la realta' è un'altra

la realta' è un'altra
SII UN RIBELLE E SPEZZA LE CATENE DEI CONDIZIONAMENTI REPRESSIVI

giovedì 24 aprile 2014

DEMOCRAZIA DECREPITA

Si parla tanto di postdemocrazia…Cosa pensi a riguardo?
Non esiste una pre verità ed una post verità, come non esiste una pre democrazia ed una post democrazia, esista una verità ed una democrazia. Giocare con le parole, travisandone il senso per farne proprio uso e consumo, è lo strumento del potere per cancellarne il significato. La democrazia è la sovranità del popolo che si esprime tramite i suoi rappresentanti, la democrazia è rispetto dei diritti, a partire da quelli dei ceti più deboli, delle persone in difficoltà, è trasparenza ed onestà…tutto il resto sono chiacchiere senza senso.


Deficit di democrazia e neoliberismo vanno di pari passo?


Il neoliberismo, come lo stesso liberismo, sono la concreta sopraffazione delle variegate caste di potere, sull’interesse generale, sociale, umano, ambientale. Tutto è sottomesso al profitto, senza alcuna moralità, senza alcuna attenzione ad un futuro possibile e vivibile…il neoliberismo è fascismo, dittatura del profitto sulla vita di intere popolazioni.


Cosa ha significato per te la rielezione di Napolitano?


Napolitano è l’emblema di una classe politica ormai decrepita, un cancro della democrazia italiana. I suoi atti e fatti sono il percorso di un individuo che non ha mai rispettato né la Costituzione né i reali interessi del paese. Un burocrate di vecchio stampo che ha tessuto la tela della sua rielezione per finire quel lavoro che si era prefisso, modificare la Costituzione ed impedire che in Italia il popolo riesca a riavere voce in capitolo. La sua rielezione è stato il punto più basso raggiunto dalla nostra democrazia, uno schiaffo in faccia a chi è morto ed ha lottato per cambiare questo paese, per liberarlo dalla dittatura, per farne una democrazia compiuta.


Il “terremoto 5 Stelle” fino a che punto è stato una “scossa” per la democrazia rappresentativa in Italia?


Non esiste più una “democrazia rappresentativa” come inteso nella Costituzione italiana, se mai è esistita. I partiti, la casta, eseguono il proprio mandato tradendo, sistematicamente, le promesse fatte in campagna elettorale, disattendendo i referendum, cambiando casacca a proprio uso e convenienza. Il M5S ha avuto il pregio di riportare al centro della discussione il vincolo di mandato, l’obbligo, per chi viene eletto, di rispettare le promesse date, di confrontarsi con i cittadini sulle nuove questioni. Certo per ora il percorso è solo all’inizio, ma mi fanno ridere quei partiti che contestano la validità delle votazioni online del Movimento e, contemporaneamente, cancellano i risultati dei referendum, come quello sul finanziamento ai partiti, sull’acqua pubblica e via dicendo, e, inoltre, si appropriano del governo del paese senza passare per le elezioni, ma sentendosi autorizzati a farlo da una farsa, come le famose “primarie”, dove più di una volta sono stati rilevati evidenti brogli e che interessa meno del 5% dell’elettorato intero. Il “sistema” casta si difenderà sino alla fine, anche se è stato costretto ad affrontare quei temi su cui il Movimento 5 stelle ha improntato la sua campagna elettorale…sperare che siano veri segnali di cambiamento è come sperare che l’intero sistema, improvvisamente, cambi e diventi onesto…sinceramente non credo né a Renzi né ai partiti.


Per te cosa vuol dire democrazia diretta?


Una maggiore partecipazione del cittadino alle scelte politiche sotto tutti gli aspetti, sia legislativo, che amministrativo. Non esiste che vengano prese decisioni contro il bene comune. Tav, Muos, Tap, lo Stato deve spiegare perché certe cose vanno fatte, quali sarebbero gli interessi collettivi che con queste opere si raggiungerebbero, quali i costi, quali le ricadute sull’ambiente, sull’economia del posto e dell’intera nazione, ed il parere del cittadino dovrebbe essere vincolante. In Italia si prendono decisioni non solo senza consultare la gente, ma spesso a suo danno. Il segreto di Stato posto sulle dichiarazioni di Schiavone, riguardo al sotterramento dei rifiuti in Campania, non trova alcuna giustificazione in un supposto interesse pubblico. Il silenzio dello Stato ha, infatti, provocato centinaia di morti, non è stata approntata nessuna misura né di contenimento del problema né di salvaguardia del diritto alla vita, diritto inviolabile. Ma la democrazia diretta va conquistata con la partecipazione attiva alle scelte, alle emergenze, ritrovando quello spirito civico che il nostro paese sembra aver smarrito nei meandri di una corruzione diffusa e capillare, etica e materiale.


Stefano Federici - http://www.ilpasquino.net/


http://systemfailureb.altervista.org/stefano-federici-su-deficit-di-democrazia-e-democrazia-diretta/
http://altrarealta.blogspot.it/

il PD è contro il reddito di cittadinanza

"Renzi(e, ndr) ribadisce ancora una volta con assoluto cinismo il suo netto NO al reddito di cittadinanza o al reddito minimo garantito dimostrando di non aver capito niente come al solito. Renzi(e, ndr) afferma: "sono contrario al reddito di cittadinanza perché non sono d'accordo sul fatto che crei posti di lavoro". Questa dichiarazione non fa altro che confermare l'assoluta inadeguatezza di Renzi(e, ndr), infatti, il reddito di cittadinanza o il reddito minimo garantito è un ammortizzatore sociale destinato a coloro che si trovano drammaticamente fuori dal mercato del lavoro e sono sprovvisti di un qualsiasi reddito necessario al proprio sostentamento. Renzi(e, ndr) conferma in pieno la linea del pd che preferisce l'indigenza e i suicidi piuttosto che erogare un reale aiuto umanitario a nostri connazionali disperati in condizioni di estrema difficolta'. 

il prossimo mese di maggio riflettete bene sullo spietato cinismo di certi vergognosi rifiuti quando vi troverete all'interno della cabina elettorale." Marco T.
http://altrarealta.blogspot.it/

IL NUOVO CHE AVANZA

Reddito zero: ecco da chi è composto l’esercito

C’è chi ha perso il lavoro, chi studia, chi vanta un reddito autonomo sotto i 5mila euro all’anno. C’è la moglie separata che percepisce l’assegno dal marito, c’è il capofamiglia disoccupato senza risparmi in banca e senza un’abitazione di proprietà. C’è anche chi percepisce una pensione minima. C’è pure il commerciante sommerso dai debiti o chi guadagna una somma che non copre nemmeno il mutuo.

Sono quelli che – evasori a parte – in mano hanno quanto basta appena a vivere. Che, per inciso, non è nemmeno vivere.

Vi presento l’esercito dei redditi zero. In Italia è un esercito corposo, fatto di milioni di persone, stretto a falange dalla crisi economica ed equipaggiato da ausili e servizi statali sempre più incerti. Sono i fanti e cavalieri che ogni giorno sfilano alla mensa della Caritas. Che sperano che presto o tardi (se non è troppo tardi) qualcuno si accorga di loro. Che, quando hanno perso la speranza sono anche capaci di farla finita. E solo in quel caso finalmente finiscono sul giornale.

È l’esercito di chi, evidentemente, non ha combinato nulla nella vita.

Già. Lo sostiene mica l’ultima arrivata. La condottiera di questo determinismo d’avanguardia è
Alessia Morani, brillante avvocato urbinate di 38 anni, eletta deputato nel febbraio 2013 nelle fila del Pd, membro della Commissione giustizia della Camera e oggi responsabile giustizia (non sociale, “evidentemente”) all’interno dell’ufficio di segreteria del partito.

È lei che, intervistata in diretta tv a La7, commentando i redditi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, dall’alto della sua carriera, delle quattro proprietà immobili e di un guadagno di 47mila euro(nel 2012, ora sarà maggiore grazie all’approdo a Montecitorio), fa presente che “non è un ufficio del lavoro il Parlamento. Chi è a reddito zero, evidentemente, nella sua vita precedente non ha combinato granché”.

In studio “evidentemente” non c’è nessuno che vive a reddito zero o che dichiara reddito zero. E, se c’è, in quel momento non ha voglia di combinare granché. Fatto sta che la deputata Alessia Morani continua con una blanda ritirata: “siccome ritengo che in parlamento ci debba essere qualcuno con un portato di esperienza professionale o politica, un reddito zero forse non è un grande indicatore di esperienza”.
Gentile avvocato, gentile deputato, gentile responsabile giustizia del Pd, gentile membro della Commissione giustizia della Camera, far corrispondere a un indicatore economico la capacità di sedere dove sta lei è esattamente il contrario del principio di rappresentatività su cui si fonda una democrazia.
Gentile avvocato, gentile deputato, gentile responsabile giustizia del Pd, gentile membro della Commissione giustizia della Camera, gentile persona che in questa vita o in quella precedente ha combinato qualcosa, ci sono redditi zero che hanno qualcosa che lei mai avrà, indipendentemente dall’esperienza politica o professionale. La capacità di vergognarsi.

di   Il FAtto Quotidiano
DEFICIENTE semplicemente deficiente come tutta la politica del PD un branco di deficienti che non si rendono conto di essere LORO la causa del reddito zero di milioni di persone LORO sono la causa di tutte le persone che si sono uccise negli ultimi anni con le loro politiche europeiste .
e questa indefinibile deputato del PD membro della Commissione giustizia della Camera e oggi responsabile giustizia , ha il coraggio di denigrare (chi secondo lei non avrebbero diritto  a un posto in parlamento) persone imprenditori e lavoratori che hanno portato il benessere in Italia negli anni della Lira portando il nostro paese quinta potenza mondiale, e ora si ritrovano a reddito zero per le situazioni avverse di una politica monetaria suicida imposta dal PD di Prodi 
questo è il nuovo che avanza, queste le donne di Renzi, questo è il PD
...FATE SEMPRE PIU SCHIFO!

Antar Raja



http://altrarealta.blogspot.it/

mercoledì 23 aprile 2014

IL RAZZISMO ANTI-ITALIANO della politica

Un mare di soldi e quel razzismo anti-italiano

Così come lo Stato commette un crimine condannando a morte le imprese imponendo il più alto livello di tassazione al mondo, allo stesso modo è un crimine dare miliardi di euro ai clandestini e agli immigrati nel momento in cui ci sono 4 milioni e 100mila italiani che non hanno i soldi per comprare il pane.

Proprio ieri mentre sbarcavano 1.200 clandestini in Sicilia, l'Istat ha certificato che 1.130.000 famiglie italiane hanno tutti i componenti disoccupati, con una crescita delle famiglie senza reddito da lavoro del 18% rispetto al 2012 e del 56% rispetto al 2011. Solo il costo dell'apparato navale ed aereo dell'operazione Mare Nostrum è di circa 10 milioni di euro al mese. Fino all'ottobre 2013 il pattugliamento delle coste ci costava 1,5 milioni al mese.

Dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa, dove ha tuonato l'invettiva «Vergogna!» per l'ennesima strage di clandestini, l'Italia ha aumentato di circa 7 volte le risorse finanziarie. Oltre a Mare Nostrum, destina a beneficio dei clandestini altre risorse ingenti: 1 miliardo e 668 milioni, costo del programma di contrasto dell'immigrazione «irregolare» (2005-2012); 331,8 milioni, costo del controllo delle frontiere esterne (2007-2012); 111 milioni, costo del Piano Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno; 60.754.218,86, costo del Fondo Europeo per i Rimpatri (2008-2012); 158.601.586,56, costi dei centri di accoglienza Cda, Cpsa, Cie, Cara (2011); 979.622,21, costo manutenzione Centri di identificazione ed espulsione (2011); 45.422.981, costo progetti di cooperazione con i Paesi terzi in materia di immigrazione (2012); 3.312.000.000, costo complessivo annuale della detenzione in carcere di 23mila stranieri di cui il 95% sono clandestini o irregolari.


Questo crimine viene perpetrato con la collusione di un apparato propagandistico che legittima l'immigrazionismo, un'ideologia che concepisce gli immigrati buoni a prescindere e ne favorisce l'arrivo in massa incondizionatamente, finendo per condannare come razzismo la difesa del diritto degli italiani a beneficiare in via prioritaria delle proprie risorse in Italia, persino quando gli italiani non hanno più garantito il diritto elementare alla vita nella nostra casa comune. Il lavaggio di cervello viene praticato dalle forze politiche che, idolatrando l'euro e la prospettiva degli Stati Uniti d'Europa, favoriscono l'avvento di una società antropologicamente globalista e culturalmente meticcia, governati dalla dittatura finanziaria e informatica. Concepiscono la persona come un semplice tubo digerente senz'anima; la vita come un ciclo di produzione e consumo della materialità senza un senso trascendente; la società come l'insieme di soggetti che si connotano come «quantità» e «numeri», spogliati della dimensione della «qualità» e delle «identità»; la cultura come l'annullamento della «verità» e l'azzeramento della «civiltà», sostituiti dal relativismo e dal multiculturalismo.


A favore dell'immigrazionismo sono schierati la sinistra, che ha sostituito il totalitarismo comunista con il totalitarismo europeista, i catto-comunisti, sopravvissuti alla selezione delle identità politiche, i liberali alla Mario Monti, che antepongono la moneta alla persona, i cattolici inclini a porgere entrambe le guance al nemico, il settore della Chiesa che predica l'accoglienza illimitata perché beneficia dei sussidi destinati agli immigrati e agli italiani poveri.
L'ideologia dell'immigrazionismo corretto s'impone a partire dalla censura delle parole: mentre ovunque chi varca illegalmente la frontiera nazionale commette un reato e lo si denuncia come clandestino, solo in Italia non è reato e lo si definisce in modo neutro come «migrante». 


Coloro che governano l'Italia e hanno il potere di plagiare la mente degli italiani sappiano che discriminando gli italiani in Italia, anteponendo l'interesse degli immigrati (quando vengono assegnate loro le case popolari, i sussidi sociali e i posti all'asilo nido) o investendo cifre stratosferiche a beneficio dei clandestini, stanno seminando i germi del razzismo. Oggi ci hanno imposto che si è razzisti se non si concede di tutto e di più agli immigrati e ai clandestini.
Ma il vero razzismo è quello che stanno subendo gli italiani in Italia. E il vero miracolo è che gli italiani non si siano ancora ribellati. Ma ormai siamo al limite della sopportazione!


facebook.com/MagdiCristianoAllam

http://altrarealta.blogspot.it/

domenica 20 aprile 2014

VORREI AVERLO FATTO I 5 rimpianti piu' grandi in punto di morte


Vi siete mai chiesti quale sarebbe il vostro più grande rimpianto se oggi fosse il vostro ultimo giorno di vita? Cosa vorreste aver fatto, cosa vi pentireste di non aver mai provato?

Bronnie Ware, un'infermiera australiana nella rete delle Cure Palliative per i malati terminali, che assisteva i moribondi nelle loro ultime 12 settimane, ha riportato per anni le loro ultime parole e desideri in un blog intitolato "Inspiration and Chai" che ha avuto un seguito talmente grande da convincerla a scrivere un libro intitolato “I 5 più grandi rimpianti dei morenti”.

Quando la Ware ha chiesto ai suoi pazienti di eventuali rammarichi, o su qualcosa che avrebbero fatto diversamente, sono venuti fuori molti temi comuni. Nessun accenno al non aver fatto più sesso o a non avere provato a fare sport estremi, ma il rimorso di non aver speso più tempo con la propria famiglia, coltivato le amicizie o cercato con più accortezza la via della felicità.

Questi i cinque più comuni rimpianti, secondo la testimonianza dell’infermiera:

5. Vorrei essere stato capace di rendermi più felice.

"Questo è un sorprendentemente comune a tutti. Molti non si rendono conto, finché non è tardi, che la felicità è una scelta. Sono rimasti bloccati nelle loro abitudini e nella routine. Il cosiddetto 'comfort' di familiarità si è espanso anche alle loro emozioni, perfino ad un livello fisico. La paura del cambiamento li fa fingere con gli altri e mentire a se stessi, convincendosi di essere contenti, quando nel profondo, non desideravano che ridere a crepapelle e un po’ di infantilità nella loro vita. "

4. Vorrei esser rimasto in contatto con i miei amici.

"Spesso non sono riusciti ad apprezzare quale privilegio magnifico fosse avere dei vecchi amici se non nelle loro ultime settimane e non sempre era stato possibile rintracciarli. Molti erano così concentrati sulle proprie vite che hanno perso per strada delle amicizie d'oro nel corso degli anni. Molti rimpiangevano profondamente di non aver dato alle amicizie il tempo e lo sforzo che si meritavano. Ognuno sente la mancanza dei propri amici quando sta morendo."

3. Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.

"Molte persone sopprimono i loro sentimenti in modo da mantenere il quieto vivere con gli altri. Di conseguenza, si accontentano di un’esistenza mediocre e non diventano mai chi erano realmente in grado di divenire. Come risultato, amarezza e risentimento diventano delle malattie che si sviluppano dentro. "

2. Vorrei non aver lavorato così duramente.


"Questo è venuto fuori da ogni paziente di sesso maschile che ho assistito. Si sono persi l’infanzia dei loro figli e la compagnia dei propri partner. Anche alcune donne hanno menzionato questo rimpianto, ma come se fossero di una vecchia generazione, molti dei pazienti di sesso femminile non erano stati capifamiglia. Tutti gli uomini che ho curato hanno rimpianto profondamente l’aver trascorso così tanto della loro esistenza a dedicarsi sfrenatamente al lavoro. "

1. Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita come volevo io, non quella che gli altri si aspettavano da me.

“Questo il rammarico più comune per tutti. Quando le persone si rendono conto che la loro vita è quasi finita e ripensano ad essa tirando le somme, è facile rendersi conto di quanti sogni sono rimasti insoddisfatti. La maggior parte delle persone non aveva realizzato nemmeno la metà dei loro sogni e doveva morire con la consapevolezza che era a causa di scelte che aveva compiuto. La salute offre una libertà di cui in pochi si rendono conto, fino a quando non la perdono.”

La Ware testimonia di come le persone alla fine della propria vita acquisiscano un’incredibile lucidità di visione e che noi tutti potremmo imparare dalla loro saggezza.

Come diceva il poeta Henry David Thoreau: “Vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto”.

Viviamo. Prima che sia troppo tardi.



http://www.newswiki.it/newswiki/salute/86-rimpianti-malati-terminali-alla-morte
http://altrarealta.blogspot.it/


Vorrei Averlo Fatto Bronnie Ware

Vorrei Averlo Fatto
I cinque rimpianti più grandi
Bronnie Ware

Compralo su il Giardino dei Libri


Avvicinai la sedia al letto di Lenny che giaceva addormentato e lessi per
un po’. Ma la mia mente era con lui. Dopo un poco si mosse e si accorse
che ero lì. Batté la mano sul letto in cerca della mia; gliela porsi. Sorridendo
scivolò nuovamente nel sonno e passò qualche ora. Di tanto in tanto si
muoveva e allora gli davo un sorso d’acqua o solo un bacio sulla mano.
“È stata una vita felice” disse piano nel silenzio, quando si svegliò. “È
stata una vita felice.” Si assopì di nuovo mentre lo guardavo amorevolmente.
Mi faceva male il cuore e qualche lacrima prese a scivolare lungo il mio
viso. Mi domandai perché non avessi optato per un lavoro più semplice
senza attaccamento emotivo. A volte era davvero troppo doloroso. Eppure
sapevo che un’altra attività non mi avrebbe offerto i doni che avevo ricevuto
grazie ai miei clienti.
“Mhmm, una vita felice” ripeté, aprendo di nuovo gli occhi stanchi e

sorridendomi. Vide le mie lacrime e mi strinse la mano. “Non preoccupar
ti ragazza mia, sono pronto.” La sua voce non era che un sospiro.
“Promettimi una cosa.”
Volevo singhiozzare, ma mi limitai a sorridergli attraverso le lacrime.
Non era un vero e proprio sorriso, solo il tentativo di una persona che
cerca di farsi coraggio senza riuscirci. “Certo, Len.”
“Non dare peso alle cose meschine. Non contano niente. Solo l’amore
conta. Se ti ricorderai che l’amore è sempre presente, allora avrai una vita
felice.” Il suo respiro si stava alterando ed era sempre più difficile per lui
parlare.
“Grazie di tutto, Len” riuscii a dire tra le lacrime. “Sono contentissima
che ci siamo conosciuti.” Sembravano parole così infantili in un certo
senso, perché c’era tanto altro che avrei potuto e voluto dire. Ma alla fine,
esprimevano i miei sentimenti nel modo più semplice. Mi chinai su di lui
baciandogli la fronte e mi accorsi che si era assopito di nuovo.
Rimasi seduta a piangere senza frenarmi. A volte basta solo togliere il
tappo alle lacrime per scoprire che ce n’è un’intera collezione lì pronta a
venir fuori. Non sai nemmeno per cosa sono. Avevo tolto il tappo e mi sciolsi
in pianto. Lenny continuò a dormire nelle ore successive. Poteva darsi che
non si sarebbe più svegliato. Quando non ci furono più lacrime, restai seduta
in silenzio, guardandolo con tenerezza. Poi ovviamente arrivò Roy.
Mi venne voglia di ridere, sapendo che Lenny avrebbe colto l’ironia
della situazione se fosse stato sveglio. Ma dormiva e il mio sorriso cortese,
con gli occhi rossi e stanchi per i litri di lacrime versati, diedero a Roy il
quadro completo della situazione. Lenny poteva non svegliarsi più.

dal libro Vorrei averlo fatto

estratto da libro da scaricare Rimpianto n5
http://cs.ilgiardinodeilibri.it/data/allegati/vorrei-averlo-fatto-rimpianto5.pdf

Non approfondiamo in questo post il motivo per cui sono diventati terminali,Quali cure distruttive
hanno dovuto subire, prima avveleniamo i pazienti fino al punto di non ritorno poi si cerca di sostenere
il paziente con l'assistenza delle cure palliative ci si preoccupa della situazione emotiva, IPOCRITI
un sistema sanitario IPOCRITA E ASSASSINO con la maschera della bonta'

Poi c'è il discorso dell'eutanasia da fare, ma perchè se uno è arrivato a un punto di nonritorno non puo' scegliere di morire? semplice perchè vogliono sfruttarti e guadagnarci su qualche mese in piu' qualche giorno in piu', questa la tristissima verita' , certo sono BUONI sono quelli BUONI

Antar Raja

http://altrarealta.blogspot.it

sabato 19 aprile 2014

UMANITA' ANNICHILITA

annichilire (ant. annichilare) v. tr. [dal lat. tardo annihilare, der. di nihil,nihilum «niente», col pref. ad-; cfr. la locuz. lat. ad nihilum redigere] (io annichilisco o annìchilotu annichilisci o annìchili). – 

1. Ridurre al nulla, annientare, distruggere: a. la personalità di qualcuno; è cagione che si annichiliscano le manifatture interne proporzionevolmente al crescere la stima dell’estere (Genovesi). Usato spec. nel senso fig. di abbattere, confondere, umiliare profondamente, togliendo ogni volontà e capacità di reazioneil rifiuto lo ha annichilitolo annichilì con una sola occhiataera annichilito dalle notizie
Vocabolario treccani.it

Le scie chimiche ci stanno trasformando in esseri mutanti
Secondo il giornalista scientifico americano Mike Adams, l’umanità, a causa dell’inquinamento da metalli pesanti, si sta trasformando in un patetico simulacro di se stessa.
Il sito Tanker Enemy, che seguiamo sempre con grande interesse, rappresenta senza dubbio in Italia la più autorevole fonte indipendente di denuncia delle operazioni di geoingegneria clandestina che ormai da anni vengono effettuate dalle forze armate della NATO con la tacita complicità di tutti i governi occidentali e nella più totale insaputa dell’opinione pubblica. E questo sito ha recentemente pubblicato un articolo con delle sconcertanti dichiarazioni del noto giornalista scientifico americano Mike Adams. Dichiarazioni sugli effetti dei metalli pesanti sull’organismo degli esseri umani, effetti che potrebbero già aver superato la soglia del non ritorno. Intendo quindi raccontarvi le conclusioni a cui è arrivato Mike Adams, ma lo farò dopo un necessario preambolo.
http://www.sapereeundovere.it
Il fenomeno della geoingegneria clandestina è da tempo in netto aumento e sta ormai interessando i cieli di tutte le nostre principali città. Vengono rilevate un po’ ovunque e con sempre maggiore frequenza grandi concentrazioni di scie chimiche, lasciate da aerei militari, spesso senza contrassegni, e da droni; scie che non si dissolvono in pochi minuti, come le normali scie di condensazione, ma persistono per ore, spesso per l’intera giornata, causando alterazioni climatiche e disturbi di vario genere alla popolazione di tutte le aree coinvolte. Disturbi dovuti principalmente all’irrorazione nell’atmosfera di metalli pesanti.
Come ha rilevato un interessante articolo del sito www.centromedicoestense.com, le analisi su residui di scie chimiche rilevano particelle metalliche varie e composti che includono alluminio, bario, cadmio, cromo, nichel, magnesio, manganese, ferro, stronzio, titanio e zinco. Ma i metalli più frequentemente presenti sono alluminio e bario.
Il Bario è un metallo pesante, ed i suoi composti sono molto tossici all’interno del corpo umano, tanto che la sua tossicità è simile all’avvelenamento da arsenico. il carbonato di bario e il cloruro di bario, ad esempio, sono usati come veleni per topi.
La contaminazione di acqua potabile o aria respirabile con questi metalli, in particolare il bario, indeboliscono il sistema immunitario. Come dimostrano molte ricerche di laboratorio, tutte le modalità di attivazione delle cellule T (le cellule che il corpo utilizza per identificare e combattere gli invasori come batteri e virus) sono state bloccate con dosi di bario. Poco solubili in acqua, i sali di bario sono altamente tossici e provocano una grave carenza di potassio. La tossicità del bario è talmente elevata che avviene appena con una parte per milione in acqua potabile. E in campioni di acqua piovana raccolta dopo il rilevamento di scie chimiche nel cielo sono state riscontrate concentrazioni di bario parecchie volte superiori a questa soglia minima di tossicità.
Dopo irrorazioni particolarmente intense di scie chimiche, come ad esempio quella avvenuta lo scorso 18 Dicembre su numerose città italiane (e che io mi occupai di monitorare da Firenze), si intensificano notevolmente le visite al pronto soccorso degli ospedali e negli ambulatori medici. Molte persone denunciano disturbi respiratori, allergie, debolezza e sintomi simil-influenzali.
Eppure le autorità, che ben conoscono il problema, non intervengono e non informano la popolazione per via di inaudite pressioni che ricevono dall’alto. È stato infatti imposto il segreto di Stato sulle operazioni militari di geoingegneria clandestina ed è vietato anche solo parlarne. E ormai non si contano più le minacce e le intimidazioni che ricevono quei ricercatori e quei giornalisti che tentano di denunciare il problema o semplicemente di avere in merito delle risposte.
E per non dover parlare di scie chimiche, argomento a quanto pare ‘vietato’, chi dovrebbe tutelare la nostra salute tende a sorvolare anche su quelli che ne sono i principali effetti, ovverosia proprio i danni da inquinamento da metalli pesanti.
Ma perché i metalli pesanti sono così dannosi per il nostro organismo? Perché si legano con le strutture cellulari in cui si depositano, ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni vitali. L’eliminazione di tali metalli avviene solo in minima parte per salivazione, traspirazione ed allattamento. Il carente smaltimento dei metalli dall’organismo porta al fenomeno della bioaccumulazione. I residui delle particelle metalliche si accumulano negli esseri viventi ogni volta in cui sono assimilati ed immagazzinati più velocemente di quanto sono scomposti (metabolizzati) o espulsi. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi (soprattutto encefalo, fegato e reni) e nelle ossa. Inoltre sono spesso un fattore aggravante o determinante in numerose malattie croniche, come le affezioni neurodegenerative ed autoimmuni.
Se l’assorbimento di metalli da parte degli esseri umani e di altre specie animali è cresciuto esponenzialmente negli ultimi cinquant’anni anni con l’aumento del livello di industrializzazione, con l’avvento degli esperimenti di geoingegneria clandestina sta adesso toccando nuovi preoccupanti picchi massimi. Tanto che c’è già chi sta denunciando il pericoloso superamento di una soglia di ‘non ritorno’. E fra questi c’è il giornalista americano Mike Adams di Naturalnews, che ha recentemente dichiarato: «A meno che non siate in uno stato di totale negazione di una realtà incontrovertibile, noterete che l’umanità sta diventando una razza di quasi mutanti, cui sono rimaste ben poca salute e sanità mentale. Un uomo che cresce oggi negli Stati Uniti e che si nutre di cibi industriali è solo una pallida ombra del giovane vigoroso che lavorava nelle fattorie solo tre generazioni fa.
L’attuale leva di giovani è fragile, debole, inetta, pesantemente viziata dalla consolle dei videogiochi, dagli psicofarmaci, dalla televisione, dalle scuole con l’aria condizionata e dai curricula annacquati. Gli adolescenti ed i giovani sono inebetiti, depauperati di nutrienti, di sole e di aria salubre. Di fatto, le persone intorno a noi sono iper-medicate, ipernutrite e allo stesso tempo malnutrite. I loro organismi sono pesantemente contaminati da sostanze chimiche distruttive, metalli pesanti, aromi sintetici, ormoni… Hanno perso quasi tutte le funzioni cognitive di alto livello ed ora sopravvivono con la funzione cerebrale dell’encefalo rettile: ecco perché vediamo una sempre maggiore diffusione di crimini sessuali, di abusi e di tossicodipendenze nella società odierna».
Riflettiamo bene su queste sagge osservazioni di Mike Adams. Perché più le leggo e più mi rendo conto di quanto egli abbia regione.
Esiste sicuramente un piano prestabilito per sottomettere, controllare e annichilire l’umanità, per renderla totalmente succube e asservita. Ma è anche vero che essa non sta facendo niente per rialzare la testa, per reagire. Ammesso che non sia già troppo tardi, che la fatidica soglia di guardia non sia già stata superata, è giunto il momento di invertire la rotta, prima che sia troppo tardi, prima che l’ultimo essere umano sia tramutato in un patetico simulacro di sé stesso.
Nicola Bizzi
http://www.morasta.it/le-scie-chimiche-ci-stanno-trasformando-in-esseri-mutanti-2/
http://altrarealta.blogspot.it/

LA CRESCITA INFELICE


I mercanti della felicità

GRADO DI FELICITÀ E DECRESCITA
Gironzolando in rete, mi sono imbattuta in un vecchio discorso di Bob Kennedy sul PIL e la felicità
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-03-13/kennedy-misura-tutto-eccetto-110557.shtml?uuid=Aby2VadH
Che la felicità di un popolo non sia data dal prodotto interno lordo è pacifico, sembra però che ce ne scordiamo ogni giorno di più. A parlar di decrescita felice sembra di voler sovvertire le regole di mercato e se non si crea ricchezza si mira all'affossamento del sistema. Tutto questo però è falso.

Da bambina ricordo che mi insegnavano che la società del futuro sarebbe stata migliore, che sarebbe stata attenta ai deboli ed all'umanità in generale, grazie alla scienza ed alla tecnologia. Nulla di tutto questo si è verificato proprio grazie alle regole del mercato che mira solo ad autoalimentarsi e produrre ricchezza che va nelle tasche di chi produce, o minimamente di chi lavora. Il mercato è un sistema contabile per misurare lo spostamento di merci e soldi, l'uomo non c'entra nulla con esso se non come fattore di produzione. I fautori della cosiddetta decrescita felice non sono contro la ricerca, la scienza, la tecnologia, semplicemente dichiarano che essa deve essere uno strumento destinato a migliorare la felicità dell'uomo, qualcosa al suo servizio e non il contrario.
Ricordo che quando appena adolescente, lavoravo all'Alfa Romeo, il dibattito era sulle macchine ed il loro utilizzo... Venivano (e vengono) utilizzate per sostituire l'uomo solo per produrre beni che qualcuno comprerà, producendo ricchezza e felicità solo in chi le possiede, per gli altri c'è miseria e disperazione.... Altro che lavorare meno... o meglio direi che è vero ...nel senso che si sono creati disoccupati senza tutele.

Ci sono persone che per scelta hanno deciso di vivere una vita che altri definirebbero al ribasso, diminuendo le pretese, lavorando di meno e dedicandosi di più alla famiglia e alla propria vita in generale. Autoproducono parte di ciò che mangiano e sono meno consumatori. Ma se ragioniamo su larga scala, vediamo che nel mondo, con ciò che viene quotidianamente sprecato in cibo, sarebbe possibile sfamare tutti gli esseri umani.

Ma questo non si fa perché non conviene a chi ha il potere tecnologico e produttivo..... bisogna vendere e basta, con il miraggio di una crescita infinita, impossibile da realizzare e noi, da consumatori ci trasformiamo in consumati, dimenticandoci delle vere priorità della vita.
Logico che una simile visione sia ignorata o demonizzata da industriali e multinazionali. Ma la scienza e la tecnologia, che richiedono investimenti in istruzione e ricerca, quando finalizzati al bene dell'uomo e soprattutto quando cessano di essere uno strumento nelle mani dei mercanti, si trasformano in benessere diffuso, che deve essere ceduto alle persone, non venduto.

 Facciamo l'esempio dei farmaci. Tutti sanno che le case farmaceutiche hanno dei bilanci spaventosamente alti, ricavano i loro guadagni dal commercio delle medicine e tanto più se ne vendono, tanto più guadagnano. Se la gente è sana, loro non guadagnano, se la gente è malata loro guadagnano, a patto che i malati possano pagare i farmaci. Nei paesi poveri si muore di malattie diverse da quelle diffuse nei paesi occidentali, malattie su cui si fa poca ricerca, perché le medicine che si produrrebbero non potrebbero essere pagate da chi è indigente. In occidente finite le malattie da curare, si passa agli integratori o peggio, diventano di libera vendita, destinati all'automedicazione, farmaci che fino a poco tempo prima erano di esclusivo uso ospedaliero! Alle case farmaceutiche poco importa della vita, sono fabbriche come le altre, si fa ricerca per mettere sul mercato prodotti da vendere. È così anche per gli alcolici e per i tabacchi, la salute non conta, conta vendere.


 Tanta industria e tecnologia sprecata, non messa al servizio dell'uomo. I politici, amici degli industriali dicono che il bene della crescita e dell'industria sono rappresentate dal lavoro creato. Ma il lavoro non crea benessere, crea solo un giro di redditi che prima o poi torna sempre nelle tasche di chi l'ha erogato, lasciando vuote quelle dei lavoratori-consumatori. Il sistema è perverso, non va. Non c'è spazio per la cooperazione tra le persone (ma come potrebbero cooperare tra loro, se sono stritolate nel sistema?), così una parte dell'umanità intera resta condannata alla povertà e all'infelicità. Si è perso lo spirito di collaborazione, sostituito dal mito della competizione. Si lavora per poter pagare le rate di un auto che serve per andare al lavoro, era scritto più o meno così su un muro.


 L'impressione della felicità ce la forniscono i mass media, ma non deve essere felicità completa, perché altrimenti non avremmo il desiderio di comperare un certo tipo di macchina o di bere quella determinata bibita, o di vestire firmati. I produttori hanno necessità della nostra infelicità, perché così loro possono interpretare il ruolo di chi la felicità ce la vende, al modico prezzo di € tot. Una persona che in tempo di crisi è infelice è normale. Il fatto è che l'infelicità esiste anche in periodi di abbondanza. L'infelicità indotta è la leva del mercato. Il mercato non vuole che siamo felici, vuole che ci manchi sempre qualcosa per esserlo e quel qualcosa va comprato. È pazzesco ed è talmente semplice da capire... ma pochi se la sentono di fare un passo verso l'emancipazione dal mercato, verso l'utilizzo consapevole delle risorse, verso la cooperazione. Manca nel DNA recente quel gene che ci fa vincere la paura e la diffidenza. A noi lo sforzo per recuperarlo.

http://blog.libero.it/Assenzadigravita/12695115.html
http://compressamente.blogspot.it/2014/03/i-mercanti-della-felicita.html
http://altrarealta.blogspot.it/

venerdì 18 aprile 2014

L’intero progetto europeo si basa su una menzogna”

Farage: “L’intero progetto europeo si basa su una menzogna”
– [...] E così l’intero progetto europeo proviene dal disastro scatenato dalla prima guerra mondiale , ed è del tutto comprensibile che la gente dovrebbe cercare modi per prevenire tale orrore .
La difficoltà è che hanno scelto il bersaglio sbagliato . Monnet e Schumann decisero – e oggi è l’idea è condivisa dal presidente Barroso e Cohn – Bendits e altri – che l’esistenza degli Stati- Nazione aveva portato alla guerra e quindi bisognava abolire lo Stato Nazione .
In realtà , quello su cui avremmo dovuto concentrarci sul post- 1945 , non è l’abolizione degli stati , ma è assicurarsi che gli stati europei fossero democratici , perché gli Stati nazionali democratici non si fanno guerra a vicenda .
Quindi devo dire che credo che l’intero progetto europeo si basa su una menzogna – ed è potenzialmente una menzogna pericolosa , perché se si tenta di imporre una nuova bandiera , un nuovo inno , un nuovo presidente , un nuovo esercito , forze di polizia , politica estera , qualsiasi altra cosa – se si tenta di imporre questo, senza prima chiedere il consenso del popolo , sei in pericolo in realtà di creare gli stesse nazionalismi e risentimento che volevi cercare di spegnere .
farage2
Abbiamo già fatto tutto questo prima . Lo abbiamo fatto dopo la prima guerra mondiale nei Balcani . Abbiamo detto non si potevano avere tutti questi piccoli stati balcanici in lotta tra loro – cerchiamo di portarli insieme , diamogli una bandiera , un inno , un presidente e chiamiamolo Jugoslavia. E ciò ha portato a guerre terribili dal 1990, la morte di decine di migliaia di persone , perchè le persone hanno lottato per uscire da uno stato falso .
L’ Unione europea sta facendo un errore molto simile perché non c’è consenso per questo progetto . Ho sentito questa mattina, parlare della necessità di formare gli Stati Uniti d’Europa su un modello federale . Questo si può avere solo se le persone danno il loro consenso , e nessuno lo ha dato .
Io non sono contro l’Europa , ma sono contro questa Europa . Voglio un’Europa di stati indipendenti , stati nazionali sovrani che commerciano insieme , che lavorano insieme , che cooperano insieme , e credo che le elezioni europee di quest’anno segneranno un punto di svolta . La marea sta girando . Si effettua il backup di un modello obsoleto che cerca di sbarazzarsi di un problema che in realtà non esiste dal 1945.

http://altrarealta.blogspot.it/