La stanchezza programmata
Antonio Ruben La stanchezza programmata Non vi siete mai chiesti perché, tornando a casa dal lavoro, così tante persone non vogliono fare nient’altro che sdraiarsi sul divano davanti alla televisione? Questa stanchezza oggi è considerata normale, ci siamo abituati. Ma il fatto che sia abituale non significa che sia naturale. Non è solo il lavoro a svuotarci: è un’intera struttura invisibile fatta di stimoli continui, informazioni incessanti, richieste implicite che non si fermano mai. Arrivati a sera, non restiamo senza energie per caso. Ci arriviamo già consumati. Non serve immaginare un grande regista dietro le quinte. Il sistema non ha bisogno di un volto: funziona da solo. Come un organismo, cresce, si adatta, ottimizza. E per farlo ha bisogno di individui prevedibili, stanchi, facilmente orientabili. Non completamente spenti, abbastanza attivi da produrre e consumare, ma nemmeno abbastanza lucidi da fermarsi e mettere tutto in discussione. In questo equilibrio, l’essere umano...