la realta' è un'altra

giovedì 21 agosto 2014

IL CONDIZIONAMENTO


"L'individualità ha la qualità del leone, il leone si muove da solo. Le pecore vivono sempre nella folla, sperando che lo stare nella folla faccia sentire al calduccio. Stare in una folla fa sentire protetti, al sicuro. Se qualcuno attacca, in una folla è possibilissimo salvare se stessi. Ma da soli? Solo i leoni si muovono in solitudine.
Ognuno di voi è nato leone, ma la società continua a condizionarvi, a programmare la vostra mente in funzione dell'essere una pecora. Vi dà una personalità, una personalità rassicurante, gentile, manierata, obbediente. La società vuole schiavi, non persone saldamente devote alla libertà. E vuole schiavi perché tutti gli interessi istituzionali richiedono obbedienza."
OSHO "Seed Makes the Whole Earth Green"#4

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IN ITALIA: GETTITO FISCALE SCHIANTATO.


L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / IN ITALIA TUTTO VA SECONDO LE PREVISIONI (DI ARTHUR LAFFER): GETTITO FISCALE SCHIANTATO.
mercoledì 20 agosto 2014

Se Arthur Laffer avesse avuto modo di leggere i dati sulle entrate fiscali in Italia nel primo semestre 2014 avrebbe sicuramente fatto fatica a trattenere un sorriso di soddisfazione: il crollo degli incassi rispetto all’anno prima nonostante la vagonata di tasse aggiunte dai governi Letta e Renzi sono l’ennesima conferma della validità dei suoi studi e della “curva” che prende il nome da lui.

In cosa consiste la “curva di Laffer”? Essa mette in correlazione la pressione fiscale con le relative entrate. Esistono due punti in cui le entrate fiscali saranno a 0: quando le tasse non ci sono e quando esse prelevano il 100% del reddito dei cittadini. Nel primo caso,ovviamente, nessuno pagherà tasse perché non ci sono; nel secondo nessuno le pagherà perché non avrà convenienza a generare reddito poiché gli sarà espropriato integralmente.

All’interno di questi due punti, il gettito si muove in maniera differente a seconda della pressione fiscale esercitata sui contribuenti. Prima dei suoi studi, la maggior parte degli economisti era convinta che il punto di non ritorno, ovvero la percentuale di tasse oltre la quale un cittadino preferisce smettere di lavorare o prova ad evadere il fisco, fosse del 70%. Laffer, invece, ha spostato drasticamente indietro l’asticella, assestandola mediamente al 30%. A differenza di molti suoi colleghi universitari, Laffer ha basato le sue risultanze su dati empirici e non su teorie affascinanti, ma funzionanti esclusivamente sui grandi computer delle università.

Qual è attualmente la situazione in Italia? Secondo il sito www.scenarieconomici.it, la PRESSIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA REALE per un artigiano è del 66%, che sale al 69% per un commerciante ed addirittura al 72% per un professionista! Ci rendiamo conto che siamo a livelli da esproprio sovietico? Per quale motivo una persona sana di mente dovrebbe lavorare, lottare contro una burocrazia idiota, migliaia di leggi fatte apposta per metterla in difficoltà, per poi tenersi solamente 28 euro su 100 a fine mese? E’ di tutta evidenza che chi ne ha la possibilità, appende il martello al chiodo, oppure riduce gli investimenti e cerca di fare il minimo indispensabile per poter vivere, qualora non sfoci in comportamenti illegali a tutela del proprio reddito.

Da Monti, passando per Letta e Renzi, (i tre premier non eletti voluti dall’inquilino del Quirinale), è stata una mitragliata di tasse incessante che ha depresso oltre ogni ragionevole buon senso la voglia di fare impresa in Italia.

A chi dice che se si abbassano le tasse sarebbe peggio, a chi dice che è tutta colpa dell’evasione se oggi la pressione fiscale è così elevata, noi rigiriamo il discoro: è colpa della pressione fiscale se l’evasione è così alta.

Non ci credete? Bene, vediamo un esempio di riforma fiscale radicale che ha tenuto ben conto della curva di Laffer: in Russia, il presidente Vladimir Putin ha introdotto una Flat Tax al 13% (sì, avete letto bene, 13% non 76%!) e, come testimoniato da uno studio del FMI condotto da Anna Ivanova, Michael Keen e Alexander Klemm, il gettito fiscale è cresciuto del 46%. Risultato sorprendente? No, se vogliamo si tratta del buon senso tipico della massaia nostrana (che ne ha sicuramente più di qualche professorone bocconiano): se devo pagare poche tasse, che senso ha rischiare multe o, peggio, la galera per evadere? Del pari, se ho un’aliquota fissa, sarò incentivato a lavorare di più perché avrò più soldi da spendere per il mio appagamento. Ragionamento esattamente opposto che viene fatto in presenza di un sistema fiscale progressivo come quello italiano, dove all’aumentare del reddito, aumenta la percentuale di tasse che lo stato pretende, per cui in certi casi conviene guadagnare di meno!

Qual è il difetto della curva di Laffer? Quella della semplicità: difatti la maggior parte degli accademici ritiene sia talmente semplice da spiegare che la capirebbe anche un bambino. Capite il paradosso? La semplicità del buon senso viene svillaneggiata da accademici che adorano perdersi in equazioni sempre più complicate per appagare il proprio ego personale e che, quando la realtà si prende la briga di sbugiardarli, non trovano niente di meglio che accusare la realtà medesima di non essersi adeguata alla loro teoria.

Piccola postilla finale: con il PIL in recessione, a differenza delle stime previste dall’inquilino non eletto di Palazzo Chigi e dal suo degno sodale Padoan, tutte le previsioni sul rispetto dei parametri ue sono andate beatamente a farsi benedire e mancano all’appello diversi miliardi di euro (per non parlare del prossimo anno, quando entrerà in vigore il fiscal compact): come pensa di recuperarli la premiata ditta Renzi-Padoan? Bussando casa per casa per farsi consegnare il portafoglio dai cittadini, o provando a seguire il buon senso e quindi tagliando drasticamente le tasse, magari con un’aliquota unica compresa tra il 12 ed il 20%? Noi, purtroppo, temiamo di conoscere già la risposta, e non è quella che serve all’Italia.

Luca Campolongo

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mercoledì 20 agosto 2014

COLESTEROLO: MENZOGNE E PROPAGANDA



LA MAFIA DEL COLESTEROLO

Nel suo ultimo libro “Colesterolo: menzogne e propaganda”, un cardiologo e ricercatore al CNRS, il dottor Michel de Lorgeril sostiene che far abbassare il colesterolo non serve a niente, buono e cattivo non avrebbe alcun senso e le statine sarebbero addirittura inutili.


In breve secondo lui, il colesterolo permetterebbe soprattutto alle industrie di fare un sacco di soldi...

Dr. Michel de Lorgeril: "Il colesterolo è diventato il nemico numero uno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, perché fa comodo a tutti. Gli interessi economici in gioco sono enormi, soprattutto dopo l’arrivo delle statine. Le aziende farmaceutiche hanno fatto di gran lunga i loro conti. I farmaci anti colesterolo rappresentano uno dei più grandi affari. Il concetto di colesterolo 'buono' e 'cattivo' è una panzana".

Una persona può avere dei valori medi verso l’alto odei valori medi verso il basso, senza avere per questo un problema di salute."Secondo la medicina ufficiale il colesterolo rappresenterebbe la principale causa di infarti, ictus e complicanze cardiovascolari.


COLESTEROLO SU' COLESTEROLO GIU'


Più il colesterolo aumenta e maggiore è il rischio. Viceversa più il suo tasso è basso e più il pericolo diminuisce.
Ma queste sono solo delle ipotesi senza validazione scientifica. Sono credenze indotte dalle industrie farmaceutiche e alimentari. E non hanno una base razionale.
Far abbassare il colesterolo non serve a niente
Tutti gli studi clinici pubblicati dopo il 2005 sono stati negativi sulla questione. Il tasso di colesterolo si può ridurre con la dieta o l'assunzione di farmaci. Ma se contemporaneamente, lo stile di vita non cambia, il rischio rimane lo stesso.
Se per esempio una persona continua a fumare, pensando di essere protetto dalla statina, essa andrà verso il disastro.


LE STATINE


Le statine non forniscono alcuna protezione. Abbassano il colesterolo ma senza alcun effetto sulla mortalità.
Le statine hanno invece numerosi effetti collaterali. Per le persone attive, sembrano influenzare la qualità della vita causando dolori muscolari e depressione.
A lungo termine, esiste anche un aumentato rischio di cancro, specialmente nelle persone con più di 60 anni. Lo studio PROSPER del 2002 mostra maggior incidenza di cancro e numero di morti per cancro nei pazienti che usavano la pravastatina, rispetto alle persone senza trattamento.
Ben 7 milioni di francesi prendono questi farmaci inutilmente.
Tutte le malattie cardiovascolari sono malattie legate allo stile di vita. Da qui l'importanza di agire in particolare su tre fattori: fumo, esercizio fisico e dieta.


http://www.disinformazione.it/colesterolo_il_grande_inganno.htm


LA MENZOGNA SUL COLESTEROLO


La Menzogna sul Colesterolo del prof Walter Hart Bach.
Si tratta davvero un eyes-opener che vale la pena di leggere.
Il cardio-chirurgo Bach, basa le sue conclusioni scientifiche su anni di lavoro. È quasi 80enne ed esercita ancora. In sintesi per lui la problematica dei valori di colesterolo alto é una problematica ampiamente superata. In questo libro dimostra che la realtà è diversa da come viene prospettata.
Bach, dopo decenni di ricerca, non ha potuto trovare alcun legame tra colesterolo ed aterosclerosi (indurimento delle arterie). Alimenti ipocolesterolemizzanti e farmaci, secondo lui e altri importanti medicamenti superflui, sono dannosi e spesso letali. Si tratta di miliardi di business nel settore alimentare e farmaceutico, commercio tenuto in vita con l'inganno.
Si parla addirittura di mafia del colesterolo.

FAR CALARE IL COLESTEROLO, SOPRATTUTTO MEDICALMENTE, È UN BUSINESS STRATOSFERICO

Prodotti ipo-colesterolemizzanti, sia cibo che farmaci, vengono utilizzati da molte persone. Data l'entità del problema, vi è un interesse pubblico e tutti possono trarne beneficio.
Siamo di fronte a un inganno planetario fatto di statistiche manipolate, di indagini sbrigative e convenienti che sono state definite e presentate come prove, e che alla resa dei conti si sono dimostrate in netto contrasto con i fatti. Ma nessuno si è preso cura di informare e di pubblicare questi fatti sfavorevoli e contrari agli interessi delle multinazionali.


DIVERSI STUDI, IGNORATI DAI MEDIA, DIMOSTRANO CHE IL COLESTEROLO ALTO NON PROVOCA DANNI CARDIACI E CHE LE STATINE SONO MICIDIALI


Lo studio Symvastatin, ad esempio, dove 4444 persone esaminate hanno portato a una sola conclusione.
Un elevato livello di colesterolo non influenza lo sviluppo di arteriosclerosi o di infarto miocardico.
Abbassare i livelli di colesterolo è inutile e dannoso!
Altro caso, lo studio finlandese multifattoriale, dove il livello di colesterolo di più di 2000 persone è stata misurato.
C’é stato un attacco di cuore tre volte più comune tra i soggetti trattati con ipo-colesterolemizzanti.
Trenta per cento di morti in più rispetto al gruppo non trattato.
Lo studio Helsinki Heart (1987, 700 soggetti) ha registrato un aumento del 40% di effetti collaterali mortali nei farmaci ipo-colesterolemizzanti, rispetto al gruppo di controllo. Nel 1993 un secondo studio ha prodotto un tasso del 50 percento.


C'è stato pure un notevole incremento (43 per cento) delle morti per cancro, sotto l'effetto di farmaci che abbassano il colesterolo. Anche nel Framingham Study, con 4500 soggetti testati, il trattamento con farmaci ipo-colesterolemizzanti ha comportato un aumento significativo di morti per cancro. Idem per lo studio Clofibrat, con 1000 soggetti partecipanti, e un incremento allarmante delle morti per cancro.


Il "Cuore US National, Lung and Blood Institute" ha fatto uno studio di qualche decennio su 650 mila soggetti.


Conclusione?


Il colesterolo alto, non favorisce lo sviluppo di aterosclerosi o di attaccocardiaco. Era evidente che più alto è il livello di colesterolo, minore è il rischio di cancro e di altre malattie.


IL DISCRIMINANTE TRA HDL E LDL NON HA RAGIONE DI ESISTERE


C'è anche un equivoco diffuso, che richiede attenzione.
Esiste un solo tipo di colesterolo.


Non si può parlare di colesterolo buono o cattivo. Colesterolo LDL e colesterolo HDL non sono solo proteine che trasportano il colesterolo. Il cosiddetto HDL-lipoprotein consente il trasporto del cibo al fegato. Il colesterolo è ivi utilizzato per la formazione degli acidi biliari necessari. La lipoproteina LDL porta il colesterolo prodotto dal fegato (80% di tutto il colesterolo) nelle cellule del corpo. Migliaia di miliardi che ne hanno bisogno per la loro crescita e le sue numerose funzioni.


REGOLAZIONE EPATICA DEL COLESTEROLO


È il fegato che regola la produzione di colesterolo.
Un aumento del colesterolo in certe famiglie, associato ad alta incidenza di malattie cardiache, come si sente spesso, è semplicemente frutto di errata interpretazione.
Depositi di colesterolo nelle arterie nascono solo nella fase finale, dopo che altri organi si sono saturati. È quindi assurdo affermare che il colesterolo nelle arterie faccia tutti quei danni.
Il prof Bach, durante le centinaia di operazioni eseguite, ha anche scoperto che la percentuale di colesterolo nelle placche atero-sclerotiche strato-calcificate nei vasi sanguigni, è solo l'1 per cento.


VALORI FISIOLOGICI E CONGIUNTURALI


Il valore corretto del livello di colesterolo medio per gli adulti è di 250 mg/dL o 6,36 mmol/L. Valori di 300-350 mg/dL o 7,63-8,90 mmol/ L sono molto comuni, e può essere chiamato colesterolo normale, così come molte sostanze nel corpo.
Valori soggetti comunque a fluttuazioni per maggiori esigenze fisiologiche e congiunturali del corpo. Questo è evidente durante il trasporto attraverso il sangue.
Il fegato è il centro di produzione del colesterolo e regola in modo preciso la necessità. È pericoloso ridurre il colesterolo ed è irresponsabile scendere al di sotto di 200 mg / dl o 5,09 mmol / l di perseguire.
Un abbassamento del colesterolo porta ad una riduzione nella capacità delle prestazioni fisiche e mentali ed aumenta il rischio di cancro. Riducendo il cosiddetto limite consentito, sempre più persone, a torto, assumono diete riduttive e farmaci.


FUNZIONI PRINCIPALI DEL COLESTEROLO


Il colesterolo è la materia prima per il cortisolo e gli steroidi, gli ormoni dello stress.
Fa da energizzante per i tessuti, supportando l'assorbimento di glucosio e potassio minerale, due sostanze che regolarizzano tutte le nostre attività fisiche e mentali.
Il cortisolo è efficace anche contro le infiammazioni e le allergie, e inibisce lo sviluppo del cancro.
Il colesterolo è la sostanza di cui sono formati gli ormoni sessuali femminili e maschili, le sostanze che sono responsabili di specifiche funzioni vitali per la costruzione muscolare e le ossa e per la regolazione del bisogno di sonno.
Il colesterolo è la materia prima per gli acidi biliari che bruciare i grassi e regolare i movimenti intestinali. Il colesterolo è la materia prima per la vitamina D, responsabile della costruzione salute delle ossa e delle articolazioni.

Il colesterolo è la materia prima per le strutture cellulari che consentono alle specifiche funzioni di tutti gli organi sono garantiti.


DISORIENTAMENTI E ALLARMI INUTILI


Molte persone sono confuse.
Per capire, quando si vive per anni come un paziente presunto e sotto la pressione che qualcosa di grave appeso sopra la testa.
Queste persone potrebbero essere rassicurati ed è un vero sollievo, per l’uomo comune.
Di notevole interesse è la realizzazione che le conclusioni sono basate sulla ricerca scientifica. Altri lettori sono stati sollevati dal fatto che finalmente aveva una buona ragione per interrompere il farmaco.
Il farmaco può essere interrotto immediatamente, non come alcuni altri farmaci deve che devono essere scalati progressivamente.


IL LIBRO DEL PROFESSOR BACH È SOGGETTO A SOFFOCAMENTO ED INSABBIAMENTO


Ci sono stati anche commenti delle persone che hanno ritenuto di poter fare alcuna scelta. La risposta è semplice: "Non ho scelta é anche scegliere".
Viviamo in un tempo e società, caratterizzata da una moltitudine di informazioni, possiamo trovarle e confrontarle e trarre le nostre conclusioni. Il tempo in cui gli addetti ai lavori ci imponevano cosa e come dovevamo fare é in gran parte finito.
Si é cercato di soffocare la diffusione di questo libro e come sappiamo, giornalismo e media sono meno indipendenti di quello che vorrebbero farci credere.


Fidel Natarellahttp://www.bio-haus.it/Etica-e-filosofia/481.html
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lunedì 18 agosto 2014

CRISI ECONOMICA: Successo economico della Polonia e di tutte le nazioni senza euro


L'economia polacca ha registrato un'accelerazione della crescita nel primo trimestre del 2014 rispetto ai tre mesi precedenti, secondo una prima stima pubblicata dall'Ufficio statistico nazionale (GUS).
Nei primi tre mesi del 2014 il Prodotto interno lordo polacco è aumentato dell'1,1% destagionalizzato rispetto all'ultimo trimestre del 2013, quando era cresciuto dello 0,7%.
Rispetto a un anno prima il Pil è aumentato del 3,5%, dal più 2,5% dello stesso periodo del 2013. Su base grezza l'incremento annuo è del 3,3%, superiore alle attese degli analisti, che puntavano su un più 3,1%. Si tratta del miglior risultato da due anni per l'economia polacca.
Il ministero dell'Economia di Varsavia stima che il Pil aumenterà del 3,3% quest'anno, in base alla stima fatta ad aprile che migliora il 3% atteso in precedenza.



La Banca centrale punta invece su un più 3,6%. La Polonia è l'unico paese dell'Unione europea non è mai andata in recessione dopo al crisi finanziaria del 2008. Nel 2011, il Pil polacco è cresciuto del 4,5%, per poi rallentare all'1,9% nel 2012 e all'1,6% nel 2013.
La Polonia, va sottolineato, ha rifiutato più volte “l'offerta UE” di entrare a far parte della disastrata Zona euro e questo l'ha premiata. Insieme all'Ungheria di Orban e all'Inghilterra, forma un forte gruppo di Stati d'Europa con economie sane e in crescita grazie proprio ad aver rifiutato il boccone avvelenato dell'euro.

Autore: Max Parisi


Fonte: ilnord.it


http://www.ecplanet.com/node/4247
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domenica 17 agosto 2014

LA MENTE DI GRUPPO

Il termine “mente di gruppo” è talvolta usato liberamente tra gli occultisti come se fosse interscambiabile con “anima di gruppo”. I due concetti sono invece ben distinti. L’anima di gruppo è il materiale grezzo della mente dal quale la coscienza individuale si va a differenziare grazie all’esperienza. La mente di gruppo si crea invece per mezzo della concentrazione di molte coscienze individuali sulla stessa idea.
Dion Fortune
Dion Fortune
Mi spiegherò meglio con un esempio. Al culmine della sua popolarità Marshal Joffre visitò l’Inghilterra dove fu ricevuto con grandi onori. Per arrivare dal suo albergo alla Mansion House dove lo attendeva il Lord Mayor, la sua vettura attraversò una parte della città. Molte persone, pur riconoscendolo, si limitarono a osservare. Quando però arrivò all’affollato incrocio di Mansion House, i poliziotti bloccarono il traffico mettendosi sull’attenti. La folla si rese conto che stava avvenendo qualcosa, Joffre fu riconosciuto, il suo nome passò di bocca in bocca e in un attimo crebbe un’ondata di grande entusiasmo. Persone normalmente tranquille e compassate furono trasportate dall’eccitazione e si ritrovarono a sventolare i propri cappelli, urlando come degli ossessi. Il comportamento esagitato della folla fu ben diverso da quello dei singoli individui, anche se numerosi, che si erano limitati a osservarlo con interesse ma senza emozione.
Questo incidente fa riflettere su un altro episodio avvenuto sempre a Mansion House che illustra molto bene la psicologia della folla e la mente di gruppo. Molti anni fa Abdul Hamed, l’odiato sultano turco, visitò l’Inghilterra. Anch’egli fu ricevuto dal Lord Mayor e condotto in automobile a Mansion House. Le stesse scene si ripeterono ma con un contenuto emotivo completamente diverso. Egli fu condotto tranquillamente attraverso strade affollate con individui che lo osservarono con curiosità ma senza sfoghi emotivi. Quando la polizia bloccò il traffico all’incrocio di Mansion House, anche qui la folla lo riconobbe e da quei tranquilli e compassati uomini d’affari di mezza età partì un urlo di esecrazione, simile a quello di un branco di lupi. La folla si buttò in avanti come un solo uomo e a stento fu evitato il peggio.
Nessuno di questi impiegati della City preso singolarmente si sarebbe mai sognato di assaltare l’anziano sovrano da solo. Eppure quando si ritrovarono nell’onda emotiva della folla furono capaci di lanciarsi in un attacco selvaggio e di grida animalesche. In un attimo, qualcosa somigliante a un’entità ossessiva prese possesso di tutti: un vasto qualcosa il cui carattere non era la somma delle anime individuali, bensì una forma più grande, potente e feroce, incredibilmente viva e cosciente dei propri impulsi. Eppure grandi folle si aggirano mescolandosi quotidianamente intorno a Mansion House. Ogni individuo va però per la propria strada, assorbito nei suoi pensieri e indifferente a chi lo circonda. Cos’è che tramuta questa massa di persone indaffarate in un unico corpo, esaltato dall’entusiasmo di un ideale e capace di violenza pericolosa?
La risposta è nella concentrazione dell’attenzione che la folla rivolge verso lo stesso oggetto, verso il quale tutti gli individui provano la medesima forte sensazione.  Se tutte queste persone si rivolgessero contemporaneamente verso un’altra cosa per la quale non provano alcuna emozione l’effetto sarebbe ben diverso. Le insegne al neon di Piccadilly Circus, anche se guardate contemporaneamente da una moltitudine, non causano certo la formazione di una mente di gruppo.
la folla 1945Detto ciò, consideriamo il problema nelle sue applicazioni più occulte.
Cosa è questa super-anima che si forma e che si diffonde così velocemente quando tante persone si ritrovano con la stessa idea nello stesso posto?
Per fornire una spiegazione dobbiamo considerare la teoria degli elementali artificiali.
Un elementale artificiale è una forma-pensiero che trae vita dalla sua stessa essenza elementare. Questa essenza può provenire direttamente dai regni elementali o derivare dall’aura del mago. Una forma-pensiero costruita attraverso la concentrazione e le continue visualizzazioni, e che ci fa provare una forte emozione, si carica di tale emozione ed è capace di vivere indipendentemente dalla coscienza del suo creatore. Questo è un fattore concreto dell’occultismo pratico alla base di molti dei suoi fenomeni.
Un mago che crea un elementale artificiale utilizza lo stesso processo di un gruppo di persone che si concentra emotivamente sul medesimo oggetto. Esse creano un elementale artificiale proporzionalmente grande e potente quanto le dimensioni del gruppo e l’intensità delle loro emozioni. Questo elementale genera un’atmosfera mentale spiccata che influenza con grande forza le sensazioni di chi partecipa all’emozione generale. Attraverso delle suggestioni telepatiche fa risuonare all’orecchio di ciascuno le note della propria presenza, rinforzando in tal modo le vibrazioni emotive che gli avevano dato originariamente vita. Vi è azione e reazione, stimolo reciproco e intensificazione tra l’elementale e chi lo ha generato. Più il gruppo si concentra sull’oggetto della propria emozione, più vasto diventa l’elementale stesso. Più l’elementale cresce, più forte diventa la suggestione di massa sugli individui della folla che l’ha creato, facendo provare al gruppo sensazioni ancora più intense. È così che folle violente sono capaci di azioni passionali che farebbero inorridire i suoi componenti in altre occasioni.
L’elementale di una folla, tuttavia, si disperde rapidamente come si è formato perché la folla non ha continuità di vita. Quando termina lo stimolo comune la folla cessa di essere un gruppo compatto e ridiventa eterogenea. È per questo motivo che le armate indisciplinate, anche se entusiaste, sono macchine da guerra inaffidabili. Il loro entusiasmo evapora se non è continuamente stimolato, lasciandosi scindere in gruppi composti da molti individui dagli interessi diversi e motivati principalmente dall’istinto di autoconservazione. Per costruire una mente di gruppo duratura è indispensabile avere un metodo che assicuri continuità di attenzione e sensazione.
Ogni volta che questa continuità si mantiene si forma una mente o un elementale di gruppo, che col passare del tempo sviluppa un’individualità propria, cessando di dipendere per esistere dalle emozioni della folla che lo ha creato. Quando ciò avviene la folla non ha più il potere di disperderlo o di ritrarre la propria attenzione: l’elementale di gruppo la tiene in pugno. L’attenzione di ogni individuo è stata attratta e mantenuta anche contro la sua volontà e questi prova forti emozioni anche se non desidera averle.
Ogni persona che si unisce a un gruppo penetra in un’atmosfera potente che può accettare quando entra a farne parte, oppure respingere facendosi rifiutare a sua volta.
Nessun membro di un gruppo dalla forte atmosfera, mente di gruppo, o elementale di gruppo (secondo la definizione preferita) riesce a rimanere senza pregiudizi sugli argomenti ed emozioni chiave del gruppo. Questo è il motivo per cui le riforme sono spesso così difficili da attuare.
Tanto più è vasta l’organizzazione da riformare, più è difficile da scuotere, rendendo necessaria una personalità molto forte da parte di chi intraprende tale compito. Eppure una volta che questa personalità inizia ad avere dei riscontri, si forma velocemente un gruppo sotto la sua guida, fatto che crea a sua volta un elementale. A questo punto sarà l’energia stessa che lui ha originato a sostenerlo e spingerlo in avanti. Quando il leader avrà dei cedimenti sarà proprio il movimento da lui creato a farlo resistere. Mentre l’individuo solitario si può distaccare e prendersi una pausa nei momenti di dubbio e di scoramento, chi conduce un gruppo fortemente emotivo non lo può fare, perché appena rallenta la sua spinta sente la pressione della mente di gruppo che lo sostiene nei momenti difficili. Può anche accadere che se egli si trova alle prese con un piano avventato, sia proprio questo che prima o dopo lo conduca alla rovina.
Non vi è modo di fermare la spinta di un movimento che sta crescendo lungo delle linee evolutive. La mente di gruppo dei partecipanti forma un canale per la sua manifestazione e l’energia che si sviluppa è irresistibile. Tuttavia, per quanto potente sia la personalità, per quanto vaste risorse, o popolari gli slogan, se il movimento è contrario alla legge cosmica è solo questione di tempo fino a quando non precipiterà nell’abisso. In questo caso è la spinta stessa che si è andata creando, la causa ultima della distruzione. Se si concede abbastanza corda a un movimento falso, questo vi si impiccherà sempre, per la semplice forza d’inerzia del proprio peso sbilanciato.
Il concetto della mente di gruppo è una delle chiavi più importanti per comprendere i problemi umani e spiega l’irrazionalità umana nella folla. Vi sono dei testi molto interessanti su quest’argomento quali, ad esempio “The Psychology of the Herd in Peace and War” di Wilfred Trotter, oppure “The Group Mind” di William McDougal, il cui studio mette in luce i relativi problemi quotidiani.
L’occultista utilizza in modo più vasto l’applicazione pratica delle menti di gruppo di quanto faccia uno psicologo, anche perché egli vi trova la chiave del potere nei Misteri. Partendo dalla psicologia della folla, diventa ovvio che il metodo dei Misteri e di tutte le fratellanze occulte nei secoli si basa su una conoscenza pratica di tali fatti. Cosa può contribuire di più alla formazione di una potente mente di gruppo che un segreto da mantenere a ogni costo e un rituale ricco di costumi, processioni e canti? Qualsiasi cosa che differenzi un numero di individui dalla massa forma automaticamente una mente di gruppo. Più tale gruppo rimane segregato, più si riterrà diverso dal resto dell’umanità, rinforzando la mente di gruppo così creata. Un esempio di forte mente di gruppo è quella degli ebrei, tenuti sempre a distanza e perseguitati per i loro rituali, abitudini, temperamento. È triste ammettere che niente quanto le persecuzioni dia vitalità a una mente di gruppo. È proprio vero che nel sangue dei martiri possiamo trovare il seme della Chiesa, perché è stato il cemento della sua mente di gruppo.
Proprio per questo motivo la segretezza dei Misteri non sarà mai abolita del tutto. Anche se molto viene reso noto, qualcosa deve sempre essere mantenuto segreto perché è questo qualcosa di non condiviso all’esterno che diventa il nucleo della mente di gruppo, il centro della sua attenzione. La mente di gruppo è paragonabile al granello di sabbia nella perla: se non ci fosse il granello di sabbia non ci sarebbe la perla. Togliete quanto differenzia l’iniziato dal resto degli uomini e la mente di gruppo di cui egli fa parte cadrà a pezzi.
La potenza del cerimoniale eseguito fisicamente non si limita a richiamare l’entità invocata ma esercita anche un grande fascino sull’immaginazione dei partecipanti. Un adepto che lavora da solo effettuerà un rituale visualizzandolo sull’astrale senza spostarsi dalla sua posizione di meditazione, e tale rituale sarà efficace allo scopo di evocare. Se però egli desidera creare un’atmosfera che farà sviluppare velocemente i suoi allievi, oppure se desidera alzare il proprio livello di coscienza oltre i suoi limiti normali, trascendendo la propria volontà e visione solitaria, egli farà uso dei poteri dell’elementale di gruppo sviluppato dal rituale.
La mente di gruppo, o l’elementale rituale, opera su chi partecipa al rituale esattamente nello stesso modo in cui l’emozione della folla agì sugli uomini della City quando videro Marshal Joffre. Le persone vengono spinte fuori da se stesse e in quell’istante diventano qualcosa che va oltre l’umano perché un elementale di gruppo è altrettanto capace di alzare la coscienza al livello degli angeli o di abbassarla a quello delle bestie.
La nostra emozione che si proietta con forza verso un soggetto fa fluire da noi una sottile ma potentissima energia. Se quell’emozione è qualcosa di più di una emanazione cieca, genera in se stessa l’idea di intraprendere un’azione e, in particolare, se questa idea provoca una drammatica visualizzazione mentale, la forza che ne deriva diventa una forma-pensiero. L’immagine mentale prende corpo grazie all’energia in uscita e si concretizza sul piano astrale. La forma-pensiero così strutturata ora inizia a emettere vibrazioni e queste, per la legge dell’induzione simpatica della vibrazione, rinforzano le sensazioni della persona da cui erano partite le emozioni, generando sensazioni analoghe su chiunque sia concentrato sullo stesso oggetto, anche se fino a qualche minuto prima era un semplice osservatore distaccato.
La teoria della mente di gruppo è paragonabile alla dottrina dell’autosuggestione, così come è stata formulata da Baudouin, e questi due concetti psicologici ben definiti sono estendibili per associazione a quello esoterico della telepatia. Mettendo insieme questi tre fattori avremo la chiave della psicologia della folla e anche il potere tuttora sconosciuto del rituale, specialmente se è stato eseguito in una loggia occulta. Consideriamo quanto accade in un rituale di questo tipo. Tutti i presenti concentrano la propria attenzione sul dramma rappresentato dalla cerimonia. Ogni oggetto che vedono è un simbolo della cerimonia stessa. Nessuna circostanza che possa elevare la concentrazione e le emozioni viene trascurata; di conseguenza si arriva a creare un gruppo altamente concentrato ed energizzato.
Come abbiamo già visto, quando si pensa a qualsiasi oggetto con emozione sgorga una forte energia; se un certo numero di persone pensa contemporaneamente alla stessa cosa con eccitazione, concentrazione e sensazioni esaltate dal rituale della cerimonia, esse versano in un punto comune una rara misura di energia sottile. Questa è alla base della manifestazione di qualsiasi potenza invocata.
Nelle religioni dove gli dèi o i santi sono liberamente rappresentati da immagini sacre, le immaginazioni dei devoti si sono abituate a visualizzarle in una data forma, che essa sia il dio falco Horus o la Vergine Maria. Quando un gruppo si riunisce per pregare, le emozioni si concentrano e vengono esaltate dal rituale, così che se tutti visualizzano la medesima immagine, l’energia che sgorga dai presenti forma un simulacro astrale dell’essere rappresentato con tale intensità. Se la divinità è poi la rappresentazione simbolica di un’energia naturale, quell’energia troverà un canale di manifestazione attraverso la forma così costruita. L’immagine mentale visualizzata da ogni partecipante alla cerimonia apparirà all’improvviso a ciascuno, diventando viva e oggettiva, ed essi percepiranno tutto a un tratto la discesa dell’energia così invocata verso di loro.
Con il ripetersi per lunghi periodi di questo processo, le immagini create rimangono sull’astrale esattamente nel modo in cui un’abitudine ripetitiva diventa parte integrante della mente. L’energia naturale rimane allora permanentemente concentrata e i fedeli non devono fare alcuna fatica per visualizzare nuovamente il simulacro: basterà solo pensare alla divinità per percepirne il potere. Questo è il modo in cui sono state costruite tutte le rappresentazioni antropomorfiche del divino. Sappiamo tutti che lo Spirito Santo non una fiamma e nemmeno una colomba e che l’aspetto materno della Natura non è Iside, Cerere o la Vergine Maria. Queste sono delle forme attraverso le quali la mente umana cerca di avvicinarsi a tali principi; meno evoluta sarà la mente, più grossolana sarà la forma.
Coloro che hanno qualche conoscenza della mente umana, che siano sacerdoti egiziani, ierofanti eleusinani od occultisti moderni, saranno in grado di fare uso della loro comprensione di questo raro tipo di psicologia per creare condizioni attraverso le quali la mente umana individuale riesce a trascendere se stessa e a spezzare le proprie limitazioni per penetrare in uno spazio infinitamente più vasto.
Tratto da, Dion Fortune, “Magia applicata”, Venexia Editrice, 2004
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sabato 16 agosto 2014

MADONNARI DA TRE CONTINENTI

Alla Fiera delle Grazie a Curtatone che ha visto quest'anno la partecipazione di 162 artisti di tredici Paesi, successo del monzese Andrea Mariano Bottoli che si è aggiudicato così il più importante concorso per madonnari


Qualcuno non vedeva l'ora che arrivasse questo momento, per qualcun altro è difficile accettare il cambiamento. Molti sono affascinati dalla magia dell'evento e dall’unione perfetta tra sacro e profano, ma sono anche innamorati della tranquillità di Grazie. Quasi nessuno però riesce a resistere dall'immergersi almeno una manciata di ore in un’atmosfera unica, irripetibile, mai la stessa. Il borgo di Curtatone, uno dei più belli d'Italia, ha aperto le porte a quello che per moltissimi mantovani è una tradizione, l'Antichissima Fiera, che durerà fino a domenica.
Un insieme di luci, suoni e colori, profumi e sapori, pronti ad attirare ognuno dei cinque sensi. La piccola frazione si è preparata a dovere per riuscire a fare spazio agli allestimenti della manifestazione che occupano ogni angolo del paese, da via Francesca al Foro Boario, al sagrato del Santuario, fino a riva della Madonna, sulle sponde del lago. L'attesa è per circa centomila persone. Cittadini che stanno arrivando da molte province e alcuni persino dall’estero per vedere i madonnari all'opera. Quest’anno il concorso n.42 con presenze da record e oltre 170 piazzuole. In giuria un presidente onorario d'eccezione:Philippe Daverio. La Fiera è arte e cultura, ma anche buona cucina con una cinquantina di bancarelle con prodotti made in Italy e l'immancabile cotechino, mentre il mercato vero e proprio ne conterà altre duecentocinquanta.


Quest'anno i gessetti sono arrivati da lontano, dal Rinascimento, per mano dei Signori della città di Mantova. Come da tradizione, la partenza del concorso dei madonnari è stata segnata dalla benedizione dei coloratissimi strumenti di lavoro degli artisti di strada da parte di monsignor Caporello, che ha bagnato un fior di Loto nell'acqua Santa ed ha ricordato Straccetto.
Un nome che è risuonato per il sagrato del Santuario ed ha fatto scattare un applauso spontaneo da parte del pubblico. Il sindaco di Curtatone Antonio Badolato ha salutato i 162 madonnari iscritti al quarantaduesimo concorso. «Il periodo di appannamento dello scorso anno è stato ampiamente superato e questo si potrebbe chiamare concorso internazionale dei madonnari, perché molti vengono da Paesi lontani». Gli stranieri tornati a Grazie arrivano da Germania, Svizzera, Regno Unito, Russia, Romania, Ucraina, Moldavia, Marocco, Giappone, Perù, Colombia, Argentina, Messico, Usa e Francia. Esaurito lo spazio sul sagrato, gli organizzatori sono dovuti ricorrere a una ventina di posti in più ricavati dopo il sopralluogo di pochi giorni fa: alcuni maestri madonnari infatti hanno deciso di occupare due piazzole.

Andrea Mariano Bottoli, di Monza,ha vinto la 42eima edizione del concorso dei madonnari alla Fiera delle Grazie. Secondo posto per  Simona Lanfredi Sofia, al terzo Michela Bogoni. La giuria, presieduta dal critico d'arte Philippe Daverio, ha raggiunto una decisione unanime esaminando- dei 140 dipinti realizzati da 162 partecipanti di tredici Paesi - la qualità del disegno, la stesura del colore e l'originalità.


Questi gli altri premi assegnati: Madonnari qualificati- passano tutti e tre di categoria Primo: Garcia Hernan Adriana Del Rocio; secondo, Valentina Sforzini, fa parte del CIM; Terzo,: Narcisa Pachera.
Madonnari semplici- (passano di categoria tutti e tre e non solo il primo, per decisione della giuria). Primo semplice: Mino Di Summa; Secondo semplice: Andrea Grespi, allievo scuola arte madonnara del Comune; Terzo semplice: Isnardo Cardoso.
Premio speciale parco del Mincio: Liliana Confortini; Premio speciale creatività: Fabio Fedele Maria, che diventa maestro madonnaro Premio speciale santuario Madonna delle Grazie: Ciirico Tachi; (Premio speciale giuria popolare: 1080 votanti) Lucia Legati primo classificato, ha partecipato alla scuola di arte madonnara Premio speciale Rotary Andes: Francesca Ars'.
Fonte Gazzetta di Mantova

Alcuni particolari delle opere eseguite a Curtatone !5 Agosto 2014
http://visioglob.blogspot.it/2014/08/madonnari-le-grazie-mantova.html



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venerdì 15 agosto 2014

USCIRE DALLA TRAPPOLA EURO ( salvare l'euro o salvare l'Italia)



Governo Renzi, Telegraph: “L’Italia torni alla lira per uscire dalla depressione”
Il quotidiano britannico, in un articolo firmato dall'editorialista anti-europeista Ambrose Evans-Pritchard, suggerisce al premier di "liberarsi dalla trappola dell'unione monetaria" che tiene il Paese in recessione "da quasi sei anni" e "rinominare il debito del Paese in lire". Poi lo invita a trarre la conclusione opposta rispetto all'evocazione della troika di Eugenio Scalfari: "L'euro deve essere scaricato per salvare l'Italia"

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 15 agosto 2014


“Il solo modo possibile per tener fede alla sua promessa di un Risorgimento per l’Italia, e forgiare il proprio mito, è scommettere tutto sulla lira”. L’invito al premier italiano Matteo Renzi arriva dalle colonne del britannico Telegraph. A firmarlo l’editorialista anti-europeista Ambrose Evans-Pritchard, convinto che l’unica chance dell’Italia per uscire dalla depressione in cui versa “da quasi sei anni” (salvo qualche “falso risveglio”) sia abbandonare l’euro. Secondo Evans-Pritchard, infatti, è “un fatto incontrovertibile che i 14 anni di disastro italiano coincidano con l’adesione alla moneta unica”. E anche se “questo non prova il rapporto di causa-effetto”, “suggerisce che l’unione monetaria abbia innescato una dinamica molto distruttiva” ed “è un forte indizio del fatto che ora l’unione impedisce al Paese di uscire dalla trappola”.

A sostegno della sua tesi il giornalista specializzato in economia internazionale cita il recente rapporto di Moody’s che prevede per quest’anno un calo del Pil italiano dello 0,1%, i dati dellaBanca d’Italia sulla stagnazione del mercato immobiliare e il livello del debito, salito al 135,6% del Pil. “Il rapporto – sostiene Evans-Pritchard – potrebbe spingersi verso il 140% entro la fine dell’anno, acque inesplorate per un Paese che di fatto prende a prestito in marchi tedeschi. ‘Nessuno sa quando il mercato reagirà’, dice un banchiere”. La conseguenza, stando all’articolo, è che “il premier Matteo Renzi dovrà fare tagli tra i 20 e i 25 miliardi di euro per rispettare gli obiettivi europei di deficit, perpetuando il circolo vizioso”. Ma “il compito è disperato. Uno studio del think-tank Bruegel ha trovato che l’Italia dovrebbe ottenere un surplus primario di 5 punti percentuali di Pil per stabilizzare il debito se l’inflazione fosse al 2%. Con l’inflazione a zero, i punti di Pil diventano 7,8. Ogni tentativo di centrare quell’obiettivo porterebbe a una controproducente implosione dell’economia italiana”. L’articolo del Telegraph, che da tempo pronostica la prossima “fine dell’euro”, cita poi l’economista indiano ed ex funzionario del Fondo monetario Ashoka Mody, che ora lavora al Bruegel, secondo il quale le autorità italiane dovrebbero iniziare a consultare “brillanti avvocati esperti in debito sovrano per assicurare una ristrutturazione ordinata del debito“.

Evans-Pritchard ricorda anche l’invito lanciato di recente da Eugenio Scalfari su Repubblica: “L’Italia si sottoponga al controllo della troika”. “Mr Scalfari sembra pensare che la democrazia italiana debba essere sospesa per salvare l’euro”, deduce il giornalista. “Il giovane Mr Renzi potrebbe trarre la conclusione opposta, cioè che l’euro deve essere scaricato per salvare l’Italia”. La quale prima dell’unione monetaria, grazie alla “lira debole”, “aveva un surplus commerciale nei confronti della Germania”, mentre ora la sua “metà arretrata, soprattutto il Mezzogiorno, compete palmo a palmo con la Cina e le economie emergenti dell’Asia in settori che dipendono dai prezzi”.

A poco vale, secondo Evans-Pritchard, invocare le “riforme“: “Pochi negano che lo Stato italiano abbia bisogno di un cambiamento radicale, ma l’Italia ha anche bisogno di un ‘New Deal’ fiscale, massicci investimenti in infrastrutture e capitale umano, sostenuti da uno stimolo monetario per tirare il Paese fuori dalla sua soffocante tristezza cosmica. E Mr Renzi deve ormai sapere che questo non può essere fatto nell’ambito dell’unione monetaria”. Ma, nota il giornalista, ora “si trova nello stesso orrendo imbarazzo di Francois Hollande in Francia. Da outsider se l’è presa con l’austerità europea, salvo poi sottomettersi senza far rumore una volta entrato in carica, perché i suoi consiglieri gli assicuravano che la ripresa era alle porte”. L’articolo giudica però Hollande “impossibile da salvare”, mentre “Renzi non ha ancora bruciato il suo capitale politico ed è uno scommettitore nato”.

Ora però “è da solo”, perché “non c’è più alcuna chance che Italia e Francia possano guidare insieme una rivolta dei Paesi latini” contro il Consiglio europeo e la Banca centrale. Il consiglio delTelegraph, dunque, è di non negoziare ma “liberarsi dalla trappola dell’unione monetaria, riprendere il controllo dei suoi strumenti di sovranità e rinominare il suo debito in lire, introducendo il controllo sui movimenti di capitali finché la situazione non si normalizza”. Secondo il giornale “non ci sarebbe un’immediata difficoltà a rifinanziarsi, perché il Paese ha un surplus primario” e “non soffre di un eccesso di debito in senso stretto”, poiché le famiglie sono poco indebitate. “Il problema di base è un disallineamento del tasso di cambio che crea una non necessaria crisi del debito pubblico attraverso il perverso meccanismo dell’unione monetaria”. La scelta, conclude Evans-Pritchard, dovrà essere presa a breve, quando “la traiettoria del debito italiano entrerà nella zona di pericolo. Stavolta potrebbe non essere così chiaro che il Paese voglia essere ‘salvato’ nei termini stabiliti dall’Europa”.

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giovedì 14 agosto 2014

VECCHIO CONTINENTE NEL BARATRO


Europa verso il fallimento. Pil tedesco -0,2%. Piatto a Parigi

VECCHIO CONTINENTE NEL BARATRO - Un vero e proprio bagno di sangue. Il Pil tedesco si è contratto dello 0,2% nel secondo trimestre mentre a Parigi la crescita è pari a zero. Dopo il ritorno della recessione in Italia ora arrivano da tutta Europa segnali economici drammatici. E forse ha ragione chi afferma che la moneta unica porta solo disoccupazione e povertà. L'euro è al capolinea?
Giovedì, 14 agosto 2014 - 08:41:00


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Ormai non è più un'opinione, a parlare sono i fatti. Dopo il ritorno dell'Italia in recessione e lo spettro deflazione nel Vecchio Continente, i dati sul Pil in Germania e in Francia segnalano una drammatica contrazione a Berlino e una preoccupante stagnazione a Parigi. Così come è strutturata l'area dell'euro non va. Non cresce, anzi decresce e porta disoccupazione e povertà. Le istituzioni europee e i grandi partiti con il Pse e il Ppe continuano a difendere l'Ue e la moneta unica, ma forse - dati alla mano - hanno ragione quei movimenti e quelle forze politiche che affermano da mesi il fallimento del progetto dell'euro. La crescita è tornata in tutto il mondo, tranne che nella zona della valuta comunitaria. Una bomba che rischia di esplodere in autunno qualora anche nel terzo trimestre le cifre economiche fossero negative o sotto le attese. Non bastano i tassi di interesse vicino allo zero e anche la Germania, madre del rigore e dell'austerità, vede vicina la recessione per colpa o a causa della crisi senza fine dei partner europei che importano sempre meno i prodotti tedeschi.

Ma vediamo i numeri. L'economia della Germania registra una contrazione dello 0,2% nel secondo trimestre su base destagionalizzata e trimestrale. Nei primi tre mesi il Pil era salito dello 0,7% e gli analisti si aspettavano che restasse invariato. Su base annuale destagionalizzata il Pil della Germania avanza dell'1,2%.

L'economia della Francia resta ferma nel secondo trimestre, a fronte di un atteso +0,1%. Anche nel primo trimestre il Pil francese è stato stagnante. Sulla scia dei dati del secondo trimestre, che mostrano un'economia stagnante, il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, taglia le previsioni di crescita di fine anno, portandole "intorno allo 0,5%" dall'iniziale +1%. "La crescita è caduta in Europa e in Francia", scrive Sapin a Le Monde. "Con una crescita zero nel secondo trimestre - aggiunge il ministro - che estende la stagnazione dei primi tre mesi, il paese rallenta e non raggiungeremo l'obiettivo dell'1% previsto tre mesi fa". "Quest'anno la crescita della Francia - dice ancora - sarà intorno allo 0,50% e niente ci autorizza a prevedere, al momento, una crescita di molto superiore all'1% nel 2015". Sapin inoltre rialza al 4% le previsioni del deficit di quest'anno. In precedenza Parigi aveva stimato un deficit al 3,8% e si era impegnata ad abbassarlo al 3%. Il governo di Hollande ha chiesto all'Ue di "allentare la stretta su conti".

http://www.affaritaliani.it/economia/europa-fallimento1408.html