venerdì 20 luglio 2018

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle Coop

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle CoopChiunque arrivi al governo cerca di realizzare le promesse elettorali e per farlo ha bisogno di risorse economiche, sempre poche in questa fase storica. Nella stessa condizione si trova anche il governo giallo-verde, Conte-Di Maio-Salvini.


Ma c'è un buco nero in cui si possono trovare miliardi, in un mondo protetto dalla politica: le cooperative o finte cooperative. Con la scusa di svolgere attività mutualistiche non pagano le tasse acquistando un ingiusto vantaggio sulle condizioni di lavoro rispetto alle altre aziende e quindi sul mercato.



Per parlare di rilancio dell’economia, di equità nel trattamento dei cittadini, tra chi paga le tasse, anche troppe e si suicida perché non ci riesce più, e chi non le paga “per legge”come le cooperative, occorre seriamente affrontare questo mondo in cui vi è un fiume di denaro in un mare di ingiustizie sociali.



Le cooperative italiane producono un fatturato dichiarato superiore ai 151 miliardi di euro annui. Controllano (parliamo delle coop rosse, i colossi della Grande distribuzione organizzata, il primo player italiano nella classifica mondiale dei supermercati) la seconda assicurazione italiana, Unipol. Il solo fatturato di 151 miliardi di euro è simile al Pil di interi Stati europei, più grande del Pil dell'Ungheria o di Slovenia, Croazia e Bulgaria messi insieme. In aggiunta le banche di credito cooperativo raccolgono da sole 160 miliardi di euro.

Un mondo in cui non si comprende dove inizi l'economia e dove finisca la politica. Viste le migliaia di porte girevoli di politici che diventano cooperatori o cooperatori che diventano politici nessuno ha mai voluto riformare questo sistema. Un mondo chiuso, coeso, garantito e che ha sempre potuto agire indisturbato. Le cooperative sono un insieme di contraddizioni che passano inosservate: pagano pochissime tasse o non ne pagano affatto, si controllano da sole, giocano in Borsa, raccolgono il denaro a vista anche se non potrebbero farlo (per legge è permesso solo alle banche), possono pagare i lavoratori cifre da fame o addirittura “farli pagare” per lavorare (per diventare socio della cooperativa ed avere il lavoro devi versare delle quote associative) ed è tutto in regola.



Sapete quante tasse pagava la cooperativa sociale, da 60 milioni di fatturato, dell'ex detenuto Salvatore Buzzi dell'inchiesta Mafia Capitale? Quello che diceva che con gli immigrati si guadagnava più che dalla droga. Zero.

E queste perché la sua coop non faceva impresa per “fare soldi” ma svolgeva un'attività mutualistica tra soci. Le coop, sulla carta, non svolgono attività speculative. A guardarle come sono oggi, i padri fondatori si rivolterebbero nella tomba, quelli che nell'800-'900 le hanno create per dare un aiuto, un assistenza medica o attrezzi da lavoro a braccianti, fabbri o muratori che morivano di fame e fatica. Oggi vale la regola che se le attività o i ricavi o le vendite della cooperativa sono fatte prevalentemente da soci (per un monte superiore al 50% delle attività) le tasse si possono anche “volatilizzare”.



A fine anno non pagano le tasse sull'utile netto come tutti noi mortali. Da quel 100% di utile viene sottratto il 30 per cento, che finisce in una riserva indivisibile e diventa capitale dell’azienda, poi un altro 3% destinato a fondi mutualistici che la costellazione coop utilizza per investimenti. Le tasse da pagare però non saranno calcolate sull’intera cifra rimanente, cioè il 67%, ma su una percentuale ancora inferiore, a seconda del tipo di cooperativa: quelle di consumo (i grandi supermercati) pagano le tasse solo sul 65% dell'utile netto, le coop di lavoro(edili, di costruzione, di servizi) solo sul 40% dell’utile, quelle agricole solo sul 20% e le coop sociali, tipo quella di Buzzi, pagano zero. Le stesse coop sociali che si sono tuffate a pesce nel business dell’immigrazione, passando da fatturati di poche migliaia di euro a milioni (per la tassazione vedi anche la tabella che il sito fiscoetasse.com ha dedicato all'argomento).

tassazione coop

Tutte le altre imprese come possono competere in un sistema del genere? Costrette a versare allo Stato anche il 75% dei loro utili. Dov'è il libero mercato? Un’equa concorrenza? La libera formazione dei prezzi? Con queste condizioni è ovvio che le cooperative fagocitino tutto e vincano ogni tipo di appalto, esercitando una concorrenza sleale nei confronti di chiunque e distruggendo anche il lavoro altrui. E chi rimane è davvero un mostro di bravura.

In più raccolgono denaro dai soci come fossero una banca, per un ammontare complessivo annuo che va dai 10,8 a i 12 miliardi di euro, il famoso prestito sociale. La prima voce che sparisce in caso di fallimento, come ci raccontano numerose inchieste giudiziarie, è la perdita dei risparmi dei soci che pensano invece di essere garantiti più dei correntisti delle banche perché le cooperative propagandano il fine etico del mutualismo. Parliamo di denaro raccolto a vista,libretti che chiunque può aprire. Basta andare in un qualsiasi supermercato dell'arcipelago delle coop rosse per vederlo. Attività, come scrive Banca d'Italia, consentita solo alle banche, date le garanzie che forniscono. Eppure le coop, anche se non potrebbero, lo fanno ugualmente. Capitali poi che vengono investiti in Borsa come da anni spiegano le ricerche di R&S Mediobanca. I soldi del mutualismo fruttano di più con la speculazione finanziaria.

In più le coop si controllano da sole. Pagano quote di iscrizione ad una centrale cooperativa (Legacoop, Confcooperative, ecc...), come potrebbe fare un iscritto ad un partito, e queste poi fanno politica, esercitano un controllo su di loro e verificano il profilo mutualistico. Il Mise, ministero dello sviluppo economico, può svolgere controlli in casi straordinari e su richiesta dei soci che si dovrebbero esporre contro i vertici. Buonanotte! Attività che negli anni è apparsa addirittura inesistente per mancanza di fondi e di volontà, se non addirittura ridicola visto che veniva svolta nel tempo libero dagli ispettori. Le comiche.

E non è finita. Esiste anche un sottomondo delle stesse cooperative fatto di lavoratori che associati forniscono le merci alla grande distribuzione o i servizi nei grandi appalti.
Vista l’enormità delle storture economico-fiscali appena raccontate, le condizioni disumane e le paghe da fame, a 2-3 euro l’ora, di queste migliaia di lavoratori sarebbero un fatto accessorio se non avessero effetti schiavistici. Perché nei sotterranei dei miliardi delle coop c'è una moltitudine di persone sottopagate di ogni genere: facchini, trasportatori, barellieri, operai, muratori, impiegati, macellai, braccianti, lavoratori della conoscenza, donne delle pulizie. Dal nord al sud entrano ed escono da altre cooperative che cambiano identità ad ogni alito di vento grazie a dei prestanome ed evadono il fisco come consuetudine. Un contesto a cui ci siamo abituati. Ma girarsi dall'altra parte come fanno i tanti soloni di sinistra vuol dire essere complici. Così come hanno fatto finta per anni di non vedere la contraddizione dell’articolo 18: in un solo settore non è mai stato applicato. Indovinate quale? Quello delle cooperative.
coop in Italia

Una seria riforma del sistema (risultano attive più di 78.000 cooperative), mai vista in 70 anni, potrebbe far recuperare entrate per miliardi di euro e imporre di pagare le tasse a chi per dimensioni e fatturati finge di essere una cooperativa quando invece è una s.p.a. o qualsiasi altro genere di società. Un processo, questo di riforma, che dovrebbe andare di pari passo con la valorizzazione delle piccole cooperative che davvero svolgono attività mutualistica tra soci e con la lotta alle condizioni di sfruttamento dei lavoratori. Il paradosso oggi è che proprio le cooperative, ideate per difenderli, sono diventate il modello dello sfruttamento legale dei lavoratori.
http://www.affaritaliani.it/politica/ecco-dove-lega-m5s-possono-trovare-miliardi-facendo-pagare-le-tasse-alle-coop-551611.html
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giovedì 19 luglio 2018

Schiavi degli invisibili

Schiavi degli invisibili (tit. or.Sinister barrier) è un romanzo di fantascienza di Eric Frank Russell pubblicato nel 1939. Uscito in Italia nel ’53 per la mitica collana Urania, è stato ristampato nel 2010 dai tipi della Coniglio Editore (che però ha chiuso i battenti). Ve ne parlo perché principalmente a questo testo è ispirato il mio seminario Il Lato Oscuro della Forza, tanto che nel corso della giornata ne scorreremo insieme dei brani. Leggerlo costituirebbe quindi un’ottima preparazione (ammesso che ne troviate ancora delle copie).


Oltre la sinistra barriera (=sinister barrier) dei nostri limiti, oltre questo campo visivo meschino e inefficiente, intenti a dominare ogni uomo dalla culla alla tomba, a depredarci spietatamente come parassiti, stanno i nostri padroni maligni e onnipotenti: gli esseri che sono i veri signori della Terra!
Eric Frank Russell


Il romanzo di Russell è ispirato all’opera dello studioso indipendente – e geniale – Charles H. Fort, autore del famoso (negli ambienti alternativi) Il libro dei dannati, un’opera che tratta delle migliaia di fatti inspiegabili (e quindi “dannati” dalla scienza) che accadono nel mondo praticamente tutti i giorni e che solitamente nessuno mette in collegamento fra loro. Charles Fort criticava il classico metodo scientifico che isola i fatti per studiarli. Secondo lui ciò che è isolato è privo di vita, non è reale. Non è mai riuscito a includere tutti i misteri in una visione unica, ma alla fine ha elaborato un’interessante teoria: noi siamo proprietà di qualcuno. «L’umanità intera è proprietà privata di “qualcuno” che ne sta al di fuori e che la sfrutta per i suoi fini. Come un contadino che tiene il suo gregge di pecore all’interno della palizzata che circonda il suo podere e le sfrutta per la lana e per il latte. E ogni tanto se ne mangia una». [dall’introduzione al testo].



L’agente governativo protagonista del libro di Russell comincia a collegare fra loro le morti improvvise di alcuni scienziati in vari posti del mondo, fino a comprendere che: «l’intera umanità è stata, senza rendersene conto e forse da sempre, schiava di entità, i Vitoni (Vitons), “quarto stato della materia”, non si sa se originari della Terra oppure provenienti da un altro pianeta. Esseri che ci hanno usato come oggetti di consumo: mucche, pecore, api. O meglio: hanno considerato oggetti di consumo i nostri sentimenti, le nostre emozioni che più forti sono, più violente sono, meglio è, perché più nutrimento procurano ai Vitoni: il loro è “un banchetto della sofferenza umana”, “un nutrimento emotivo”. Finché qualcuno casualmente non riesce a vederli e allora mal gliene incoglie. E tutta la lotta contro queste entità si compie, in fondo, per essere alla fine sicuri che quanto si prova sia genuino, personale, non artificiosamente indotto da loro per non si sa bene quale motivo (o meglio: si sa: per un motivo “gastronomico”!)».[dall’introduzione al testo]


«Siccome tutti i nostri dati indicano che i Vitoni orientano le opinioni come vogliono, guidando sottilmente i pensieri nel mondo per loro più conveniente, è quasi impossibile stabilire quali giudizi si sono evoluti naturalmente e logicamente e quali sono stati imposti all’umanità».
«Tutti gli indizi che abbiamo potuto raccogliere dimostrano senza il minimo dubbio che i Vitoni sono esseri fatti di energia primaria in forma compatta ed equilibrata. Non sono solidi, né liquidi, né gassosi. Rappresentano un’altra categoria non classificata, [... … ] ma non sono di materia nel senso comunemente accettato». [dal cap. IX del testo]



Queste cose sono state scritte nel 1939, quando le “teorie del complotto” in stile David Icke erano ancora di là da venire.  non c’è da stupirsi di tanta lungimiranza da parte di Eric Frank Russell, se consideriamo che determinate informazioni sulle interferenze aliene, all’interno delle scuole esoteriche – quelle che “non esistono” e non hanno un sito – vengono tramandate da millenni. Inoltre c’è da considerare che i migliori scrittori di fantascienza sono sempre stati anche i romanzieri più intuitivi e capaci di accedere naturalmente a delle conoscenze che in verità “sono nell’aria”
Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

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martedì 17 luglio 2018

Spuntano carte e prove bollenti… crolla l’impero di Napolitano


di Maurizio Blondet
Crolla l’impero di Napolitano: alla sbarra i responsabili del crollo finanziario dell’Italia, per favorire il commissariamento del paese, con la regia di Giorgio Napolitano.



La prima banca tedesca, Deutsche Bank, con alcuni dei suoi ex top manager, è indagata dalla Procura di Milano per la mega-speculazione in titoli di Stato italiani, effettuata nel primo semestre del 2011. Operazione che contribuì a far volare lo spread dei rendimenti tra i Btp e i Bund tedeschi e a creare le condizioni per le dimissioni del governo Berlusconi, a cui subentrò l’esecutivo di Mario Monti, con in tasca la ricetta “lacrime e sangue” per l’Italia, la legge Fornero sulle pensioni e il pareggio di bilancio in Costituzione.

Secondo l'”Espresso”, che ricostruisce la vicenda svelandone i dettagli, l’ipotesi di reato è la “manipolazione del mercato”, avvenuta attraverso operazioni finanziarie finite sotto la lente dei pm, per un totale di circa 10 miliardi di euro. Affari realizzati da Deutsche Bank dopo il crac della Grecia, quando la crisi del debito pubblico cominciava a minacciare altri paesi mediterranei, tra cui Italia e Spagna, scrive Marcello Zacché su “Il Giornale”.
Libri e varie...


A onor del vero, scrive Zacché, l’indagine sul gruppo bancario di Francoforte è vecchia di due anni, avviata dalla Procura pugliese di Trani (già attivasi in altri procedimenti finanziari come per esempio quello contro le agenzie di rating). E nel settembre scorso è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, con i magistrati pugliesi pronti a chiedere il rinvio a giudizio di cinque banchieri che guidavano il gruppo nel 2011 (tra cui l’ex presidente Josef Ackermann e gli ex ad, Anshuman Jail e Jurgen Fitschen) e della stessa Deutsche Bank. Poi però non se n’era saputo più nulla.

Ora invece si apprende che l’indagine è stata trasferita a Milano dalla Corte di Cassazione, per motivi di competenza territoriale, su richiesta dei difensori della banca. “Come noto – ricorda il “Giornale” – la vicenda riguarda la forte riduzione negli investimenti in titoli di Stato italiani avvenuta nei primi sei mesi del 2011, quando Deutsche Bank smobilitò 7 dei circa 8 miliardi dei Btp che deteneva, comunicando tutto soltanto il 26 luglio”. Una notizia bomba, tanto che il “Financial Times” titolò in prima pagina sulla “fuga degli investitori internazionali dalla terza economia dell’Eurozona”.

Ora, l’indagine che i pm milanesi hanno riaperto, ricostruisce l’intera serie di operazioni decise dalla banca tedesca. E, secondo l’accusa, emergerebbe che già alla fine dello stesso mese di luglio del 2011, Deutsche Bank aveva ripreso a comprare Btp (per almeno due miliardi) senza annunciarlo, mentre altri 4,5 miliardi di titoli italiani erano posseduti da un’altra società tedesca acquisita nel 2010 dalla stessa mega-banca.

Il 26 luglio, dunque, “Deutsche Bank comunicò le vendite avvenute entro il 30 giugno, ma non gli acquisiti successivi”, avendo quindi “venduto prima del crollo dei prezzi, e ricomprato dopo”. Una speculazione “che sembra aver fatto perno sulla crisi finanziaria italiana, causandone poi anche quella politica”.

Mario Monti, incaricato da Napolitano, ha così avuto modo di fare quello che i “mercati” (la Germania) chiedevano da tempo: demolire la domanda interna del paese, il cui Pil è crollato di colpo del 10% insieme alla produzione industriale, calata vertiginosamente del 25%, aprendo la porta all’acquisto, a prezzi di saldo, di alcune tra le migliori firme del “made in Italy”.

Naturalmente TG e media di regime hanno nascosto la verità agli italiani su tutta questa vicenda, ma ora finalmente qualcosa sta cambiando.

Articolo di Maurizio BlondetRivisto da Conoscenzealconfine.it


Fonte: https://www.maurizioblondet.it/spuntano-carte-e-prove-bollenti-crolla-limpero-di-napolitano-tg-e-media-di-regime-nascondono-la-verita-agli-italiani-sullo-spread/
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CARO AMICO CHE HAI LA PARTITA IVA







TOLLERANZA ? BASTA! E' RAZZISTA ANCHE LEI ??????


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Ascoltate questa donna nigeriana, chiedo ai buonisti pidioti : è razzista anche lei?

lunedì 16 luglio 2018

AFRICA FRANCOFONA CONTRO CROAZIA


La vittoria della Francia grazie a tanti giocatori africani, conferma che gli africani potrebbero riscattare l’Africa dalla povertà se adeguatamente formati

Cari amici, pur non seguendo il calcio, ieri per ragioni tutt’altro che calcistiche, ho sperato nella vittoria della Croazia. So bene che la realtà del calcio-impresa e dei giocatori-miliardari si presta poco a considerazioni di natura politica e ancor meno morale, ma ho percepito la finale come un confronto tra due contrapposti modelli sociali, il multiculturalismo globalista della Francia e il nazionalismo localistico della Croazia.
Nella Nazionale della Francia 17 giocatori su 23 sono di origini extra-francesi, di cui 15 originari dell’Africa. Diversi di loro non cantano la Marsigliese, I’inno nazionale, all’inizio della partita. Viceversa i giocatori croati, prima di scendere in campo, scandiscono all’unisono nello spogliatoio "Za dom, spremni!", "Per la Patria, pronti!". Il che, per me, non significa rifiuto dello straniero, ma piuttosto apertura allo straniero da una posizione di forza, certi e orgogliosi di chi siamo.
Così come sono favorevole alla micro-dimensione della Croazia che ha poco più di 4 milioni di abitanti, rispetto alla relativa macro-dimensione della Francia che ha quasi 65 milioni di abitanti.
Ho riflettuto inoltre sul fatto che mentre tanti campioni presenti nelle Nazionali di Francia, Belgio e Inghilterra sono di origine africana, tutte le Nazionali dell’Africa che hanno partecipato ai Mondiali, Egitto, Marocco, Nigeria, Tunisia e Senegal, sono state eliminate al primo turno. Per me significa che gli africani potrebbero eccellere se avessero ciò che manca all’Africa: una adeguata formazione. Così come dei giocatori africani, sicuramente dotati per loro natura ma adeguatamente formati, rappresentano la carta vincente delle Nazionali europee, più in generale i giovani africani adeguatamente formati potrebbero diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi e riscattare l’Africa dall’assurda situazione di un Continente ricchissimo con popolazioni poverissime.
Infine mi ha colpito la riflessione pubblicata dall’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), che ha elevato il giocatore Paul Pobga, centrocampista del Manchester United e della Nazionale francese, a modello di musulmano europeo ed emblema dell’islam che trionfa in Europa e nel mondo. Alhamdulillah, grazie ad Allah.
Personalmente, tra multiculturalismo dilagante e crescente islamizzazione dell’Europa, sono tutt’altro che felice. Il calcio è il calcio e la festa dei tifosi va benissimo. Ma la realtà è ben più seria e ci impone di mobilitarci per salvare la civiltà decadente di quest’Europa che ha perso e si vergogna delle proprie radici, fede, identità e tradizione cristiana.

Magdi Cristiano Allam
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«La Pianura Padana è una camera a gas»

Il meteorologo Luca Mercalli dalle colonne del quotidiano La Stampa lancia l'ennesimo appello-denuncia. La Pianura Padana è ormai una camera a gas, basta produrre, consumare, inquinare e crescere senza rispetto per nulla. Terra Nuovasostiene Mercalli e il suo appello: per favore, ascoltiamolo.
Tra automobili, riscaldamenti domestici accesi nonostante il caldo tardivo e disastrosi incendi boschivi nelle valli alpine, in ottobre l’intera pianura Padana si è trasformata in una camera a gas. Con la bassa ventosità, in un «catino» chiuso su tre lati da Alpi e Appennini polveri sottili, ossidi di azoto, benzene, monossido di carbonio e altri composti tossici si accumulano giorno dopo giorno.


L’inquinamento c’è anche a Roma o a Napoli, ma sulle coste o in altre situazioni geografiche più favorevoli basta una brezza marittima a disperderlo, mentre la Valle Padana per la sua conformazione conquista il primato di una delle aree con l’atmosfera più malsana d’Europa.

Abbiamo trasformato in discarica il sottile strato d’aria in cui viviamo e respiriamo, come d’altra parte tutti gli altri ambienti terrestri fino agli oceani e ai ghiacciai polari. Pioggia e vento possono dar temporaneo sollievo, ma spostano soltanto il problema altrove, e al ritorno di condizioni meteo calme e stabili lo smog si ripresenta puntuale.

Ne sentiamo parlare tutti gli anni, almeno dal 1950. È un sintomo di un grave malanno che ci si ostina a voler curare con palliativi: blocchi del traffico di qualche giorno, consigli di utilizzo dei mezzi pubblici, un grado in meno nella temperatura delle case. La grave patologia che lo smog manifesta per tutti i venti milioni di abitanti della Megalopoli padana è invece il raggiungimento dei limiti fisici del nostro operare. Con lo smog, che non è solo fuori di noi, ma entra dentro di noi e ci avvelena, l’ambiente ci avverte che lo stiamo sovrasfruttando, compromettendone i processi fondamentali per la nostra vita, dal clima alla biodiversità.

Il segnale che ci porta il fumo padano è forte e chiaro: non possiamo più aggiungere, crescere, produrre, consumare e scaricare a oltranza, costruire case, autostrade, capannoni e viaggiare compulsivamente su mezzi alimentati a combustibili fossili. Abbiamo raggiunto la saturazione, dobbiamo al più presto rallentare la corsa e stabilizzarci in una condizione sostenibile. Occorre rivedere il modello economico dei consumi e dei trasporti, e domandarci intanto perché viaggiamo così tanto.


E’ davvero indispensabile tutto questo nostro formicolare per migliaia di chilometri? Possiamo rinunciarvi, almeno in parte? A cominciare dal superfluo, come la logica del low-cost che ci porta a volare per un caffè a Londra con la stessa disinvoltura di un giro in bici al parco.Poi, ci sono soluzioni come il telelavoro, applicato anche solo un paio di giorni alla settimana laddove possibile tra gli impiegati nel terziario, così come la mobilità elettrica, basata su energia prodotta il più possibile da fonti rinnovabili, che produrrebbero miglioramenti tangibili della qualità dell’aria. Ma se la tecnologia può dare una mano a risolvere qualche problema, ricordiamoci che il nostro orizzonte segnato da una cappa brunastra ci indica da oltre mezzo secolo che quella della crescita infinita non è una direzione sicura verso la quale dirigerci.

Da La Stampa


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sabato 14 luglio 2018

L'Italia "farà crollare le élite e rinascere gli stati nazionali". Parola di Bannon






L'ex capo stratega di Trump intervistato da Libero: "In Italia primo governo di unità del mondo"
L'Italia "è diventato il paese di riferimento della rivolta nazional-populista contro le élite"; il "Reich" della cancelliera tedesca Angela Merkel "è finalmente prossimo alla caduta"; Donald Trump "continuerà a difendere gli interessi Usa nel mondo, ma basta con la Guerra fredda alla Russia"; Vladimir Putin, "un ex del Kgb che ha abbracciato la causa nazionale e la Chiesa ortodossa e perciò viene demonizzato dalle élite europee e americane; George Soros e "quelli come lui sono il nemico numero uno di tutti i populisti". Lo dice in una intervista a Libero Steve Bannon.



La fine dell'era Merkel

Secondo l'ex consigliere strategico della Casa Bianca il Consiglio europeo del 28-29 giugno scorso "ha ulteriormente acuito le tensioni interne all'Ue. La cancelliera Merkel vede scricchiolare il suo enorme potere, mentre in Italia abbiamo un governo per la prima volta populista". Potrebbe essere la linea di questo governo a cambiare la storia europea? "L'inizio della fine del regno della Merkel in Europa è ormai prossimo, mentre credo che la fine del suo regno in Germania sia già arrivata. La cancelliera è in guerra con il suo stesso partito, sta subendo un'emorragia di voti verso Alternative für Deutschland e non è stata in grado di ottenere un accordo reale nelle riunioni Ue della scorsa settimana".



"In Europa comanda solo chi agisce"

Per Bannon "è chiaro che in Europa comanda davvero solo chi agisce. Come Salvini in Italia, Orban in Ungheria, i leader di tutto il gruppo di Visegrad e persone come Seehofer in Germania" e "l'idea di avere confini forti e una leadership forte, come quella di Matteo Salvini e del governo populista italiano, sta avanzando ovunque". Bannon considera Matteo Salvini e Luigi Di Maio "persone incredibilmente intelligenti, politicamente abili e laboriose. Finché gli uomini di questi due partiti continueranno a lavorare nell'interesse del popolo italiano, non vedo perché dovrebbero avere problemi o perdere consensi nel prossimo futuro. Ma la Lega non pensi che la sua attuale popolarità dovrebbe portarla a richiedere elezioni anticipate. Credo che ciò che Lega e 5 Stelle hanno fatto sia storico: unire nord e sud, sinistra e destra, populisti e nazionalisti nel primo vero governo di unità del mondo".

"La principale minaccia a partiti e governi nazionalisti populisti in Europa - avverte - non è Bruxelles, ma le ong e i loro apparati mediatici finanziati da George Soros, anni di supporto per l'assalto all'informazione libera. Ogni populista e ogni nazionalista in Europa dovrebbe individuare i propri nemici". Per l'ex consigliere di Trump, "non necessariamente si deve parlare di caduta dell'Ue. Si deve invece parlare degli Stati nazione e dei loro governi che lavorino nel migliore interesse della loro gente. Se la Commissione europea e il Consiglio dei ministri vogliono cambiare l'Ue, possono farlo e probabilmente così facendo la salverebbero. Ma ora sono intenzionati soltanto a creare un'Europa a loro immagine".


Conclusione sul suo ritorno in Italia: "Amo l'Italia, specialmente Roma. Tornerò molto presto e non vedo l'ora di immergermi nell'affascinante atmosfera politica, così come nella storia e nella cultura. L'Italia è il centro di questa rivolta nazionalista populista".
https://www.agi.it/estero/bannon_stati_nazionali-4104741/news/2018-07-04/
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DOBBIAMO RIAFFERMARE LA NOSTRA IDENTITA' NAZIONALE

Ogni tanto parlo di politica perché... nonostante sia stato sottoposto anch’io per decenni al bombardamento mediatico/culturale che mira a creare servi, burocrati mediocri e nani psicologici... nonostante a scuola, fin da tenere età, sia stato condizionato a obbedire e a non prendere iniziative... nonostante la mia intelligenza sia stata valutata per decenni in base alla mia capacità di ripetere a memoria ciò che i professori della cultura dominante volevano sentirsi dire... il mio spirito non si è ancora sopito e io non sono ancora morto dentro, come è invece accaduto a quasi tutti quelli delle ultime generazioni.



Qualche anno fa, nel mio libro La Rinascita Italica (che prima o poi tornerà in commercio, ve lo prometto) dicevo: «Solo uomini e donne che nel loro Cuore hanno posto il futuro della nazione davanti agli interessi personali, potranno costruire una nazione con un futuro.Chi vuole prendere parte alla riedificazione dello Spirito Italico deve dimostrare di non essere più autocentrico nei propri interessi e di saper mettere le proprie qualità al servizio dell’intera comunità, come un Samurai che non combatte per se stesso ma mette la spada al servizio del suo signore».


Proprio non me la sento di stare in disparte a coltivare il mio giardino, nella speranza che il Sistema non si abbatta mai con il suo pesante martello sulla mia testa. Preferisco muovermi incontro al nemico. Non sono nato per fare la fine dell’agnello a Pasqua. Intorno a me, nell’ambiente della spiritualità, è pieno di persone che si sono ritagliate la loro nicchia e si permettono di dire «a me la politica non interessa... io mi devo occupare di altro...». Si nascondono nelle fogne, sperando non arrivi mai Il Grande Derattizzatore. Credono di poterla esorcizzare ignorandola. Il futuro dimostrerà che si sbagliano.


Fermo restando che ognuno di noi ha comunque una missione diversa su questo pianeta – e non tutti hanno il compito di candidarsi alle elezioni – in ogni caso... meno te ne occupi... più la politica si occupa di te, qualunque mestiere tu svolga. Prima o poi viene a cercarti nel tuo giardino dorato per disturbare il tuo sonno e spezzare il tuo sogno. Ciò che è recentemente accaduto con la questione dell’obbligatorietà dei vaccini dovrebbe servire da monito. Le decisioni non vengono prese dai meditanti dell’ambiente new-age (ve ne siete accorti?), bensì da coloro che stanno al Governo. Come ebbi modo di dire in un discorso tenuto a Roma tanti anni fa: «Se noi non facciamo politica, la politica ce la fanno addosso».


Nel post Cosa vota Salvatore Brizzi ho spiegato qual è il programma politico che nei prossimi anni può provocare un riequilibrio energetico utile alla nostra ripresa come nazione. La ripresa economica e sociale può essere unicamente conseguenza d’un mutamento energetico. Dobbiamo ricostituirci sul piano energetico, riaffermare la nostra identità in Europa e nel mondo, altrimenti stazioneremo ancora a lungo nelle sabbie mobili, come abbiamo fatto finora, grazie ai governi-ombra degli ultimi anni. Siamo come un adolescente che deve dimostrare di essere divenuto adulto.
Questo si aspettano da noi i maestri di Shamballa.



Per questo motivo in alcuni punti del programma insisto sul concetto di “mantenimento dell’identità”. Lui stesso non lo sa, ma il lavoro di “riappropriazione dei confini” che sta portando avanti Matteo Salvini rientra nel percorso di riacquisizione dell’identità nazionale che la Fratellanza di Shamballa vorrebbe per l’Italia... e non è un caso che venga ferocemente ostacolato dalla stampa di regime e dalla cultura di regime, i quali puntano a una disgregazione delle nazioni, con il fine di renderle più vulnerabili. L’affermazione della propria identità permette a una nazione di divenire più forte. Chi è forte può aiutare il prossimo e può fare da esempio, ma chi viene indebolito non può aiutare né se stesso né gli altri: è destinato a fare riferimento a un potere più grande e divenirne schiavo.


Scrivevo in La Rinascita Italica: «L’euro è stato un attacco, molto ben riuscito, all’autonomia degli Stati nazionali europei. Ammettere il fallimento dell’euro e fare un passo indietro non significa necessariamente rinunciare a una cooperazione fra gli Stati. Invece d’un’unione monetaria disfunzionale possiamo promuovere un’Europa delle Patrie, formata da Stati amici che collaborano fra di loro, senza per questo rinunciare all’identità nazionale... che è la vera forza dell’Europa. Così come individui risvegliati e indipendenti possono formare una comunitàanziché un branco, allo stesso modo un gruppo di nazioni che non ha rinunciato alla sovranità nazionale può dare luogo a una Comunità di Patrie anziché a un branco di popoli dominati dagli interessi delle banche internazionali.


Un’azione violenta e disgregatrice delle identità sia nazionali che personali – che si maschera dietro il termine “globalizzazione” – persegue la cancellazione delle memorie culturali delle singole nazioni. Essere “cittadino del mondo” non significa non avere più Patria e non percepire più la propria cultura d’origine. I differenti popoli e le diverse culture devono collaborare fra di loro, integrarsi, prendere il meglio l’una dall’altra... ma non scomparire. La ricchezza d’una civiltà risiede nella diversità delle culture che la compongono. Ed è proprio questa preziosa diversità che, in nome della globalizzazione, si vuole uccidere oggi. Su questo fraintendimento, inoltre, si gioca nell’additare come “di estrema destra” chiunque s’opponga fieramente alla frantumazione delle sue radici culturali. Che io venga indicato come “razzista” perché non voglio smettere di sentirmi italiano – un individuo unico, il cui attuale modo di pensare è anche frutto d’una storia millenaria fatta di Politica e di Arte – è una violenza nei confronti della mia stessa identità, che in tal modo, in nome dell’uguaglianza, viene ridotta a mero numero, un numero che non possiede più un passato e, di conseguenza, nemmeno un futuro».


Le quattro atlete di colore che hanno vinto l’oro nella 4x400 ai Giochi del Mediterraneo, sono italiane? Io vi dico che quattro italiane non avrebbero mai vinto quell’oro. Se quattro atlete di colore nate in Giappone avessero vinto un oro in una staffetta mondiale, potremmo forse affermare che i giapponesi sono i più forti del mondo in quella specialità? Forse dovremmo ridefinire alcuni concetti: è sufficiente essere nato in Giappone per essere giapponese, anche se io sono africano? Ossia, l’identità genetica conta qualcosa al fine di definire l’appartenenza d’un individuo a una nazione? Io sono aperto a tutto, basta mettersi d’accordo. Per esempio, io gli atleti non li farei più gareggiare per nazione, bensì come singoli. Non potendo più definire in maniera chiara l’appartenenza a una patria, è meglio che ognuno gareggi per sé.

E la successiva domanda è: poiché dico questo... sono uno sporco razzista? Ma di tale argomento ho già ampiamente parlato nel mio post sull’atleta “italiana” Fiona May: Chi è il cittadino?


«Nel rispetto d'un insidioso “razzismo al contrario” dovrei vergognarmi di sentirmi italiano, di voler ancora distinguermi, di non voler scomparire nella massa multietnica indifferenziata dove l’essere umano è trattato alla stregua d’un codice a barre: «Non ci interessa quali sono la tua cultura, il tuo colore e le tue radici, ma solo che tu acquisti i prodotti della globalizzazione e paghi le tasse!».


Lo stesso discorso può esser fatto circa l’identità sessuale, anche questa volutamente messa in dubbio e in crisi, soprattutto fra i più giovani. Qui il messaggio culturale oramai da diversi anni è: nell’era del progresso ognuno ha diritto di scegliere se essere uomo o donna, il sesso del tuo corpo non ti deve condizionare!
A Londra è nata la prima clinica per affrontare la cosiddetta “disforia di genere”. Ha avuto in "trattamento" 50 tra bambini e adolescenti cui vengono iniettati ormoni che bloccano lo sviluppo, in attesa che decidano quale sesso "scegliere". Un'aberrazione psicologica e un falso scientifico che si configura come una violenza, al pari di quella sessuale, sul corpo e sulla psiche di innocenti.



Che i miei gusti e le mie abitudini non siano più distinguibili da quelle d’un francese, un tedesco o un algerino non costituisce evoluzione, bensì involuzione, in quanto anziché avanzare dallo stadio di individuo a quello di comunità – dove ognuno mantiene la propria identità agendo al contempo per il Bene Comune – si retrocede dallo stadio di individuo a quello primitivo di “branco indifferenziato” – dove non c’è più identità e le decisioni vengono prese dal capobranco, ossia, in questo periodo storico, un governo occulto e sovranazionale».


Se voi vi sentite spiritualmente pronti per perdere la vostra identità, ben venga. Secondo me vi state prendendo in giro, ma questo è un altro discorso, che affronteremo un altro giorno. In ogni caso, sappiate che la nazione non è pronta, evolutivamente deve ancora acquisire una vera identità, ed è questo che interessa i maestri. Nella crescita dell’individuo, così come delle società, esistono delle tappe che non possono venire saltate: non puoi costringere un bambino, che deve sviluppare il senso del possesso, a regalare i suoi giocattoli, solo perché tu sei un genitore affetto da newageismo. Se non permetti al bambino di strutturare in maniera sana il suo ego, dandogli una famiglia e un territorio entro il quale sentirsi al sicuro, sarà un adulto pieno di paure e insicurezze. E questo, qualcuno, lo sta facendo in scala globale con le nazioni. Qualcuno, una Gerarchia Oscura, che ben conosce gli stati energetici e i livelli evolutivi delle nazioni e delle folle, e sa come manipolarli per i suoi scopi.


Gli stessi che sbraitano in favore dell’accoglienza e vedono razzisti, fascisti e xenofobi ovunque, non stanno accogliendo proprio nessuno in casa loro. E questo è giusto, in quanto anche loro, come tutti gli altri, non sono pronti per l’accoglienza, se non a parole. Non sono però in grado di riconoscerlo e inconsciamente odiano questa loro incapacità. Vorrebbero essere accoglienti, ma non ci riescono. Questo mancato riconoscimento genera la rabbia con cui si scagliano verso Salvini o chiunque sostenga il suo lavoro. Basterebbe facessero pace con se stessi, allora si unirebbero all’altra metà della nazione e insieme si troverebbero presto delle soluzioni pratiche, in quanto la contrapposizione fra le due fazioni si arresterebbe e la frequenza vibratoria della nazione muterebbe. Ma adesso sto chiedendo troppo; i maestri stessi non pretendono che riusciamo a fare già così tanto. D’altronde loro non hanno fretta.


Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

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giovedì 12 luglio 2018

la catalogazione degli “idioti”


Probabilmente il sig. Gurdjieff ha ideato la catalogazione degli “idioti”, con il famoso “brindisi agli idioti”, allo scopo di indicare la caratteristica principale della persona, il carattere distintivo della personalità, la sua maschera, l’ostacolo maggiore – e in questo sta l’idiozia – per una crescita oltre la personalità, verso la vera essenza, ciò che egli chiamava l’anima. Gli idioti sono 18, dall’ “idiota ordinario” all’ “idiota logaritmico”, ed ognuno di essi presenta una caratteristica ben definita. E tu, che “idiota” sei?


(si ringrazia la rivista portoghese “Tentaculo”, da cui è estratto questo scritto)







L’idiota ordinario
Tutto psichismo, niente essenza. Cerca conforto, evita pressioni a tutti costi. Ordinario in tutti i sensi.


Il super idiota
Pieno di emozioni. Si sente superiore agli altri. Ha molti bisogni e tutti sono più importanti di quelli altrui. Non è capace di parlare di sé, ponderare, esaminare, pensare in modo razionale. Passa sopra tutti e tutto. Ha dei frequenti squilibri emozionali e la sua volontà è l’unica ad essere ubbidita.


L’arci-idiota
Segue la routine come un orologio. Totalmente prevedibile ma non fidato, a meno che si prendano delle precauzioni contro le sue debolezze e abitudini. Non riesce mai a finire qualcosa.


L’idiota senza speranza (disilluso)
Si prende pena solo di sé stesso, è incapace di vedere la sofferenza altrui.


L’idiota compassionevole
Si prende compassione degli altri, vede la sofferenza degli altri più grande della propria e non riesce ad aiutare se stesso. Tende a negarsi personalmente o nulla.


L’idiota strisciante
Non ha pietà di sé né degli altri. Non accetta aiuto e quando questo gli è dato, si sente a disagio e colloca una maggiore distanza fra lui e la fonte di aiuto.


L’idiota scatolato
Coglie lampi di verità, ma non cambia nulla dentro di sé. Incomincia a vedere, ma non ha volontà, è restio o incapace di avere un obiettivo reale.


L’idiota totale
Vede il proprio “io” reale e lo riconosce come un semplice cumulo di abitudini inconsce. Si vede vorticare nel ciclo della vita e dell’esistenza e può avvertire i risultati di un lavoro incessante e ripetuto. Tuttavia, nonostante sia totalmente cosciente di sé in quanto essere essenziale, non può agire veramente.


L’idiota a zig-zag
Inizia una lotta disperata per liberarsi dalla oppressione della mente. Costui è dominato dai bisogni sociali e culturali, ma la lotta ha avuto inizio. Si muove da un lato all’altro a zig-zag perché non riesce ad andare in linea retta per via del suo psichismo. Solo la battaglia attira la sua attenzione. Dimentica tutto il resto


L’idiota illuminato
Conquistata la libertà, si è liberi dalle sofferenze e dalle esigenze della psiche. È in uno stato di essenza attiva, ma è alla ricerca della scelta di una via.


L’idiota che dubita
Anche se è libero dalle esigenze della psiche, l’universo è infinito e inconoscibile. “Quella formichina sono io! La libertà stessa ha i suoi limiti!”


L’idiota imbecille
Rifiuta la fuga e la liberazione personale, e si rivolge al mondo per ottenere potere e riconoscimento, condividendo con altre persone, ma alla sua maniera e nei suoi termini. Desidera essere il signore del mondo.


L’idiota capace
Talentuoso e dotato di una mente fortemente sviluppata, è capace di fare e agire senza dover pensare o dare troppe spiegazioni. È un artigiano o un artista.


L’idiota benevolo
È capace di aiutare gli altri in modo concreto e allo stesso modo è capace di una vera misericordia, e non di una compassione immaginaria e inefficace.


L’idiota immobile
Non cerca di fuggire né di avvicinarsi alla fonte di aiuto. È capace di ricevere e canalizzare gli aiuti dalle fonti e dai poteri superiori.


L’idiota al quadrato
Deliberatamente crea ostacoli e pressioni insormontabili.


L’idiota al cubo
Sviluppa la coscienza di sé, creando deliberatamente ostacoli e pressioni per le altre persone, malgrado il suo desiderio di pace e di quiete.


L’idiota logaritmico
Deliberatamente crea il paradosso di tentare di trasmettere la conoscenza agli altri. Tenta di guidarli attraverso il Corridoio della Follia, sapendo che è impossibile aiutare là nelle profondità dei loro ‘io’.




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