Post

Visualizzazione dei post da 2026

società europea

Immagine
La presunta superiorità morale dell'occidente rispetto alla Russia era una balla. Una balla che ci è costata moltissimo se pensate alle sanzioni a Mosca che hanno colpito più noi che loro o allo stop al gas russo sostituito con il Gnl made in USA (più caro e più inquinante). Oggi tutto è dannatamente visibile e per questo la propaganda di sistema è sempre più forte. Il genocidio sionista del popolo palestinese (occhio che se passano alcune leggi scrivere questa frase potrebbe costituire reato) ha avuto il sostegno degli USA e dell'Europa. Questa è la verità. La società europea che si vanta di essere eticamente superiore a quella russa ha consentito (e continua a consentire) uno sterminio di massa a poche centinaia di km dai suoi confini.  La società europea ha mostrato un servilismo raccapricciante davanti a Trump il quale, preso atto di avere a che fare con dei servi, alza il tiro. La società europea consente qualsiasi violazione del diritto internazionale se a farla sono gli ...

VIETATO SORPRENDERSI

Immagine
Le sanzioni che strangolano i paesi, o gli embarghi come quello subito da Cuba, rappresentano un crimine  - secondo il Diritto Internazionale - che mira ad ottenere un regime change politico attraverso il generarsi di povertà e gravi crisi umanitarie che colpiscono la popolazione. Un popolo disperato di ribella, espatria, e queste sanzioni colpiscono in modo letale le fasce più deboli della popolazione.  L' Occidente dei valori, dei principi, della libertà, è in realtà un criminale che sotto la bandiera "democrazia" rimane impunito, così come sotto la bandiera "antisemitismo" quella che viene definita democrazia in Israele sta compiendo un genocidio ad oggi ancora in corso. Le sanzioni rappresentano un abbietto ricatto che paesi definiti non democratici come la Cina denunciano e non applicano. Quindi dove risiedono esattamente i "valori" ? Le persone sono ormai convinte che la democrazia risieda nella liturgia del voto, delle urne, ma purtroppo, vedi i...

🔴SACRIFICIO NEL FUOCO DI MOLOCH Nella Bibbia ebraica, il nome di Moloch emerge come una figura oscura, legata in modo inseparabile al FUOCO e al sacrificio dei figli. Non si tratta di un dio lontano o astratto, ma di un simbolo concreto di una pratica che la Torah condanna con una durezza senza appello: il passare i bambini “per il FUOCO”. Il termine Moloch (o Molek) compare in particolare nel Levitico, dove Yahweh stabilisce un confine netto e invalicabile. In Levitico 18,21 viene ordinato: “Non darai nessuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloch”, mentre in Levitico 20,2-5 la trasgressione è punita con la morte, non soltanto per chi offre il figlio, ma anche per la comunità che chiude gli occhi su tale crimine. Qui il sacrificio non è visto come un errore rituale, ma come una contaminazione radicale del popolo e della terra. L’espressione “far passare per il FUOCO” è centrale. Il testo biblico non descrive nei dettagli il rito, ma l’associazione costante con il FUOCO suggerisce un sacrificio cruento, probabilmente legato all’idea di consacrazione totale attraverso la distruzione della vita. Il FUOCO, che nella Bibbia può essere anche segno della presenza divina, diventa in questo contesto il suo opposto: strumento di annientamento e profanazione. Il luogo simbolo di questi riti è il tofet. La Bibbia colloca il tofet nella valle di Ben-Hinnom, a sud di Gerusalemme, un’area che diventerà in seguito emblema di maledizione e giudizio. Il tofet non è semplicemente un altare, ma uno spazio rituale dedicato a sacrifici estremi, dove i figli venivano offerti come prezzo per ottenere favore, protezione o prosperità. Il nome stesso potrebbe derivare da una radice legata al “bruciare” o al “focolare”, rafforzando l’immagine di un luogo dominato dal FUOCO. Secondo molte interpretazioni storiche e filologiche, Moloch potrebbe non essere stato un dio nel senso classico, ma il nome di un tipo di sacrificio o di un titolo cultuale associato a queste pratiche. Wikipedia riporta che il termine è stato variamente inteso come una divinità cananea, come un epiteto o come una deformazione intenzionale del termine “melek” (re), alterato vocalmente per evocare “boshet” (vergogna). In questa prospettiva, la Bibbia non soltanto condanna il rito, ma ne marchia il nome come infame. Ciò che rende Moloch così centrale nella narrazione biblica è il contrasto che incarna. Il sacrificio dei figli rappresenta l’inversione totale dell’alleanza: invece di ricevere la vita come dono, l’uomo la distrugge per placare una potenza percepita come esigente e vorace. Per questo Yahweh reagisce con una condanna assoluta: non si tratta di competere con un altro culto, ma di estirpare una pratica che nega il valore stesso della vita e della responsabilità genitoriale. Il legame tra Moloch, il FUOCO e il tofet diventa così un monito narrativo e simbolico. Il FUOCO che consuma i bambini non è segno di divinità, ma di un abisso religioso e umano. La Bibbia lo trasforma in un paradigma del male cultuale: un culto che promette ordine e sicurezza, ma si fonda sulla distruzione dei più vulnerabili. Da qui nasce anche l’eredità simbolica del tofet e della valle di Hinnom, che nella tradizione successiva diventeranno immagini dell’inferno, luogo di FUOCO non redentivo ma definitivo.

Immagine
Nella Bibbia ebraica, il nome di Moloch emerge come una figura oscura, legata in modo inseparabile al FUOCO e al sacrificio dei figli. Non si tratta di un dio lontano o astratto, ma di un simbolo concreto di una pratica che la Torah condanna con una durezza senza appello: il passare i bambini “per il FUOCO”. Il termine Moloch (o Molek) compare in particolare nel Levitico, dove Yahweh stabilisce un confine netto e invalicabile. In Levitico 18,21 viene ordinato: “Non darai nessuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloch”, mentre in Levitico 20,2-5 la trasgressione è punita con la morte, non soltanto per chi offre il figlio, ma anche per la comunità che chiude gli occhi su tale crimine. Qui il sacrificio non è visto come un errore rituale, ma come una contaminazione radicale del popolo e della terra. L’espressione “far passare per il FUOCO” è centrale. Il testo biblico non descrive nei dettagli il rito, ma l’associazione costante con il FUOCO suggerisce un sacrificio cruento, probabilme...