lunedì 31 dicembre 2018

Mauro Biglino - Noi Siamo Alieni Per Questo Pianeta

domenica 30 dicembre 2018

MIO DIO ! NON ESISTE ALCUN DIO !





http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa http://altrarealta.blogspot.it/

DECIDE DI PERDERE PER VINCERE DAVVERO

La scacchista ucraina Anna Muzychuk, giovane donna straordinaria, campionessa mondiale in carica, ha annunciato via Facebook che non difenderà i suoi titoli nei Mondiali che si terranno in Arabia Saudita dal 26 al 30 dicembre. "Non voglio portare l’abaya (la tunica d’ordinanza in alcuni paesi musulmani, ndr) e non voglio sentirmi una creatura di seconda categoria" ha scritto nel suo profilo la campionessa del mondo, annunciando il boicotttaggio alla manifestazione iridata, che verrà disertata anche dalla sorella, altra scacchista d’élite. "Tra pochi giorni perderò i miei due titoli mondiali, uno ad uno. Solo perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita, di non giocare con le regole di altri, di non mettermi l’abaya, di non dover andare per strada accompagnata con qualcuno, per, in sintesi, non sentirmi una persona secondaria. Sono preparata a lottare per i miei principi e saltare questo mondiale, in cui avrei potuto guadagnare più che in una dozzina di competizioni messe assieme. Tutto ciò è assai molesto, ma la cosa più terribile è che a nessuno interessi”.
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sabato 29 dicembre 2018

L’Italia deve tornare Italia, e questa è la via. L’Italia deve.

L’Italia deve uscire dall’Eurozona.
L’Italia si deve ricordare come stavamo – sì, certo, con le nostre mafie, le mazzette, i politucoli puzzoni, le parrocchiette industriali – quello che volete, ma come stavamo prima di diventare un intero popolo di straccioni che spendono una moneta tedesca. Ma vi ricordate? Si lavorava, si compravano case e si risparmiava per i figli più di chiunque altro al mondo.
L’Italia deve capire che non ce ne facciamo un cazzo di un gruppo di ragazzetti stellati che vogliono farci tutti più onesti e corretti, ma che concordano in pieno col mantenere 60 milioni d’italiani annichiliti sotto la Chemioeconomia della moneta tedesca.
L’Italia deve capire che non ce ne facciamo un cazzo di non vedere più rom e neri per strada, ma che invece ce ne faremmo tantissimo di avere un ‘duro con l’Europa’ che lo fosse davvero, e non un falsario cagasotto bulletto che ci ha ingannati perché tira proprio lui a diventare un Vip proprio in quell'Europa.
L’Italia deve, prima di tutto, raccontare ai suoi cittadini cosa devono e dovranno pagare per tornare ITALIANI, proprio i prezzi uno dopo l’altro, con precisione di somme e di tempi, e chiedersi: siamo disposti a pagarli per pochi anni, o forse solo mesi, per poi però tornare ITALIANI? Rispondete sì o no.
L’Italia deve allo stesso tempo raccontare ai suoi cittadini, anzi, ricordargli, quali sono i premi che dopo la burrasca gli pioveranno addosso se molliamo la moneta tedesca della Chemioeconomia. E che premi. Questo è un Paese che solo-solo accettasse i prezzi della sfida all’abominio della moneta tedesca, poi diventa il Paradiso, e allora sì che andranno fatti i muri alle frontiere, ma non contro i rom e i neri, contro australiani, tedeschi, olandesi, americani, belgi, russi…
Non ci vuole molto. Basta stare compatti e stretti gli uni agli altri per il poco tempo della tempesta. Poi, mentre ci piovono addosso quei premi, ricordarsi SEMPRE di questa regola al Ministero del Tesoro:
Con moneta sovrana italiana, la Spesa Pubblica sarà maggiore delle tasse, e si scrive Deficit senza nessun riguardo per le %, per tutto il tempo necessario fino a che l’ultimo disoccupato sarà stato assunto, fino a che i pensionati poveri saranno solo un brutto ricordo, fino a che le parole malattia e liste d’attesa saranno introvabili su Google Italia.
L’Italia deve tornare Italia, e questa è la via. L’Italia deve.
Paolo Barnard
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venerdì 28 dicembre 2018

I “Delitti Partigiani” e Compagno Mitra

COMPAGNO DRAGO e gli altri: i serial killer protetti dal Pci

una recensione con un articolato commento a cura di ANDREA ZAMBRONE *

Con il libro “Compagno mitra” hanno nome e volto quei partigiani che uccisero nemici politici e innocenti padri di famiglia. Molti fatti raccontati dallo storico Gianfranco Stella sono noti. Quel che non era noto erano i nomi dei killer e delle bande di gappisti che agivano indisturbati in nome della giustizia proletaria con omicidi, razzie, sequestri ed estorsioni riuscendo a sfuggire alla giustizia o salvandosi con pochi anni di carcere. Come il partigiano Drago: un killer spietato che ammazzò 150 persone, tra cui il sacerdote don Dante Mattioli, il cui corpo non venne mai trovato. Coperto dal Pci, sconosciuto ai libri di storia, nessuno lo disturbò mai e morì nel suo letto con al collo una medaglia al valor militare.

Molti di loro vennero decorati con la medaglia d’oro, altri diventarono persino deputati del Pci o segretari dell’Anpi locale. Ad altri ancora la vita non fu facile, dovettero conoscere la dura fatica nei campi di patate nella Cecoslovacchia sovietica, ma poi dopo pochi anni tornarono a casa dove poterono così ricominciare la loro vita, come se niente fosse.

C’è anche chi fu condannato all’ergastolo subito dopo la fine della guerra, ma potè godere dell’amnistia di Togliatti già dal 1950 e così ripulirsi per gli anni a venire. La carrellata di killer spietati raccolta nel libro Compagno mitra (in uscita su Feltrinelli e Amazon il 15 novembre; per info stella.gianfranco46@libero.it) rappresenta un documento impressionante di come la Resistenza di marca comunista si sia macchiata di crimini orrendi che rimasero impuniti allora e oggi sono stati semplicemente derubricati ad azioni di guerra.

Con questo libro, il suo autore, lo storico Gianfranco Stella, ha completato l’anello mancante che serviva per una completa pacificazione nazionale: dire i nomi di chi, approfittando del caos seguito all’8 settembre, regolò i conti in vista di una imminente rivoluzione bolscevica. E’ per questo che la presentazione di sabato scorso a Reggio Emilia ha in un certo senso chiuso finalmente il cerchio. Un cerchio iniziato molti decenni fa con la pubblicazione dei nomi delle vittime della violenza partigiana. Semplici nomi, a quali dopo molti decenni si aggiunsero le dinamiche nelle quali maturarono i crimini più efferati. Tutto questo ha alimentato la cosiddetta storiografia revisionista alla quale però mancava spesso un cappello finale: il nome, appunto degli assassini.

Ebbene, i nomi spesso c’erano, in molti casi si conoscevano perché le inchieste giudiziarie fecero il loro corso prima dell’amnistia. Ma l’amnistia, oltre a salvare centinaia di killer spietati dall’ergastolo, produsse anche un fenomeno ingiusto: mettere al riparo quelle persone delle quali poi nessuno potè parlare, perché in fondo protette dalla cappa onnipresente del partitone rosso, che garantiva loro di poter ricominciare indisturbati la loro vita per non macchiare la vulgata resistenziale che nel frattempo si imponeva nelle scuole, nei libri di testo e nei comuni.

In questo libro di 600 pagine i nomi sono la cosa più significativa. Molte dinamiche, molti eccidi, si conoscevano. Ma ad esse mancava giusto il responsabile. Ed è per questo che l’Anpi sabato ha manifestato davanti all’albergo delle Notarie di Reggio Emilia dove dentro Stella presentava il suo libro con il Centro Studi Italia e la Fondazione Azzolini: perché quei nomi, riportati alla luce da Stella, sono la prova che nel Triangolo della morte, ma anche in Liguria, in Veneto, in Lombardia e in generale in tutto il nord Italia, i partigiani comunisti hanno ucciso innocenti per puro odio ideologico e politico. Dal punto di vista storico, bisognerà dunque arrivare anche ad una revisione di quella stagione che tenga conto appunto anche delle coperture di cui questi criminali hanno goduto.

Basterà, per far comprendere questi silenzi lunghi oltre 70 anni, raccontare anche solo un caso degli oltre 200 resi noti e messi in fila da Stella. E’ quello di un partigiano fantasma, il cui nome non compare neppure nella storia della Resistenza reggiana di Guerrino Franzini, che rappresenta la “bibbia” della vulgata resistenziale.

Di Licinio Tedeschi (in foto), nome di battaglia Drago, ma anche Marat, nessuno sapeva nulla. Il suo nome si perde nell’aneddotica delle famiglie vittime, che da troppi anni piangono i loro cari ben sapendo il nome di chi uccise così barbaramente un padre o un fratello. Ma nessuno ebbe mai il coraggio di parlare. Eppure, la figura di Licinio Tedeschi è impressionante per crudeltà a cui si aggiunse nel tempo una impunità sprezzante e sicura per un uomo cui, a conti fatti, Stella attribuisce la bellezza di 111 vittime nell’immediato dopoguerra e 39 prima del 25 aprile. Numeri che non si spiegano senza mettere in conto una copertura di una struttura di livello più alta. Tedeschi nasce a Castelnovo Sotto in provincia di Reggio Emilia nel 1914. Di lui, Stella dice: “Licinio Tedeschi può essere considerato tra i più spietati serial killer della Resistenza italiana e il maggior assassino del Reggiano. Suoi pari vi saranno stati, ma nessuno ho trovato più assassino di lui. Uccise preti, medici, carabinieri, donne, presunte spie, ex fascisti, professionisti, facoltosi imprenditori che nulla avevano a che fare col Fascismo e anche partigiani”.

Con un curriculum del genere si comprende bene perché il Pci reggiano avesse interesse a coprirlo. Perché con Drago ad uccidere c’era un nutrito squadrone della morte che ha seminato il terrore nelle campagne della Bassa reggiana per un triennio almeno. Una squadra di killer che qualcuno consentiva operasse indisturbata e che, subito dopo la guerra potè riscuotere come una cambiale impunità e protezione. Stella racconta infatti che Tedeschi fu impiegato alla segreteria dell’Anpi “grazie alle contribuzioni forzate che riusciva egregiamente a incassare e parzialmente a versare”. Il suo primo omicidio lo compie a Udine nelle caotiche giornate dell’armistizio all’interno della caserma del 23esimo reggimento dove era soldato. E’ il 9 settembre, appena il giorno dopo la destituzione del regime, quando uccide il sottoufficiale addetto all’armeria che si era opposto alla sua pretesa di prelevare armi. Ne riempì due borsoni e il sottoufficiale venne derubricato a vittima dei tedeschi che quel giorno avevano occupato la caserma. Da quel giorno Tedeschi non smise più di ammazzare. “Le sue azioni piacevano al partito comunista e meno ai membri del Comitato di Liberazione provinciale i quali denunciavano l’inutilità di quelle sciagurate iniziative e finivano sempre col provocare reazioni dei tedeschi”. Ma lui andò avanti. Ad esempio: il 13 aprile del 1945, proprio nello stesso giorno in cui veniva ucciso il seminarista Rolando Rivi, prelevò tre persone: il commissario prefettizio del comune di Castelnovo Sotto, un residente e il parroco don Dante Mattioli e il nipote. Furono uccisi tutti con colpi di pistola e i corpi non vennero mai ritrovati.

La morte di don Dante Mattioli è sempre rimasta un mistero. Il suo nome è finito nel martirologio delle vittime del clero per mano partigiana, ma ora, con questi documenti scoperti da Stella, si può finalmente avere un colpevole che uccise per odium fidei un parroco che nulla aveva a che fare con il Regime e aveva come unica colpa quella di non essere comunista. Di storie del genere, la cartella di Tedeschi è piena e finalmente per tanti famigliari si può dare un nome ai killer rimasti nell’ombra per 70 anni. Il 25 aprile ad esempio, tanto per festeggiare la Liberazione pensò di ammazzare il medico condotto del Paese di Gattatico, il dottor Enrico Alberti e così fece nei giorni seguenti con la sua squadra della morte per cittadini che avevano come unica colpa l’avere la tessera del partito fascista. Le sue azioni non si limitavano agli anti-comunisti. Un partigiano rosso, Mario Bertozzi di Boretto, durante un periodo di detenzione, fece il suo nome in riferimento ad alcuni delitti. Appena uscì venne freddato da una raffica. La stessa sorte toccò ad un altro compagno di armi che aveva rivelato alle autorità la base segreta di Drago.

E ancora: taglieggiava per conto del partito comunista gli imprenditori della zona e chi non si piegava veniva ucciso, sequestrò molti possidenti in nome della giustizia proletaria. Nessuno poteva fermarlo: uccise ancora il maresciallo dei carabinieri di Brescello, il cui corpo venne ritrovato soltanto negli anni ’60 durante uno scavo. A lui è legato un episodio della carriera del celebre giornalista Enzo Biagi. Il nome di Licinio Tedeschi era nell’aria, ma nessuno lo faceva per paura. Così, per controbilanciare la linea editoriale scelta dalla Rizzoli che con il settimanale Epoca aveva documentato molte efferatezze partigiane, volle sentire anche l’altra campana. Andò a Poviglio, dove negli anni ’60, Tedeschi si era trasferito e si presentò a casa sua per chieder un’intervista. Per nulla intimorito dalla fama del grande giornalista rifiutò qualunque tipo di incontro. Allora Biagi gli fece prospettare il pagamento di una somma di denaro. Ma neppure questo lo smosse: “Il killer gli rispose che se avesse voluto denaro, gli sarebbe bastato girare durante il giorno di mercato per le strade di quei comuni dove era conosciuto e con il cappello in mano avrebbe riscosso tanto denaro da riempirlo”, riferisce Stella.

Una ricchezza che il Drago non teneva soltanto per sé. Stella sostiene che parte delle contribuzioni forzate che Tedeschi versò all’Anpi servirono al Pci per acquistare l’antico palazzo di Rocca Saporiti in via Toschi, che nel ’54 diventerà la nuova sede del partito. Da ultimo va detto che quando nel ’46 gli venne revocata la medaglia d’argento al valor militare, fu proprio l’Anpi a fare pressioni perché potesse riottenerla. Ebbene: la riebbe nel 1988 con un decreto presidenziale apposito nelle cui motivazioni viene ricordato un episodio di un combattimento valoroso contro i tedeschi. Nessun cenno, ovviamente, alla seriale attività di killer in nome e per conto della Resistenza rossa.

citando Orwell: “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.

http://www.consulpress.net/delitti-partigiani-di-gianfranco-stella/
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giovedì 27 dicembre 2018

Ecco perchè “Mani Pulite” fu un vero e proprio colpo di Stato

“Mani Pulite” continua ad essere agiograficamente celebrato come un evento decisivo, come una liberazione, vuoi anche come il trionfo della democrazia sulla corrottissima “Prima Repubblica”. Ma siamo davvero sicuri che sia questo il corretto modo di intendere quanto accaduto?

Mi permetto di dubitarne, sollevando il dubbio metodico di marca cartesiana. Il compito della filosofia, forse, risiede proprio nel problematizzare l’ovvio o, come diceva Heidegger, nel fare emergere come “in ogni cosa risaputa si celi ancora qualcosa degno di essere pensato”.

Sarò telegrafico, esponendo in forma apodittica (per mezzo del puro ragionamento) la mia tesi, che ho meglio argomentato nello studio “Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione” (Bompiani 2014, cap. VI). “Mani Pulite”, con buona pace delle retoriche edificanti e della “pappa del cuore” per anime belle, fu un vero e proprio colpo di Stato che rese possibile l’abbandono del welfare State e di quelle forme politiche che, pur corrottissime, ancora ponevano in primo piano la comunità umana e i suoi bisogni concreti, l’istruzione e la sanità garantite, non certo il mercato sovrano e assoluto.

La logica dialettica di sviluppo del capitalismo, è quella della progressiva estensione della forma merce a ogni ambito e, insieme, della distruzione di ogni limite che a tale movimento si opponga: “ogni limite è per il capitale un ostacolo”, sapeva già Marx. Il capitale procede allora al superamento degli ostacoli, per imporre la forma merce ovunque, di modo da rispecchiarsi in ogni cellula della realtà integralmente reificata.

Ora, con la “prima repubblica” vi era certo la corruzione (che non mi sogno di negare o anche solo di ridimensionare!), ma vi era pur sempre un governo ispirato a valori non coincidenti con quelli del mercato e, anzi, potenzialmente in grado di prendere posizione contro di essi. DC e PCI, pur diversissimi, erano accomunati da un’attenzione per il sociale, che oggi è scomparsa su tutto il giro d’orizzonte, a destra come a sinistra. Il fanatismo dell’economia doveva abbattere esattamente tutto questo, per sostituirlo con una politica che non fosse altro che la continuazione dell’economia con altri mezzi.

Fu ciò che, appunto, “Mani Pulite” rese possibile. Non era possibile farlo tramite un aperto colpo di Stato militare, proprio come gli USA non possono bombardare i popoli esibendo l’autentica ragione, cioè la criminale brama di dominio imperialistico sul mondo. E proprio come gli USA, dal 1989 ad oggi (in quella che, con Costanzo Preve, ho definito la “quarta guerra mondiale”), bombardano sempre in nome dei diritti umani e della libertà, della democrazia e dell’umanità, analogamente “Mani Pulite” distrusse i diritti sociali e una politica non ancora subordinata integralmente all’economia, e lo fece in nome della lotta alla corruzione e della giustizia, dell’onestà e della questione morale.

Lo fece, cioè, trovando l’appoggio di un’opinione pubblica artatamente pilotata e, di più, rincretinita ad opera del circo mediatico e dal clero giornalistico, tramite parole d’ordine come “lotta alla corruzione” e “onestà”; parole d’ordine che, trovando subito il consenso universale, fecero sì che gli italiani acconsentissero e, di più, volessero la distruzione dell’Italia stessa come Paese sovrano e non ancora integralmente sottomesso al fanatismo economico.


Il grado di ipocrisia fu, grosso modo, lo stesso che riscontriamo abitualmente nelle politiche estere statunitensi: la lotta contro la corruzione divenne il casus belli per distruggere lo Stato, la politica e i diritti sociali conquistati,e dunque per aprire l’esiziale ciclo delle privatizzazioni in nome del sacro dogma – sempre ripetuto ancora oggi nelle omelie neoliberali – della competitività in assenza di lacci e lacciuoli dello Stato.

Non diversamente, gli USA continuano a usare barbuti dittatori come pretesto per massacrare i popoli (Iraq, Libia, ecc.), sempre in nome – citando Preve – dell’intervenitismo umanitario, del bombardamento etico e dell’embargo terapeutico. Questo è il punto. Occorreva attuare la cosiddetta “rivoluzione liberista”, ossia la privatizzazione neoliberale dell’intera società, con aziendalizzazione del sociale, rimozione del diritti sociali (sostituiti dai diritti civili, innalzati a soli diritti esistenti), distruzione della politica, sostituzione dei politici con maggiordomi della finanza e del vecchio capitalismo europeo dotato di welfare state, con il capitalismo selvaggio americano senza diritti e garanzie.

Questo fece Mani Pulite, con buona pace delle grandi narrazioni ripetute urbi et orbi dalla propaganda ufficiale. Mani Pulite fu un colpo di Stato giudiziario ed extraparlamentare con cui, in coerenza con la nuova politica globale, si era precocemente iniziato a distruggere il lascito di uno Stato sociale di stampo keynesiano, sia pure in preda alla corruzione.

Si aprì, così, nel consenso generale, e nel trionfo di scene patetiche come quella del lancio delle monetine a Bettino Craxi, il ciclo irresistibile di politiche interscambiabili di centro-destra e di centro-sinistra, in un’alternanza senza alternativa, in cui a vincere era sempre e solo il mercato, sempre e solo il nesso di forza capitalistico, sempre e solo il fanatismo dell’economia. Da qui occorre tornare a riflettere, per comprendere le vicende degli ultimi vent’anni, il piano inclinato che ci ha portati dove attualmente siamo.

Articolo di Diego Fusaro

Fonte: scenarieconomici.it


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sabato 22 dicembre 2018

I RICCHI DI STATO – il problema censurato


La fine delle speranze nel contratto giallo-verde (il cui scopo non poteva essere che uno l’uscita dall’euro – ma i grillini non l’hanno voluto): torna a porre in primo piano il problema elementare e fondamentale – e assolutamente taciuto – della vita sociale e politica italiana: la guerra di “quelli che dallo Stato prendono” contro “quelli che allo Stato, i soldi li danno”. Pongo appositamente la questione nella sua rozza brutalità.
Si tratta di due mondi separati: quelli che allo Stato i soldi “li danno”, sono condannati al precariato, lottano per lavori da mille euro al mese, hanno pensioni da 600, sperano in sussidi di 780. Quelli che i soldi allo Stato “li prendono”, vanno sui 7 mila euro mensili (a cominciare dai fattorini del Parlamento) sicuri e fissi e garantiti senza pericolo di licenziamento; sono i magistrati che “prendono” (non dico “guadagnano”) in media , comprese le «indennità fisse e accessorie», 142.554 euro annui. Ossia quasi 5 volte lo stipendio medio di un professore; 3,5 volte quello di un dipendente di un ente di ricerca e 3,3 quella di un docente universitario. E per giunta, inamovibili, insindacabili e totalmente irresponsabili verso la comunità nazionale, arrivano tutti con la carriera automatica allo stipendio di Cassazione. Sono i giornalisti RAI cui paghiamo stipendi mostruosi, tanto che la corrispondente dagli USA “prende” (non dico “guadagna”) quasi quanto il presidente Usa. Sono i funzionari di Regione Sicilia arricchiti, i deputati della Sicilia che prendono più dei parlamentari nazionali (che già prendono più di ogni altro parlamentare in Europa) e nello stesso tempo lasciano la loro popolazione in miseria e dipendente da aiuti pubblici, e “non sono capaci” (non vogliono) spendere i fondi europei di cui la Sicilia dispone, e sono più di 4 miliardi di euro. Sono i funzionari ministeriali che vengono premiati con 21 milioni perché “aiutano”, bontà loro, a scrivere la manovra, per cui sono già pagati.
Cosa occorre di più che siamo sotto il tallone schiacciante di una oligarchia spoliatrice, insindacabile perché ha occupato la “legalità”, che estrae da un popolo che ha impoverito, stipendi da ricchi? Senza contropartita, perché questa oligarchia non si sente obbligata nemmeno a collaborare per far aumentare i redditi dei produttori, dai quali estrae i suoi ricchissimi emolumenti. Anzi in generale , inceppa i produttori come sospetti di “evasione fiscale”, ossia come sospetti di sottrarre qualche briciola al monte dei loro stipendi milionari. Occhiuti persecutori, vogliono che le loro vittime documentino ogni spesa , chi hanno dato a chi, quanti soldi hanno in banca… Ma nello stesso tempo, non pagano i fornitori privati a cui devono ormai centinaia di miliardi, obblgandoli ad indebitarsi per avere i capitali operativi, che lo Stao gli deve:

https://www.panorama.it/economia/ritardi-nei-pagamenti-ecco-quanto-lo-stato-deve-alle-imprese/

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-11-28/pagamenti-pa-maglia-nera-ritardo-due-e-intenzionale–080928.shtml?uuid=AEHpHioG

li lasciano fallire e suicidarsi; lasciano senza casa da anni i terremotati del centro-Italia.

http://www.lanotiziagiornale.it/otto-suicidi-in-un-anno-e-mezzo-ecco-laltro-terremoto-in-centro-italia-dopo-le-scosse-uccide-la-solitudine/

Sono tutto pro-negri e pro-immigrazione, ne vogliono portare fra noi 250 mila all’anno, e intanto lasciano che 250 mila giovani laureati italiani ogni anno debbano emigrare: la cosa non colpisce le loro coscienze callose e incallite come tragedia nazionale.
Già sarebbe stata una riforma essenziale se il “governo del cambiamento” avessero varato una norma che lega gli aumenti degli stipendi pubblici, diciamo sopra i 4 mila euro mensili, alla crescita del Pil; quando il Pil decresce, decrescano gli stipendi dei Mattarella, delle Botteri e Berlinguer, dei procuratori – persecutori, dei ministeriali scendono. Sarebbe stato il modo, almeno, di interessare questi privilegiati al destino del Paese, a sentirsene finalmente parte e corresponsabile. Iventare almeno un po’ come gli statali spagnoli, efficaci ed efficienti per patriottismo, che coi fondi europei hanno rimodernato il Paese.
Macchè: E’avvenuto, mi dicono, il contrario. I “rivoluzionari “grillini e leghisti, hanno subito cominciato a pensare e sentire da oligarchi, appena arrivati a Roma assediata dalla rumenta ma piena di terrazze ed attici di lusso di ricchi di Stato, sono stati subito assorbiti nelle feste cafonali immortalate da Dagospia e dal film “la Grande Bellezza”., dove improduttivi ricchissimi (di soldi pubblici filosofeggiano sul nulla in divani doviziosi). Mi dicono che molto della disfatta del progetto Italexit è dovuto a questo assorbimento ed azione corruttrice dei “ricchi di Stato” nelle loro festone aum-aum, nelle loro adulazioni e dolce vita, dei “barbari” sovranisti. Del reso anche i “barbari” quando prendono 15 mila euro mensili, rapidamente cominciano a pensare da oligarchi ripieni di denaro pubblico e a diventare parte dell’Ancien Régime alla corte di Versailles. Ho assistito personalmente a questa metamorfosi quando, per varie circostanze, avevo conosciuto la Pivetti. Immediatamente assorbita ed adulata e cucinata nei centri del potere oligarchico, si era sentita una specie di imperatrice Teodora – per finire poi nel nulla come un biglietto del tram spiegazzato da Violante e Scalfari, che l’avevano usata per le loro trame anti-berlusconiane. Un nulla beninteso che meritava pienamente, perché – questo è il punto – quando si è nullità intellettuali e morali, non si sa resistere alle tentazioni delle dorature di cui il potere oligarchico è geneoso per qualche tempo (tanto, paghiamo noi che i soldi “li diamo”), e nemmeno capire che sono dei trucchi corruttori. La Boldrini, Fico, hanno subito la stessa metamorfosi. Mi dicono lo stesso di Foa, lo svizzero abbagliato e sedotto e neutralizzato dagli inviti dei salottini cafonali romaneschi, e di Salvini.
Ma i grillini hanno la responsabilità peggiore del fallimento del progetto, e di quel che succederà. Come ho detto e ripetuto, invece di capire che hanno portato il Sud povero ed assistito (povero perché assistito) nel CLN per la liberazione dall’Euro, hanno avanzato il loro programma ecologista-straccione di decrescita e assistenzialismo. Con ciò, hanno messo a nudo e riaperto la frattura che il progetto eurexit aveva chiuso: quella fra Sud e Nord produttivo, due mondi estranei, due Italie. Nella misura in cui il Meridione è assistito, ossia i soldi dallo Stato “li prende” (briciole per le masse, speranze di prenderne con Reddito di Cittadinanza) si è comportato come volevano gli oligarchi che dallo Stato prendono milioni. Il loro primo ministro Conte, i loro parlamentari, i loro ministri sono lo strumento di Mattarella e della “più Europa”; hanno accettato di asservirci come esigono gi oligarchi inadempienti e “milionari di Stato”
Ovviamente l’effetto quasi immediato è stata il ritorno in primo piano dell’ “autonomia” di spesa delle Regioni del Nord. Che piaccia o no, lì ci sono quelli che soldi allo Stato “li danno”, e non possono condividere nulla della scelta di decrescita del 5Stelle, sapendo che essa toglierebbe anche i mezzi per cui il Meridione viene assistito. La tragedia è che i meridionali non riconoscano questa dipendenza; già le loro centrali, le Regioni corrotte come la Sicilia, che godono della più scandalosa autonomia di spesa e di scelte politiche rovinose e corruttrici (pagata però a pié di lista dallo Stato ossia dai contribuenti, ossia in definitiva dal Nord) già strillano contro le pretese di autonomia del Veneto e della Lombardia, sapendo (ma non dicendolo) che da lì vengono i soldi loro.
I grillini, che sono maggioranza al governo, dovrebbero rispondere mettendo fine alla “autonomia” sprecona e corrotta della Sicilia: la sua classe dirigente non la merita, ha dimostrato di non saperla gestire. Sarà meglio governata dal Centro dello Stato – dove se non altro ci devono essere tecnici che sanno come spendere i 4 miliardi di fondi europei. Allora avrebbero la legittimità per negare, o controllare, l’autonomia del Veneto.
Ovviamente, questo è un inizio di secessione – il Nord gravita sempre più verso il sistema produttivo tedesco di cui è già parte, il Sud si è abbandonato alla “decrescita felice” ecologista e frumentaria, ma vuole essere finanziato. E ne ha tutti i mezzi di oppressione e spoliazione per continuare a farsi mantenere (nella miseria), perché i mezzi, sono quelli dell’oligarchia che dallo Stato “prende” miliardi, non il reddito di cittadinanza: la “giustizia”, la “leglità”, i Carabinieri, la Corte Costtituzionle, EUrogendfor…più Europa.
Questa sarà la guerra civile prossima ventura.
Maurizio Blondet 22 dicembre 2018
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Che schifo: terrorizzano i pensionati per salvare le pensioni d’oro

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sabato 15 dicembre 2018

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venerdì 14 dicembre 2018

Manovra, ricapitolando: il deficit della Francia va bene, il nostro no.


Manovra, ricapitolando: il deficit della Francia va bene, il nostro no. Ora sono chiare due cose





Ricapitolando: dopo 10 anni di deficit eccessivi, con picchi addirittura al 7% del Pil e sfondamenti anche nel periodo in cui il commissario Ue Pierre Moscovici era ministro delle Finanze, la Francia ottiene l’ennesimo sforamento del tetto del 3%. Niente da fare invece per l’Italia: la riduzione del deficit dal 2,4% al 2,04 non va ancora bene.

Sono chiare a questo punto due cose fondamentali:

1) l’attacco della Commissione Ue nei nostri confronti è più politico che economico: contro i sovranisti Salvini e Di Maio (mentre il buon Macron è un fervido europeista) e contro le politiche del governo (quota 100 e reddito di cittadinanza). Le misure promesse dal presidente francese ai gilet gialli sono “indispensabili per l’urgenza del potere d’acquisto”, dice Moscovici. E il reddito di cittadinanza non è altrettanto indispensabile per rafforzare il potere d’acquisto – nullo – di 5 milioni di italiani poveri? Evidentemente no. “Eh, ma la situazione della Francia è meglio dell’Italia”, vero, ma meglio non significa bene, come dimostrano le proteste dei gilet gialli e alcuni dati macroeconomici: debito pubblico più basso del nostro ma sempre sostanzioso (98,5% del Pil nel 2017 contro il nostro 131%); disoccupazione a ottobre al 9,3%contro il nostro 10,6, ma se l’Italia è la terza peggiore in Europa dopo Grecia e Spagna, la Francia è quarta.

2) Questa Europa vuole la rivoluzione. Invece di riconoscere che i “gilet gialloverdi” al governo in Italia hanno instradato su canali democratici il malcontento che in Francia si sfoga nelle violenze di piazza (anche delle forze dell’ordine), tenta il tutto per tutto: stoppare con le leve economiche il governo italiano, per creare malessere e delusione negli elettori ed evitare uno tsunami di M5s e Lega alle prossime elezioni europee. Resta da vedere se, così facendo, non verrà travolta lo stesso – e con impeto ancora maggiore.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/13/manovra-ricapitolando-il-deficit-della-francia-va-bene-il-nostro-no-ora-sono-chiare-due-cose/4833472/?fbclid=IwAR3xv_2g6Ua8T8wnU48qQD0oRQHDkYiWvst2W9t6RmGm1lHDLcGBU_74CrE

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SIAMO SCHIAVI DAL 1302 DC,ECCO LA CONFERMA!!

Noi non siamo una Repubblica ma una società privata, grazie a bolle papali antiche mai abrogate, alla nascita noi diamo il nostro consenso per essere di fatto sfruttati come schiavi per tutta la vita, leggete con calma, fate le ricerche, questa è la chiave per uscire dalla schiavitù.

TUTTO nasce nel 1302 (18 novembre), che è la data della pubblicazione della Bolla Papale scritta da Papa Bonifacio VIII, che aveva come titolo “UNAM SANCTAM ECCLESIAM”.

Il vaticano e il nostro consenso

IL NOSTRO “CONSENSO”. Cerchiamo di capire cosa sia e cosa c’entra anche qui la santa sede e il vaticano? Un po’ di pazienza e piu’ avanti sarà chiaro.

Perché stiamo diventando sempre più poveri?

Perché siamo governati da un individuo non eletto o nominato da altri (non eletti di nuovo), per tassarci e versare il nostro denaro o valore equivalente direttamente nelle casse dei banchieri internazionali privati?

Perché anche l’Italia ha ceduto ogni sovranità nazionale ad un gruppo di potere europeo privato?

E quindi perché questa bancarotta pianificata a tavolino dai primissimi anni ’30, di tutte le economie occidentali, viene fatta col nostro consenso, di cui apparentemente non sappiamo nulla? Quindi la prima cosa da fare è capire come ottengono o, come hanno ottenuto il nostro consenso e perciò, una volta compreso, saremo in grado di attuare una strategia per ritirarlo e per spezzare definitivamente questo gioco al massacro.

Cos’è questo consenso?

Se non partiamo da qui, prima di parlare di recupero della sovranità monetaria, di elezioni democratiche e di riforme, siamo disarmati e non ne usciremo mai.

Qualsiasi cosa vorremmo o potremmo fare sarà inutile, inefficace, avremo già perso in partenza. Perciò la seconda cosa su cui ragionare è: perché per il potere mondiale chiamato anche cabala nera è fondamentale, il nostro consenso? Perché costoro sanno benissimo che esiste una legge universale, una legge suprema, che regola e domina tutto l’Universo, che va al di sopra di tutte le possibili leggi umane, che è la legge del “libero arbitrio”.

LA STORIA DEL CONSENSO E LA LEGGE UNIVERSALE DEL “LIBERO ARBITRIO”

Prima di parlare della storia dell’applicazione della legge del libero arbitrio, facciamo qualche esempio di applicazione di questa legge Universale, partendo da casi semplici, per arrivare a quelli che riguardano più da vicino ognuno di noi quotidianamente.

Se tu hai firmato un contratto di mutuo con la banca, che poi ti porta via la casa in caso d’insolvenza, hai dato il tuo CONSENSO (libero arbitrio) a quel contratto. Nessuno ti ha mai costretto. Se poi ti rechi in tribunale, per la causa di pignoramento e riconosci quegli organi legislativi e quindi quei tribunali e così facendo li legittimi, hai dato il tuo consenso (libero arbitrio) a quelle legittimazioni. Quindi, in parole povere, siamo noi a rinnovare il contratto con questo “sistema” ogni giorno, utilizzando dei mezzi “impropri e fraudolenti” che loro ci hanno fatto credere, con un ingegnoso mezzo inganno, indispensabili.

La prima reazione spontanea, infatti, a queste affermazioni è la seguente:
tutta la nostra società funziona così e nessuno di noi per vivere, lavorare, comprarsi la casa, la macchina, andare in vacanza, sposarsi, fare dei figli educarli e farli studiare potrebbe fare altrimenti. Ma dunque è giusto, immediatamente dopo, chiedersi: “perché funziona così?” (domanda che ci facciamo troppo poco, quando invece è LA DOMANDA fondamentale da farsi, ma siamo programmati per benino proprio per non farcela MAI)

Per risponderci dobbiamo tornare indietro di parecchi anni, secoli, millenni…

N.d.r – Vi esorto a leggere i libri e a guardare i video di Mauro Biglino (si trovano facilmente su Youtube e sul suo blog, cercate su Google), che ha tradotto letteralmente, dall’ebraico antico, con tanto di testo originale a fronte, tutto l’Antico Testamento e quindi la Bibbia.

Traduzioni convalidate dagli anziani delle comunità ebraiche e divenute incontrovertibili, perché letterali e non interpretate. Con rivelazioni davvero, davvero, davvero, davvero per menti…”aperte”. Nel nostro caso lo studio di ciò che viene rivelato nella VERA Bibbia, ci serve per capire l’importanza del “libero arbitro” nei giochi di potere e del legame indissolubile che esiste tra diritto, denaro, RELIGIONE e politica.

Un’ultima cosa, questa incredibile scoperta, con la traduzione letterale del testi, rivela la vera natura della Bibbia, che in realtà è un Codice di Diritto Mercantile Marittimo, VALIDO E APPLICATO ANCORA OGGI. E pressoché inoppugnabile in qualsiasi tribunale del mondo.

Si racconta, nelle “cronache” dell’Antico testamento che il “dio” Jahvè (che si trova riportato in altri testi come Jahwe, Yahweh, Yahveh…poi vedremo chi sia questo “dio” perché non lo è affatto, ma nella traduzione “manipolata” diffusa dalla Chiesa è stato tradotto come Dio, punto.) non può obbligare Mosè a seguirlo nel cammino per la Terra Promessa (una conquista quindi, con la necessità di un piccolo esercito?). Jahvé infatti non è “Dio”, ma è precisamente descritto come un ALTO E POTENTE “Eloah” (da cui poi deriva il termine Allah). E’ quindi UNO DEI TANTI Elohìm (plurale di Eloah), stirpe, che governava quei territori, forse discendente da un altro pianeta (molto probabile, da verificare, ma non è essenziale per noi adesso…).

Una civiltà rappresentata da una gerarchia di individui di cui la Bibbia ci dà conto quando distingue Elohìm, Malachìm, Nefilìm, Anakìm, Refaìm, Emìm, Zamzummìm… Individui che si sono divisi il controllo del pianeta, come ci narrano il libro della Genesi ed il Deuteronomio, combattendo tra di loro per affermare ed incrementare il loro potere utilizzando i popoli sottomessi. Sta di fatto che di questi Elohìm ce n’erano tantissimi, appunto, sparpagliati sulla Terra e organizzati in accampamenti (formati da due settori in genere, uno per l’autorità, l’Eloah, e l’altro per le “truppe”…angeli fiammeggianti e dotati di spada?…).

N.d.r – Conferma esatta di queste cronache si trovano anche nei testi sumerici antecedenti alla Bibbia stessa. Questo Jahvè, anche se dotato di un arma potentissima, che dalla dettagliatissima descrizione biblica sembrerebbe un’arma al plasma (Arca dell’Alleanza?), capace d’incenerire ogni cosa, non poteva comunque obbligare Mosè a seguirlo.

Fu costretto perciò a stipulare “un’alleanza” con il popolo ebraico, con delle regole e delle clausole precise reciproche (io ti do tanto, tu mi ridai tanto), tra le quali il sacrificio del primogenito di ogni coppia ecc…di cui ormai sappiamo bene la “versione” che è arrivata fino ai nostri giorni.
Sempre nella Bibbia si racconta che quando decisero quindi di seguire Jahvè e furono condotti alle porte della Terra Promessa, si riunirono in assemblea per decidere se continuare a seguirlo o meno, o se ritornare sotto i vecchi Elohìm, o se affidarsi ai nuovi Elohìm che comandavano in questa nuova terra in cui erano arrivati.

Questo era l’o.d.g dell’assemblea.

Così, ancora una volta col loro libero arbitrio decidono di seguire Jahvè, che con la sua potentissima arma scatena la carneficina e distrugge tutte le città che incontrano nel loro cammino, uccidendo uomini, donne, vecchi e bambini (tra le quali Sodoma e Gomorra…e ci sono aneddoti significativi sulla “scelta dei giusti” da salvare dalla distruzione da parte di Jahvè e l’origine della circoncisione, oltre al mito negativo della sodomizzazione praticata in quelle regioni).

Tutta questa lunga premessa, apparentemente divagatoria, oltre a segnalare una lettura diversa della Bibbia e quindi delle nostre origini e della storia dell’Umanità, serve per definire meglio la necessità del Potere di avere il consenso, perché possa perdurare e agire. Ma serve soprattutto per porre le basi del primo legame indissolubile, come dicevo, tra la legge del libero arbitrio, la religione, la politica, il Codice di Diritto Mercantile Marittimo, il denaro e quel che viviamo oggi.

Ovviamente, come ogni regola e legge ha le proprie eccezioni, che in questo caso sono i massimi livelli di “disonore” che l’umanità ha raggiunto nel disattendere la legge del libero arbitrio:
– la riduzione in schiavitù degli africani, in secoli abbastanza recenti, perché non hanno ricevuto il beneficio di essere avvisati e quindi di scegliere che reazione avere (che è alla base di questa legge, come abbiamo detto)

– senza andare troppo lontano, la strategia della tensione, qui in Italia, negli anni di piombo, perché le stragi sono state fatte in modo totalmente disonorevole.

Ma questo è il comportamento più autodistruttivo e meno sostenibile che il potere possa compiere e l’élite lo sa benissimo. Perché perfino il peggiore dei satanisti massoni, che si appresta ad effettuare un sacrificio umano – la cosa più aberrante a cui noi umani comuni possiamo pensare – è obbligato a seguire queste regole e quindi a scegliere la prima vittima che si offre volontariamente, spinta da un’inspiegabile attrazione.
Oppure: un esercito, che sta per invadere una nazione straniera, è obbligato a dare un avvertimento allo Stato che sta per mettere a ferro e fuoco, spiegando tutte le proprie richieste. Il governo dello Stato assediato ha il libero arbitrio di rispondere sì o no. Orribile o meno, c’è stato comunque un preavviso, quindi l’onore è stato mantenuto.

Abbiate pazienza, non stiamo divagando, tutto serve per arrivare al punto focale, perché comprendere l’universalità della legge del consenso, è alla base di ciò che viviamo oggi, e andando avanti sarà dimostrato che l’élite mondiale dominante sta seguendo questa legge fin dall’inizio e la mette in pratica in ogni momento e in ogni aspetto della nostra vita.

Se non la conoscessero così dettagliatamente e se non la seguissero così scrupolosamente, il loro potere non sarebbe durato fino ad oggi. Ecco perché Jahvè aveva bisogno del consenso per agire, ecco perché, i governanti oggi, ci fanno votare. Poiché hanno quindi bisogno assoluto del nostro consenso, come fanno ad aggirare il sistema (rendendolo però meno chiaro e decifrabile possibile) e a preservarlo nei secoli? Hanno ideato un sistema perfetto che funziona secondo i principi descritti precedentemente: “avvertimento” e “silenzio assenso”; se non mi rispondi vuol dire che sei d’accordo e quindi peggio per te.
Facciamo un esempio banale che capita a tutti noi: quando la banca cambia le condizioni e lo fa spessissimo, è obbligata a mandarti un documento di trasparenza bancaria – avvertimento – che credo pochissimi di noi leggano (purtroppo!). Se tu non rispondi è silenzio assenso.
Tutta la storia del nostro mondo da millenni funziona secondo questo principio.

LE LEGGI CANONICHE E LE BOLLE PAPALI

Per capire come funziona questo principio, che regola la nostra intera vita abbiamo bisogno di fare ulteriori premesse.

Cosa sono le leggi?

Tutte le leggi derivano da canoni, ovvero dal Diritto Canonico, perché tutte le leggi, direttamente o indirettamente hanno a che fare con la legge Divina ed Ecclesiastica. Ma i “Canoni” in particolare sono norme o principi che traggono valore dal fatto di non essere mai stati contestati (tacito assenso).
Ecco alcuni canoni, norme o principi, universalmente riconosciuti, perché nessuno ha mai detto che non lo debbano essere (molti sono per altro condivisibili perché sono alla base della civile convivenza).

1) tutti debiti devono essere pagati

2) tutti i contratti devono essere onorati

3) tutte le controversie portate di fronte alla legge, devono essere risolte di fronte alla legge (ovvero, se tu ricevi un’accusa, per quanto infondata, per quanto ingiusta, per quanto immorale, per quanto illegale non puoi ignorarla. E tuo l’onere di dimostrare l’infondatezza di quella accusa davanti alla legge di fronte alla quale è stata portata)

4) QUALSIASI AFFERMAZIONE, SE NON VIENE CONTESTATA, DIVENTA VALIDA

(importantissimo punto! Ricevi una multa, una sanzione ingiusta, viene fissata un’udienza e tu non ti presenti, cavoli tuoi, sarà chi di dovere a decider per te e senza di te).

– Nota al punto 4: il 99% delle procedure giudiziarie si basa sulla presupposizione di qualcosa, ma il 99% degli esseri umani non si preoccupa di comprendere quali siano queste presupposizioni, o non si preoccupa di rifiutarle. In altre parole il Sistema è ancora adesso basato sul sacramento della confessione, proprio come ai tempi dell’Inquisizione, cioè è indispensabile che tu accusi te stesso. In mancanza di questo atto di auto accusa non si può procedere.

5) Il diritto è gerarchico, discende sempre e comunque dal diritto divino: sopra a tutto c’è il diritto divino che , come tale, discende dal Divino Creatore, poi c’è il Diritto Naturale e poi il Diritto Positivo (leggi nazionali, internazionali, amministrative, private ecc…), il Diritto Positivo appartiene al gradino più basso nella scala gerarchica.

– Nota al punto 5: ogni proprietà costituisce un diritto associato ad un trust, cioè ad un sistema fiduciario. I potenti, l’élite mondiale, sanno da sempre che la proprietà è un concetto fittizio. Infatti come puoi possedere un pezzo di terra?

La terra, i fiumi, i laghi, i mari appartengono al Pianeta.

Ma anche una casa; come puoi fisicamente possedere una casa o un’automobile? Sono tutte cose per cui esistono “titoli di proprietà” e sono titoli fittizi, costituiscono cioè diritto d’uso della casa, dell’automobile e della terra finché sei vivo. Quando sarai morto, cosa succederà a quella casa, a quell’automobile o a quel pezzo di terra, se non esistono disposizioni testamentarie, non dipende più da te. Così la casa, intesa come muri, mattoni e intonaco e la casa intesa come titolo e cioè come trust, o come sistema fiduciario, sono quindi DUE COSE BEN DIVERSE.

Il sistema fiduciario, il titolo, prevede tre parti in gioco: un esecutore, un amministratore e un beneficiario.
L’esecutore è sempre quello che “concede il titolo” e in questo caso è sempre lo Stato – l’amministratore è quello che amministra il titolo (catasto o Comune), il beneficiario, in questo caso sei tu, cioè il così detto “proprietario” di quel bene. Fin qui tutto più o meno normale, è tutto chiaro e non c’è nulla di strano; rimane da capire se e come, questo sistema, venga usato contro di noi.

Facciamo un enorme passo indietro nel tempo.

L’attuale sistema, che è basato sul concetto di proprietà, è stato creato dagli antichi romani, i quali hanno disseminato il loro “diritto” in giro per il mondo e sappiamo come [karma pesantissimo che noi “italici” dobbiamo espiare nei confronti di tutto il mondo].

Ogni terra conquistata e distrutta veniva iscritta in un “registro” conservato a Roma e ogni nuova terra dell’Impero poteva essere di proprietà solo di un cittadino romano. Ancora oggi quindi noi viviamo in un sistema che si tramanda dall’esistenza dell’Impero Romano che di fatto, non è mai finito. Con le invasioni longobarde, Papa Leone III, incorona Pipino il Breve come Re dei Franchi e poi Carlo Magno come Imperatore del Sacro Romano Impero.

Quindi il sistema che abbiamo oggi nell’organizzazione della proprietà e del diritto e quindi del denaro e quindi della politica, nasce nel 1302 (18 novembre), che è la data della pubblicazione della Bolla Papale scritta da Papa Bonifacio VIII, che aveva come titolo “UNAM SANCTAM ECCLESIAM”.

Bonifacio VIII è considerato uno degli uomini più corrotti, malvagi e potenti della storia della Chiesa e del mondo, tanto che lo stesso Dante lo mette nei gironi più bassi dell’Inferno. Questa Bolla Papale determina il primo sistema fiduciario ancora valido oggi. Bonifacio VIII, in questa Bolla, afferma che Dio aveva affidato tutti i titoli e le proprietà della Terra al Vaticano.

In base al punto 4 del canone di diritto (vd. sopra) questa affermazine non venne mai contestata e quindi divenne valida. Il Vaticano perciò, nomina l’esecutore, l’amministratore e il beneficiario di questo sistema fiduciario.

L’Esecutore è l’Ordine Minore dei Francescani unito con L’Ordine dei Gesuiti (braccio armato?) ed è ben visibile nello stemma sulla pubblicazione dell’enciclica.

L’amministratore è il Papa e i beneficiari di questo trust sono tutti gli uomini del mondo.

In pratica e tradotto in altri termini, la Bolla Papale del 1302 usa la metafora del Diritto Marittimo e dell’Ammiragliato (Bibbia) affermando che l’Unam Sanctam Ecclesiam e quindi la Prima e Unica Santa Chiesa è l’Arca di Noè, perché mentre tutto il mondo era sommerso dalle acque, l’unica cosa che si elevava al di sopra era l’Arca.

Quindi tutti gli esseri umani, a partire da quel giorno, certificato dalla Bibbia come Codice di Diritto Nautico, sono dispersi in mare. E il Papa dunque reclama tutta l’autorità, tutta la proprietà, sia spirituale che temporale, fino a quando i “dispersi” torneranno a reclamare i loro diritti.

Cosa che finora, dal 1302, non è mai avvenuta, perché tutte le Nazioni si basano su quel sistema giuridico. Questo Diritto proclamato da Papa Bonifacio VIII si basa per Diritto Divino, ecco perché non possiamo parlare di politica senza parlare di religione o di economia e finanza senza parlare di religione.

Il secondo trust, creato sempre in Vaticano, risale al 1455, cioè circa 150 dopo la Bolla di Bonifacio VIII (quindi ancora mai contestata dopo 150 anni). Questa seconda Bolla è di natura testamentaria, cioè il Papa dispone, al momento della sua morte e della morte dei futuri Papi, come deve funzionare il diritto d’uso di tutti i privilegi e di tutte le proprietà derivanti dalla Bolla precedente di Bonifacio VIII.

Testamento di cui l’esecutore è la Curia Romana, l’amministratore è il Collegio dei Cardinali e il Beneficiario, questa volta è il Re, sulla terra di proprietà del Papa. Quindi in due parole Dio ha dato tutto il mondo al Papa e il Papa concede pezzi di questo mondo ai Re.

Per cui da quel momento i Re del mondo hanno un mandato divino. Questa enciclica del 1455 (8 gennaio) si chiama “ROMANUS PONTIFEX” e fu emanata da Papa Niccolò V.

Cito un breve estratto significativo:

“Poiché abbiamo concesso precedentemente, con altre lettere nostre, fra le altre cose, piena e completa facoltà al Re Alfonso V di invadere, ricercare, catturare, conquistare, soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro regni e ducati, principati, signorie, possedimenti e qualsiasi bene, mobile e immobile, che sia di loro proprietà e di gettarli in schiavitù perpetua e di occupare, appropriarsi e volgere ad uso e profitto proprio, signorie, possedimenti e beni, in conseguenza della garanzia data dalla suddetta concessione, il Re Alfonso V (di Portogallo n.d.r), o il detto infante a suo nome, hanno legittimamente e legalmente occupato isole, terre, porti , acque e le hanno possedute e le posseggono e ad essi appartengono e sono di proprietà “de jure” del medesimo Re Alfonso V e dei suoi successori, possono compiere e compiano questa pia e bellissima opera, degna di essere ricordata in ogni tempo, che noi essendo da essa favoriti per la salvezza delle anime e il diffondersi della fede e la sconfitta dei suoi nemici, consideriamo un compito che concerne Dio stesso, la sua fede, la Chiesa Universale, con tanta maggiore perfezione, in quanto rimosso ogni ostacolo, diverranno consapevoli di essere fortificati dai più grandi favori e privilegi concessi da noi e dalla Sede Apostolica.”

Appena 30 anni dopo circa, nel 1481(21 giugno), viene emanata la terza Bolla, il terzo trust, o diritto fiduciario da Papa Sisto IV, chiamata “AETERNIS REGIS CLEMENTIA”, che si diversifica dalla Bolla precedente di poco, in quanto il “bene” concesso ai Re non è più la terra, ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, che da quel momento vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta.

In realtà questa Bolla di Sisto IV realizza la visione illuminata di Bonifacio VIII per cui gli esseri umani sono dispersi in mare e quindi: nulla ci appartiene, siamo in bancarotta, perché non siamo mai tornati a reclamare i nostri averi e diritti e quindi è lo Stato che si deve prendere cura di noi per il nostro bene.

Questo è il sistema in vigore ancora oggi, ma dimostriamo come:
[piccola postilla: gli originali delle Bolle del 1302, del 1455 e del 1481, non sono visibili, questo perché fino al XVIII secolo, il Vaticano, scriveva le proprie Bolle non su carta, considerata un mezzo privo di vita e quindi privo di valore, considerando invece a quei tempi (solo due secoli fa!!) che un documento per essere valido dovesse essere scritto su un materiale vivente.

Era perciò firmato con il sangue ed era scritto su una pergamena di pelle umana.

Parentesi nella parentesi: la recentissima firma della Regina Elisabetta del – criminale! – trattato di Lisbona, è stata fatto su una pergamena di capretto, poiché la Regina, come beneficiaria di un diritto divino, non può firmare un documento “morto”.
Non è tutto, la storia notifica, che le Bolle Papali erano scritte su pergamene di pelle di bambini, questo spiegherebbe perché sarebbe imbarazzante per il Vaticano mostrare gli originali]

Approfitto di questa piccola interruzione del racconto per sottolineare che non c’è nessun riferimento negativo a tutte le persone di Buon Cuore (con la B e C maiuscole!) che seguono e vivono secondo l’etica giusta e generosa della Chiesa Cattolica.

Il riferimento semmai è solo rivolto a quella “setta” che gestisce il mondo all’interno della Città del Vaticano. E sarebbe importante invitare i Veri Cristiani che si riconoscono in un Dio giusto e misericordioso, a pretendere, indagare e far luce su quello che avviene all’interno di quelle mura. Altrimenti, davvero, non ne usciremo mai!

“COSA” SIAMO NOI E “COSA” E’ LA REPUBBLICA ITALIANA

Nel 1933 c’è stata la peggiore bancarotta concordata, ormai famigerata: furono azzerati i debiti e fu ANCHE proibito il possesso dell’oro da parte dei privati (vi ricordate “l’oro alla patria”?) e gli Stati hanno conferito tutto il proprio oro, insieme a quello confiscato e raccolto, in un unico fondo globale, per custodire il quale è stata fondata la BIS, Bank for International Settlements (Banca per le Transazioni Internazionali) – che darà il via ad un’altra sconcertante storia, come il Sukarno Trust e le denunce attualissime tuttora in corso alla Federal Reserve, (ma ora non è il caso di parlarne, altrimenti rischiamo di mettere troppa carne al fuoco) – che ha sede a Basilea, in Svizzera e fu fondata e controllata dai Gesuiti e dai Cavalieri di Malta. Come per tutto il resto è facilmente verificabile e certificato, sempre per la legge del libero arbitrio.

Vi esorto a fare TUTTE le verifiche possibili e se vi va anche a fare ricerche su quel che sta succedendo con il fondo di oro globale e le richieste di risarcimento alla Federal Reserve.

Ma, sempre nel 1933 (udite, udite!,) le Nazioni diventano Società di Diritto Privato, registrate presso la SEC (Security Exchange Commission) con sede a Washington D.C., che è l’equivalente della nostra CONSOB (organismo che controlla la Borsa).
Queste Società di Diritto Privato chiamate Nazioni, apparentemente pubbliche e repubbliche, ma in realtà privatissime, possiedono oggi il DIRITTO DI PROPRIETA’ sulle persone nate in quello stato, in base alle tre Bolle Papali.

La prima istintiva reazione è: non l’Italia! Che è una Repubblica fondata sul lavoro e che ha la sua meravigliosa Costituzione!! Purtroppo invece è vero.

Andate a controllare voi stessi (in calce il link alla pagina della S.E.C): c’è la registrazione e il numero di registrazione di “ITALY REPUBLIC OF” – Company Registration Number 0000052782, con tanto di documenti di quotazioni di borsa, cessioni di quote ecc…
Il “Business Address è: “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Via XX Settembre, 97 – Roma” e il mailing Address è : “C/O Studio Legale Bisconti, Via A. Salandra, 18 – Roma”.

Quindi l’Italia NON è una Repubblica libera e pubblica, ma una Private Company e lo Stato possiede il diritto di proprietà delle persone (noi tutti) nate sul suo territorio.

Ma abbiamo detto che la proprietà costituisce un diritto associato ad un trust, un atto fiduciario. Perché i potenti sanno che la proprietà è un concetto fittizio e quindi ANCHE LE PERSONE puoi possederle SOLO con un titolo di proprietà che conferisca il diritto d’uso. Al momento della tua nascita, senza avvisarti, è stato creato un trust, cioè un sistema fiduciario, che ha per oggetto la tua esistenza in vita. E i tuoi genitori hanno avvallato e firmato questo trust (io ho tre figli e mi sento morire per averlo fatto tre volte!) senza essere stati avvisati.

Infatti è proprio negli anni ’30 che diventa obbligatorio, guarda caso, registrare le nascite, appropriandosi così del consenso, anche se in questo caso senza essere stati doverosamente “avvisati”. Ecco perché questo sistema è, in parte, fraudolento. In realtà il Certificato di Nascita è un avvertimento, perché è la costituzione di una personalità fittizia, che non appartiene a te, ma a loro.

Infatti se erroneamente si potesse pensare che il Certificato di Nascita appartenga a noi, basterebbe provare ad andare in una qualsiasi anagrafe di competenza a chiederne l’originale:possiamo averne una copia, un estratto, ma MAI l’originale. Come a dire che dal momento della creazione del Certificato di Nascita esistono due entità (ricordate la casa di mattoni e il titolo di proprietà su quella casa che ha bisogno di un esecutore, di un amministratore e di un beneficiario?), che sono l’essere umano in carne ed ossa e la PERSONA, cioè un intermediario fittizio o una finzione giuridica, quindi un trust.

Questo trust è creato secondo le leggi Marittime e dell’Ammiragliato (Bibbia) che trascendono sempre le leggi delle varie nazioni e che è la giurisprudenza segreta dei potenti e dell’élite. Di questo trust che viene creato al momento della nascita, sulla tua esistenza in vita, l’esecutore è sempre un organo dello Stato, ma chi è il beneficiario di questo certificato di nascita? E’ la Società di Diritto Privato chiamata Repubblica Italiana (un’azienda quindi).

Ma beneficiario di cosa?

E’ beneficiario di un bond, di un titolo di possesso, o di una quota societaria che attualmente viene stimato approssimativamente intorno ai DUE MILIONI DI DOLLARI. In pratica lo Stato Italiano crea alla tua nascita due milioni di dollari a mezzo di un bond o titolo e il collaterale di questo bond è la tua esistenza in vita, che significa: produttività, forza lavoro (sempre meno pagata e tutelata così ci guadagnano di più), valore reale!

L’equivalenza perversa è: nascita = creazione di un bond e di denaro fittizio = collaterale la tua esistenza in vita e quindi il tuo futuro lavoro (pagato pochissimo se possibile e come stanno evidentemente facendo) = schiavitù!

Il “tuo bond” è depositato alla S.E.C, come security, o titolo fiduciario ed entra a far parte del patrimonio di quella Private Company registrata in modo ingannevole come Repubblica Italiana. Per favore verificate tutto ciò che vi è stato detto, bastano pochi secondi su Google. Ma manca ancora la terza parte per dar vita a questa finzione giuridica: l’amministratore, quello che per contratto (trust o certificato di nascita in questo caso) si accolla l’obbligo di prendersi cura del “bene”.

Chi è che ha questo ruolo?

Ogni qual volta, qualsiasi autorità (dal vigile urbano, al giudice della Corte Costituzionale) ti domanda “è lei Pinco Pallino?” e tu rispondi “sì”, in quel preciso momento ti sei autonominato amministratore di quel trust. Sei quindi caduto nel tranello in cui ti hanno messo fin dalla nascita, perché nella finzione hanno bisogno che tu ti creda l’amministratore di quella “esistenza in vita”, nella realtà invece, tu e quel trust che porta il tuo nome siete due entità completamente distinte e separate. L’essere umano in carne ed ossa si scrive con le iniziali maiuscole e le altre lettere minuscole (come ci hanno sempre insegnato anche a scuola), la persona giuridica invece, fittizia, si scrive con tutte le LETTERE MAIUSCOLE.

Controllate tutti i vostri documenti d’identità, le comunicazioni bancarie, le notifiche erariali, il tesserino sanitario ecc…

Se provaste ad andare per esempio in banca e chiedeste all’impiegato di scrivere il vostro nome con le iniziali maiuscole e il resto minuscolo, se è un ignorantone ci proverà, ma sarà costretto a rispondervi che è impossibile perché il “sistema” non lo permette. Quindi, ricapitolando: se il 99% del diritto è basato sulla presupposizione, si presuppone che qualcosa sia vero e nessuno mette in discussione quella presupposizione perché il sistema è ancora basato sul meccanismo della “confessione”, esattamente come ai tempi dell’Inquisizione; per funzionare il sistema ha bisogno che tu accusi te stesso e quindi tutto è basato sul tuo consenso, sul tuo libero arbitrio!

E’ necessario infatti che tu accusi te stesso, ma di cosa? Del “peccato originale”. E che cos’è?

La frode! L’utilizzo del nome che non ti appartiene, quel nome che da quando sei nato è stato scritto a lettere maiuscole e che è una proprietà intellettuale dello Stato, che ti ha messo in condizioni di usare fraudolentemente. Nel momento in cui lo usi dichiari: che sei nato privo di diritti, che sei in bancarotta, perché la tua vita, il tuo nome e la tua esistenza sono gestiti da altri che non sei tu; sei, perciò, da quando sei nato, in un regime di amministrazione controllata, dove il tuo nome non appartiene a te ma ad altri.
Ma è ancora peggio di così! Secondo il Codice dell’Ammiragliato, o Codice Marittimo (Bibbia), sei nato disperso in mare, perché questo dicono le Bolle Papali, sulle quali si basa tutto il sistema; tu, al momento della nascita e attraverso il canale uterino, sei caduto in acqua e sei disperso in mare e non sei mai riuscito a raggiungere la terra ferma, in modo da poterti alzare in piedi e affermare “io sono un essere umano libero davanti a Dio”.

Poiché le Bolle Papali si giustificano secondo mandato divino.

Perché sono loro che usano la parola Dio, sono loro che hanno chiamato in causa Dio, sono loro che hanno tradotto la Bibbia con il termine Dio, che originariamente non VIENE MAI CITATO (a proposito la Bibbia diventa Codice di Diritto Nautico sostituendo la parola “peccato” con “debito” n.d.r). Il diritto quindi è sempre di provenienza divina, noi siamo perciò creature “divine” (vd. vera traduzione della Bibbia) e loro lo sanno benissimo; non possono quindi creare un diritto fittizio, hanno assoluto bisogno di far discendere il loro diritto da Dio.

Quindi loro usano questo Dio (diritto) e se tu usi il loro stesso Dio, ti sei autodefinito incapace, disperso, senza diritti. Pensate la perversione, se tu utilizzi quello che loro ti hanno detto, imposto di utilizzare, dichiari e confermi di essere incapace di prenderti cura di te stesso. Quindi, ricapitoliamo: usano una Società di Diritto Privato, quotata, fingono che sia uno Stato, un ente pubblico, in realtà è privatissimo, e lo usano per fare business (quattrini, denaro, profitto! E ci chiedono anche di pagare le tasse per mantenere una Società di Diritto Privato che non è nostra!) attraverso la tua esistenza, oggetto di quell’entità fittizia scritta tutta a lettere maiuscole, quotata alla S.E.C. di Washington D.C..

Il concetto è, quindi, che se tu accetti questo presupposto, ti autodefinisci incapace, bisognoso di essere amministrato in modo coatto, perché oltre ad essere disperso in mare, quindi senza diritti e in bancarotta (non hai mai reclamato ciò che è tuo), non sai neanche chi sei! Per assurdo, ogni autorità, infatti, deve chiederti chi sei, altrimenti non ti può toccare nemmeno con un dito. Non avrebbe la giurisdizione per farlo (si parla di diritto amministrativo, tributario, civile ecc…se uccidi qualcuno, quindi codice penale, è un po’ diverso, ma non troppo…).



I nostri tribunali infatti sono TRIBUNALI DI DIRITTO PRIVATO, quindi TRIBUNALI AZIENDALI!

Stessa cosa vale per il denaro, le banconote “euro”: siamo stati avvertiti, sopra c’è scritto “proprietà della Banca Centrale Europea”, non è nostro è della BCE, ma se noi accettiamo di usarlo, come per il nome fittizio, ci autoproclamiamo incapaci e incompetenti ai loro occhi (disperso in mare, ecc…). Hanno creato quindi un sistema di governo chiamato cosa pubblica, che invece è privatissima, che include partiti, Parlamento, Governo, elezioni e se tu accetti di partecipare a questo gioco ti autodefinisci di nuovo incapace e incompetente (disperso in mare, ecc…), bisognoso di amministrazione coatta.
A fronte di questo lungo e, immagino sconvolgente racconto per molti di voi, la prima riflessione è:

Come facciamo a cambiare in meglio una cosa che non ci appartiene affatto?

Ma del resto il nostro inconscio ce lo dice, nelle ultime amministrative ha votato il 50% degli aventi diritto; una persona su due considera offensivo per la propria intelligenza andare a votare. Quindi a questo punto, se è tutto chiaro, gli interrogativi sono solo due:
– Cosa possiamo fare per sottrarre il nostro consenso a questa frode che ci vede protagonisti “involontari” fin da quando siamo nati? Cosa possiamo fare comprende il salvare il salvabile, dai pignoramenti per esempio, da Equitalia, perché non siamo NOI, persona fisica in carne ed ossa a dover pagare le tasse, ma è l’entità fittizia che noi legittimiamo nel momento che la usiamo fraudolentemente (lettere maiuscole).

Quindi, in modo individuale possiamo utilizzare noi le loro stesse leggi, Codice Nautico e dell’Ammiragliato (Bibbia) in maniera tale che siano loro a cadere in disonore?
Conoscendo la legge possiamo fare qualcosa?

Domanda numero due:
Cosa possiamo fare invece collettivamente per creare un’alternativa a questo sistema marcio, fraudolento che è stato creato a loro favore a nostro totale sfavore?

Come possiamo modificarlo se non ci appartiene?
Intanto, mentre ci pensiamo, possiamo soltanto smettere di partecipare. Concludendo, i nodi cruciali sono due: il denaro e come si prendono le decisioni, che è sinonimo di politica. Ma c’è un punto in più che è diventato chiarissimo: non si possono trattare separatamente denaro (economia, finanza, crisi ecc…), la politica, cioè il modo in cui si prendono le decisioni, la religione e il diritto, perché per i potenti, l’élite, sono la stessa identica cosa.


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giovedì 13 dicembre 2018

Gli Zombie Hanno il Culo Pesante

"Voglio sottolineare che quando sei zombie, non sei consapevole di esserlo. Ti adegui a quello che fanno gli altri, a quello che fa la società, a quello che fa la massa. [...] sembrano uguali a noi, mentre non lo sono. Il loro deterioramento è interiore, possono vivere guardando, ad esempio, 24 ore su 24 il cellulare, con la testa bassa, ipnotizzati dallo smartphone, perennemente connessi ai social. Guardatevi intorno... riconoscerete senz'altro questi zombie. Sono tutti coloro che incontriamo ogni giorno, per strada, nel portone, nell'ascensore. Forse, se ci guardassimo allo specchio, scopriremmo di esserlo anche noi". Mingo, dal 1° capitolo de "Gli Zombie Hanno il Culo Pesante".

«Non conosco niente di più incoraggiante che l’innegabile capacità dell’uomo a elevare la sua vita con uno sforzo consapevole».
Henry David Thoreau

Max: Qui ci riferiamo a tutti i “non viventi” che si lamentano, si giustificano, rassicurano che un giorno faranno o smetteranno di fare qualcosa... ma quando si tratta di passare all’azione, hanno veramente il culo pesante! Tanti iniziano a prendere lezioni di qualche strumento musicale, s’iscrivono a un corso di lingue o in palestra, iniziano un corso di sviluppo personale. Poi in quanti effettivamente fanno la differenza dal resto dei dilettanti e progrediscono davvero o realizzano qualcosa in maniera significativa? Pochi, perché siamo in un mondo in cui molti sono bravi a iniziare, ma pochi sono bravi a finire. Io dico sempre che molti iniziano e pochi finiscono e gli zombie invece sono basiti o invidiosi nell’osservare essere umani che ce l’hanno fatta, che hanno realizzato qualcosa, ignorando il fatto che questi umani, per raggiungere quello che volevano, si sono dedicati con autodisciplina, impegno e costanza nel tempo.

Mingo: Io mi ricordo quegli zombie che ho visto per due, tre mesi, dal mio balcone, sempre gli stessi. Li vedevo alle 7 e mezza di mattina arrivare da punti diversi, chi senza una gamba, chi senza la mascella, chi con un occhio solo... li riconosci subito dal modo di camminare... e si radunavano in questo posto dove parlavano, gesticolavano, evidentemente avevano intenzione di lavorare a un progetto, credevo. Li guardavo dicendomi : “Bah, chissà, forse...”. Un giorno sono sceso proprio incuriosito, ho pensato: “Ma di che parlano?”. Alla fine ho scoperto che non dicevano assolutamente niente. E quando ho capito che non dicevano niente, loro si sono accorti che un umano li aveva scoperti”. Insomma, a esser sincero, non so se all’epoca fossi umano o no... ma il giorno dopo comunque non sono più venuti. Per due mesi ho avuto la sensazione che avessero intenzioni costruttive, che stessero lavorando a un’idea, a un progetto, a un film, a uno sport da fare insieme, a qualcosa, sembrava una cosa di gruppo. Invece perdevano tempo e una volta scoperti, sono svaniti. Mah!

Max: E' sì, la mancanza di azione, tipica caratteristica zombesca, ha due facce.

La prima è la pigrizia, che conduce alla procrastinazione perenne. Infatti gli zombie non applicano ciò che sanno, ciò che conoscono, e quindi non solo sono “non vivi”, ma sono anche “non applicatori”, hanno il culo pesante e preferiscono lamentarsi di quello che non funziona nella loro vita, piuttosto che rimediarvi. La seconda faccia è il perfezionismo che porta a quella che viene chiamata “paralisi da analisi”. Ovvero, molti non si muovono finché tutto in teoria non è perfetto. I “non vivi”, per anni analizzano idee senza metterle in pratica, aspettano il momento perfetto per smettere di fumare o per scrivere un libro o per creare un progetto o per mollare un lavoro di merda e riprendersi in mano la propria vita. Ma in realtà è meglio fare qualcosa benino che farla perfettamente solo nella propria fantasia. Partire quando ogni minimo dettaglio è al suo posto, spesso significa non partire mai. Quindi l’idea è che non vogliamo un’ipotetica perfezione, ma vogliamo progredire con I’aic®: Autodisciplina, Impegno e Costanza, ovvero “Alzando Il Culo”. Anche a piccoli passi, anche sbagliando ma correggendo la rotta in continuazione. E così che si portano avanti i progressi in qualunque campo umano.

Davvero autodisciplina, impegno e costanza ci possono portare dove vogliamo. La cosa da capire è che gli zombie ogni tanto lo alzano, il didietro, ma non in maniera significativa. Non basta andare tre volte in palestra nell’arco di tre mesi, per avere il fìsico che vogliamo, o mandare due curriculum vitae per trovare un posto migliore.

Tutti, sia gli umani che gli zombie, in questo preciso momento nella vita stanno ottenendo esattamente quello che hanno seminato.

Mingo: Gli zombie non hanno la consapevolezza di dover seminare per raccogliere. Non hanno la visione del raccogliere solo dopo aver seminato, non hanno la volontà di seminare nel tempo con l’impegno. Cercano scorciatoie, soluzioni temporanee si limitano a lamentarsi dei frutti acerbi o marci che raccolgono, perché questo sanno fare. Lamentarsi!

Un consiglio: se qualcosa non vi piace, cambiatela. Se non potete cambiarla, cambiate il vostro atteggiamento, ma non lamentatevi! C’è una frase di Gandhi che mi viene sempre in mente quando entro in modalità zombie lamentoso:

«Mantieni i tuoi pensieri positivi, perché i tuoi pensieri diventano parole. Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti. Mantieni i tuoi comportamenti positivi, perché i tuoi comportamenti diventano abitudini. Mantieni le tue abitudini positive, perché le tue abitudini diventano i tuoi valori. Mantieni i tuoi valori positivi, perché i tuoi valori diventano il tuo destino».

Gli Zombie hanno il Culo Pesante
18 modi per difendersi dai parassiti moderni e tornare a essere umani

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LA VERITA' SUI PROBLEMI DELL'ITALIA

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CHIARITEVI LE IDEE

Non vi DISTRAETE da questa verità e fatela girare finché ce lo permetteranno.

l'unica speranza di salvezza del nostro paese? NAZIONALIZZARE BANCA D'ITALIA!

Zibordi spara a zero sul Debito Pubblico!

mercoledì 12 dicembre 2018

FRANCIA, IL FALLIMENTO DELL'EUROPA






DICEVANO "Se Le Pen vince le elezioni in Francia, sarà la fine dell'Europa. E, quindi, la fine della democrazia"..............E MENO MALE CHE HA VINTO MACRON


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L'invito di una donna ai poliziotti di unirsi con loro:
"Per il popolo, per la Francia, per la patria... vi vogliamo bene 🇫🇷 ‌Il popolo è sovrano, unitevi a noi, disobbedite al dittatore Macron!"
Da brividi......😭😭😭
mi inchino davanti a questi uomini e donne Francesi👏👏👏👏👏

sabato 8 dicembre 2018

IL PROGRAMMA DEI GILLET GIALLI FRANCESI








Onore al popolo francese, il primo popolo unito che si è alzato contro la globalizzazione, il nuovo ordine mondiale, banche e multinazionali
Questo è il programma dei Gilets Jaunes
Visto che i politici fanno finta di non capire le rivendicazioni dei Gilets Jaunes, visto che le rivendicazioni di alcuni sono lungi dall’essere sufficienti per garantire un cambiamento vero e duraturo, segue una lista non esauriente ma che offre la garanzia di  risultati a lungo termine. Non siamo ingenui, i plutocrati al potere faranno di tutto per impedirlo, ma rimane vitale applicare almeno alcune di queste proposte.
I. ECONOMIA LAVORO
  1. STATI GENERALI della fiscalità: sancire nella Costituzione l’impossibilità per lo Stato di prelevare oltre il 25% della ricchezza dei cittadini
  2. AUMENTO immediato del 40% del reddito minimo garantito, delle pensioni e dei sussidi sociali
  3. ASSUNZIONE di massa di funzionari per garantire la qualità dei servizi pubblici come  prima della revisione generale della funzione pubblica (nel 2007): stazioni, ospedali, scuole, poste
  4. CASE: piano di costruzione di 5 milioni di case popolari per ridurre il canone, l’immobiliare, e ridinamizzare l’economia con nuove assunzioni. Punire i sindaci e i prefetti che lasciano dormire fuori i senza tetto
  5. BANCHE: ridimensionarle per tutelarci dalle crisi, spezzare i monopoli, separare le banche d’investimento da quelle commerciali, e vietare i salvataggi di banche dal pubblico
  6. CANCELLARE il debito che non ha nessuna ragione di essere, è già stata pagato varie volte
II POLITICA
  1. COSTITUENTE: riscrivere una Costituzione del popolo e per gli interessi del popolo sovrano. Istituzione di referendum di iniziativa popolare.
  2. DIVIETO delle lobby e di altri gruppi di influenza. Esclusione dalla vita politica di chiunque abbia una fedina penale sporca e porre fine al cumulo dei mandati
9. FREXIT: uscita dall’euro per ricuperare la sovranità monetaria, politica ed economica (nel rispetto del referendum del 2005), ricusare l’articolo 123 del trattato di Lisbona per riguadagnare il diritto di battere moneta (50 miliardi di economia l’anno)
10. EVASIONI FISCALI: ricuperare gli 80 miliardi di euro evasi ed abbandonati dallo Stato ogni anno al CAC 40 (borsa)
11. ARRESTO immediato delle privatizzazioni e ricupero dei beni pubblici: autostrade, ferrovie, parcheggi
12.RADAR E VIDEOCAMERE. ritiro degli autovelox e delle videocamere per le  multe che non sono altro che tasse travestite
  1. ISTRUZIONE: escludere qualsiasi ideologia dal ministero ed escludere le tecnologie educative distruttive (metodo globale…)
  2. GIUSTIZIA: quadruplicare il bilancio giustizia e limitare per legge la durata dei procedimenti. Semplificare e rendere totalmente gratuita la giustizia e accessibile a tutti
  3. MEDIA: spezzare i monopoli e i clientelismi politici. Rendere i media accessibili ai cittadini e garantire la pluralità di opinione. Porre fine alla propaganda degli editori. Ritirare le sovvenzioni pubbliche dai media (2 miliardi l’anno) e le esenzioni fiscali dei giornalisti
  4. GARANTIRE LA libertà ai cittadini e inserire in Costituzione il divieto di ingerenza dello Stato nell’istruzione, nell’educazione, nella famiglia, nella salute…
III SALUTE/ECOLOGIA
  1. OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: allungare le garanzie a dieci anni minimo garantendo l’offerta di parti di ricambio
  2. PLASTICA: vietare quanto prima la commercializzazione di bottiglie, bicchieri e imballaggi inquinanti
  3. LABORATORI FARMACEUTICI: ridurne l’influenza, stati generali della salute e dell’ospedale
  4. AGRICOLTURA: divieto di OGM, dei pesticidi, dei perturbatori endocrini, e delle monoculture
  5. REINDUSTRIALIZZAZIONE della Francia per evitare le importazioni e quindi l’inquinamento
IV GEOPOLITICA
22 NATO: uscita immediata dalla NATO e divieto per l’esercito francese di partecipare a qualsiasi guerra di aggressione
23 FRANCIAFRICA: cessare il saccheggio delle risorse africane e le ingerenze politiche e militari.  Restituire i soldi dei dittatori e dei beni saccheggiati ai loro popoli. Rimpatriare immediatamente tutti i soldati francesi. Porre fine al sistema del franco africano che mantiene l’Africa nella povertà. Stringere rapporti paritetici con gli Stati africani
24.  IMMIGRAZIONE: impedire i flussi migratori impossibili da accogliere e a integrare visto la crisi di civilizzazione che stiamo vivendo
  1. POLITICA ESTERA: rispetto scrupoloso del diritto internazionale e degli impegni presi
Queste 25 proposte cambieranno immediatamente il quotidiano dei francesi. Solo gli articoli 9 e 10 di questa Carta possono produrre 130 miliardi l’anno al Tesoro. La Francia è un paese ricco, il suo popolo prode e lavoratore, non ha bisogno di vivere nella miseria

Onore ai francesi, il primo popolo unito che si è alzato contro la globlaizzazione, il nuovo ordine mondiale, banche e multinazionali