giovedì 16 agosto 2018

Nazionalizziamo la gestione delle autostrade

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Nazionalizziamo la gestione delle autostrade. 
La truffa delle concessioni spiegata in 3 minuti

mercoledì 15 agosto 2018

I responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l'Italia

"I responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l'Italia". Da qui la richiesta di ritirare tutte le concessioni. Un diktat rafforzato dal ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli che, chiede ai vertici della società di dimettersi.

La strage di ieri ha riportato a galla tutti quegli allarmi che per anni sono rimasti inascoltati. E ora parte la caccia al colpevole. Per il governo Conte i responsabili hanno un nome e cognome, e siedono ai vertici della società Autostrade per l'Italia. "Per anni si è detto che fare gestire ai privati sarebbero state gestite meglio che Stato - accusa Di Maio - oggi così abbiamo uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e non c'era niente che facesse immaginare il crollo". Quindi, intervistato da Radio Radicale, accusa apertamente Autostrade per l'Italia di non aver fatto la manutenzione necessaria a evitare la catastrofe: "Incassa i pedaggi più alti d'Europa e paghe tasse bassissime peraltro in Lussemburgo". Da qui la pretesa di "ritirare le concessioni e far pagare le multe". Il ministro Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe che potrebbero aggirarsi intorno ai 150 milioni di euro. "Se un privato non è in grado - conclude Di Maio - le gestirà lo Stato".

Toninelli si è messo subito al lavoro per stendere il piano per la ricostruzione del ponte Morandi e la manutenzione dell'intera autostrada. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la "Strada a mare". Per la ricostruzione del ponte Morandi, invece, saranno usate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali. "Ci sarà un vero e proprio piano Marshall per la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, molte delle quali sono state costruite negli anni '60 e '70", assicura Toninelli che, però, ribadiscce la linea grillina di "usare i soldi pubblici per la manutenzione delle arterie vitali del nostro Paese" anziché "sprecarli in mastodontiche opere inutili". Una stoccata contro quelle grandi opere, come l'Alta Velocità o la Gronda di Ponente, che il Movimento 5 Stelle ha sempre osteggiato cavalcando le proteste dei comitati per il "no".

http://www.ilgiornale.it/news/politica/governo-ora-punta-dito-colpa-autostrade-litalia-1565262.html

Sono passate nemmeno 24 ore dalla tragedia che ha colpito Genova, e come tutti noi ho ancora negli occhi quelle terribili immagini del crollo del ponte Morandi. Oggi sarò tra le macerie macchiate di sangue e provo rabbia perché in un Paese civile non si può morire per un ponte che crolla. Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito.

Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari.

I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro.

Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato.

Contemporaneamente a questi atti doverosi, dobbiamo badare a ricostruire e manutenere, seppure con il pensiero sempre rivolto alle vittime e alle loro famiglie. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la 'Strada a mare'. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali.


di Danilo Toninelli, Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture

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Angeli e demoni

Quello che sto per scrivere scaturisce da una visione. Non una visione metafisica avuta d’improvviso in un momento di misticismo inspiegabile, o indotta da qualche pianta di potere o da un fulmine o da mesi passati a digiuno in meditazione. Bensì la semplice, razionale messa a fuoco di una certa situazione dopo anni, decenni forse, di ricerche, ragionamenti, emozioni, sentimenti, vittorie, sconfitte, meditazioni, intuizioni.
La situazione di cui sto parlando è lo stato di paura. Ma non sto parlando dello stato di paura generale nel quale gli esseri umani sono tenuti sapientemente dal sistema manipolatore. Di questo avrò modo di parlarne in un prossimo articolo. Adesso sto parlando della paura specifica del mondo dei morti, degli spiriti, del buio, delle ombre, dei demoni. Dopo anni di esperienze sono riuscito a focalizzare molto bene il tema, che è molto più importante di quanto sembri.

Se non tutti, molti di noi avranno avuto paura del buio da piccoli. Chi non ha avuto a che fare col Babau. Il mio in particolar modo risiedeva a Torino, in corso San Maurizio, nella sala sempre buia della casa di due vecchie zie che, anche quando c’era tanta gente, stavano in cucina e quella sala non la usava mai nessuno. Lì c’era solo il Babau che faceva quello che voleva. Ovviamente questa è una sciocchezza, ma nelle malleabili menti dei bambini quelle paure indotte rimangono per anni, insieme alla paura immotivata del buio. A volte questa paura sopravvive per anni, forse per tutta la vita. Anzi è proprio così che succede, la paura del buio, dello sconosciuto, del diverso viene alimentata anche successivamente. Tutta la cultura occidentale ha, da un certo punto in avanti, dopo la caduta dell’Impero romano, con l’avvento del medioevo, costruito quotidianamente, ad arte, la paura del buio, della notte, dell’aldilà, delle tenebre, dei morti, degli spiriti.

Nell’immaginario collettivo occidentale gli spiriti sono spesso, quasi sempre, negativi. I morti sono sempre in una situazione spaventosa, alle prese col buio. Di notte arrivano le streghe, brutte e cattive. La notte è regno dei demoni. Le sedute spiritiche sono roba paurosa, talvolta da satanisti. Nelle foreste nere ci sono gnomi paurosi e diavoli, nei castelli medievali si trovano, al buio, i vampiri, che succhiano il sangue dei vivi, trasformando in vampiri anche quelli.
Non c’è niente di buono nell’aldilà e nelle tenebre occidentali. Dal medioevo in avanti, a tutt’oggi il mondo dei morti è orrendo, impressionante, pauroso.

La morte stessa è uno schifo. Puzza, putrefazione, orrore, mancanza. Non rimane niente del rito di passaggio dei popoli primitivi, pieno di rispetto e commozione, ma privo di questa paura totale, consapevole della continuità dell’esistenza.
Il mondo degli spiriti per un qualsiasi occidentale medio è da evitare come la peste. Difficile che venga in mente a qualcuno che, anche solo a rigor di logica, se ci sono degli spiriti possano essere cinquanta cinquanta positivi e negativi.
A ben pochi viene in mente che il mondo dei morti possa essere ricco, variegato, vitale, pieno di idee e di gente positiva, addirittura persino meglio di questo qua dove siamo adesso.

A dire il vero c’è sì il paradiso, ma come enclave privilegiata solo per quelli che sono stati dei bravi e buoni cristiani, il che non vuol dire bravi e buoni tout-court, bensì secondo i dettami a volte discutibili della chiesa, o delle chiese, e giudicati non necessariamente dal buon senso, ma da un dio intransigente che segue regole a volte fetenti, non rispettando le quali si incorre nel peccato, nella colpa, nel male. Inventate di sana pianta.
Il mondo dei morti e degli spiriti in occidente è stato ostracizzato completamente. I demoni sono solo cattivi e vanno rifuggiti. Vogliono solo il nostro male. L’unico rito tollerato non religioso, dove i demoni vengono per due tre notti allo scoperto, è rimasto il carnevale, anch’esso parto del medioevo.

Nel carnevale tutto si capovolge e i demoni vengono allo scoperto, perlopiù di notte, i ricchi diventano poveri e i poveri ricchi, ogni scherzo vale, ci si può abbandonare alle trivialità più oscene, mangiare e bere ciò che si vuole. Per tre notti. Poi ritorna tutto sotto controllo, anzi forse peggio, con i digiuni e la penitenza della quaresima. Il contentino ai poveri, ai dissidenti, alle teste matte e ai loro demoni è stato dato. Poi di nuovo tutti zitti, a meditare sulla colpa. Che verrà espiata per quaranta giorni, per poi culminare con la feroce uccisione di un agnellino, la rappresentazione in terra del dio buono e intransigente che si incarna, nella sua infinita pazienza, per redimere l’uomo dai suoi orrori.

Un teatrino a mio modo di vedere demoniaco veramente, per scongiurare il pericolo che gli esseri umani scoprano che questo pianeta, su questo piano, non è l’unico abitato, ma ci sono infiniti altri mondi e altri piani, non certo l’inferno, il purgatorio e il paradiso, dove le persone non vengono giudicate affatto da chicchessia, ma continuano su altre dimensioni la loro sacrosanta esistenza, continuando a evolvere come avrebbero potuto fare anche sulla terra se avessero saputo, come alcuni, la verità.

Gli spiritisti che riescono a entrare in contatto con entità di altri mondi sono stati ghettizzati come bizzarri esploratori delle tenebre, a volte passati direttamente come satanisti, adoratori del diavolo, poiché tutto quello che non è cattolico non può che essere demoniaco. Una equazione incredibilmente fallace, visto che, se Dio è tutto, dovrebbe essere proprio tutto e, se ha creato tutto, dovrebbe aver creato anche satana, che oltretutto quindi non sarebbe altro che il suo degno contraltare, la sua ombra. Niente di più, niente di meno.
A pochi viene in mente che entrare in contatto con il mondo degli spiriti possa essere qualcosa di bello, di edificante, che può curare, lenire, far evolvere. Come è per gli sciamani indigeni o per i medium.

Ma un mondo che non accetta ombre nasce menomato, essendo l’ombra creata per forza dalla luce, che a sua volta si bea della sua gloria, proprio in virtù dell’esistenza della sacrosanta, dolcissima ombra.
In un simile mondo, che vede il normalissimo buio, l’inevitabile e meravigliosamente misterioso aldilà e la sacrosanta ombra come qualcosa di orrido, è difficilissimo avere buone relazioni con gli spiriti che in questi posti abitano. Il contatto con essi sarà quasi sempre, inevitabilmente, una possessione. L’unico contatto con il mistero permesso ufficialmente potrà essere quello diretto con dio oppure al massimo con la Madonna, molto più facile da utilizzare in casi particolari.

Due di questi casi particolari furono le vicende dei pastorelli di Lourdes e di Fatima, per citare i casi più noti. Bambini e adolescenti puri e analfabeti ebbero un contatto, come spesso accade ad alcuni individui puri di tribù indigene, con delle entità di natura sconosciuta, provenienti da chissà dove. Non essendoci niente di negativo in tali incontri e dopo i primi tentativi di negare l’accaduto l’unica strada, per giustificare il fatto che non si trattava affatto di demoni cattivi, era quella di attribuire le apparizioni alla Madonna, poiché lei e dio sono buoni, mentre tutti gli altri sono cattivi.

In poche parole, io credo che il sistema religioso-materialista abbia fatto nei secoli i salti mortali per far sì che il mondo dei morti, che non ha niente di negativo più di quanto abbia di negativo il mondo nel quale ci troviamo, fosse rifuggito dalla maggioranza. Perché? Perché se si entrasse in contatto seriamente e in massa con l’aldilà ci si renderebbe conto della verità. Ovvero che la morte non esiste, che gli spiriti sono perlopiù entità positive che possono aiutarci nel cammino evolutivo e di guarigione, che la vita non è fine a se stessa o finalizzata a un premio se si è stati buoni, ma è un continuum evolutivo eterno di cui nessuno sulla terra, me che meno il Papa, è in grado di spiegare la misteriosissima natura.

Il bello è che non ce l’ho affatto con la chiesa e ho degli amici preti che stimo moltissimo come persone buone e coscienti che si prodigano per amare gli altri. Dico solo che il sistema ecclesiastico nel suo insieme è una truffa per aiutare il sistema di mercato capitalista a tenere ignare della verità le masse in modo da poterle controllare meglio.
Per quale motivo?
Semplicissimo. Per poterle utilizzare come schiavi energetici e sottrarre loro energia sotto forma di lavoro, denaro, sentimenti, emozioni, sottomissione, inconsapevolezza, conflitti, violenze.

In sintesi il sistema religione-capitalismo-consumo non è affatto negativo di per se, portando comunque al suo interno anche aspetti interessanti, ma è congegnato per mantenere più gente possibile nell’ignoranza a lasciarsi succhiare da una minoranza di vampiri energetici. La provenienza di tali vampiri non ho idea di quale possa essere, ma sono gli unici veri esseri negativi di questo impressionante teatro cosmico. Posso immaginare siano quelli che gli sciamani messicani chiamano voladores. Quelli che, secondo un mio amico sciamano dei Fulni-o brasiliani, nemmeno satana farebbe entrare nel suo regno.

Quelli che comunque devono esistere per fare lo sporco lavoro di razzia di energie. Non devono però prendere il potere, sennò diventa triste, esattamente come è avvenuto e sta avvenendo su questo pianeta da diversi secoli.
Per sgominarli l’unica strada è non avere più paura del buio e dell’aldilà. Diventare consapevoli della bontà che si può trovare nelle tenebre e nell’ombra e del fatto che la morte, come ci viene propinata, non esiste. Non esiste la fine, esistono solo trasformazioni e cambiamenti.
Un’umanità senza paura della morte non è ricattabile, non va a fare la schiava negli uffici e nelle fabbriche, non si vende per una mazzetta, non si sottomette a un padrone o a dei mafiosi, non si identifica con i ridicoli ruoli che mandano in visibilio l’ego.

Le culture naturali, gli indigeni di ogni parte del mondo, sterminati senza pietà da questo sistema di vampiri in quello che è considerato il più feroce e peggiore genocidio della storia sono in minima parte sopravvissuti.
Io, Guardiano della Foresta e della Libertà, li proteggo come posso.
Sono i depositari, insieme a medium, spiritisti, mistici e creativi, della consapevolezza intensa che serve per sopravvivere alla schiavitù.
Se l’umanità riuscirà nei prossimi trenta anni a resistere all’attacco finale di questi demoni impazziti e terrorizzati dalla loro fine, si aprirà un’età dell’oro pronosticata da tutte le profezie antiche e recenti.

Si vivranno vite eterne, completamente diverse da quelle terrestri concepite dall’ego, attaccato come una sanguisuga alla propria identità illusoria. Vite eterne di continue trasformazioni e relazioni di entità che si fondono una nell’altra in una danza cosmica di potere senza fine.
Cosa sarà esattamente non ne ho idea, non ci arrivo con la testa. Intuisco con il cuore che se ci dovesse essere un paradiso, tanto per intenderci, sarà questo continuo divenire, in un crescendo di energia meraviglioso dove luce e ombra danzeranno per l’eternità.

Mauro Towe Villone

Foto: @mvillone - Templi di Kajuraho, India.
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martedì 14 agosto 2018

MA LA TERRA E' SFERICA?

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IN EUROPA NON C'E' DEMOCRAZIA

Se un Governo eletto dai cittadini non può mettere in atto il proprio programma elettorale perché repentino arriva il monito dei mercati e la minaccia dello spread, allora è evidente che il sistema Paese è irrevocabilmente compromesso e la democrazia ha ceduto il passo alla dittatura dei mercati. È una regressione senza precedenti della nostra civiltà.
(Ilaria Bifarini)

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lunedì 13 agosto 2018

AVVOCATI DEMENTI



“NON POSSIAMO PRETENDERE CHE UN AFRICANO SAPPIA CHE IN ITALIA, SU UNA SPIAGGIA, NON SI PUÒ VIOLENTARE”
A parlare è Carmen Di Genio, avvocato che fa parte del Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno.

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sabato 11 agosto 2018

Così hanno truffato Di Bella


Marco Travaglio – “Così hanno truffato Di Bella” – Dosi sballate e farmaci scaduti, la sperimentazione viziata da gravissime irregolarità 
by Complottisti Staff





Dosi sballate e farmaci scaduti, la sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità!

A quindici anni dalla fine della sperimentazione il Metodo Di Bella sta tornando a far parlare. Migliaia di pazienti si stanno rivolgendo a Giuseppe Di Bella, che sta portando avanti la terapia inventata dal padre Luigi, per essere curati. Ci sono, inoltre, migliaia di casi di guarigione e i tribunali di diverse città hanno imposto alle ASL locali di rimborsare le cure ad alcuni malati. La sperimentazione di questa terapia alternativa era stata bocciata a fine anni ’90, ma da un’indagine del PM Raffaele Guariniello era emerso che c’erano stati gravi errori nella sperimentazione. È significativo un articolo di Marco Travagliopubblicato su Repubblica nel settembre del 2000, in cui il giornalista raccontava i lati oscuri della vicenda. Lo riportiamo di seguito:


“La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità. Peggio: alcuni dei 386 malati di cancro che provarono la “multiterapia” (Mdb) del medico modenese sarebbero stati usati come cavie, trattati con farmaci “guasti e imperfetti”, non si sa con quali effetti sulla salute. E l’ Istituto superiore di Sanità, pur sapendolo, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d’ Italia che sperimentavano i protocolli. 

Sono queste le conclusioni della lunga e minuzionsa indagine aperta due anni fa dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, in seguito ad alcune denunce, sulla sperimentazione nei 4 “centri di riferimento” di Torino (Molinette, San Giovanni antica sede, Mauriziano e Sant’ Anna) e nei 4 della provincia (gli ospedali di Chivasso, Orbassano, Chieri e Cirè). Un’ indagine che non entra nel merito dell’ efficacia o meno della cura, ma si limita ad analizzare la regolarità della sperimentazione. Quattro gli accusati, tutti dirigenti dell’ Istituto superiore di sanità (Iss): Roberto Raschetti e Donato Greco, coordinatori della sperimentazione del 1998, Stefania Spila Alegiani, responsabile dei preparati galenici, ed Elena Ciranni, che curava i rapporti con i vari centri clinici. Grave l’ ipotesi di reato: “somministrazione di medicinali guasti o imperfetti” (punibile, secondo l’ articolo 443 del codice penale, con la reclusione fino a 3 anni). Il direttore Giuseppe Benagiano, a suo tempo indagato, è stato poi archiviato. 

Nessuna responsabilità per l’ ex ministro della Sanità Rosi Bindi, sentita come testimone in gran segreto, a Roma, all’ inizio dell’ anno. I 4 indagati hanno ricevuto l’ “avviso di chiusura indagini”. Una sorta di preannuncio di rinvio a giudizio, che poi però non è arrivato: grazie alla legge Carotti, i difensori hanno chiesto e ottenuto dal Pg della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell’ inchiesta a Firenze. Con la curiosa motivazione che i farmaci “incriminati” li produce l’ Istituto farmacologico militare fiorentino. Inutile l’ opposizione di Guariniello il quale, sentenze della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti (avvenuta, appunto, a Torino). 

Spetterà dunque alla Procura di Firenze – che l’ anno scorso aveva già archiviato un’ altra inchiesta sui protocolli Di Bella – trarre le conclusioni: rinviare a giudizio o chiedere l’ archiviazione. Tutto dipenderà dall’ interpretazione delle irregolarità emerse a Torino: errori in buona fede o condotte dolose? Per Guariniello, la prova del dolo sarebbe in una lettera inviata nel ‘ 98 a un ospedale romano, che chiedeva lumi sulla conservazione e la composizione delle “soluzioni ai retinoidi” previste per i protocolli 1 e 9. 

Nella lettera i dirigenti dell’ Iss precisavano che quelle sostanze hanno una “validità” di soli 3 mesi, dopo di che “scadono” e vanno buttate. Peccato che la stessa direttiva non sia stata diramata agli altri 50 ospedali che sperimentavano la cura. E che infatti continuarono, ignari di tutto, a somministrare quelle soluzioni ampiamente scadute (addirittura vecchie di 4, 5, 9 mesi) e “deteriorate”. Non solo: un gravissimo errore tecnico avrebbe dimezzato il quantitativo di un componente, un principio attivo, fondamentale per l’ efficacia di quelle soluzioni: l’ “axeroftolo palmitato”. 

In pratica, per i due protocolli, quella sperimentata non era la multiterapia Di Bella, ma una “variazione sul tema” non dichiarata. Così com’ era emerso nel ‘ 98 per altri due protocolli, frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune sostanze mancanti e alcune altre (come il tamoxifene del professor Umberto Veronesi) aggiunte da una mano misteriosa. Ma quel capitolo è ancora aperto. A Torino.”

tratto da: http://lapillolarossa15.altervista.org/marco-travaglio-cosi-hanno-truffato-di-bella-dosi-sballate-e-farmaci-scaduti-la-sperimentazione-viziata-da-gravissime-irregolarita/
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venerdì 10 agosto 2018

Lo schiaffo è una bomba che scoppia in faccia ...



Uno schiaffo sulla faccia, una sculacciata: quanti di noi quando non ne possono più, ricorrono alle mani per riportare la disciplina con i propri figli. Ma ogni volta che ricorriamo alle punizioni corporali per ristabilire l’ordine, facciamo un clamoroso autogol. Perché nostro figlio impara che la forza fisica risolve i problemi. E non va dimenticato che lo schiaffo lascia un segno non solo sul volto, ma anche sul cuore.
Per riflettere sul tema, vi propongo questa filastrocca tratta dal mio libro: Nella pancia del papà (Franco Angeli Editore). Ogni volta che mi è capitato di leggerla ad un bambino, gli si è illuminato il volto, come a dirmi: E’ vero, è proprio così.
Qualcuno anche mi ha chiesto di farla leggere ai suoi genitori.
Che cosa provate quando, non potendo fare altro, ricorrete alle punizioni corporali? E che ricordo avete delle sberle e delle sculacciata (e di tutte quelle cose lì, tipo battipanni, cinture, tirate di capelli) che avete ricevuto quando eravate bambini?

Lo schiaffo è una bomba che scoppia in faccia
Fa sì che un bambino per sempre taccia.
Fa male alla pelle ma ancor di più
Mi affoga nell’ansia e non vengo più su.
Se credi che per riuscire a calmarmi
Lo schiaffo ti serve e può fermarmi
Ti dico che invece uno schiaffo è una bomba
Che spinge noi bimbi a un silenzio di tomba.
Così non potremo mai più raccontare
Che cosa ci aveva fatto arrabbiare.
A volte un capriccio vuol farti capire
Che provo qualcosa che non riesco a dire.
Ho poche parole e molti pensieri
Per dirti che anch’io ho momenti neri.
Se provo paura, ho il cuore in subbuglio
A volte qualcosa ti dico e farfuglio
Ma spesso è più facile per un bambino
Star zitto e fare il birichino.
Lo so che non devo farti arrabbiare
Ma a volte non mi so proprio fermare.
Tu mettimi allora in castigo e se puoi
Non darmi mai schiaffi è il patto fra noi.

Ho pubblicato questo post, tre mesi fa circa. Oggi lo ripropongo, invitando noi tutti a riflettere su tutte le volte in cui l'uomo pensa di risolvere i suoi problemi usando la regola del "più forte". La violenza genera violenza. Anche quando è utilizzata a scopo educativo. Nessuna formazione del cuore, dello spirito, dell'anima potrà mai nascere da un atto di forza fisica. Ciò che ci rende davvero educatori è la forza del nostro cuore, non quella delle nostre mani. E' la com-petenza del genitore ciò che educa un figlio, non la sua potenza.
Se pensate che ci sia un adulto che ha bisogno di riflettere su queste parole condividete con lui questo post. E condividetelo anche se pensate che per coltivare la pace nel mondo bisogno partire dalle piccole cose e dalle piccole scelte che compiamo ogni giorno in famiglia e con le persone che ci vivono accanto. Non c'è pace del mondo se non c'è pace del cuore. 

Alberto Pellai

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La Terra di Hannibal

Guardiamoci intorno. È tutto alla rovescia. I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, gli psichiatri distruggono le menti, gli scienziati distruggono la verità, i principali mezzi di comunicazione distruggono l’informazione, le religioni distruggono la spiritualità e i governi distruggono la libertà.







Fig.  – La Terra di Hannibal. Il mondo è folle, ma bisogna essere sani di mente per accorgersene.



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Solo i servi e gli ignoranti sono europeisti


Sentirsi europeisti oggi implica o coraggio o incoscienza. Più semplicemente, serve tanta, tantissima ignoranza, sia dei processi che dei fenomeni.


Se per l’uomo della strada – che è ignorante per forza di cose data la quotidianità, il lavoro, i mass media che disinformano e via discorrendo – l’Europa è bella perché ti permette di viaggiare senza passaporto, non devi cambiare la moneta, o perché ti permette l’Erasmus, per molti altri cittadini – più informati e consapevoli – quest’Europa dei banchieri, ormai, sta diventando un vero e proprio incubo.

Infatti, è proprio da qui che bisogna partire per ragionare: l’Europa dei popoli non esiste più, forse non è mai esistita, esiste solo l’Europa della finanza, della tecnocrazia e dei banchieri. L’uomo della strada o magari il giovanotto di belle speranze costretto ad emigrare a Londra o a Dublino per fare il lavapiatti o il cameriere ignora, per esempio, che è proprio questa Europa coi suoi meccanismi monetari a indurlo a tale necessità.

Se solo intuisse che la scarsa quantità di moneta che la BCE presta (anche) alla nostra nazione, determina la crisi economica che lo costringe a partire, forse inizierebbe a guardare il tutto con molto più sospetto. E se capisse anche che ciò avviene in tutto il mondo o quasi, dato che i banchieri centrali, controllando i rubinetti del denaro – aprendoli e chiudendoli – determinano “crisi” o “espansioni” a loro piacimento, be’ i giovani e non solo, a questo punto, sarebbero sulla via maestra per un’auspicabile presa di coscienza.
Libri e varie...


Ma torniamo all’Europa, anzi alla “metastasi europea”. Questo centellinamento dell’Euro è stato imposto alle nazioni col Trattato di Maastricht del 1992 che prevedeva appunto, tra le varie cose, un limite di emissione del 3% della moneta rispetto al PIL (che si sapeva sarebbe decresciuto in Italia in virtù di una moneta praticamente doppia rispetto alla precedente, nonché “prestata” a debito).

Non contenti i banchieri, tramite i loro camerieri ovvero le “nostre forze politiche”, sono arrivati negli ultimi anni a farci inserire in Costituzione, all’art.81 per l’esattezza, il pareggio di bilancio, vale a dire la riduzione di tale percentuale di emissione allo 0,5%, e ciò per nessuna ragione economica particolare, se non il “pretesto” di essere più responsabili e di non creare debito pubblico.



Già, ma come nasce questo debito, come si forma questo debito nazionale in cui siamo sprofondati? Il denaro, in realtà, nasce già alla fonte come debito, viene prestato alla nostra nazione in questo modo, anche quando si tratta di mere cifre virtuali. Il punto è che questo denaro viene creato dalla BCE dal nulla, ex nihilo, ed è su questo “nulla” che lo stato emette titoli di debito che poi verranno comprati dalle banche d’affari o dalla stessa banca centrale europea (leggasi quantitative easing), che così potranno ricattarci con lo spread – il tasso di interesse sugli stessi – non appena il paese non fa le leggi restrittive che loro ci impongono.

Parliamo di leggi – pardon “riforme” – che prevedono privatizzazione di beni pubblici, salvataggi di istituti bancari sulla pelle dei cittadini, svalutazione del lavoro, della pensione, della sanità e via discorrendo, in quanto bisogna “dimagrire” per far ingrassare i loro profitti. L’Euro dunque – in sostanza – è una truffa, un metodo di governo occulto, così come lo è il debito pubblico, che è sic et simpliciter la quantità di denaro in circolazione in una determinata nazione (quantità che dovrebbe appartenere ai cittadini e non costituire un debito).

Tagliare una porzione di debito – quella detenuta per esempio dalla banca centrale – come proposto proprio dalla bozza del programma di governo Lega-5 Stelle (si parlava di 250 miliardi circa) in realtà sarebbe sacrosanto, ossia il minimo quando sai come nasce il denaro: tuttavia i giornaloni (anzi i giornalini) e i mass media – che non sanno nulla di economia e straparlano a caso – hanno subito azzannato i due partiti. La loro complicità è frutto di ignoranza ma soprattutto di malafede.

Il bello – anzi l’incredibile – in tutto questo è che l’Italia, nonostante questo scellerato sistema di gestione del denaro a monte, avrebbe ancora un avanzo primario, vale a dire un attivo di gestione (in pratica le entrate sono superiori alle uscite) solo che questi interessi sul debito… ci portano ad uno scoperto! Ecco perché chi oggi difende l’Euro difende tutto questo marciume, consapevolmente o meno.

Ecco perché se tutto in realtà viene pagato dai banchieri (compresi i nostri stipendi) e se lo spread sale appena facciamo i cattivi, forse il presidente vero della nostra “Repubblica” non è Sergio Mattarella, ma quello della BCE, ovvero Mario Draghi.

Ridiscutere i trattati – come qualche forza politica suggerisce – è impossibile, ci vuole tempo, soprattutto occorre un’Europa unita, cosa che non esiste, dato che i banchieri hanno pensato bene di creare due poli opposti, un blocco di paesi creditori (per i quali il denaro è sempre debito, ma, avendo adottato una moneta più debole rispetto alla precedente o comunque affine, hanno accumulato un surplus di bilancio attraverso le esportazioni) e un blocco di paesi debitori (che si sono ritrovati invece con una moneta praticamente raddoppiata, cosa che ha determinato un crollo dell’export, un’ondata crescente di importazioni nonché la desertificazione industriale).

Anche chi vi parla di Eurobond, mente sapendo di mentire. Questi sarebbero titoli europei che dovrebbero mettere insieme tutti i debiti di tutti i paesi dell’Eurozona: secondo voi i paesi creditori lo faranno? Voi ce la vedete la Germania accollarsi il debito pubblico italiano?

Ma veniamo a un altro cancro dell’Europa: le istituzioni. A Bruxelles abbiamo un parlamento che ratifica leggi emesse da una Commissione Europea… non eletta dai cittadini. In che modo i governi – ormai in mano alla finanza – scelgono i commissari? Non ci è dato sapere. L’intero processo legislativo è inquinato da lobby di ogni sorta, che promettono soldi e lavoro agli “eletti” in cambio di leggi favorevoli.

Le lobby più attive sono quelle finanziarie e farmaceutiche: le banche internazionali spendono qualcosa come 120 milioni di euro l’anno per il lobbismo, ecco perche’ non ci sono leggi che dividono le banche commerciali da quelle speculative, ed ecco perché i salvataggi delle stesse devono effettuarli i cittadini e non gli istituti.

Per quanto riguarda le lobby dei farmaci, Big Pharma spende qualcosa come 40 milioni l’anno, seguita da altre multinazionali minori come Glaxo, Novartis e Bayer con rispettivi 2,5 milioni: è per questo che i vaccini – al pari di tanti altri farmaci – non possono mai essere messi in discussione, pur provocando chiaramente in molti bambini (e non solo) diversi effetti collaterali… in alcuni casi permanenti.

Si calcola che intorno ai palazzi della Commissione e del Parlamento ci siano qualcosa come 2600 società di lobby: ciascuna – in media – spende 2,5 milioni di euro ogni anno. C’è di tutto, da Google ad Apple fino a Walt Disney e perfino l’industria del porno!

Ecco perché le politiche europee, dall’agricoltura alla pesca fino ai vari settori industriali, sono tutte a favore delle multinazionali, mentre le piccole e medie imprese soffrono gravemente. L’obiettivo – anzi il pretesto – è che il protezionismo è superato, mentre la concorrenza – il neoliberismo – è la regola.

Il CETA, per esempio, è stato uno dei negoziati meno trasparenti in assoluto. Esso comporta una competizione sfrenata tra aziende, favorendo le aziende più grandi, almeno 20 volte la dimensione delle nostre aziende agricole medie, le quali già beneficiano di economie di scala totalmente differenti e hanno normative molto meno stringenti delle nostre. Che cosa andremo a raccontare al piccolo imprenditore quando nei prossimi anni si vedrà erodere le sue quote di mercato in Europa, visto che la maggior parte di loro non ha la forza di approcciare il mercato americano, canadese o asiatico? Questi trattati ultraliberisti, ormai, sono dei veri e propri crimini economici, proprio come lo è il mercato finanziario già trattato.

Anche i piccoli pescatori stanno soffrendo: mentre le grandi società di pesca possono permettersi dei veri propri imbrattacarte con tutta la burocrazia che la commissione impone al settore, i piccoli sono costretti ad arrangiarsi o a pagare per poter lavorare e compilare i numerosi moduli previsti. Pensate che, tra le tante scartoffie, occorre compilare una scheda nella quale il dentice si chiama “dec”, il cappone “gun”, la seppia “ctc”, il polpo “occ” e così via. Dicono che serva per la tracciabilità del pescato e dunque per la qualità, ma così rendono la vita impossibile ai piccoli pescherecci.

E che dire dell’industria? In Europa la tassazione tra nazioni è profondamente diversa, il che comporta una vera e propria fuga verso chi ti fa pagare meno tasse (cosa che, unita alla questione “Euro” di cui parlavamo prima, per noi diventa un cocktail micidiale).

Insomma, essere contro questa Europa, ormai, è un dovere civico e morale. Significa essere veri cittadini, informati e consapevoli. Il giorno in cui scenderemo tutti in piazza, senza inutili e superflue divisioni, per chiedere di uscire da questa gabbia e riprenderci la sovranità monetaria (è da lì, a cascata, che nascono tutti gli altri problemi) sarà sul serio il giorno della sconfitta del “sistema”, nonché di questa piccola elite che continua a governarci in modo subdolo.

Articolo di Gabriele Sannino

Fonte: http://www.gabrielesannino.com/stampa2.asp?st=608

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