Post

Abbiamo toccato il fondo?

Abbiamo toccato il fondo? Ieri leggevo un articolo in cui Giulia de Lellis, l’influencer che ha tenuto una «lezione» alla Bocconi di Milano, raccontava che per avere successo nella vita a una donna basta «essere bella» e saperci «fare». Al diavolo l’istruzione.  Subito dopo mi appare un video di un’altra tizia famosa che promuove dei fazzoletti con il suo marchio che costano venti euro a confezione e leggo migliaia, sì avere capito bene migliaia, di commenti di persone che le chiedono dove poterli acquistare! E in quel momento ho pensato: ma che diavolo è successo alle persone? Ecco vi ricordate la famosa tuta del pentimento della Ferragni andata a ruba in ventiquattro ore? Qua non si tratta di superficialità e neanche di stupidità, ma è come se la gente fosse proprio rincretinita. Ma c’è un’altra cosa che voglio dirvi, e probabilmente ad alcuni darà fastidio, ma voglio dirvela lo stesso. Perché vedete non ho potuto fare a meno di notare una cosa: la maggio...

LA VITA MECCANICA DI UNA PERSONA CONDIZIONATA?

Segni, comportamenti e dinamiche di chi vive senza presenza, guidato da automatismi, proiezioni ed illusioni  Un uomo inconsapevole non distingue l’essenziale dall’inessenziale: ama le parole, ma non i fatti. Non possiede reale attenzione, né memoria, né concentrazione; vive disperso, frammentato, incapace di mantenere una presenza stabile. Mente a se stesso senza rendersene conto, e poi mente agli altri quando parla di ciò che non conosce, nel bisogno di apparire competente e di sostenere un’immagine. Vive nell’indolenza: agisce, decide e cambia solo quando la vita lo mette con le spalle al muro e lo costringe. Non sa ascoltare, non riflette, non cerca di comprendere prima di parlare. È costantemente immerso nella paura e in uno stato di difesa continua. È schiavo dei suoi bisogni, soprattutto del bisogno di attenzione, approvazione, riconoscimento e del bisogno di avere potere e controllo sugli altri. Non sente il proprio corpo, non sa di averlo se non quando si ammala. Non agisc...

LUI CI DISSANGUA LEI LO RIPAGA

Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto, anche se l’ha ereditato dalla buonanima di Biden. L’interesse nazionale è comprare gas russo a basso costo e alleviare le bollette più care d’Europa (le nostre), spingendo per un compromesso Mosca-Kiev. Il che potrebbe servirle a far pace con Trump e recuperare consensi staccandosi dall’Ue più bellicista e facendo qualcosa di buono per l’Italia. Non sia mai. Ricevendo Zelensky, la Meloni s’è vantata perché “in quattro anni la posizione di Europa e Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev”. Un trionfo: l’Ucraina, già fallita nel 2021 (da tempo è il secondo Paese europeo più povero, ma anche il più armato), ha perso un quinto del territorio e 17 milioni di abi...

Fuck you !

Stavo riflettendo sugli ultimi deliri di un povero vecchio decrepito che si crede il nuovo Messia…  Un pazzo, uno squilibrato dannoso per sé stesso e per il resto dell’umanità. Non è da me e chi mi conosce sa bene che mai e poi mai sono stato un violento, un attacca brighe. Chi mi conosce sa bene che aborro ogni forma di violenza ma il troppo stroppia e questo vecchiaccio decrepito e malato ha superato oltre ogni misura la riga rossa al punto di portarmi a pensare il perché quel cecchino fallì il suo orrendo compito…  Perché questo satanista maledetto da Dio deve ancora trovarsi tra di noi… perché? Perché Dio non se lo porta via con un soffio… Un vecchio rimbambito che dovrebbe marcire sotto terra spolpato dai vermi… Ecco questo è ciò che è riuscito a fare questo maledetto vecchio… Far uscire il demone che ognuno di noi custodisce nel suo profondo! Far uscire la rabbia peggiore, aprire le porte del lato oscuro anche in chi, come il sottoscritto, era ben custodito nel profondo!...

CHE GLI DEI MUOIANO DI FAME

Chely Sanchez Meza  CHE GLI DEI MUOIANO DI FAME Gli dei non esistono da soli. Esistono perché li nutri. Perché dai loro la tua paura. Perché dai loro il tuo potere. Perché ti inginocchi davanti a qualcosa che hai creato tu stesso. Non vivono in cielo. Vivono della tua attenzione. Ogni preghiera è un trasferimento. Ogni colpa è un contratto. Ogni atto di obbedienza è una rinuncia a te. E mentre tu ti fai piccolo... loro diventano grandi. Ma ascoltalo bene: Se smetti di nutrire un dio, muori. Così semplice. Perché un vero dio non ha bisogno di sudditi. Solo le creazioni della mente hanno bisogno di adoratori. I sistemi ti hanno insegnato a guardare in alto affinché non guardi mai dentro. Ti hanno venduto salvatori affinché dimentichi che il potere è sempre stato tuo. Che gli dei muoiano di fame. Non per odio... ma per sovranità. Che rimangano senza fede, paura, altare, trono. Che crollino insieme alle colpe ereditate, le punizioni invisibili e i debiti spirit...

AmeriKani

Rendiamoci conto che nemmeno colui che tendenzialmente viene considerato come il "male assoluto" dal canone occidentale ha mai parlato nei termini dell'attuale presidente USA. E il problema è che gli stessi USA sono fondati sul genocidio e sulla sopraffazione. Sono quelli che davano le coperte infette di vaiolo ai nativi e diffondevano tra loro gli alcolici (mentre li vietavano per i bianchi); sono quelli di Hiroshima e Nagasaki, del napalm sui villaggi vietnamiti; sono quelli di Guantanamo ed Abu Graib. Ogni uomo sano di mente oggi dovrebbe iniziare a riflettere su come liberarsi da questo cancro. Daniele Perra Advanced Mind Institute Advanced Mind Institute NEUROACUSTICA- Advanced Mind Insitute , programmi audio ad alta definizione, da scaricare e a tuo disposizione per sempre Studi e aumento dell’IQ Emozioni e umore Sonno salutare Emozioni e motivazione Meditazioni rilassanti Rimozione dello stress Meditazioni generiche Rimozione delle dipen...

LOCKDOWN ENERGETICO

Antonio Ruben  LOCKDOWN ENERGETICO: LA PAURA NON CAMBIA NOME, CAMBIA MASCHERA Stamattina in macchina, direzione stazione. Radio accesa. Ed eccola lì, la parola magica: lockdown. Questa volta “energetico”. Pronunciata con quel tono gonfio, quasi compiaciuto, dal cronista di turno che sceglie anche di metterci, oltre che il tono grave, una necessità salvifica, come se evocare restrizioni fosse diventato un riflesso condizionato, un’abitudine narrativa più che una necessità reale. Del resto i "giornalai" dei salotti in seconda e terza serata ne hanno fatto una missione. Ma non è la parola che colpisce. È la naturalezza con cui ritorna. Perché il punto non è se ci sia o meno una crisi, le crisi esistono, sempre. Il punto è come vengono raccontate. E soprattutto: perché vengono raccontate sempre nello stesso modo. Ce lo si poteva anche far spiegare da uno storico come Alessandro Barbero, ma molti lo avevano già capito sulla propria pelle: non era solo emergenza, era un test. Un te...