venerdì 30 agosto 2019

Un grande sbaglio aver scelto Conte

un commento letto sul web dove spiega benissimo lo sbaglio di aver scelto Conte premier un ambizioso sconosciuto senza voti

"Mesi fa Conte si è messo a bisbigliare con la Merkel in un tete-à -tete ; un anno fa Trenta ha stretto l`amicizia con la Von der Leyen,... Un grande sbaglio aver scelto Conte , un ambizioso sconosciuto , che si è sniffato i viaggi lussuosi , le belle cene , le conoscenze "di rilievo"... troppo per un uomo semplice. Impossibile resistere al richiamo di Circe."
luculliana comment

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Morte Cerebrale e donatori di organi

I donatori di organi sono vivi quando i loro organi vengono prelevati! E gli somministrano solo un paralizzante ma non un anestetico, ma loro sentono tutto!
Prima del 1968 una persona fu dichiarata morta solo dopo l'ultimo respiro e il cuore fermo per un determinato periodo di tempo.
L'attuale terminologia "Morte Cerebrale" era inaudita.
Quando i chirurghi si resero conto di avere la capacità di prendere gli organi da una persona apparentemente "vicina alla morte" e di impiantarli in un'altra persona per mantenere vivo il ricevente più a lungo, fu aperto un "vaso di Pandora".
All'inizio, attraverso prove ed errori, hanno scoperto che non era possibile eseguire questo "miracoloso" trapianto di organi prelevati da qualcuno veramente morto, anche se il donatore era senza circolazione per solo pochi minuti, perché il danno d'organi si verifica in brevissimo tempo dopo la fine della circolazione.
Per giustificare le loro procedure sperimentali è stato necessario per loro trovare una soluzione che fosse il modo in cui il termine "Morte Cerebrale" è stato ideato.


Fanno molto per ottenere i tuoi organi.
Perché un organo sia adatto per il trapianto, deve essere sano e deve provenire da una persona vivente.
Una volta che DBD (Donazione dopo morte cerebrale) o DCD (Donazione dopo morte cardiaca) è stato verificato e il permesso è stato strappato da familiari sconvolti, il "donatore di organi" "subisce ore, a volte giorni, di trattamento tortuoso per proteggere e preservare nel contenitore i " pezzi di ricambio! "
Il "donatore di organi " è costretto a sopportare lo straziante e doloroso trattamento chimico in corso di preparazione all'asportazione di organi.

Il "donatore" ora è un deposito di organi e utilizzato per il solo scopo di preservare organi fino a quando un destinatario compatibile può essere localizzato.
La donazione dopo la morte circolatoria (DCD) può essere eseguita su donatori neurologicamente intatti che non soddisfano i criteri di morte neurologica o cerebrale prima dell'arresto circolatorio. Questo commento si concentra sui problemi più controversi relativi ai donatori previsti dall'implementazione obbligatoria di DCD per la morte imminente o cardiaca negli ospedali di tutto il territorio degli Stati Uniti.

La verità del trattamento orribile e la MORTE DEL "DONATORE"
La rimozione dell'organo viene eseguita mentre al paziente viene somministrato solo un agente paralizzante ma SENZA ANESTESIA!
L'estirpazione di organi multipli, in media, richiede da tre a quattro ore di operazione durante il quale il cuore batte, la pressione sanguigna è normale e la respirazione si sta verificando anche se il paziente è su un ventilatore. Ogni organo viene tagliato via prima che il cuore si fermasse.
È ben documentato che il battito cardiaco e la pressione arteriosa salgono quando si fa l'incisione. Questo vuol dire che durante l'anestesista nella chirurgia di tutti i giorni spesso accade che l'anestetico è insufficiente. Ma, come indicato, i donatori di organi non sono anestetizzati.

C'è un numero crescente di infermieri e anestesisti, che protestano per la reazione, movimenti del presunto "cadavere". A volte questi movimenti sono così violenti da rendere impossibile continuare a prelevare gli organi. Per questo motivo molti nella professione medica si sono completamente allontanati da questo programma.

Gli ospedali di New York stanno ordinariamente, di rutin "raccogliendo" gli organi dai pazienti prima che siano addirittura morti.
La denuncia accusa enti di trapianto senza scopo di lucro. Per esempio nel The New York Organ Donor Network i medici sono prepotenti nel dichiarare i pazienti cerebralmente morti quando in realtà sono ancora vivi.

Il querelante, Patrick McMahon, 50 anni, afferma che un paziente su cinque mostra segni di attività cerebrale quando i chirurghi lo dichiarano morto e iniziano a distruggere le parti del suo corpo.
"Stanno giocando a Dio", ha detto McMahon, un ex coordinatore di trapianti che sostiene di essere stato licenziato a soli quattro mesi dal ruolo per aver parlato della pratica.
Ha detto che il Network di trapianti porta moltissimi soldi" vendendo gli organi che ottengono dagli ospedali.
"Cuori, polmoni, reni, articolazioni, ossa, innesti di pelle, intestini, valvole, occhi: sono tutti soldi".

Il veterano dell'Aeronautica militare e l'ex infermiera hanno aggiunto che gli ospedali finanziariamente tesi sono facilmente influenzabili per dichiarare che un paziente è morto cerebralmente perché sono desiderosi di liberare spazio.
La causa, depositata nella Corte Suprema di Manhattan nel 2012, cita una vittima di un incidente automobilistico di 19 anni che stava ancora lottando per respirare e mostrava segni di attività cerebrale quando i medici davano il via libera per raccogliere i suoi organi.
Funzionari della rete, tra cui il direttore Michael Goldstein ha molestato il personale del Centro medico dell'Università di Nassau per dichiarare che l'adolescente è morto, affermando durante una teleconferenza: "Questo ragazzo è morto, hai capito?" Ma secondo McMahon il diciannovenne avrebbe potuto riprendersi.

La causa cita altri tre esempi di pazienti che erano ancora aggrappati alla vita quando i medici hanno dato una "nota" - una dichiarazione ufficiale da parte di un ospedale che un paziente è cerebralmente morto.
La causa sostiene che un uomo è stato ammesso all'ospedale della contea di Kings a Brooklyn, e un mese dopo ha mostrato di nuovo attività cerebrale.
McMahon ha protestato ma alla fine l'uomo è stato dichiarato cerebralmente morto ei suoi organi sono stati raccolti.

Nel novembre 2011, una donna ricoverata all'ospedale universitario di Staten Island dopo un overdose di droga è stata dichiarata cerebralmente morta e i suoi organi stavano per essere raccolti quando McMahon si accorse che le veniva dato un "anestetico paralizzante" perché il suo corpo stava ancora sobbalzando. "Aveva il cervello in funzione quando le stavano tagliando sul tavolo", ha detto a MailOnline.
"Le avevano dato un paralizzante e non c'è motivo di dare a un morto un paralizzante".
Ha detto che ha affrontato la persona che glielo ha dato ed è rimasto senza parole.
"Alla fine ha detto che gli è stato detto di farlo perché mentre le tagliavano il petto aperto, muoveva il petto.
E un paralizzante ti paralizza solo, non fa nulla per il dolore", ha detto. McMahon ha aggiunto che i chirurghi "prendono tutto" per quanto riguarda le parti del corpo. "Le hanno preso gli occhi, le articolazioni.
Secondo la causa, quando McMahon indagò ulteriormente sul caso, un altro dipendente del Network disse al personale ospedaliero che era "un piantagrane non addestrato con una storia di problemi e domande frivole".
McMahon ha aggiunto che i membri dello staff che raccolgono più organi durante l'anno si qualificano per un BONUS natalizio.
"Se i consiglieri fanno bene il loro lavoro, prendono molti organi, riceveranno un BONUS a dicembre", ha detto.
Il veterano, che ha lavorato presso il Network di donatori organi tra luglio e novembre, ha detto che ci sono circa 30-40 dipendenti che vanno negli ospedali e cercano di ottenere firme e donazioni.
Addebiti fatturati medi stimati per ogni trapianto: Cuore 1.000.000 di dollari, Doppio polmone: 800.000 dollari, Fegato: 580.000 dollari, Rene: 275.000 dollari.

Più di 123.000 persone sono in lista d'attesa per trapianti di organi negli Stati Uniti, 100.000 dei quali sono in attesa di nuovi reni. Tuttavia, la necessità di organi sani supera di gran lunga le donazioni. Solo 28.000 trapianti sono stati completati, secondo i dati nazionali del 2014 provenienti dalla rete statunitense per gli appalti e il trapianto di organi.

Sulla base di un'intervista nel 2013 con il dott. Paul Byrne, un neonatologo di 80 anni che fischiò il lato oscuro degli ospedali, ha capito che il concetto di "Morte Cerebrale" è una truffa che ha lo scopo di legittimare l'omicidio di persone viventi al fine di raccogliere i loro organi.
Queste persone (che spesso finiscono negli ospedali a seguito di incidenti automobilistici o overdose o simili) ricevono farmaci per la paralisi durante la rimozione dell'organo, MA NON ANESTESIA !!!
Il personale medico letteralmente li apre questi innocenti come se fossero casse e strappa i loro organi, uno per uno, lasciando il cuore per ultimo, dopodiché sono morti.
Questo non è uno scherzo. Svegliate gente!!!
Se non volete essere torturati a morte da sadici medici, dichiarate NO AL TRAPIANTO DEGLI ORGANI!!!

Catwoman
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Morte Cerebrale e Donazione degli Organi

giovedì 29 agosto 2019

NON E' UNA PARODIA ...

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CARO LUIGI ...

Caro Luigi, siamo giunti all'ultimo atto, si forma il governo con chi non volevi ma che ti e stato imposto.
Sei giunto casualmente in politica e ti sei ritrovato in una posizione insperata, ma motivi per restarci ne avevi, tu e tanti altri, un sogno meraviglioso, proteggere la povera gente dall'oppressione dei potenti. Certo tu non sapevi quanto fossero potenti, ma lo hai scoperto adesso, quando il massone Grillo quello che doveva salvare il mondo ti ha annunciato che la tua stagione e finita. Ti hanno imposto di passare le carte al nemico di sempre, quella compagine collosa che si e appiccicato ovunque invischiando nella disperazione la povera gente, parlo del PD.
Hai spinto per la collocazione di Conte che stai scoprendo averti tradito tanto quanto Salvini, l'essere più viscido che il Dio Soros ci ha dato, essere più odiato dagli italiani dopo Prodi, ma era tutto stabilito, lo aveva deciso la Merkel la nuova padrona del nostro paese.
Ma quello che non avevi pensato e che entrati quelli del pd ti avrebbero lasciato fuori dalla porta.
Si ti hanno scaricato, comunque vada anche con incarico di governo, sei null'altro che un soprammobile, un trofeo sulla scrivania di Renzi, ti hanno sostituito col leccatore della MerKel, devi ammettere che lui lecca meglio.
Non potevi farci nulla, opporti voleva dire andartene con un biglietto di sola andata e la prospettiva di governare un negozio di bibite.
Obbedire e tradire il popolo grillino invece ti permette di andartene via tra 4 anni con il gruzzoletto donatoti da chi si e già scordato di averti usato e gettato via.
Di Battista parla di opporsi ma lo inertizzeranno, scoprirà che le sue sono chiacchiere e il potere è di altri.
Paragone andrà ad appendere la sua delusione al chiodo così come altri, e scoprirete che col movimento rigenereranno il pd braccio occulto del potere, come nel calcio fecero col Chievo e il Verona.
Se può lenire la tua delusione sappi che sarà distrutto anche Salvini, non ha speranza, lo stritoleranno e scomparirà sotto i colpi di chi ha annullato il popolo italiano rovesciando le richieste popolari e consegnato il nostro paese a francia e germania rendendoci un feudo.
L'amaro che resterà ce lo addolciranno addebitandoci le spese, fino a farci dimenticare l'accaduto, magari impegnandoci in una crisi.
La storia si ripete, la scriveranno quelli del PD e i tuoi nipoti un giorno leggeranno che per fortuna c'era il PD altrimenti l'italia non sarebbe sopravvissuta.
Tranquillo non fartene un problema, era già scritto, a Berlino avevano deciso così, e anche il popolo non ne farà un dramma, e popolo italiano, e quindi non prenderà i palazzi del potere per capovolgerli e schiacciare la testa delle serpi, non possono farlo, perché quel giorno c'è la partita, e poi hanno la manicure.
Devo dire che e una dannazione, e da quando hanno unito l'Italia che ci raccontano che siamo un popolo, e non ci hanno detto che siamo in affitto in un paese di proprietà ieri inglese e oggi tedesco, ma mai degli italiani.
Con simpatia Anselmo Prode Visconti Venosta


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“Renzi, Di Maio, Zingaretti Conte e simili: io vi schifo”

Stavolta ci siamo spinti oltre. Oltre il baratro, fin nella miseria umana. E quella non si può cancellare con un colpo di spugna. L’autodistruzione d’Italia: ecco la nostra guerra incivile. Chi voleva spazzare via le élite e ne è diventato parte, perché solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra. Ma chi in Italia è senza peccato? Miracoli e miracolati.
Congelato di rabbia, battendo sui tasti, non discuto, né dubito dei dettami costituzionali che garantiscono al parlamento il potere di trovare una nuova maggioranza, della legittimità di questa operazione. Schiumo di rabbia per la fine degli uomini, che rappresenta la fine della carne e dell’arte, la cessazione della virtù umana e politica, qualcosa di ben più di un governo da amare o da odiare, di un’elezione andata bene o male: Renzi, Di Maio, Zingaretti e simili, io vi schifo. Io non vi riconosco. Voi non siete ciò che possa rappresentarmi nella pienezza dell’etica democratica, né nell’estetica della decenza. E nel caso di un fugace incontro, voi non avrete la mia mano, perché vi possa essere negato il gesto di più semplice, intima e onorevole intesa. Nello spirito di Palach e di Brasillach, di quei fratelli maggiori che ci hanno preceduto e per i quali occorre rileggere la propria opportunità di essere storia, vita e integrità militante, proprio nell’assenza di una più basilare, manifesta e profonda ragione, o forma di giustizia e lealtà, di quel Paese che fa male, arde, scoppia come bolle incontrollabili nella notte, all’improvviso, brucia come sale nel sangue, non sarò con voi. Sarò con loro, con quei fratelli maggiori, a vivere i mesi, spero pochi, di questa nuova e nefasta istituzione nascente. Con chi è in grado di offrirmi un esempio che lo Stato non riesce più a fornirmi.

Sbaglia chi crede ancora negli schieramenti. La vittoria all’italiana è, talvolta, nella sconfitta dell’altro. Annichilimento incontrollato. Sbaglia chi crede che qualcuno abbia vinto o perso, in questo agosto maledetto che avrà il disonore delle cronache. Stavolta abbiamo perso tutti. Gli elettori dei traditori, traditi a loro volta, gli elettori dei traditi, anch’essi isolati nella loro impotenza.

Impotenza.

Nella mia fortunata qualità di cittadino italiano sono abituato a vivere il senso di impotenza. Di fronte allo spread, di fronte ai mercati, di fronte a centinaia di miei connazionali che fuggono, a migliaia di immigrati che arrivano; innanzi all’aumento delle tasse, all’ennesima azienda italiana venduta all’estero o chiusa, alla granitica difficoltà di fare un figlio, alla demografa che si schianta verso il nulla, ai figli mai nati, di fronte al degrado della Capitale del mio Paese ridotta a puttana struccata, da Caput Mundi a cloaca maxima. Io vivo l’impotenza. Mai forte come questa volta. Questa volta è oltre. Oltre l’immaginabile, il plausibile, il concesso. Oltre la perversione più estrema. Un ribaltone fatto davvero (al di là della composizione effettiva del governo) e fatto anche male. Stento a crederci. Privo di ogni proverbiale eleganza politica, di ogni intelligenza tattica, di decenza pubblica, di ogni amor patrio, di ogni collegamento empatico e logico con gli italiani e le loro reali preoccupazioni e necessità. Ecco presentarsi a noi questo aborto, come il tempio venduto per il favore del denaro, del mutuo acceso, per utilitarismo, per volontà personali, per cos’altro altrimenti? Questa volta è oltre, perché non v’è stata idea di Stato, né cultura della nazione, né movente ideale o spirito valoriale più alto a giustificare il “rimpastone”, il “ribaltone”, ma solamente miseria umana. Oltre le idee, stavolta muoiono anche gli uomini e i loro esempi. Esempi di Stato. Stato padre ubriaco e bastardo. Bastardo.

Questo terrorizza.

È la putrefazione umana. La decomposizione umana. Vendite, compravendite, tradimenti, rinnegamenti, giravolte, dispetti, odi, rancori personali. Incoerenza, inesistenza, nessun rispetto delle regole, nessun coraggio, nessun rispetto degli italiani. E muffa. Molta muffa. La dissennata sfilata degli uomini replicanti, che sfiorano la vita come un’ombra perché non li tanga e li scorti al tramonto col massimo profitto e il minimo sforzo, azzerati nell’animo, nello spirito e nella fede, nell’identità, nel valore della lealtà e dell’onore. Come quel Mario imprigionato, figlio di quel borghese piccolo, piccolo monicelliano. Vili e curvilinei, arroccati, sporchi. Figure teatrali intorno alla nostra vita di perenni sudditi impiegati, di partite Iva sognanti e affaticate, s’aggirano, pirandelliane e shakespeariane, replicano gesti per non staccarsi dal bordo, per incapacità manifesta, con le pupille sbiancate dal guadagno. Ometti e donnette che hanno definitivamente interpretato il mantra utilitaristico del tempo presente e hanno confuso la felicità con la soddisfazione. Vada come vada in queste ore assurde, ma questa puzza di uomo morto, questa lunga vacanza dall’agoghé, questa putrescenza, sono insopportabili a ogni anima ancora viva. Questo è il gran dramma del nostro tempo, quello degli uomini sovrani di se stessi, ancora prima che delle idee, che lentamente digradano verso il bianco nulla. L’estinzione degli uomini integri.

Miei cari governanti futuri, nati dall’ingordigia, io vi disprezzo, vi rifiuto. E non cercherò il vostro perdono. Potrete ben ammaestrare le foche, potrete salvare l’Italia, ma quel che è accaduto è la legittimazione dell’inconsistenza. E a questo non v’è riparo. Ci consegnate al vuoto della nostra impotenza. È misero perdonare quei governanti che abbandonano i propri figli al vuoto e alla confusione, alla spaccatura. Avrete la poltrona ma non avete, né avrete il consenso popolare, il cuore d’Italia. Il cuore d’Italia, quello no. E ve ne accorgerete. Politiche, regionali, amministrative ed europee, il tessuto connettivo, i pori sulla pelle d’Italia, parlano d’altro, di altri risultati e altre volontà; l’ultimo anno e mezzo testimonia che questo orribile baccanale che solo VOI avete il coraggio di chiamare governo, segna la spaccatura tra popolo e istituzioni. Siamo spaccati. Questa è la nostra guerra incivile.

Uomini replicanti.

È il nostro nuovo 8 settembre. Quel PD rinnegato, dal cui odio sgorga la primigenia battaglia, la primordiale officina di conquista del web del Movimento Cinque Stelle. Quel PD, ancora una volta al governo d’Italia senza il consenso popolare, senza il volere delle urne, che aveva perso nel marzo 2018, bocciato dagli italiani, dalla coalizione di centro destra e dal Movimento Cinque Stelle. Quel Movimento Cinque Stelle, da prodigio postideologico, a nuova Democrazia Cristiana, asse del guadagno, centrotavola. Da uno vale uno, a uno vale l’altro. Da mai col Partito di Bibbiano, al governo con esso. Mai vista, con così tanto infantilismo, voracità e sciatteria, una giravolta incredibile e più raccapricciante, a livello umano (insulti, miseria e odio di ogni tipo verso il PD, il nemico da combattere. Ben ce ne ricordiamo tutti) e politico (proprio quel nemico da combattere, l’anticristo, l’opposto, ora diventa amico, con cui mantenere i propri interessi). Io non tifo, io sono sveglio. Nulla mi rappresenta in questo Parlamento. Io sono triste, abbattuto, finito, per questa mia patria, che mi fa male. Il tempo è galantuomo, cari governanti.

E a quanti vorranno leggere e condividere questa pagina amara, io dico che questa volta bisogna essere tonici, se il “governo” giallorosso si farà. Tonici e tesi. Sovvertire la presenza virtuale, ergersi da fantasmi perduti e urlanti, lontani dalle geometrie del reale, assenti ingiustificati sopra l’asfalto della città. Materializzare la nostra carne in piazza. Ci avevano dimenticato. Una piazza che non dovrà essere solo di Salvini o della Meloni, ma di ogni italiano ancora lucido, che si chiede cosa conti il proprio voto, la propria sovranità.Che sia la piazza di tutti gli italiani ancora lucidi che si ergono contro questa porcheria. Anche degli elettori grillini, se necessario. I primi a dover scendere in protesta oltre la piattaforma Rousseau (ricordate la vita reale?), i più traditi, presi per il culo, oltraggiati, sacrificati sull’altare di interessi privati, odiati, dovrebbero essere proprio gli elettori del Cinque Stelle. Al loro silenzio si dimostrerebbe defunta la militanza, eziandio, la credibilità dell’esistenza stessa, mei grandi recinti per italiani, in cui far pascolare il popolo nell’illusione della partecipazione globale. Essi non hanno cessato di essere massa, perdendone la coscienza in favore di atti concessi a minoranze qualificate, come quello del governare, contraddicendo il più grande esploratore delle masse, José Ortega y Gasset; essi, se rimarranno in silenzio, oltre l’odiato web, saranno il segno del tempo e delle cedevolezza. Umana, ancora una volta. Essi saranno ancor più massa.

Questa volta non dovrà essere una passeggiata coi panini nello zaino, con una bandiera ad asta lunga sopra la testa, col vento a favore e l’autobus di ritorno dopo il comizio del gran capo. Questa volta, chi ancora è lucido, dovrà vivere, come potrà, quella piazza come ultima difesa della propria dignità pubblica, della propria rispettabilità, della propria porzione residua di sovranità nazionale, ancor prima che venga intaccata quella privata dalla scelleratezza del governo prossimo venturo, dalle sue iniziative. Ancor prima che la censura si abbatta e i confini decadano.

E così il voto degli italiani non conta più nulla, tantomeno la loro rispettabilità. In attesa di un eventuale Conte bis…betico, così come ben lo ha definito Il Tempo nell’edizione del 27 agosto, viene da ragionare sulle parole del direttore Sallusti, quando afferma, sconsolato e lucidissimo, che in effetti in Italia, a queste condizioni proporzionali e parlamentari, è il parlamento ad essere sovrano, non il popolo, che ormai, in maniera limpida, nitidissima, ha poco più da fidarsi degli uomini che sceglie col proprio voto, il quale verrà puntualmente disatteso per qualche isterica schizofrenia politica, che condurrà, con l’alibi della parlamentarità repubblicana e democratica, a perversioni impensabili, quali anche riportare in vita morti e sconfitti che l’Italia ha cassato, dimenticato, bocciato. Che non sia, pertanto, una reductio ad salvinium. Il problema è maggiore e successivo all’iniziativa (per quanto contestabile; per quanto capace di nutrirsi di proprie logiche, in parte ancora sconosciute) di Matteo Salvini di mettere in crisi il governo gialloverde.

Le responsabilità sono molteplici. La palla è stata in mano ai Cinque Stelle, la strada naturale era quella del voto, proprio perché nella composizione del futuro del Paese, bisogna tener conto anche del sentimento popolare, non solo della matematica spicciola, altrimenti è imposizione. È una connessione complessiva, un ragionamento sopra le cose complessivo quello che il Presidente della Repubblica deve compiere. In quel contesto, il Cinque Stelle aveva il potere di essere semplicemente coerente con la “propria identità” di apritore di tonni in scatola: fallita l’esperienza di governo con la Lega, ritiratasi dai giochi, e maledicendo una qualsiasi forma di accordo con il PD, si sarebbe dovuti tornare alle urne, sponsorizzando indirettamente l’ipotesi salviniana, non per filosalvinismo improvvisato (figurarsi…), ma per semplice linearità con la propria missione. Questo non è accaduto. La palla l’ha avuta il Cinque Stelle che, in questa modalità, si è fatto autogol. Un autogol che oggi non appare tale, ma nel tempo potrebbe essere evidente. Il tempo, repetita, è galantuomo.

Qui hanno fallito gli uomini.

Vi rifiuto, piccoli uomini. Chiunque siate. E vi processo per alto tradimento con le parole di Robert Brasillach:

“Il mio Paese mi fa male per le sue vie affollate, per i suoi ragazzi gettati sotto gli artigli delle aquile insanguinate, per i suoi soldati combattenti in vane sconfitte e per il cielo di giugno sotto il sole bruciante.

Il mio Paese mi fa male in questi empi anni, per i giuramenti non mantenuti, per il suo abbandono e per il destino, e per il grave fardello che grava i suoi passi.

Il mio Paese mi fa male per i suoi doppi giochi, per l’oceano aperto ai neri vascelli carichi, per i suoi marinai morti per placare gli dei, per i suoi legnami troncati da una forbice troppo lieve.

Il mio Paese mi fa male per tutti i suoi esilii, per le sue prigioni troppo piene, per i suoi giovani morti, per i suoi prigionieri ammassati dietro il filo spinato, e tutti quelli che sono lontani e dispersi.

Il mio Paese mi fa male con le sue città in fiamme, male contro i nemici e male con gli alleati, il mio Paese mi fa male con tutta la sua giovinezza sotto bandiere straniere, gettata ai quattro venti, perdendo il suo giovane sangue in rispetto al giuramento tradito di coloro che lo avevano fatto.

Il mio Paese mi fa male con le sue fosse scavate, con i suoi fucili puntati alle reni dei fratelli, e per coloro che contano fra le dita spregevoli, il prezzo dei rinnegati piuttosto che una più equa ricompensa.

Il mio Paese mi fa male per la sua falsità da schiavi, con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi mi fa male col sangue che scorre, il mio Paese mi fa male. Quando riuscirà a guarire?”

Non mi interessa se questo “governo”, infine, si farà. Il fondo è stato toccato e questa marcescenza antropologica preoccupa più di ogni giravolta politica, sui temi, perché rende benissimo conto del sottile spessore degli uomini, della classe politica che, poveri noi, guiderà questo Paese, cieco, sordo, muto, ignorante, lontano dalla Bellezza, dalla virtù, dalla cultura, da leggersi col significato originale, intatto, quello di coltivazione delle idee, dell’identità, dei valori, degli studi, summa di esperienza e visioni.

http://blog.ilgiornale.it/ricucci
di Emanuele Ricucci
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Gli italiani (e i fessi ) son serviti

Beppe Grillo
Beppe Grillo era sul Britannia, il 2 giugno 1993, insieme a Mario Draghi e a tutti gli altri uomini del Deep State italiano, reclutati dalla finanza globalista per spennare il Belpaese. Lo afferma l’avvocato Gianfranco Pecoraro, alias Carpeoro, saggista e massone progressista, acuto osservatore dei retroscena italici. Moviola storica: cade il Muro di Berlino, i partiti della Prima Repubblica diventano inutili come diga contro l’Urss e quindi vengono rasi al suolo dai giudici di Mani Pulite, che – dopo cinquant’anni – si accorgono che la corruzione domina la politicanazionale. Cadono Craxi e Andreotti, ma si risparmia il Pci-Pds, incaricato di ereditare il potere nella colonia-Italia. A inceppare il piano, l’anno seguente irrompe Berlusconi (variante classica del neoliberismo puro, visto da destra). Un anno prima, invece, a condurre il gioco è ancora l’ex sinistra, da integrare nell’establishment attraverso notabili e tecnocrati, a patto che ammaini tutte le bandiere della sinistra storica, le battaglie per i diritti sociali. Mario Draghi, di formazione keynesiana, è l’uomo giusto al momento giusto, ma anche nel posto giusto (la direzione del Tesoro, da cui gestirà le turbo-privatizzazioni all’italiana che metteranno in croce il paese, svenduto a Francia e Germania). L’altro partner si chiama Romano Prodi, in quota alla sinistra Dc, incaricato di smantellare l’Iri, cioè il complesso industriale (pubblico) più grande d’Europa. Oggi, Prodi e Draghi sono i due maggiori candidati a succedere a Mattarella. E il possibile king-maker, dietro le quinte, è proprio il finto outsider Beppe Grillo.
Legato a De Mita, poi cacciato dalla Rai per una celebre battuta sui socialisti “ladri”, l’ex comico genovese s’è reinventato – assai prima dell’incolore Giuseppe Conte – nel ruolo di “avvocato del popolo”. Per anni ha riempito i palasport con coraggiose invettive contro gli abusi del potere politico-economico. Poi ha provocato il neonato Pd, proponendosi come candidato alle primarie. «Se vuol fare politica, Grillo si faccia un partito», lo respinse il sempre profetico Fassino. Dieci anni fa, il Partito del Vaffa nacque davvero. E che partito: vietato il dissenso, niente congressi, zero democrazia interna. Proprietario del marchio, Beppe Grillo. Socio, l’informatico-visionario Gianroberto Casaleggio, massone. Una spettacolare operazione di gatekeeping, per dirottare su un binario morto l’elettorato italiano, esasperato dall’austerity e dall’alternanza solo apparente tra centrodestra e centrosinistra, due blocchi in realtà alleati e proni entrambi al rigore Ue. Nella sua fantapolitica delirante, anni fa il grillismo farneticava su tutto, proponendo anche un referendum sull’euro, cioè lo strumento di dominio sponsorizzato dall’amico Draghi e dall’amico Prodi. Non ci sono cascati solo i grillini, ma milioni di italiani. Il primo exploit nel 2013, con il pensionamento di Bersani e l’avvento di Renzi. Cinque anni dopo, il boom: i 5 Stelle al 33%, primo partito italiano. Non composto da veri parlamentari, però, ma da marionette ricattate perché licenziabili all’istante dal Capo.
Per questo, le marionette hanno obbedito fino all’ultimo e quindi tradito una dopo l’altra tutte le promesse agitate in campagna elettorale: Ilva e Tap, trivelle, F-35, vaccini, ect. Di che pasta fosse, il Capo, lo si era già visto nel 2017, quando provò a traslocare il gruppo europarlamentare – d’imperio – tra gli ultra-euristi dell’Alde, a Strasburgo. Fu respinto. «Il potere non ci vuole perché ci teme», riuscì a dire, senza ridere. E il peggio è che i grillini gli credettero. Non videro che il Britannia si stava inesorabilmente riavvicinando: gettata la maschera, Beppe Grillo si stava preparando a tornare a casa. Altro indizio palese: la scelta dell’inconsistente Di Maio come commissario politico dei 5 Stelle, diligente e innocuo, uso obbedir tacendo. Nel vuoto i ripetuti avvertimenti di Carpeoro: attenti, Di Maio è nelle mani del massone reazionario Michael Ledeen. Chi è Ledeen? Eminente politologo statunitense, docente universitario e autore di saggi, già accusato di aver depistato le indagini sul caso Moro. Ieri vicino a Di Pietro e poi a Renzi, Ledeen è un esponente della cupola massonica oligarchica mondiale, quella nel neoliberismo-canaglia. Membro delle superlogge dell’ultradestra, contigue al potentissimo Council on Foreign Relations. Di più: autorevole capataz del Jewish Institute e membro del B’nai B’rith, elusiva massoneria sionista dominata dal Mossad.
E’ Ledeen, ha ripetuto Carpeoro, ad aver portato Di Maio a spasso nei santuari del massimo potere post-democratico, nella speranza che fosse accreditato come uomo di fiducia, per poi varare (dietro il paravento del populismo) le politiche anti-italiane richieste dalla peggiore élite finanziaria globalista. Di Maio ha annaspato, come poteva, nel mare agitato della politica. Accanto a Salvini, in pochi mesi è letteralmente scomparso nell’anonimato dopo essersi coperto di ridicolo: ha trasformato in burletta il reddito di cittadinanza e ha tradito persino i Gilet Gialli, prima blanditi e incoraggiati nella loro lotta contro Macron e poi abbandonati. Nel giro di qualche settimana, Di Maio ha baciato la pantolofola di Angela Merkel, reduce dal Trattato di Aquisgrana stipulato proprio con Macron. Colpo finale: l’appoggio a Ursula von der Leyen, candidata della Merkel per la Commissione Ue. Una coltellata a Salvini, vibrata in modo premeditato per far cadere il precario governo gialloverde e le sue promesse di cambiamento, già insabbiate da mesi proprio grazie ai 5 Stelle. Killer prescelto per l’operazione: Giuseppe Conte, l’avvocato venuto in apparenza dal nulla, anche lui accuratamente selezionato da Grillo e imposto, senza colpo ferire, alla belante scolaresca dei sudditi grillini. Che ora, sempre su ordine del Capo, si preparano al suicidio collettivo definitivo: il governo con l’odiato Pd.
C’è da immaginare le risate che si sarà fatto, Grillo, nell’assistere allo spettacolo dell’obbedienza cieca, da parte dei suoi semi-parlamentari terrorizzati all’idea di perdere la poltrona. Un domatore istrionico, l’ex comico, ma spietato: chi non si allinea ai diktat, viene buttato fuori. A questo sono servite le espulsioni del passato: a far capire a tutti che nella caserma 5 Stelle non c’è posto per la libertà. “Uno vale uno”, era lo slogan orwelliano coniato dalla neolingua grillina: il contrario della verità. Uno spettacolo, appunto. Tutto da ridere? Non proprio, se oggi il signor Grillo ha in mano le chiavi del governo italiano, preparandosi a maneggiare – domani – anche quelle del Quirinale, che vorrebbe prenotare per il diletto Romano Prodi. L’incrollabile club dei cretini nazionali ha dato del fascista a Salvini, inorridendo di fronte alla richiesta di “pieni poteri” da parte del leghista, fingendo di non capire che il leader della Lega ha inteso denunciare il vero potere, lo Stato Profondo che lo ha finora sabotato in ogni modo, ricorrendo anche all’uso spericolato di una parte della magistratura. Il club dei cretini nazionali potrà ora godersi i pieni poteri di Beppe Grillo, l’uomo-ombra, attraverso i suoi burattini: l’avvocato Conte e i traumatizzati parlamentari grillini avvinghiati alle loro poltrone, in compagnia dei docilissimi colleghi renziani, altrettanto incollati allo scranno e spaventati dall’idea delle elezioni. L’Italia “subisce ancora”, come Fantozzi: è la dura legge del Britannia.

Commento di ELON
Gli italiani (e i fessi ) son serviti .

Adesso all Italia verrà dato il colpo finale iniziato con le privatizzazioni degli anni 90 (con la benedizione di un intesa EuroUE/potere anglosassone )
poi con il colpo di stato del 2011 e con questa mossa finale ( da notare la stessa benedizione UE + potere anglosassone/americano assist Trump docet ).

Adesso il potere formale e in mano alla Grillo / Casaleggio associati ed A Renzi ( che tiene in pugno la maggioranza all interno del PD ).

Grillo e i 5stalle hanno consegnato il potere a Renzi !!!

Ovviamente il potere sostanziale e’ in mano a chi ha voluto tutto questo cioè al vero potere : sistema UE/euro potere carolingio Franco / Germanico da una parte e potere americano/anglosassone dall altra …in competizione tra loro ma d accordo per l annichilimento sottomissione spartizione dell’ Italia ( lo strano assist di Trump ne è la firma/sigillo e dimostrazione ).

Salvini non ha sbagliato più di tanto : “sentiva ” che la morsa a tenaglia gli si stava chiudendo attorno e si accorgeva che gli Usa facevano finta ma non lo sostenevano ..se non faceva saltare tutto non avrebbe potuto fare nulla del suo programma ( Tria Moavero Conte manovravano per conto di quei poteri prima menzionati in più i grillini contro che stoppavano tutto : Trenta Lezzi Toninelli etc ) a quel punto non poteva arrivare al tempo delle manovre economiche ” importanti ”cioè ottobre in su.. con” questo” quadro e ha fatto saltare tutto : ed è successo quello che abbiamo e stiamo vedendo .
Ma qualsiasi cosa avesse fatto era già condannato dall’ accordo dei poteri forti sovranazionali europei e oltreoceano ,in lotta tra loro ma d accordo per papparsi l Italia : ci porteranno via tutto cioè concluderanno ciò che è stato iniziato negli anni novanta con il Britannia .

Ci hanno servito per bene i rivoluzionari ” del cambiamento ” consegnandoci legati mani e piedi al peggior potere : che triste spettacolo la spartizione delle poltrone di questi giorni peggio dei peggiori democristiani (dovevano aprire il parlamento come una scatoletta ) con le peggior logiche della prima republica : conati di vomito (ma osservateliii come conducono la “spartizione” i “rivoluzionari”……vomito vomito e ancora vomito )

Conte ?altro Vomitevole figuro dagli impeccabili modi. Un altro cialtrone che vende il proprio Paese per carriera personale. Un brillante ed elegante cialtrone.

L Italia e’ finita .

E’ finita ragazzi .

Eni , finmeccanica , Enel etc etc i nostri interessi in Libia etc etc vedrete in che mani finiranno….

E’ F-I-N-I-T-A..


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lunedì 26 agosto 2019

QUELLO CHE CI STANNO APPARECCHIANDO ...



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QUESTO è CONTE

























Questa foto dice tutto di Conte, é sorpreso anche Tsipras da tanto é LEKKINO

ora che ha bloccato Salvini, il signor LEKKINO é apprezzatissimo negli ambienti UE, dopo l'esperienza di governo un posto lo trovano di sicuro per il LEKKINO
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Che credibilità può avere uno svergognato come Giuseppe Conte? Campeggia sui giornaloni come profeta della Patria di ritorno da Cincinnato. È solo un ambizioso a caccia di potere, un tessitore di manovre che ricorda i peggiori esemplari della vecchissima politica.

Rimanemmo stupefatti quando manifestò il suo favore, in Europa, alla scelta della Von der Leyen. Lo scrivemmo lo scorso 6 luglio, tanto per capire quello che succede oggi. La trama con Angela Merkel per scegliere chi doveva succedere a Juncker alla guida della Commissione Ue avrebbe dovuto vedere l’immediata reazione di Salvini. Che invece sopporto’ il premier limitandosi a votare no mentre i Cinquestelle diventavano determinanti in quell’orrendo voto.
Altro che la Dc…

Peggio ancora quando Conte si è esibito in Senato contro il leader leghista, che era quello che gli aveva permesso di poggiare le natiche per 14 mesi sulla poltrona di palazzo Chigi. Invece di ringraziarlo, una disgustosa requisitoria per inginocchiarsi all’alleato del giorno dopo. Altro che Dc, che aveva uno stile diverso rispetto a questa gente.

Adesso, Conte ansima per una poltrona dal Pd e manda a dire a Di Maio di non giocare col suo nome, in una partita con Zingaretti che sembra disputata apposta per bruciare il premier. Ma la disinvoltura con cui l’avvocato dei fatti suoi più che del popolo pensa di cambiare alleati come le mutande è qualcosa di indicibile.

Mutazione genetica

Conte bis uguale Fanfani 5, con rispetto per Fanfani ovviamente. E a stupire ancora di più quella che appare come la mutazione genetica dei grillini: nati come quelli che non volevano allearsi con nessuno, ora sono quelli pronti a coalizzarsi con chiunque, a partire dagli odiati nemici.

Ecco perché bisogna votare, non si sopporta più l’indifferenza alle alleanze, alle persone, ai contenuti. Al potere comunque e a prescindere è segno di tempi inesorabilmente brutti. E poi, che ci dovete fare con quelle poltrone, inconcludenti come siete…

IO STAVO BENE ...

IO STAVO BENE...
Io stavo bene quando non esisteva l'Unione Europea;
Io stavo bene quando non c'era l'euro, ma una moneta chiamata "Lira";
Io stavo bene quando esistevano frontiere tra gli stati e chi entrava era controllato;
Io stavo bene quando il morbillo non era l'Ebola, e non si era talmente filantropi da obbligare una creatura di pochi chilogrammi a ricevere 10 vaccinazioni;
Io stavo bene quando non sapevo cosa fosse lo spread;
Io stavo bene quando i cannibali li vedevo solo nei film e non in cronaca nera;
Io stavo bene quando i cinesi non possedevano quartieri interi nelle città italiane;
Io stavo bene quando gli aerei lasciavano scie di condensa e non scie chimiche che qualche idiota ritiene naturali;
Io stavo bene quando il posto fisso garantiva una vita serena e quando non esisteva una mentecatta a definire "choosy" i ragazzi che non si accontentano di una schiavitù mascherata da lavoro;
Io stavo bene quando andando in un quartiere non dovevo sentirmi straniero;
Io stavo bene quando i sindacati manifestavano per i diritti dei lavoratori, anziché per i clandestini;
Io stavo bene quando c'era un Falcone o un Borsellino che mi facevano pensare che non tutto è marcio;
Io stavo bene quando vedevo il Made in Italy trionfare;
Io stavo bene senza che il gay pride mi mostrasse uomini nudi in strada a mimare scene di sesso;
Io stavo bene senza che qualcuno definisse mamma e papà genitore 1 e genitore 2;
Io stavo bene senza vedere il delinquente sbeffeggiare un agente di polizia, venire arrestato ed uscire il giorno dopo;
Io stavo bene senza vedere un ministro dell'interno subire indagini per sequestro di persona dopo aver bloccato una nave di clandestini privi di documenti, che pagano 4000 euro alla criminalità organizzata, per venire qui ed essere sfruttati da criminali che si definiscono filantropi;
Io stavo bene senza il jobs act;
Io stavo bene senza che 4 balordi di Bruxelles dessero ordine di attenersi a tassi di disoccupazione stabiliti;
Io stavo bene prima di vedere latte, agrumi ed ortaggi venire gettati via per attenersi ai diktat dei suddetti balordi;
Io stavo bene quando un politico non definiva il 2 Giugno festa dei Rom;
Io stavo bene senza le teorie Gender e la finestra di Overton;
Io stavo bene quando un pedofilo non era uno che amava un bambino;
Io stavo bene quando non c'erano insetti in vendita o il kebab;
Io stavo bene senza il libero mercato e la globalizzazione;
Io stavo bene quando la bandiera italiana era un sacro vessillo e non veniva usata come straccio per pulire una targa da un sindaco.
Io stavo bene senza sentir dire ad un Presidente della Repubblica che è necessario cedere sovranità;
Non posso dire che non ci fossero tanti problemi quando stavo bene, non posso non dire che tante cose non erano visibili perché solo abilmente celate, ma che stavo meglio lo confermo e sottoscrivo. L'unico valore aggiunto è stata la rete, che con tutti i lati negativi, ha il pregio di consentirci di accedere con un click a buona parte dell'umano scibile. Ma io stavo bene ugualmente.
P.S. stavo e sto bene anche senza la tecnologia cancerogena del 5G. Andate a testarla voi progressisti...
dal Web
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domenica 25 agosto 2019

RISONATORE CRISTALLINO un potente strumento di guarigione


Nuovo programma di Lenny Rossolovsky, Advanced Mind Institute

Risonatore cristallino è un innovativo programma sviluppato dall'Advanced Mind Institute. Alla sua base c'è la frequenza di risonanza del cristallo di rocca 2675 Hz. Per ottenere l'effetto del dr. Holand, a questa frequenza è stata aggiunta la sua undicesima armonica (243.45 Hz). Nel corso delle sue ricerche il dr. Holand aveva scoperto l'effetto dell'unione di queste due frequenze sulle cellule patologiche: insieme combattono qualsiasi agente patogeno, cellule cancerogene comprese, e senza danneggiare in alcun modo la salute dell'organismo.

Alla base del principio d'azione dell'11° armonica c'è l'effetto di risonanza. Abbiamo visto che i cantanti d'opera possono, con la sola forza della voce, spaccare dei bicchieri di vetro. Anche l'effetto dell' 11° armonica si basa sullo stesso principio, ma al posto del bicchiere ci saranno le cellule patologiche.

Non NON affermiamo che questo programma possa combattere il cancro (non abbiamo a disposizione materiali che confermano o smentiscono questa tesi), ma in base alle ricerche da noi svolte ci siamo convinti che programma agisce negativamente sui virus, parassiti, funghi. A parte questo, la frequenza 2675 è adoperata da alcuni guaritori per la pulizia dell'aura umana. In internet si trovano dei diapason sintonizzati su questa frequenza, in grado di pulire l'aura e il corpo eterico. Anche in questo programma è usata la stessa frequenza dei diapason noti ai guaritori di tutto il mondo.
In questo programma sono stati altresì inseriti: un ritmo speciale della frequenza theta – 6.8 Hz - che secondo il dott. Rife, stimola le difese dell'organismo, e le frequenze del ritmo cardiaco mirate al rafforzamento del sistema cardio-circolatorio.

Il programma svolgerà un'azione positiva in caso di:
• sistema immunitario debole
• presenza di germi patogeni
• presenza di parassiti
• disfunzioni del sistema cardio-corcolatorio
• e inoltre, il programma rafforzerà in generale il vostro organismo.


Come usare il programma?

Dato che la frequenza di cristallo è un multiplo della frequenza dell'acqua, prima di iniziare l'ascolto accertatevi di non avere sete. E' importante, perché durante l'ascolto l'organismo si purifica dalle scorie, e se si riscontra una certa disidratazione, potrebbe verificarsi il mal di testa. Un eventuale mal di testa significa che il vostro organismo reagisce all'uscita delle scorie. In tal caso interrompetevi per un'ora e ripristinate la sessione più tardi.

Il programma «Risonatore cristallino» esercita un'azione più prolungata rispetto agli altri programmi: continua a lavorare sino a 48 ore dopo l'ascolto, perciò nel giorno di lavoro con questo programma si consiglia di non ascoltarne altri; questo aumenterà la sua efficacia. Se assumete degli alcolici fatelo almeno 12 ore prima di ascoltare il programma.

Come meditare?

Assumete una posizione comoda, chiudete gli occhi, fermate il dialogo interiore e già dopo alcuni minuti entrerete in un piacevole stato di rilassamento. Una persona media ci impiega circa 8 minuti. Prima di meditare è meglio bere un bicchiere d'acqua. Potete leggere di più su come meditare qui: come meditare in maniera corretta.
Si raccomanda di ascoltare questo programma con le cuffie, ma è possibile ascoltarlo anche tramite lo stereo (con le casse). In caso dell'ascolto tramite lo stereo l'effetto del programma sarà meno marcato.

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l'EURONOMANE Conte ...

NForcheri: La Lega è stata boicottata da tutti per solo avere osato inserire nel programma i minibot Chi si avvicina al punto G, viene punito
Il resto è fuffa

NForcheri:Io ho creduto in Bagnai e Borghi, e con ragione, sono tra i politici migliori che abbiamo. Fossero tutti così saremmo in altra situazione. Così come minimo.

La verità è che il M5S di cui adesso l'euronomane Conte è diventato il mentore, ha dato tutte le rassicurazioni possibili e immaginabili all'Europa e alla finanza sulla lealtà del movimento ai criteri di bilancio e ai mantra europei, dal deficit all'austerity mentre per le sparate di Salvini e i personaggi di cui sopra tali rassicurazioni non sono pervenute ai cosiddetti mercati, ragione per cui la Lega va boicottata nonostante e soprattutto per i voti presi alle europee.

IGNOBILE che tu non veda che è il solito vecchio becero copione, quello stesso utilizzato con Berlusconi, prima di silurarlo con un golpe in piena regola.

Ma non stupisce perché è anni che discuto con i grullini su questo punto

Ricordo che su questo punto ebbi una valanga di critiche di minacce di boicottaggi e di altro, perché insistevo sul disegno internazionale di fare il golpe a B, e spiegavo anche il perché

NForcheri:ah si? Pensi che il 5s dopo l'accordo con la van der leyen volesse la flat tax? il deficit al 3%? i porti chiusi alla Salvini con le trenta e moavero che remavano contro da mesi? e infine i minibot? Io non li ho sentiti più citare i minibot. Li ho citati io a questo convegno 5s dove ho detto: La lega dove è? Semplice non era stato invitato Borghi come relatore.

NForcheri: sta sicuro che il m5s ha promesso alla von der leyen e a quegli ambienti
niente riduzione tasse
niente deficit al 3% fregandocene dell'UE
niente porti chiusi
niente arresto limitazione contanti
niente contestazione di fiscal compact né del MES (guardati l'itervento di Bagnai, Conte ha fatto la riforma del MES senza consultare il parlamento)

DULCIS IN FUNDO: NIENTE MINIBOT O FACSIMIL


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I GOVERNI-BURATTINI

Perché i governi sono “burattini”? E chi sono i “Burattinai” ossia i loro “padroni”? Come non farsi più guidare da burattini e burattinai.

I VERI PADRONI DEI GOVERNI E DELL’UNIONE EUROPEA

Per comprendere cosa e come fare per risolvere i gravi problemi dai quali tutti i cittadini sono o siamo afflitti (debiti, casa, lavoro, pensioni, malattie, inquinamento, riscaldamento globale, impazzimento dei climi, ecc.), se si è saggi e intelligenti si dovrebbe comprendere prima di tutto chi comanda i governi, se essi sono dei semplici burattini e, se lo sono, chi sono i loro burattinai. Occorrerebbe quindi conoscere chi o che cosa fa muovere questi “burattini”, chi li comanda. Indagando in profondità veniamo a scoprire che i governi sono solo dei fantocci-burattini, delle semplici marionette mosse da “fili invisibili” che vanno sotto il nome di “Accordi Segreti”, “Trattato di Maastricht”, ecc., come ora vedremo insieme. Occorre essere Consapevoli di queste “cose”, altrimenti gireremo intorno ai problemi o al “problema”, come fa il cane che gira su se stesso mordendosi la coda, senza sapere di chi è la coda, credendo che sia di “qualcun altro”.

L’Unione Europea è comandata solo da 28 persone ossia da 28 Commissari. Troppe poche persone sanno che i 28 Commissari dell’Unione Europea sono i 28 rappresentanti delle più potenti multinazionali del mondo. Questi Commissari, secondo il Trattato di Maastricht, hanno poteri assoluti: spetta sempre a loro l’ultima parola.

Come fa la Commissione Europea ad avere tutto questo potere? Questo potere è dato esclusivamente dagli “Accordi Segreti”, come il “Trattato di Maastricht” che regola tutti gli stati aderenti all’Unione Europea. Infatti l’articolo 145 di questo Trattato dice:

– “LE DELIBERAZIONI PRESE DAGLI ORGANI DI COMANDO (i Commissari dell’U.E.) SONO ESECUTIVE” (art. 145).

Più avanti l’articolo 157 dice:

– “I MEMBRI DELLA COMMISSIONE NON SOLLECITANO NE’ ACCETTANO ISTRUZIONI DA ALCUN GOVERNO NE’ DA ALCUN ORGANISMO” (Art. 157).

Ci sono quindi 28 persone (i 28 Commissari dell’U.E.), rappresentanti delle 28 più importanti multinazionali controllate dai banchieri, che decidono per tutti, decidono per centinaia di milioni di cittadini dell’Unione Europea, impongono cioè che cosa si deve comprare, che cosa si deve fare e non fare. Pertanto i governi sono stati privati della loro autorità, come è scritto chiaramente negli articoli 145 e 157 del Trattato di Maastricht che avete appena letto.

Sono quindi questi 28 Commissari dell’U.E. a comandare i GOVERNI italiani ed EUROPEI dell’U.E., i parlamentari italiani ed europei nonché i “Parlamentari U.E”.

Pertanto, i parlamentari italiani e quelli di ogni stato europeo appartenente all’U.E. sono solo “comparse, fantocci, semplici burattini”. I cittadini sono quindi stati tutti straditi da queste “comparse” o “burattini”, essendo stati spodestati dal Trattato di Maastricht, di Velsen, ecc., e comandati da “Accordi Segreti” che gli stessi governi hanno ratificato in segreto con le corporation. Esse sono formate da tutte le entità più ricche della Terra, ossia da banchieri, multinazionali chimico-bellico-farmaceutiche, petrolieri, lobby economico-finanziarie.

Tutti i Parlamenti sono solo simbolici. Essi servono solo a dare una parvenza di democrazia

Anche il Parlamento europeo è quindi solo simbolico, i suoi/nostri rappresentanti non possono fare nulla poiché gli ordini vengono dall’”alto”. I parlamentari dell’U.E, ed i parlamentari del governo italiano sono stati “messi lì” solo per dare una credibilità o parvenza di “democrazia” che, ovviamente, non esiste. E’ in questo modo che il vero “Potere”, in mano alle “corporation”, inganna i popoli.

Dando una copertura di onestà attraverso (forse) onesti parlamentari, dando una parvenza di “democrazia”, ci fanno quindi perdere tempo in inutili dibattiti politici, nell’ascolto di falsità su falsità nei TG, nella lettura di notizie politiche sui quotidiani, in quanto politici, governi e parlamentari, per le predette ragioni (Trattato di Maastricht, Velsen, Accordi Segreti, ecc) non contano nulla,

I veri “Padroni del Mondo” (le corporation) hanno così tutto il tempo per agire “di nascosto”, per creare altri Accordi Segreti, nuovi sistemi ed armi di distruzione di massa, per creare sempre più problemi, guerre e debiti attraverso tutto ciò che può distruggere e destabilizzare l’Umanità ed il Pianeta.

Denaro e Potere possono essere “donati” solo dall’ “alto”, solo da banchieri e da potenti lobby economiche per cui le marionette politiche, i cosiddetti “politici”, sono e rimarranno sempre dei semplici burattini-servitori-camerieri dei banchieri ovvero servitori delle corporation alle quali devono le loro poltrone e tutto il loro potere. Anche i 28 Commissari dell’U.E., ossia i veri “governanti-proprietari” dell’U.E., fanno parte di queste stesse “corporation”.

In definitiva, per chi non lo avesse ancora compreso, questo “Sistema” é tutta una “Grande Sceneggiata” creata per ingannare i popoli e renderli sempre più schiavi incatenati a partiti e a diverse ideologie. Le ideologie politiche e non politiche vengono appositamente create per dividere i popoli attraverso i partiti, le persone, per dividere/spezzare la vita stessa delle persone e distruggerla in “mille brandelli” (“divide et impera” = se dividi le persone, puoi regnare su di esse).

Se siamo “divisi”, attraverso partiti, governi-burattini, ideologie appositamente create, caste, religioni, razze, leggi, ecc., se ci mettiamo o se ci hanno messo gli uni contro gli altri, abbiamo quindi bisogno di partiti e politici che vengano a risolverci i problemi, a farci da “garanti”, a recitare il ruolo di “salvatori dello stato”, fingendo di “risolvere i problemi”.

In base a quanto detto finora, partiti e politici sono tutti falsi. Sono stati creati, nessuno escluso, da questa stessa nostra “premeditata divisione”. Questo machiavellico sistema inventato dall’“alto” ci rende però sempre più “somari” e schiavi di politici e corporation, sempre meno liberi, sempre più oppressi da problemi e malattie in una inesistente “democrazia”. Essa, infatti non esiste, a causa di Trattati e Accordi Segreti, come già abbiamo visto. Che cos’è quindi questa “democrazia” di cui tutti i politici parlano e che vogliono difendere “a tutti i costi” assumendo il ruolo di “PALADINI” di questa stessa “Democrazia?

In verità, l’attuale democrazia é solo una “finta democrazia”. Essa è tutta una finzione, una grande recita o sceneggiata che serve solo a perseguitare chi dice la verità e innalzare chi dice un oceano di falsità, come fanno gli stessi politici e i gestori delle corporation. Questa “finta democrazia” serve quindi a speculare, distruggere, inquinare, fare guerre, far ammalare e morire la gente a causa di problemi creati dall’Associazione di “Governi e Corporation Uniti”. Tale “Associazione” ha infatti creato e “promosso” gravi problemi, quali ad esempio: povertà, OGM, pesticidi, erbicidi, concimi chimici, malattie, inquinamento, distruzione della Fascia di Ozono, riscaldamento globale, impazzimento dei climi, debiti, miserie, ingiustizie, ecc. “La Democrazia”, affermava Henry Louis Menchen (1880-1956), “è una forma di religione. E’ l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari”.


SMETTIAMO DI ESSERE DEI SOMARI

Noi cittadini dovremmo essere uniti, veramente informati, e governati non attraverso “Accordi Segreti” e governi compiacenti, non attraverso i Commissari dell’U.E. che rappresentano le 28 più potenti multinazionali del mondo, ma attraverso “qualcosa” che abbiamo dimenticato. Dovremmo essere uniti e “governati” solo attraverso il nostro Vero Amore, attraverso la collaborazione, la condivisione disinteressata delle ricchezze e non attraverso governi intermediari che invece si sono “messi in mezzo” per dividerci, per dare spazio, forza e vita al “nemico”, a “chi ci uccide”, ossia a lobby, banche, banchieri, multinazionali, le cosiddette “corporation”.

I governi corrotti, ratificando gli “Accordi Segreti” e facendo i loro personali interessi, hanno diviso i cittadini, tutti i popoli, hanno separato gli uni dagli altri anche attraverso guerre fratricide, discriminazioni, etniche, sociali, razziali, ideologiche, attraverso competizioni, inganni, falsità e speculazioni di ogni genere e tipo. Questa purtroppo é la realtà che tutti conosciamo o dovremmo conoscere.

(Estratto dall’eBook SOS TERRA del Maestro Isha Babaji)
ebook gratis al sito
https://laviadiuscita.net/i-governi-burattini/


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sabato 24 agosto 2019

AIDS: APRI LA BUSTA, LEGGI "POSITIVO" E COMINCIA A MORIRE


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L’AIDS NON È UNA BUFALA MA È LA FARSA PIÙ IGNOBILE ED INIQUA MAI ORDITA CONTRO IL GENERE UMANO

Tu Marco parli di bufala Hiv. Ma dire bufala ha poco senso. Una bufala sa di scherzo di carnevale o di pesce di aprile, di qualcosa che fa sorridere come innocente presa in giro. Qui siamo di fronte a qualcosa di tipo grave e scandaloso, vergognoso e truffaldino. Qualcosa che nessun gruppo organizzato si è mai sognato di fare. Qui siamo di fronte alla frode ed alla farsa planetaria più cinica e goffa di tutta la storia umana. Cinica da parte degli autori, goffa da parte dei creduloni e purtroppo anche delle vittime innocenti che hanno subìto questo raccapricciante inganno. Valdo vaccaro

vedi anche
https://altrarealta.blogspot.com/2011/12/supervirus-supercontagioso-super-bio.html

https://altrarealta.blogspot.com/2015/10/hiv-aids-farsa-piu-ignobile-ed-iniqua.html

altri articoli AIDS sul blog
https://altrarealta.blogspot.com/search?q=aids

Salvini: il grande inciucio tra Renzi e Grillo era programmato da tempo

Non ha più dubbi Matteo Salvini. I grillini lavoravano da tempo per un patto con il Pd. “Ho staccato io la spina al governo? Se il presidente Conte si autostacca e si autolicenzia, è una scelta sua. Poi, se qualcuno è già al tavolo con Renzi… significa che c’era un disegno preordinato”.

Il leader della Lega sostiene di lavorare per cercare di “sventare il grande inciucio tra Renzi e Grillo, che era programmato da tempo”. La riprova sarebbe che “in Aula si sono sentiti soltanto insulti, non è stata accolta nessuna delle nostre proposte. A riprova dell’accordicchio…”.

Prima o poi bisognerà andare al voto, quando converrà a Matteo Renzi. Anche perché i grillini sono all’angolo e a rischio estinzione politica. Andare al voto il prima possibile? “C’è soltanto il 10% delle possibilità” ammette il segretario leghista con i suoi.
https://www.laprimapagina.it/2019/08/21/salvini-il-grande-inciucio-tra-renzi-e-grillo-era-programmato-da-tempo/?fbclid=IwAR0qxHLVAklPLgC5WilZSH_Hhu6aBXsp08AOzf_d-96y0rwLGQCJDxQTV40


E' cosi' evidente un Conte che si presenta in aula con discorsi cosi'  offensivi
non lascia dubbi , si é autolincenziato lasciando la responsabilita' a Salvini della crisi, questo é l'inganno la crisi é stata voluta da Conte e dai 5 S e anche dai poteri forti della UE, tutto era preparato a tavolino, il piano era prestabilito gia' da tempo

IvanoV

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venerdì 23 agosto 2019

Osservo quello che stanno per fare al popolo italiano, mi vengono brividi..

Nel 2050 la popolazione africana sarà più di due miliardi..
Oltre che invasioni sarà una guerra globale tra i poveri..il neoliberista Renzi, traditore del popolo italiano parla di piano Marshall per l’Africa..
Ripeto, non abbiamo chiesto a nessuno di aiutare l’Africa.
Quelli che depredano il mio popolo e il vostro sono gli stessi che parlano di piano Marshall..
In realtà non è altro che una nuova strategia per continuare la violazione della dignità d’un popolo che chiede solo di essere lasciato in pace, di poter vivere secondo i valori ancestrali, in un paradigma concepito partendo della nostra cultura..essere Africani.

Dalla bolla PAPALE del 1454 ad oggi l’Africa ha subito ogni forma violenza da l’oligarchia criminale, l’aristocrazia feudale occidentale chiamata oggi poteri neoliberisti..
È la stessa stirpe che muta pelle nel tempo e nello spazio..
Chiediamo solo il diritto naturale di vivere secondo i nostri valori a casa nostra..
L’autodeterminazione politica, economica, culturale e spirituale..
Chiamano le deportazioni immigrazione..

Chiamano i bombardamenti, missioni di pace, importazione della democrazia…
Le armi di distruzione di massa di Saddam sono state la scusa per distruggere l’irak, l’assassinio di Ghedaffi, oggi la Libia è in un caos apocalittico..
Senza l’intervento russo, oggi la Siria sarebbe totalmente distrutta…l’attacco del Venezuela con tutti mezzi economici e propagandisti dei media di sistema…
Il colpi di stato francese in Africa…
L’eliminazione fisica di chiunque osa opporsi..

Ometto di parlare della tratta di esseri umani con l’avallo della chiesa cattolica per quattro secoli...i nostri antenati hanno lavorato in condizioni di schiavitù per costruire quello che l’occidente chiama oggi la più grande democrazia del mondo,costruita con il sangue del popolo africano..dobbiamo capire che l’America è in realtà il nuovo impero di Babilonia, il braccio armato d’una elite criminale cosmopolita discendente del potere feudale(i cosiddetti nobili,famiglie aristocratiche occidentale) composto da due rami, il potere temporale e il potere spirituale(due face della stessa moneta).

Questa oligarchia ha seminato morte ovunque nel mondo, Africa, America (genocidio del popolo autoctono), Australia, nuova Zelanda, asia..ecc..
Oggi i politici, i media sono solo servi di questa oligarchia..
Dicono tutto e il contrario di tutto seminando confusione, paura,odio in tutte le società con gli strumenti creati di proposito..
Oltre alla violenza fisica subita da molti popoli come il mio..

Osservo quello che stanno per fare al popolo italiano, mi vengono brividi..
Persone che il popolo italiano ha ripudiato si ritroveranno al governo…
Facciamo una riflessione collettiva..


Konaré
http://www.imolaoggi.it/2019/08/21/konare-osservo-quello-che-stanno-facendo-al-popolo-italiano-mi-vengono-brividi/?fbclid=IwAR39FO4xpoJDwt288sceKXohyxt-A79g-l5rl4UdlKBo8BuJ1V26i9s84XI
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Colonia Italia, solito copione.

Siamo alle solite, nel vecchio usurato copione. In Italia, dal dopoguerra in poi, o c’è un governo gradito ai mondialisti e agli americani, vedi DC e poi governi tecnici PD, oppure c’è un governo voluto dal popolo che puntualmente viene annerito, definito “fascista”, “razzista”, con tanto di diabolizzazione del capo, vedi caso Craxi, poi Berlusconi, poi adesso Salvini.

Questo copione viene snocciolato agli italiani nel frame emotivo della tifoseria da stadio dove due squadre devono assolutamente contrastarsi anche qualora avessero trovato, per miracolo, una sinergia, e agendo sulle leve della manipolazione di massa a cui si prestano i media appartenenti ai grandi gruppi, RAI compresa che sottostà ai diktat dei gruppi di pubblicità.



Ed è così che le due squadre di governo dovevano sin da prima della loro nascita mai unirsi in quei punti sovranisti, tanti, che condividevano nei programmi elettorali, insieme al programma della Meloni che, primo errore, è stata scartata sin da subito da Luigi Di Maio al momento di formare il governo. Pertanto la Meloni per tutta la durata di questo governo ha giocato al gioco di gettare olio sul fuoco della zizzania del divide et impera voluto dalla finanza internazionale, allo scopo di riformare un centro destra – voluto da Trump e Bannon – tanto poco sovranista quanto di stampo liberista, pro privatizzazioni, per le autonomie e le riforme costituzionali, di cui il presidenzialismo, riforme del tutto non necessarie per il popolo italiano ma che vanno, assieme al taglio dei deputati fortemente voluto da M5S e FdI, nel senso di castrare e silenziare il parlamento con un governo ancora più forte per di più espresso – nel caso del presidenzialismo alla francese – da un uomo forte al comando.

Ricordiamo che i punti in comune per cui alcuni sovranisti hanno voluto e votato questo governo erano, sia il reddito di cittadinanza che la flat tax, sia misure anticicliche keynesiane che la separazione banche commerciali e banche d’affari, sia la nazionalizzazione di bankitalia che una banca pubblica per gli investimenti, sia strumenti monetari aggiuntivi, come i minibot, che la sospensione dei limiti ai contanti e nessun aumento dell’IVA, il superamento della Legge Fornero e la rimessa in discussione del fiscal compact.

Questi erano i punti in comune tra i tre partiti che però hanno poi finito per dare la priorità a tutti gli altri punti, populisti e poco sovranisti, come le autonomie, il taglio dei deputati, oltre a una misura raffazzonata del reddito di cittadinanza, perché dalla copertura troppo corta, un non superamento della legge Fornero che ha partorito un topolino, quota cento, e per finire il regalo alla Francia: la TAV.

Sin dall’inizio, dicevo, comunque il governo è nato male: con il siluramento di Savona all’economia, e l’infiltrazione nel governo di ministri come Tria, in economia, che proprio non ne ha voluto più sapere di minibot, di superamento del deficit e di flat tax, oltre a personaggi non politici, come Moavero agli Esteri e la Trenta alla Difesa che hanno spudoratamente remato contro Salvini, denunciandolo persino negli ambienti comunitari (Moavero alla Commissione) per il decreto sicurezza bis fatto e votato giustamente per fermare le ONG con il toto clandestini all’Italia e quell’enorme inganno chiamato “immigrazione” di (finti)”profughi”.

Quindi dal punto di vista programmatico viene fuori che a partire dallo strappo sulla Von der Leyen di cui non si è capito il non detto do ut des, ma che possiamo facilmente immaginare nello scambio di favori al M5S di cariche di commissari e di altro tipo, ancora da scoprire entro ottobre quando si voteranno i commissari europei, la Lega si è vista pesantemente penalizzata a livello europeo nonostante la vittoria schiacciante elettorale – con un piddino italiano alla presidenza del parlamento europeo – e tanto di stigmatizzazione generale del personaggio Salvini, con la tecnica, già usata per Berlusconi e Craxi, di “character assassination”.

Tecnica utilizzata per tutti quei personaggi fuori dalle righe nel mondo, che non si adeguano al linguaggio del perbenismo ipocrita e mondialista, onde creare le condizioni presso l’opinione pubblica di un loro siluramento o assassinio quanto meno traumatizzante ed eclatante: Saddam Hussein, Gheddafi, Laurent Gbabo, oppure Orban, Chavez, Putin, Al Assad, Fidel Castro, il presidente nord coreano, ecce cc ecc, la lista è lunghissima e la tecnica è sempre la stessa. Dopo la character assassination si passa ai fatti con infiltrazioni e maneggi interni i quali, se non bastano, lasciano posto all’embargo economico, di qualsiasi tipo esso sia. In Europa essendo impossibile per via dell’unione doganale interviene lo spread.

Perché stigmatizzare Salvini? Perché Salvini negli ultimi interventi si è pronunciato contro alcune misure che l’UE vuole assolutamente imporci, come da me spiegato qua, ad esempio:
• l’eliminazione totale e illegale di contanti,
• il rafforzamento della fattura elettronica e agenda digitale indiscriminata,
• le privatizzazioni demaniali di cui ha parlato Conte nel suo intervento,
• l’obbedienza ai criteri di deficit imposti dal fiscal compact, del tutto ingiustificati poiché paesi come Francia, Spagna e Portogallo, ma anche Belgio continuano allegramente a sforare il 3% o ci si avvicinano.


Inoltre traspare ben chiara la volontà di Salvini, dagli ultimi interventi, di alleggerire assolutamente l’onere fiscale degli italiani con la “flat tax” e di chiudere i porti, due misure imprescindibili per la ripresa del paese o per lo meno per non farlo affossare del tutto, e verso le quali il 5s è risultato più prudente.

Al punto che nei 10 punti programmatici per un eventuale rimpasto di governo, Di Maio uscendo dal Colle ieri ha completamente omesso sia la flat tax, sia una soluzione porti chiusi – senza citare il decreto sicurezza bis votato dal suo gruppo che non poteva immediatamente rimettere in discussione – parlando in cambio di soluzioni ASSIEME alle politiche dell’Unione europee e la modifica del regolamento di Dublino. Ma come, non lo sanno che vi è un tacito consenso europeo e internazionale per portarli tutti da noi (e in Grecia) cioè nei due paesi presi di mira da chi ci ha denominati PIIGS, ossia i mercati, come strumento per destabilizzarci e farci fallire più facilmente?

Una lista di dieci punti quella di Di Maio che mescola appunto misure volute dall’establishment finanziario – riduzione dei parlamentari, Green Deal, conflitto di interessi RAI (quale?) per un modello bbc, velocizzare la giustizia per pignoramenti più rapidi, autonomie e riforme enti locali – con timidissime misure sovraniste, come il salario minimo orario – più che giusto ma senza strumenti monetari aggiuntivi e senza alleggerimento fiscale non farà che penalizzare ulteriormente micro e mini imprese – sostegno nascite, disabilità e aiuto casa – più che giusto ma senza dire NO ALLA PATRIMONIALE sono solo parole – rintracciabilità dei grandi evasori – bisogna capire chi intenda per grandi evasori, la mafia nostrana che opera in contanti, scusa suprema per digitalizzarci tutti, o le grandi multinazionali i cui flussi infrasocietari devono essere resi pubblici alle nostre autorità fiscali, per cui basterebbe la volontà politica compatta?

Per ultimo, banca pubblica per gli investimenti per il sud e separazione banche d’affari e banche commerciali: come vedete, questi due punti, che sono l’abc di una politica anticiclica e keynesiana che dir si voglia vengono in fondo alla lista, e poi visto che 10 punti sono tanti per un governo provvisorio non verranno mai attuati.

La tattica è sempre la stessa. Chi di noi aveva visto che nel contratto la priorità era il taglio dei deputati? Non certo i sovranisti che studiano la moneta, o chi studia gli abusi delle banche, eppure improvvisamente questo punto è andato all’ordine del giorno, perché all’agenda globalista che si intromette continuamente nei nostri affari premono più di tutto, oltre alle misure di austerità, le riforme della nostra Costituzione e dell’assetto dello Stato per andare verso un assetto costituzionale di regioni forti onde minare lo Stato centrale insieme a governi forti – presidenzialismo – e sempre meno importanza del parlamento, già esautorato da anni, relegato al ruolo del passa carte dei decreti di governo.

Il solito copione, fino a quando non metteremo la moneta al centro di un nuovo contratto sociale, sia nazionale che internazionale, non cambierà mai, ma anzi abbiamo visto che questi, alla minima burrasca dei media e dei mercati hanno smesso persino di citare la parola minibot, che ricordiamo era una proposta del senatore della Lega Claudio Borghi. In poche parole, il “sospettato” antieuropeismo mai sopito della Lega, oramai fugato dal M5S con molteplici dichiarazioni nel senso dell’euroadesione, oltre alla determinazione di contrastare il limite al contante, e di perseverare con la flat tax, il deficit al 3% e i pori chiusi hanno fatto il resto, essendo le misure più impopolari per i mercati e l’Europa loro lacché.

As usual. Colonia rimane chi si comporta come tale. E noi lo rimaniamo.

Nforcheri 23/8/2019
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LA SAGGEZZA DI TORO SEDUTO

UNA PREGHIERA ACCORATA AL GRANDE SPIRITO

Grande spirito, preservami dalla tentazione di giudicare un uomo prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini. Concedimi o Grande Spirito di imparare la lezione che hai nascosto in ogni foglia, in ogni granello di sabbia, in ogni sasso. Voglio essere forte e saggio e giusto, non per dominare il mio simile ma per combattere il mio più grande nemico, ovvero me stesso. Grande Spirito, fa in modo che io possa essere sempre pronto a venire da te con le mani pulite e lo sguardo leale. Fa in modo che, al calare del tramonto, il mio spirito si presenti a te senza onta.

NON SOFFERMARTI TROPPO SULLA MIA PIETRA TOMBALE

Non restate a piangere sopra la mia tomba. Non sto lì. Non dormo da quelle parti. Ogni cosa è sacra, ogni cosa vive, ogni cosa ha una coscienza. Ogni cosa ha uno spirito. Quando al mattino mi sveglio, ringrazio il Dio Creatore per la luce dell’aurora, per la vita che mi ha concesso, per il cibo che mi offre, per la forza che mi anima e che ritrovo nel mio corpo.

CONDIVIDIAMO LO STESSO RESPIRO

Per noi Pellerossa l’aria è preziosa perché tutte le cose, animali, alberi, uomini dividono il medesimo respiro. Come l’albero non finisce con le punte delle sue radici o dei suoi rami, come l’uccello non finisce con le sue piume e il suo volo, come la Terra non finisce con le sue vette innevate più alte, o le sue più abissali fosse oceaniche, così anch’io non finisco con le mie braccia, i miei piedi e la mia pelle, ma mi espando con la mia voce, il mio pensiero e il mio spirito. Oltre ogni spazio e ogni tempo. Perché la mia anima è il mondo.

IL VERO GUERRIERO SI DEDICA AI PIÙ DEBOLI

Per noi i guerrieri non sono quelli che voi intendete. Il guerriero non è chi odia e combatte il nemico, perché nessuno ha il diritto di prendere la vita di un altro. Il guerriero è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani e degli indifesi, degli animali, di chi non può provvedere a se stesso, e soprattutto dei bambini che sono il futuro dell’umanità. Parola di Toro Seduto.


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giovedì 22 agosto 2019

La guerra e´persa, la repubblica e´finita, inizia la resistenza



Nel video un'analisi perfetta della situazione politica Italiana.

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Le rivoluzioni iniziano quando le legittime aspirazioni del popolo sono disattese. Hanno scritto centinaia di libri sull´ascesa di Hitler, analizzando tutte le possibili cause. Ma il motivo e´uno solo: la popolazione era disperata, delusa, umiliata, depressa e senza alcuna speranza. E Hitler era la risposta, la speranza, il nuovo orgoglio, la vendetta, la rivincita, il futuro. Bruxelles si sta scavando la fossa. E con l´UE tutti coloro che per ritagliarsi lo spazio tra i vincitori passano sopra i loro principi, i loro connazionali, la loror patria. Ma chi vince oggi perdera´domani. Perche´la storia insegna che puoi domare un animale, ma l´uomo e´un animale diverso, allergico ai soprusi, all´arroganza, all´ingiustizia. Si puo´tingere il crimine con l´ipocrisia, con la propaganda, con le belle intenzioni. Ma la verita´vince l´ipocrisia e l´inganno. Resistiamo, perche´questa e´la forza dei vinti.

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mercoledì 21 agosto 2019

SULLA CRISI PARLAMENTARE E SU COME PERDERE UNA BATTAGLIA DIALETTICA GIÀ VINTA

Mentre Conte parlava, Di Maio era una sfinge impassibile, il volto appena increspato da un sorriso compiaciuto – un gatto col sorcio in bocca, diciamo – difficile da reprimere dinanzi al massacro a reti unificate del suo collega vicepremier. Mentre Conte Parlava, Salvini palesava nervosismo, si faceva portare l’acqua ed il caffè, si produceva in smorfie, gesticolava, faticava a trattenere la mimica del volto.,


Mentre Salvini e Di Maio, e l’intero Parlamento, e milioni di italiani dagli schermi TV, lo ascoltavano, Giuseppe Conte ha parlato. Alla fine del suo intervento di quasi un’ora, non crediamo vi fosse un solo telespettatore desideroso di essere nei panni di Matteo Salvini. Tutti covavano la stessa sensazione che devono aver provato gli appassionati di vela in occasione della indimenticabile edizione della Coppa America del 2013. Nella Baia di San Francisco, a un certo punto, gli sfidanti del Team New Zealand erano in vantaggio di 8 regate a 1 sugli americani di Oracle. Gliene mancava una sola per vincere l’ambito trofeo. Però, accadde qualcosa. Così come è successo qualcosa nel dibattito al Senato.

Salvini ha preso la parola e quello che pareva impossibile si è verificato. Una rimonta. E la faccia di questa rimonta era la faccia di Conte. Osservatela, andatevi a fare un bel rewind. Riguardatelo, mentre Salvini parla, e vi accorgerete che – da un certo istante in poi – il suo volto si fa terreo. Non è il viso di un vincitore, ma quello di uno sconfitto. E allora ci siamo chiesti perché. Dopotutto, il premier aveva condotto la sua arringa in modo quasi magistrale. Pur scontando la perdonabile ingessatura di ogni discorso letto (anziché declamato a braccio), egli era apparso logico, consequenziale, ineccepibile. Aveva appena bastonato il suo Ministro dell’Interno per dritto e per rovescio, ma senza mai alzare il tono della voce né inarcare il sopracciglio. Quasi che la litania di addebiti, ai limiti dell’insulto, rivolti al leader leghista fosse la semplice constatazione di una incontestabile verità: irresponsabile, inadatto, inopportuno, latitante, opportunista è quello che abbiamo capito e ci si perdonino eventuali incomprensioni o amnesie.

Conte aveva stravinto usando l’arsenale strategico della logica più che non i fuochi d’artificio tattici della dialettica. Eppure, di punto in bianco, Conte assume l’espressione di uno colto sul fatto, smascherato sul più bello. La cera dell’atleta tradito dagli scarpini sul filo di lana, per così dire. O, se preferite, il grugno di Roberto Baggio dopo il rigore sbagliato col Brasile nella finale Mundial del 1994. Perché?

Merito dell’abilità retorica di Salvini? No, Salvini è stato Salvini: efficace, diretto, ma non sufficiente a giustificare quel Conte impietrito. Merito degli argomenti di Salvini? Ni. Nel senso che tutti gli argomenti tirati in ballo da Salvini non sarebbero stati sufficienti a vincere le obiezioni e i capi di imputazione dell’avvocato del popolo. Ma uno solo di essi è bastato. E sarebbe bastato anche se a pronunciarlo non ci fosse stato Salvini, ma il più scalcagnato e meno convincente di tutti i parlamentari presenti in quel momento in Senato. Perché quell’argomento è la madre di tutti gli altri, è quello da cui discendono tutti i nostri problemi, dai più antichi ai più recenti. E perché quell’argomento ha a che fare con le parole “Costituzione”, “Democrazia”, “Libertà” e molte altre, compresa la parola “Italia”, giustamente citate dal nostro premier nel suo lungo monologo. E quell’argomento si chiama “Unione europea”.

Conte, alla fine del suo discorso, si è chiaramente e convintamente pronunciato a favore del processo di unificazione europea. Salvini, quasi subito, ha dichiarato che non vuole padroni e neppure catene, né lunghe né corte. Questo è il motivo per cui lo sguardo di Conte si è fatto plumbeo e questa la ragione per cui egli restituiva l’impressione di un vinto suo malgrado, dopo aver tenuto uno splendido discorso da pronosticato vincitore. Sgombrate pure dal tavolo qualsiasi altra questione, tra le innumerevoli sciorinate da Conte, e pure da Salvini. Sono tutte irrilevanti di fronte al vero, unico, grande quesito: l’Italia vuole riscattare la propria indipendenza di derivazione costituzionale o vuole continuare ad essere una colonia alla mercé di decisioni prese a Bruxelles e a Francoforte?

Per fattori diversi, che non ci importa qui indagare, a Giuseppe Conte e a moltissimi altri – anche all’interno del Governo, 5 Stelle in testa – il fatto di essere oramai una Nazione sotto schiaffo delle ubbie dei Mercati e passibile di finire nel “braccio di correzione” UE è un dettaglio in cronaca: sopportabile, gestibile, addirittura inevitabile. Come un fastidioso ronzio di zanzara in una scintillante notte d’estate. O come un capello birbante nel brodo squisito di un ottimo chef. Che vuoi che sia rispetto alla “crescita”, al “rispetto dei patti”, alla “competitività” europea sullo “scenario internazionale”?.
E lo ha certificato in modo icastico lo stesso Conte quando ha rivendicato con uno scatto d’orgoglio il placet italiano alla nomina dell’ultraeuropeista tedesca Von der Leyen alla Presidenza della Commissione europea. Oppure quando si è intestato il merito di avere – nientemeno! – sventato ben due procedure di infrazione a danno dell’Italia. Non rendendosi conto, forse, di quanto questa impennata di patetica fierezza costituisse una sorta di confessione non richiesta, dopo una genuflessione imposta.

Il leader di un Paese con velleità di indipendenza non si esalta per aver evitato “la multa” da parte di una sorta di comitato di occupazione straniero; dovrebbe, semmai, vantarsi (potendolo fare, s’intende) di aver smosso mari e monti per mettere in discussione le perverse “regole” che quella multa rendono possibile. Norme che sono autentici tradimenti nei confronti di chi ha ancora memoria della nostra Costituzione e nei confronti della memoria di chi quella Costituzione ha voluto e scritto, a costo della vita.

Per concludere, ci rincuora che Oracle abbia battuto New Zealand? Perché alla fine, se non lo sapete, ha vinto Oracle 9-8 nella più pazza delle rimonte della storia dello sport. In verità, non ce ne può fregare di meno, sia perché non siamo appassionati di vela sia perché non siamo né americani né neozelandesi. E ci rincuora forse che Salvini abbia vinto il suo braccio di ferro dialettico con Conte? Ce ne importa anche meno. Perché è una vittoria di Pirro fintanto che alle parole sovraniste non seguiranno atteggiamenti e impegni politici sovranisti. E, da questo punto di vista, il governo gialloverde ha tradito tutte le attese.
Per il poco, anzi nulla, che esso aveva fatto in proposito, la perdita non è irreparabile. Anzi, è riparabilissima. Ci toccherà probabilmente un governo giallorosso che si metterà a pelle d’orso nei confronti delle famose “istituzioni europee” e degli altrettanto celebrati “parametri”. Gli italiani cercheranno di sopravvivere, e ce la faranno, figurarsi: hanno masticato e digerito Monti, Letta, Renzi e, in tempi andati, persino Romano Prodi. Che volete che sia, siamo gente dallo stomaco forte, ma anche dalla memoria lunga come ricorderemo alla fine.

In ogni caso, da questo punto di vista, Grillo e i suoi possono stare tranquilli. Se davvero andrà in porto il matrimonio incestuoso con il Partito Democratico – un capolavoro di tatticismo machiavellico enorme quasi quanto la miopia e la stupidità politica che l’avrà eventualmente ispirato – essi potranno contare su autentici professionisti della subalternità fantozziana. Godranno dell’ausilio di chi, fin dal 1992, ha sistematicamente e alacremente lavorato per destrutturare dall’interno, a colpi di trattati, quella sovranità che (a mente dell’articolo 11 della Costituzione) sarebbe incedibile e quella Repubblica che (a mente dell’articolo 139 della Costituzione) non può essere “riformata” neanche con una riforma costituzionale. Alla faccia degli Stati Uniti d’Europa su cui discettano, o cinguettano, troppi parlamentari e troppi intellettuali italiani, con la giuliva incompetenza di chi è convinto che la “sovranità” dello Stato sia un retaggio del ventennio fascista.

E adesso che succederà? Non abbiamo la palla di vetro, ma una cosa è certa. Se fino a ieri eravamo convinti che Matteo Salvini avesse commesso una sequela impareggiabile di errori in questa surreale crisi di agosto, quantomeno sul piano della tattica spicciola (quindi, di nuovo, del machiavellismo di corto respiro), oggi almeno sappiamo che dietro quella scelta c’è anche un piccolo, quasi impercettibile, barlume di lungimiranza politica, e quindi, va da sé, anche di speranza. Che si vada al voto in ottobre piuttosto che fra quattro anni, il convitato di pietra sarà sempre lo stesso: l’Unione europea; e, insieme ad essa, ciò che dell’Unione vogliamo fare, da italiani con la schiena dritta.

E se la Lega ripartirà dalle ragioni che hanno trasformato in una maschera di cera i contorni gentili del Presidente del Consiglio, allora potrà trasmutare non solo i gradimenti dei social e le previsioni dei sondaggisti in voti veri, ma anche quei voti veri in una definitiva, e ad oggi impronosticabile, stagione di riscatto nazionale.

Ma si badi bene: è probabilmente l’ultima volta che gli italiani saranno disposti a dare una delega in bianco a chi si professa sovranista e populista fino al momento di mettere in piedi una compagine governativa. Ce li ricordiamo ancora gli eroici furori di quando siamo riusciti a limare la cresta del deficit da un due virgola quattro a un due virgola zero quattro per cento. E, si badi bene un’altra volta: ciò non significa necessariamente uscire dall’euro o dalla UE.
Quello è il Sogno, l’obbiettivo massimo. Ma ci sono mille altri ragionamenti che si possono fare e provvedimenti che si possono prendere, prima. C’è una sterminata terra di mezzo di opzioni in grado di ridare forza, fierezza, prestigio e dignità alla nostra derelitta Nazione. Non stiamo qui ad elencarli perché il web rigurgita letteralmente delle proposte di tantissimi italiani bravi, onesti e preparati che hanno fatto capire cosa si può fare di altro, e di oltre, rispetto al traccheggiamento servile cui abbiamo fino ad oggi assistito.

Ci sono innumerevoli modi, e altrettante “forme”, per andare in giro a rappresentare il Paese. Oltre, s’intende, a quello vile ed untuoso di cospargersi il capo di cenere ai vertici europei. E anche senza rompere subito, e d’emblée, il giocattolo. Inizino intanto, coloro che ne avranno l’opportunità e il coraggio, se e quando sarà il momento, con questi modi e con queste forme. Inizino col poco. Che poi il tanto, magari, arriva da sé. Perché, a dispetto di tutto quanto ha dovuto subire, l’Italia è già pronta.

Francesco Carraro - www.francescocarraro.com

P.S.: Un ultimo appunto, se ci è concesso, al nostro ex Presidente del Consiglio. Non ci è affatto piaciuto quando ha voluto stravincere (colto forse da una sorta di superflua captatio benevolentiae nei confronti dell’opposizione) biasimando Salvini per il suo “improprio” uso di simboli religiosi nell’agone politico. Dovrebbe rammentare, il nostro premier, che siamo i figli di una Repubblica nata e sopravvissuta anche grazie a un partito, la Democrazia Cristiana, che di “religioso” non aveva solo l’aggettivo qualificativo del sostantivo “democrazia”, ma persino una monumentale croce sul simbolico scudo. Lo sottolineiamo così, en passant, sperando di non offendere la “sensibilità” di altre fedi o magari di qualche agnostico o ateo di passaggio. Solo per rammentare che la “sensibilità” democratica non è necessariamente incompatibile con le nostre tradizioni cristiane. Anzi, forse la prima si è nutrita proprio delle seconde. Sia detto con tutto il rispetto, ma chiediamo fin d’ora scusa se è sembrato un post scriptum troppo populista. Sulla sostanza di quanto precede, invece, nessun pentimento. Solo speranza.




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