giovedì 31 agosto 2017

Storico discorso di Viktor Orban

Storico discorso di Viktor Orban: “Esiste un piano per realizzare una Europa nelle mani di una popolazione cosmopolita con preminenza mussulmana”
“Circa 27 anni addietro avevamo pensato che il nostro futuro fosse in Europa. Attualmente, noi siamo il futuro dell’Europa”, ha dichiarato questa mattina il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban, nel corso della 28a edizione della Università Libera di Tusnádfürdő.

Nel suo discorso annuale, Orban ha manifestato l’idea che le elezioni parlamentari che si svolgeranno la prossima primavera nel paese avranno una importante dimensione europea. “Quello che accadrà in Ungheria avrà importanti implicazioni per l’insieme dell’Europa, perchè oggi una Ungheria forte gioca un ruolo decisivo nella battaglia per evitare la scristianizzazione dell’Europa”, ha segnalato.

Orban ha considerato allo stesso modo che un paese forte non può permettersi un declino demografico. “I paesi più forti sono quelli che sono in grado di mantenersi biologicamente. Perchè l’Ungheria abbia un futuro deve mantenere una tassa di fecondità di 2,1 figli per famiglia”.
Orban ha sottolineato che uno Stato forte necessita di un buon livello di sicurezza, inclusa la protezione delle sue frontiere e la lotta contro il terrorirismo, così come il mantenimento di un forte senso di identità culturale”. In contrasto con questi principi, ha indicato l’Europa, vittima a suo giudizio di un cambiamento culturale e demografico di imprevedibili conseguenze.

“L’Immigrazione non apporterà alcuna soluzione ai problemi economici. Cercare di rimediare la scarsezza di mano d’opera mediante l’importazione di immigrati è come se, nel mezzo di un naufragio, ti metti a consumare acqua di mare. E’ anche quella acqua ma il problema lo farà aumentare”, ha sostenuto il primo ministro ungherese.

In particolare Orban ha voluto mostrarsi molto franco e deciso circa le sfide della integrazione di un gran numero di immigrati mussulmani nella nostra cultura cristiana. ” Non possiamo mantenere i nostri ideali solidali nelle nostre nazioni quando esistano gruppi etnici che pretendono di modificare la cultura europea. Non possiamo mantenere i nostri ideali nel mezzo di collettività che si oppongono all’esistenza ed alla cultura europea, perchè il risultato finale sarebbe catastrofico”, ha sottolineato Orban.

“La sfida nei prossimi decenni è se l’Europa continuerà appartenendo agli europei. Se l’Ungheria continuerà ad essere la terra degli ungheresi, se la Germania continuerà ad essere la terra dei tedeschi, se la Francia continuerà ad essere la terra dei francesi, se l’Italia seguirà ad essere la terra degli italiani”, ha aggiunto il leader magiaro, criticando in questo senso i burocrati europei dell’Impero mondialista di George Soros nell’opporsi alla volontà delle nazioni.
Oggi gli interessi di George Soros sono meglio rappresentati a Brusseles ed a Washington, DC che non a Tel Aviv, ha affermato Orban, il quale ha respinto che le critiche fatte allo speculatore ebreo di origine ungherese facciano parte di teorie cospirative. “Esiste un piano di Soros, che lui stesso ha scritto”.

Miogranti sul confine ungherese
Secondo Orban, detto piano consisterebbe nel trasferire un milione di migranti nel territorio dell’Unione Europea. ” Al loro arrivo devono ricevere 15.000 milioni di euro per mantenere così l’effetto di aspirazione. Questo importo è maggiore del reddito promedio degli ungheresi. Soros pretende che gli immigrati siano distribuiti per tutti i paesi dell’Unione Europea. Proteggere le nostre frontiere di fronte all’entrata di questi migranti illegali ha comportato un grande sforzo economico. L’Europa si è caricata di una piccola parte di questo costo. Oggi la Germania si trova sull’orlo della bancarotta, così che non ci vengano più a parlare di mancanza di solidarietà dell’Ungheria”, ha segnalato.

“Se l’Europa vuole continuare ad esssere attuabile, deve recuperare la sua sovranità e liberarsi dell’Impero di Soros”, ha ribadito Orban.
Orban si è inoltre pronunciato per una riforma dell’Unione Europea e di ritornare alla forma originaria prevista dai trattati costitutivi. “Le Nazioni Unite devono proteggere le frontiere dell’Europa. Questo può suonare duro, ma quelli che sono entrati illegalmente in Europa devono essere espulsi. l’Europa non può seguitare ad essere un continente senza protezione delle frontiere”, ha proclamato il primo ministro ungherese.

Orban si è augurato inoltre che i leaders europei sappiano essere all’altezza delle loro responsabilità (anche se ne dubita) e che l’Europa deve recuperare la sua competitività, garantire la pace, aprirsi agli stati balcanici e risolvere i suoi problemi esterni con la Russia e la Turchia. Orban ha ribadito alla necessità di opporsi al progetto di scristianizzazione del Continente e che si sappia resistere all’attacco ideologico in atto da parte dei liberisti e degli intellettuali, denunciando come anche i partiti socialdemocratici abbiano rinunciato a difendere i diritti dei lavoratori nazionali. Loro sono tutti impegnati a difendere gli interessi economici del neoliberismo”, ha denunciato il presidente ungherese.

Secondo Orban esiste in piano per mettere il territorio europeo nelle mani di una popolazione cosmopolita, in modo predominante mussumana, un piano di sostituzione di popoli. “La riuscita di questo piano richiede una Europa scristianizzata, goveni burocratici e senza anima”, ha avvertito il leader magiaro. (……….)

Siamo noi il principale ostacolo per la realizzzazione del piano Soros”, ha dichiarato Orban, insistendo che il principale ostacolo sarà quello di affrontare i partiti dell’opposizione del suo paese. Noi dobbiamo in primo luogo misurarci con la “rete di Soros”, gli eurocrati di Bruxelles ed i loro media. Conosciamo le loro tattiche, basate sul ricatto, sulla diffamazione e sul giornalismo prostituito ai grandi interessi”.

Orban ha avvisato che molto in gioco in questa sfida: non soltanto nell’ambito nazionale ma anche a livello europeo. “Da 27 ani pensiamo al nostro futuro in Europa,. Oggi siamo il futuro dell’Europa”, ha concluso lo statista magiaro.

Fonte: Alerta Digital

Traduzione e sintesi: Luciano Lago
http://altrarealta.blogspot.it/

mercoledì 30 agosto 2017

“CARA BOLDRINI, TI RACCONTO COME DUE ROM MI STUPRARONO”

Le voglio raccontare in diretta cosa prova una donna, di qualsiasi nazionalità o religione, quando viene violentata”. Inizia così una lettera pubblicata in prima pagina dal quotidiano Il Tempo e firmata da una ragazza violentata da due rom a Roma.


Non ne posso più dell’ipocrisia della politica che interviene o non interviene a seconda se lo stupratore è un immigrato oppure no (o nel caso della signora Boldrini che ha condannato lo stupro di Rimini a tre gioni dai fatti e solo dopo le polemiche sollevate dai suoi avversari) o perché qualche simpaticone, tipo quel mediatore della coop, rilancia l’idea che lo stupro è tale solo all’inizio perché poi la donna si calma e godo”, scrive la ragazza.

Che poi si addentra nel racconto della sua tremenda vicenda in cui è finita vittima di “esseri umani stranieri che sarebbe meglio chiamare animali”.

“Mentre chattavo su Facebook al telefono con il mio ex ragazzo ho visto un’ombra nera allungarsi sempre di più. Mi sono fermata per capire cosa fosse ma quando l’ ho vista correre verso di me era già troppo tardi. Ho provato a strillare ma l’urlo è tornato in gola rimbalzando sulla mano pigiata sulla bocca. Quell’uomo mi ha colpita e trascinato attraverso oltre la rete fino a chiudermi in una baracca maleodorante. Due belve feroci. Non era solo, quel bastardo. Mi hanno fatto sdraiare su un materasso putrido, strappato, mi hanno bloccato le gambe e a quel punto ho chiuso gli occhi e pregato mentre mi sentivo strappare la pelle, violare nell’ intimità, in balia del mostro, privata della mia libertà, carne da macello. Come se la mia vita non avesse valore. Piangevo e tremavo mentre quei maiali si divertivano a turno. Sarà politicamente scorretto, sarà non bello a dirsi, sarà che cristianamente bisogna perdonare, ma queste persone, caro direttore, non credo possano vivere in mezzo a noi. Non posso dire cosa gli farei, ma chiunque nelle mie condizioni penserebbe di fargli esattamente le stesse cose.
Fatico a considerarli umani. Perversi, infami, vigliacchi, questo sono”.

La ragazza poi spiega di aver ripensato a quel momento quando la vicenda dello stupro di Rimini ha fatto capolino nelle cronache. Anche lì uno stupro violento nei confronti di una donna e poi di un transessuale.

“Per quegli schifosi, quell’abuso sessuale era una via di mezzo tra una festa e un sacrificio. Io ero lì, loro fumavano, bevevano, ridevano, si sfogavano sessualmente, parlavano tra loro mentre io ero buttata lì. Poi, forse per eccitarsi, inframezzavano parole in italiano e discutevano ad alta voce se uccidermi o tenermi invita, ovviamente dopo aver fatto un altro giro sguazzando nella mia carne, stuprando la mia anima. E ridevano, quanto ridevano…”, si legge ancora sul Tempo.

Poi alla fine la ragazza è riuscita a scappare, approfittando di un momento di distrazione di uno dei rom. Un incubo finito. Un incubo che rimarrà impresso indelebilmente nella sua anima.

“Sa, direttore, tanta era la vergogna che non ho detto nulla a mio papà per 4 giorni, non volevo farlo soffrire. Poi però non ce l’ ho fatta e mi sono liberata di tutto. Lui è stato un papà d’ oro, si sorprendeva solo del silenzio stampa intorno a questa storia che coinvolgeva dei rom (zingari non si può scrivere, vero?). Ma non si dava pace. Temeva che altre ragazze potessero fare la mia stessa fine. Sa cosa ha fatto? Ha riempito il quartiere di volantini per raccontare cos’era successo, ed è solo a quel punto che i giornali hanno cominciato a scrivere.
Non voglio buttarla in politica, non mi interessa. Non sono di destra e nemmeno di sinistra. Ma da allora sono iniziate ad accadere cose assurde.

Certe associazioni di sinistra non solo non hanno avuto il minimo rispetto per quanto avevo subìto, ma hanno addirittura detto per telefono a mio padre che non doveva manifestare perché i due violentatori erano dei rom e così si sarebbe alimentato il «razzismo». Quei giorni sono stati terribili, ci chiamavano «fascisti», andavano in giro per il quartiere a mettere voci in giro che io mi ero inventata tutto, che ero una puttana”.

Infine l’appello: “Supplico tutti a finirla con questo politichese da schifo, col perbenismo, coi due pesi e le due misure. Perché quel che è capitato a me può capitare stasera a vostra figlia.
Vorrei che la signora Boldrini, che tanto si batte per i diritti delle donne, non avesse remore a parlare di immigrati se immigrati sono gli stupratori.

lunedì 28 agosto 2017

GOVERNO ZOOTECNICO, UMANI ALLEVATI COME POLLI

Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi. Non solo hanno pagato i biglietti per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più ricco; si sono mossi da tutta Italia in gruppo pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale,per convergere a Modena; hanno mangiato panini, hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all’addiaccio; hanno accettato di correre rischi persino mortali, come sapevano era avvenuto poco prima durante l’adunata di piazza Cavour a Torino.

Hanno sopportato insomma i disagi – eh sì – da soldati in marcia, e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati.

Dico: pensate se fossero capaci di farlo per uno scopo politico. Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro la sottrazione di diritti come cittadini, lavoratori, elettori. Che so, contro le vaccinazioni come inaudita “pretesa dello stato, giuridicamente obbligatoria, di metterci dentro sostanze di cui non sappiamo la composizione” manco fossimo animali; contro l’immigrazione senza limiti al costo di 4,5 miliardi l’anno mentre “in Italia gli indigenti sono passati in 5 anni da 1,5 e 4 milioni”, per un insieme scelte politico economiche “assurde” ostinatamente imposte dalle oligarchie nonostante i “risultati rovinosi”, il che “non può essere accidentale ma il prodotto di un sistema progettato, implementato e difeso”. Per gridare che le mitiche speranze dell’europeismo sono state tradite. Per urlare che”nel mondo reale, il liberismo di mercato non ha gli effetti promessi dal modello ideale, ossia che il mercato non è “libero” ma gestito da cartelli; non tende ad evitare o assorbire le crisi, ma le genera e amplifica; non tende a massimizzare la produzione di ricchezza reale ma quella di ricchezza finanziaria, non tende a distribuire le risorse ma a concentrarle in mano a pochi monopolisti”, insomma che il sistema “dissolve la società invece di renderla più efficiente”, anzi “dissolve l’idea stessa dell’uomo”.

Se i giovani per una volta dormissero all’addiaccio, pagassero i trasporti verso Roma, si comportassero per qualche giorno da soldati politici, farebbero paura al governo che ci è stato imposto dalla Banca Centrale e da Bruxelles, ai parlamentari che dipendono dalle lobbies e comitati d’affari, e che hanno svenduto l’Italia, le sue industrie e la sua sovranità agli interessi stranieri.

Quelle che cito fra virgolette sono frasi dall’ultimo saggio di Marco Della Luna, Oltre l’agonia – Come fallirà il dominio tecnocratico dei potere finanziari, Arianna Editrice, 9,8 euro.

Della Luna è stato il primo in Italia ad avvertirci che per il capitalismo terminale globale, il quale fa soldi non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie per poi farle scoppiare, non ha più bisogno di lavoratori, produttori, operai, eserciti di massa – né quindi di mantenere sani, efficienti, istruiti , men che meno prosperi e soddisfatti i popoli, di cui non ha più bisogno (nemmeno come consumatori). Risale infatti al 2010 il suo saggio “Oligarchie per popoli superflui”, il titolo dice già l’essenziale.

In questo nuovo saggio, Della Luna ci avverte che il sistema è entrato in una fase ulteriore e più letalmente anti-umana.

Ormai persino “il profitto finanziario ha perso importanza sia come scopo che come mezzo per l’elite finanziaria”; e se ciò sembra paradossale, essendo il profitto puro e a breve lo scopo radicale del capitalismo, basta ricordare le migliaia di miliardi che le banche centrali (appartenenti alla finanza privata) creano dal nulla per mantenere a galla il sistema, mettendoli a disposizione di chi comanda in misura illimitata; basti pensare alle banche che creano denaro dal nulla con il che “genera un flusso di cassa positivo, ossia un redito, che la banca incassa, ma su cui non paga le tasse”, perché “gli Stati” sono “privatizzati “ e sono orientati nelle loro politiche dai “mercati anziché dai o ai popoli”.

Per lorsignori, il profitto “ha perso importanza come movente” perché lo ha già, garantito, esentasse; banche centrali e stati già gli forniscono tutti i fiumi di denaro necessari e superflui, indebitando e tassando i contribuenti. Sicché l’autore giunge a preconizzare perfino “il tramonto della finanza”, beninteso come “sistema di dominio della società”. Un tramonto che non coinciderà con la nostra liberazione, anzi al contrario: lo stanno già sostituendo con il nuovo: “il dominio diretto e materiale sulla società”, attraverso la “gestione coercitiva del demos, potente e unilaterale e insieme non responsabile delle scelte verso i suoi amministrati , non diversamente dalla zootecnia non è responsabile verso gli animali di allevamento”.

Eco la nuova fase che ci hanno preparato: il governo zootecnico, “l’allevamento-condizionamento di masse umane per l’utilità degli allevatori”. Già lo fanno per via mediatica “restringendo e omogeneizzando le rappresentazioni che gli umani hanno della realtà” e “tabuizzando e psichiatrizzando il dissenso e la contro-informazione”, fino a renderla penalmente perseguibile. Lo fanno con “la Buona Scuola”, l’attuale sistema educativo congegnato in modo da non sviluppare facoltà cognitive, né l’attenzione sostenuta,, né la capacità di auto dominio né di differire le gratificazioni e sopportare le frustrazioni”: il metodo perfetto per “produrre persone deboli, dipendenti, condizionabili, incapaci di opporsi”.

Non si tratta di risultati cattivi divergenti da intenzioni buone, e da ideologie erronee anche se benintenzionate: no, dice Della Luna: sono effetti perseguiti deliberatamente per “semplificare” l’uomo, standardizzarlo in vista dell’allevamento zootecnico.

Impressionante l’esempio che fa della scomparsa della borghesia produttiva, culturalmente vivace, e reattiva, rovinata dalle crisi deflattive continue e dal fisco rapacissimo. Non è un caso malaugurato. E’ che “la piramide sociale va interrotta lasciando uno spazio vuoto sotto il suo apice [il famigerato 1% che concentra l’80% delle ricchezze] , così che l’apice sia al sicuro dalle scalate (mobilità verticale) dagli attacchi delle classi intermedie erudite”.

Ciò a cui punta è “realizzare tra l’oligarchia e i popoli la medesima distanza e differenziazione qualitativa che c’è tra l’allevatore e gli animali allevati”, secondo il modello zootecnico.

Nella chiave del governo zootecnico diventano perfettamente spiegabili la plurivaccinazione obbligatoria dei cuccioli, volevo dire dei bambini. Al di là di ogni polemica sulla pericolosità o innocuità dei vaccini, quel che esseri umani, cittadini e non dei polli da allevamento dovevano rigettare è che “il potere costituito ha la potestà giuridica di immettere nel corpo della gente sostanze attive”, fra cui tante disponibili “in base alle nanotecnologie e biotecnologie, e molte di esse coperte da segreto militare o commerciale”, nota Della Luna.

Nella prospettiva dell’allevamento zootecnico acquista senso anche “il dogma dell’accoglienza e della mescolanza dei popoli”, imposto come “evidente, dimostrato, e tale che chi li contraddice è irragionevole, malintenzionato, pericoloso, immorale”. La verità è che esso, oltre ad essere in Italia un business “attraverso l’inclusione degli immigrati nel circuito dell’affarismo parassitario” che succhia denaro pubblico, ha perfettamente senso dal punto di vista dell’allevatore: “la trasformazione dall’alto del popolo” , il popolo-bestiame, “imponendo l’immigrazione sostitutiva delle popolazioni nazionali”; allo stesso modo l’allevatore inserisce nella stalla nuovi tori e nuove fattrici, per “migliorare la razza”.

Voi obietterete: ma oltretutto è anti-economico, crea disordine, diminuisce l’efficienza della società, costa moltissimo. Infatti, conferma l’autore: ciò dimostra che “la comprensione economicista del divenire attuale è palesemente scavalcata”.

Quando la casta politica-amministrativa “lascia senza tetto e senza cibo i cittadini italiani mentre alloggia gli immigrati in alberghi a tre e quattro stelle”, quel che attua “è l’annullamento programmatico del concetto di cittadino come titolare di diritti specifici verso la sua polis. L’annullamento del demos”, ossia del “popolo” come entità politica, padrone collettivamente delle proprie scelte.

E’ la riduzione del cittadino a pollame.

Tale modello “non implica affatto pace, sicurezza, efficienza per le popolazioni, esattamente come non le implica il modello zootecnico”. Per gli allevatori, gli animali allevati “sono solo fonte di utilità; non hanno diritti né dignità riconosciuta”.

Né diritti né dignità riconosciuta, si prenda nota. Ora che ogni nuovo robot introdotto nella produzione elimina 6,2 posti di lavoro, i governi mai eletti, con la copertura della “austerità “ tedesca perché “dobbiamo rientrare dal debito” (ignobile menzogna, se la BCE stampa tutti i miliardi che vuole, o meglio che vogliono le banche che la possiedono), e il denaro è scarso e costoso (altra ignobile menzogna) e non ce n’è per voi – vi stanno riducendo – deliberatamente, coscientemente – a “un corpo sociale saldamente in mano all’oligarchia dominante” proprio perché sempre più “costituito da masse miste di indigenti, disoccupati, immigrati, clandestini, pensionati che sopravvivono grazie ad interventi emergenziali del governo e di agenzie pseudo-sociali e pseudo-religiose ampiamente finanziate dal governo”, ossia dai contribuenti ridotti a indigenti.

Pensate agli 80 euro di Renzi, elemosina che poi un milione e mezzo ha dovuto pur e restituire, un “bonus” che non si sa se durerà, se i poveri l’avranno anche l’anno prossimo (dunque non è un diritto, men che meno “acquisito”). Questo è voluto:

“La mancanza di redditi e servizi sicuri, la dipendenza da interventi anno per anno, rende queste masse sempre più passive, remissive”, dunque “politicamente inattive”: questo è lo scopo.

Vascodipendenti.
Perché è chiaro che se il capitalismo finanziario terminale “tende a togliere alla gente tutto il reddito e tutti i risparmi disponibili”, finisce anche per “togliere il motivo di pagare i debiti anziché infischiarsene”. Se non si è già diventati pollame, non si è tenuti ad obbedire né a rispettare simili “autorità”, “non ha senso pratico né morale pagare le tasse e versare i contributi ad un siffatto sistema sociale”. Lorsignori sanno però come scongiurare la rivolta.

Contrariamente a quel che fa credere la narrativa holllywwodiana, le rivoluzioni non le fanno gli affamati – questi hanno da far la fila alla Caritas e agli uffici di collocamento, a fare le pratiche per il “bonus”, razzolare fra la spazzatura dei mercati di frutta e verdura – ma le classi emergenti nella prosperità; a fare la Rivoluzione fu la borghesia che, sicura dei suoi mezzi economici ed intellettuali, strappò i diritti politici.

Quelli con la pancia vuota sono passivi e remissivi, aspettano il bonus da 80 euro, i giovani passano da un precariato all’altro e non avranno mai una pensione sufficiente a farli sopravvivere: dunque piatiranno dallo stato interventi, che saranno anno per anno, incerti, caritativi. Su questa strada, ci hanno trasformati da cittadino, “prima a mero prestatore d’opera sul mercato, poi a semplice consumatore privato, e infine a una vera e propria precarietà ontologica”.

Ecco: il “Precario ontologico” è quello a cui puntano a ridurvi. A cui vi hanno già ridotto, voi giovani. “La precarietà assunta a paradigma normativo”, ormai è la vostra condizione, a cui siete invitati dai media e dai politici pagati da lorsignori a abituarvi gioiosamente, ottimisticamente, come elemento essenziale della giovinezza, oggi qui domani là a 450 al mese, andate in Europa, emigrate, è bello cambiare lavoro….Ovviamente, “precario ontologico”, precario per essenza è l’animale di allevamento, che dipende giorno per giorno dal mangime distribuito. Ma almeno, non lo sa.

Per questo mi rivolgo a voi, giovani e quarantenni, avete dormito all’addiaccio e mangiato al sacco, avete corso dei rischi, avete sborsato quattrini, benché molti di voi siano sicuramente precari. Siete già precari ontologici? Per Vasco l’avete fatta, la marcia su Modena. Ne rifarete mi un’altra per rifiutare il governo zootecnico?

https://www.rischiocalcolato.it/2017/08/come-sfuggire-dal-governo-zootecnico-mondiale.html
http://altrarealta.blogspot.it/



Con il pretesto di dover assicurare la governance richiesta dagli stessi mercati che hanno destabilizzato la società, essa crea la giustificazione per controllare la vita sociale attraverso nuovi strumenti elettronici e biologici, che tracciano, violano e manipolano l'uomo fin nella sua integrità neurofisiologica. Questa “società gestita” è il risultato dell'applicazione degli strumenti della psicologia aziendale, potenziati con tecniche di manipolazione neurale e biologica.

Tale tecnologia ha dato ai governanti non solo un potere di controllo e intervento su tutti noi prima impensabile, ma anche una nuova struttura del potere stesso, delocalizzata e politicamente irresponsabile, in cui l'automazione e la smaterializzazione degli strumenti di governo e di arricchimento hanno privato le persone del potere di contrattazione e della partecipazione ai processi decisionali, relegandole al margine dei circuiti produttivi e decisionali.

Ha generato un ordine contrario ai bisogni dell'uomo e della biosfera, un ordine cementato da un catechismo ideologico “politicamente corretto” che criminalizza, censura e inibisce chi ne critica i fondamenti.

Siamo piegati dalle crisi incalzanti e dalle loro imposizioni, e così accettiamo che la sopravvivenza del sistema produttivo da cui dipendiamo necessiti di un maggior controllo sociale, di una crescente riduzione delle sicurezze personali, delle relazioni comunitarie e delle libertà. Quando saremo completamente sottomessi, per governarci non sarà più nemmeno necessario concederci i diritti e la dignità basilari.

Il capitalismo finanziario alimenta il falso dogma della scarsità della moneta e sta diventando sempre più una guida politica assoluta.

Oltre a mercificare l'uomo, disgrega e degrada la società in due maniere: le infligge ricorrenti crisi e dissolve le sue basi morali in una logica di competizione individualistica.

Descrivendo questo minaccioso passaggio epocale, in cui l'Uomo sta rischiando tutto, il libro indica la via di uscita dall'incombente dominio tecnocratico nella stessa insondabile e incoercibile complessità del mondo, della psiche, dell'Essere.


Oltre l'Agonia
Come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari
€ 9.8

sabato 26 agosto 2017

Le 8 ore di lavoro servono per impedire lo sviluppo delle facoltà nascoste in ogni uomo

La società occidentale cerca di distruggere sistematicamente la volontà dell’individuo, impedendogli di pensare, riflettere, migliorare. A questo servono le 8 ore di lavoro.
La quantità della nostra vita giornaliera scaglionata in ventiquattro ore.
Otto ore lavorative. Restano sedici ore.
Otto di sonno (se si vuole rispettare la fisiologia). Restano otto ore.
Mediamente e approssimativamente almeno un’altra ora (di vita) va persa per il tragitto casa-lavoro/lavoro-casa. Ci restano sette ore.
Togliamone una per il necessario incameramento d’energia (non dico per pranzare e cenare siccome in un’ora non si può fare né l’una né l’altra cosa). Ed almeno un’altra ora va tolta per la necessaria igiene personale. Ci restano cinque ore.

Un’ora è lo stretto indispensabile per informarsi anche solamente ai fini della sopravvivenza nella nostra società cosiddetta della comunicazione, ma che come pure è stato precisato andrebbe considerata dello stoccaggio e della moltiplicazione esponenziale dei dati o informazioni. Informarsi sull’incremento quotidianamente esponenziale di questo stoccaggio non è quindi un optional ma dai vaccini alle tasse è una necessità di sopravvivenza. Restano quattro ore.
Almeno un’ora anche il single (condizione pure questa da ricollegare con le otto ore lavorative) dovrà dedicarla o è inevitabile che la dedichi a rapporti familiari e comunque sociali. Siano essi pure ridotti ad una telefonata o ad una mail coinvolgenti all’altro capo del mondo genitori o conoscenti o anche centralinisti per un’offerta commerciale. Eccoci giunti così alle tre ore di libertà che la nostra società in media ci permetterebbe quotidianamente.

Che fare in queste tre ore? Niente. Non si può fare proprio niente in tre ore quotidiane di libertà o di relativo ammorbidimento delle costrizioni. E quindi è impossibile mettere a frutto quella che secondo la nostra tradizione è la “semenza” dell’uomo ossia il “seguir virtute e canoscenza”, è impossibile conseguire la sapienza.

Tre ore di effettiva libertà non sono sufficienti per lo sviluppo delle nostre facoltà latenti, quindi resteremo ciò che siamo, ed è proprio questo ciò che vuole il sistema.
E’ evidente quindi che tutto il sistema in cui viviamo è un complesso apparato volto a impedire lo sviluppo delle facoltà latenti in ogni uomo.
Facendo lavorare ogni individuo otto ore al giorno e anche più, ci si assicura che la persona non abbia tempo per evolversi, dovendo pensare soprattutto a mantenersi.


I cibi sempre peggiori, la pubblicità insistente solo sul materialismo, la completa estromissione dai media, dai film, dai telefilm, dagli spettacoli, e dall’informazione in genere, di tutto ciò che è spirituale, produce l’effetto visibile a tutti: l’annichilimento delle persone, l’azzeramento delle volontà, una società di infelici, persone che non conoscono il senso della vita, che sono depresse, che hanno paura di tutto (della bocciatura, della morte propria e altrui, di essere lasciati dal partner, del proprio datore di lavoro cui si sottomettono come schiavi per paura di perdere il lavoro, di parlare in pubblico, di perdere i loro soldi, la loro casa, la loro auto, ecc.) e che sono schiave docili del sistema e i cui svaghi principali sono il calcio o la discoteca, due delle cose più inutili che la mente umana abbia prodotto.


http://altrarealta.blogspot.it/

venerdì 25 agosto 2017

ANTIPATOGENO

problemi di salute? Pensate di curarvi con il solito l'antibiotico?
Lo sapete che esiste un "martello neuroacustico" capace di distruggere i batteri e virus che si annidano nel vostro organismo e i fanno stare male?….


Questo programma è stato creato in base alle ultimissime ricerche che riguardano l'azione delle frequenze, svolte nella clinica del dr. Anthony Holand. Il Dr. Anthony Holand per molti anni aveva condotto delle ricerche cercando di trovare una frequenza che possa uccidere le cellule cancerose.

Avete sentito dei casi quando i cantanti d'opera spaccavano i bicchieri di vetro con la sola forza della loro voce? Alla base di questo fenomeno fisico c'è la risonanza: la frequenza della voce coincide con la frequenza del vetro, e il vetro si rompe.

E se proviamo a fare lo stesso con i germi patogeni? Anche i germi patogeni hanno delle frequenze di risonanza a cui reagiscono. Per anni il dr. Holand provò migliaia di frequenze, ma tutto era invano finché non fece coincidere due suoni, per caso: la frequenza portante e la sua undicesima armonica. Ogni frequenza possiede delle armoniche, pari e dispari. L'undicesima armonica è dispari e si ottiene moltiplicando la frequenza portante per 11 (per es. se la frequenza portante è 200 Hz, la sua undicesima armonica sarà 2200 Hz).

Le prove dell'azione comune delle due frequenze si mostrarono stupefacenti: questa copia era capace di uccidere non solo i germi “normali” come la candida, ma persino le cellule tumorali.

Questo sembra fantascienza, ma esistono già delle ricerche documentate: la combinazione della frequenza portante e della sua 11° armonica deprime gli organismi patogeni.
Abbiamo deciso di creare un programma basato sulle ricerche del dr. Holand, adoperando la frequenza portante 48 Hz + la sua undicesima armonica, 528 Hz. La loro sovrapposizione agisce in maniera letale sulle cellule patogene.


Recensioni:
Ivan Brugnolo

Mi sento di dire che é un programma stupefacente, ne ho constatato l'efficacia co una bronchite che era da antibiotico. Ho voluto ritardarne l'assunzione di qualche ora per vedere se riuscivo a evitarla, dopo circa un ora dall'ascolto della meditazione ho sentito un miglioramento nella respirazione e nello stato generale. Dopo due giorni meditandoci due volte al giorno i sintomi sono spariti quasi completamente e mi sento di nuovo in forma. Che dire...strabigliante.
Grazie Lenny.




http://altrarealta.blogspot.it/

“Siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l’islam…”

La parola del massimo esperto: “Siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l’islam…”

Si chiama Giovanni Sartori, quasi 92enne, politologo, massimo esperto in materia, considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, da anni è attento osservatore dei temi-chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa.

Sartori ha lanciato un forte allarme che non sappiamo se resterà così disatteso o verrà ascoltato.
“La sinistra non ha il coraggio di affrontare il problema” ha detto Sartori.

Professore su queste parole si gioca il nostro futuro.
«Su queste parole si dicono molte sciocchezze».

Su queste parole, in Francia, intellettuali di sinistra ora cominciano a parlare come la destra. Dicono che il multiculturalismo è fallito, che i flussi migratori dai Paesi musulmani sono insostenibili, che l’Islam non può integrarsi con l’Europa democratica…
«Sono cose che dico da decenni».


Anche lei parla come la destra?
«Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati».

Quale disastro?
«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».

Perché?
«Perché l’Islam che negli ultimi venti-trent’anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».


Perché non possono convivere?
«Perché le società libere, come l’Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L’Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».

Sta dicendo che l’integrazione per l’islamico è impossibile?
«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l’integrazione di islamici all’interno di società non-islamiche sia riuscita. Pensi all’India o all’Indonesia».

Quindi se nei loro Paesi i musulmani vivono sotto la sovranità di Allah va tutto bene, se invece…
«…se invece l’immigrato arriva da noi e continua ad accettare tale principio e a rifiutare i nostri valori etico-politici significa che non potrà mai integrarsi. Infatti in Inghilterra e Francia ci ritroviamo una terza generazione di giovani islamici più fanatici e incattiviti che mai».

Ma il multiculturalismo…
«Cos’è il multiculturalismo? Cosa significa? Il multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola multiculturalismo non sa cosa sia l’Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Così gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».

Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.
«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».

Cosa serve?
«Regole. L’immigrazione verso l’Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un’identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non può avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent’anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».


Se la sente uno di quegli intellettuali per i quali la colpa è sempre dell’Occidente…
«Intellettuali stupidi e autolesionisti. Lo so anch’io che l’Inquisizione è stata un orrore. Ma quella fase di fanatismo l’Occidente l’ha superata da secoli. L’Islam no. L’Islam non ha capacità di evoluzione. È, e sarà sempre, ciò che era dieci secoli fa. È un mondo immobile, che non è mai entrato nella società industriale. Neppure i Paesi più ricchi, come l’Arabia Saudita. Hanno il petrolio e tantissimi soldi, ma non fabbricano nulla, acquistano da fuori qualsiasi prodotto finito. Il simbolo della loro civiltà, infatti, non è l’industria, ma il mercato, il suq».

Si dice che il contatto tra civiltà diverse sia un arricchimento per entrambe.
«Se c’è rispetto reciproco e la volontà di convivere sì. Altrimenti non è un arricchimento, è una guerra. Guerra dove l’arma più potente è quella demografica, tutta a loro favore».

E l’Europa cosa fa?
«L’Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l’immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l’economia continentale. Non è questa la mia Europa».

Qual è la sua Europa?
«Un’Europa confederale, composta solo dai primi sei/sette stati membri, il cui presidente dev’essere anche capo della Banca europea così da avere sia il potere politico sia quello economico-finanziario, e una sola Suprema corte come negli Usa. L’Europa di Bruxelles con 28 Paesi e 28 lingue diverse è un’entità morta. Un’Europa che vuole estendersi fino all’Ucraina… Ridicolo. Non sa neanche difenderci dal fanatismo islamico».

Giovanni Sartori su IL GIORNALE

http://altrarealta.blogspot.it/

ci sono 3 religioni deleterie, le 3 monoteiste della stessa derivazione storica: Cristianesimo, Ebraismo, Islam. Tutte e tre dicono che c'è solo un DIo (il loro) e che gli altri o vanno all'inferno (cattolici) o bisogna sottometterli a costo di tagliargli la testa (Islam) o bisogna sfruttarlli, soggiogarli usarli per poi renderli schiavi (Giudaismo). Io le vieterei tutte e tre: a parte che sono piene di dogni e regole idiote, nate da libri inventati ad hoc, sono stupide, illogiche, maschiliste, violente. Queste 3 religioni vanno vietate: fanno danni, creano dissensi, morti. Se non altro, non vanno sostenute in nessun modo.

A.M.

http://altrarealta.blogspot.it/

Truppe di invasione islamica dirette in Italia all'urlo di Allah Akbar


http://altrarealta.blogspot.it/

giovedì 24 agosto 2017

Gli scontri di Roma? Una pantomima imposta dal governo alla questura per “far digerire” lo ius soli

Si possono cercare mille difetti alla questura di Roma e ai suoi dirigenti ma uno è pressoché impossibile trovarlo: errori nella gestione della piazza. D’altronde, essendo chiamati a presidiare la capitale d’Italia, hanno avuto a che fare negli anni con manifestazioni sindacali e politiche, Giubilei, appuntamenti istituzionali e, non ultime, due tifoserie calde e molte partite di calcio a livello internazionale e per trofei nazionali. Insomma, se qualcosa sfugge di mano, è perché l’ordine politico è quello di lasciar accadere: come, d’altronde, accadde anche a Milano con il corteo nel giorno di inaugurazione di EXPO. Lo chiamarono “contenimento del danno”, ovvero meglio qualche vetrina infranta e macchina data alle fiamme che uno scontro diretto che potrebbe portare epiloghi come Genova 2001. Ricorderete, in marzo, come per l’anniversario dei Trattati di Roma, non volò una foglia: in quel caso la mano della polizia era liberissima, visto chi era chiamata a proteggere.
Non si vide un black bloc nemmeno a pagarlo oro e anche chi sfilò, lo fece premurandosi di gettare anche i mozziconi spenti nei cestini. Perché vi dico questo? Per dirvi che non esiste al mondo che la follia di sgomberare l’edificio occupato di Piazza Indipendenza a Roma con queste modalità sia stata partorita anche in minima parte dalla polizia. Lo testimoniano le scene che tutti noi abbiamo visto fin da stamattina: le barricate, gli scontri, il lancio di oggetti e bombole di gas, le cariche e gli idranti in azione. In pieno centro a Roma, alle 9 di mattina di un giorno feriale, a due passi da Stazione Termini. Oltretutto, non per un’emergenza ma per una situazione di occupazione abusiva che proseguiva da almeno tre anni. Quelle immagini sono indegne di una capitale europea e proprio per questo ho una certezza: la scelta di agire, creando ciò che era ovvio si creasse, è stata tutta politica. Perché? Per spianare la strada alla legge sullo ius soli, tornata prepotentemente alla ribalta dopo gli interventi di Gentiloni – non a caso al Meeting di Rimini – e di Papa Francesco in persona, atto che ha fatto andare su tutte le furie il centrodestra.

Direte voi, stranieri che lanciano oggetti e si scontrano contro la polizia dovrebbero riuscire nel miracolo di far schierare la maggioranza degli italiani a favore della legge sulla cittadinanza? Paradossalmente, sì. Perché al netto del degrado che l’immigrazione incontrollata ha portato nelle nostre città, quella gente che è finita in strada dalla sera alla mattina dopo anni di inazione delle istituzioni, al 99% è eritrea o etiope ed è già in possesso dello status di profugo. Quindi, puoi farlo sgomberare ma poi devi garantirgli un alloggio, non puoi espellerlo. Capite da soli che fra 50 o 60 potenziali obiettivi di sgombero, la polizia – che conosce lo stato di quel palazzo da sempre – mai sarebbe stata così idiota da andare a colpire l’unico che le si sarebbe automaticamente ritorto contro. Per legge, non per altro.

Inoltre, come si vede dalle immagine e come mostra plasticamente la fotografia che ho scelto per la copertina, tra gli abitanti ci sono molte donne, quasi tutte con bambini piccoli e molte incinte. E che effetto fa una donna, specie se in dolce attesa, costretta a dover affrontare i manganelli, soprattutto avendo in tasca un foglio di carta che certifica il suo essere profuga o rifugiata? Nell’80% dei casi, ci si schiera emotivamente dalla sua parte. Perché è donna. Perché è mamma. E perché non la si identifica con qualcuno che può crearmi danno ma solo con una persona che vuole un tetto per sé e la sua prole: per quanto uno possa essere duro sul tema immigrazione, il cuore gioca la sua parte.
E, comunque, la legge è dalla parte di quelle donne e quegli uomini, fatta salva l’abusività dell’occupazione (tollerata per anni, senza battere ciglio). Possono restare in Italia. E quegli uomini che si scontravano e lanciavano oggetti, lo facevano per evitare l’arresto di un terrorista o di uno spacciatore? No, lo facevano per rivendicare un tetto, in primis per quelle donne e quei bambini. Rivendicavano un DIRITTO, perché nel momento in cui il nostro Paese ha riconosciuto loro lo status di profugo, con l’allegra generosità che lo contraddistingue, ha garantito a loro il diritto a restare qui.

Pensate che dirigenti e poliziotti tutto questo non lo sapessero, fin dall’inizio? Perché, a vostro modo di vedere, per tre anni nessuno a detto niente di fronte a un’occupazione illegale di massa – di fronte alla sede del CSM – e una bella mattina di fine agosto si decide di sgomberare, senza aver trovato una soluzione abitativa alternativa? Per ottenere l’effetto “due piccioni con una fava”: sulle prime, incassi il dividendo dell svolta “legge e ordine” di Marco Minniti. Poi, le immagini del tg e la sapiente regia dei media buonisti sapranno farti intenerire. Il passaggio relativo allo status di quelle persone sarà continuo, martellante, incessante. Così come la forte presenza di bambini. E il messaggio pro-ius soli, il quale non è un provvedimento che riguarda direttamente chi arriva sulle nostre coste in questi tempi, è passato e benedetto.
Guarda caso, proprio oggi, mentre andava in onda l’indignazione a reti unificate (alimentata da un video di “Repubblica” con l’audio di un funzionario di polizia che dice ai celerini di spezzare le braccia, se qualcuno lancia oggetti), Angelino Alfano, l’uomo che mettendo di traverso il suo partito-pigmeo aveva bloccato l’iter della legge al Senato, fa una mezza apertura: “Nessuna obiezione sul merito ma non è opportuno”. Tradotto dall’alfaniano: caro PD, troviamo la quadro per l’accordo alle elezioni siciliane di novembre e te lo voto in carrozza.

https://www.rischiocalcolato.it/2017/08/gli-scontri-roma-pantomima-imposta-dal-governo-alla-questura-far-digerire-lo-ius-soli.html

http://altrarealta.blogspot.it/

ITALIANI MERITATE L'ESTINZIONE

E Vi Va Bene Che a Questo Giro Hanno perso i Neri
Sono allucinato da quello che ho visto per caso su un telegiornale italiano, ovvero il taglio dato alla notizia degli scontri a Roma fra risorse africane e la polizia. Si discute delle “gravissime” parole del “funzionario di polizia”
e sulla decisione di sgombrare l’area.
Incredibile.


Invece del fatto che la Tribu’ di Neri ha tentato e quasi è riuscita a riprendersi l’edificio sgomberato nulla.

Ma lo avete capito quello che vi sta capitando?

Li avete fatti entrare, e ora si stanno organizzando in Tribu, e sono più forti. abituati a forze dell’ordine con regole di ingaggio leggermente più dure (idranti? ahahahahahaah). E sapete cosa, ora comandano loro sul territorio e se non vi sta bene armatevi perché le leggi, la polizia e l’esercito italiano non sono in grado di fare un cazzo.

Questa volta a Roma è andata bene, la tribu’ di neri è stata dispersa e sconfitta ma non è sempre così e sarà sempre meno così. Ve li siete già scordati i soldati italiani messi in fuga da un altra tribu‘ di neri a Napoli? Eh?

Si ma voi fatevi ancora le pippe con la Polizia. Meritate l’estinzione.

Di FunnyKing , il 24 agosto 2017

E’ semplice da capire, le risorse africane non hanno nulla da perdere, non hanno alcun rispetto ne timore per le autorità italiane e neppure per l’esercito visto che probabilmente sono abituate a ben altre regole di ingaggio (tipo prima ti sparo o ti taglio un braccio col machete poi faccio domande). Dunque a loro basta essere di più, farsi un minimo di forza e avere la meglio. Di fronte si trovano quando gli va male, l’esercito italiano appunto…  e vincono lo stesso, quando gli va bene i vigili urbani ma ve lo immaginate? (tipo: favorisca i documenti….)
Lo ripeto ancora una volta, i questuanti che trovate sempre di più ad ogni angolo di strada sono sentinelle, vi osservano, imparano, riferiscono sui social e quando saranno abbastanza faranno ciò che è nella loro cultura e nel loro DNA , si organizzeranno in gruppi omogenei ( il termine è Tribu’) e a quel punto avrete un problema molto più grande del degrado, ovvero salvare la vostra proprietà e la vostra vita.







http://altrarealta.blogspot.it/

mercoledì 23 agosto 2017

SIATE ERETICI


e-rè-ti-co
Che ha idee e posizioni divergenti rispetto al proprio gruppo; in particolare chi, pur aderendo ad una confessione religiosa (specialmente cristiana), ne mette in dubbio i dogmi o ne dà diverse interpretazioni
dal greco: airetikos che scegliere, da aireo scegliere.
La figura dell'eretico non ci arriva come una figura positiva: è fondamentalmente chi, discostandosi dal seno della madre chiesa, si discosta da una verità con la 'v' maiuscola, precipitando nell'errore - vuoi per fallacia nel discernimento, vuoi per orgoglio o vanità. Quest'ottica presuppone l'esistenza di una verità assoluta.
L'etimologia ci offre un punto di vista diverso dal tradizionale: l'eretico è colui che ha compiuto una scelta, una scelta divergente. Questa parola ci fiorisce in bocca senza alcuna implicazione morale: non contiene un giudizio su ciò che l'eretico sceglie. E ci provoca una domanda: chi non è eretico opera comunque una scelta o fluisce all'interno del gregge?
Oggi tanta ricchezza di questa parola nasce dalla sua emancipazione dal contesto religioso che per così lungo tempo l'ha assorbita: in politica, nell'arte e in generale ovunque vi sia un gruppo omogeneo per credenze o idee, per valori o interessi, ci possono essere eretici, persone che scelgono di portarsi fuori dalla via usata.

Testo originale pubblicato su unaparolaalgiorno.it: https://unaparolaalgiorno.it/significato/E/eretico

Vi auguro di essere eretici perché eresia dal greco significa scelta. Eretico è la persona che sceglie. L’eretico è colui che più della verità ama la ricerca della verità. L’eresia dei fatti prima di quella delle parole. L’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi. L’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri, chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è. Eretico è colui che non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia chi approfondisce chi si mette in gioco in quello che fa chi crede che solo nel “noi” l’”io” possa trovare una realizzazione. Chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie, chi non pensa che la povertà sia una fatalità. Chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza che sono le malattie spirituali della nostra epoca.

Luigi Ciotti

Il sogno eretico – l’audiovisivo fotografico

La storia a tratti ironica di tre grandi personaggi del passato; la contadina guerriera GIOVANNA D’ARCO, il filosofo scrittore GIORDANO BRUNO e il padre della scienza moderna GALILEO GALILEI, ritratti fotografici in stile caravaggesco. Musiche di Caparezza.
Regia, fotografia e montaggio di Gianluca Bufardeci www.fotosservando.it



http://altrarealta.blogspot.it/

LETTERA APERTA DI UNA PARTITA IVA ALLE "FUTURE" PARTITE IVA


Mi rivolgo in particolare ai disoccupati da lavoro dipendente, che con tutto il rispetto che ho per loro , temo, che seppur in buone fede, siano stati oggetto di un “lavaggio di cervello”, cioè potrebbero avere le “idee confuse”, consigli che non hanno lo scopo di “frenare” l’entusiasmo dei coraggiosi, ma piuttosto di illuminare un percorso non privo di ostacoli.
Non mi rivolgo ai disoccupati da lavoro autonomo, in quanto ciò che dirò lo conoscono benissimo, infatti lo hanno vissuto sulla loro pelle.

Caro disoccupato e possibile partita iva: per fare in modo che le proposte rilanciate dal Governo sui finanziamenti e incentivi per aprire una nuova attività ti diventino “allettanti”, sono scesi in campo molte “sirene”, conosciamo già gli slogan, “nuove opportunità”, “opportunità irripetibili che sarebbe un peccato non approfittarne”, “ interessanti agevolazioni”. Si sta facendo di tutto per convincerti che finalmente non avrai più padroni, che potrai lavorare solo quando ne avrai voglia, che finalmente potrai realizzare tutti i tuoi sogni, che hai la possibilità di entrare nel ristretto novero degli idealisti, degli indipendenti, degli appassionati della vita. In parole povere, che finalmente potrai organizzarti il lavoro da solo, potrai autogestire il tuo tempo libero, puoi mandare qualcuno “a quel paese”, potrai dare sfogo alla tua creatività, potrai fare il lavoro che ti piace, non sarai più un lavoratore alienato, e naturalmente, che se sei abile, avrai la possibilità di migliorare la tua posizione economica.

Ma la cosa più interessante, cioè quella che dovrebbe essere la “spinta” più convincente, già la sai in quanto te l’hanno detta in tutte le lingue, che finalmente potrai evadere quanto ti pare, in quanto stai per entrare nel “paradiso della evasione”. Ebbene mi preme comunicarti che, a parte alcune agevolazioni fiscali, puoi detrarre dalle tasse oltre gli attrezzi, anche la vettura, tutto il resto sono verità “teoriche”, ma che alla fine molte di queste si tramuteranno in “pie illusioni”. Mi auguro che tu non sia stato un credulone, in caso contrario il tuo sarà un risveglio amaro. Considerato che mi sono prefisso il compito di “illuminarti”, non posso non farti presente un dato di fatto “inoppugnabile”, tu ti trovavi in un “mondo”, ora stai per entrare in un ”altro mondo”.

Inizio facendoti presente alcune cose che a te sembravano ovvie, in quanto “diritti acquisiti”, ma che invece dovrai “dimenticare”per sempre. Per nessuna ragione potrai prendere soldi non lavorando Perciò niente in malattia, niente durante le ferie, niente cassa integrazione, niente prepensionamenti, niente sussidi di disoccupazione, niente tredicesima, niente liquidazione. Non vi saranno più permessi pagati, donatore sangue, permessi sindacali, matrimoniali, ecc. Tieni presente che non esiste un artigiano che prende dei soldi senza lavorare! Non avrai più nessuno che ti difende, se uno sciopero venisse indetto, non sarà per far rispettare i tuoi diritti, magari sarà stato indetto per annullare eventuali tuoi presunti “privilegi”. Per completezza ti farò presente anche alcune altre cose che non conosci ma, che invece sarai obbligato ad affrontare.

Per iniziare l’attività avrai bisogni di soldi, ebbene ti renderai conto che le banche sono disponibili ad aiutarti solo se loro si sono resi conto che non ne hai bisogno. Avendo bisogno di una infinità di permessi, farai la conoscenza del burocrate, cioè di una figura che farà di tutto per ostacolare ogni tua iniziativa, e quasi sempre ci riesce. Conoscerai il finanziere che costantemente ti terra d’occhio. Conoscerai la giustamente famigerata agenzia delle entrate. Al riguardo delle tasse, della evasione fiscale e della agenzia delle entrate, sarà bene che mi soffermi un poco, in quanto si tratta d temi di “ vitale importanza”. Sicuramente avrai letto da qualche parte l’assicurante “motto” del ministro delle finanze, “chi non ha evaso può stare tranquillo, non gli può succedere niente di spiacevole”. Questa, lo dico per esperienza diretta, è una balla colossale.

Mi spiego: se deciderai di pagare le tasse fino all’ultimo centesimo, a parte il fatto che senza un pò di evasione fiscale sarai costretto a chiudere”per tasse”, sicuramente non avrai “problemi” con i finanzieri, infatti, pur essendo loro dei cercatori “certosini”, non possono trovare quello che non esiste. Ma con la agenzia delle entrate è tutta un’altra”musica”, questi, grazie ai fantasiosi studi di settore, si arrogano il diritto di farti il conto in tasca, per loro non puoi non aver evaso, perciò ti chiameranno a giudizio, cioè dovrai subire regolari processi. Questo significa che dovrai anticipare una cifra di soldi, che dovrai farti un avvocato, che dovrai perdere giorni di lavoro. Considerato che non hai evaso, sarai il sicuro vincitore, sicuramente potrai uscire dai tribunali a testa alta, ma attenzione, nonostante la vittoria, una parte dei soldi anticipati non ti saranno restituiti, dovrai pagare l’avvocato, il tempo perso non ti sarà risarcito. Naturalmente questo non è per un solo anno, anzi considerato che la prima volta gli è “andata buca”, riproveranno anche negli anni successivi, alla fine cederai per “sfinimento”, cioè non avendo altra alternativa per porre fine ad un vergognoso accanimento, ed anche per il disperato tentativo di vivere in pace, darai a loro la cifra che ti avevano chiesto. Diventerai un “perseguitato fiscale”, senza associazione.

Ma cosa ai fatto di male? Essere troppo onesto è una colpa? Attenzione, non credere che per “chiudere” con l’agenzia delle entrate, sia sufficiente chiudere bottega, neanche per sogno, per un buon numero anni sarai in balia dei loro asfissianti tentacoli. Eppure ti avevano detto che senza evasione fiscale avresti potuto “vivere tranquillo”, purtroppo non ti hanno detto l’unica grande verità, che chiedendo la partita Iva, diventi un “potenziale evasore”, un essere”socialmente pericoloso”, perciò “schedato” per tutta la vita.

Quando ti renderai conto che ciò che ti sto dicendo corrisponde alla verità, sicuramente ti verrà la tentazione di fare un pò di evasione, ebbene avrai la conferma che effettivamente ti trovi in un altro “mondo”. Se prima facevi un piccolo lavoro in nero, anche quello era evasione fiscale, passavi praticamente inosservato, nessuno ti controllava , ma da ora in poi attenzione, sei diventato un “sorvegliato speciale”, se ti pescano sei fritto. Tu sai come si sono espressi certi “luminari” della politica italiana , che naturalmente non si riferivano alla evasione praticata dai dipendenti, ma a quella praticata dagli artigiani, hanno detto che tali evasori non possono “definirsi italiani”. Pensa che roba, il mafioso, il lestofante, l’assassino, può continuare a definirsi italiano, ma tu no, per la sola colpa di aver fatto un pò di evasione, evasione per “sopravvivenza” e per “legittima difesa”, non puoi dire ” sono di nazionalità italiana”, per avere una nazionalità dovrai recarti all’estero.

Non so se ci tenevi, ma non potrai più essere considerato un lavoratore, infatti la tua nuova attività non è prevista nello statuto dei lavoratori. Ironia della sorte, farai almeno dalle 16 alle venti ore in più alla settimana, ma non sarai più un “lavoratore”. Se volessi elencarti tutte le differenze fra partite iva e dipendenti, che sicuramente ti sarebbero utili, non basterebbe un post, ma dovrei scrivere un libro. Termino facendoti una domanda, come mai quelli che stanno facendo di tutto per convincerti che il lavoro autonomo è un lavoro “paradisiaco”, non sono diventati partite iva ? Non ti do la risposta, se diventerai partita iva . la scoprirai da solo. Caro disoccupato, ti ho parlato “franco”, ma non sono stato “brutale”, se volevo esserlo mi sarei soffermato su un tema che meritava di essere approfondito, gli “inspiegabili” suicidi.
Lino Ricchiuti
Presidente nazionale PPI
http://altrarealta.blogspot.it/

LO "IUS SOLI" ???? CHE BASTARDI...DIO MIO! NOI ITALIANI SIAMO DESTINATI A SPARIRE

http://altrarealta.blogspot.it/

LO "IUS SOLI" ???? CHE BASTARDI...DIO MIO!
NOI ITALIANI SIAMO DESTINATI A SPARIRE. Fatti fuori dagli stessi italiani che ci governano.
Nord-Europa ruba dal Sud-Europa come un tempo il Nord-Italia rubò al Sud-Italia, ne parlò anche Gramsci.
DIFFONDI, PER UN PO' DI CONSAPEVOLEZZA IN PIU'.

Giuseppe Povia


«Vogliono nuove razze a prezzi stracciati per mandare avanti il Paese»

la risposta al dramma migratorio non si risolve con un provvedimento mirato all’acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla realtà geo-culturale di provenienza dei genitori. E questa sembra essere anche la ferma convinzione del cantautore toscano autore di quest’ultimo video che, ne siamo certi, solleverà sicuramente polemiche e dissenso. E già dall’attacco, con il quale Povia esordisce dicendo: «Con questa storia dello Ius soli questi qua sono impazziti, perché gli italiani sono destinati a sparire, fatti fuori da altri italiani che ci comandano al governo». E, da questo punto in poi, l’analisi lucida della situazione attuale passa per rivisitazione storiche – risalendo fino al Regno delle due Sicilie («Nord-Europa ruba dal Sud-Europa come un tempo il Nord-Italia rubò al Sud-Italia, ne parlò anche Gramsci» posta l’autore de I bambini fanno oh») – e disamine economico-monetarie («uno Stato senza moneta non è uno Stato»), riassume esattamente quello che sta succedendo e quello che accadrà a breve: la crisi schiaccia, il Job’s act comprime, le aziende chiudono, i piccoli imprenditori si suicidano. E allora, denuncia Povia, «chi serve per mandare avanti l’Italia? Bé, servono nuove razze a prezzo stracciato. E questi popoli stanno già prendendo il nostro posto»…

domenica 20 agosto 2017

"LO STATO HA VINTO , CHIUDO LA PARTITA IVA E .. "


1.non dovrò più umiliarmi in banca per spiegare che il mio bilancio fa schifo, non perchè non so lavorare ma perchè i clienti non pagano
2. non dovrò più essere costretto ad usare i fidi bancari a tassi osceni
3. non dovrò piu pagare quote associative ad associazioni che alla fine dei conti ti aiutano solo ad adempiere agli obblighi
4. non dovrò piu pagare il commercialista e il consulente del lavoro
5. non dovrò mai più pagare avvocati
6. non dovrò piu comprare marche da bollo da 14,62 e poi da 16,00 per il libro giornale e il libro inventari
7. non dovrò piu pagare il canone per le licenze dei software
8. non farò più la comunicazione dati iva
9. non farò piu la dichiarazione modello unico e non pagherò più l’irpef
10. non farò piu la dichiarazione irap e non pagherò più l’irap
11. non pagherò piu gli f24 per l’inps e l’inail
12. non dovrò mai più richiedere un durc
13. non dovrò mai più pagare la cassa edile
14. non farò piu lo spesometro
15. non farò piu gli studi di settore
16. non dovrò più mandare lettere per la tutela della privacy e redigere il documento programmatico
17. non dovrò più andare a fare il corso pronto soccorso e corso antincendio
18. non dovrò mai più sentire parlare di sistri e di registro rifiuti
19. non avrò più bisogno di pagare manutenzioni di stampanti e computer
20. non dovrò più chiedere la fattura quando vado a mangiare una pizza
21. non dovrò più tenere tutti gli scontrini di qualsiasi acquisto
22. non dovrò più andare all’agenzia entrate
23. non dovrò più lottare contro l’equitalia e fare la conoscenza anche con la nuova sanguisuga
24. non dovrò più svenarmi per pagare i finanziamenti
25. non dovrò più passare notti in bianco per pensare come fare per pagare i miei dipendenti perchè grazie a voi li ho dovuti tutti licenziare ed ora tocca a te stato dargli un posto di lavoro visto che hanno famiglia e mutui da pagare
26. non dovrò più subire la gogna di processi penali con il giudice di fronte e la gabbia a destra , solo perché a volte ho dovuto decidere se pagare gli stipendi o i contributi perché non avevo alternativa
27. non dovrò vivere più con l’ansia giornaliera del postino che mi stava distruggendo la salute o aprire la pec che è diventata la nostra roulette russa ... oggi sarò vivo o affondato ?
Ora venite tutti a prendere gli immobili, venite pure la porta è aperta !
Lo Stato e le banche vogliono i muri ?? Che se li prendano. Vendete all’asta quello che volete, la porta è aperta !
Decreti ingiuntivi, atti di precetto, ipoteche, sequestri, pignoramenti, fate pure ! La porta è aperta.
PORTATE VIA TUTTO, SVENDETE TUTTO ne avete diritto con i titoli esecutivi.


Andrea P.

- Questo purtroppo è uno dei tanti messaggi privati simili che colleghi o ex colleghi mi inviano , renderle pubbliche è un atto dovuto , perchè troppi italiani sono volutamente tenuti all'oscuro di ciò che sta accadendo nel Paese , mentre vengono divulgati dati montati ad arte. Senza un reset sarà difficile ripartire . Abbiamo l'obbligo e il dovere di provare a cambiare .. nonostante uno Stato che essendo nemico delle imprese diventa anche nemico di chi ci lavora dentro e di chi aspira a un posto di lavoro mentre in TV festeggiano gli zero virgola .

Lino Ricchiuti - Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva
http://altrarealta.blogspot.it/

PERCHE’ IN GIAPPONE IL TERRORISMO ISLAMICO NON ESISTE!

Negli ultimi anni, oltre alla crisi economica, il mondo ha dovuto affrontare anche il problema emergente dell’estremismo islamico e, per confermare ciò, basta dare un’occhiata ai numeri sempre più crescenti degli attacchi terroristici nel mondo.

Dal 2011, con la comparsa sulla scena mondiale dell’ISIS, il numero delle vittime degli attacchi di fattrice islamica è nettamente cresciuto, assieme alla quota di Musulmani nel terrorismo mondiale che è sempre più in costante avvicinamento al 100%.

Nel 2013, secondo il Dipartimento di Stato Statunitense, un totale di 9.707 attacchi di origine terrorista è avvenuto in tutto il mondo, provocando più di 17.800 morti e più di 32.500 feriti. In aggiunta, più di 2.990 persone sono scomparse o sono state prese in ostaggio. Le informazioni riguardo i perpetratori sono state riportate, dal materiale di base, per il 32% degli attacchi terroristi nel 2013.

E di questo 32%, solo tre gruppi terroristici musulmani, i Talebani, ISIS e Boko Haram, sono stati ritenuti responsabili di 5.655 morti, all’incirca del 31.76 percento. Ciò vuol dire che della prima percentuale la stragrande maggioranza sono state perpetrate da soli tre gruppi terroristici, ossia più del 50% che esiste in questo mondo sempre più turbolento.

A questo punto sembrerebbe che non ci sia un singolo Paese dove i musulmani non possano innalzare le proprie bandiere, invece no! Esiste uno Stato abbastanza singolare, non uniforme al pietismo che oramai prevale sempre di più nel continente americano ed europeo, dove non è stato finora perpetrato un attacco terroristico sul proprio suolo. Il nome di questo Paese è il Giappone.

Ovviamente, si penserà che il Giappone ha raggiunto questo risultato attraverso politiche d’integrazione super efficaci, attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie ed assegnando miliardi di yen nella costruzione di centinaia di moschee e di scuole islamiche in tutto il territorio nazionale, vietando il maiale nei luoghi pubblici, introducendo ore separate per maschi e femmine nelle piscine, con i dottori maschili che non osano toccare i genitali delle loro pazienti, le donne musulmane che ottengono un immenso aiuto sociale ogni volta che hanno un figlio, i tribunali della Sharia introdotti nel sistema giudiziario giapponese ed, infine, il Corano che viene considerato come un testo sacro.

Niente di tutto questo. La soluzione a tale rompicapo è tanto semplice, quanto efficace: il Giappone è semplicemente chiuso ai musulmani, non nel senso che sono banditi, ma che il numero di permessi date alle persone provenienti dai Paesi islamici è molto basso. Ottenere un visto di lavoro non è facile per chi profeta la religione di Maometto, anche se sono fisici, ingegneri e manager mandati da compagnie straniere che sono attive nella regione. Come risultato, il Giappone è un “Paese senza musulmani”.

Non c’è una stima precisa della popolazione musulmana. Secondo la dichiarazione dell’ex presidente dell’Associazione Islamica Giapponese Abu Bakr Morimoto “per dirla francamente, solo un migliaio. Nel senso più ampio, voglio dire, se non escludiamo coloro che sono diventati musulmani per motivi, diciamo, matrimoniali, e non praticano la religione: allora il numero sarebbe di poche migliaia”.

Invece, uno dei leader della comunità Islamica in Giappone, Nur Ad – Din Mori, alla domanda “Che percentuale della popolazione totale del Giappone è musulmana?” ha risposto “Uno su centomila”.

Attualmente la popolazione Giapponese è di 130 milioni e quindi, se le risposte dei due leader Islamici sono corrette, dovrebbero esseri circa 1300 musulmani. Ma anch’essi, che hanno ottenuto i permessi dall’immigrazione e vivono da molti anni nel Paese hanno pochissime chance di diventare cittadini a tutti gli effetti.

Ufficialmente il Giappone vieta di esortare le persone ad adottare la religione dell’Islam, e qualsiasi musulmano che incoraggi ciò è visto come proselite di una cultura straniera indesiderabile. I promotori, per l’appunto, che sono troppo attivi rischiano la deportazione e, qualche volta, dure condanne di carcere.

La lingua arabe è insegnata in pochissimi istituti accademici: se ne può trovare, infatti, soltanto uno, l’Istituto Arabo Islamico a Tokyo. Inoltre l’università internazionale, sempre nella Capitale, non offre corsi di arabo. Importare il Corano in Arabo è praticamente impossibile, ed è permesso solo la versione adattata in Giapponese.

Fino a poco tempo fa, c’erano solo due moschee in Giappone: la Tokyo Jama Masjid e la moschea di Kobe. Ora, il numero totale di siti di preghiera è contato in circa trenta moschee a piano singolo ed un centinaio di stanze d’appartamento stanziati per le preghiere, e la società giapponese si aspetta, appunto, che tali persone preghino nelle loro case: non esiste, infatti, alcuna preghiera collettiva nelle strade o nelle piazze, e chi lo fa può ottenere delle multe molto “salate” o, in quei casi in cui la polizia giapponese ritiene seri, espellere dal Paese i partecipanti.

Dal punto di vista lavorativo, le aziende giapponesi in cerca di lavoratori stranieri fanno espressamente notare che non sono interessati ai musulmani. Non esiste alcuna traccia di Sharia, ed il cibo Halal è estremamente difficile da trovare.

La popolazione, in generale, tende a percepire l’Islam come una “religione strana e pericolosa” che un vero cittadino giapponese dovrebbe evitare, e gli omicidi avvenuti ad inizio anno dei due connazionali Haruna Yukawa and Kenji Goto per mano dell’ISIS non ha certamente migliorato la situazione.

La cosa più interessante, di tutto ciò, e che i giapponesi non si sentono in colpa per un approccio così “discriminatorio” all’Islam, e che non dovrebbero chiedere scusa ad alcuno per il modo negativo in cui percepiscono tale religione. Certamente fanno trattati economici con gli arabi per il gas ed il petrolio, questo sì, e mantengono buone relazioni con gli esportatori medesimi, ma non con l’islam, e neanche con l’immigrazione musulmana. E, cosa strana, i musulmani in Giappone non provocano rivolte, non marchiano i giapponesi come “razzisti”, non bruciano macchine, spaccano finestre, tagliano le teste dei soldati per essere stati in Afghanistan, Iraq o in qualunque altro posto sulla Terra – e non c’è stato un singolo giapponese vittima di un attacco terrorista sul proprio suolo nazionale negli ultimi trent’anni.

Che l’Europa, attanagliata non solo dell’estremismo islamico ma anche dell’immigrazione selvaggia, debba prendere da esempio il modello giapponese per trattare direttamente il problema? Chissà.

Articolo a cura di Cristiano Ruzzi dell’Associazione culturale Zenit
(Visited 104.698 times, 257 visits today)


http://www.movimentobaseitalia.it/index.php/2016/03/27/perche-in-giappone-il-terrorismo-islamico-non-esiste/

http://altrarealta.blogspot.it/



E’ una strage di italiani”.Ecco che cosa ci uccide come in guerra





La mortalità in Italia aumenta a livelli esponenziali con numeri da capogiro paragonabili ai tempi di guerra! A spiegare il perchè di ciò è Mario Giordano.

Di Mario Giordano per liberoquotidiano.it :*

In 8 mesi 46mila mila morti in più. Ogni mese, dunque, 5mila in più. Ogni giorno 166 in più. Significa che ogni ora in Italia muoiono 7 persone in più rispetto all’ anno scorso. È un’ enormità. Tanto più che per trovare una simile impennata nella mortalità bisogna risalire al 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. E prima di allora al 1918, con la Prima Guerra Mondiale e l’ aggiunta dell’ influenza spagnola. Ma che cos’ è che sta sterminando gli italiani come se fossimo in guerra? Nessuno ha la risposta giusta, i demografi s’ interrogano, guardando i dati con stupore e preoccupazione. Ma è inevitabile che tutti pensino ad un’ unica grande causa. Il suo nome è: crisi. Purtroppo eravamo stati facili profeti: ogni generazione ha la sua guerra. I nostri nonni morirono nelle trincee del Carso, i nostri padri vissero fra Gestapo e bombardamenti. Noi siamo falcidiati da una depressione senza precedenti, unita naturalmente alle scelte assassine dell’ euro e dell’ Europa, applicate in Italia con ben nota ottusità. Dal rigor Monti al rigor mortis, il passo è stato evidentemente breve: sempre più anziani non hanno i soldi per curarsi, la prevenzione è andata a farsi benedire, l’ alimentazione è peggiorata, le famiglie in difficoltà sono aumentate a dismisura e i tagli ai servizi sociali rendono sempre più complicato trovare aiuti nel welfare. Ora dobbiamo dire che stiamo bene, sennò Renzi s’ arrabbia. Ma chi glielo spiega a quei 46mila connazionali che nel frattempo sono passati a miglior vita?*Numeri da epidemia – Ci potremmo provare. Scusi, signor defunto, lo sa che in Italia ora il Pil cresce dello 0,7 per cento? E il prossimo anno – parola del presidente del Consiglio – crescerà pure dell’ 1,5 per cento? Non si sente già un po’ meglio? Lo so che nel frattempo lei non può far crescere il suo Pil, al massimo fa crescere i crisantemi sulla tomba, ma che ci possiamo fare? Non mi faccia lo zombie-gufo, per cortesia, e mostri il volto dell’ Italia che ce la fa. Ce la fa a cosa? A defungere? Embeh? Ora non faccia come i giornalisti, che vedono sempre tutto nero. Sì, lo so che anche lei vede nero, ma non si formalizzi. E poi è solo perché il Parlamento non ha ancora approvato la riforma dei cimiteri, con l’ Italicum dei lumini e l’ abolizione delle lapidi. Altrimenti anche lei sarebbe già diventato renziano. Oserei dire: renziano da morire. Scherzi a parte, i dati dell’ Istat sono tragici. Nei primi otto mesi dell’ anno ci sono stati 445mila decessi contro i 399mila dello stesso periodo dell’ anno scorso. Un’ impennata dell’ 11 per cento.



Se si andrà avanti di questo passo, a fine dicembre i morti saranno 666mila, livello per l’ appunto mai più toccato in Italia dal 1945. Siccome, a quanto ci risulta, nel 2015 in Italia non c’ è stata una catastrofe nucleare e nemmeno un devastante terremoto, siccome non si è verificata un’ epidemia di peste bubbonica o di vaiolo pustoloso, a che cosa si può imputare questa crescita spaventosa? Certo: la popolazione invecchia. Certo: in inverno ci sono state meno vaccinazioni. E anche certi spettacoli della politica, a dir la verità, sono risultati piuttosto letali. Ma basta tutto questo a giustificare una strage simile a quella di una guerra mondiale? Ovviamente no. L’ unica spiegazione possibile è dunque quella della crisi economica. Quanti italiani hanno dovuto rinunciare a curarsi? Quanti negli ultimi anni hanno peggiorato il loro livello di alimentazione? Quanti sono stati costretti a dormire per strada? La verità è che il peso della crisi, lunghissima e assassina, si sta riversando d’ improvviso sulle spalle sempre più fragili del Paese. E l’ effetto è così impressionante che non si può non tener conto, anche nelle scelte della politica. Siamo sicuri, per esempio, che si possa ancora risparmiare sulla sanità? Siamo sicuri che si possano nascondere tagli feroci sotto le parole dolci della “razionalizzazione”? Siamo sicuri che si possano aumentare i ticket per gli esami e ridurre i servizi? E questi 46mila morti non chiedono forse un intervento urgente sulla povertà? Magari provvedimenti più incisivi dei timidi tentativi contenuti in finanziaria?

Nodo Pensioni – E poi, ultimo ma non ultimo, se davvero la mortalità aumenta così rapidamente e il processo di allungamento della vita non è più “irreversibile”, come ci stanno spiegando gli esperti, ha davvero senso continuare ad allungare la vita lavorativa? Se la rotta demografica si è invertita così rapidamente, perché continuiamo ad alzare l’ età pensionabile? 46mila morti non bastano per cominciare a ripensare la legge Fornero? E che ci vuole allora? Lo sterminio degli ultrasessantenni? L’ annientamento dei capelli bianchi? L’ ecatombe al sapor di rughe e pannoloni?

Di Mario Giordano

https://www.fattidalweb.com/2017/08/17/mario-giordano-e-una-strage-di-italiani-ecco-che-cosa-ci-uccide-come-in-guerra/

http://altrarealta.blogspot.it/

venerdì 18 agosto 2017

Le politiche di Austerità ammazzano 10.000 volte piu' dell’ISIS

Abu Bakr al-Baghdadi, il cosiddetto leader dell’ISIS, se si tratta di uccidere esseri umani occidentali anzitempo è… un principiante. Basta leggere lo studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT.

Con un doppiopetto, la cravatta rossa, il rispetto di tutti al mondo e le autoblu blindate a Bruxelles o a Francoforte, di occidentali innocenti e prima del loro tempo se ne possono sterminare centinaia di migliaia di più dell’ISIS, senza rischiare neppure una multa per divieto di parcheggio.

Abu Bakr al-Baghdadi canta vittoria quando uno dei loro riesce a prendere un furgone e ad ammazzarne 13 di noi. Tredici in un giorno, che non è ogni giorno, no, è per fortuna un giorno ogni tanto. Mica come i presidenti e Commissari della Commissione Europea, i ministri dell’Ecofin e della Banca Centrale Europea, che di europei ne ammazzano migliaia al giorno, in Italia quasi 200 al giorno, ma non ogni tanto, NO, li ammazzano ogni 24 ore lungo 365 giorni all’anno da 4 anni almeno. E la mattina hanno l’Europa a riverirli.

Tredici morti, con ogni possibile rispetto per i familiari, sono meno di uno sbadiglio del Pianeta. Il motivo per cui diventano l’eruzione di Pompei ed Ercolano è solo grazie ai miei colleghi (bè, si fa per dire) che prendono la news dello psicopatico ISIS col furgone e la fanno diventare Hiroshima e Nagasaki. Ma dei sopraccitati Mega-sterminatori UE non scrivono, eh? No. No news planetaria per le vere stragi, eppure siete sempre voi persone che crepate. Basta leggere lo studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT. Ma ancora un attimo.

Abu Bakr e simpatizzanti sono clinicamente degli psicopatici, ma robetta da pochino. Spiego. Cos’è, clinicamente, uno psicopatico? E’ un umano totalmente incapace di rapportarsi con, e riconoscere, la sofferenza altrui. Di certo il tizio amico dell’ISIS che guidava il furgone di Barcellona lo era. Ma uomini molto meno distorti di sti barbuti che sono cresciuti piuttosto sfigati, cioè parlo di uomini da sempre privilegiati e che stanno nei Palazzi del governo d’Europa, bè sti Signori sono molto più psicopatici dei barbuti ISIS. Le cifre parlano da sole, le avete lette sopra? Sotto più dettagli nello studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT.

Cos’è un umano che crepa prima del suo tempo? Può essere uno che passeggiava a Madrid ieri ed è stato maciullato da un furgone, certo. Oppure può essere un ammalato a cui hanno detto per colpevole fretta, per colpevole incompetenza, e per colpevole mancanza di mezzi*, che lui aveva solo un banale adenoma all’ipofisi… ma in realtà era un adenocarcinoma. Eh… sapete, LE AUSTERITA’ Dl BRUXELLES, che si traducono in liste d’attesa, in reparti d’eccellenza italiani che si rarefanno come le stelle alpine, in giovani specialisti che devono fare turni di 12 o 16 ore perché altri professionisti non se ne possono assumere, e sti medici martiri arrivano a fine turno di 16 ore che vedono una TAC come una talpa vede il Cervino… Ma quell'ammalato, uno fra decine di migliaia con quel destino, lo hanno lasciato 4 anni ignaro, magari se si fosse intervenuto subito, magari quei 15 anni in più li aveva… come il tizio di Barcellona che se non fosse passato di lì quanti anni in più avrebbe avuto?

Dove sta la differenza? Entrambi sono uccisi da psicopatici*. E qui sta un chiarimento:

Come detto, il singolo morto di Barcellona ieri è stato ammazzato dallo psicopatico amico ISIS. Ma quello del finto tumorino, e centinaia di migliaia come lui in UE, CIOE’ ESATTAMENTE 68.000 ITALIANI OGNI ANNO, sono stati condannati a morte PREMATURA da terroristi economici psicopatici che tutti portano in palmo di mano perché hanno il doppiopetto blu, e si chiamano Junker, Buti, Draghi, Moscovici, o Vladis Dombrovskis. Sta gente delle nostre vite e delle nostre sofferenze FREGA MENO DI UN CAZZO, ci lasciano morire ESATTAMENTE come se c’imbattessimo nell’assassino ISIS. Con la differenza che la risma di bruti ISIS ne ammazzano migliaia di volte DI MENO di Junker, Buti, Draghi, Moscovici, o Vladis Dombrovskis. E’ un fatto, sono cifre, cari lettori.

Lisciati la barba Abu Bakr. Sono incappato in uno studio dell’ANAOO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT che ci racconta come le Austerità imposte all’Italia dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea sono quasi certamente, con scarti di calcolo insignificanti, responsabili di almeno 68.000 italiani morti all’anno nel mio Paese prima del loro tempo, a causa dei drammatici tagli alla sanità imposti proprio dagli psicopatici consapevoli killer in doppiopetto blu. Morti ammazzati prima del loro tempo, come quelli di Barcellona. Ma tanti tanti più che a Barcellona , Bataclan, ecc.

Stragi inflitte a noi italiani da gente che non abbiamo mai eletto né voluto, ma sti assassini non stanno a Raqqa, stanno a Bruxelles e a Francoforte e a Palazzo Chigi. E se parliamo solo del mio Paese, l’Italia, questa strage non islamica si traduce in 186 esseri umani che schiattano, anche se non dovevano, ogni giorno. OGNI-GIOR-NO, E SOLO IN ITALIA. Poi ci sono gli altri PIIGS. Abu Bakr, no, non ce la farebbe mai.

Per dirvi, in Grecia dal 2008 sono 116.600, il doppio che in Italia. State capendo? Hey! Un morto sotto un furgone ISIS è IDENTICO A UN PADRE DI FAMIGLIA AMMAZZATO 15 ANNI PRIMA DEL SUO TEMPO DALLE AUSTERITA’. Ci arrivate?

Le Austerità ammazzano 10.000 volte l’ISIS se calcoliamo tutta la UE, per non parlare dell’Est Europa e dei 45.000 americani che crepano ogni anno per gli stessi motivi. L’attentato alla Boston Marathon? Vogliamo paragonare?

Allora, sinceramente, detta in termini semplici: perché la Repubblica, il The Guardian, lo Spiegel, Le Figaro, El Pais, non titolano mai per l’oceano di morti in UE, in Russia, in USA a causa dei Terroristi Economici di cui sopra, ma però si sbragano per i 13 di Barcellona ?

Elementary Watson, elementary…

PAOLO BARNARD

http://altrarealta.blogspot.it/

UN ALTRO SUCCESSO DEL GOVERNO: NUOVO RECORD DEL DEBITO PUBBLICO

I media mainstream vi diranno che il debito pubblico italiano a Giugno 2017 è cresciuto pochino, anzi quasi nulla, anzi praticamente zero e che magari siamo vicini alla “svolta” (si ma nel culo).

Esattamente il contrario della realtà_:

Fateci caso, il debito pubblico italiano a Giugno 2017 è salito solo di 2 miliardi di euro, contro i 7 miliardi di Giugno 2016…..però…. la cassa ovvero i soldi liquidi o quasi in mano al tesoro a Giugno 2017 sono scesi di 6.3 miliardi di euro il che significa che in termini monetari reali il debito italiano a Giugno 2017 è salito di 8.3 miliardi di euro.


E a Giugno 2016 la somma fra incremento del debito e variazione di casa aveva portato a un MIGLIORAMENTO di 13 miliardi.

L’Italia si sta avvitando verso una micidiale spirale di debito per simulare una crescita economica asfittica e comunque insostenibile con la struttura di spesa pubblica richiesta.

Fuggite. Siate consapevoli, siate preparati.

p.s. L’Italia di solito a fine anno fa una operazione per “abbellire” il debito pubblico attingendo dalla cassa. Il problema è che ne rimane pochina

Rischio Calcolato

http://altrarealta.blogspot.it/