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IL SOLE GUARISCE

Il sole sulla pelle funziona in modo diverso dagli integratori di vitamina D - e non è questione di dose, è questione di fototrasduzione. Quando la pelle assorbe la luce solare, il corpo scatena non solo la sintesi di vitamina D, ma un'intera cascata di reazioni ormonali e neurologiche impossibili da ottenere da una compressa. UVB, UVA, luce visibile e infrarossi agiscono contemporaneamente sulla pelle, sugli occhi e sull'orologio biologico. La differenza è che il sole regola l'organismo attraverso l'esposizione, non attraverso l'ingestione. Cosa sta succedendo a quest'ora: — La sintesi della vitamina D3 nella pelle inizia dopo 10-15 minuti di esposizione agli UVB e dura fino a 8 ore dopo l'esposizione al sole — l'organismo produce esattamente quanto gli serve senza il rischio di sovradosaggio - La luce solare attraverso gli occhi (non attraverso gli occhiali) sincronizza l'orologio biologico nel nucleo incrociato del cervello - regola il ritmo di co...

BLOCCO ENERGETICO

Giovanni Evangelista  UE HA APPENA IMPOSTO BLOCCO ENERGETICO E NESSUNO LO CHIAMA PER QUELLO CHE È A causa del conflitto del Golfo, la Commissione europea esorta i cittadini europei a lavorare da casa, a guidare meno e a viaggiare meno in aereo. Il commissario europeo per l'energia, Dan Jørgensen, afferma che questa crisi non finirà nemmeno se la guerra dovesse terminare domani. Rileggilo. "Anche se la pace venisse ristabilita domani, non torneremmo alla normalità." 💀 Ciò significa che l'UE è rovinata in modo permanente. Non temporaneamente. 💀 Non si registrano ancora carenze immediate di approvvigionamento, ma il gasolio e il carburante per aerei sono già sotto pressione. 💀 I mercati globali del gas si trovano ad affrontare "vincoli crescenti". I prezzi dell'elettricità sono in forte aumento. 💀 26 dei 27 Stati membri dell'UE sono attualmente sottoposti a procedimenti di infrazione per non aver attuato le norme del mercato dell'elettricità. 💀...

IL RIBELLE

La rivoluzione è una farsa? Il ribelle è l’unico errore del sistema La rivoluzione, così come viene immaginata, non esiste. Probabilmente non è mai esistita davvero. Nella storia troviamo leader, correnti di pensiero, filosofi e sistemi economici che hanno orientato e diretto il popolo, mai una massa realmente libera. Per questo la domanda “cos’è un ribelle?” non può avere una risposta semplice. Non sta in una frase, ma in un’immagine, in un gesto, in qualcosa che rende le parole improvvisamente inutili. Il ribelle non si racconta: si manifesta. Il rivoluzionario ha bisogno di un capo, di una fede, di una direzione esterna. Senza qualcuno che gli dica cosa fare, si perde. Il ribelle no. Il ribelle lo è per natura. Anche da solo esercita una forza, uno stato d’essere che nasce dalla sua consapevolezza. Non si adegua, non si adatta, non cerca appartenenza. Non copia, non esegue, non delega. Ha le risposte dentro e segue la propria strada, sempre, anche quando que...

L'inconscio collettivo

Daniel Flores  L'inconscio collettivo non è una struttura psicologica naturale, ma un campo di interferenza elettromagnetica e un programma di controllo mentale su vasta scala. È una rete tecnologica creata da razze regressive (rettiliani, grigi, draconiani) che funziona come un grande database a bassa frequenza, iniettando memorie di paura, colpa e dogmi religiosi direttamente nel DNA umano. Finché la tua mente è sintonizzata su questa rete, agisci come un terminale biologico di Matrix. Questa non è una simulazione esterna; è una bolla tecnologica installata nella 3D Luce che si accoppia al tuo corpo fisico tramite impianti eterici (dispositivi microtecnologici invisibili) per dettare desideri, paure e configurare una falsa identità. Quando uno opera in modalità automatica, molti pensieri non sono propri; ciò che sperimenti sono impulsi di egregori e programmi software che si nutrono della tua energia. Vivi in uno stato di ipnosi profonda dove l'illusione del libero arbitrio è...

La stanchezza programmata

Antonio Ruben  La stanchezza programmata Non vi siete mai chiesti perché, tornando a casa dal lavoro, così tante persone non vogliono fare nient’altro che sdraiarsi sul divano davanti alla televisione? Questa stanchezza oggi è considerata normale, ci siamo abituati. Ma il fatto che sia abituale non significa che sia naturale. Non è solo il lavoro a svuotarci: è un’intera struttura invisibile fatta di stimoli continui, informazioni incessanti, richieste implicite che non si fermano mai. Arrivati a sera, non restiamo senza energie per caso. Ci arriviamo già consumati. Non serve immaginare un grande regista dietro le quinte. Il sistema non ha bisogno di un volto: funziona da solo. Come un organismo, cresce, si adatta, ottimizza. E per farlo ha bisogno di individui prevedibili, stanchi, facilmente orientabili. Non completamente spenti, abbastanza attivi da produrre e consumare, ma nemmeno abbastanza lucidi da fermarsi e mettere tutto in discussione. In questo equilibrio, l’essere umano...

Con unA matita in mano

Prima avete scelto la lotta nel fango, la prova di forza, avete politicizzato il referendum. Poi, annusata l’aria, avete scoperto che “non andava politicizzato”. Volevate cambiare la Costituzione senza neanche passare dal Parlamento: sulla giustizia. Voi, il partito di Santanché, Delmastro, Montaruli contro Einaudi, De Gasperi, Iotti. Avete dichiarato l’esatto contrario di quello che stavate facendo, fino a quando vi è scappata la verità: “togliere di mezzo la magistratura”, “usare il solito sistema clientelare”. A chi avete spesso detto di “andare al mare”, ora ricordate che “partecipare è importante”. Avete sciacallato sui casi Rogoredo e Garlasco, sulla famiglia nel bosco, sugli stupratori liberi, su Tortora, Falcone, Borsellino. Dopo tre anni e mezzo di “pieni poteri”, la colpa è sempre degli altri: governi precedenti, magistrati, opposizione, immigrati. Mancano giusto le cavallette ed è finito l’elenco degli alibi. Vi siete inginocchiati a Trump, lo avete candidato a Nobel per la ...

ESCALATION

L'attacco israeliano alle infrastrutture di gas naturale e petrolchimiche di South Pars, vicino Asaluyeh corre il rischio di essere un momento di svolta a livello mondiale. L'infrastruttura colpita è la più importante infrastruttura energetica dell'Iran. L'attacco è gravissimo per le conseguenze potenziali. La reazione, obbligata, non si farà attendere. Il portavoce del governo iraniano ha già annunciato che tutte le infrastrutture energetiche regionali (Arabia Saudita, Iraq, Qatar, Emirati Arabi, Bahrain) diventano ora un bersaglio e "verranno rase al suolo". A prescindere da quanta parte di questa minaccia verrà realizzata, l'effetto oramai è destinato a superare l'impatto della crisi energetica del 1973-1975. Si profila all'orizzonte una recessione mondiale. L'Europa corre il rischio più grande, priva com'è di alternative energetiche.  La folle politica europea tra finto "green" e politiche russofobe ci ha messo tutti in un ang...