la realta' è un'altra

domenica 26 giugno 2016

La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta - e non è ciò che credete

Sono ormai passati cent'anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta - e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera. Lo credevo anch'io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c'è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c'è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato - e che di storia ne esiste un'altra, molto diversa, che aspetta ancora d'esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.

Se faremo nostra questa nuova storia ci toccherà cambiare non solo la guerra alla droga. Dovremo cambiare noi stessi.

Ciò che ho imparato l'ho appreso da un mucchio di persone straordinariamente diverse che ho incontrato lungo i miei viaggi. Dagli amici ancora vivi di Billie Holiday, da cui ho scoperto che il fondatore della guerra alla droga l'aveva perseguitata, contribuendo alla sua morte. Da un dottore ebreo portato di nascosto via dal ghetto di Budapest quand'era piccolo, per poi scoprire da adulto i segreti della dipendenza. Da un trafficante transessuale di crack a Brooklyn, concepito quando la madre, dipendente dal crack, fu stuprata dal padre, un agente della polizia di New York. Da un uomo che è stato relegato in fondo a un pozzo per due anni da una dittatura dedita alla tortura, per poi riemergerne e finire un giorno col venire eletto presidente dell'Uruguay, segnando così gli ultimi giorni della guerra alla droga.

Avevo un motivo piuttosto personale per andare alla ricerca di tutte queste risposte. Uno dei miei primi ricordi da piccolo è stato quella di provare a svegliare un mio parente, senza riuscirci. Da allora mi sono rigirato in testa uno dei misteri essenziali della dipendenza - cos'è che fa sì che ci sia gente che diventa tanto ossessionata da una droga, o da un determinato comportamento, da non riuscire più a fermarsi? Come si può fare per aiutare quella gente a tornare da noi? Crescendo, un altro dei miei parenti più stretti sviluppò una dipendenza da cocaina, e io iniziai un rapporto con una persona dipendente dall'eroina. In un certo senso la dipendenza per me era di casa.

Se tempo fa mi aveste chiesto quale fosse l'origine della dipendenza dalla droga, vi avrei guardato come degli idioti, e vi avrei detto: "Beh, la droga, no?". Non era difficile da capire. Ero convinto di averlo esperito in prima persona. Siamo tutti in grado di spiegarlo. Supponiamo che voi e me, insieme ai prossimi venti passanti, stabilissimo di somministrarci per venti giorni di fila una droga veramente potente. Siccome queste droghe sono dotate di forti ganci chimici, se il ventunesimo giorno poi smettessimo, i nostri corpi finirebbero per bramare quella sostanza. Una bramosia feroce. Saremmo dunque diventati dipendenti da essa. Ecco che cosa significa 'dipendenza'.

La teoria è stata in parte codificata grazie agli esperimenti compiuti sui topi - entrati nella psiche collettiva americana negli anni '80 grazie a una nota campagna pubblicitaria di Partnership for a Drug-Free America. Potreste ricordarla. L'esperimento è piuttosto semplice. Mettete un topo in gabbia, da solo, con due bottiglie d'acqua. Una contiene solo acqua. L'altra anche eroina o cocaina. Quasi ogni singola volta in cui l'esperimento viene ripetuto, il topo finirà ossessionato dall'acqua drogata, e tornerà a chiederne ancora fino al momento in cui morirà.

La pubblicità lo spiegava così: "C'è solo una droga in grado d'indurre tanta dipendenza, e nove topi di laboratorio su dieci ne faranno uso. Ancora. E ancora. Fino alla morte. Si chiama cocaina. E a voi può fare lo stesso".

Tuttavia negli anni '70 un docente di psicologia a Vancouver di nome Bruce Alexandernotò qualcosa di strano in questo esperimento. Il topo viene messo in una gabbia da solo. Non ha altro da fare che somministrarsi la droga. Che succederebbe allora, si chiese, se lo impostassimo diversamente? Così il professor Alexander costruì un 'parco topi'. Una gabbia di lusso all'interno della quale i topi avrebbero avuto a disposizione delle palline colorate, il miglior cibo per roditori, delle gallerie nelle quali zampettare e tanti amici: tutto ciò a cui un topo metropolitano avrebbe potuto aspirare. Che cosa sarebbe accaduto in quel caso, si chiedeva Alexander?

Nel 'parco topi' tutti ovviamente finivano per assaggiare l'acqua di entrambe le bottiglie, non sapendo che cosa ci fosse dentro. Ma ciò che successe in seguito fu sorprendente.

Ai topi che facevano una bella vita l'acqua drogata non piaceva. Perlopiù la evitavano, consumandone meno di un quarto rispetto ai topi isolati. Nessuno di loro morì. E mentre tutti i topi tenuti soli e infelici ne facevano uso pesante, ciò non accadeva ad alcuno di quelli immersi in un ambiente felice.

All'inizio pensai che si trattasse soltanto di una stranezza dei topi, finchè non scoprii che - nello stesso periodo dell'esperimento del 'parco topi' - c'era stato il suo equivalente umano. Si chiamava guerra in Vietnam. La rivista Time scriveva che fra i soldati americani l'uso di eroina era "comune quanto quello della gomma da masticare", e che ce n'erano delle prove concrete: stando a una ricerca pubblicata negli Archives of General Psychiatry circa il 20 per cento dei soldati americani in quel Paese erano diventati dipendenti dall'eroina. In tanti se ne sentirono comprensibilmente terrorizzati; convinti che alla fine della guerra in patria sarebbe rientrato un enorme numero di tossicodipendenti.

La verità è che circa il 95 per cento dei soldati che avevano sviluppato quella dipendenza - stando alla medesima ricerca - in seguito semplicemente non si drogarono più. In pochi furono costretti alla riabilitazione. Il fatto è che erano passati da una gabbia terrificante a una piacevole, per cui smisero di anelare alla droga.

Il professor Alexander ritiene che questa scoperta contesti in modo profondo sia il punto di vista destrorso, per cui la dipendenza non è che una questione 'immorale' generata dagli eccessi dell'edonismo festaiolo, sia quello liberal per cui la dipendenza è quel male che attecchisce all'interno di un cervello alterato dalle sostanze chimiche. Anzi, argomenta, la dipendenza è una forma d'adattamento. Non sei tu. È la tua gabbia.

Dopo la prima fase del 'parco topi' il professor Alexander portò avanti il test. Tornò a ripetere gli esperimenti originari, quelli in cui i topi venivano lasciati da soli e facevano compulsivamente uso della droga. Lasciò che ne facessero uso per cinquantasette giorni - una quantità di tempo sufficiente ad agganciarli. Poi li portò fuori dall'isolamento, collocandoli all'interno del 'parco topi'. Voleva capire se, una volta sviluppata una dipendenza, il cervello risultasse talmente alterato da non potersi più riprendere. Se le droghe in effetti s'impossessavano di te. Ciò che accadde risultò - ancora una volta - stupefacente. I topi mostravano qualche problema d'astinenza, ma smettevano presto di farne uso intensivo, tornando a vivere una vita normale. La gabbia buona li aveva salvati (i riferimenti precisi a tutte le ricerche a cui faccio riferimento sono nel libro).

Quando per la prima volta incappai in tutto questo rimasi perplesso. Che senso aveva? Questa nuova teoria criticava in maniera talmente radicale ciò che ci era stato detto che sembrava non potesse esser vera. Ma più scienziati intervistavo, più consultavo le loro ricerche, più scoprivo cose che non sembravano aver alcun senso - a meno che non si prendesse in considerazione questo nuovo approccio.

Ecco l'esempio di un esperimento che si sta conducendo, e che un giorno potrebbe riguardarvi direttamente. Se oggi v'investissero e subiste una frattura al bacino, vi verrebbe probabilmente somministrata la diamorfina, nome medico dell'eroina. Nell'ospedale in cui vi troverete ci sarà tanta altra gente a cui viene somministrata l'eroina per lunghi periodi, per attenuarne il dolore. L'eroina che vi darà il medico sarà molto più pura e potente di quella adoperata dai tossici per strada, costretti a comprarla da spacciatori che la tagliano. Ragion per cui, se la vecchia teoria della dipendenza fosse valida - sono le droghe a causarla, perché fanno sì che il tuo corpo ne senta il bisogno - la conseguenza sarebbe ovvia. Un mucchio di gente dovrebbe lasciare l'ospedale per finire alla ricerca di una dose per strada, assecondando la dipendenza che avrebbero sviluppato.

Ma ecco la cosa strana: questo praticamente non succede mai. Come il medico canadese Gabor Mate mi ha spiegato per la prima volta, coloro che ne fanno uso medico poi semplicemente smettono, pur essendo stata loro somministrata per mesi. La medesima droga, fruita per la medesima quantità di tempo, trasforma chi ne fa uso per strada in tossici disperati, lasciando immutati i pazienti d'ospedale.

Se siete ancora convinti - come anch'io un tempo - che la dipendenza sia causata dai ganci chimici, la cosa non avrà alcun senso. Ma se credete alla teoria di Bruce Alexander, tutto torna. Il tossico per strada è un po' come i topi della prima gabbia, isolato, solo, con un'unica fonte di consolazione a portata di mano. Il paziente d'ospedale è come il topo della seconda gabbia. Si prepara a tornare a casa, a una vita in cui sarà circondato dalla gente che ama. La droga è la stessa, l'ambiente però è diverso.

Questo ci fornisce un'intuizione che va ben oltre il bisogno di comprendere i tossicodipendenti. Il professor Peter Cohen sostiene che gli esseri umani abbiano una profonda necessità di formare legami ed entrare in contatto gli uni con gli altri. È così che ci gratifichiamo. Se non siamo in grado di entrare in contatto con gli altri, entreremo in contatto con qualsiasi altra cosa - il suono di una roulette che gira, o l'ago di una siringa. Lui è convinto che dovremmo smettere del tutto di parlare di 'dipendenza', e chiamarla piuttosto 'legame'. Un eroinomane si lega all'eroina perché non è stato in grado di legare in modo altrettanto forte con nient'altro.

Ragion per cui il contrario della dipendenza non è la sobrietà. Ma il contatto umano.

Quando ho saputo tutto questo, ho scoperto di aver cominciato a convincermene, ma non sono comunque riuscito a liberarmi da un dubbio assillante. Tutti questi scienziati sono forse convinti che i ganci chimici non facciano alcuna differenza? Così me l'hanno spiegato - puoi diventare dipendente dal gioco d'azzardo, e nessuno penserà mai che t'inietti un mazzo di carte in vena. Per cui potrai avere il massimo della dipendenza, e nessun gancio chimico. Ho partecipato a un incontro dei giocatori d'azzardo anonimi di Las Vegas (col permesso di tutti i partecipanti, che sapevano di essere osservati) e mi sembravano chiaramente dipendenti, tanto quanto qualsiasi altro cocainomane o eroinomane io abbia mai incontrato. Eppure di ganci chimici sul tavolo da gioco non ce ne sono.

Di certo, però, ribattevo, le sostanze chimiche lo dovranno svolgere un qualche ruolo. Salta fuori che esiste un esperimento in grado di rispondere in termini molto precisi a questa domanda. L'ho scoperto leggendo il libro The Cult of Pharmacology, di Richard DeGrandpre.

Tutti concordano sul fatto che il fumo della sigaretta sia uno dei più grandi generatori di dipendenza. I ganci chimici del tabacco derivano da una droga al suo interno chiamata nicotina. Quando nei primi anni '90 sono stati sviluppati i cerotti alla nicotina ci fu un grande ottimismo - i fumatori di sigaretta avrebbero potuto godersi tutti gli amati ganci chimici senza le sporche (e letali) controindicazioni del fumo. Sarebbero stati liberi.

Ma la Direzione generale della sanità ha scoperto che appena il 17,7 per cento dei fumatori di sigarette sono in grado di mettere adoperando i cerotti alla nicotina. Ora, non è proprio roba da nulla. Se le sostanze chimiche rappresentano il 17,7 per cento della dipendenza, come si è dimostrato, si parla comunque di milioni di vite rovinate in tutto il mondo. Ciò che però si scopre, ancora una volta, è che la storia che ci è stata insegnata sui ganci chimici come Causa della Dipendenza, per quanto vera, non è che un frammento all'interno di un mosaico più vasto.

Le implicazioni per l'ormai centenaria guerra alla droga sono notevoli. Quest'enorme crociata - che come ho avuto modo di osservare uccide gente dai centri commerciali messicani alle strade di Liverpool - si fonda sulla convinzione che sia necessario eliminare fisicamente una vasta quantità di sostanze chimiche perchè s'impossessano dei cervelli della gente e ne causano la dipendenza. Ma se non sono le droghe a portare alla dipendenza - se anzi a causarla è quel senso di scollegamento dagli altri - tutto questo non ha alcun senso..

Ironicamente la guerra alla droga non fa che alimentare i macro fattori che portano alla dipendenza. Ad esempio mi sono recato in una prigione in Arizona - 'Tent City' - dove per punirli per l'uso di droga i detenuti vengono costretti per settimane e settimane all'interno di minuscole celle d'isolamento in pietra (le chiamano 'il Buco'). Cioè quanto di più vicino si possa arrivare a ricreare per gli uomini le gabbie che garantivano la dipendenza letale dei topi. E quando poi quei detenuti ne fuoriescono, la fedina penale impedirà loro di essere assunti - garantendone per sempre l'isolamento. L'ho visto accadere in diversi casi a persone che ho incontrato in giro per il mondo.

Esiste un'alternativa. Si può costruire un sistema concepito per aiutare i tossicomani a rientrare in contatto col mondo - lasciandosi la dipendenza alle spalle.

Non è teoria. Succede davvero. L'ho visto coi miei occhi. Quasi quindici anni fa il Portogallo aveva una delle situazioni peggiori di tutta Europa quanto a diffusione degli stupefacenti, con l'1 per cento della popolazione dipendente da eroina. Avevano provato con la guerra alla droga, e il problema non faceva che peggiorare. Così decisero di fare qualcosa di drasticamente diverso. Stabilirono di depenalizzare tutti gli stupefacenti, rinvestendo il denaro che prima spendevano per arresto e detenzione del tossicomane, e adoperandolo invece per rimetterlo in comunicazione - coi propri sentimenti e con la società più ampia. Il passo determinante è quello di assicurargli un'abitazione stabile e un posto di lavoro sociale così da offrirgli uno scopo nella vita, e una ragione per alzarsi dal letto. Li osservavo mentre venivano aiutati all'interno di ambulatori ricchi di calore umano e accoglienti, per imparare a tornare in contatto coi propri sentimenti, dopo anni di trauma e di silenzioso stordimento dovuto alle droghe.

Uno degli esempi di cui sono venuto a conoscenza è un gruppo di tossicodipendenti a cui è stato offerto un prestito per mettere in piedi una piccola azienda di traslochi. D'un tratto erano diventati un gruppo, legarono tutti fra loro, e con la società, e si fecero responsabili della cura dell'altro.

I primi risultati stanno arrivando. Una ricerca indipendente del British Journal of Criminology ha scoperto che dal momento della sua totale depenalizzazione le dipendenze sono crollate, e l'uso di stupefacenti da iniezione è diminuito del 50 per cento. Lasciatemelo ripetere: l'uso di stupefacenti da iniezione è diminuito del 50 per cento. Il risultato della depenalizzazione è stato un successo talmente chiaro che in pochi in Portogallo aspirano a tornare al vecchio sistema. Il primo oppositore della depenalizzazione, nel 2000, era stato Joao Figueira, il più importante poliziotto antidroga del Paese. All'epoca lanciava quel genere di avvertimenti che ci si aspetterebbe dal Daily Mail o da Fox News. Ma quando poi ci siamo incontrati a Lisbona, mi ha spiegato come le sue previsioni non si siano avverate, e come oggi lui speri che tutto il mondo segua l'esempio del Portogallo.

Tutto ciò non riguarda solo i tossicodipendenti a cui voglio bene. Riguarda tutti noi, perché ci costringe a pensare a noi stessi in maniera diversa. Gli esseri umani sono animali sociali. Abbiamo bisogno legare, di entrare in contatto e di amare. La frase più saggia del ventesimo secolo appartiene a E.M. Forster: "Mettetevi in contatto". Ma noi abbiamo creato un ambiente e una cultura che ci isolano da ogni forma di connessione, o che ce ne offrono solo la parodia generata da internet. La crescita delle dipendenze è il sintomo di un male profondo del modo in cui viviamo - volgendo costantemente lo sguardo all'ennesimo gadget luccicante da acquistare, piuttosto che agli esseri umani intorno a noi.

Lo scrittore George Monbiot l'ha chiamata "l'epoca della solitudine". Abbiamo creato società umane all'interno delle quali isolarsi da ogni legame è più facile che mai prima d'ora. Bruce Alexander - l'ideatore del 'parco topi' - mi ha spiegato come per troppo tempo non abbiamo fatto altro che parlare della riabilitazione dell'individuo dalla dipendenza. Ciò di cui abbiamo bisogno di parlare oggi è la riabilitazione sociale - un modo per riabilitare noi tutti, insieme, dal male dell'isolamento che ci sta avvolgendo come una spessa coltre di nebbia.

Ma queste nuove scoperte non rappresentano esclusivamente una sfida politica. Non sono solo le nostre menti che c'impongono di cambiare. Ma i nostri cuori.

Amare un tossicodipendente è davvero dura. Quando guardavo alle persone dipendenti a cui volevo bene, una volta avevo sempre la tentazione di seguire i consigli di reality show come Intervention - intimando a chi aveva una dipendenza di mettersi in riga, o allontanandolo. Il messaggio era che un tossicodipendente che non è in grado di smettere dovrebbe essere rifiutato. È la logica della guerra alla droga, interiorizzata nel privato. E invece, come ho avuto modo di capire, ciò non fa che peggiorare la loro condizione - e potresti finire per perdere del tutto la persona. Quando sono tornato a casa ero determinato a tenermi stretto più che mai le persone dipendenti che facevano parte della mia vita - facendo loro capire che il mio amore per loro è incondizionato, cioè indipendente dal fatto che smettano o che non ci riescano.

Quando sono tornato dal mio lungo viaggio ho guardato in faccia il mio ex-ragazzo, in crisi d'astinenza, che tremava sul letto degli ospiti, e ho pensato a lui in maniera diversa. Da un secolo intoniamo canti di guerra contro i tossicodipendenti. Asciugandogli la fronte mi è venuto in mente che forse quello che avremmo dovuto fare in tutto questo tempo sarebbe stato cantargli delle canzoni d'amore.

Questo blog è stato pubblicato originariamente su Huffington Post United States ed è stato tradotto dall'inglese all'italiano da Stefano Pitrelli.

http://altrarealta.blogspot.it/

L'Unione Europea é STATA FONDATA DAI NAZISTI

Walter Hallstein, primo presidente dell'Unione Europea, fu il giurista nazista che definì le leggi per sottomettere le nazioni europee conquistate da Hitler.

Lo stesso Walter Hallstein fu poi tra i padri fondatori della Unione Europea, ne fu il primo presidente e fu presidente della commissione europea per nove anni, dal 1958 al 1967.


Walter Hallstein per nove anni, dal 1958 al 1967 fu l’architetto in capo della costruzione dell’Unione Europea, comandando un’armata di migliaia di burocrati al di fuori di ogni controllo democratico.

L'Unione Europea di Bruxelles non è una democrazia ma una dittatura perché il popolo non può eleggere la Commissione Europea che non può nemmeno essere destituita.

APPROFONDISCI QUI guardando la slide:
http://www.slideshare.net/daniele…/walter-hallstein-26789394

Link Sito UE: http://europa.eu/…/founding-fat…/pdf/walter_hallstein_it.pdf
NOI - il cambiamento

http://altrarealta.blogspot.it/

TERRORISMO PSICOLOGICO



si sono scatenati, sull’isola e sul continente, i catastrofisti impegnati in un esercizio di terrorismo psicologico che nulla ha risparmiato. In caso di Brexit possiamo attenderci, noi e loro, lo scioglimento del Polo Nord e la desertificazione, l’invasione delle cavallette e la moria delle balene. Il tutto accompagnato dalla povertà assoluta per l’umanità intera, la disoccupazione generale, la fame nel mondo e, soprattutto, l’aumento dei costi dell’Erasmus.


Ovvio che, di fronte a questa ondata di terrorismo mediatico, le Borse siano crollate. E quella di Milano in particolare. Perché l’immancabile esperto ha spiegato che, per qualche ragione astrusa, il Paese al mondo che sarebbe maggiormente penalizzato dalla Brexit è proprio l’Italia. Si paventano espulsioni di massa dei camerieri italiani dai ristoranti e dalle pizzerie di Londra, l’aumento delle tasse e delle tariffe (in Italia, non oltre Manica), una concorrenza spietata da parte britannica nei confronti dei prodotti del Made in Italy. I produttori di Barolo e Brunello non sembrano così preoccupati, ma evidentemente si sbagliano. Ed il crollo della Borsa lo prova.


Ne ho sentite di tutti i colori, notizie che rasentano il ridicolo, il terrorismo psicologico del dopo referendum per la brexit é in atto, tutti i notiziari enfatizzano i lati negativi, basta voli low coast
i calciatori stranieri non potranno più' giocare in Italia, i camerieri non potranno più lavorare in Inghilterra , una vera tragedia tanto che a sentire i mass media gli elettori per il LEAVE sono pentiti
e vorrebbero rivotare per il REMAIN, ma la notizia più' sconvolgente é che non sarà' più' finanziata la serie televisiva "il trono di spade" AZZZ

IvanoV Antar Raja

http://altrarealta.blogspot.it/

sabato 25 giugno 2016

PENSATE IN UN PERIODO DI CRISI LE FAMIGLIE ITALIANE HANNO VISTO CRESCERE I LORO RISPARMI


http://altrarealta.blogspot.it/

ma come é possibile che un simile personaggio sia presidente del consiglio ?????

INTERVISTA A BEPPE GRILLO; DEMOCRAZIA DIRETTA

http://altrarealta.blogspot.it/

Intervista del 23 mar 2015

Grecia, Democrazia Diretta, uscire dall'euro: questi i principali argomenti trattati in questa splendida intervista a Beppe Grillo da una famosa televisione greca.
L'Italia si avvicina sempre di più al collasso greco: è un dato di fatto. Bisogna prendere decisioni drastiche e immediate dando, finalmente, sovranità ai popoli.

venerdì 24 giugno 2016

Il Regno Unito ha seppellito l'Europa. Bomba-Brexit, vince il SI

Un sonoro, storico e drammatico schiaffo all'Europa. Dopo un lungo testa a testa, dopo un duello all'ultimo voto, ecco il verdetto: vince il "sì" alla Brexit. Il Regno Unito dice addio all'Europa. A favore della Brexit il 51,7% dei votanti, contro il 48,2% a favore del "remain". Un verdetto che ha sovvertito le prime indicazioni della notte, secondo le quali, dagli opinion poll in poi, era davanti il fronte pro-europeista. La Bbc, da par suo, è stata la prima ad annunciare la vittoria del Leave.

Un momento storico, e drammatico, tanto che sui mercati finanziari globali il panico ha già iniziato a diffondersi: la sterlina è in caduta libera, le Borse asiatiche, aperte a scrutinio in corso, stanno precipitando. L'ultima speranza per gli europeisti erano i dati in arrivo da Londra e Scozia, che però difficilmente avrebbero capovolgere il verdetto. Un "gigante" come il Regno Unito, dunque, dice addio alla Ue: ora entreremo in territori che ancora non sono stati esplorati.

Il dato sull'affluenza si è attestato al 72,1%, più basso rispetto a quanto affermato dopo i primi conteggi della serata. Il picco dell'84% è stato registrato a Gibilterra, dove il "remain" ha stravinto con il 95,4 per cento.

Ma tant'è: il Regno Unito è fuori dall'Unione Europea. L'alba di una nuova Europa, dove ci si può ribellare, dove si può anche andare via. Un giorno che, e per una volta lo si può dire senza esagerazioni, fa la storia.

Farage;
"È una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l'inganno"



http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11922614/brexit-regno-unito-vittoria-si-fuori-dall-europa.html

MOMENTO STORICO



Questo non è un momento storico solo per l’Inghilterra oggi è un momento storico per tutti i popoli europei che si vedono restituiti dagli inglesi la speranza di potere scegliere.

Oggi è il giorno in cui l’arroganza degli eurocrati e delle elite europee ha perso, tuttavia la guerra è appena cominciata e gli inglesi hanno solo sparato il primo colpo.Amici miei io sono felice.

Sono felice anche oltre quanto avrei pensato di potere essere per una vicenda che alla fine non avrà grandi effetti sulla mia vita e vedrete che nell’immediato, dopo un primo momento di panico i mercati sorretti dalle banche centrali si normalizzeranno.

Però sono felice perché sento che la cappa oppressiva di questo maledetto mostro chiamato Europa almeno oggi si è squarciato.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/brexit-esiste-ancora-la-liberta.html

http://altrarealta.blogspot.it/

Buongiorno amici. Abbiamo vinto! La Gran Bretagna ha aperto una breccia nel Muro della dittatura europea. Ora tocca a tutti noi. Riscattiamo la nostra sovranità nazionale, monetaria, legislativa, giudiziaria, nella difesa e sicurezza. Mobilitiamoci per salvare gli italiani e far rinascere l'Italia. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!

Magdi Cristiano Allam

giovedì 23 giugno 2016

LA SANTA INQUISIZIONE AVEVA LO SCOPO DI DISTRUGGERE LA VERA MEDICINA!

LA CHIESA E CONCORRENZA MEDICA

Articolo di Scienza di Confine:

Ieri la “caccia alla droga” illuminava le piazze del mondo, bruciando al rogo le streghe, oggi si sbattono i giovani a marcire nelle prigioni di cemento.

Come non tornare allora con la memoria ai tempi affascinanti dell’Inquisizione e della caccia alle streghe? Se si volesse fare una storia della nostrana guerra alle droghe bisognerebbe partire da qui.

LO STERMINIO DIMENTICATO e LE ERBE MEDICHE
Estraiamo alcune cose dal libro di Carlo Ginzburg “Storia Notturna”

Quel che più ci interessa è che quella della Chiesa, ci spiega lo storico, era prima di tutto una guerra per imporre l’autorità del prete al di sopra di quella delle streghe e delle guaritrici a cui la gente si rivolgeva per cure generalmente basate su quella che oggi chiamiamo l’Erboristeria…

In un periodo in cui la medicina scientifica in Europa ancora non esisteva – quando nascerà , per stessa ammissione del buonParacelso, sarà più indebitata alla cultura delle streghe che ai vari Ippocrate greci che in realtà non si filava nessuno – la scelta per la gente del popolo era limitata essenzialmente a questo:

o le pozioni di erbe delle megere (streghe e donne guaritrici). oppure la preghiera e l’acqua santa…

LA VERA MEDICINA POPOLARE

Un grande numero di donne condannate a morte durante la caccia alle streghe erano donne che esercitavano l’attività di guaritrici nelle loro comunità.

Le donne facevano le guaritrici da secoli, c’è una lunga genealogia di donne guaritrici. In Europa furono le responsabili della salute della comunità fino a quando iniziò la caccia alle streghe, essendo le conoscitrici, trasmettitrici e verificatrici di una sapienza ancestrale popolare trasmessa di madre in figlia.

Di fatto, sono considerate da diversi studiosi
e studiose le prime mediche e anatomiste
della storia occidentale…

oltre che le prime farmacologhe, per la loro coltivazione e raccolta di piante medicinali. Erano le conoscitrici dei segreti della medicina empirica.

Per questa ragione erano conosciute dalla comunità come “donne sapienti”. Tuttavia le istituzioni, temendo la loro influenza, le chiamarono “chafarderas” (pettegole), prima di chiamarle streghe.
Le donne conoscevano le applicazioni medicinali di molte erbe e piante e tali conoscenze si imparavano di generazione in generazione da tempi anteriori alla istituzionalizzazione del cristianesimo.

Pare che queste donne mescolassero lepratiche curative con vecchi riti pagani anteriori al cristianesimo. La patina magica che rivestiva la conoscenza delle piante e l’elaborazione di creme e unguenti sembra derivare da questi vecchi riti religiosi.

Questo fu uno dei fattori che contribuì a considerare l’esistenza di una relazione speciale tra queste donne e il corpo, con il guarire il corpo ma anche con il rapporto tra mente e corpo.

Le streghe-guaritrici usavano analgesici, calmanti e medicine digestive, così come altri preparati per diminuire i dolori del parto, nonostante la posizione contraria della Chiesa, secondo la quale a causa del peccato originale le donne dovevano partorire con dolore.

Usarono la belladonna (foto) per fermare le contrazioni dell’utero in caso di minaccia di aborto e alcune fonti indicano una strega inglese come scopritrice della digitale, che si usa oggi per curare le malattie coronariche.

Di fatto Paracelso, considerato il “padre della medicina moderna”, affermò nel XVI secolo che tutto quello che sapeva lo aveva imparato dalle streghe.
Con la caccia alle streghe
parte di questa conoscenza si perdette…

Ora avete capito perché la Chiesa ci tenesse tanto a metterle le donne sul rogo!!

Ora sapete a chi dobbiamo la perdita di tutta quella conoscenza medica, portata avanti nei secoli grazie alle tradizioni e a queste meravigliose donne che magari abbiamo avuto tra le “nonne”.

LA CHIESA E IL COMPLOTTO
DI “POTERE”

A partire dal XII secolo apparvero le università legate alla Chiesa..


Le discipline si svilupparono sotto il controllo della Chiesa, nei limiti delineati dalla fede cristiana. Di fatto, giuristi emedici collaborarono ed ebbero un ruolo nella caccia alle streghe, fornendo una cornice legale o agendo come consiglieri nei tribunali…



Si vietò la pratica della medicina a tutti coloro che non ne avessero titolo, e questo significava che alle donne fu tolto il diritto di praticare la medicinacome guaritrici, non potendo avere accesso alle università!

Le donne che avevano esercitato per tutta la vita e per generazioni l’attività di guaritrici, videro allora che gli veniva vietato svolgere il loro lavoro. Tuttavia, affinché la proibizione fosse effettiva, era necessario sradicare la loro influenza nella comunità, farla finita con il rispetto di cui godevano tra i popolo…

Era necessario anche annientare
la competenza di queste donne,
che potevano mettere in discussione
la capacità dei professionisti
che si laureavano nelle università.

Il genocidio delle donne e gli ignobili ricatti:

Gli inquisitori, con la loro visione patriarcale (l’uomo domina la donna), non potevano accettare che le donne avessero sapienza o potere, per cui affermarono che il potere delle streghe non era proprio. ma proveniva dall’atto sessuale con il Diavolo…

Ad ogni accusata gli inquisitori chiedevano un altro nome, dando inizio a una catena di morte e barbarie. Chiunque poteva denunciare, e una volta denunciata la prima strega, iniziava la catena.

Inoltre, in questo “delitto” gli inquisitori usavano minori, in particolare le bambine, su cui si faceva pressione perché testimoniassero contro le loro madri…

Le Streghe e i “VOLI MAGICI”

Con l’avanzare del Cristianesimo, le strane facoltà dimostrate dalle piante psicoattive vennero attribuite al potere del Diavolo, si proclamò la proibizione del tabacco e l’uso della coca tra gli Indios venne definito come blasfemo e superstizioso.



Oltre che straordinarie guaritrici queste donne si concedevano qualche “volo magico” assumendo piante allucinogene del genere “solenacee” e tramite speciali unguenti, cui l’uso sicuro è andato perso con la caccia alle streghe, le immergeva in uno stato di coscienza alterato, facendole volare lontano in mondi lontani con il loro corpo astrale.

Da qui viene l’immagine della strega che vola sulla scopa, in realtà tale scopa serviva a spargersi nelle pareti della vagina tramite masturbazione lo speciale unguento magico che una volta anestetizzato totalmente il loro corpo, ne permetteva la fuoriuscita dello spirito, ora libero dal mondo della materia e dei cinque sensi.


Il famoso “Sabba delle streghe” era il ritrovo che avveniva tra le streghe tra le notte del sabato, solitamente di luna piena, dove queste donne si ritrovavano in foreste e prati, lontane da occhi indiscreti e in cui tutte assieme si immergevano nel volo magico.

Un modo antico per “fuggire” dalla durezza della vita quotidiana di quell’epoca che però non piaceva agli occhi maligni degli inquisitori cristiani e qui trovarono il vero motivo per accusarle e portarle a morte atroce e torture, accusandole di incontrare il Diavolo tramite i loro voli magici…


Insomma la caccia alle streghe da parte della santa inquisizione non è altro che è uno dei tanti tristi capitoli della nostra storia, immersi nell’ignoranza e perversione della mente umana, cui ieri come oggi la popolazione contribuiva alla complicità, accusando spesso le proprie mogli e le proprie figlie..



Dopo aver letto questo articolo, dove lo collochereste il “Diavolo” ?

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/

http://ilmondoallarovescia.it/la-santa-inquisizione-aveva-lo-scopo-di-distruggere-la-vera-medicina

http://altrarealta.blogspot.it/

Brexit…Non Ci Saranno Exit Poll Ufficiali ( Coincidenze? )

Vorrei fare notare un piccolo, sobrio dettaglio:

Non ci saranno exit poll che antiperanno il risultato del voto sulla Brexit.

Ufficialmente il motivo è di tipo tecnico, giuridico.

Dal punto di vista tecnico BBC e Sky affermano che non ci sono dati per confrontare il risultato di questo tipo di referendum e uno simile (in Inghilterra se ne celebrò uno simile 41 anni fa nel 1975), e quindi i risultati potrebbero essere poco accurati ancando l’incrocio delle risposte con le caratteristiche demografiche (sesso, età, religione….) di chi risponde.

Dal punto di vista giuridico poi c’è la questione che il risultato avrà un forte impatto sui mercati globali e dunque risultati poco accurati potrebbero esporre i committenti e le società di sondaggio ad azioni legali.

In realtà invece Hedge Fund e grossi fondi di investimento (oltre che banche di affari) di Exit Poll ne hanno commissionati eccome, anzi si prevede che ci saranno più intervistatori che votanti (…. scherzo, ma non troppo).

[Gombloddo Mode On]

Posso aggiungere un mio pensiero Gombloddista?

Se vuoi truccare un voto, meglio non avere tra le palle Exit poll…

[Gombloddo Mode Off]

Saluti gioiosi, ah a proposito ieri sentendo Junker mi sono sentito fiero….. di avere iniziato un percorso personale che mi porterà a mandare a fare in culo l’Europa e Bruxelles.:


L’avvertimento del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, è chiaro e secco. “Voglio dire agli elettori britannici che non ci sarà nessun altro tipo di negoziato: fuori è fuori”..

Ma in nome di chi parla questo piccolo pezzo di merda.

http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/brexit-non-ci-saranno-exit-poll-ufficiali-la-bbc-non-rilevnti.html

http://altrarealta.blogspot.it/