in cui tutte assieme si immergevano nel volo magico.

Un modo antico per “fuggire” dalla durezza della vita quotidiana di quell’epoca che però non piaceva agli occhi maligni degli inquisitori cristiani e qui trovarono il vero motivo per accusarle e portarle a morte atroce e torture, accusandole di incontrare il Diavolo tramite i loro voli magici…


Insomma la caccia alle streghe da parte della santa inquisizione non è altro che è uno dei tanti tristi capitoli della nostra storia, immersi nell’ignoranza e perversione della mente umana, cui ieri come oggi la popolazione contribuiva alla complicità, accusando spesso le proprie mogli e le proprie figlie..



Dopo aver letto questo articolo, dove lo collochereste il “Diavolo” ?

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/

http://ilmondoallarovescia.it/la-santa-inquisizione-aveva-lo-scopo-di-distruggere-la-vera-medicina

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Brexit…Non Ci Saranno Exit Poll Ufficiali ( Coincidenze? )

Vorrei fare notare un piccolo, sobrio dettaglio:

Non ci saranno exit poll che antiperanno il risultato del voto sulla Brexit.

Ufficialmente il motivo è di tipo tecnico, giuridico.

Dal punto di vista tecnico BBC e Sky affermano che non ci sono dati per confrontare il risultato di questo tipo di referendum e uno simile (in Inghilterra se ne celebrò uno simile 41 anni fa nel 1975), e quindi i risultati potrebbero essere poco accurati ancando l’incrocio delle risposte con le caratteristiche demografiche (sesso, età, religione….) di chi risponde.

Dal punto di vista giuridico poi c’è la questione che il risultato avrà un forte impatto sui mercati globali e dunque risultati poco accurati potrebbero esporre i committenti e le società di sondaggio ad azioni legali.

In realtà invece Hedge Fund e grossi fondi di investimento (oltre che banche di affari) di Exit Poll ne hanno commissionati eccome, anzi si prevede che ci saranno più intervistatori che votanti (…. scherzo, ma non troppo).

[Gombloddo Mode On]

Posso aggiungere un mio pensiero Gombloddista?

Se vuoi truccare un voto, meglio non avere tra le palle Exit poll…

[Gombloddo Mode Off]

Saluti gioiosi, ah a proposito ieri sentendo Junker mi sono sentito fiero….. di avere iniziato un percorso personale che mi porterà a mandare a fare in culo l’Europa e Bruxelles.:


L’avvertimento del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, è chiaro e secco. “Voglio dire agli elettori britannici che non ci sarà nessun altro tipo di negoziato: fuori è fuori”..

Ma in nome di chi parla questo piccolo pezzo di merda.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/brexit-non-ci-saranno-exit-poll-ufficiali-la-bbc-non-rilevnti.html

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martedì 21 giugno 2016

OLTRE I CONFINI DELLA MATRIX


Al sistema invece fa comodo un’altra cosa: esso ha bisogno di arrivare a un punto limite di equilibrio stabile e di conformarsi in una struttura ottimale, all’interno della quale le persone, come cyborg, supportano la sua esistenza. Cosa serve al sistema per raggiungere questo fine? Serve che le cellule della matrix siano riempite da elementi ubbidienti, dotati innanzitutto di salute cagionevole e di scarsa energia libera e in secondo luogo sufficientemente rimbambiti da non capire dove si trovino. Tali elementi dovranno possedere un livello di energia e di volontà cosciente appena sufficienti per permettere di espletare adegua- tamente le funzioni assegnate, né più, né meno.

Non avete mai pensato al motivo per cui molti, tornati a casa dal lavoro, non vogliono fare nient’altro che sdraiarsi sul divano davanti alla televisione? Questo tipo di stanchezza oggi è considerato una normalità, ci siamo abituati. Ma una cosa del genere è normale? Certo che no. Il fatto che sia una cosa abituale non significa che sia normale.

Al sistema fa comodo anche un altro aspetto, il calo demo- grafico. Teoricamente la diminuzione numerica degli elementi di alimentazione dovrebbe essere controproducente per il si- stema, comportando essa la riduzione dell’introito energetico che questi stessi elementi apportano al sistema. Ma qui sta l’inganno: il fatto è che, quando il sistema sarà giunto al mas- simo della sua evoluzione e si sarà trasformato in matrix, i consumatori superstiti saranno già stati a loro volta tramutati in fornitori assolutamente gestibili, in grado di produrre una portata energetica totalmente controllabile e quindi di mag- gior qualità e più organizzata di quella attuale, che per il mo- mento si giova ancora della libertà di scelta (finché c’è ancora di che scegliere) e di movimento (se non si è ancora sufficien- temente “zombizzati”). Proprio qui sta il fine e il senso della trasformazione in matrix.

In che modo si realizzano i piani del sistema? In modo molto semplice: innanzitutto attraverso la manipolazione dell’attenzio- ne della massa generale, e in secondo luogo, ancora più banal- mente, attraverso l’alimentazione di cui questa massa si nutre.

La manipolazione dell’attenzione è in generale il metodo più efficace di gestione. Non occorre nemmeno intraprendere par- ticolari campagne di propaganda ideologica: basta costringere l’asino a pensare alla carota appendendogliela davanti al naso. L’animale la seguirà ubbidientemente ovunque serva. Il prin- cipio è semplice: l’attenzione viene fissata sull’informazione che fa comodo al sistema, cioè deviata da questioni esistenzial- mente importanti a favore di cose poco fondamentali. Posso riportare una massa di esempi sui metodi usati: da una parte si scatenano campagne per la vaccinazione urgente contro epi- demie presunte o inventate, dall’altra parte viene ostacolata la ricerca di una soluzione radicale per il problema del cancro, che si acuisce di anno in anno.

Ogni volta che si sente parlare di nuovi preparati per la cura del cancro, non si sa se ridere o piangere. Quante “scoperte miracolose” vengono fatte, intanto, però, la gente continua a morire. Il paradosso sta nel fatto che la causa prima e fonda- mentale del cancro è stata scoperta ancora all’inizio del secolo scorso da Otto Warburg4. Di questo, però, ci si è stranamente dimenticati.


La manipolazione viene effettuata a livello talmente sottile, invisibile e “naturale” da non destare i sospetti di nessuno. Gli elementi del sistema non avranno il tempo di svegliarsi che si ritroveranno dotati di chip elettronici e totalmente sottomessi, come conigli in gabbia. Solo che i chip non verranno impiantati in testa, sarebbe troppo scontato. La storia dei chip impiantati è l’ennesimo espediente dato in pasto al pubblico per distogliere l’attenzione, per incanalare gli sfoghi liberi della plebe contro un sistema così disumano, che priva l’individuo dei suoi dirit- ti. In realtà tutto verrà fatto a livello più sottile, più civile, per esempio attraverso la patente di guida o la carta di credito, senza le quali i conigli non potrebbero sopravvivere. Qualcuno spie- gherà pazientemente che tutto è stato predisposto per il bene, la comodità e la sicurezza dell’umanità, e la maggior parte della gente, come sempre, crederà a tutte le fandonie sapientemente propinate dal sistema e acconsentirà ubbidientemente ad accet- tare i “benefici” che esso offre. Gli oppositori, invece, verranno messi alla berlina ed emarginati come reietti e depravati.

il cibo sintetico morto, soprattutto quello del fast food che in America ha avuto una capillare diffusione, causa una dipendenza non diversa da quella causata dalla droga. La popo- lazione terrestre è composta già da cibo-dipendenti.

Ricordate la storia di Sinbad il marinaio? Un giorno Sinbad e i suoi marinai arrivarono in un paese sconosciuto. Gli abitanti del posto li accolsero con gioia e gli offrirono dei cibi prelibati. I marinai si nutrirono per molti giorni di queste delizie ma col passar del tempo notarono dei cambiamenti: i loro corpi si erano trasformati in carcasse di grasso. Anche la loro coscienza si era progressivamente obnubilata e per questo motivo i di- sgraziati non riuscivano più a valutare obiettivamente la realtà. Come si venne a sapere in seguito, gli abitanti locali li avevano rimpinguati per farne carne da macello.


Questo è il libro di Vadim Zeland per comprendere come andare definitivamente oltre i confini della Matrix e liberarci da tutti gli stereotipi mentali che la società ci impone. 

L'ambiente in cui viviamo non è la stesso di qualche decennio fa e le regole di sopravvivenza sono cambiate.

L'umanità ha compiuto una svolta radicale, allontanandosi dal suo stato naturale, seguendo uno sviluppo tecnologico che ha portato la creazione di nuove leggi.

In questo nuovo sistema, definito Matrix come nel famoso film, tutti noi diventiamo solo una semplice pila di alimentazione.
Non riusciamo più a controllare la realtà e le informazioni che vi circolano e siamo completamente sottomessi al sistema.

Siamo semplici cellule della Matrix, che è padrone della nostra energia e della nostra coscienza.

Come facciamo a liberarci da questa trappola?

Se fai un passo deciso fuori dalla massa sarai oltre i confini della Matrix.

Comincerai a fare le cose in maniera diversa da tutti coloro che sono intrappolati nel sistema e avrai quello che gli altri non hanno.

All'inizio quello che farai sorprenderà te stesso. Poi comincerai a sorprendere e a sbalordire le altre persone, magari anche a irritarle.

Poi gli altri, guardando a te, cominceranno a prenderne esempio.

La via di uscita dalla Matrix si trova in una dimensione insolita, lì dove la metafisica incontra il quotidiano.

Per capire quello che normalmente sfugge alla logica, occorre prima depurarsi fisicamente, in senso letterale, la coscienza e la percezione, liberandosi dai pre-concetti mentali che la società ci impone.

Allora succede qualcosa di straordinario: ti risvegli da un incubo, da un sogno ad occhi aperti!

A quel punto diventi lucido e inizi a ragionare e a capire dove ti trovi veramente e cosa sta succedendo intorno a te.

Vadim Zeland
Trasurfing VIVO
 
  


  

Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix
Risvegliati dall'incubo - Transurfing Apocrifo in versione riveduta ed ampliata
Voto medio su 60 recensioni: Buono

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lunedì 20 giugno 2016

LE ABDUCTION CI RUBANO L'IMMORTALITA'

Ora abbiamo delle prove concrete sul fenomeno dei rapimenti, come funziona, cosa fanno questi alieni, cosa vogliono, da dove vengono, come sono fatti. Un lavoro di studio fatto in più fasi con l'ausilio di una vasta letteratura a confronto, fatta da più ricercatori (fra i più noti Corrado Malanga, Budd Hopkins, John Mack) dal punto di vista della ricerca, delle ipnosi e delle misurazioni di queste ipnosi su centinaia di addotti. La cosa fondamentale è sapere cosa cercare e cioè cos'hanno di differente gli addotti dagli altri...
Il fenomeno delle Abduction così come lo conosciamo da una vasta letteratura, è descritto sulla base di diversi livelli di conoscenza aliena. Dobbiamo naturalmente fare una diversificazione dei vari casi individuali, esempio escludiamo i casi di schizofrenia (dal greco "schizo") cioè staccato nelle sue parti, incapace di collegare un pensero e relazionarsi col mondo esterno, così come tutti gli altri casi di patologie gravi psichiatriche. Ma vediamo come si sono rivelati i casi di Abduction e la diffusione di questo fenomeno ora largamente conosciuto e pertanto anche riconosciuto da chi ne coglie sensibilmente la veridicità. L'ipnosi regressiva è stata affiancata ad altre tecniche come l'analisi grafologica e la programmazione neurolinguistica, poichè il movimento del corpo dipende dall'inconscio, ovvero si legge il movimento del corpo per capirne i messaggi e confrontarli con quelli che vengono detti con la bocca, da questa valutazione è possibile capire se una persona mente o è sincera, in maniera tale da dedurre la valenza di ciò che viene detto dal soggetto in analisi.

Queste tecniche servono per capire statisticamente se a tutti gli individui era successa la stessa cosa e per capire in un secondo momento anche se a tutti gli addotti analizzati era successa la stessa cosa e infine se erano stati prelevati (rapiti) ecc. Sulla base di questo ben presto si veniva a capire cosa facevano gli alieni e come agivano per arrivare ai loro scopi, fra l'altro ci sono molti cartoni animati degli anni '80 che già anticipavano queste cose ad esempio la favola di Pinocchio e Biancaneve, oppure la serie cinematografica di Harry Potter ecc. Da queste analisi si iniziava a capire che questi piccoli esseri alieni arrivavano durante il sonno degli addotti, i quali venivano prelevati, portati in una macchina volante e stesi in un tavolo operatorio sul quale (non si capiva bene), cercavano attraverso un'operazione di chirurgia tecnologicamente avanzata, di prelevare un qualche cosa. Un'idea di cosa succedeva era data dal racconto di particolari visioni dei soggetti addotti. Va chiarito che il rapimento per la maggior parte avviene a livello di "corpo eterico", mentre per la clonazione anche fisico, esistono numerase testimonianze e documenti di sparizione negli archivi dei servizi segreti di qualunque Stato.

Tutti indistintamente raccontavano di essere passati o di stazionare all'interno di una stanza, che in seguito verrà chiamata la stanza dei feti, ovvero una stanza blu con dei cilindri di vetro con una specie di liquido dentro all'interno del quale era conservato un feto, un bambino piccolo immerso in questo liquido con dei tubi in sospensione. Dai racconti degli addotti sotto ipnosi emergeva che gli alieni non sono in grado di riprodursi, e quindi cosa fanno? Fanno qualche strana modificazione genetica sul nostro DNA, nei maschi con prelievo di sperma (processo che veniva descritto esattamente in modo identico da centinaia di addotti), che veniva modificato e successivamente impiantato nell'utero delle femmine addotte in quanto loro non avendo un corpo fisico e quindi neppure un apparato riproduttivo non sono in grado di riprodursi.

Tutta questa sequela di allucinanti racconti prima di essere codificati e analizzati scientificamente erano interpretati come i buoni angeli custodi che ci proteggono per i cattolici, oppure come gli alieni buoni che ci vengono ad aiutare per altri, ma chiaramente le cose non stavano così. Poi aumentando il numero degli addotti in analisi di ipnosi di sesso femminile (naturalmente le centinaia di persone analizzate non si conoscono e provengono dalle più disparate città d'Italia, d'Europa e del mondo) le narrazioni combaciavano con ciò che era stato documentato dagli addotti maschi. Queste donne venivano anch'esse stese in un tavolo operatorio, secondo varie ricostruzioni successive si scopriva che venivano usate come fattrici, dalle quali "tutte", il feto dopo neanche tre mesi di gestazione spariva, in quanto venivano "riaddotte" per estrarre il feto. Automaticamene succedeva che le diagnosi precoci di possibile gravidanza complete di radiografie, ecografie ecc sparivano dalle cartelle cliniche. Casi inspiegabili di gravidanza dal momento che un caso in particolare affermava di non avere avuto rapporti sessuali da almeno un anno e mezzo. E ancora più semplicemente la scienza spiegava tutte queste sintomatologie con possibili diagnosi come la gravidanza isterica, le cisti ovariche, tumori maligni, infiammazioni uterine ecc. (Ci sono numerose documentazi in merito ma in questo articolo ci limiteremo a spiegare in maniera dettagliata gli scopi del fenomeno Abbduction).

Man mano che i racconti degli addotti venivano confrontati, analizzati, documentati e successivamente comparati con le descrizioni di centinaia di ipnosi da parte di altri ricercatori del campo ufologico, della letteratura antica e della storia del mito, il quadro della situazione era sempre più chiaro ed evidente, gli alieni utilizzavano il nostro materiale biogenetico per riprodursi. Altresì, senza dilungarci nei dettagli, dai racconti degli addotti sotto ipnosi si evinceva che questa programmazione genetica era ereditata dalla madre, dai nonni ecc. Ovvero se il figlio era addotto quasi certamente lo era anche la madre o entrambi i genitori. Altro dato importante era che dalle ipnosi affioravano dei backup di memoria disordinati riguardo il concetto di spazio-tempo, ovvero i ricordi dell'addotto sotto ipnosi erano in zone del cervello che lui non conosceva e pertanto la ricostruzione di un evento risultava apparentemente scollegata, difficile e inverosimile, ma quando tutto il possibile è stato vagliato non rimane che vagliare l'impossibile. L'addotto fra i vari vuoti di memoria rivelava di essere stato fisicamente in posti diversi, in età diverse con sembianze e ruoli diversi, compreso il ruolo di carnefice in cui lui stesso si occupava di eseguire prelievi biologici. Tali racconti includevano che dentro di sè ci fossero dei prerequisiti di partenza, cioè che nella testa dell'addotto ci fosse una memoria aliena attiva (MAA), da molti veniva interpretato come "dejavù" attribuibile a esperienze di vite precedenti. Bisogna fare un'attenta distinzione poichè le differenze sono molto sottili e facilmente confondibili, tuttavia il ricordo akascico è davvero eccezionale e poco raggiungibile dall'uomo medio.

Altresì l'approccio all'ipnosi di tipo erichsoniano (messa a punto da Erich Fromm) era inaffidabile, ovvero il cosciente dei cinque sensi messo in ipnosi con questa tecnica ingannava l'inconscio che è genuino e sincero, mentre il subconscio, il quale sa che bisogna mediare, cominciava allora a potenziare gli evocativi facendo in modo di ricostruire un vissuto suggerito da una fonte esterna, l'ipnologo, con domande incongrue secondo una tecnica non corretta. Come si distingue un ricordo reale dal ricordo finto? Il ricordo reale porta con sè anche il ricordo dell'emozione, questo è un indizio molto importante da tenere presente, poiché l'alieno non ha la capacità di provare emozioni. Ma ritorniamo alle nostre memorie aliene attive. I "bag" di memoria facevano pensare che esistesse una zona del cervello ad accesso negato alla quale si poteva accedere solamente con una password, una chiave, ma bisognava sperimentare un modello per accertare che le cose fossero davvero così, e dunque bisognava far ricostruire all'addotto in ipnosi i tasselli mancanti, ossia dove è perchè era stato fatto il taglio della pellicola, del frame di memoria. Sorprendentemente la parola chiave era "programmazione genetica". Cosa significava questo? Che le informazioni erano suggerite con subliminali pilotati attraverso la MAA inserita nel cervello dell'addotto attraverso l'osso sfenoide dalla narice destra, nel seno mascellare o nel chiasma ottico, non solo ma anche in altre zone come l'alluce del piede destro ecc. Questo "microcip spazio-temporale" di circa 2 millimetri, deputato a monitorare lo stato psico-fisico dell'addotto (come dire i lingotti d'oro per l'alieno e a rilevare la posizione dell'addotto), riusciva a leggere, tradurre e interpretare qualsiasi tipo di lingua antica, poiché queste razze aliene utilizzano fonemi alfabetici (su base di sei caratteri) di lingue antiche come l'ebraico, il copto, il caldeo, il sanscrito ecc, convertendo i dati in imput (onde elettromagnetiche in Hertz) in output di pensiero a noi comprensibili. Solitamente il microchip si attiva e si disattiva tramite una vibrazione o suono, un fischio dall'orecchio destro emesso da un micro impianto dietro al padiglione auricolare.

Ricordiamo che esiste anche la memoria aliena passiva "MAP" che in questo caso fa da collettore di energia tramite un entità ospite. Attraverso gli studi sugli antichi testi di Zacharias Sitchin si scoprì così che questi fonemi su base sei erano provenienti dagli antichi annunaki dai quali poi gli antichi egiziani è ancora più in là i sumeri, avevano elaborato il loro alfabeto, poi catalogati dai glottologi come "fonemi protocananiti". Ma perché l'alieno ha bisogno di mettere le memorie aliene nella testa degli addotti? Ed ecco che da ipnosi precedenti ancora poco chiare e confuse, emergeva che lo scopo del sistema Abduction permetteva agli alieni di mantenere il contatto con l'addotto che in realtà non è che il suo investimento in energia e vita eterna. Cioè permetteva loro di vivere attraverso di noi, attraverso la nostra testa prima e il corpo poi per ottenere l'immortalità. Come? Mettendo una memoria aliena attiva ad accesso negato (dell'alieno adulto prima di morire) nella testa dell'addotto in modo che non abbia ricordo della vita dell'alieno a cui apparteneva e che la conserva in standby. Prima che quest'ultimo muoia (l'addotto) viene prelevata la MAA, ne viene fatta una copia e immessa nell'alieno neonato, però stavolta non ad accesso negato. Dunque loro quando nascono sanno immediatamente già tutto, non devono andare a scuola ma quello che più ci interessa è che così facendo, da secoli l'inconsapevole addotto si trova ad avere in primis dei buchi spazio-temporali, in secondo luogo non sa chi è! I continui taglia e cuci di memoria dell'esistenza dell'uno, l'alieno, e dell'altro, l'l'addotto (cosiddetti "carrier" cioè trasportatori o più semplicemente "ospiti" di memoria), destabilizzano la psicologia dell'individuo influenzando la sua intera vita.

Una tecnica non solo di raggiungimento dell'immortalità ma anche una tecnica per non perdere l'esperienza (vedi articolo precedente "IL SENTIERO DEGLI DÈI; ELOGIO DELL'IMPERFEZIONE), il ricordo, l'intelligenza attraverso "Anima" (il nostro server di memoria), non si ricomincia più da capo ma da un gradino di consapevolezza via via sempre più ampio (per l'alieno in questo caso). Che cosa succede in questo modo? Succede che ci rubano la coscienza e la consapevolezza, quello che l'uomo dovrebbe costruire per se stesso, reincarnazione dopo reincarnazione, quello che insegnavano i sacerdoti egizi. 

I faraoni ricoprivano le più alte cariche di una dinastia o regno perchè eletti in base alla loro consapevolezza e saggezza, i quali erano in grado di riportare nella vita successiva tutta l'esperienza di vita precedente aumentando sempre più la loro saggezza e intelligenza tramite il server "Anima" fino a raggiungere l'illuminazione e l'ascensione al regno successivo. 

D'altra parte risulta evidente che nonostante il trascorrere dei millenni l'uomo non ha dimostrato di portare all'interno di sè una matrice genetica dal contenuto in "sapere" graduale e crescente, anzi ha subito uno stallo prima e un'involuzione spirituale poi che oggi ha raggiunto l'apoteosi. Il primo passo per riconquistare la propria vita e la propria condizione divina perduta è prendere coscienza del fenomeno con curiosità e spirito di indagine.


http://radionica.over-blog.com/2016/03/le-abduction-ci-rubano-l-anima.html

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domenica 19 giugno 2016

ALBANIA Zero tasse fino a 50 mila Euro di reddito

I media italiani ne parlano poco dell’Albania, quando lo fanno, è solo per parlarne male, discriminando un intero popolo magari per qualcosa di male fatto da un albanese in Italia, dipingendo il paese come arretrato e sottosviluppato.

L’Albania è un paese che offre grandi opportunità, specie produttive e per i servizi, le tasse sono molto basse e al massimo arrivano al 20% per fatturati milionari (noi,INPS compresa siamo intorno al 60%), le piccole e medie imprese hanno una tassazione zero fino a 50 mila Euro circa, a salire del 10 e 20 per le imprese più grandi.

Il costo della vita è di circa un terzo di quello italiano, tanto per fare qualche esempio, mezzo kg di pane costa 35 centesimi, 1 kg d’insalata 50, per una cena in due in un ristorante di qualità si spende in media 15/18 Euro, giusto per darvi qualche dato, una notte in un hotel paragonabile a un tre stelle colazione inclusa si spende 35 Euro a notte in due persone.


Aprire un’attività individuale ha un costo di circa 2 Euro, praticamente niente, e si è già iscritti e operativi il giorno stesso, la burocrazia se pur presente non è vessatoria come in Italia, Tirana è una città in forte espansione ordinata, pulita e molto vivace, piena di giovani che hanno solo voglia di fare ed emergere, la gente è cordiale e disponibile con una certa affezione per gli italiani.

L’Albania fa paura, al governo italiano ovviamente, poiché la separa appena 60 km circa dalla Puglia, quindi vicinissima e raggiungibile facilmente, fare impresa in Albania è facile, costa meno e alla fine dell’anno, ti rimane in tasca il giusto guadagnato, per questo sono favorite le imprese che investono in Albania, questo è il motivo per cui si parla poco di questo paese e quando lo fanno ne parlano male!

Se gli imprenditori o chi ha voglia di avviare un’attività sapesse tutto questo, di certo chi può, non resta in Italia a farsi “ripulire le tasche”.

E pensare che molte aziende che lavorano per alcuni colossi delocalizzano proprio in Albania, pur fornendo servizi in Italia. Come ad esempio molti call center di assistenza tecnica.




Fonte

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sabato 18 giugno 2016

RENZI MEGLIO DI MR BEAN




Renzi come comico é fantastico sicuramente meglio di Mr Bean, peccato che sia il presidente del consiglio in Italia

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UN CADAVERE AL MOMENTO GIUSTO



di Leonardo Mazzei

Un pazzo o un provocatore manovrato? Chi ha davvero ucciso la deputata anti-Brexit?
Intanto gli europeisti festeggiano...

Vogliamo iniziare dicendoci subito la verità senza troppi preamboli? Bene, la verità che tutti possono vedere è che il fronte europeista è in festa. Il resto è solo ipocrisia. Come quella de la Repubblica: «Le borse - tristemente - reagiscono positivamente all'assassinio della deputata laburista inglese». Tristemente ma positivamente. Possiamo immaginarci la tristezza...

L'odioso omicidio della parlamentare laburista Jo Cox ha innescato un'ipocrisia altrettanto ripugnante. Il fronte europeista, ormai a corto di argomenti e sotto nei sondaggi, ha adesso un'arma in più, forse quella decisiva. E mentre finge di piangere la vittima dell'attentato, se potesse erigerebbe un monumento all'assassino, quel Thomas Mair che si dice sostenitore dei neonazisti americani della National Alliance. Un ambientino, quest'ultimo, che non è difficile immaginare quanto sia infiltrato dall'intelligence americana.

I "mercati", i famosi mercati finanziari, ormai l'unico luogo al quale i fanatici europeisti riconoscono il diritto di decidere, hanno effettivamente già salutato con entusiasmo l'uccisione della Cox. Citiamo ancora da Repubblica: «La reazione positiva (e triste) delle borse. L'uccisione della deputata laburista Jo Cox, segnalano gli operatori, ha stravolto le carte in tavola nel dibattito politico in vista del referendum del 23 giugno e, sui mercati finanziari, favorisce l'idea che i britannici siano meno inclini a votare l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea».


Vedremo tra sei giorni se le cose andranno davvero così. Certe operazioni di propaganda di solito hanno successo, ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Ne sa qualcosa Mariano Rajoy, che nel 2004 finì battuto a sorpresa da Zapatero nelle elezioni spagnole per aver tentato di strumentalizzare in maniera troppo plateale gli attentati di Madrid, che tre giorni prima del voto avevano provocato 191 morti.

Ma torniamo all'assassinio di Birstall, il cui tempismo è davvero folgorante. I difensori della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea erano ormai in affanno, tutti i principali argomenti della campagna terroristica anti-Brexit (il crollo economico, la terza guerra mondiale, la fine della civiltà occidentale...) già utilizzati. Cosa inventarsi allora?

Noi non sappiamo chi ha deciso la fine di Jo Cox, ma di certo lorsignori non avrebbero saputo architettare qualcosa di meglio. Chi è poi Thomas Mair? Quel che sappiamo è che era in cura psichiatrica. Dunque, un pazzo. Magari un pazzo pilotato da altri.

Gli europeisti dovrebbero vergognarsi della loro propaganda. Hanno avuto mesi, mezzi, soldi, media, potere per convincere l'elettorato britannico a votare Remain. Non hanno avuto successo. Ed ora, da quegli avvoltoi senza scrupoli che sono, si sono gettati sul cadavere della Cox - uccisa magari dalle trame dei servizi di qualcuno di loro.


Chi scrive non ha la malattia del complottismo. Non si spiegano le cose del mondo vedendo ovunque complotti. Ma naturalmente i complotti esistono, ed in questo caso l'ipotesi di una smaccata operazione anti-Brexit appare più che lecita.

Prescindendo qui dalla cronaca - ad esempio, sembra che le parole «Britain First» messe dai media in bocca all'omicida non siano mai state in realtà pronunciate, visto che il testimone le ha recisamente smentite - quel che dovrebbe far riflettere sono tre cose: la tempistica, la scelta della vittima, la personalità dell'omicida.

Lo abbiamo già detto, la tempistica è semplicemente perfetta. Provocare uno choc ad una settimana dal voto - peraltro nel momento di massima difficoltà dei sostenitori del Remain - consente di strumentalizzare l'accaduto per tutta l'ultima fase della campagna elettorale. Anche la vittima è perfetta: donna, laburista e anti-Brexit, che si vuole di più? Ma perfetto è pure l'omicida: un signor nessuno, che proprio perché tale verrà presentato come l'effetto normale della campagna per il Leave.

Non siamo tra quelli che pensano che la CIA manovri al Qaeda e l'Isis, ma pilotare un pazzo isolato può essere assai facile e redditizio. E qui le cose sono troppo "perfette".

Vedremo giovedì prossimo quanto peserà l'omicidio di ieri nelle urne. Nel frattempo avremo qualche giorno per vomitare. Sì vomitare, perché vomitevole è l'argomentare degli europeisti, il loro gioire attorno al corpo senza vita di una giovane donna, quel cadavere arrivato proprio al momento giusto per ridare fiato alle trombe della loro propaganda.

Una propaganda che si basa ormai su un unico fattore: la paura. Chissà se gli basterà. Noi ci auguriamo proprio di no. Viene sempre il momento in cui la verità si impone sulla paura. Non sappiamo come andrà il referendum del 23, ma prima o poi il mostro dell'Unione Europea verrà sconfitto, di questo siamo certi.
Leonardo Mazzei

fonte http://sollevazione.blogspot.it/2016/06/un-cadavere-al-momento-giusto-di.html

http://alfredodecclesia.blogspot.it/2016/06/un-cadavere-al-momento-giusto.html?spref=fb

dietro a questo omicidio c'è il gioco sporco della dittatura europea, sono pronti a tutto per non perdere il potere, liberiamoci al più' presto da questa gentaglia, svincoliamoci dalla UE e votiamo partiti e movimenti che hanno questo proposito nel programma

Ivano Antar Raja
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venerdì 17 giugno 2016

l mercato della malattia stia rovinando la salute di milioni di persone sane

 scopri come il mercato della malattia stia rovinando la salute di milioni di persone sane

Il mercato della malattia - Estratto dal libro "La Fabbrica dei Malati"
Nel 1976 il presidente della casa farmaceutica statunitense Merck, Henry Gadsden (1911-1980), aveva un sogno molto inquietante. Un sogno forse impossibile per l’epoca. Un sogno divenuto oggi realtà! Disse: «Il mio sogno è fare farmaci per persone sane…».
Sempre più persone oggettivamente sane, oggi, prendono farmaci perché credono di essere malate: sono state convinte di esserlo. Come questo sia potuto accadere verrà trattato nel presente lavoro, prima però di iniziare è necessario fornire alcuni tasselli importanti che aiuteranno alla comprensione generale del quadro.
Le case farmaceutiche non soddisfatte di imbottire di droghe sempre più adulti, da alcuni anni hanno iniziato a prendere di mira i più piccoli e indifesi: i bambini. E per essere sicuri iniziano prima della gravidanza, a partire dal concepimento…
Un bambino che entra nelle loro diaboliche maglie sarà un ottimo cliente per tutta la vita. Inducendo possibilmente una lunga ma tanto malaticcia vita, che dal punto di vista economico comporta un mercato illimitato.
Le previsioni ufficiali dicono che entro il 2016 le case farmaceutiche perderanno circa 140 miliardi di dollari a causa della scadenza di numerosi brevetti.
Quando un brevetto scade, il principio attivo può essere rimesso in commercio da altre aziende come farmaco generico, a un prezzo molto inferiore (minimo il 20% del prezzo del prodotto di marca). Come faranno le lobbies del farmaco a colmare questo buco? Per prima cosa effettuano il “cambio di vestito”.
In pratica, prendono il farmaco che sta per scadere, lo rinominano, gli cambiano la confezione, la forma e il colore e anche l’indicazione terapeutica. Il gioco è fatto.
Questo è quanto avvenuto per Prozac.
Quando il brevetto stava per scadere, la Eli Lilly cambiò il nome del principio attivo, modificò perfino il colore, da verde divenne rosa e nacque così il Sarafem.
La nuova pasticca (col medesimo principio attivo del Prozac) viene prescritta per una nuovissima malattia inventata, il Disturbo disforico premestruale. Quindi oggi molte donne stanno prendendo per tale disturbo il principio attivo del Prozac, anche se ha un altro vestito…
Moltissime persone stanno assumendo inconsapevolmente un farmaco psichiatrico rietichettato, riconfezionato e prescritto per una malattia completamente diversa. Ecco qualche esempio: Zyban della GSK prescritto per smettere di fumare è in realtà l’antidepressivo Wellbutrin; lo Yentreve della Eli Lilly per l’incontinenza urinaria altro non è che il Cymbalta, uno psicofarmaco per depressione e ansietà…
Oltre al cambio di vestito le lobbies creano nuovi mercati fabbricando nuove malattie che richiederanno sempre più esami e sempre più farmaci.
Qualcuno pensa che le case farmaceutiche stiano lavorando per la salute delle persone? Niente di più lontano dalla verità e la tabella poco più avanti farà un po’ di chiarezza!
Nel mondo la malattia rappresenta un mercato che vale migliaia di miliardi di euro ogni anno, più delle guerre, e viene gestito da società per azioni totalmente prive di scrupoli a cui interessano solamente i profitti e non la salute delle persone.
Nel 1980 succede qualcosa di molto importante per la comprensione del quadro generale.
Il Congresso statunitense vara quell’anno la Bayh-Dole Act, una legge che permette alle università di brevettare i risultati delle proprie ricerche scientifiche finanziate con denaro pubblico per poi cedere il brevetto alle case farmaceutiche in cambio di royalties.
Con questa legge le industrie di tutto il mondo non devono più investire nella ricerca per mettere a punto nuovi farmaci e si possono occupare solo della parte tecnica, ovvero la produzione del farmaco. È stato proprio grazie a questa legge che le case farmaceutiche hanno potuto spostare agilmente il loro investimento dalla ricerca al marketing.
E lo hanno fatto senza pensarci troppo.
Se la missione di un’azienda farmaceutica fosse veramente la salute umana, se i loro intenti fossero quelli di trovare una cura funzionante per le malattie, tali aziende dovrebbero investire soldi nella r&d (Research & Development, “Ricerca e sviluppo”).
[...] Le prime dieci industrie farmaceutiche al mondo spendono mediamente oltre 90 miliardi di dollari all’anno in marketing: più del doppio rispetto a quanto spendono per il settore Ricerca e Sviluppo!
Per marketing si intende pubblicità diretta nei media (carta stampata, televisione e radio), strategie commerciali per corrompere e/o convincere i medici (regali, premi, viaggi, convention, congressi, cellulari, penne, ecc.) a prescrivere i loro prodotti e/o esami.
Investire soldi in ricerca e sviluppo è importantissimo perché equivale a innovazioni tecnologiche, ricerca e sviluppo di nuovi strumenti, migliori e sempre più efficaci prodotti, ecc.
Il marketing è pubblicità spudorata e in alcuni casi spietata. La logica conseguenza è sotto gli occhi di tutti: le case farmaceutiche non hanno intenzione di curare nessuna malattia, ma semmai di vendere, attraverso la paura e l’ignoranza, sempre più farmaci. E per fare questo fabbricano malattie e quindi malati…
Se un’azienda trovasse la cura definitiva per il diabete non potrebbe più vendere farmaci (insulina, glucometri, lancette, esami, ecc.) per quei 366 milioni di persone malate nel mondo.
Malati in costante crescita: solo per il diabete il giro di affari supera i 500 miliardi di dollari ogni anno. Idem per il cancro. Se venisse sconfitto, le industrie non potrebbero più incassare svariate centinaia di miliardi di dollari tra chemio, radio, apparecchiature, screening, visite, operazioni. Le aziende del farmaco non vogliono debellare nessuna malattia, anzi…
Alle lobbies non interessa guarire le persone: la loro mission è aumentare il mercato quindi devono far crescere il numero di malati, rendendo le malattie sempre più endemiche e croniche. Una malattia cronica è una malattia che si cura con i farmaci per tutta la vita: un mercato incommensurabile.


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La Fabbrica dei Malati
Come l’industria farmaceutica crea milioni di malati
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€ 13.9

LA FABBRICA DEI MALATI ; MARKER E PAURA

A caccia del marker specificoLa ricerca medica da sempre è a caccia del marcatore tumorale specifico al 100%.
Il valore che garantisca la diagnosi tumorale certa rappresenta il sogno per molti ricercatori e medici. Sogno però diventato un incubo perché i marker non sono né sensibili, né specifici!
Nessuno dei marcatori tumorali che oggi la medicina conosce e utilizza è una prerogativa specifica del tumore in quanto sono tutte sostanze presenti anche in altre condizioni, perfino nell’assoluta normalità.
Quindi il marcatore tumorale qualitativo, cioè presente solo nel tumore NON esiste!
Storia dei markers tumorali La storia dei marcatori inizia nel 1965 quando due ricercatori americani scoprirono nelle cellule di alcuni tumori del colon una sostanza CEA che si dimostrava correlata con la malattia.
Questo antigene era presente nel tessuto tumorale e anche nel sangue dei malati con il tumore al colon. Sembrava la scoperta del secolo: una proteina poteva indicare la presenza o meno di un tumore. Successivamente si scoprì che questo antigene veniva prodotto in piccole quantità anche da tessuti sani e si riscontrava in presenza di altre e completamente diverse neoplasie (mammella, polmone, apparato urinario, pancreas e stomaco).
Crollato il mito della specificità del CEA, la batosta più grossa arrivò quando i ricercatori scoprirono che l’antigene è prodotto in alte dosi anche in malattie non tumorali come le infiammazioni acute e croniche del fegato.
Sensibilità e specificità dei markersPer valutare correttamente l’adeguatezza di un marcatore tumorale è necessario conoscerne la sensibilità e specificità.
Per sensibilità s’intende la capacità di rilevare la presenza di tumore. Per esempio se un marker ha una sensibilità del 70% significa che è capace di rilevare la presenza del tumore nel 70% dei pazienti affetti, ma questo significa che 30 pazienti su 100 avranno valori normali del marker in presenza di un tumore (“falsi negativi”).
La specificità è invece la capacità del marker di essere elevato solo in caso di neoplasia e assente in altre malattie. Se un marker ha una specificità del 70% sarà positivo nel 70% dei casi per una specifica neoplasia, ma questo significa che 30 pazienti su 100 avranno livelli elevati del marker in presenza di un diverso tipo di tumore o di una patologia benigna (“falsi positivi”). 
La conseguenza è che i markers tumorali non hanno mai una sensibilità e una specificità del 100%Questi sono alcuni dei motivi per cui i markers tumorali non vanno usati per la diagnostica oncologica ma per verificare l’andamento della terapia nel follow-up: l’abbassarsi o l’elevarsi dei livelli riflette l’andamento clinico della neoplasia.
Andamento clinico della neoplasiaLa medicina allopatica ha una visione estremamente riduttiva della Vita e della malattia perché considera quasi esclusivamente “la progressione del tumore”. Non importa minimamente tutta la storia della persona, la complessità del suo mondo psichico, energetico, relazionale, ambientale (compresa naturalmente l’alimentazione) e anche la sua realtà spirituale.
Quello che conta è un numero che sale e scende.
Questa visione limitante e deviante si chiama “riduzionismo scientifico”.
L’essere umano con tutta la sua complessità è stato ridotto ad un ammasso di cellule, ormoni: a un numero, il marcatore…
Falsi positivi e negativiOgni esame diagnostico in quanto tale ha sempre una percentuale di falsi positivi e falsi negativi.
La definizione della soglia di normalità del marcatore tumorale non esclude la possibilità di commettere gravissimi errori di classificazione e diagnosi.
Valore negativo di un marcatore tumorale (per la medicina assenza di malattia) non esclude infatti la presenza di un tumore, ma può essere dovuto per esempio a un tumore piccolo o a un tumore molto grosso poco vascolarizzato o alla prevalenza nel tumore di cellule che non rilasciano il marcatore. Questi sono i falsi negativi: il tumore c’è ma l’esame non lo vede.
Valori positivi di un marcatore tumorale (per la medicina presenza di malattia) può essere dovuto a cause diverse dai tumori come: patologie benigne acute o croniche di tipo infiammatorio, stili di vita errati come fumo o alcool, sport estremi, manovre diagnostiche, interventi chirurgici, ecc.
Questi sono i falsi positivi: il marcatore è alto ma il problema non è un tumore e spesso non c’è nessuna patologia!
I falsi positivi e negativi vanno tenuti in seria considerazione quando si eseguono esami diagnostici.
Esempio di marker contradditorio Due semplici esempi potranno spiegare come un marcatore oncologico se interpretato in maniera non corretta può trasformarsi in uno strumento molto pericoloso.
Nel sito www.cancerquest.org della Emory University è stato pubblicato un intero capitolo sul marcatore CA 125.
Come detto si tratta di una glicoproteina prodotta dall’utero, dalla cervice uterina, dalle tube di Falloppio e dalle cellule che rivestono gli organi delle vie respiratorie e dell’addome.
Quando uno di questi tessuti è danneggiato o semplicemente infiammato si possono trovare quantità di questa proteina nel sangue.
A livello internazionale quando i livelli del marker superano 35 U/mL si è in presenza di tumore.
Il problema sta proprio nell’interpretare correttamente il CA 125 perché un alto valore NON è sempre correlato al cancro. Livelli alti si possono avere in gravidanza, durante il ciclo mestruale, con una patologia epatica oppure una endometriosi.
Non a caso la maggior parte delle donne che presentano valori alti di CA 125 non sono assolutamente affette da patologie tumorali.
Infine va tenuto conto che meno della metà dei casi di cancro ovarico in stadio precoce inducono un diretto aumento del livello di CA 125 nel sangue. Questo significa che nel 50% delle donne con cancro ovarico il livello del marcatore non cresce e quindi non è riscontrabile (falso negativo).
L’utilità di un’analisi che confonde molto facilmente un tumore allo stato precoce con altri eventi naturali è assai discutibile e pericolosa.
La conclusione dei ricercatori della Emory University è che “attualmente il test del CA 125 non è un’analisi raccomandata per uno screening a larga scala per il cancro delle ovaie”.


Marker & paura…La paura è un meccanismo perfetto previsto dalla natura. Ogni animale selvatico e un po’ anche quelli addomesticati ne è provvisto. Questa emozione gioca un ruolo fondamentale: tenere l’essere umano sul “chi va là” per sopravvivere ai pericoli che lo circondano.
In natura tutto è straordinariamente semplice: se si sta attenti si sopravvive, altrimenti si muore (1).
Poiché la paura ci avverte di un pericolo, se il pericolo non c’è, la paura non si manifesta.
Queste conoscenze sono molto note al Potere che ci manipola, il quale proprio per mantenere il controllo sulla popolazione ha sviluppato numerose tecniche mediatiche per tenere sempre viva e accesa la fiamma che nutre la paura (terrorismo, attentati, guerre, pestilenze, malattie, surriscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai, ecc.). Basta accendere la tivù per capacitarsene.
Vi è anche un aspetto più sottile relativo alla paura che è tipico dell’essere umano.
La paura per esistere ha bisogno della controparte, cioè il pericolo.
Se abbiamo paura di qualcosa è possibile creare noi stessi il pericolo (la controparte) così da giustificare il timore.
Lo scopo del presente è di spiegare che i marker aumentano anche in totale assenza di tumore. Mentre a livello generale il mantra ufficiale che ci hanno inculcato per bene fin dentro l’inconscio è esattamente il contrario: i marker aumentano in presenza di tumore.
Se è vero che la paura per esistere ha bisogno della controparte pericolo, è logico dedurre che se si ha paura di vedere i marker aumentare, ciò potrebbe accadere realmente…
Tutte le filosofie del mondo sanno che il pensiero crea e interagisce con la materia stessa. La fisica quantistica, che oggi sta avendo sempre più riconoscimenti dalla comunità scientifica, lo dice dall’inizio del secolo scorso: l’osservatore è in grado di influenzare il comportamento della particella osservata!
ConclusioneLa conclusione è semplice e scontata: il dosaggio dei marcatori non deve essere fatto in ambito diagnostico. Anche se questa cosa puntualmente viene eseguita.
La totale mancanza di informazioni precise e consolidate circa il significato dell’incremento di un marcatore fa sì che in realtà essi vengano frequentemente utilizzati per decisioni cliniche in maniera soggettiva e spesse volte molto arbitraria.
I marcatori possono essere utili semmai per verificare l’efficacia delle terapie intraprese e seguire l’andamento della malattia e NON per diagnosticare una patologia!
D’altra parte vi è l’assoluto interesse economico e lobbistico da parte dell’industria chimico-farmaceutica affinché i marcatori vengano invece sempre più utilizzati nell’ambito degli screening, cioè per fare diagnosi, perché così facendo si creano sempre più malati.
La medicina non tenendo conto della complessa realtà della persona va riducendo tutto, vita compresa a un valore numerico (marcatore). Il resto lo fa la PAURA…

(...)
Tratto dal libro di Marcello Pamio: “La fabbrica dei malati”, rEvoluzione edizioni


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"La scienza medica è un'impresa industriale gestita e controllata da produttori
(medici, ospedali, laboratori farmaceutici) che incoraggiano la diffusione di procedimenti
d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il malato e i suoi familiari
allo stato di docili clienti".

Ivan Illich

"Il modello di business dell'industria farmaceutica è basato proprio sull'allargamento della sfera delle malattie: il marketing creativo serve ad ampliare il bacino di clienti,
convincendo chi è probabilmente sano a ritenersi almeno moderatamente malato".

Allen Frances, medico psichiatra.

La commercializzazione della malattia è l’arte raffinata di vendere malanni, un modo efficace per spacciare farmaci ed esami che portano a profitti enormi.

Tale commercializzazione richiede una regia ben precisa, degli attori principali, secondari e molte comparse. Le aziende farmaceutiche (registi e produttori) devono per forza di cose coinvolgere i medici (attori protagonisti) per prescrivere le ricette, devono coinvolgere i ricercatori (attori non protagonisti) che inventano veri e propri nuovi disturbi, i gruppi di pazienti e/o famigliari di malati (comparse) che richiedono a gran voce un supplemento di terapia, e infine i pazienti veri e propri che richiedono tali farmaci perché convinti di essere malati (spettatori incoscienti).

Lo scopo del presente lavoro è di svelare la trama e la sceneggiatura di questo documentario, visto e vissuto ogni anno da centinaia di milioni di persone… Soltanto se si conosce esattamente come lavora il Sistema si è in grado di difendersi.

Le persone prive di una corretta e completa informazione finiranno tutte, chi prima chi dopo, stritolate dalla macchina infernale del marketing farmaceutico. è solo questione di tempo.




La Fabbrica dei Malati
Come l’industria farmaceutica crea milioni di malati
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