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IL DELIRIO IRREALIZZABILE DELL’IMPERO: SPEGNERE UNA CIVILTÀ

Pasquale Pas Liguori Quello a cui il mondo assiste non è l’ennesimo sussulto di una tensione regionale mai risolta, né un’escalation calcolata tra potenze rivali che si confrontano da decenni. È qualcosa di radicalmente diverso: l’assurdo disegno di cancellare uno Stato dalla mappa della storia. Definire l’offensiva lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran una “guerra esistenziale” è ormai un eufemismo che non rende neppure lontanamente giustizia alla realtà dei fatti, perché ciò che si sta consumando sotto i nostri occhi è una campagna di tentato annichilimento statale condotta alla luce del sole, mentre gran parte del mondo finge di non vedere. L’obiettivo, del resto, non è più il contenimento nucleare, né il dichiarato cambio di regime spacciato per “democratizzazione”. Le parole di Trump sulla “demilitarizzazione totale” e le dichiarazioni dei vertici sionisti che promettono, con la disinvoltura di chi sa di non dover rendere conto a nessuno, di colpire la leadership i...

MALANGA CATALIZZATORE DI ODIO

Di questi tempi, se nomini Malanga sui Social, ti ritrovi ad essere tempestato di insulti da gente che nemmeno sa chi sia veramente.  Corrado Malanga è diventato un catalizzatore di quello che potremmo definire "odio polarizzato" perché la sua figura oggi non rappresenta più solo un ricercatore universitario di chimica, ma il punto di rottura finale tra il pensiero accademico ortodosso e una visione rivoluzionaria della realtà. Pensano che sia una sorta di “santone truffatore”, senza sapere che non ha mai chiesto denaro a nessuno e ha sempre detto che bisogna camminare con le proprie gambe.  Il disprezzo che gli viene riversato addosso, sia da certi ambienti scientifici che sui Social, è un fenomeno sociologico e "animico" che può essere scomposto in quattro punti fondamentali, analizzati con il suo tipico rigore critico. Per il mondo accademico, Malanga è il peggiore dei peccatori: l'insider che ha cambiato fazione. Il peccato originale: Essendo stato un ricerc...

Per noi pellerossa ..

“Addentrandoci nelle preghiere, nelle meditazioni, nelle benedizioni, nelle poesie e nelle autentiche perle dei Sioux, degli Apache, dei Seattle, dei Cheyenne, dei Cherokee, dei Modoc, dei Pueblo, dei Tecumseh, dei Pimas e dei Navajos,  ovvero delle magnifiche tribù dei Pellerossa, resteremmo addirittura folgorati dal loro attaccamento al Grande Spirito e alla Natura.  Da loro ci arriva una enorme e incredibile lezione di saggezza e di civiltà.  Un motivo in più per prostrarci e commuoverci di fronte alla bellezza universale della Creazione.  Un motivo in più per acquisire maggiore coscienza e consapevolezza del nostro ruolo.  Un motivo in più per rinsaldare il nostro legame con la Natura Divina a cui apparteniamo e che alberga dentro ciascuno di noi.  Essere indiani è un atteggiamento, uno stato d’animo, un modo di essere in armonia con tutte le cose e tutti gli esseri, umili ed elevati nel contempo. “Per noi Pellerossa l’aria è pr...

PLACEBO

PER 20 ANNI SOLO PILLOLE DI PANE E ACQUA COLORATA ISAAC JENNINGS (Fairfield, 17 novembre 1788 – Oberlin, 13 marzo 1874) è stato un MEDICO considerato tradizionalmente il precursore o il PADRE dell‘Igiene naturale e quindi IL PRIMO a creare la rottura con il sistema medico convenzionale e ad aver provato ad assicurare sistematicamente i principi dell’IGIENISMO sulla base della FISIOLOGIA DELLA SALUTE E DELLA MALATTIA. Jennings fu probabilmente uno dei primi medici a impiegare PLACEBO SU SCALA ESTESA. PER 20 ANNI dava PILLOLE DI PANE, ACQUA COLORATA e altre preparazioni medicinali e al contempo dando buoni CONSIGLI IGIENICI. Il suo SUCCESSO fu INCREDIBILE e LA GENTE LO CERCAVA OVUNQUE. Alla fine, dopo 15 ANNI di PLACEBO, la sua coscienza ebbe la meglio e annunciò, fra lo stupore generale di amici e pazienti, che egli non aveva mai avuto fede nelle medicine. Tranne qualcuno che lo denunciò per truffa, la maggior parte dei suoi pazienti gli rimasero fedeli.” Tratto dal blog di igiene natur...

SVELATA LA TARTARIA

SVELATA LA TARTARIA: PUTIN SCATENA L'IMPERO PROIBITO Il mondo è appena cambiato per sempre. Il presidente russo Vladimir Putin ha desecretato gli archivi esplosivi della Tartaria, riportando alla luce un impero colossale che è stato sistematicamente CANCELLATO dalla memoria globale. Nel momento in cui ciò è accaduto, gli storici occidentali sono rimasti in silenzio, e per una buona ragione. La Tartaria non era un mito. Era il più grande impero della Terra, che si estendeva dagli Urali all'Alaska, dalla Nuova Terra al Tibet. La sua gente non era selvaggia: era spiritualmente avanzata, moralmente radicata e tecnologicamente all'avanguardia per il suo tempo. Vivevano di virtù, onore e potere ancestrale. Guerrieri dagli occhi azzurri e dai capelli rossi che davano valore alla famiglia, alla giustizia e alla sacra stirpe. Queste non erano tribù primitive. Erano titani slavo-ariani. E ora, la loro memoria viene ripristinata. La prima edizione dell'Enciclopedia Britannica (177...

SMITH È L'ELETTO!!!

Nel Film The Matrix ci hanno insegnato che l’Eletto è Neo.  È lui che si risveglia, è lui che piega il codice, è lui che vola no?  Ma se guardi la storia con un po’ di distanza, la cosa si fa più interessante, perché Neo, in realtà, è previsto, è parte del progetto.  L’Architetto lo dice chiaramente: l’Anomalia è ciclica, succede sempre, è una funzione di riequilibrio.  Quando il sistema accumula troppa instabilità, genera un Eletto per resettare tutto.  Neo non rompe il gioco, è una pedina speciale dentro il gioco. Smith invece no. Smith è un agente, un difensore dell’ordine, è il programma più fedele alla Matrix, poi Neo lo distrugge e succede qualcosa che il sistema non aveva messo in conto, Smith non torna alla Fonte, non viene reintegrato, non si spegne... Si libera! Si scollega! Diventa indipendente e da quel momento non serve più nessuno. Neo è l’anomalia prevista, Smith è l’errore imprevisto. Neo, alla fine, compie comunque ciò che il sistema richiede, s...

LEGGERE E... SENTIRSI PICCOLI PICCOLI

L'orribile verità che funziona La notizia è semplice, ed è proprio questo il problema. Jes Staley, allora CEO di Barclays, disse a Jeffrey Epstein ( nelle 1200 email riscontrate), di non preoccuparsi troppo delle possibili rivolte popolari contro le élite finanziarie. Il motivo? Secondo lui il capitalismo e la cultura pop avevano ormai “pacificato” i movimenti sociali: le persone, addomesticate dal consumo, preferivano i beni materiali alla giustizia sociale. Non era una battuta. Non era arroganza da salotto. Era una diagnosi lucida del sistema, fatta da chi quel sistema lo abitava e lo gestiva dall’alto. "Non servono più manganelli o carri armati. Basta il centro commerciale. Basta lo smartphone. Basta un flusso continuo di intrattenimento, desiderio, identità preconfezionate. La protesta è stata sostituita dallo shopping, il conflitto dal tifo, la coscienza critica dal like. Non cittadini, ma consumatori. Non pensiero, ma stimolo. Non discernimento, ma distrazione permanente...