la realta' è un'altra

mercoledì 4 marzo 2015

FUCK OFF.



Fuck off a... VOI VOI VOI e VOI. (da non confondere con fuck you)
Qualcuno prima o poi doveva avere il coraggio di dirvelo. Tipo: a voi piccoli medi imprenditori italiani per cui ci siamo fatti un culo tanto, a gratis, per l'anima del cazzo. Non avete capito un cazzo ma proprio un cazzo di chi vi sta bastonando, ma avete i soldi ficcati su per il retto, però licenziate, come quella di Parma che ha chiuso la ditta ma ha dei Caravaggio in casa, lei. Poi gli operai!!!! che sanno solo urlare in Tv, ma solo la sera che non c'è la Juve su Sky, per carità! Tipo sto popolo bugiardo ladro figlio di troia che si chiama popolo italiano, dove nei sobborghi di Napoli si vive meglio che a Torino centro, con molto più agio. Tipo le belle anime che... 'Aboliamo la Casta, le prebende dei condannati, le nomine nelle Utilities... Se eliminiamo i polli che rubano polli risolviamo il Risk Control Framework della BCE di Draghi e gli algoritmi speculativi di Bridgewater, quelli più potenti del Tesoro italiano, o il Trattato di Lisbona...'. Cerrrrrrto! come no? Questi sono i grillini, appunto. Tipo quelle teste di cazzo che ogni giorno mi fermano per la strada per dirmi "Barnard, io sono rovinato, la mia azienda è rovinata..." E io gli dico di darsi da fare con la Mosler Economics che li salverebbe, ma sti sorci mi rispondono "Tenga duro!", poi salgono sul SUV con la sigaretta in bocca, mentre io devo fare i conti con i 20 euro della pizza e sono un giornalista disintegrato. 
Sapete? Siamo un popolo di ladri, bugiardi e merde. E di cefali appesi all'amo (i 5S). Quindi il titolo. Che ripeto...

... Fuck off. PB


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POCHE PAROLE VAGHE. GHIACCIO NELLE OSSA ANCORA OGGI.


Il bar, bè, chiamarlo bar era molto, gestito da un portoghese che poteva uccidere per un Rolex, ne sono certo, birra fetida, cibo da guardare e non toccare, il bar dicevo stava in un sobborgo di Johannesburg ed era il ritrovo dei reporters stranieri e dei fotografi di guerra cocainomani. L’anno è il 1994, guerra civile in Sudafrica, le elezioni di Mandela a presidente in pericolo di saltare, ogni giorno morti per le strade, stragi, sangue, pallottole che volavano. Il celeberrimo episodio del Kaffir Shooting pic-nic in un Bantustan (significa pic nic dopo la caccia al negro, pratica decennale dei razzisti Boeri bianchi) finito all’inverso per la prima volta, con un gruppo armato dell’ANC dei neri che ha incantonato i razzisti e li ha sterminati. Io sono nel bar alle 2 di notte, siamo chiusi dentro da un cancello d’acciaio e vetri antiproiettile. Non ricordo più i nomi dei colleghi, se non quello di David Beresford del The Guardian inglese, ma ci sono inviati del Times, Le Monde, e dell’americano Newsweek. Io l'unico italiano, bè, ovvio no?
Il corrispondente di Newsweek rompe la conversazione di colpo e dice a tutti “Io domani me ne vado”. Te ne vai? Ehhhhh? Come se avesse detto: sono qui a testimoniare lo scoppio della Rivoluzione Francese (Mandela Presidente fine Apartheid), ma me ne vado prima. Il tavolo si ferma. Ricordo gli occhi azzurri di Beresford che transitano lenti dal vetro del bicchiere a sto ragazzo americano che guarda il soffitto. Te ne vai? E dove vai?
Mi ha chiamato New York, sembra che stia succedendo qualcosa in Rwanda. Vado là”.
Sembra stia succedendo qualcosa in Rwanda. Non sapevamo nulla.
Quasi un milione di morti. Ancora oggi ho il ghiaccio nelle ossa quando lo ricordo quel momento.
Continuammo con le birre fetide. Non sapevamo, non immaginavamo.
Ghiaccio nel sangue ancora oggi per me.

Paolo Barnard


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RISOLVILO O METTILO DA PARTE:

SOLO L'AZIONE PUO' RISOLVERE UN PROBLEMA.
RISOLVILO O METTILO DA PARTE: NON PORTARE DEI PESI NELL'ANIMO.

Un professore mostrò ai suoi studenti un bicchiere d'acqua.
- Secondo voi, quanto pesa?
Un mormoro si sentì nell'aula…
- Sui 200 grammi? No, sui 300 … ma forse di più.
- Non lo saprò con l'esattezza se non lo peserò, - disse il prof. - E ora vi chiedo: cosa succede se lo terrò nella mano per alcuni minuti?
- Niente!
- Vero, non succedere nulla di brutto. E se lo terrò per due ore?
- La mano le farà male…
- E se lo terrò così tutto il giorno?
- la mano si addormenterà, potrebbe subire anche un danno muscolare. Potrebbe finire all'ospedale.
- E secondo voi, - disse il prof - il peso del bicchiere cambierà se lo terrò così tutto il giorno?
- No…
- E cosa devo fare per rimediare?
- Lo deve posare semplicemente sul tavolo…
- Esatto! - si rallegro il professore. - Così è anche per le difficoltà che abbiamo nella vita. Fissati su un problema e sarà con te; pensalo per diverse ore, e ti risucchierà… pensalo tutto il giorno, e ti paralizzerà. Il fatto di pensare ad un problema non risolve nulla. Il suo "peso" non diminuirà.
Solo se agisci lo risolverai. Risolvilo o mettilo da parte. Non ha senso portare dei pesi nell'animo, i pesi che ti paralizzano.


Olga Samarina

LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA

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IL GUERRIERO E LA RETE UMANA


Le ricerche sul cervello durante la meditazione dimostrano ormai inequivocabilmente che gli esseri umani sono collegati fra di loro, anche se non ne sono consapevoli. Quando un gruppo di persone meditano le loro onde cerebrali si sincronizzano e i tracciati dell’elettroencefalogramma lo evidenziano con chiarezza.
A me interessa sottolineare la grande portata di questo fenomeno che indica la potenza del nostro pensiero e delle nostre intenzioni.
La qualità della nostra mente acquista una vera importanza nel lavoro di trasformazione interiore. Cosa si agita dentro di noi… c’è rabbia, paura, tristezza, invidia, rancore oppure gioia, fiducia, letizia, serenità, accoglienza, compassione?
Nel Buddhismo autentico la qualità della mente-cuore è il fulcro della pratica.
Negli anni Settanta si parlava dell’effetto Maharishi: un meditante su cento è capace di modificare in chiave di armonia l’habitat sociale.

Il collegamento tra gli individui avviene anche ad altri livelli. Per esempio, se noi sediamo accanto a una persona che è in uno stato di agitazione, di paura o d’ira, sentiamo un disagio, un nervosismo, che spesso non sappiamo identificare.
Anche alcuni luoghi producono effetti analoghi.
I nostri corpi non terminano con la pelle, ma i confini di ognuno si estendono molto più lontano: si chiama corpo energetico, eterico, bioplasmatico, aura, ecc. Siamo davvero trasmittenti-riceventi molto sofisticate.
Dobbiamo tenerne sempre conto..

Ecco perché la pratica della presenza è fondamentale per ogni Guerriero. Bisogna essere presenti per testimoniare dei nostri pensieri ed emozioni e per ascoltare le sensazioni-percezioni che ci giungono da fuori.
Le emozioni e le intenzioni quindi giungono agli altri, soprattutto se c’è un legame di coppia o di altro tipo. Se una persona ci è antipatica, anche se le sorridiamo, ci attiriamo la sua risposta conflittuale. Questo accade anche a distanza.
Pensate a ciò che accade ai nostri figli, a causa di questo meccanismo, quando le nostre parole non corrispondono al nostro sentire!

Pensate a cosa si forma se cento o mille o diecimila persone soffrono, oppure sono esaltate da un leader. L’energia di una folla è potentissima. Si crea un campo emozionale e di pensiero che ha un’azione forte. Queste formazioni mentali-emotive sono chiamate egregore.
Si formano anche nei luoghi sacri, meta di pellegrinaggi, o nei mattatoi e nei luoghi di torture. Infestano luoghi o li rendono luminosi.
Dedichiamo quindi più tempo a osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Roberto Maria Sassone
http://www.visionealchemica.com/il-guerriero-e-la-rete-umana/
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martedì 3 marzo 2015

L’eroe democratico che assaltava i parlamenti


Nemcov accanto alla Thimoshenko di cui al tempo del potere aveva favorito l’ascesa nel mondo del petrolio. Un quadretto di famiglia amerikana

Che ci sia qualcosa di strano e di oscuro nell’assassinio di Boris Nemcov a Mosca, non lo dimostrano le circostanze peraltro abbastanza prevedibili per un uomo dedito all’alcol, al gioco, alle donnine e soprattutto immerso in rapporti opachi e poco chiari con parecchi oligarchi, ma tutto quello che di lui non viene detto dai media occidentali per accreditare l’immagine di un temibile avversario di Putin. E quindi per adombrare un ennesimo “delitto del tiranno”. Il fatto è che Nemcov era ormai una sorta di relitto della dissoluzione dell’Urss, un politico insignificante ,capo non si sa quanto riconosciuto di una galassia di partitini di estrema destra liberista al 1% e di fatto in via di scomparsa nei sondaggi tanto che all’ultima manifestazione vera in cui tentò di essere protagonista, nel dicembre del 2011, fu persino fischiato e cacciato dal palco dai suoi stessi amici: era proprio l’ultimo dei problemi del leader russo, rendendo ridicola l’ipotesi di una mano del Cremlino dietro la sparatoria.

Ma si fa sapere in base a dichiarazioni successive che Nemcov aveva organizzato una sorta di raduno per il primo marzo nel quale avrebbe sostenuto la responsabilità russa nella vicenda ucraina. La manifestazione arancione, si è svolta egualmente, ma in ricordo di Nemcov e l’unico fatto saliente del raduno ( 7000 persone, poi portate a 16 mila e ancora a 45 000 e infine a 70 000 nei report occidentali) è stato il fermo temporaneo del deputato ucraino Alexey Goncharenko, ricercato in Russia in relazione agli scontri di Odessa del maggio 2014 durante i quali una cinquantina di manifestanti filorussi morirono nell’incendio della Casa della Cultura. Goncharenko in seguito fu lodato dall’ambasciatore Usa a Kiev per l’opera patriottica.

Ecco dunque che attraverso l’Ucraina la mano di Putin rientra magicamente in gioco. Tuttavia nessuno dei media mainstream occidentali, dico nessuno, spiega che l’eroe democratico Nemcov, fu l’uomo che nel 1993, fece bombardare e assaltare il parlamento russo che si era opposto al golpe anti costituzionale di Eltsin: morirono 187 persone secondo i secondo i resoconti ufficiali. Fu dopo questa impresa democratica e le successive liberalizzazioni selvagge che trascinarono nell’indigenza decine di milioni di persone che ricevette le lodi della signora Thatcher. Probabilmente sarebbe andato oltre la carica di vicepremier con il compito di riformare l’industria del petrolio e del gas, se la crisi economica selvaggia, frutto dei “consigli” dell’Fmi, non lo avesse costretto a dimettersi. Ma quell’episodio svela la natura esile e pretestuosa delle concezioni democratiche dell’ uomo e conferma la natura fittizia della democrazia usata come schermo alle manovre geopolitiche.

Insomma sarebbero questi gli uomini della libertà, questi gli eroi in via di glorificazione. Queste sarebbero le bandiere dell’occidente. Non ha nemmeno molto interesse sapere se Nemcov sia stato ucciso per qualche sgarro, rivalità o appropriazione indebita o se la sua esecuzione sia frutto di un disegno per indebolire Putin, come purtroppo è probabile, vista anche la dinamica dell’assassinio (vedi qui) . Tutti questi uomini e queste bandiere sono ormai color fango, espressione di una menzogna globale.



https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/03/02/leroe-democratico-che-assaltava-i-parlamenti/
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Che Putin non piaccia ai politici occidentali è noto. Che non piaccia a Obama e ai suoi consiglieri è evidente.

L'offensiva mediatica contro la Russia va avanti da mesi e non tocca solamente la questione ucraina, ma anche - e soprattutto - la vita personale del leader russo.

C'è chi ha raccontato che Putin, di nascosto, si sarebbe fatto la plastica facciale e che avrebbe picchiato pure la moglie. C'è chi, invece, ha affermato che il leader russo ha lasindrome di Asperger e che, sotto sotto, è anche gay. Tutte cose da nessuno verificate, ma utili per instillare l'idea che, sotto sotto, Putin è il male assoluto. Il nuovo Hitler.

Se questa è l'offensiva mediatica, c'è anche un altro tipo di offensiva che l'Occidente muove contro la Russia, quella militare. Tralasciamo per un momento l'Ucraina.

Lo scorso novembre la Nato ha organizzato un'esercitazione militare in Estonia (a 300 metri dal confine russo): l'operazione Trident Juncture, iniziata il 9 novembre e conclusa il 17 dello stesso mese. Secondo quando affermato dal capo del Dipartimento per la cooperazione militare del ministero della Difesa di Mosca, Sergei Koshelev, "la descrizione dell'esercitazione parla di interoperabilità pratica tra i comandi di vari livelli nel caso in cui un paese membro venga attaccato da un grande stato ostile. L'Estonia in cui le esercitazioni si tengono, confina, eccetto che con la Federazione russa, solo con piccoli paesi amici. E questo significa che l'esercitazione è esclusivamente anti-russa".

Veniamo infine al terribile omicidio di Boris Nemtsov. Non appena si è saputo della morte del politico russo tutti hanno pensato alla soluzione più ovvia: Putin è stato il mandante dell'omicidio. Forse è vero. Ma è anche vero che Putin non è, dal punto di vista politico, un inetto. Sa come muoversi.

Un omicidio così palese, commissionato dal leader russo, rappresenterebbe un suicidio politico. Molti, infatti, avrebbero potuto uccidere Nemtsov. Ma certamente non Putin. Forse, una chiave di lettura convincente viene dall'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov: "Il delitto sul ponte accanto al Cremlino è un tentativo di spingere la situazione verso una complicazione, forse anche di destabilizzare il paese, di rafforzare l'opposizione".
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ecco-piano-destabilizzare-russia-e-far-perdere-potere-putin-1100709.html

lunedì 2 marzo 2015

La maschera che indossi nasconde il lato fragile di te


Se porti in scena sempre lo stesso personaggio, la vitalità si spegne e arriva un disturbo a rompere l’equilibrio apparente: ascoltalo, è un messaggero dell’anima

Fateci caso: generalmente le persone sono convinte di conoscere le cause del proprio malessere e soprattutto sono portate ad associare i problemi del presente ad eventi passati ed esterni a sé: “Sto male perché da piccola mia mamma non mi ha voluto bene; sono infelice perché lui mi ha lasciato…”. Ma qualsiasi sia il motivo che noi crediamo essere la causa del disagio, non è quello reale o meglio è quello superficiale, l’innesco: le cause profonde sono altre. Il motivo del malessere va cercato sempre nell’identificazione eccessiva con un personaggio che non siamo, in un modello mentale che condiziona i pensieri e i comportamenti da troppo tempo.


La maschera che indossi nasconde il lato fragile di te
Nel corso della vita, ogni persona si costruisce un personaggio per nascondere le proprie fragilità e mostrarsi al mondo perfetto, sentirsi importante e quindi protetto. Tutto ciò è normale, ma se si rimane troppo a lungo con quella maschera indosso, si rischia di confondere il proprio volto con la maschera: così, il personaggio fittizio si sostituisce a te, vive la vita al posto tuo, con le sue convinzioni e i comportamenti che ne derivano, soffocando i tuoi veri pensieri, emozioni, capacità e doti. In questo modo reciti un copione scritto da altri e, senza rendertene conto, ti dimentichi della cosa più importante: te stesso

Quando il disagio arriva, “fagli spazio” dentro di te
Georg Groddeck, un famoso medico e psicoanalista contemporaneo di Freud, sosteneva: “Il compito del medico non è di guarire il malato, ma di spianare la strada alla sua vera natura, affinchè quest’ultima lo possa guarire”. L’ansia, l’attacco di panico, la tristezza, la depressione, i disturbi con il cibo… Non sono loro i nemici, ma il personaggio in cui ti sei identificato ad essere il tuo peggior nemico! Se osservi bene, insieme ai disagi vengono anche desideri, voglie, ricordi… Queste cercano di dirti che c’è qualcosa di te che hai perduto! Per questo la soluzione è semplice: ascolta quello che il tuo “nucleo” più profondo ti sta comunicando: lui non può sbagliare, tu sì. Dunque, per stare meglio non devi far altro che spostare lo sguardo dal personaggio che ti sei creato e puntarlo verso il tuo vero sé.


Fonte http://www.riza.it

http://www.dionidream.com/i-disagi-vogliono-eliminare-le-tue-maschere/
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Succede solo in Italia...


Succede solo in Italia – e questo è veramente incredibile: Pietro Ciucci, presidente di Anas licenzia se stesso da direttore. Ma siccome non si è dato il preavviso, si risarcisce per “mancato preavviso (800mila Euro). Geniale, se i soldi non li dovessero cacciare i coglioni Italioti !!