la realta' è un'altra

mercoledì 1 aprile 2015

Il trucchetto delle fondazioni per nascondere le mazzette


I think tank legati ai politici non sono tenuti a dichiarare chi li finanzia o a depositare un bilancio. Ormai è boom di "pensatoi": sono oltre 100 e spesso finiscono nelle inchieste


L'ultima stima ne conta più di cento, 105 per la precisione. Per tutti i gusti, da destra a sinistra, da leader a presunti tali, nessuno si fa mancare una fondazione.

Se lievitano a vista d'occhio è perché offrono diversi vantaggi, soprattutto in tempi di magra per il finanziamento pubblico ai partiti. Le fondazioni ricevono fondi ministeriali, accedono al 5 per mille, hanno sgravi fiscali, a differenza dei partiti possono ricevere donazioni da aziende pubbliche - munifici colossi come Eni, Finmeccanica, Poste - ma il grosso delle risorse arriva da tasche private, ed è qui il principale vantaggio dei think tank : non sono tenute a dichiarare chi le finanzia, neppure a depositare un bilancio, tutto al riparo da sguardi indiscreti. «Non siamo neppure obbligati a tenere una contabilità ufficiale delle erogazioni che riceviamo» racconta il presidente di un'importante fondazione politica, legata ad un ex ministro. Così negli ultimi anni il flusso di denaro si è spostato dalle segreterie di partito alle segrete stanze delle fondazioni, che puntualmente spuntano in miriadi di inchieste per corruzione, da Mafia capitale con la «Nuova Italia» di Alemanno, fino a quella sulla coop Cpl. Il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone ha segnalato ancora il problema: «È inutile imporre la trasparenza nei bilanci dei partiti, che ormai sono spompati e nessuno li finanzia più. Oggi il vero potere passa per le fondazioni».

In questo campo Massimo D'Alema è un precursore, perché la sua fondazione Italianieuropei , prestigiosa sede in piazza Farnese a Roma, festeggiava già nel 2008 i dieci anni di vita. Il volume celebrativo edito per l'occasione riporta anche un po' di cifre e di nomi. Circa 350mila euro di donazioni, arrivati da big come la Glaxo, multinazionali del tabacco come Philip Morris, aziende di elettrodomestici come Merloni, e poi Pirelli, Ericcson, e una serie di coop: Coop Estense, Legacoop Imola, Lega Nazionale Coop e Mutue, Lega Ligure delle Coop... Chi la finanzi adesso non si sa (anche se basta comprare la rivista bimestrale e vedere chi sono gli inserzionisti di pubblicità, a botte di decine di migliaia di euro, tutte grosse aziende con tanta voglia di buone relazioni con la politica), perché alla richiesta la fondazione dalemiana risponde che i nomi non si fanno, per la privacy («Dai finanziamenti si potrebbe desumere l'orientamento politico di chi ha elargito il contributo» ha spiegato lo stesso D'Alema). Privacy che altrove, come in Germania, dove le fondazioni sono ampiamente finanziate dallo Stato, non esiste, perché si devono seguire precise e severe regole di trasparenza. Anche a Bruxelles è così, e D'Alema lo sa bene, visto che presiede un'altra fondazione, la Foundation for European Progressive Studies (espressione del Partito socialista europeo di cui fa parte il Pd), che nell'ultimo hanno si è presa 3 milioni di euro di fondi dalla Ue.

Dietro le carriere politiche c'è spesso l'attivismo di una fondazione. Tosi è arrivato alla rottura con la Lega proprio per la sua fondazione «Ricostruiamo il Paese», 57 sedi in tutta Italia, finanziatori ignoti. Enrico Letta, appena diventato premier, ha chiuso la sua VeDrò, appena visitata dalla Guardia di finanza, ma l'associazione politica è servita a preparare la strada di premier di larghe intese (tutti invitati a Vedrò). Quella di Renzi, prima la Big Bang e poi la Fondazione Open, guidate dal braccio destro Carrai, sono stati i motori della repentina ascesa del sindaco di Firenze, concentrando finanziamenti, sponsor, amicizie. Renzi, in piena guerra di primarie Pd (coi bersaniani che lo accusavano di ricevere soldi persino da Usa e Israele...), ha pubblicato una lista di finanziatori. Ma sugli sponsor di Renzi e sui partecipanti alle cene di fund raising resta un'ampia zona di mistero. Come in tutte le altre. Sarà per questo che piacciono tanto?
Paolo Bracalini
http://www.ilgiornale.it/news/politica/trucchetto-delle-fondazioni-nascondere-mazzette-1111979.html
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martedì 31 marzo 2015

LINKS (31 marzo 2015)

Accusata ingiustamente di aver bruciato il Corano, è stata assalita da una folla di uomini davanti a un santuario. Ora si scopre che la ventisettenne di Kabul era una colta studiosa di diritto islamico, che aveva denunciato i ciarlatani che vendono amuleti portafortuna ai fedeli più ignoranti. Ed è stata uccisa per questo
http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/03/30/news/bruciata-viva-in-piazza-ora-farkhunda-e-l-eroina-di-kabul-1.206351?ref=fbpe


Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi: l'analisi del fattore altitudine induce ad ipotizzare che l'aereo sia stato abbattuto!
http://www.tankerenemy.com/…/germanwings-schiantatosi-sulle…


La scoperta di alcuni ricercatori dell’università di Buffalo, negli Stati Uniti, porta alla ribalta la sempre maggiore convergenza tra scienza ed informazioni tramandateci da millenni. Si riscopre che la vibrazione (il suono) è importantissima per le proteine, che in tal modo possono legarsi velocemente ad altre proteine. La scienza va avanti e, man mano che lo fa, si accorge sempre di più delle verità tramandate dai grandi mistici e guaritori, fin dalla notte dei tempi.
http://www.visionealchemica.com/il-nostro-corpo-suona-le-proteine-vibrano/

Si tratta di vere e proprie città fatte di grattacieli, palazzi di lusso, piazze, piscine, centri commerciali, complessi sportivi. Città che potrebbero ospitare una popolazione di un milione di persone, ma completamente vuote: città fantasma. A cosa servono?http://www.byoblu.com/post/2015/03/31/la-cina-si-prepara-a-governare-il-mondo-il-mistero-delle-citta-fantasma.aspx


Alle persone piace creare la migliore immagine di se stessi e poi nascondere lo schifo, ma la mia idea è di esporre tutto. L’essere umano deve essere onesto in merito a se stesso e agli altri. È okay non essere perfetti. È okay che tutti noi abbiamo problemi. È okay piangere, mostrare le emozioni.

COOPERAZIONE A DELINQUERE


Cooperazione a delinquere: ormai è pioggia di inchieste


Dall'ultimo caso di Ischia fino alle tre coop coinvolte nel "sistema Incalza" per realizzare le grandi opere. Quei soldi all'ex ministro Kyenge, Zingaretti e Sposetti


Se si volesse scherzare con il codice penale (ma solo per ironia, giacché la materia è serissima), si potrebbe inventare un nuovo reato: la «cooperazione a delinquere».




Un po' per celia e un po' perché tutti gli ultimi grandi scandali legati a fenomeni corruttivi che hanno interessato le Procure di mezza Italia vedono quasi sempre tra gli indagati esponenti di spicco delle coop, soprattutto di quelle «rosse». Insomma, la storica gemmazione del vecchio Pci, la terza via del fare impresa - né capitalismo né comunismo ma socialità - non è poi così diversa da quella tradizionale.

Il viaggio a ritroso non può non partire dalla fine. Con la coop rossa Cpl Concordia, gigante modenese della distribuzione del gas, che avrebbe «unto» numerose ruote, in particolare quelle del sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e dell'ex premier Massimo D'Alema, per garantirsi l'appalto per la metanizzazione dell'isola campana. Un contratto da 160mila euro all'albergo del primo cittadino ischitano, tre bonifici da 20mila euro a ItalianiEuropei (ma «nel Pd – giura il presidente Matteo Orfini – non credo ci sia questione morale»). Poi si contano i 2mila euro all'ex ministro Cécile Kyenge, altri 10mila nel 2013 per la Lista Civica Nicola Zingaretti, 10mila euro nel 2013 per l'ex tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti. Non trascurabili altri 6mila euro al Pd Comitato Provvisorio Roma che, sempre nel 2013, aveva ottenuto un finanziamento da 10mila euro dalla 29 Giugno di Salvatore Buzzi.

Basta tornare a due settimane fa ed è la Procura di Firenze a salire in cattedra denunciando il «sistema Incalza», cioè il potere del super dirigente del ministero delle Infrastrutture di indirizzare appalti e commesse. Nell'occhio del ciclone tre Coop rosse: la Cmc di Ravenna, partecipante al consorzio Cavet che ha realizzato la Tav Firenze-Bologna, è accusata di aver versato oltre 500mila euro a Incalza tra il 1998 e il 2008. Le fanno compagnia la reggiana Coopsette («favori» in cambio della nomina dell'imprenditore Perotti alla direzione di alcuni lavori) e la Cmb di Carpi. Ancora un po' indietro e si palesa la corruzione di Mafia Capitale. Al centro c'è sempre una cooperativa rossa, la 29 giugno di Salvatore Buzzi: una piccola grande holding di servizi da 59 milioni di fatturato. Dalle pulizie alla nettezza urbana, dai centri di accoglienza ai campi rom. Gestita da un dominus in grado di far sedere al proprio tavolo il presidente della LegaCoop, Giuliano Poletti (oggi ministro), e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «I classici risolutori di problemi, che vanno a mette' 'e mani nella merda». È il braccio destro di Buzzi, l'ex Nar Massimo Carminati, parlando proprio delle Coop a introdurre quel vocabolo triviale che si ritroverà anche nelle intercettazioni napoletane su D'Alema.

Nell'inchiesta milanese sugli appalti Expo, invece, si ritrova il colosso Manutencoop e anche un protagonista della prima Tangentopoli, il «compagno G.», ossia Primo Greganti, che aveva un contratto di consulenza con la Cmc di Ravenna. Cambiano città e temi, ma i protagonisti sono sempre le coop che, tra un «favore» e l'altro ai politici amici, riescono ad ottenere commesse pubbliche importanti. E anche il Mose di Venezia non è esente dal sistema. «Il 20% dei lavori alle aziende Iri, 60% a quelle private, 20% alle cooperative rosse», raccontò al pm Nordio un dirigente Italstat circa trent'anni fa. L'inchiesta dell'anno scorso ha dimostrato che l'impostazione non è cambiata molto. Le coop presenti nei consorzi che dovevano realizzare il sistema di barriere mobili «finanziavano» la politica per garantirsi la prosecuzione del sistema. E che dire dell'ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati che impose la Ccc di Bologna per la riqualificazione dell'area Falck di Sesto San Giovanni? E poiché le coop rosse sono nate e cresciute all'interno della «famiglia» Pci-Pds-Ds-Pd, occorre interrogarsi sulla natura di questo rapporto. In alcuni casi, i risvolti penali sono spariti per prescrizione, causa ridefinizione del reato di concussione da parte del governo Monti (con incluso salvataggio delle grandi coop). Ma c'è anche un sostanzioso profilo politico: Cpl Concordia, 29 giugno, Cmb, Ccc, Manutencoop e compagnia cantante sono spesso comparse nell'elenco dei finanziatori (leciti, per carità) del partito: sia di quello tinto di rosso dei vecchi Bersani, D'Alema e Veltroni sia quello più sbiadito di Renzi. I Comuni di Roma, Venezia e Ischia, la Provincia di Milano, se guidati dal centrosinistra, avevano, tra gli altri, un interlocutore privilegiato che, a sua volta, compariva tra gli sponsor del partito. E quando si parla di grandi appalti, il «sistema» non trascura mai o quasi mai le Coop. Forse non c'è nemmeno corruzione o concussione, è solo familiarità.
Gian Maria De Francesco
http://www.ilgiornale.it/news/politica/cooperazione-delinquere-ormai-pioggia-inchieste-1111585.html
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La rabbia di Paola Taverna è la rabbia di tutti gli italiani



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sabato 28 marzo 2015

SOLITUDINE


«La solitudine ti fa ascoltare l’anima e spegnere le luci finte.»
(Raffaele Morelli – La felicità è qui, Mondadori p.33)

«E’ necessaria una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sè e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere.
L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano: » (Rilke)

«E’ importante avere sempre un contenuto da portare in un rapporto, e spesso lo si trova nella solitudine.» (Jung)

“La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.”
(Carl Gustav Jung)

«…il trovarsi soli con il proprio Sé, o qualsiasi altro nome si voglia dare all’oggettività dell’anima. Essi devono esser soli, non c’è scampo, per far l’esperienza di ciò che li sorregge quando non sono più in grado di sorreggersi da sé. Soltanto questa esperienza può fornir loro un fondamento indistruttibile.»
(Jung in “Psicologia e Alchimia”)

«La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili. La solitudine cominciò con le esperienze dei miei primi sogni, e raggiunse il suo culmine al tempo in cui mi occupavo dell’inconscio. Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con gli altri.»
(C.G.Jung – Ricordi, Sogni, Riflessioni)

«Il soggetto umano è cambiato: l’intimità e la solitudine hanno perduto il loro valore, le qualità individuali sono divenute sempre più di tutti, il singolo ricerca la collettività, la moltitudine, spesso parossistica musica, l’espressione del noi invece che espressione dell’io.»
(Roland Barthes)

«Quindi nella solitudine c’è una percezione maestra che ci indica la via. Nella nostra cultura, la solitudine non è più vista come una saggia maestra che ci indica la via.
Nella nostra cultura, la solitudine non è più vista come una saggia maestra di vita, non è più un’alleata, ma una facile occasione per imitare modelli come quello del Grande Fratello. Per noi la solitudine è una maledizione, quando dovrebbe essere invece accolta come una buona notizia.
Che ci aiuta a indagare e a scoprire chi siamo.»
(Raffaele Morelli – La felicità è qui, Mondadori p.39)

«L’uomo cosmico non può temere la solitudine, perché nel cosmo non si è mai soli. […] Quando gli antichi, per capirsi bene, parlavano dei genitori, si interrogavano così: “Ma tu hai perso la mamma?” o “Hai perso la mamma che hai conosciuto?”; “Ma hai perso tua madre, o hai perso la madre che hai conosciuto?”. Ebbene la mamma del mondo, quell’energia che genera l’essere che sei, non si perde mai. E’ sempre lì è sempre stata lì. Quindi anche nella solitudine più totale il signore o la signora del mondo ti stanno guidando…Non siamo mai soli.»
(Raffaele Morelli – La felicità è qui, Mondadori p.36)

«Pensiamo che la nostra solitudine nasca dall’assenza di relazioni o da relazioni sbagliate. Abbiamo perso di vista la parola “solitudine” e il suo vero significato perché ci siamo identificati esclusivamente nelle relazioni che intratteniamo. E una volta compromesse ci ritroviamo nel deserto.»
(Raffaele Morelli – La felicità è qui, Mondadori p.34)

«I veri grandi spiriti costruiscono, come le aquile, i loro nidi a grandi altezze, nella solitudine.»
(Arthur Schopenhauer)

«Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. La nostra civiltà ci ha così coinvolti negli aspetti esteriori della vita, che poco ci rendiamo conto di questo bisogno. Eppure la possibilità che offre, per una completa realizzazione individuale, sono state messe in rilievo dalle filosofie e dalle religioni di tutti i tempi. Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori, ed anzi, l’incapacità di una solitudine costruttiva è per se stessa un segno di nevrosi. Il desiderio di star soli è un sintomo di distacco nevrotico soltanto quando l’associarsi alla gente richiede uno sforzo insopportabile, per evitare il quale la solitudine diviene l’unico mezzo valido.»
(Karen Horney “Our Inners Conflicts)

«…e tradire la propria solitudine può rivelarsi estremamente pericoloso (…). Si cerca un altro, un punto esterno a noi, per soffocare la tristezza, per avvolgere la solitudine: prevalgono la paura e l’ansia… […] Non c’è nulla di patologico nel cercare incoraggiamento nell’amicizia e nell’amore degli altri, direi anzi che si tratta di una manifestazione di piena salute; è di altro, però che stiamo parlando, dell’incapacità totale di fondare la propria esistenza intorno a un centro interiore e della compulsione a riempire sempre il proprio vuoto con punti di riferimento esterni, siano essi gli altri, il lavoro, le droghe e ogni altra forma di ‘addiction’. Il tradimento che questo modo di vita sottende si caratterizza come duplice: in primo luogo viene tradito il pianto dentro di noi, il pianto che si sforza penosamente di comunicarci qualcosa, proprio come un bambino inascoltato; in secondo luogo vengono traditi gli altri, quelli cui ci rivolgiamo per farci “riempire” un po’: in questo caso infatti per noi interessante è non tanto l’altro, con la sua umanità, ma il fatto che egli ci posa gratificare con la sua prestazione di presenza. (…) Ci interessa soltanto (…) soverchiare la tristezza con il rumore.»
(Amare Tradire: Quasi un apologia del tradimento, di Aldo Carotenuto, Edizioni Bompiani, p.65)

«Cerca la solitudine: in essa troverai te stesso, e alla natura leverai l’immenso inno dell’amore.»
(Ambrogio Bazzero – Scrittore italiano dell’800)

«Ma io ho bisogno di solitudine, cioè di guarire, di tornare in me, di respirare un’aria libera, leggera, gioconda…» (F.Nietzsche – Ecce Homo)

«Comincia sempre da te; in tutte le cose e soprattutto con l’amore.
….amore è portare e sopportare sè stessi. La cosa comincia così. Si tratta veramente di te; tu non hai ancora finito di ardere; devono arrivarti ancora altri fuochi finchè tu non abbia accettato la tua solitudine e imparato ad amare.»
(C.G.Jung – Libro Rosso)

«In ognuno, c’è qualcosa che non sarà mai compreso da nessuno. Questo qualcosa è la causa stessa della nostra solitudine, della solitudine che ci è connaturale. È questa solitudine rudimentale che dobbiamo accettare in primo luogo.»
(Madeleine Delbrêl)

«C’è una solitudine dello spazio
una solitudine del mare
una solitudine della morte, ma
sono tutte compagnia
paragonate a quell’altro spazio più nel fondo,
quella privatezza polare:
un’anima sola con se stessa
finita infinità.»
(E.Dickinson)

«L’opposto di solitudine non è stare insieme. È stare in intimità.» (Richard Bach)

‎”Odio quelli che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.”
(Friedrich Nietzsche)

“Sentire la solitudine dei re, senza il potere che consente loro di portare una corona.” (Byron)

“La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.”
(L’anno della morte di Ricardo Reis – JOSE’ SARAMAGO)

LINKS ( 28 03 15 )



le-citta-degli-elohim-i-ricercatori-giapponesi-stano-svelano-il-mistero-della-civilta-dell'indo
http://www.universo7p.it/le-citta-degli-elohim-i-ricercatori-giapponesi-stano-svelando-il-mistero-della-civilta-dellindo/

Mercoledì scorso il governo ucraino ha ricevuto i primi mezzi militari provenienti dagli Stati Uniti Il presidente ucraino Petro Poroshenko  ha ringraziato il governo statunitense per i 75 milioni di dollari di aiuto stanziati per Kiev.http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/03/ucrainaarrivate-armi-usa-al-governo-di.html

Hai lavorato una vita ma non sei riuscito per poco ad ottenere i requisiti per andare in pensione?HAI PERSO TUTTI I CONTRIBUTI VERSATI e non c’è modo di farteli restituire…
http://jedasupport.altervista.org/blog/economia/contributi-silenti-inps-truffa-legale/

Come un drogato in cerca di eroina, ci ritroviamo in una situazione di dipendenza che alterna momenti esaltanti quando le cose vanno bene a quelli deprimenti quando la situazione precipita.

Il risveglio della Natura – Fioriture e disgelo in Valtellina
http://workshop-fotografia.it/2015-05-03-il-risveglio-della-natura-fioriture-e-disgelo-in-valtellina/


LA STRAGE DELL’AIRBUS: E SE IL SUICIDIO FOSSE “UNA COPERTURA”? SPOPOLA SUL WEB QUESTA RICOSTRUZIONE TOTALMENTE DIFFERENTE DALLA (APPARENTEMENTE) FRETTOLOSA RICOSTRUZIONE UFFICIALE
http://www.grandecocomero.com/ricostruzione-incidente-strage-airbus-usa-america-hellads/

Un uomo ha deciso da 25 anni di vivere sotto terra. In realtà il suo intento è quello di creare della pura arte modellando e lavorando le rocce sabbiose del New Mexico. Quello che sta creando è davvero incredibile e non può che lasciare senza fiato.
http://www.globooggi.com/un-uomo-passa-25-anni-sotto-terra-cio-che-sta-creando-e-oltre-ogni-immaginazione-video/

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venerdì 27 marzo 2015

Germanwings:un danno collaterale dell’egocentrismo di massa.

Germanwings: gesto estremo, e senza senso, del copilota Andreas Lubitz

Andreas Lubitz, copilota dell'Airbus della Germanwings, ha azionato la perdita di quota dopo essersi rifiutato di aprire la porta della cabina al comandante

UN CASO DI EGOCENTRISMO DI MASSA
La cosa più inspiegabile di un gesto inspiegabile è il tentativo puerile di spiegarlo, d’ingabbiare l’assurdo nel tran tran, di far coincidere l’eccezione di tutte le eccezioni con una rassicurante spiegazione. Era “depresso” o “aveva problemi col pagamento del mutuo”. Oppure aveva “litigato con la fidanzata”.
Mettiamo, per esempio, che fosse andata davvero così. Che il copilota dell’A320, Andreas Lubitz , fosse stato mollato dalla ragazza la sera prima. Peggio. Lui l’ha beccata a letto col suo migliore amico e lei gli ha detto: «Be’, ora che hai visto come si scopa davvero, spegni la luce ed esci».
Così tutto si spiega? Per la maggioranza degli esseri umani sì, una stronza basta e avanza. Perché è la verità vera quella che ci spaventa, l’inspiegabile, l’assurda. Come quella di essere vivi su una palla rotolante nell’universo. E così i “decapitatori” dell’Isis ci fanno molta meno paura del copilota Andreas Lubitz se Andreas non avesse avuto uno straccio di problemi di coppia, di depressione o con le rate del mutuo. E soprattutto se non era un terrorista islamico. In quel caso ci saremmo sentiti tutti più tranquilli...
“Non fate troppi pettegolezzi” lasciò scritto Cesare Pavese sul comodino accanto al letto in cui si uccise. Ma Pavese era una persona educata, d’altri tempi. Non si sarebbe mai fatto esplodere la sera in cui vinse il premio Strega.
Che bisogno aveva, infatti, Andreas Lubitz, di far precipitare nel suo pozzo altre 140 persone nonché di distruggere un aereo da svariati milioni di euro, quando gli sarebbe bastato un solo flacone di barbiturici? Quale attrazione irresistibile lo ha irretito al punto da far planare, per così tanti lucidi minuti, il nostro aereo contro la sua montagna?
L’unica notizia per me certa è che siamo entrati nell’era dell’egocentrismo di massa. La globalizzazione più letale del narcisismo. La strage è già stata compiuta nelle nostre menti che ormai si avvitano solo su se stesse, in picchiata e incuranti degli altri. Quello di Andreas Liubitz e delle sue povere vittime è non soltanto un gesto inspiegabile, ma è soprattutto un danno collaterale dell’egocentrismo di massa.

Diego Cugia - Jack Folla
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giovedì 26 marzo 2015

SCARDINARE LA MATRIX DI VADIM ZELAND


di Vadim Zeland


Si può parlare della fine del mondo, degli extra-terrestri, dei sostenitori o degli oppositori di una qualsiasi causa, dei difetti e dei vizi della nostra società, persino del governo mondiale segreto, che si dice che governi il mondo. Ma non si può parlare in alcun modo dello scardinamento del sistema stesso. E’ un tabù. Avete mai sentito parlare di una cosa del genere?
Mentre tutto sembra procedere in modo lineare, forse anche la Tua Vita e secondo le regole prestabilite e inarrestabili sancite del progresso tecnologico, il sistema, la matrice, ha iniziato a collassare su se stessa, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. Una volta che ognuno di Noi, anche individualmente, alza il velo di questa apparente normalità, il processo appare come realmente è: del tutto fuori controllo.
Scardinare il Sistema Tecnogeno è ciò che ci restituirà la nostra Essenza: attualmente quasi tutti Noi siamo come anestetizzati a nostra insaputa, sopravviviamo, dormendo un sonno profondo della coscienza che nemmeno sospettiamo. Come visto in Matrix, il Film, siamo batterie che alimentano un mostro chiamato appunto matrix; inconsapevoli viti d’ingranaggio di un sistema autoregolato e distruttivo che continuiamo ad alimentare. Siamo pendoli che oscillano come imposto dalla matrix; ingranaggi senza volontà e se non fermiamo tutto questo, continueremo a riempire le file di quelli che marciano nella direzione che è stata loro indicata.
Se lo fanno tutti è giusto, ci dicono, serriamo i ranghi e non abbandoniamo le file. PUTTANATE!
L’alternativa c’è e non è là fuori, non è nel nuovo telefonino ultra tecnologico…ma dentro se stessi! Se iniziamo ad osservare le cose rimanendo non dentro al sistema, ma da una posizione di Osservatore Consapevole, come Neo in Matrix, ne scopriremo le carte, le regole, i trucchi, e sfrutteremo la matrix a nostro vantaggio.
Non si tratta di questioni di ecologia dell’ambiente, ma di un problema diverso, e non meno serio. Perché, anche se non si è rivelato ancora in modo esplicito, esso nasconde dentro di sé una minaccia nei confronti dell’essere più importante: l’uomo, la sua libertà e individualità. Il problema riguarda l’ecologia dello spirito, che per qualche motivo interessa a pochi. L’attenzione generale viene deviata verso le questioni più irrilevanti e insignificanti, mentre nel frattempo il mondo sta cambiando rapidamente e dalla sua parte meno visibile, dal retro. Può sembrare che nulla stia succedendo, ma non è così. In realtà, qualcosa avviene.
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Esteriormente, questo qualcosa non si manifesta in modo particolare. Tutto sembra procedere al solito, con la nostra civiltà impegnata a seguire il cammino del progresso tecnologico. Di fatto, però, il progresso, inteso come processo portatore di frutti utili per l’uomo, si è già concluso e si sta muovendo verso una direzione unicamente favorevole al sistema, come una struttura che si evolve in modo autonomo. Il sistema, come un cancro, ha cominciato da solo a crescere in modo molto attivo, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. E tutto ciò è indizio del fatto che il processo si trova già fuori controllo.
Per l’uomo questa situazione non è priva di conseguenze: le sue capacità alla fin fine si bloccano, le sue potenzialità vengono drasticamente ridotte e ciò proprio allo scopo di evitare la sua interferenza, evitare cioè che egli ostacoli il sistema impedendogli di evolversi come serve al sistema stesso. L’uomo però non vede e non sente nulla, perché “l’operazione” avviene in anestesia generale, il paziente viene portato in uno stato di sonno profondo, che egli nemmeno sospetta. Nella coscienza dell’uomo viene inserito il codice:
[Sta seduto buono al tuo posto, nella tua cella, e fai clic sul pulsante, come si deve. Crea i prodotti del sistema, e consuma tutto quello che il sistema ti dà. Rispetta le regole del pendolo, “fai come faccio io.” Segui il principio della società: “Se lo fanno tutti, allora è giusto.” E che non ti venga in mente di abbandonare le file! E, ancora, la cosa più importante: sii sempre collegato con la rete. Sii nel sistema. Non separarti mai dai gadget che ti permettono di esserlo sempre. Presta attenzione al flusso di informazioni in entrata. Partecipa al coro collettivo, rispondi ai comandi per essere sempre in risonanza con la rete, per esserne una parte. Non cercare la tua strada: essa ti verrà indicata. Non pensare, non affaticare la testa: ti verrà tutto raccontato e mostrato. Devi fare una cosa sola: imparare a rispondere ai comandi nel modo più primitivo, formarti i riflessi condizionati necessari per rispondere al posto giusto e al momento giusto, con un clic di mouse, con un bottone, con un carrello della spesa o con una scheda elettorale. E quando arriva l’ora X, sii pronto a riempire le fila numerose di tutti quelli che marciano in direzione di….insomma, la direzione te la indicheranno. L’importante è che tu, ingranaggio, sia pronto.]
Provate ad immaginare di essere arrivati al lavoro o all’università, e di aver trovato là un sogno collettivo. Tutti vogliono avere successo, ma agiscono come se fossero in sogno, a livello di algoritmi e istinti comuni. Anche voi vorreste avere successo e distinguervi dalla massa generale ma come potete ottenerlo se siete degli ingranaggi, in marcia al passo con tutti, con lo stesso livello di coscienza e energia degli altri? Ora la massa e’ colta, tutti hanno letto “The Secret”. Anche voi lo conoscete. E allora? Qual è il vostro vantaggio rispetto agli altri? Nessuno. Avete anche voi poche chance.
Un sistema tecnologico, per sua natura, è distruttivo, sia rispetto alla biosfera del nostro pianeta sia rispetto a quella delle persone. Ma siccome nel mondo tutto tende all’equilibrio, per ogni azione finalizzata a violare l’armonia si trova una reazione corrispondente. In questo processo di confronti nasce la Forza di cui si diceva sopra. Non si tratta di distruggere il sistema, che probabilmente è un fatto impossibile, a meno che il sistema non si distrugga da solo o non venga distrutto da un cataclisma naturale. Però c’è la possibilità di ottimizzare significativamente la qualità della propria vita e ciò si può ottenere se si conoscono i principi del funzionamento del sistema e le sue regole del gioco, quelle non dichiarate. Ci si può trovare all’interno del sistema, giovarsene a proprio vantaggio e al contempo non esserne vincolati.
E ora immaginatevi una scena diversa. La vostra coscienza è libera e chiara. Il potenziale energetico è molto più alto di quello comune. Avete smesso di pensare e di fare “come tutti”. Siete usciti dai ranghi, senza però abbandonarli. Fingete di essere dei sognatori, ma da svegli. Ora vi è assolutamente chiaro che tutt’intorno tutti dormono, mentre voi siete svegli.
http://www.manipurastudio.it/scardinare-la-matrix-di-vadim-zeland-2/
http://altrarealta.blogspot.it/

vedi anche
http://altrarealta.blogspot.it/2013/10/scardinare-il-sistema-tecnogeno.html

http://altrarealta.blogspot.it/2013/12/risvegliati-dallincubo.html