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La stanchezza programmata

Antonio Ruben  La stanchezza programmata Non vi siete mai chiesti perché, tornando a casa dal lavoro, così tante persone non vogliono fare nient’altro che sdraiarsi sul divano davanti alla televisione? Questa stanchezza oggi è considerata normale, ci siamo abituati. Ma il fatto che sia abituale non significa che sia naturale. Non è solo il lavoro a svuotarci: è un’intera struttura invisibile fatta di stimoli continui, informazioni incessanti, richieste implicite che non si fermano mai. Arrivati a sera, non restiamo senza energie per caso. Ci arriviamo già consumati. Non serve immaginare un grande regista dietro le quinte. Il sistema non ha bisogno di un volto: funziona da solo. Come un organismo, cresce, si adatta, ottimizza. E per farlo ha bisogno di individui prevedibili, stanchi, facilmente orientabili. Non completamente spenti, abbastanza attivi da produrre e consumare, ma nemmeno abbastanza lucidi da fermarsi e mettere tutto in discussione. In questo equilibrio, l’essere umano...

Con unA matita in mano

Prima avete scelto la lotta nel fango, la prova di forza, avete politicizzato il referendum. Poi, annusata l’aria, avete scoperto che “non andava politicizzato”. Volevate cambiare la Costituzione senza neanche passare dal Parlamento: sulla giustizia. Voi, il partito di Santanché, Delmastro, Montaruli contro Einaudi, De Gasperi, Iotti. Avete dichiarato l’esatto contrario di quello che stavate facendo, fino a quando vi è scappata la verità: “togliere di mezzo la magistratura”, “usare il solito sistema clientelare”. A chi avete spesso detto di “andare al mare”, ora ricordate che “partecipare è importante”. Avete sciacallato sui casi Rogoredo e Garlasco, sulla famiglia nel bosco, sugli stupratori liberi, su Tortora, Falcone, Borsellino. Dopo tre anni e mezzo di “pieni poteri”, la colpa è sempre degli altri: governi precedenti, magistrati, opposizione, immigrati. Mancano giusto le cavallette ed è finito l’elenco degli alibi. Vi siete inginocchiati a Trump, lo avete candidato a Nobel per la ...

ESCALATION

L'attacco israeliano alle infrastrutture di gas naturale e petrolchimiche di South Pars, vicino Asaluyeh corre il rischio di essere un momento di svolta a livello mondiale. L'infrastruttura colpita è la più importante infrastruttura energetica dell'Iran. L'attacco è gravissimo per le conseguenze potenziali. La reazione, obbligata, non si farà attendere. Il portavoce del governo iraniano ha già annunciato che tutte le infrastrutture energetiche regionali (Arabia Saudita, Iraq, Qatar, Emirati Arabi, Bahrain) diventano ora un bersaglio e "verranno rase al suolo". A prescindere da quanta parte di questa minaccia verrà realizzata, l'effetto oramai è destinato a superare l'impatto della crisi energetica del 1973-1975. Si profila all'orizzonte una recessione mondiale. L'Europa corre il rischio più grande, priva com'è di alternative energetiche.  La folle politica europea tra finto "green" e politiche russofobe ci ha messo tutti in un ang...

C’è una guerra là fuori ...

"C’è una guerra là fuori, amico mio. Una guerra mondiale. E non ha la minima importanza chi ha più pallottole, ha importanza chi controlla le informazioni. Ciò che si vede, si sente, come lavoriamo, cosa pensiamo, si basa tutto sull’informazione!" Queste parole sono tratte da un film uscito nel 1992 dal titolo “I signori della truffa” e descrivono perfettamente la situazione in cui ci troviamo oggi. Il giornalismo è nato per essere controllore del potere… invece oggi si trova ad essere controllato da esso. Come? Attraverso i soldi. Finanziamenti e pubblicità. E il meccanismo è molto semplice: nel momento in cui finanzi l’informazione, il finanziato parlerà sempre a favore del finanziante. Si chiama conflitto d’interessi. Ecco perché in questo Paese il giornalismo è morto e si è trasformato in propaganda e promozione. La prima al soldo dei governi e dei partiti politici, la seconda al servizio di multinazionali ed aziende. Questo è il motivo per il quale l’informazione libera,...

BlackRock blocca i ritiri

È APPENA SUCCESSO QUALCOSA DI ENORME: questo è spaventoso. BlackRock ha appena impedito agli investitori di ritirare i propri soldi. Il più grande asset manager del mondo sta dicendo alla gente: no, non puoi riavere indietro i tuoi soldi. Questo non era mai successo prima. Il fondo di credito privato di BlackRock, valutato 26 miliardi di dollari, ha ricevuto 1,2 miliardi di dollari in richieste di riscatto questo trimestre. Gli investitori volevano indietro il 9,3% dei loro soldi. BlackRock ha detto di no. Ha limitato i riscatti al 5%. Ha pagato 620 milioni di dollari e bloccato il resto. Questo significa che quasi la metà delle persone che volevano andarsene non hanno potuto ottenere i loro soldi. E non è solo BlackRock. Un fondo simile di Blackstone ha visto un aumento record del 7,9% nelle richieste di riscatto. Hanno dovuto alzare il limite di prelievo e iniettare 400 milioni di dollari di tasca propria solo per soddisfare la domanda. Blue Owl ha semplicemente smesso di onorare i r...

IRAN SORPRENDENTE

Alon Mizrahi: Giornalista Israeliano "Stiamo assistendo alla storia. L'Iran, con sorpresa di tutti, sta incasinando le basi statunitensi in modo così completo ed esteso e così deciso che il mondo non è pronto a vederlo". (Pubblicazione tramite Jan Klemmer) "In 4 giorni, l'Iran è riuscito ad espandere la sua portata di dominio militare nella regione. L'Iran ha distrutto le basi militari, i beni e le attrezzature più preziosi e più costosi di tutto il mondo. Le basi americane in Bahrain e Kuwait e Qatar e Arabia Saudita sono alcune delle più grandi installazioni militari del mondo intero. Questi sono beni che hanno richiesto migliaia di miliardi per essere costruiti nel corso di diversi decenni. Stiamo parlando di una grossa fetta di spesa militare per oltre 30 anni, andata in fumo. Stiamo vedendo radar che costano centinaia di milioni di dollari a pezzo che vengono distrutti in un istante. Stiamo vedendo intere basi militari abbandonate e bruciate, decimate e ...

La Meloni che accusa Putin

La Meloni che accusa Putin (!) per l'aggressione israelo-statunitense all'Iran è il tocco di farsa che l'Italia, servile come da suo costume, si premura di dare alla tragedia. Non c'è niente da fare: non riusciamo a essere seri neanche nelle ore più buie.  Con la figura di palta di Crosetto e le miserie di Tajani, direi che il quadretto conferma la cialtronaggine per la quale giustamente ci ridono dietro nel mondo.  E per fortuna che questo è il primo governo guidato da una forza di destra erede della famosa fiamma. Sì: la famosa fiamma a stelle e strisce. Sotto la stella di David. Alessio Mannino Advanced Mind Institute