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STEFANIA NOBILE PREMIATA IN CAMPIDOGLIO

con premio internazionale per la cultura per il suo libro " vendere cara la pelle" Ho una teoria: questo paese vuole pisciarci in faccia per capire quanto un popolo può essere umiliato prima che esploda. Perché sono sempre più convinto che a chi sta “sopra” non basti più il privilegio. Non gli basta neanche sfoggiarlo. No. Ce lo vuole sbattere in faccia come torta, imbrattarci i capelli, far cadere la panna sui vestiti, e poi ridere. E mentre lo fa, con la lingua di fuori, gode nel sapere di essere intoccabile. Io non ne posso più di accusare così tanto la distanza tra me e quella particolare classe sociale. Gli arricchiti, i corrotti, i figli di, le istituzioni a circuito chiuso. Perché non è una distanza puramente economica, ma è basata sull’ingiustizia. Sapere che due delinquenti continuano ad avere successo, documentari, a risultare simpatiche, a presentarsi nei locali come autorità. Che sono addirittura diventate uno slogan, “i coglioni vanno inculati!”, arrivando a far ...

O TI RASSEGNI O TI ATTREZZI

E finalmente abbiamo risolto il problema del caro carburanti. Non servivano decreti miracolosi. Non servivano tavoli. Non servivano promesse. Serviva un consiglio di vita. Matteo Salvini, 23 settembre 2026: «O ti rassegni o ti attrezzi». Magnifico. Perché il bello, come sempre, è sfogliare l’album di famiglia. Nel 2018, Salvini prometteva di partire già dal primo Consiglio dei ministri abbassando il prezzo della benzina attraverso il taglio delle vecchie accise. Poi arriviamo al 18 marzo 2026. Salvini spiegava che il gasolio doveva scendere sotto 1,90 euro al litro, parlava di almeno 20-25 centesimi in meno, di tetto ai prezzi e di intervento sulle accise. Sei mesi dopo abbiamo raggiunto una nuova, sofisticatissima fase della politica energetica italiana: arrangiati. Il programma in otto anni sembra aver seguito questa evoluzione: 2018: abbassiamo la benzina. marzo 2026: sotto 1,90 euro. settembre 2026: rassegnati o attrezzati. Manca soltanto il quarto stadio: «Vai a piedi che fa anche...

BOLLO: TUTTO STUDIATO A TAVOLINO.

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La farsa del bollo 2027: l'ennesima presa per il culo per gli italiani Guardate la realtà dei fatti, senza sconti e senza ipocrisie. Non c'è alcuna vera agevolazione strutturale: è solo una colossale presa in giro orchestrata per far credere agli italiani a chissà quale svolta in vista del 2027. Sono solo spot elettorali a termine, contati al millimetro solo per coprire l'immediato, pronti a svanire nel nulla un secondo dopo le elezioni, lasciando i cittadini con il cerino in mano. E la prova regina di questo imbroglio di Stato sta proprio nella famigerata soglia degli 80 kW fissata dal governo. È una trappola chirurgica, studiata a tavolino dai palazzi del potere per mettere fuori gioco la stragrande maggioranza delle utilitarie e delle auto medie da questa fantomatica esenzione dal bollo. Lo sanno benissimo che la produzione automobilistica moderna si attesta regolarmente su quella soglia, inchiodando quasi tutti i modelli popolari a 81 kW (come dimostra chiaramente la r...

Meloni:: l ucraina prima di tutto

𝗠𝗘𝗟𝗢𝗡𝗜: 𝗜𝗟 𝗠𝗨𝗥𝗢 E' 𝗟I ' . 𝗟𝗘𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗡𝗖𝗢𝗥𝗦𝗔 PER SBATTERE MEGLIO ANCORA UNA VOLTA. C’è qualcosa di quasi sublime nell’intervista di Giorgia Meloni al Foglio. Parlando dell’Ucraina, la premier avverte che non è disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora e chi vuole un presidente del Consiglio che cambi posizione per convenienza elettorale può «rivolgersi altrove». La sostanza politica è chiarissima: chi mette in discussione il sostegno all’Ucraina difficilmente avrà posto nella sua coalizione. Applausi. Il muro è ancora lì. Ma Giorgia rivendica con orgoglio di voler continuare a prenderlo a testate. Perché ormai abbiamo scoperto una nuova definizione di “coerenza”: se una strategia non produce il risultato sperato, basta continuare abbastanza a lungo e diventa una virtù. Quattro anni di guerra. Armi. Sanzioni. Pacchetti di aiuti. Vertici. Dichiarazioni solenni. E la guerra è ancora lì, mentre persino i negoziati più recenti non...

Praticamente vi schifa .

Vladimir Putin rivolgendosi ai tedeschi, in particolare a Friedrich Merz, che è rimasto scioccato dai risultati ottenuti dall'AfD: "Non vogliamo attaccarvi! Perché dovremmo farlo? Quella epoca è passata da molto tempo! Chiunque sia in pieno possesso delle sue facoltà mentali e sappia ragionare lo comprende. 1) Avete già un debito nazionale di 2,5 trilioni di euro, e nessun economista serio sa come intendete pagarlo. (Alice Weidel dichiara il suo paese in bancarotta.) E ora, volete prendere in prestito altri 1 trilione per armarvi contro di noi. 2) Il vostro paese è pieno di milioni di migranti che costano 50 miliardi di euro all'anno. 3) Una parte considerevole della vostra popolazione è così disturbata da credere di poter influenzare il clima andando in bicicletta e mangiando insetti. 4) Il vostro sistema educativo è stato un tempo esemplare. Oggi, in molte aule, praticamente non si insegna nulla, perché quasi nessuno parla tedesco. 5) La vostra infrastruttura è in rovina...

Fallaci di fronte all'Ayatollah Khomeini si toglie il chador dalla testa

Qom, Iran, ottobre 1979. Oriana Fallaci è seduta di fronte all'Ayatollah Khomeini, guida suprema della neonata Rivoluzione Islamica. Per ottenere quell'intervista esclusiva, la giornalista italiana è stata obbligata a indossare il chador, il lungo mantello nero che lascia scoperto solo il viso. Il clima nella stanza è teso. Fallaci, fedele al suo stile implacabile, incalza l'Ayatollah con domande scomode sulle esecuzioni sommarie, sulla chiusura dei giornali e, soprattutto, sulla condizione delle donne, appena costrette dal nuovo regime a nascondersi sotto la veste islamica. Quando gli chiede conto di quell'imposizione, Khomeini risponde con sufficienza, sostenendo che il chador sia una protezione per le donne "giovani e perbene", e aggiunge: "Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla". È l'innesco. Senza esitare un istante, Fallaci lo prende in parola. "Grazie, signor Imam. Visto che me lo dice lei, mi tolgo subito quest...

L'amore tossico

L’amore tossico raramente comincia con la violenza. Comincia con l’intensità. Con quella sensazione vertiginosa di essere finalmente visti, scelti, indispensabili. L’altro entra nella nostra vita occupando uno spazio enorme e, mentre noi lo interpretiamo come passione, spesso sta già costruendo una gerarchia: uno domina, l’altro si adatta; uno definisce la realtà, l’altro comincia lentamente a dubitare della propria. È una dinamica che può nascere molto prima che qualcuno se ne renda conto, perché la tossicità non si presenta quasi mai con il volto del nemico: si presenta con quello dell’amore assoluto, della persona indispensabile, della relazione “speciale” che non può essere messa in discussione. La manipolazione non ha necessariamente bisogno di minacce. Può assumere la forma del silenzio, della colpevolizzazione, del ricatto emotivo, della gelosia travestita da interesse, del controllo presentato come protezione. Può essere una frase apparentemente innocente: “Se mi amassi davvero...