la realta' è un'altra

martedì 28 aprile 2015

LA REALE SOLUZIONE ALLA STRAGE DEI BARCONI

SI ERSE DI FRONTE ALLA UE, E DETTO’ LA REALE SOLUZIONE ALLA STRAGE DEI BARCONI. FU IGNORATO.

‘Belle anime di sinistra’, voi sapete quanto vi stimo, all’incirca come una cloaca di un treno. Fate schifo oggi tutti con la mano sul cuore, gli occhi dal lucido al furente, di fronte a questa strage dei poveri senza fine sui fondali del mare che separa la disperazione senza nome di chi vi ha fatto la maglietta che indossate, o di chi vi ha dato il Coltan per i vostri cellulari, e la bella vita degli europei. Con voi ipocriti ho chiuso da tempo, fin dal mio “Per un Mondo Migliore”, che naturalmente voi ignoraste perché vi chiedeva di RIPENSARVI, stronzi.
Per voi, per le vostre Feste dell’Unità coi banchetti per i Poveri, i vostri Nanni Moretti, le vostre idiote bandiere della pace, o il vostro Benigni, il consiglio è sempre lo stesso: kill yourselves.
Ci fu un uomo che si erse in data 17 febbraio 2011 di fronte a quell’Europa che oggi fa un emerito cazzo per le stragi, quella che scrisse il Trattato di Lisbona senza un singolo Capitolo Sociale (Barnard denunciò), e questo uomo ebbe il coraggio di dettare quella che E’ LA SOLUZIONE SISTEMICA alla tragedia dei poveri che dall’Africa fuggono via mare. Dettò al Financial Times parole di un vero Illuminato, io ne rimasi stupefatto. Eccole in sintesi, scritte, ripeto, quattro anni fa!:
Il caos Libico, e il ritorno del radicalismo islamico ci porteranno ondate di rifugiati senza precedenti, disperazione che alimenterà altro terrorismo e radicalismo, coi criminali che ne traggono vantaggio
Possiamo arginare questo disastro con tre pilastri: Vera assistenza economica a quei Paesi, fratellanza politica e inclusione sociale.”
In pratica che significa? Soprattutto un piano di aiuti per creareOCCUPAZIONE in quei Paesi. Inutile dire che chiedo che la UE aumenti il suo budget per le risorse necessarie a questo piano per i posti di lavoro in loco.”
La nostra partnership coi Paesi nord africani deve includere:progetti di sviluppo marittimo per loro, di sviluppo stradale, piani energetici di energia rinnovabile, aiuti allo sviluppo della loro piccola-media impresa, e la creazione di un grande progetto di Istruzione superiore Euro-Mediterranea.”
Ma dovremmo andare anche molto oltre: parlo di un vero Piano Marshall sponsorizzato dalla UE, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale, e dalle maggiori potenze economiche. Questo piano Marshall oltre all’occupazione, dovrebbe portare una forte stabilità a quei Paesi, e deve essere nell’ordine di miliardi di euro, non meno. Qui la cooperazione degli USA è vitale, anche perché dobbiamo abolire le barriere doganali che sbarrano la strada allo sviluppo del Mediterraneo del Sud.”
Tutto ciò porterebbe vera sostanza al principio di partenariato alla pari fra UE e Nord Africa. Anche le politiche di sicurezza devono essere sviluppate assieme, così che le nazioni nord africane divengano produttori di stabilità.”
Torno a sottolineare l’importanza estrema degli aiuti all’istruzione superiore dei giovani Africani. Non solo ciò aiuterebbe a impedirne la radicalizzazione politica e religiosa causata dalla povertà, ma devono essere portati avanti da un gigantesco Programma Erasmus Euro-Mediterraneo che offra una speranza ai giovani svantaggiati del Nord Africa. Gli sarà offerta l’opportunità di studiare e di formarsi in UE.”
Di certo questa mia proposta non dimentica che si chiederà alle Nazioni sopraccitate di migliorare la loro governance, di attenersi alla legalità internazionale dei Diritti, rispettare i diritti delle donne, degli individui e delle minoranze…
Parole illuminate di un politico che incredibilmente aveva capito già anni fa che la soluzione al dramma della disperazione dei Poveri del Sud è e deve essere SISTEMICA, non cerottini come il volontariato, gli aiuti spicci, la pietà delle ‘belle anime’, e i battibecchi politici fra porci. Un uomo che parla in PRIMO LUOGO DI UN PIANO MARSHALL PER L’ISTRUZIONE E PER L’OCCUPAZIONE, di uno sforzo storico per sradicare in modoSISTEMICO le cause della disperazione, povertà e fuga da quei Paesi. E ora ve lo presento. No, non è uno di quei preti Don qui e Don là che stanno con mezzo culo su Marx e mezzo culo in Vaticano. No, non è un intellettuale di discendenza illuminista. No, non è un filosofo della Marta Marzotto o del San Raffaele. No…
Il testo fu firmato da Franco Frattini, Ministro degli Esteri di Berlusconi nel 2011. La UE lo ignorò brutalmente.
Frattini... Yes, kill yourselves popolo PD, popolo Bertinotti, popolo M5S. Just do us all a favour: kill yourselves.
BIG CALM

Paolo Barnard


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lunedì 27 aprile 2015

A Tiahuanaco con Zecharia Sitchin

Terza e ultima parte del filmato "A Tiahuanaco con Zecharia Sitchin"! Il viaggio di Syusy Blady arriva finalmente a Tiahuanaco, in Bolivia, fino alla misteriosa Porta del Sole. Continua l'intervista esclusiva al Professor Sitchin, filo conduttore di questo viaggio. 
Gli Annunaki sono ancora qui...

Prima parte: http://youtu.be/exjvKG7XSDk
Seconda parte: https://youtu.be/4Gt00BPm_4s

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sabato 25 aprile 2015

Il Quarto Reich dell’Euro e dell’Unione Europea. Verso una nuova festa della Liberazione


Gli industriali della Germania Nazista sono i veri padri fondatori del mercato unico europeo e dell’Euro

1944. La Germania è a un passo dalla sconfitta definitiva nella seconda guerra mondiale. Gli alleati avanzano sul fronte occidentale e l’Armata Rossa continua la sua marcia verso il fronte orientale.

L’obbiettivo militare dei nazisti è proteggere a tutti i costi la linea Siegfried, in uno strenuo tentativo di difendere le posizioni che giorno dopo giorno vengono perdute sotto i colpi della crescente pressione delle forze alleate che avanzano.

La guerra è perduta, anche se molti non hanno il coraggio di dirlo apertamente per timore di essere accusati di alto tradimento. Il colonnello dell’Esercito, Von Stauffenberg , ne era pienamente consapevole, e insieme ad alti ufficiali della Wermacht ordì la camarilla che avrebbe dovuto uccidere Hitler e che avrebbe permesso al nuovo governo di firmare una pace separata con gli alleati. Il colonnello è la stessa persona che piazzò l’ordigno esplosivo che avrebbe dovuto uccidere Hitler, ma quel giorno la fortuna era con il Fuhrer, e la detonazione non risultò fatale. Molti uomini nei ranghi militari e nelle elite industriali sapevano che non c’era scampo, e già pensavano a come limitare l’impatto dell’inevitabile sconfitta.

L’incontro al Mason Rouge Hotel

Come era dunque possibile costruire un nuovo progetto di dominio dell’Europa da parte della Germania post-bellica? E’ il quesito che si posero gli industriali tedeschi che si riunirono il 10 agosto 1944 a Strasburgo, nel Mason Rouge Hotel in una cornice di segretezza nella quale si possono fare le ammissioni più franche, ben lontane dai trionfalismi della propaganda nazista.

Un agente dei servizi segreti francesi stilò un rapporto di quell’incontro nel quale si descrivono i piani degli industriali tedeschi per soggiogare l’Europa uscita dalla seconda guerra mondiale. A presiedere l’incontro fu il Dr. Heich, luogotenente generale delle SS e direttore della Hermandorff & Schonburg , mentre tra gli invitati era presente il gotha dell’industria tedesca come il Dottor Kaspar, rappresentante della Krupp, Ellenmayer and Kardos, rappresentanti della Volkswagen, i Dr. Kopp, Vier e Beerwanger in rappresentanza della Rheinmetall, e il Dr. Sinderen, in veste di rappresentante della Messerschmitt.

Scheid dichiarò che la guerra era perduta e propose di gettare fin da subito le basi per costruire il futuro dominio della Germania sull’Europa. Il primo passo da fare fu il trasferimento dell’apparato industriale tedesco presente in Francia verso la Germania. Il problema principale era rappresentato in quel momento dalla difesa della linea Siegfried e occorreva quindi trasferire immediatamente i materiali industriali in Germania.

La Germania post-bellica avrebbe dovuto lanciarsi in una campagna di guerra commerciale nei confronti degli altri paesi europei, una volta che la guerra sul piano militare era fallita. Il timore di molti industriali e banchieri tedeschi era di rivivere nuovamente l’incubo dell’iperinflazione dopo la prima guerra mondiale, che compromise la crescita dell’economia tedesca, fortemente provata anche dalle ingenti riparazioni di guerra nei confronti delle potenze vincitrici.

La nuova Germania avrebbe dovuto avere una moneta stabile e una bassa inflazione, le condizioni essenziali che le avrebbero poi permesso di lanciare la sua guerra commerciale, puntando sulla crescita imponente delle proprie esportazioni. Ogni grande industriale quindi avrebbe dovuto cercare delle alleanze nella discrezione più totale con importanti società straniere, così da ottenere quei finanziamenti necessari per costruire la crescita tedesca del dopoguerra.

L’esempio più lampante dell’interconnessione con imprese straniere, viene dalle indicazioni fornite dal Dr. Scheid che cita in proposito i brevetti per la produzione dell’acciaio posseduti rispettivamente dalla Chemical Foundation Inc. assieme alla Krupp e le partnership tra le grandi corporation americane come la U.S. Steel Corporation, la Carnegie Illinois, la American Steel and Wire che avevano un accordo di cooperazione con la Krupp, senza trascurare il fatto che la Zeiss Company e la Leisa Company erano state particolarmente efficienti nella protezione degli interessi tedeschi all’estero. Il Dr. Scheid diede agli industriali presenti alla riunione gli indirizzi delle sedi di New York delle imprese tedesche.

Il nuovo impero tedesco: il mercato unico europeo

Dopo l’incontro tra il Dr. Scheid e gli industriali, ne seguì un altro più ristretto tra il ministro degli Armamenti Bosse e i soli rappresentati della Krupp, della Hecho e della Rochling. Il ministro informò i presenti che la guerra era perduta e che gli industriali avrebbero dovuto fondare una strategia commerciale alimentata esclusivamente dalla propulsione delle esportazioni tedesche.



Il nuovo Reich non doveva essere più militare, ma economico e commerciale. Il rigido divieto di esportazione dei capitali che il regime nazista aveva imposto fino a quel momento cadde, quando il governo decise di favorire il flusso dei capitali verso paesi stranieri e finanzia le imprese tedesche all’estero che in questo modo beneficarono di una riserva di liquidità dopo la fine del conflitto, senza la quale sarebbe stato impossibile ricostruire l’impero tedesco.

Se dunque la sconfitta del regime nazista apparve inevitabile, ecco che i suoi protagonisti erano pronti a modificare i loro piani di dominio per adattarli alle nuove contingenze. L’impero economico pan-europeo nacque sotto l’egida delle tre grandi industrie tedesche della BMW, della Volkswagen e della Siemens, sotto la guida di Alfred Krupp e Friedrich Flick. Secondo lo storico Michael Pinto-Duschinsky “per molte figure industriali vicine al regime nazista, l'Europa è diventata una copertura per perseguire gli interessi nazionali tedeschi dopo la sconfitta di Hitler.

La continuità dell'economia della Germania e le economie europee del dopoguerra in Europa è impressionante. Alcune delle figure di spicco dell'economia nazista sono divenute i principali artefici dell'Unione europea”. Il banchiere tedesco Abs che partecipa al consiglio di amministrazione della Deutsche Bank, faceva anche parte del consiglio di amministrazione della I.G. Farben, la compagnia che produceva il gas Zyklon B usato nei campi di concentramento nazisti. Lo stesso Abs nel 1946 diviene membro della Lega Economica per la Cooperazione Economica, un gruppo di pressione che è il precursore del mercato unico europeo. L’analogia tra le politiche naziste e le successive politiche che hanno poi fondato i pilastri dell’Unione Europea sono impressionanti e lo storico Rodney Atkinson nel suo libro “ Europe’s full circle” ne cita alcuni esempi:
Europaische Wirtshaftsgemeinschaft
Comunità Economica Europea
Europabank
Banca Centrale Europea
Accordi di liberalizzazione commerciale
Mercato Unico Europeo
Abs nel dopoguerra divenne uno degli artefici principali della rinascita della Germania, e gli venne affidato l’incarico di gestire i fondi del Piano Marshall che vennero affidati alle industrie tedesche.

Le fondamenta della ripresa tedesca erano solide e Abs nel 1949 venne chiamato ad affiancare il Cancelliere della Germania Occidentale Konrad Adenauer nel ruolo di consigliere economico.

Il timore di un’iperinflazione come quella del primo dopoguerra fu scongiurato, l’economia tedesca era stabile e il DeutscheMark introdotto nel 1948 ebbe un ruolo primario nella crescita economica del dopoguerra.

Nonostante i sei anni di guerra, gli asset a disposizione dell’industria tedesca sono superiori a quelli del 1936, grazie anche al business degli armamenti. Una volta assicurata la stabilità monetaria e la crescita economica, restava da sciogliere il nodo del dominio economico e commerciale sul resto dell’Europa.

Ludwig Ehrard, consigliere economico di Adenauer e futuro cancelliere tedesco si pose la questione e scrisse un manoscritto nel quale elaborava la fase di transizione economica del dopoguerra tedesco, mentre esprimeva gli stessi timori di instabilità monetaria che furono poi messi da parte grazie al decisivo intervento della potenza occupante americana, che rafforza la stabilità del Marco tedesco. La risposta alla domanda di Ehrard era il sovranazionalismo.

Occorreva costruire delle entità sovranazionali che avocassero a sé i poteri dei singoli stati, per poter così rafforzare la supremazia tedesca sugli altri paesi europei. Nel 1951 nacque così la CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, dietro alla quale c’era la regia di Francia e Germania. Sorse in questo modo il primo nucleo di entità sovranazionale che sottrasse potere agli stati nazionali e questo fu il primo dei passaggi necessari per erodere successivamente i poteri degli stati.

L’amnistia sui crimini degli industriali tedeschi

Il mercato unico europeo non poteva nascere però senza che prima venissero perdonati i crimini di guerra agli industriali nazisti. Nel 1957, John J. McCloy, Alto Commissario per la Germania, promulgò l'amnistia per gli industriali accusati di crimini di guerra. Alfred Krupp e Friedrich Flick, che possedeva una quota del 40 per cento in Daimler-Benz, furono rilasciati dal carcere dopo aver scontato appena tre anni. Le industrie di Flick e Krupp si servivano del lavoro degli schiavi nei campo di concentramento che spesso morivano tra indicibili stenti, per poter alimentare la produzione delle industrie tedesche. La schiavitù fu la fonte della ricchezza delle industrie naziste.

I passi per la successive cessioni di sovranità sono dunque pronti e nel 1957 con il Trattato di Roma nasce la CEE (Comunità Economica Europea) che istituisce il mercato unico europeo. L’area di libero scambio fu il principio della liberalizzazione dei mercati che si realizzò negli anni successivi. Il Trattato prevede anche l’istituzione della Commissione Europea, organismo di governo sovranazionale europeo e del Parlamento Europeo.

I poteri della Commissione Europa all’epoca non erano pari a quelli attuali, ma lo diventeranno in seguito con il Trattato di Maastricht del 1992 che attribuirono alla Commissione il ruolo di dominus sovranazionale. Uno dei primi a proporre la creazione di questo tipo di entità sovranazionali europee fu Walther Funk, ministro per gli affari economici della Germania Nazista, che nel suo libro “La Comunità Europea” evidenziò la necessità di costruire una “Unione Centrale Europea” e una “Area Economica Europea” che si sarebbe realizzata attraverso un’unione di cambi fissi; il futuro SME del 1979 al quale aderì anche l’Italia, pagandone le conseguenze negli anni successivi.

Funk sosteneva che “nessuna nazione in Europa può raggiungere da sola il più alto livello di libertà economica che sia compatibile con tutte le esigenze sociali. La formazione di grandi aree economiche segue una legge naturale di sviluppo. Gli accordi tra gli stati in Europa determineranno il controllo delle forze economiche in generale e ci deve essere dunque una disponibilità a subordinare i propri interessi in alcuni casi, a quelli della Comunità Europea.” Funk non era il solo tra i nazisti a credere al progetto di unificazione europea. Joseph Goebbels, il famigerato Ministro della Propaganda, credeva necessaria “l’unificazione su larga scala dell’economia europea” e arrivò a sostenere che “ nell’arco di 50 anni i popoli non avrebbero più pensato in termini di singoli paesi”.

Lo SME, l’Euro e Maastricht

Le radici del mercato unico europeo e delle successive cessioni di sovranità, sono dunque il frutto del concepimento di un sistema che trae le sue origini da progetti nazisti di dominio sull’Europa ed è amaro constatare che i piani nazisti sono oggi diventati realtà. L’unica maniera per poter soggiogare le nazioni europee, dopo il fallito tentativo militare, era quello di spogliarle dei loro poteri economici e limitarne la competitività sui mercati.

Il mercato unico ingloba e divora i singoli paesi, costretti a sottostare a dei parametri monetari come quelli dello SME, disegnati per permettere all’economia tedesca di essere più competitiva. Il Trattato di Maastricht del 1992 concepisce la moneta unica per alimentare il dominio dell’economia tedesca sugli stati europei e soffocare le politiche sociali degli stati nazionali.

L’Unione Europea e la moneta unica sono l’emanazione di politiche naziste espressione del totalitarismo più subdolo. Un totalitarismo che non appartiene più al singolo stato nazione, ma che si riconosce nella governance sovranazionale europea che sanziona i singoli stati che non obbediscono al suo sistema normativo e li costringe a praticare politiche di austerity.

La seconda metà del XX secolo ha testimoniato i vari passaggi della cessione di sovranità fino ad arrivare agli ultimi anni, nei quali il dominio delle esportazioni tedesche è stato possibile solamente grazie all’adozione della moneta unica che ha annullato il bonus di competitività delle monete nazionali. I documenti dimostrano come la moneta unica e l’Unione Europea siano l’emanazione diretta del pensiero nazista ed è un fatto da tenere a mente, anche in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione che cade oggi.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11392

venerdì 24 aprile 2015

"MALATTIA INFETTIVA" E "UNTORE": CONCETTI MEDIEVALI DA LASCIARCI ALLE SPALLE



Da dove vengono le nostre credenze sulle malattie infettive?
Su quali basi si fondano le teorie che indicano i micro organismi quali batteri e virus le cause delle patologie?
E cosa sono effettivamente i virus e qual' è la loro funzione?
In questo video un piccolo ripasso di storia della biologia, per rivedere i nostri pregiudizi sui microbi e riconsiderare il loro ruolo nei processi fisiologici alla luce della quarta legge biologica.
"Scopo di questo lavoro è quello di offrire una visione di insieme che consenta di comprendere su quali basi si fonda la moderna microbiologia ( studio dei microrganismi) e di aggiungere a queste conoscenze alcune informazioni, di più recente scoperta e di scarsa divulgazione, che consentano di ampliare la visione del ruolo che questi esseri microscopici hanno all'interno del corpo.

Siamo abituati ad associare i microrganismi alle malattie (dette infettive) poiché la nostra cultura ha integrato e sviluppato alcune ipotesi, formulate verso la fine del 1800, che sono diventate le fondamenta del nostro modo di pensare ai microbi e della nostra medicina moderna.
Quello che normalmente non sappiamo invece è che i microrganismi (batteri, funghi, cianobatteri, alghe, protozoi) formano la trama di base della vita sulla Terra, avendo assunto nel primo miliardo di anni di evoluzione un ruolo determinante nel creare le condizioni ambientali adatte allo sviluppo della vita;hanno instaurato relazioni simbiotiche con le cellule favorendo lo sviluppo di organismi complessi nel corso dell'evoluzione e tutt'oggi vivono in stretta relazione con l'organismo (animale, animale-umano, vegetale) assolvendo importantissime funzioni fisiologiche (dalla digestione, alla demolizione e ricostruzione di tessuti organici).

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GLI IMMIGRATI? condividiamoli !!!


ma come sono improvvisamente gentili, sti cazzoni di membri UE. Camerun ci manda due barchette per devastarci con altri profughi, i Crucchi uguale. Almeno durante la seconda guerra sapevamo da chi difenderci, ma ora: dagli amici mi salvi Iddio, che dai nemici mi salvo io. Visto che l'UE è fatta per condividere, globalizzare, togliere le frontiere, cogliamo l'occasione per dimostrare che non sono balle: i clandestini continuano il viaggetto sulle barche inglesi e tedesche e vengono spalmati per benino - come vogliono i 5 stelle e le persone di buon senso - fra i membri della UE. Visto che gli scafisti vengono pagati da soldi UE deviati per farci invadere dai cittadini dei paesi devastati dai nostri bombardamenti, diamo l'opportunità ai nostri fratelli abbronzati di globalizzare un pò di Olanda, di Lussemburgo, di Inghilterra; facciamo condividere la lieta novella che siamo tutti uguali e fratelli soprattutto a Francoforte, facendo una mega tendopoli davanti alla sede della BCE, dando un giusto tocco di internazionalità ai tristi teutonici; mettiamone una milionata a Maastricht, per sottolineare il risultato di quel bel trattato, atri 2 milioni a Lisbona; 3 milioni a Parigi davanti all'Eliso e soprattuto un centinaio a casa di Sarcozy o come cazzo si chiama il nano malefico che ha fatto uccidere Geddafi coi risultati che vediamo. Mettimoli nei punti nevrangici di questa Europa gestita da AngloAmericani Sionisti Neocolonialisti e Globalisti acciocchè si evidenzi al più presto lo scopo di questa invasione programmata ed a cui Hitler per primo si era opposto. Ma Hitler ha perso, o ha voluto perdere per circostanze poco chiare, e ora la Germania è invasa dagli AngloAmericani che la usano per i suoi scopi. Come la Yugoslavia del secondo Tito ( il primo fu ucciso durante l'attacco al suo bunker a cui partecipò mio zio, il secondo era un sosia e lo sanno tutti gli addetti al settore) serviva agli Americani come ponte fra il mondo capitalista ed il mondo comunista in cui le banche erano paradossalmente Sioniste, così la Gemania con una Merkel filoamericana serve da supposta per metterci nel culo la filosofia globalista che avrà come risultato tanti Euroschiavi. Ecco, la Merkel è una supposta, una culona inchiavabile a forma di supposta. Cachiamola fuori al più presto, creiamo dei confini adeguati contro le invasioni pacifiche o armate che siano, diventiamo disarmati come il Costarica, smettiamola con le azioni di pace a suon di bombardieri, trasformiamo le fabbriche di armi in giardini fioriti, creiamo la nostra moneta, usciamo dal mostro UE, riprendiamoci le autostrade e facciamole gratis, in discesa verso le spiagge di un paese con una storia incredibile che solo col turismo ci darà da vivere se togliamo i parassiti politici e burocrati che ci paralizzano. Diventiamo se volete paradiso fiscale per gli antro paesi oppressi dal fisco bancario (perchè possono farlo solo Montecarlo, Malta, Lussemburgo e Svizzera?), rendiamo obbligatoria a scuola la musica, la pittura, l'arte della risata, la danza. Tapeeziamoci di pannelli fotovoltaici, centrali idorelettriche, geotermiche ed eoliche, ed in 3 anni saremo indipendenti dal petrolio libico. Mandiamo a casa Yankee e scassacazzi vari e riprendiamoci la nostra bella Italia.

Antonio Miclavez

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SONO UNA STREGA


Sì. Sono una strega. Venite a prendermi, non opporrò resistenza. La mia non è una resa,
ma l’ennesimo sortilegio che mi attribuite. Non sopporto più i sospetti che gli occhi ditutti lasciano scivolare sul mio corpo. E’ fumo il mistero che circonda le mie intenzioni. Ma voi, che credete di sapere tutto, e guardate il mondo attraverso l’orizzonte limitato del bianco e del nero, lasciate parlare me, la strega, l’ospite non gradita alla mensa degli orchi. Lasciatemi parlare, prima che taccia in eterno e in voi rimanga l’ombra impertinente del dubbio. Non aspettatevi da me una confessione: piuttosto l’ultimo canto sgraziato di chi ha vissuto in silenzio l’ingiustizia. Sono nata in una notte di inverno. Sono nata lo stesso giorno di mio fratello, il Figlio di Dio. Condividevo il giorno della nascita con una persona importante, che ho sempre sentito vicina. Ma io sono una strega. Mi spiegarono che era stata una scelta arrogante nascere lo stesso giorno del Signore Nostro Gesù Cristo. E seppi di averlo fatto apposta, essendo io nata venti giorni prima del tempo stabilito. Mio fratello sa che io sono una strega? Penso di sì perché niente può essere nascosto, niente è incomprensibile, ma tutto risponde al disordine connaturato con le cose del mondo. Non ho mai festeggiato un solo compleanno. Ho lasciato la festa a mio fratello che è più importante di me. E’ per questo che non sono cresciuta, che non mi rendo conto del tempo che passa e non avverto il peso degli anni che, appoggiati alle spalle, mi seguono, ovunque io vada. E’ per questo che sono una strega bambina, il cui peccato più grande è stato quello di crescere inconsapevolmente. Fin da bambina mi sentivo diversa. Gli uomini rifuggono la stranezza come la peste e sono attratti dalla banalità come dai peccati veniali. Solo i bambini e i vecchi accolgono i pazzi e i diversi, per incoscienza e per noia. Sono stata una bambina strana, che parlava con gli specchi e desiderava una sorella. Sono stata una bambina capricciosa e bugiarda, che mentiva senza sforzo in faccia ai grandi. Poi, quando è nata mia sorella, ho smesso di parlare con gli specchi, ho smesso di parlare del tutto. Ho imparato a leggere senza sforzo, dalla sera alla mattina. Ho esercitato la mia arte di accanita strega lettrice sui barattoli di marmellata, sul foglietto delle medicine, sui manifesti crocifissi nell’indifferenza blasfema dei muri. Scoprii che esistono i bambini bugiardi leggendo Pinocchio e che esistono gli incantesimi e mondi diversi da questo, sotto il mare, sopra il cielo, sotto terra. Imparai a sognare a occhi aperti e a vivere a occhi chiusi su quello che non mi sembrava interessante.




Sì. Sono una strega. Non ho saputo evitarlo, non ho saputo piegarmi alla normalità. A volte non parlo la lingua dei miei simili e i miei discorsi giungono inquietanti alle loro orecchie. Io parlo la lingua delle stelle, con l’accento della notte, conosco il folle dizionario della luna, fisarmonica triste che si apre e si chiude sullo spartito del mondo. Sono una strega perché leggo il futuro negli occhi del prossimo e di notte immagino solo scenari funesti. Quando sollevo i capelli che mi coprono il viso, le cose belle mi passano accanto e io le riconosco, sotto i vestiti delle donne, nel soffice respiro dei bambini, nei laboratori dei giovani scienziati, dentro le onde increspate dai pesci, nei nidi morbidi di primavera. Le cose belle mi sfiorano la pelle e la carezza della perfezione mi regala dei brividi di piacere assoluto. Sì, io sono una strega e voi credete che possa fare a meno dell’amore. Sono una strega ma non so cosa sia questa parola che pure mi incatena alla vita. Conosco tante cose ma non conosco l’amore. Non interessa a nessuno una storia che non parli d’amore. Sono diventata mamma tante volte e tante volte, dopo avere liberato la vita sottoforma di scrittura arrogante e leggera, ho abortito di disperazione, stracciando i fogli in tanti piccoli pezzetti, coriandoli al vento di maggio. Sono una strega senza pietà per me stessa e non concedo appello alle ingiustizie che sopporto. Sono una strega che vive la vita come se fosse morta e osserva la morte immaginando la vita. In questa casa dove vivo da sola tutto è perfettamente in ordine. Tutte le stanze tranne una, che ho sottratto alla follia dell’ordinario. Là concepisco i miei sogni di strega e lotto per non seguirne alla lettera le orme che lasciano sulla sabbia della memoria. Questo breve racconto rappresenta il tempo della catarsi, per ritornare quella che ero quando sono nata al mondo da dove sono venuta. Non crediate che le streghe cantino sotto il noce i colori dell’autunno. Io aspiro il fiato del sambuco e aspetto che l’estate inghiotta la fata primavera. Non crediate che le streghe siano cattive. Io offro me stessa al lento fluire della vita ma la vita respinge le mie attenzioni, come un’onda schiaffeggia lo scoglio che la ferma. Non crediate che le streghe bastino a se stesse. Io vorrei condividere il nettare che preparo con il cuore e riempire il piatto vuoto che mi biasima ogni sera. Sì, sono una strega. Venite a cercarmi e mi troverete nell’estasi dell’attesa paziente. Venite a prendermi, non opporrò resistenza. Abbiate pietà di me oppure dimenticatemi come un peccato inevitabile o una stella cadente. Perdonate le mie colpe oppure inghiottitemi nell’oblio, come ho fatto io.


SONO UNA STREGA di Maria Natalia Iiriti


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giovedì 23 aprile 2015

- Gurdjieff -

Fissa la tua attenzione su te stesso/a.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.



Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta l’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.

Tratta ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.

Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

- Gurdjieff -


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Erbe spontanee? Provate il luppolo selvatico

.. nella settimana che sancisce ufficialmente l’inizio di primavera, rivolgiamo un invito a consumare (e prima raccogliere) prodotti che crescono spontaneamente. Sono tanti e il clima mite in buon anticipo ne ha favorito una crescita copiosa. Tra tutti, oggi scegliamo il luppolo selvatico (Humulus lupulus) – della famiglia delle Cannabinacee come la canapa – che vanta una lunga lista di nomi regionali di cui è bello e utile ricordare almeno i principali: asparagina in Lombardia, luvertìn in Piemonte, bruscandolo o vidisone in Veneto, vartìs in Emilia-Romagna, urtizon in Friuli, luperi in Umbria. Il luppolo selvatico è della stessa specie delle varietà di luppolo selezionato, coltivato e utilizzato per produrre la birra. È diverso però. Se ne consumano le cime che in questo periodo e per tutta la primavera spuntano rigogliose (è una pianta infestante) ai bordi dei fossi e dei boschi, lungo le rive dei fiumi, tra i rovi o lungo le siepi. È meglio raccogliere le più grosse, perché il luppolo selvatico al contrario delle altre erbe spontanee primaverili dà il meglio di sé con i germogli che apparentemente sembrano meno delicati e teneri. Bisogna fare attenzione a non confonderlo con altre specie simili, alcune delle quali possono essere tossiche: fate attenzione alle foglie, cuoriformi, munite di tre o cinque lobi e seghettate ai bordi, con la parte superiore ruvida al tatto e quella inferiore resinosa.
Molti lo chiamano anche asparago selvatico, impropriamente, un po’ perché le cime ricordano la forma dell’asparago, un po’ perché in cucina si presta bene a sostituirlo in gustosi risotti, frittate (per le frittate anche pezzettini di gambo vanno bene), insalate e minestre. Il sapore è un po’ amarognolo ma delicatissimo, tanto che sbollentarli un poco e condirli con olio e limone è una goduria. Hanno buone proprietà diuretiche e lassative, tonificanti e rinfrescanti: non faranno certo male anche se si esagera un po’.
Ovviamente cercatelo in posti dove l’inquinamento non generi controindicazioni e nel dubbio lavate sempre bene il raccolto prima di consumarlo, magari con bicarbonato. Il luppolo selvatico cresce fino a 1200 metri di altitudine e si trova un po’ più facilmente in Italia Settentrionale, ma c’è in ogni Regione. È sufficiente cercare bene e guardare alle sterpaglie con occhio attento

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 22 marzo 2014




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