domenica 22 luglio 2018

RITI VOODOO NEI BOSCHI DEL TRENTINO


Lo chiamano "qualcosa di straordinario" e un "evento artistico".
Peccato che non esista la comprensione della formidabile potenza negativa dei riti come quelli di woodoo praticati dai migranti "climatici" come li chiama l'autore del sito.

La magia non esiste? Sono balle? Siamo razionali, siamo nel XXI secolo???

Appunto, visto che siamo nel XXI secolo, anche la nuova fisica ci aiuta a capire certi fenomeni!
I programmi negativi di carattere energetico-informazionale distruggono la matrice sottile dell'uomo.
E nelle condizioni della fragilità psicologica, emozionale, umana che mostra il vecchio continente, questo elemento non può che avvicinare la sua resa.

Se qualcuno non sa cosa vuol dire "programmi negativi" l'ho spiegato ampiamente nei miei due libri:

- "Radiestesia spirituale russa"
- "Proteggi il tuo mondo con le tecniche energetico-informazionali russe."

Olga Samarina



Si intitola “7800”. Un’ altitudine immaginata ma anche un anno del futuro.


Il progetto celebra il Voodoo, la religione più antica del mondo, e vede coinvolti 7800 africani impegnati in un grande rito collettivo nei boschi del Trentino. Non è dato sapere dove, ma solo che questo rito avviene ogni giorno, all’imbrunire, e fino ad una data non precisata.

Una grande preghiera collettiva affinché possa succedere qualcosa di significativo. Un segno, o una serie di coincidenze, che ci possano dire qualcosa rispetto al presente e al futuro dell’Europa.

Le 7800 persone coinvolte realizzano ogni giorno un rituale Voodoo che è stato integrato e contaminato da elementi estranei, tra cui l’uso della salvia secca, l’olio di Iperico, elementi della religione scintoista, legno centenario del Trentino e una preghiera cristiana che l’artista, ideatore del progetto, ha imparato da piccolo.

http://lucarossilab.it/7800-qualcosa-di-straordinario-nei-boschi-del-trentino/


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sabato 21 luglio 2018

QUESTA E' LA GENTE CHE MANTENIAMO A SPESE DI TUTTI


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Dall' Italia o si espatria o si muore

Sono un imprenditrice e voglio parlare per lui...
Ho sempre detto che non si possono aiutare gli altri,se non si è prima in grado di aiutare se stessi. Ivan era un ragazzo di 24 anni che aveva ereditato l'impresa di famiglia a morte del padre a gennaio. Ivan era sommerso di debiti e tasse, ma lui preso dallo sconforto di aver ricevuto uno sfratto esecutivo, non ha retto il peso e il dolore e si è ammazzato impiccandosi...
Lo capisco... Ci sono passata e ci sto ancora passando, ma io ho stretto di denti e ho messo tutti in attesa, ma capisco che non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti la forza di non pensarci, io mi sono solo aggrappata al fatto di avere una figlia ed è stata la mia forza.
La gente vicino ai nostri nomi, vede la parola "imprenditore" e ci associano subito ai soldi, vita benestante, spensieratezza...Evidentemente non hanno seguito tutti i suicidi di imprenditori che ci sono stati dal 2008.
Quante famiglie sfasciate, quanta gente a casa senza lavoro, e il nostro unico errore è stata semplicemente una scelta, quella di avviare un lavoro indipendente e dare lavoro anche agli altri.
Come doveva sentirsi dentro questo ragazzo per arrivare al punto di togliersi la vita? Immaginatelo...
No forse ve lo devo spiegare io e tutti gli altri che sono salvi dalla morte..
Si lavora meccanicamente con lo sguardo nel vuoto, non si ride più, si piange in continuazione anche per rispondere ad un semplice Buongiorno, non si vive più, ci si isola, non si dorme più e molti come me cadono nel vortice degli psicofarmaci, perché solo quelli aiutano a dormire e a staccare la spina con il mondo.
Dal governo Monti in poi quanti suicidi? Abbiamo perso il conto, non esistono più statistiche.
Quanti danni ci ha fatto la classe politica?
I loro stipendi salivano sempre di più come le nostre tasse.
Questo ragazzo appena sbocciato aveva una vita davanti ma ha scelto di farla finita...
Quando serve aiuto a noi italiani, un altro po siamo costretti a ipotecare pure gli animali di affezione se sono di razza, ma non succede così per tutti...
Sono stata ad un colloquio in alcune banche per un prestito, avrei dovuto dare non si sa quante garanzie, e l' omino in banca che parlo' con la mia commercialista davanti a me, le disse che per i bangladini e similari che volevano aprire frutterie e cose varie, sarebbero stati a disposizione anche senza garanzie. Prestiti fino e oltre ai 30.000€.
Tutto è peggiorato con il governo Renzi, le truffe ai danni nostri, non si contano più, ma indossiamo le magliette per solidarietà agli immigrati, quando nessuno stronzo ha indossato un cazzo per tutti i suicidi di massa.
Che dire.... caro Ivan ora finalmente sei libero salvo. Dall' Italia o si espatria o si muore.
Riposa in pace ragazzo coraggioso❤

Pamela



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venerdì 20 luglio 2018

GIULIANO AMATO : “Sovranismo = razzismo”


GIULIANO AMATO GUIDA LA HITLERIZZAZIONE DEL GOVERNO

“Il sovranismo ha sempre una matrice razzista. Rischia di danneggiare l’idea di Europa e di compromettere la difesa del fondamento delle istituzioni”. Di tutti i deliri anti-razionali che il settarismo delle oligarchie ci ha fatto ascoltare la settimana scorsa, questo espresso da Giuliano Amato all’associazione avvocati e giuristi ebrei, è il più direttamente minaccioso contro il governo eletto, e il più pericoloso.

Da parte di un giudice costituzionale, l’equazione “Sovranismo = razzismo”, è di una rozzezza e semplicismo di cui il personaggio, che si ritiene un giurista, deve vergognarsi. Indica una cieca malevolenza della Corte, una dichiarata ostilità di parte: il governo non potrà aspettarsi dalla suprema istanza giuridica nessuna terzietà, nessuna oggettività di giudizio. Abbiamo dunque una Corte apertamente faziosa, che senza alcuno scrupolo, senza nemmeno fingere, si proclama settaria; che quando sarà chiamata a giudicare, giudicherà per principio e pre-giudizio contro il governo: un pericolo estremo per la libertà politica, senza precedenti nella storia. Se non forse nei tribunali sovietici, che come teorizzavano essi stessi, non miravano a stabilire non so che ridicola “giustizia”, ma alla “eliminazione del nemico di classe”.

Ovviamente la volontà di recuperare la sovranità, monetaria, politica, sui propri confini e sulle proprie leggi, nulla ha a che fare col “razzismo”; è una istanza di liberazione politica giustificata dall’oppressione di oligarchie sovrannazionali che, proprio perché non riconoscono i confini, non riconoscono il diritto come istanza di reciprocità e umanità – perché solo all’interno dei confini si applica un diritto non disumano (basta vedere quel che han fatto alla Grecia, o anche ai nostri italiani: povertà triplicata, invalidi con sussidio di 280 euro al mese e spese per “migrante” estraneo e straniero da 1450…). Ma quando Amato, non solo da giudice costituzionale, ma da ebreo fra gli ebrei, dichiara”razzista” il “sovranismo” – con ovvie e pesanti allusioni a Salvini – fa di più: da Padrone del Discorso, sta preparando la “narrativa” per la satanizzazione della sua vittima predestinata, la sua trasformazione in imputata del Delitto Supremo, imperdonabile – ciò che prelude, e rende giustificabile, la sua futura eliminazione senza nemmeno un processo. Che bisogno c’è di processo, una volta stabilito che chi vuole recuperare un poco di sovranità popolare è Razzista? E’ il nuovo Hitler, non occorre cercare oltre.

Se credete che io esageri (ma è l’esperienza che mi fa parlare) , guardate mezz’ora di telegiornale e constata come qualunque personaggio politico di sinistra abbondantemente intervistato, evoca contro Salvini l’accusa di razzismo, di disumanità e spietatezza.


Notate i sapienti scivolamenti del linguaggio: Tito Boeri, il caporione dell’INPS insediato dalle sinistre, non si limita a sabotare il “decreto Dignità” dando cifre false; di fronte alle proteste di Di Maio, parla di “negazionismo economico”. Il termine sembra assurdamente fuori luogo, ma serve a evocare lo spetto del “Negazionismo” assoluto, che s’identifica col Male Assoluto: Negazionismo dell’Olocausto.

Ripetete che i nuovi ministri si macchiano di Negazionismo, e a poco a poco ci si avvicina all’esito preconizzato dall’anarchico Valerio Ferrandi, figlio di un ex di Prima Linea che assassinò un carabiniere nel 1977: “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione”. Certo il tizio si porta avanti – e adesso, denunciato da Salvini, dice: “La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”.

Lo stesso invito espresso da Giuliano Amato, in fondo.

E non c’è dubbio che la magistratura ordinaria assolverà trionfalmente il Ferrando. La magistratura “ordinaria” “da la caccia” senza quartiere – è il termine usato dai pm – ai 49 milioni presunti della Lega (che non esistono: tutta la malversazione precedente riguarda 700 mila euro malversati da Belsito e Bossi), li cercherà “anche nei territori”, il Riesame di Genova avendo decretato che “la Lega Nord finanziò le sue associazioni locali: quindi i soldi vanno sequestrati anche lì”. I magistrati hanno infatti stabilito che “c’è continuità” fra la vecchia gestione e la nuova Lega. Per esempio, scrive l’organo delle procure Fatto, “hanno puntato il dito sul trasferimento gratuito di 26 mila euro dalla vecchia Lega Nord alla neonata Lega Toscana”: se esistesse in Italia una giustizia oggettiva, sarebbe facile opporre che un trasferimento simile non ha nulla di sospetto come dotazione di una nuova sede locale di un partito, e che 26 mila euro sono ben lontani dai 49 milioni cui i procuratori “danno la caccia” . Ma qui abbiamo appunto a che fare con una magistratura di parte, faziosa fino al delirio, che non riconosce alla Lega il diritto che viene riconosciuto alle altre formazioni politiche, e disconosce a Salvini il diritto di agire, anzi di parlare, anzi di esistere.

“Lasciateci processare Salvini!”, urla la Procura di Toirno – per la terza volta esige dal ministro di grazia e “giustizia” che dia l’autorizzaione a procedere contro il ministro dell’Interno. E’ il terzo sollecito che il procuratore capo Armando Sppadaro fa giungere al ministro. La colpa di Salvini per cui lo voglio trascinare in giudizio: nel 2016, in un comizio, disse “Magistratura Schifezza”. Lesione della Divina Fazione , Vilipendio, bestemmia: Salvini non ha diritto all’opinione, gli sia strappata l’immunità parlamentare, la libertà di pensiero, il dritto di tribuna. Salvini è un razzista,. Lo dice anche Giuliano Amato – Corte Suprema. Presto, sarà appeso a un lampione. Non c’è bisogno di processo.

Si tratta di eliminare un nemico di classe, mica di far giustizia. Dopo adeguato linciaggio radio-televisivo, in corso.

Infatti i tg parlano solo di Salvini razzista, di salvini disumano, e tacciono notzie come:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/17/mestre-cosi-leroina-gialla-ha-ucciso-18-persone-il-gip-nigeriani-vendevano-droga-pura-per-creare-piu-dipendenza/4492691/



La mafia nigeriana che si impianta sempre più solidamente in Italia, in palese combutta con le ONG salvatrici:

Nè i giudici aprono un dossier quando Gino Strada ammette, in tv, che la sua Emergency (tanto caritatevole ONG) ha pagato 230mila euro al mese alla ONG maltese MOAS per usare la loro nave, scalzato poi dalla CROCE ROSSA “gli ha offerto 400mila euro AL MESE, la MOAS ci ha sfrattati”. Scusate, nessuna curiosità sul perché enti dediti al bene dei poveri profughi trovano conveniente pagare tanto per stare su una nave che li raccoglie? E’ un buonissimo investimento, evidentemente. Quanto rende? E perché la “carità” ai migranti rende così tanto da meritare tali “investimenti”?



“Emergency faceva assistenza migranti, Moas si occupava delle spese logistiche di trasferimento. Contribuivamo con il nostro personale sanitario che pagavamo noi. Abbiamo dato 150mila euro al mese per le spese logistiche. Dopodiché ci hanno chiesto di dare di più, 180mila o 230mila, noi abbiamo discusso tra di noi e abbiamo accettato. Poi ci hanno telefonato e ci hanno detto: ‘Vogliamo che sbarcate domani perché la Croce Rossa ci dà 400mila euro’”.

Qui c’è qualcosa di più losco, di innominabilmente criminale che il “razzismo”.

MA:
Non c’è dubbio che Giuliano Amato sia ancora una volta al centro della spoliazione delll’Italia, a cui ha dato la sua opera decisiva e continua e coerente. Collaboratore di Craxi eppure intoccato da Mani Pullite, messo a capo del governo durante la tempesta giudiziaria nel 1992, spiana la strada alle privatizzazioni, ossia alle svendite a capitali stranieri delle migliori e più avanzate aziende pubbliche (a cominciare dalla Nuovo Pignone). Amato si dimette nell’aprile 1993 – attenzione, senza voto di sfiducia del parlamento – e lascia il posto al governatore della Banca d’Italia, che nessuno ha eletto a fare il capo del governo: Ciampi, il quale gestirà da par suo l’attacco alla lire di Georges Soros. Ossia: chiesto alla Bundesbank se era disposta a “difendere la lira” con le sue enormi possibilità, e ottenutone un rifiuto ( contrariamente agli accordi), Ciampi con Amato ministro avrebbero dovuto rinunciare subito alla “difesa” che era già persa in anticipo; invece dilapidarono almeno 14 mila miliardi in una difesa, che si concluse come doveva: con la prevista sconfitta. Sconfitta che comportò una svalutazione della lira del 25% . Proprio nel momento guarda caso, in cui il governo offriva in vendita le imprese-gioiello da ”privatizzare”: gli stranieri poterono quindi comprarle con quello sconto ulteriore. Ciò mentre il Pool giudiziario di Mani Pulita contribuiva validamente ad abbassare il prezzo, con le retate e gli arresti del presidente dell’ENI , Emanuele Cagliari, tenuto in galera preventiva fino al suicidio; il “suicidio” di Gardini e la retata di tutti i dirigenti della Ferruzzi, nostra efficiente multinazionale granaria; in questo clima di terrore giudiziario fatto pesare sui manager pubblici, Ciampi, con Prodi, operò la privatizzazione della Banca Commerciale Italiana , del Credito Italiano, e la “ristrutturazione” dell’ILVA ossia la distruzione della grande siderurgia nazionale, Se l’Italia d’oggi è l’ombra “sudamericana” di quella che fu così distrutta, bisogna ringraziare Ciampi e Amato. E infatti sono stati ingraziati: uno con la presidenza della Repubblica, l’altro come giudice costituzionale, nominato a quella eccelsa poltrona da Napolitano.

Capite bene dunque perché ha ragione di considerare il”sovranismo” un razzismo, da eliminare con linciaggio e senza processo.

Se il diritto di critica sfocia nell'incitamento all'odio

È difficile ricordare un tale concentrato di smisurati paragoni, di risibili esagerazioni, di attacchi forsennati fino alla psichiatrizzazione del nemico come quello in atto contro il nuovo Governo. Specificamente contro Matteo Salvini, nella sua carica istituzionale di Ministro dell'Interno e di Vicepresidente del Consiglio. Si azzardano paralleli grotteschi tra questa situazione politica e quella del nazi-fascismo, tra la questione dei migranti e l'olocausto (Oliviero Toscani), si assimila Salvini a Hitler e a Mussolini (Luigi De Magistris) o al nazista sterminatore Eichmann (Furio Colombo). E per non essere da meno, anche noti philosophes, attivissimi nel talk show, abbracciano lo stesso registro.

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle Coop

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle CoopChiunque arrivi al governo cerca di realizzare le promesse elettorali e per farlo ha bisogno di risorse economiche, sempre poche in questa fase storica. Nella stessa condizione si trova anche il governo giallo-verde, Conte-Di Maio-Salvini.


Ma c'è un buco nero in cui si possono trovare miliardi, in un mondo protetto dalla politica: le cooperative o finte cooperative. Con la scusa di svolgere attività mutualistiche non pagano le tasse acquistando un ingiusto vantaggio sulle condizioni di lavoro rispetto alle altre aziende e quindi sul mercato.



Per parlare di rilancio dell’economia, di equità nel trattamento dei cittadini, tra chi paga le tasse, anche troppe e si suicida perché non ci riesce più, e chi non le paga “per legge”come le cooperative, occorre seriamente affrontare questo mondo in cui vi è un fiume di denaro in un mare di ingiustizie sociali.



Le cooperative italiane producono un fatturato dichiarato superiore ai 151 miliardi di euro annui. Controllano (parliamo delle coop rosse, i colossi della Grande distribuzione organizzata, il primo player italiano nella classifica mondiale dei supermercati) la seconda assicurazione italiana, Unipol. Il solo fatturato di 151 miliardi di euro è simile al Pil di interi Stati europei, più grande del Pil dell'Ungheria o di Slovenia, Croazia e Bulgaria messi insieme. In aggiunta le banche di credito cooperativo raccolgono da sole 160 miliardi di euro.

Un mondo in cui non si comprende dove inizi l'economia e dove finisca la politica. Viste le migliaia di porte girevoli di politici che diventano cooperatori o cooperatori che diventano politici nessuno ha mai voluto riformare questo sistema. Un mondo chiuso, coeso, garantito e che ha sempre potuto agire indisturbato. Le cooperative sono un insieme di contraddizioni che passano inosservate: pagano pochissime tasse o non ne pagano affatto, si controllano da sole, giocano in Borsa, raccolgono il denaro a vista anche se non potrebbero farlo (per legge è permesso solo alle banche), possono pagare i lavoratori cifre da fame o addirittura “farli pagare” per lavorare (per diventare socio della cooperativa ed avere il lavoro devi versare delle quote associative) ed è tutto in regola.



Sapete quante tasse pagava la cooperativa sociale, da 60 milioni di fatturato, dell'ex detenuto Salvatore Buzzi dell'inchiesta Mafia Capitale? Quello che diceva che con gli immigrati si guadagnava più che dalla droga. Zero.

E queste perché la sua coop non faceva impresa per “fare soldi” ma svolgeva un'attività mutualistica tra soci. Le coop, sulla carta, non svolgono attività speculative. A guardarle come sono oggi, i padri fondatori si rivolterebbero nella tomba, quelli che nell'800-'900 le hanno create per dare un aiuto, un assistenza medica o attrezzi da lavoro a braccianti, fabbri o muratori che morivano di fame e fatica. Oggi vale la regola che se le attività o i ricavi o le vendite della cooperativa sono fatte prevalentemente da soci (per un monte superiore al 50% delle attività) le tasse si possono anche “volatilizzare”.



A fine anno non pagano le tasse sull'utile netto come tutti noi mortali. Da quel 100% di utile viene sottratto il 30 per cento, che finisce in una riserva indivisibile e diventa capitale dell’azienda, poi un altro 3% destinato a fondi mutualistici che la costellazione coop utilizza per investimenti. Le tasse da pagare però non saranno calcolate sull’intera cifra rimanente, cioè il 67%, ma su una percentuale ancora inferiore, a seconda del tipo di cooperativa: quelle di consumo (i grandi supermercati) pagano le tasse solo sul 65% dell'utile netto, le coop di lavoro(edili, di costruzione, di servizi) solo sul 40% dell’utile, quelle agricole solo sul 20% e le coop sociali, tipo quella di Buzzi, pagano zero. Le stesse coop sociali che si sono tuffate a pesce nel business dell’immigrazione, passando da fatturati di poche migliaia di euro a milioni (per la tassazione vedi anche la tabella che il sito fiscoetasse.com ha dedicato all'argomento).

tassazione coop

Tutte le altre imprese come possono competere in un sistema del genere? Costrette a versare allo Stato anche il 75% dei loro utili. Dov'è il libero mercato? Un’equa concorrenza? La libera formazione dei prezzi? Con queste condizioni è ovvio che le cooperative fagocitino tutto e vincano ogni tipo di appalto, esercitando una concorrenza sleale nei confronti di chiunque e distruggendo anche il lavoro altrui. E chi rimane è davvero un mostro di bravura.

In più raccolgono denaro dai soci come fossero una banca, per un ammontare complessivo annuo che va dai 10,8 a i 12 miliardi di euro, il famoso prestito sociale. La prima voce che sparisce in caso di fallimento, come ci raccontano numerose inchieste giudiziarie, è la perdita dei risparmi dei soci che pensano invece di essere garantiti più dei correntisti delle banche perché le cooperative propagandano il fine etico del mutualismo. Parliamo di denaro raccolto a vista,libretti che chiunque può aprire. Basta andare in un qualsiasi supermercato dell'arcipelago delle coop rosse per vederlo. Attività, come scrive Banca d'Italia, consentita solo alle banche, date le garanzie che forniscono. Eppure le coop, anche se non potrebbero, lo fanno ugualmente. Capitali poi che vengono investiti in Borsa come da anni spiegano le ricerche di R&S Mediobanca. I soldi del mutualismo fruttano di più con la speculazione finanziaria.

In più le coop si controllano da sole. Pagano quote di iscrizione ad una centrale cooperativa (Legacoop, Confcooperative, ecc...), come potrebbe fare un iscritto ad un partito, e queste poi fanno politica, esercitano un controllo su di loro e verificano il profilo mutualistico. Il Mise, ministero dello sviluppo economico, può svolgere controlli in casi straordinari e su richiesta dei soci che si dovrebbero esporre contro i vertici. Buonanotte! Attività che negli anni è apparsa addirittura inesistente per mancanza di fondi e di volontà, se non addirittura ridicola visto che veniva svolta nel tempo libero dagli ispettori. Le comiche.

E non è finita. Esiste anche un sottomondo delle stesse cooperative fatto di lavoratori che associati forniscono le merci alla grande distribuzione o i servizi nei grandi appalti.
Vista l’enormità delle storture economico-fiscali appena raccontate, le condizioni disumane e le paghe da fame, a 2-3 euro l’ora, di queste migliaia di lavoratori sarebbero un fatto accessorio se non avessero effetti schiavistici. Perché nei sotterranei dei miliardi delle coop c'è una moltitudine di persone sottopagate di ogni genere: facchini, trasportatori, barellieri, operai, muratori, impiegati, macellai, braccianti, lavoratori della conoscenza, donne delle pulizie. Dal nord al sud entrano ed escono da altre cooperative che cambiano identità ad ogni alito di vento grazie a dei prestanome ed evadono il fisco come consuetudine. Un contesto a cui ci siamo abituati. Ma girarsi dall'altra parte come fanno i tanti soloni di sinistra vuol dire essere complici. Così come hanno fatto finta per anni di non vedere la contraddizione dell’articolo 18: in un solo settore non è mai stato applicato. Indovinate quale? Quello delle cooperative.
coop in Italia

Una seria riforma del sistema (risultano attive più di 78.000 cooperative), mai vista in 70 anni, potrebbe far recuperare entrate per miliardi di euro e imporre di pagare le tasse a chi per dimensioni e fatturati finge di essere una cooperativa quando invece è una s.p.a. o qualsiasi altro genere di società. Un processo, questo di riforma, che dovrebbe andare di pari passo con la valorizzazione delle piccole cooperative che davvero svolgono attività mutualistica tra soci e con la lotta alle condizioni di sfruttamento dei lavoratori. Il paradosso oggi è che proprio le cooperative, ideate per difenderli, sono diventate il modello dello sfruttamento legale dei lavoratori.
http://www.affaritaliani.it/politica/ecco-dove-lega-m5s-possono-trovare-miliardi-facendo-pagare-le-tasse-alle-coop-551611.html
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giovedì 19 luglio 2018

Schiavi degli invisibili

Schiavi degli invisibili (tit. or.Sinister barrier) è un romanzo di fantascienza di Eric Frank Russell pubblicato nel 1939. Uscito in Italia nel ’53 per la mitica collana Urania, è stato ristampato nel 2010 dai tipi della Coniglio Editore (che però ha chiuso i battenti). Ve ne parlo perché principalmente a questo testo è ispirato il mio seminario Il Lato Oscuro della Forza, tanto che nel corso della giornata ne scorreremo insieme dei brani. Leggerlo costituirebbe quindi un’ottima preparazione (ammesso che ne troviate ancora delle copie).


Oltre la sinistra barriera (=sinister barrier) dei nostri limiti, oltre questo campo visivo meschino e inefficiente, intenti a dominare ogni uomo dalla culla alla tomba, a depredarci spietatamente come parassiti, stanno i nostri padroni maligni e onnipotenti: gli esseri che sono i veri signori della Terra!
Eric Frank Russell


Il romanzo di Russell è ispirato all’opera dello studioso indipendente – e geniale – Charles H. Fort, autore del famoso (negli ambienti alternativi) Il libro dei dannati, un’opera che tratta delle migliaia di fatti inspiegabili (e quindi “dannati” dalla scienza) che accadono nel mondo praticamente tutti i giorni e che solitamente nessuno mette in collegamento fra loro. Charles Fort criticava il classico metodo scientifico che isola i fatti per studiarli. Secondo lui ciò che è isolato è privo di vita, non è reale. Non è mai riuscito a includere tutti i misteri in una visione unica, ma alla fine ha elaborato un’interessante teoria: noi siamo proprietà di qualcuno. «L’umanità intera è proprietà privata di “qualcuno” che ne sta al di fuori e che la sfrutta per i suoi fini. Come un contadino che tiene il suo gregge di pecore all’interno della palizzata che circonda il suo podere e le sfrutta per la lana e per il latte. E ogni tanto se ne mangia una». [dall’introduzione al testo].



L’agente governativo protagonista del libro di Russell comincia a collegare fra loro le morti improvvise di alcuni scienziati in vari posti del mondo, fino a comprendere che: «l’intera umanità è stata, senza rendersene conto e forse da sempre, schiava di entità, i Vitoni (Vitons), “quarto stato della materia”, non si sa se originari della Terra oppure provenienti da un altro pianeta. Esseri che ci hanno usato come oggetti di consumo: mucche, pecore, api. O meglio: hanno considerato oggetti di consumo i nostri sentimenti, le nostre emozioni che più forti sono, più violente sono, meglio è, perché più nutrimento procurano ai Vitoni: il loro è “un banchetto della sofferenza umana”, “un nutrimento emotivo”. Finché qualcuno casualmente non riesce a vederli e allora mal gliene incoglie. E tutta la lotta contro queste entità si compie, in fondo, per essere alla fine sicuri che quanto si prova sia genuino, personale, non artificiosamente indotto da loro per non si sa bene quale motivo (o meglio: si sa: per un motivo “gastronomico”!)».[dall’introduzione al testo]


«Siccome tutti i nostri dati indicano che i Vitoni orientano le opinioni come vogliono, guidando sottilmente i pensieri nel mondo per loro più conveniente, è quasi impossibile stabilire quali giudizi si sono evoluti naturalmente e logicamente e quali sono stati imposti all’umanità».
«Tutti gli indizi che abbiamo potuto raccogliere dimostrano senza il minimo dubbio che i Vitoni sono esseri fatti di energia primaria in forma compatta ed equilibrata. Non sono solidi, né liquidi, né gassosi. Rappresentano un’altra categoria non classificata, [... … ] ma non sono di materia nel senso comunemente accettato». [dal cap. IX del testo]



Queste cose sono state scritte nel 1939, quando le “teorie del complotto” in stile David Icke erano ancora di là da venire.  non c’è da stupirsi di tanta lungimiranza da parte di Eric Frank Russell, se consideriamo che determinate informazioni sulle interferenze aliene, all’interno delle scuole esoteriche – quelle che “non esistono” e non hanno un sito – vengono tramandate da millenni. Inoltre c’è da considerare che i migliori scrittori di fantascienza sono sempre stati anche i romanzieri più intuitivi e capaci di accedere naturalmente a delle conoscenze che in verità “sono nell’aria”
Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

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martedì 17 luglio 2018

Spuntano carte e prove bollenti… crolla l’impero di Napolitano


di Maurizio Blondet
Crolla l’impero di Napolitano: alla sbarra i responsabili del crollo finanziario dell’Italia, per favorire il commissariamento del paese, con la regia di Giorgio Napolitano.



La prima banca tedesca, Deutsche Bank, con alcuni dei suoi ex top manager, è indagata dalla Procura di Milano per la mega-speculazione in titoli di Stato italiani, effettuata nel primo semestre del 2011. Operazione che contribuì a far volare lo spread dei rendimenti tra i Btp e i Bund tedeschi e a creare le condizioni per le dimissioni del governo Berlusconi, a cui subentrò l’esecutivo di Mario Monti, con in tasca la ricetta “lacrime e sangue” per l’Italia, la legge Fornero sulle pensioni e il pareggio di bilancio in Costituzione.

Secondo l'”Espresso”, che ricostruisce la vicenda svelandone i dettagli, l’ipotesi di reato è la “manipolazione del mercato”, avvenuta attraverso operazioni finanziarie finite sotto la lente dei pm, per un totale di circa 10 miliardi di euro. Affari realizzati da Deutsche Bank dopo il crac della Grecia, quando la crisi del debito pubblico cominciava a minacciare altri paesi mediterranei, tra cui Italia e Spagna, scrive Marcello Zacché su “Il Giornale”.
Libri e varie...


A onor del vero, scrive Zacché, l’indagine sul gruppo bancario di Francoforte è vecchia di due anni, avviata dalla Procura pugliese di Trani (già attivasi in altri procedimenti finanziari come per esempio quello contro le agenzie di rating). E nel settembre scorso è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, con i magistrati pugliesi pronti a chiedere il rinvio a giudizio di cinque banchieri che guidavano il gruppo nel 2011 (tra cui l’ex presidente Josef Ackermann e gli ex ad, Anshuman Jail e Jurgen Fitschen) e della stessa Deutsche Bank. Poi però non se n’era saputo più nulla.

Ora invece si apprende che l’indagine è stata trasferita a Milano dalla Corte di Cassazione, per motivi di competenza territoriale, su richiesta dei difensori della banca. “Come noto – ricorda il “Giornale” – la vicenda riguarda la forte riduzione negli investimenti in titoli di Stato italiani avvenuta nei primi sei mesi del 2011, quando Deutsche Bank smobilitò 7 dei circa 8 miliardi dei Btp che deteneva, comunicando tutto soltanto il 26 luglio”. Una notizia bomba, tanto che il “Financial Times” titolò in prima pagina sulla “fuga degli investitori internazionali dalla terza economia dell’Eurozona”.

Ora, l’indagine che i pm milanesi hanno riaperto, ricostruisce l’intera serie di operazioni decise dalla banca tedesca. E, secondo l’accusa, emergerebbe che già alla fine dello stesso mese di luglio del 2011, Deutsche Bank aveva ripreso a comprare Btp (per almeno due miliardi) senza annunciarlo, mentre altri 4,5 miliardi di titoli italiani erano posseduti da un’altra società tedesca acquisita nel 2010 dalla stessa mega-banca.

Il 26 luglio, dunque, “Deutsche Bank comunicò le vendite avvenute entro il 30 giugno, ma non gli acquisiti successivi”, avendo quindi “venduto prima del crollo dei prezzi, e ricomprato dopo”. Una speculazione “che sembra aver fatto perno sulla crisi finanziaria italiana, causandone poi anche quella politica”.

Mario Monti, incaricato da Napolitano, ha così avuto modo di fare quello che i “mercati” (la Germania) chiedevano da tempo: demolire la domanda interna del paese, il cui Pil è crollato di colpo del 10% insieme alla produzione industriale, calata vertiginosamente del 25%, aprendo la porta all’acquisto, a prezzi di saldo, di alcune tra le migliori firme del “made in Italy”.

Naturalmente TG e media di regime hanno nascosto la verità agli italiani su tutta questa vicenda, ma ora finalmente qualcosa sta cambiando.

Articolo di Maurizio BlondetRivisto da Conoscenzealconfine.it


Fonte: https://www.maurizioblondet.it/spuntano-carte-e-prove-bollenti-crolla-limpero-di-napolitano-tg-e-media-di-regime-nascondono-la-verita-agli-italiani-sullo-spread/
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CARO AMICO CHE HAI LA PARTITA IVA







TOLLERANZA ? BASTA! E' RAZZISTA ANCHE LEI ??????


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Ascoltate questa donna nigeriana, chiedo ai buonisti pidioti : è razzista anche lei?