๐ฃ๐จ๐ง๐๐ก ๐๐ฉ๐ฉ๐๐ฅ๐ง๐ ๐’๐๐จ๐ฅ๐ข๐ฃ๐: ๐ก๐ข๐ก ๐๐ ๐ฆ๐๐ฅ๐๐ก๐ก๐ข ๐ฉ๐๐ก๐๐๐ง๐ข๐ฅ๐
E a Bruxelles qualcuno dovrebbe finalmente togliersi l’elmetto dalla testa e rimetterci dentro un cervello. Oggi, 29 ottobre, Vladimir Putin ha pronunciato parole che dovrebbero far tremare le cancellerie europee: «Se si arriverร troppo lontano, non ci saranno vincitori. Che nessuno lo dimentichi». La Russia, ha aggiunto, รจ pronta a un eventuale conflitto con l’Europa, pur dichiarando di non volerlo. ๐๐ฎ๐ฝ๐ถ๐๐ผ ๐ถ๐น ๐ฐ๐ผ๐ป๐ฐ๐ฒ๐๐๐ผ? ๐ก๐ข๐ก ๐๐ ๐ฆ๐๐ฅ๐๐ก๐ก๐ข ๐ฉ๐๐ก๐๐๐ง๐ข๐ฅ๐. Non ci sarร una coppa da sollevare. Non ci sarร una sfilata trionfale. Non ci sarร un podio sul quale esibire la propria superioritร morale. Ci saranno cittร distrutte, famiglie annientate e una generazione sacrificata sull’altare delle ambizioni geopolitiche. Eppure, mentre si discute di prepararsi a una possibile guerra entro il 2030, una parte della politica europea sembra aver dimenticato un dettaglio: ๐น๐ฎ ๐ด๐๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ ๐ป๐ผ๐ป ๐ฒ̀ ๐๐ป ๐๐ถ๐ฑ๐ฒ๐ผ๐ด๐ถ๐ผ๐ฐ๐ผ. Naturalmente Putin รจ un capo di Stato e la Ru...