L’anima se ne va quando ti spegni.
Questa frase può sembrare dura, ma è il punto da cui bisogna partire se vogliamo smettere di raccontarci favole. La maggior parte delle persone è convinta che l’anima sia qualcosa che possiede per diritto di nascita: una presenza garantita, stabile, eterna, impossibile da perdere. La religione ha contribuito moltissimo a creare questa idea, confondendo anima, spirito e coscienza in un unico contenitore generico. La società, dall’altra parte, ha fatto il resto: ti ha insegnato a vivere in automatico, a lavorare, produrre, sopravvivere, costruire una famiglia, pagare bollette, arrivare a sera, concederti qualche piccolo premio e chiamare tutto questo “vita”. Per generazioni ci hanno insegnato che la vita funziona così: studi fin dove riesci, trovi un lavoro, ti mantieni, magari ti sposi, fai figli, compri casa se puoi, resisti, porti avanti la famiglia, cerchi di farcela, ti concedi qualche vacanza quando possibile e vai avanti fino alla fine. Non è nemmeno una colpa. Per molti dei nostr...