la realta' è un'altra

giovedì 24 luglio 2014

IL PENTIMENTO DI GARIBALDI

La verità è rivoluzionaria

Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Non credo di aver fatto del male. Nonostante ciò, non rifarei oggi la via dell'Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio. 



Giuseppe Garibaldi

(da una lettera scritta ad Adelaide Cairoli, 1868) 








Cronologia moderna delle azioni massoniche e mafiose

27 marzo 1848 - Nasce la Repubblica Siciliana.
La Sicilia ritorna ad essere indipendente, Ruggero Settimo è capo del governo, ritorna a sventolare l'antica bandiera siciliana.
Gli inglesi hanno numerosi interessi nell'Isola e consigliano al Piemonte di annettersi la Sicilia.
I Savoia preparano una spedizione da affidare a Garibaldi.
Cavour si oppone perchè considera quest'ultimo un avventuriero senza scrupoli (ricordano impietositi i biografi che Garibaldi ladro di cavalli, nell' America del sud, venne arrestato e gli venne tagliato l'orecchio destro. Sarà, suo malgrado, capellone a vita per nascondere la mutilazione) [Secondo altre fonti l’orecchio gli sarebbe stato staccato con un morso da una ragazza che aveva cercato di violentare all’epoca della sua carriera di pirata, stupratore, assassino in America Latina, NdT]. Il nome di Garibaldi, viene abbinato altresì al traffico di schiavi dall'Africa all'America.
Rifornito di denaro inglese da i Savoia, Garibaldi parte per la Sicilia.
11 maggio 1860 - Con la protezione delle navi inglesi Intrepid e H.M.S. Argus, Garibaldi sbarca a Marsala. Scrive il memorialista garibaldino Giuseppe Bandi: I mille vengono accolti dai marsalesi come cani in chiesa! La prima azione mafiosa è contro la cassa comunale di Marsala. Il tesoriere dei mille, Ippolito Nievo lamenta che si trovarono pochi spiccioli di rame. I siciliani allora erano meno fessi! E' interessante la nota di Garibaldi sull'arruolamento: "Francesco Crispi arruola chiunque: ladri, assassini, e criminali di ogni sorta".
15 maggio 1860 - Battaglia di Calatafimi. Passata alla storia come una grande battaglia, fu invece una modesta scaramuccia, si contarono 127 morti e 111 furono messi fuori combattimento. I Borbone con minor perdite disertano il campo. Con un esercito di 25.000 uomini e notevole artiglieria, i Borbone inviano contro Garibaldi soltanto 2.500 uomini.
E' degno di nota che il generale borbonico Landi, fu comprato dagli inglesi con titoli di credito falsi e che l'esercito borbonico ebbe l'ordine di non combattere. Le vittorie di Garibaldi sono tutte una montatura.
27 maggio 1860 - Garibaldi entra a Palermo da vincitore!...ateo, massone, mangiapreti, celebra con fasto la festa di santa Rosalia.
30 maggio 1860 - Garibaldi dà carta bianca alle bande garibaldine; i villaggi sono saccheggiati ed incendiati; i garibaldini uccidevano anche per un grappolo d'uva. Nino Bixio uccide un contadino reo di aver preso le scarpe ad un cadavere. Per incutere timore, le bande garibaldine, torturano e fucilano gli eroici siciliani.
31 maggio 1860 - Il popolo catanese scaccia per sempre i Borbone. In quell'occasione brillò, per un atto di impavido coraggio, la siciliana Giuseppina Bolognani di Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Issò sopra un carro un cannone strappato ai borbonici e attese la carica avversaria; al momento opportuno, l'avversario a due passi, diede fuoco alle polveri; il nemico, decimato, si diede alla fuga disordinata. Si guadagnò il soprannome Peppa 'a cannunera (Peppa la cannoniera) e la medaglia di bronzo al valor militare.
2 giugno 1860 - Con un decreto, Garibaldi assegna le terre demaniali ai contadini; molti abboccano alla promessa. Intanto nell'Isola divampava impetuosa la rivoluzione che vedeva ancora una volta il Popolo Siciliano vittorioso. Fu lo stesso popolo che unito e compatto costrinse i borbonici alla ritirata verso Milazzo.
17 luglio 1860 - Battaglia di Milazzo. Il governo piemontese invia il Generale Medici con 21.000 uomini bene armati a bordo di 34 navi. La montatura garibaldina ha fine. I contadini siciliani si ribellano, vogliono la terra promessagli. Garibaldi, rivelandosi servo degli inglesi e degli agrari, invia loro Nino Bixio.
10 agosto 1860 - Da un bordello di Corleone, Nino Bixio ordina il massacro di stampo mafioso di Bronte. Vengono fucilati l'avvocato Nicolò Lombardo e tre contadini, tra i quali un minorato! L'Italia mostra il suo vero volto.
21 ottobre 1860 - Plebiscito di annessione della Sicilia al Piemonte. I voti si depositano in due urne: una per il "Sì" e l'altra per il "No". Intimorendo, come abitudine mafiosa, ruffiani, sbirri e garibaldini controllano come si vota. Su una popolazione di 2.400.000 abitanti, votarono solo 432.720 cittadini (il 18%). Si ebbero 432.053 "Sì" e 667 "No". Giuseppe Mazzini e Massimo D'Azeglio furono disgustati dalla modalità del plebiscito.Lo stesso ministro Eliot, ambasciatore inglese a Napoli, dovette scrivere testualmente nel rapporto al suo Governo che: "Moltissimi vogliono l'autonomia, nessuno l'annessione; ma i pochi che votano sono costretti a votare per questa". E un altro ministro inglese, Lord John Russel, mandò un dispaccio a Londra, cosí concepito: "I voti del suffragio in questi regni non hanno il minimo valore".
1861 - L'Italia impone enormi tasse e l'obbligo del servizio militare, ma per chi ha soldi e paga, niente soldato. Intanto i militari italiani, da mafiosi, compiono atrocità e massacri in tutta l'Isola. Il sarto Antonio Cappello, sordomuto, viene torturato a morte perchè ritenuto un simulatore, il suo aguzzino, il colonnello medico Restelli, riceverà la croce dei "S.S. Maurizio e Lazzaro".
Napoleone III scrive a Vittorio Emanuele: "I Borbone non commisero in cento anni, gli orrori e gli errori che hanno commesso gli agenti di Sua Maestà in un anno”.
1863 - Primi moti rivoluzionari antitaliani di pura marca indipendentista. Il governo piemontese instaura il primo stato d'assedio. Viene inviato Bolis per massacrare i patrioti siciliani. Si prepara un'altra azione mafiosa contro i Siciliani.
8 maggio 1863 - Lord Henry Lennox denuncia alla camera dei Lords le infamie italiane e ricorda che non Garibaldi ma l'Inghilterra ha fatto l'unità d'Italia.
15 agosto 1863 - Secondo stato d'assedio. Si instaura il terrore. I Siciliani si rifiutano di indossare la divisa italiana; fu una vera caccia all'uomo, le famiglie dei renitenti furono torturate, fucilate e molti furono bruciati vivi. Guidava l'operazione criminale e mafiosa il piemontese Generale Giuseppe Govone. (Nella pacifica cittadina di Alba, in piazza Savona, nell'aprile 2004 è stato inaugurato un monumento equestre a questo assassino. Ignoriamo per quali meriti.)
1866 - In Sicilia muoiono 52.990 persone a causa del colera. Ancora oggi, per tradizione orale, c'è la certezza che a spargervi il colera nell'Isola siano state persone legate al Governo italiano. Intanto tra tumulti, persecuzioni, stati d'assedio, terrore, colera ecc. la Sicilia veniva continuamente depredata e avvilita; il Governo italiano vendette perfino i beni demaniali ed ecclesiastici siciliani per un valore di 250 milioni di lire. Furono, nel frattempo, svuotate le casse della regione. Il settentrione diventava sempre più ricco, la Sicilia sempre più povera.
1868 - Giuseppe Garibaldi scrive ad Adelaide Cairoli:"Non rifarei la via del Sud, temendo di essere preso a sassate!". Nessuna delle promesse che aveva fatto al Sud (come quella del suo decreto emesso in Sicilia il 2 giugno 1860, che assegnava le terre comunali ai contadini combattenti), era stata mantenuta.
1871 - Il Governo, con un patto scellerato, fortifica la mafia con l'effettiva connivenza della polizia. Il coraggioso magistrato Diego Tajani dimostrò e smascherò questa alleanza tra mafia e polizia di stato e spiccò un mandato di cattura contro il questore di Palermo Giuseppe Albanese e mise sotto inchiesta il prefetto, l'ex garibaldino Gen. Medici. Ma il Governo italiano, con fare mafioso si schiera contro il magistrato costringendolo a dimettersi.
1892 - Si formano i "Fasci dei Lavoratori Siciliani". L'organizzazione era pacifica ed aveva gli ideali del popolo, risolvere i problemi siciliani. Chiedeva, l'organizzazione dei Fasci la partizione delle terre demaniali o incolte, la diminuzione dei tassi di consumo regionale ecc.
4 gennaio 1894 - La risposta mafiosa dello stato italiano non si fa attendere: STATO D'ASSEDIO. Francesco Crispi, (definito da me traditore dei siciliani a perenne vergogna dei riberesi) presidente del Consiglio, manda in Sicilia 40.000 soldati al comando del criminale Generale Morra di Lavriano, per distruggere l'avanzata impetuosa dei Fasci contadini. All'eroe della resistenza catanese Giuseppe De Felice vengono inflitti 18 anni di carcere; fu poi amnistiato nel 1896, ricevendo accoglienze trionfali nell'Isola.
*************************************************************************************************
Note mie:
Sono molti i paesi del mondo che dedicano vie, piazze e strade a lestofanti e assassini. Ma pochi di questi paesi hanno fatto di un pirata macellaio addirittura il proprio eroe nazionale. Il 27 luglio 1995 il giornale spagnolo "El Pais", giustamente indignato per l’apologia di Garibaldi fatta dall’allora presidente Scalfaro (quello che si prendeva 100 milioni al mese in nero dal SISDE, senza che nessuno muovesse un dito) nel corso di una visita in Spagna, così gli rispose a pag. 6:
“Il presidente d'Italia è stato nostro illustre visitante...... Disgraziatamente, in un momento della sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott. Scalfaro che il suo compatriota [Garibaldi] non ha lottato per la libertà di queste nazioni come egli afferma. Piuttosto il contrario".

Il 13 settembre 1860, mentre l'unificazione italiana era in pieno svolgimento, il giornale torinese Piemonte riportava il seguente articolo (1):

«Le imprese di Garibaldi nelle Due Sicilie parvero sin da allora così strane che i suoi ammiratori ebbero a chiamarle prodigiose. Un pugno di giovani guidati da un audacissimo generale sconfigge eserciti, piglia d'assalto le città in poche settimane, si fa padrone di un reame di nove milioni di abitanti. E ciò senza navigli e senz'armi... Altro che Veni, Vedi, Vici! Non c'è Cesare che tenga al cospetto di Garibaldi.
I miracoli però non li ha fatti lui ma li fecero nell'ordine:
1°)-L'oro con il quale gli inglesi comprarono quasi tutti i generali borbonici e col quale assoldarono 20.000 mercenari ungheresi e slavi e pagarono il soldo ad altri 20.000 tra carabinieri e bersaglieri, opportunamente congedati dall'esercito sardo-piemontese e mandati come "turisti" nel Sud, altro che i 1000 scalcinati eroi......
2°)-il generale Nunziante ed altri tra ufficiali dell'esercito e della marina che, con infinito disonore, disertarono la loro bandiera per correre sotto quella del nemico eccovi servito un piccolo elenco di traditori al soldo degli anglo-piemontesi, oltre al Nunziante:

Generale Landi
Generale Cataldo
Generale Lanza
Generale Ghio
Comandante Acton
Comandante Cossovich
ed altri ancora

3°)-i miracoli li ha fatti il Conte di Siracusa con la sua onorevolissima lettera al nipote Francesco II° (lettera pubblicata in un post a parte)
4°)-li ha fatti la Guardia Nazionale che, secondo il solito, voltò le armi contro il re che gliele avea date poche ore prima;
5°)-)li ha fatti il Gabinetto di Liborio Romano il quale, dopo aver genuflesso fino al giorno di ieri appié del trono di Francesco II, si prostra ai piedi di Garibaldi
6°)- La quasi totalità della nobiltà siciliana.
Beh, Con questi miracoli ancor io sarei capace di far la conquista, non dico della Sicilia e del Reame di Napoli, ma dell'universo mondo. Dunque non state a contare le prodezze di Sua Maestà Garibaldi I. Egli non è che il comodino della rivoluzione. Le società segrete (la massoneria) che hanno le loro reti in tutto il paese delle Due Sicilie, hanno di lunga mano preparato ogni cosa per la rivoluzione. E quando fu tutto apparecchiato si chiamò Garibaldi ad eseguire i piani [...]. Se non era Garibaldi sarebbe stato Mazzini, Kossuth, Orsini o Lucio della Venaria: faceva lo stesso. Appiccare il fuoco ad una mina anche un bimbo può farlo. Di fatto vedete che dappertutto dove giunge Garibaldi la rivoluzione è organizzata issofatto, i proclami sono belli e fatti, anzi stampati. In questo modo credo che Garibaldi può tranquillamente fare il giro del mondo a piantare le bandiere tricolori del Piemonte. Dopo Napoli Roma, dopo Roma Venezia, dopo Venezia la Dalmazia, dopo la Dalmazia l'Austria, caduta l'Austria il mondo è di Garibaldi, cioé del Piemonte! Oh che cuccagna! Torino capitale dell'Europa, anzi dell'orbe terracqueo. Ed i torinesi padroni del mondo!».
Dai Savoia agli Agnelli, da una famiglia di vampiri ad un altra.....per il Sud sempre lo stesso destino.......dar loro anche l'ultima goccia di sangue.
Comunque la Giustizia Divina arriva sempre........i savoia son finiti nella merda e nel ludibrio, gli Agnelli nella tomba e nella droga che certamente sarà il mezzo con quale ci libereremo di questa gente maledetta.

http://www.sciaccaborbonica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=15&Itemid=68
http://altrarealta.blogspot.it/

mercoledì 23 luglio 2014

MAURO BIGLINO: “LA BIBBIA COME OMERO E I TESTI VEDICI”


“Quelli là”. Li chiama proprio così, Mauro Biglino, gli dei che i libri antichi hanno tramandato fino a noi. Nei testi vedici, nell’epica mesopotamica, nella poesia greca, nella Bibbia, riconosce gli stessi protagonisti: individui arrivati da un altro mondo, per dominare il nostro. Esseri assai avanzati dal punto di vista tecnologico, ma per nulla spirituali. Anzi. Fin troppo materiali, iracondi, vendicativi, passionali, gelosi. Tutto, fuorché entità trascendenti.
Biglino ha espresso queste sue teorie nei vari saggi che ha scritto fino ad oggi: “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”, “Il Dio alieno della Bibbia”, “Non c’è creazione nella Bibbia”, e l’ultimo, ”La Bibbia non è un libro sacro.”  Teorie che ripete nelle sue conferenze, in giro per l’Italia, sempre affollatissime. Le ha elaborate traducendo il Codice di Leningrado, scritto in ebraico masoretico: da questa pergamena, risalente all’XI secolo, derivano tutte le Bibbie che noi abbiamo in casa. Scartando le interpretazioni teologiche, metaforiche, allegoriche, simboliche e concentrandosi solo su quella letterale, lo studioso è arrivato ad una conclusione scioccante: nell’Antico Testamento di Dio non c’è traccia.
“Sì, esattamente:  tra i tanti dubbi che ho, questa è una delle mie poche certezze: la Bibbia non parla di Dio. Quando parla di Jahwè, intende un individuo che fa parte di un gruppo di individui chiamati Elohim, guidati da uno che chiamava Eliòn. Questi individui hanno avuto un rapporto con l’umanità, ma un rapporto speciale, nel senso che se la sono un po’ fabbricata. Jahwè era uno di questi, tra l’altro anche uno dei meno importanti.Emerge insomma una realtà che è confermata dai libri sacri degli altri popoli, di tutti i continenti della Terra, che nella sostanza ci raccontano esattamente le stesse cose, ovviamente con una terminologia diversa perchè sono lingue diverse, culture diverse… Ma la realtà è sempre quella.”
Una visione sconcertante e destabilizzante, come ho avuto modo di dire più volte allo stesso autore. In sostanza, in quelle pagine che abbiamo letto e studiato più o meno tutti a catechismo, sarebbe raccontata una storia ben diversa da quella che ci hanno spiegato.  A partire dalla stessa Genesi: racconto simbolico – ci hanno insegnato- di come dal nulla Dio abbia generato l’intero creato, umanità inclusa. Ma Biglino dissente in toto, in virtù dell’ etimologia del verbo ebraico utilizzato per descrivere la nascita dell’Universo.
“Creazione è un termine improprio, perchè il termine bara  non ha quel significato,  non soltanto nell’Antico Testamento,  ma proprio come radice semitica: non significa mai creare nè tanto meno creare dal nulla. Significa intervenire su una situazione già esistente per modificarla, che è esattamente quello che hanno fatto questi signori. Cioè hanno introdotto un pezzettino del loro DNA all’interno di esseri che hanno trovato già su questo pianeta per modificarli e per renderli, per loro, utilizzabili. Ci hanno reso capaci, diciamo così, di capire ed eseguire degli ordini”, dice il ricercatore, condividendo di fatto l’idea che noi uomini- così come siamo ora- siamo il prodotto di un intervento di ingegneria genetica. Una affermazione già sostenuta nei suoi libri da Zecharia Sitchin, sulla base di quanto descritto dai testi mesopotamici: basta sostituire il termine Annunna ( o Annunaki) con Elohim e tutto corrisponderebbe…

http://altrarealta.blogspot.it/

LE STRANEZZE NEL GENOMA DELL’HOMO SAPIENS

Dopo le informazioni trasmessemi dal biologo molecolare Dr. Pietro Buffa – di cui ho dato alcuni cenni sintetici in LA BIBBIA NON E’ UN LIBRO SACRO – ho ricevuto ora uno studio scientifico redatto da un dottore in scienze naturali.
Il PDF (corredato da tre pagine di bibliografia scientifica) contiene l’elenco e l’analisi di una serie di “stranezze” presenti nel genoma appartenente anoi “sapiens” (comprese quelle già indicatemi dall’amico Pietro Buffa di cui attendo con ansia la pubblicazione del libro ADAM) e riporta considerazioni sulla impossibilità della tesi evoluzionista (e tanto meno creazionista) di spiegarle in modo scientificamente accettabile e coerente.
Mi interessa però riportare qui una affermazione – per me straordinaria – contenuta a pag. 16:
“L’unica spiegazione rimane ancora quella di considerare Eva mitocondriale ed Adamo cromosomiale Y come cloni prodotti in molti esemplari. Solo un numero adeguato di femmine e maschi geneticamente uguali fra loro avrebbe potuto trasmettere con successo i genotipi unici e caratteristici propri del genere umano.”
Piano piano… si procede (con mia grande soddisfazione)… sempre “facendo finta che…”
^___^
Mauro Biglino
PS: Pubblicherò il PDF nel nuovo libro.
http://www.maurobiglino.it/?p=6707
http://altrarealta.blogspot.it/

CRISI DI CIVILTA'

Ogni quarto d’ora sparisce per sempre una specie vivente. Ogni minuto 40 ettari di foreste scompaiono nel mondo a causa dell’intervento antropico. Il ritmo di distruzione attuale (15 milioni di ettari all’anno) delle foreste tropicali ha innescato effetti gravissimi sugli equilibri dell’atmosfera e del clima, già manomesso dalle sperimentazioni belliche segrete delle “superpotenze”. Il mondo va incontro ad una prossima glaciazione, altro che surriscaldamento globale. A causa dei massicci esperimenti nucleari, non c’è più il futuro di una volta, e la Terra perde fecondità a causa dell’uomo. Per la prima volta nella storia l’animale detto uomo ha i mezzi per sterminare la vita su Gaia, ma anche la capacità culturale per evitarli. Lasciar degradare ancora l’ambiente significa lasciare in eredità ai nostri figli un deserto agonizzante.


In realtà, crisi ambientale, crisi economica e crisi energetica sono tre aspetti della stessa crisi di civiltà. Se gli esseri umani o il simulacro manipolato che ne rimane, non sapranno dare una risposta sensata alla sfida del controllo dell’interdipendenza ecologica con l’economia, un bel giorno l’umanità sprofonderà improvvisamente nella preistoria.


E allora, radioattivi oggi e mutanti domani? Un nuovo paradigma: pensare come specie e tener conto dei limiti naturali. Occorre un salto cognitivo. Una nuova etica tra giustizia sociale ed ecologia, un mutato fondamento che abbia alla base il rispetto della vita e la conservazione dell’ambiente come parte fondamentale delle scelte economiche, politiche e sociali.

di Gianni Lannes

martedì 22 luglio 2014

Dalai Lama in Italia: “I vostri immigrati sono troppi, bisogna avere il coraggio di dire basta”

dalailamaitalia
Pisa, 12 giu – La massima autorità spirituale tibetana, oggi a Pomaia in provincia di Pisa, non si accoda al buonismo imperante e sostiene che sull’immigrazione “bisogna avere il coraggio di dire basta”.

‘Se si chiamano rifugiati vuol dire che fuggono da qualcosa ma il buon cuore per accoglierli non basta e bisogna avere il coraggio di dire quando sono troppi e di intervenire nei loro Paesi per costruire lì una società migliore – ha detto il Dalai Lama rispondendo a una specifica domanda sull’emergenza immigrati nel mediterraneo.

Non è possibile pensare – ha aggiunto - che sia sufficiente l’accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire in quei Paesi, impegnarsi per superare le guerre, spesso a sfondo religioso, che provocano gli esodi e superare anche il grande divario tra ricchi e poveri per costruire una società migliore. Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace”.


Noi che abbiamo sempre venerato il Dalai Lama come difensore della libertà e dell’identità del popolo tibetano non possiamo non apprezzare altamente la grande lezione che questa guida spirituale sta dando a tutti, ivi compresi coloro, come i nostri attuali governanti che fingono di non conoscere i guasti e la pericolosità dell’apertura indiscriminata delle porte di un Paese a clandestini e pretesi ‘rifugiati’”.
Cristiano Coccanari

http://www.ilprimatonazionale.it/2014/06/12/dalai-lama-in-italia-i-vostri-immigrati-sono-troppi-bisogna-avere-il-coraggio-di-dire-basta/
http://altrarealta.blogspot.it/

SCREENING PSA INUTILE E DANNOSO


Tumore alla prostata: stop allo screening PSA, è inutile e dannoso.

Retromarcia sul PSA degli urologi americani

Significativa retromarcia degli urologi americani sullo screening del PSA (esecuzione di un test diagnostico in soggetti del tutto asintomatici), dopo che per anni i media hanno raccomandato a tutti gli uomini l'esecuzione del test come garanzia di prevenzione e diagnosi precoce del tumore prostatico.
Non era proprio così, come ammettono oggi gli urologi americani, il che non è poco dopo le innumerevoli campagne di sensibilizzazione sul PSA: al contrario lo screening del PSA in persone senza sintomi prostatici espone al rischio di sovra-diagnosi e sovra-trattamenti, falsi positivi e “noti danni potenziali associati con lo screening e il trattamento", specie in soggetti giovani e senza fattori di rischio associati (familiarità, "razza" etc..). Insomma, una sorta di contrordine un po' su tutto il fronte.


Ecco le linea guida degli urologi americani (AUA: https://www.auanet.org/advnews/press_releases/article.cfm?articleNo=290, datate maggio 2013) con la sintesi delle raccomandazioni per lo screening del PSA, specie occasionale su richiesta degli assistiti:


Lo screening con PSA negli uomini sotto i 40 anni NON è raccomandato
Lo screening di routine negli uomini di età compresa tra 40-54 anni, a rischio medio, NON è raccomandato
Per gli uomini di età compresa tra 55-69 anni, la decisione di sottoporsi a screening con PSA comporta la valutazione dei benefici di prevenire la mortalità per cancro della prostata in 1 uomo ogni 1.000 nel decennio successivo, a fronte dei noti danni potenziali associati con lo screening e il trattamento. Per questo motivo, il processo decisionale condiviso è raccomandato per gli uomini dai 55 ai 69 anni che hanno preso in considerazione lo screening PSA, e la decisione va presa sulla base dei valori e delle preferenze dei pazienti
Per ridurre i danni dello screening, un intervallo di screening di routine di due anni o più potrebbe essere preferito a screening annuali per gli uomini che hanno partecipato al processo decisionale condiviso e deciso di effettuare lo screening. Rispetto allo screening annuale gli intervalli di screening biennali consentono maggiori benefici e riducono sovradiagnosi e falsi positivi
Lo screening del PSA non è raccomandato in uomini di età superiore ai 70 anni o con aspettativa di vita di 10-15 anni .
Ora speriamo che anche i Media, dopo aver pubblicizzato a tappeto e in modo acritico la necessità del PSA, diano altrettanta diffusione a queste prudenti raccomandazioni, che arrivano dalla maggiore associazione professionale degli urologi a livello mondiale.

lunedì 21 luglio 2014

Il numero 806 lampeggia in rosso, 806, 806.

di Nadia Terranova
La differenza è tutta lì, nel fatto che entri al reparto oncologia e non sei il paziente ma quello che lo accompagna. Il figlio, la nuora, la migliore amica, il cognato: non importa. Tu sei quello che accompagna e ti siedi accanto alla persona accompagnata. Una linea spacca la sala d’attesa a zigzag e separa gli accompagnatori dagli accompagnati. Non cercare solidarietà nel tuo insieme di riferimento: non la troverai. Non chiederti se quelli dell’altro insieme, fra loro, sono solidali. Probabilmente no o forse sì, di sicuro non ti riguarda. Ti siedi e parli, dici delle cose, delle cose come «compro una bottiglietta d’acqua» oppure ti giri a guardare la libreria con i libri donati e le regole battute a macchina, bisogna comunicare a un infermiere la data in cui si prende in prestito un titolo. E tu che titolo prenderesti? Come sono brutti quei titoli. Un Moccia del 2006, strenne di giornalisti, doppioni di Coelho. Il tutto dà un’idea di scatolone del 26 dicembre, quello con i regali che ci hanno fatto schifo: ricicliamoli anzi no, diamoli via per una buona causa, sai che mi hanno detto che puoi donarli a una biblioteca del reparto oncologia…? O invece no, quelli sono veramente i libri che leggono le persone e tu non hai nessun contatto con il paese reale, sono stati regalati con amore e convinzione. Hai voglia di sfasciare la libreria, di prenderla a calci. E che ci metteresti, sentiamo? Il principe Myskin? Harold Brodkey e il suo aids? Romanzi e memoir a tema? Sentiamo con quanta buona letteratura arrederesti l’attesa di un malato di cancro.
Trrr, trrr, trrr.
Il numero 806 lampeggia in rosso, 806, 806.
«Dai, su»
Hanno esaminato 805 pazienti e adesso tocca a noi? Come ce l’avranno il cervello, dopo 805 incontri? Perché dovrebbero soffermarsi proprio sull’ottocentoseiesimo? Scema, il tabellone è partito direttamente da 800. Vorresti entrare e chiedere subito: scusi, perché partite da 800? Cosa le interessa, signora? No, io lo voglio sapere. Se non ci capiamo su queste cose come possiamo capirci… Signora, è lei la paziente? No. E allora? Ecco, tu questo dialogo non lo vuoi fare. Entri e dici solo buongiorno, ci sono due tizie in camice bianco, non le hai mai viste prima. E il dottor A.? Il dottor A. sta arrivando, accomodatevi. E il dottor M.? Sì, sta arrivando anche lui. Il dottor A. è l’illustre primario che hai soprannominato Lo Stronzo e il dottor M. è il suo assistente, che invece fa sempre i sorrisi alla Persona Accompagnata. Non gliene frega niente, alla Persona Accompagnata, di questa differenza che hai inventato tu, né di puntare il dito contro i modi più o meno gentili di chi ha solo il compito di tenerla in vita. E nemmeno a te fregava, un tempo: non voglio un medico empatico, voglio un medico bravo, affermavi con sprezzo bioetico quando eri una giovane e cinica studentessa di filosofia.
Ora vorresti chiamare quella ventenne e chiederle per favore: siccome sono ancora sicurissima che tu abbia ragione, potresti interagire al posto mio con lo Stronzo? No, perché io nel frattempo ho scoperto che se si rivolge un’altra volta alla Persona Accompagnata con quell’aria di sufficienza e quel sorrisetto del cazzo, gli metto le mani al collo. E vorresti farlo davvero, mentre entra seguito dagli assistenti e dai laureandi come un feudatario con dietro il vassallo il valvassore e il valvassino, mentre entra e ti saluta con quella vocina, mentre entra e dice buongiorno allora come andiamo la trovo bene, con quella vocina che si è dimenticata un dettaglio: dottore, venga da quest’altra parte della linea, venga qui, coraggio, dismetta quell’aria da stronzo e si sieda dal mio lato, perché anche lei è una Persona Che Accompagna e nulla più. Invece non appena va in scena l’ennesimo atto della commedia, barcolli. Perché i ruoli non puoi ridiscuterli e non potrai ridiscuterli mai: lui decide, tu ascolti, la Persona Accompagnata esegue. Puoi girarla come vuoi, puoi gridare, domandare, protestare, tirare calci, puoi sospettare, non fidarti, chiedere spiegazioni o terapie alternative (e allora che fai, te la prendi tu la responsabilità di trovare un’altra cura per la Persona Accompagnata? Auguri), ma comunque da quel gioco non esci. Accomodati, iniziamo.
Iniziamo, e anche finiamo. I controlli periodici sono brevi, sono palpare domandare confermare, continuiamo con la terapia. Non avrei osato sperare, dice Lo Stronzo, e ci penserai per giorni alle sfumature di quella frase senza speranza, la speranza è stata abilmente occultata, la speranza non c’è mai, non si fanno promesse, non si illudono i pazienti né le persone che li accompagnano. «Non avrei osato sperare» non precede «e quindi ora spererò». Significa solo: non speravo e invece tutto sommato le dirò, non si spera ma qualche volta va meglio, possiamo ritenerci già soddisfatti. (Già è un anno in più del paziente). Già. Già, ha ragione dottore.
(Stronzo)
La Persona Accompagnata sorride, saluta, stringe la mano. Ti fa cenno di andare. Tu non ti muovi, non riesci a muoverti. Il vassallo il valvassore e il valvassino si accorgono di quella immobilità e ti guardano come si guardano i pazzi e gli scemi, quelli che non applaudono alla parata, quelli che salgono a sorpresa sul palcoscenico di Sanremo, quelli che rompono i coglioni senza un’idea precisa. Anche la Persona Accompagnata ti guarda così, vuole solo uscire, andare al bar e mangiare un gelato, vuole andare via di lì, attraversare la sala d’attesa e fuggire lasciandosi alle spalle la linea a zigzag, vuole tornare nel mondo dove gli uomini si dividono in biondi e bruni, ricchi e poveri, fighi e cessi, non in accompagnati e accompagnatori. Anche tu vuoi tornare là fuori in fretta, ha ragione, cosa ti è passato per la testa. «Qualche problema?» Lo Stronzo ti guarda con compassione, sa che hai mille domande, sa che ne hai una sola, sa benissimo che non la farai. (Dottore, scusi, per quei libri non possiamo fare niente? Quelli in sala d’attesa, intendo) (No, la domanda è: vivrà? Dottore, mi dica che vivrà per sempre). «Allora? C’è altro che vuole chiedermi?». Non c’è altro. Da qualche parte, in sala d’attesa, sta lampeggiando il numero 807.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/806/
http://altrarealta.blogspot.it/

Un altro scandaloso esempio delle lobby del farmaco

Così va il mondo (purtroppo)…

(Tumore al seno)
…E VOI (e noi tutti) NE PAGHERETE IL PREZZO.

ECCO QUELLO CHE SUCCEDE SE LA "FONDAZIONE DI BELLA" invia i propri lavori scientifici ai "Congressi Internazionali" o alle più prestigiose "Riviste Scientifiche". 

Perché ne siate pienamente consapevoli!
 
MARZO 2013 - In Fondazione si decide, visti i risultati eclatanti raggiunti, l'invio del lavoro su 20 casi di carcinoma mammario trattato unicamente con MDB alla più prestigiosa rivista mondiale del settore, ossia "Breast Cancer Research". 

Il lavoro, poi fortunatamente pubblicato da Neuroendocrinology Letters, viene però, dopo un bel po' di tempo, che evidentemente è servito al Comitato Scientifico per "ragionarci sopra", RIFIUTATO perché (parole testuali) "" la sperimentazione del 1998 aveva decretato l'inefficacia del MDB..."

Siamo rimasti "basiti" .  

Capite?  20 casi di tumore al seno, non uno, ma 20 !!  senza nessun trattamento precedente, nemmeno chirurgico, che rappresentano un nuovo ed inedito successo nel trattamento del carcinoma mammario ( dal punto di vista clinico) ed una concezione nuova e razionalmente avanzata delle concezioni terapeutiche in oncologia, vengonoRESPINTI AL MITTENTE con questa motivazione, senza entrare minimamente nel merito.......

Questo è il genere di "curiosità scientifica" e "onestà intellettuale" che pervade le stanze dei cosiddetti "luminari"!!??  Siamo nelle loro mani, in quelle di persone che si ergono, e ci vengono dipinti, come "Comitati Scientifici di alto grado" e che non son altro che organismi referenziali della "rete di poteri" che si erge alle loro spalle. 

E poi.... ci viene rimproverato di pubblicare solo su riviste "amiche" e  con un minore "impact factor"....!? MA CI FACESSERO IL PIACERE!!!!

APRILE 2014 - Allo studio del Dott. Di Bella giunge, completamente inatteso, l'invito a partecipare al Congresso Mondiale sul Cancro al Seno in programma per il mese di ottobre a Orlando (Florida).

Quest'invito è frutto, molto probabilmente, di precedenti contatti intercorsi tra la Fondazione ed una Clinica Oncologica della medesima località statunitense che, onestamente interessata a conoscere i nostri approcci terapeutici, è probabile abbia inserito i nostri nominativi fra i destinatari degli inviti ufficiali.

Bene, cominciamo a preparare il lavoro da presentare consistente nell'analisi statistica dei risultati sul totale complessivo (n. 196) delle pazienti giunte presso la Fondazione e che hanno deciso di seguire il MDB.
I risultati, oltre a quello dei 20 casi sopracitati, dovrebbero essere senza alcun dubbio meritevoli, "perlomenooooo".....di attenzione:
  • - alte percentuali di remissione di malattia in tutti gli stadi e gradi (anche senza intervento chirurgico)
  • - netto miglioramento delle percentuali di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi (50% contro il 14% delle statistiche ufficiali) per i casi allo stadio metastatico.
Inviamo alla rivista l'Abstract ( il riepilogo dei risultati da esporre al congresso) e poi........Il lavoro viene immediatamente RIFIUTATO !! ( con delicatezza...viene indicato come "non selezionato")

""...Dear Dr Giuseppe Di Bella, after careful consideration and review by members of the Abstract Committee of the forthcoming 18th SIS World Congress on Breast Healthcare in Orlando, Florida, October 16-19, 2014  we regret to inform you that your abstract SIS-0767 entitled RETROSPECTIVE OBSERVATIONAL STUDY OF 196 CASES OF BREAST CANCER: COMPARED TO CONVENTIONAL PROTOCOLS, THE BIOLOGICAL THERAPY IMPROVED SURVIVAL, OBJECTIVE RESPONSE AND PERFORMANCE STATUS has not been selected for presentation at the Congress. ...""

DESOLANTE ! Questa volta non sono riusciti nemmeno ad esprimere una motivazione.........

E' SOLO INTUIBILE, PER CHI E' IN GRADO DI COGLIERLA, LA SAPIENTE REGIA CHE TIRA I FILI DI QUESTE COSIDDETTE "ISTITUZIONI".
ECCO COME VANNO LE COSE.....

http://frontelibero.blogspot.it/2014/07/un-altro-scandaloso-esempio-delle-lobby.html
http://altrarealta.blogspot.it/