mercoledì 18 ottobre 2017

Usi terapeutici della Cannabis

Non dovevo occuparmene più mi ero promesso di regalare alla pianta più boicottata dell’umanità un meritato e doveroso riposo. Invece…parlando con diverse persone ho potuto constatare quanto sia ancora radicata la disinformazione sulla canapa. Una disinformazione medica che mi ha costretto a riprendere in mano la questione e trattare una volta per tutte l’aspetto forse più importante della pianta: quello terapeutico.
A tal proposito esiste una documentazione faraonica: libri, articoli, antichissimi erbari, ricerche e pubblicazioni scientifiche, esperienze di volontari, ecc.
Tutto testimonia a favore della cannabis nella cura di patologie che vanno dai dolori muscolo-scheletrici, al glaucoma, dall’anoressia e depressione a malattie tremende come epilessia e sclerosi multipla, per non parlare del validissimo aiuto nell’alleviamento degli effetti secondari dei trattamenti chemioterapici nel cancro, come nausea e vomito, e negli stati debilitanti in caso di deficit immunitario
I risultati sono così entusiasmanti che oggi sperimentazioni mediche controllate sono iniziate in Stati Uniti, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Israele, Olanda e Canada. In quest’ultimo paese addirittura, l’Associazione Medica che riunisce tutti i 52 mila medici canadesi vorrebbe rimuovere dal codice penale l’uso personale della cannabis e sostituirlo con una semplice ammenda[1].
Cosa dire poi del recentissimo studio sull’abuso della droga da parte di una Commissione governativa inglese la cui conclusione è a dir poco incredibile: “Lo spinello dà meno assuefazione delle sigarette e dell’alcol[2]”. Non solo, il gruppo di esperti incaricati dal Ministro dell’Interno britannico per valutare i pro e i contro di un alleggerimento della legge sulle sostanze illecite, sostiene che la cannabis potrebbe addirittura fare bene alla salute: “l’azione cardiovascolare – spiega il rapporto – è simile agli effetti dell’esercizio fisico”.
Ma cosa sta succedendo?
Una delle piante più antiche viene prima messa al bando rendendola illegale per decine di anni - paragonata ad una droga tossica e pericolosa per la salute - per poi saltare agli onori delle cronache vivendo oggi un periodo di quasi religiosa redenzione.
Una redenzione ostacolata da pochi e osannata da molti per via delle altre numerose applicazioni pratiche da guinness dei primati. Dalla canapa infatti oltre a medicinali che funzionano, e questo basterebbe, si possono ottenere: carta indistruttibile, materiale tipo plastica, coloranti, solventi, tessuti resistentissimi, cordame e molto altro ancora. Per questo, molto probabilmente, è stata oggetto della più grande opera di boicottaggio mai realizzata nella storia a noi conosciuta. Una fitocospirazione da fantascienza, che se non lo avete ancora letto vi consiglio di farlo al più presto (Cannabis connection)
Questo recente riconoscimento è la presa di coscienza di un errore passato di proibizionismo gratuito - anche se di gratuito non ha proprio nulla - o la riabilitazione obbligatoria per via di un numero sempre maggiore di utilizzatori e di prove della sua efficacia, almeno in termini medici? La cosa certa è che oggi chi giova di tutto questo, tranne pochissime persone autorizzate dai rispettivi governi a fumarsi la “piantina”, sono le corporazioni chimico-farmaceutiche che approfittando della situazione stanno commercializzando prodotti di sintesi, i cosiddetti analoghi, che emulano il principio attivo della cannabis: il THC. Una emulazione che vedremo in seguito presenta qualche piccolo inconveniente.
Prima però osserviamo a livello fisiologico come agiscono questi cannabinoidi “colpevoli” degli eccezionali risultati terapeutici.
Il THC, come abbiamo detto è il principio attivo della cannabis, cioè quello che agisce direttamente sull’organismo. Per essere più precisi interagisce con un sistema detto cannabinoide[3] normalmente presente nel corpo umano, e produce i suoi effetti agendo sui recettori del sistema. I recettori sono delle proteine molto speciali che si trovano sulle superfici di determinate cellule. La droga, in soldoni, forma una specie di ponte, un legame con queste proteine e per così dire attiva delle funzioni cellulari interne molto precise. Sono stati identificati due tipi di recettore: il CB1 e il CB2.
I CB1 sono presenti sui neurociti encefalici e spinali come in certi tessuti periferici; i CB2 si trovano principalmente sulle cellule del sistema immunitario ma non nel cervello[4].
Questo è molto interessante: abbiamo recettori della cannabis sul cervello e addirittura nel sistema immunitario[5].
Per dover di cronaca è doveroso anche sottolineare che non esiste solo il THC, questo indubbiamente è il più famoso e il più presente nella pianta, ma esistono oltre 60 cannabinoidi diversi l’uno dall’altro. Al momento attuale non si sa molto sulle proprietà di questi cannabinoidi se non che sembrano essere privi di effetti psicoattivi e/o psicotropi sul cervello. Quindi l’ipotesi che anch’essi influenzino positivamente gli effetti terapeutici della cannabis senza però interferire sul comportamento umano non è da scartare.
In definitiva questi cannabinoidi di origine naturale interagiscono con parecchie funzioni organiche e sono in grado tra le altre cose di bloccare la liberazione dell’acido glutammico, il principale neurotrasmettitore implicato nella patogenesi dell’ictus[6]; liberare dopamina, un altro importantissimo neurotrasmettitore collegato alla capacità di controllare i movimenti, e tanti altri aspetti più sottili che sono in fase avanzata di studio. A proposito di studi: prima ho accennato alle numerose sperimentazioni che si stanno facendo in tutto il mondo. Bene. Le sperimentazioni per chi non lo sapesse sono sempre costosissime, e nessun istituto di ricerca si sognerebbe di spendere soldi senza la certezza matematica di un notevole tornaconto. Un tornaconto che si materializza molto spesso in un farmaco o una terapia. Nel caso della cannabis abbiamo, per il momento, due tornaconti sintetici: Dronabinolo e Nabilone. Ce ne sarebbero altri, come il Levonantradolo, l’HU-210, il SR141716A, ecc. ma per il momento sono disponibili solo per usi sperimentali. Per il momento però. Domani…è un altro giorno.
Il Dronabinolo, il cui nome commerciale è Marinol® è prodotto dalla Unimed Pharmaceuticals Inc., una compagnia della Solvay Pharmaceuticals Corporation. Il Nabilone detto anche Cesamet® è prodotto in Inghilterra dalla Cambridge Selfcare Diagnostics Ltd per conto della Eli Lilly & Corporation, quella del Prozac® per intendersi.[7]
Naturalmente a questo punto era d’obbligo spulciare i foglietti illustrativi di questi farmaci. Cosa secondo voi abbiamo trovato? Siamo sempre alle solite: svariati effetti collaterali! Fin qui nulla di strano, visto che non esistono medicinali di sintesi privi di controindicazioni. Però se vi dicessi che le reazioni avverse sono le stesse curate però dalla pianta naturale, come anoressia, depressione, astenia[8], la cosa non assume una aspetto tragicomico? Se uso per esempio la “cannabis sintesis” per aiutare un’astenia potrei vedere insorgere una depressione accompagnata pure da vertigini. Oppure, che ne so, per alleviare nausea e vomito provoco palpitazioni e/o ansietà. Interessante vero? Si cura da una parte e si pagano le conseguenze dall’altra! L’onnipresente rovescio della medaglia. Sicuramente il dritto sarà un basso costo di vendita al pubblico, giusto? Sbagliato. Una ventina di capsule di Cesamet® per esempio, costano 102 sterline circa[9]! E il Marinol è ancora più costoso[10]. Avete capito? Una singola pastiglia, per capirci, costa oltre 15mila di vecchie lire! Più che un dritto, mi sembra un altro rovescio! Il problema è che nessuno sta giocando a tennis, qui abbiamo a che fare con la vita e la salute, già precarie, di tantissime persone sofferenti.
Allo stato attuale quindi, abbiamo da una parte una pianta illegale a gratis che si potrebbe coltivare quasi ad ogni latitudine senza necessità di pesticidi e con un tempo di maturazione rapidissimo di pochi mesi, dall’altra dei prodotti sintetici che costano molto, richiedono diversi anni di studi e presentano inconvenienti secondari da non sottovalutare.
Cosa fare a questo punto? Legalizzare la pianta proibita per antonomasia, catalogata fin dagli anni ’60 nel campo delle “droghe senza alcun effetto terapeutico”[11], oppure continuare a non vederne i risultati in ambito terapeutico puntando esclusivamente nella chimica di sintesi? Secondo voi cosa opteranno i governi democratici dell’unione europea indirizzati magari dalle potenti corporazioni transnazionali della chimica e della farmaceutica? Una vaga idea io ce l’ho, non so voi…
Nessuno certamente vorrebbe una società in cui persone sane si spacciano per malati immaginari inventandosi patologie o peggio ancora falsificando esami per farsi prescrivere dal proprio medico una sigarettina farcita, o peggio ancora vedere malati che soffrono realmente di gravose patologie debilitanti che non possono utilizzare i derivati della cannabis se non da degenti ospedalieri, come sta succedendo oggi nel nostro paese. La farmacia del Policlinico Umberto I per esempio, ma questo è valido per tutti gli ospedali, può somministrare il farmaco derivato dal THC solo dopo il ricovero[12].
Non è questa una burocratica assurdità all’italiana?
Una persona in grado tranquillamente di seguire la terapia nella comodità del focolare domestico, magari con la vicinanza dei propri cari, si vede costretta a entrare nell’ambiente asettico e freddo di un nosocomio.
Speriamo allora che passi il recente Disegno di Legge che introdurrebbe l’uso terapeutico della cannabis. Questo almeno permetterebbe di trovare i fitofarmaci sintetici direttamente in farmacia, previa naturalmente ricetta di un medico del servizio sanitario.
Nell’attesa di questo Disegno concludiamo con una comparazione dal punto di vista pratico e farmacologico tra la pillola sintetica e la sempreverde pianta plurimillennaria.
Apro una parentesi doverosa perché i fattori influenzanti nel caso della cannabis naturale sono numerosissimi: stati d’animo della persona, quanto e come il fumo viene aspirato, quanta cannabis contiene la sigaretta, quanto THC è presente nella pianta, dal tipo di pianta, ecc.
Chiudiamo la parentesi e prepariamoci ad entrare in campo.
Il fumo di una sigaretta di cannabis rilascia in circolo oltre il 30% del THC totale, mentre per via orale, la pillola, è di 2 o 3 volte inferiore perché dopo essere stata assorbita attraverso l’intestino viene metabolizzata dal fegato prima di raggiungere il grande circolo[13].
Uno a zero per la cannabis e palla al centro. Per essere onesti ci sarebbe una punizione per la chimica se consideriamo le supposte rettali che bypassando il fegato permettono un maggior assorbimento del THC in circolo.
Una volta entrato nel torrente circolatorio il THC si distribuisce in tutto il corpo principalmente nel tessuto adiposo perché essendo liposolubile si scioglie solo nel grasso. Questa proprietà intrinseca della cannabis è un grosso limite per la formulazione dei preparati cannabinoidi, oltre a rallentare il loro assorbimento intestinale[14].
Due a zero e di nuovo palla al centro.
Per quanto riguarda gli effetti farmacologici della cannabis documentati finora sono relativi alle vie respiratorie. Uno studio del Western Journal of Medicine del 9 giugno 1993[15] afferma che chi fuma cannabis rischia malattie alle vie respiratorie per il 19% in più di chi non fuma, e che nessuna dipendenza e/o assuefazione fisica è stata dimostrata se non una sporadica dipendenza psicologica in alcuni soggetti. Dall’altra abbiamo gli effetti secondari del Marinol® e del Cesamet® visti prima.
Diamo un punto alla sintesi chimica perché non tutte le persone sarebbero disposte a utilizzare la pianta attraverso la sigaretta. Se però consideriamo che dei sessanta cannabinoidi naturali contenuti nella canapa, i prodotti farmacologici attualmente in commercio sono basati quasi esclusivamente nel Tetraidrocannabinolo (THC), l’unico con effetti psicotropi, tralasciando gli altri cinquantanove privi di attività sul cervello, è lecito pensare che al momento attuale la pianta potrebbe essere almeno sessanta volte più completa di qualsivoglia prodotto uscito da un laboratorio di ricerca. Calcolando infine i costi rispettivi decisamente incomparabili il risultato finale è di quattro a uno per la cannabis! Avrete capito che questa è una gara surreale perché se avvenisse realmente l’arbrito, rappresentato dalle lobby del farmaco, fischierebbe almeno due o tre rigori per la chimica espellendo magari qualche cannabinoide per “intervento” troppo deciso. Non ci resta che sperare quindi in una invasione di campo che metta fine una volta per tutte a questa assurda e controproducente rivalità.
Un “invasione pacifica” da parte di una maggiore consapevolezza che dia, anzi ri-dia, al malato il suo ruolo principale di essere vivente e che santifichi una volta per tutte uno dei diritti più importanti: quello della libera scelta terapeutica. Una scelta che spetta esclusivamente ai singoli individui e non alle organizzazioni sanitarie, tanto meno alle corporazioni; perché…una volta imboccata la strada terapeutica siamo noi a pagarne le conseguenze e/o goderne i benefici. Nessun altro!

Marcello Pamio

[1] ANSA 15 marzo 2002
[2] Il Corriere della Sera del 17 Giugno 2002
[3] Veniva usato per designare la famiglia delle sostanze chimiche presenti nella cannabis. Oggi abbraccia tutte le sostanze in grado di attivare i recettori.
[4] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord –www.cgil.it/org.diritti/fuoriluogo/Rapporto.htm
[5] Idem
[6] Inserto Salute di Repubblica del 16 maggio 2002
[7] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[8] Sito ufficiale MARINOL® www.marinol.com
[9] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[10] Idem
[11] Inserto Salute di Repubblica del 16 maggio 2002
[12] Trasmissione Report del 18 febbraio 2002
[13] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[14] Idem
[15] Tratto dal sito www.dica33.it




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martedì 17 ottobre 2017

... PERSINO LE STELLE SPARIRANNO

"Se hai paura di perdere, semplicemente non hai ancora trovato te stesso.

Quando lo farai ti calmerai, perché nella vita niente ci appartiene che possa essere perduto.
Un ladro metterà la mano nella tua tasca, la vecchiaia ruberà la bellezza, le malattie porteranno via le persone, persino le stelle spariranno dietro le nuvole, e noi siamo impotenti, malgrado abbiamo le leggi, le prigioni, le creme, le medicine, i telescopi...


Succede che le ricchezze tornano, che la gente riapre gli occhi, che il cielo si schiarisca... ma il diritto della proprietà è illusorio.
La vita è semplice e bella; non porta debiti e non promette nulla. E noi non stiamo qui con le mani vuote, abbiamo l’amore, tra le mani.

Quello non si perderà mai, non svanisce, non smette di esistere, malgrado le profezie che si esauriscono, le lingue che si metteranno a tacere e la conoscenza che diventerà vecchia.
(Boris Grebenschikov).

Olga Samarina FB
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lunedì 16 ottobre 2017

LE RELIGIONI SONO SISTEMI DI CONTROLLO

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Elezioni irrilevanti: dopo, avremo il solito Governo dei Proci

Prepariamoci: non cambierà niente, in Italia, dopo le elezioni. L’ultima volta s’è votato nell’ormai remoto 2013. Un match concluso con la “non vittoria” di Bersani, la flessione del Cavaliere (bombardato dalla filiera mediatica Nato-Ue) e la squillante ma pletorica affermazione dei 5 Stelle. Risultato: governicchi di compromesso (da Letta a Gentiloni) intervallati dalla meteora Renzi, il finto rivoluzionario rottamatore, ben attento a non disturbare il vero manovratore finanziario, atlantico, europeo. Ora siamo alla parità perfetta di tre blocchi elettorali, ma sempre in assenza in proposta politica: nessuno si candida a sbloccare la situazione di crisi, innanzitutto economica e democratica. «Dato che abbiamo tre poli politici – Pd, M5S, Centrodestra – ciascuno vicino al 30%, consegue che, probabilmente, col sistema elettorale attuale (e non vi è impegno di mutarlo), frutto del lavoro della Corte Costituzionale su leggi elettorali incostituzionali, dopo le imminenti elezioni politiche semplicemente non ci potrà essere una maggioranza uscita dalle urne, un governo che sia espressione democratica», scrive l’avvocato e saggista Marco Della Luna, che teme l’avvento del “governo dei Proci”, i saccheggiatori di Itaca.

«Un governo dovrà però esser formato in ogni caso, perché lo esigono i “mercati”(=lobby bancaria) come condizione per continuare a comperare i buoni del Tesoro», scrive Della Luna sul suo blog. Quindi, aggiunge, questo nuovo governo post-elettorale «lo si formerà grazie all’intervento dei soliti “responsabili” – forse mediante un’alleanza tra Berlusconi e Pd (=lobby bancaria), col sostegno di Mattarella, dell’“Europa” (=lobby bancaria), dell’Eurogruppo (=lobby bancaria), del Fmi (=lobby bancaria)». Morale: «E’ il trionfo dei Proci, che saccheggiano Itaca e il palazzo di Odisseo approfittando della sua assenza e tramando affinché non tornasse più sul trono». Tradotto: sarebbe «la cuccagna della partitocrazia italiana, di questi partiti consistenti in coalizioni di comitati di affari per il saccheggio delle risorse pubbliche». Mano libera, ai “Proci”, grazie a «due leggi elettorali incostituzionali di fila», nonché «un Parlamento eletto incostituzionalmente». Fattori che «garantiscono che il popolo non possa scegliere chi governa». E così, «la partitocrazia si ritrova in una situazione che neutralizza gli elettori e lascia pertanto le segreterie partitocratiche (=coordinamenti dei comitati di affari) padrone di negoziare tra loro stesse le più opportune e redditizie lottizzazioni».

Tutto questo, aggiunge Della Luna, avverrà «sopra la testa della gente, creando governi servili agli interessi non-italiani dominanti in Europa e in generale in Occidente». Interessi, dice, a cui la palude italiana «continuerà ad appoggiarsi», per ottenere «sostegno e legittimazione», aspetti necessari a «portare avanti le sue pratiche ladresche e di svendita degli interessi nazionali». Se Della Luna non usa toni diplomatici, è difficile non convenire sulla serietà dei rischi che paventa: la Germania è alle prese con i primi incubi (il malessere incarnato da Afd per un’economia asimmetrica, votata all’export e basata sulla compressione di salari e consumi) ma per ora continua a dormire tra due guanciali, la Cdu e l’Spd, così come la Francia che – dopo il sedativo Hollande, strattonato dal super-potere oligarchico – ha scelto direttamente l’originale: Macron è un prodotto fabbricato in vitro e orgogliosamente rivendicato come tale dal suo padrino Jacques Attali, eminente supermassone reazionario, tra i massimi guru ispiratori dell’architettura neo-artistocratica, antipopolare e antidemocratica chiamata Unione Europea. E in questa situazione, con l’economia appesa ai diktat della Bce e della Bundesbank, l’Italia schiera Di Maio e Berlusconi, Salvini e Renzi, Bersani e D’Alema. Chi di loro arriverà a Palazzo Chigi? Non importa, è del tutto indifferente, sostiene Della Luna: per l’Italia non cambierà niente.


domenica 15 ottobre 2017

CAZZO CHE SCANDALO !

Sesso e Hollywood, niente di meglio per distrarre (a orologeria) un popolo di beoti dalla dura realtà

Non starò ad entrare nei dettagli della vicenda, visto che tutti i media stanno trattandola con la dovizia di particolari che si riserverebbe all’omicidio Kennedy. Vi basti sapere che, udite udite, mezzo mondo è sconvolto perché, in quel paradiso della morigeratezza dei costumi che risponde al nome di Hollywood, esisterebbe un produttore potentissimo ed erotomane che negli ultimi 25 anni si è scopato anche i comodini, garantendo ai suddetti dei ruoli più o meno prestigiosi in pellicole più o meno di successo, proprio grazie alla loro inclinazione a darla via e tacere. Cazzo, che scandalo! E chi lo avrebbe mai immaginato!? Ovvero, ciò che è norma da sempre anche nelle tv private di provincia, quelle che dalle 23 alternano spogliarelli a vendite di busti per sofferenti d’ernia, avrebbe dovuto vedere Hollywood esente e virginale eccezione?
Ma andate a cagare sulle ortiche, come si dice dalla mie parti. La questione grave, per quanto riguarda il caso in questione, è che Harvey Weinstein non solo sarebbe stato un predatore seriale ma anche – e soprattutto – colpevole in alcuni casi di stupro, uno di questi riguardante negli anni Novanta anche Asia Argento, la cui memoria è tornata miracolosamente a funzionare proprio ora a scandalo esploso (in tal caso, il vero mistero è come Asia Argento non solo possa recitare ma anche trovare qualcuno che la voglia concupire). E qui, fermi tutti: la violenza carnale è un reato odioso e se è stato commesso, il nostro Weinstein deve pagare. Ma ecco l’effetto collaterale:

1/ We see voices being silenced on Twitter every day. We’ve been working to counteract this for the past 2 years.

— jack (@jack) 14 ottobre 2017

“Combattiamo da due anni”, così il Ceo di Twitter, Jack Dorsey, ieri è tornato alla carica contro la violenza sul social network, promettendo nuove regole stringenti per mettere a tacere una volta per tutte l’hate speech che dilaga sul web. E la ratifica dell’impegno di Twitter contro i messaggi che incitano all’odio è arrivata proprio all’indomani dell’episodio che ha visto protagonista l’attrice Rose McGowan, a cui è stato temporamente sospeso l’account Twitter dopo un post di accusa a Weinstein. Dopo la denuncia dell’attrice e l’atto di boicottaggio contro il social di un gruppo di utenti donne a sostegno di McGowan, l’account è stato ripristinato. Le nuove regole per l’hate speech saranno annunciate la prossima settimana e, dice Dorsey, entreranno in vigore a breve. E vai con un altro bel giro di censura politically correct, applaudito in mondo visione in nome della lotta alla violenza sulle donne. E poco fa, la conferma: Weinstein è stato cacciato anche dalla Academy degli Oscar. Ora manca che gli tolgano la Fidaty Card dell’Esselunga e siamo a posto.

7/ New rules around: unwanted sexual advances, non-consensual nudity, hate symbols, violent groups, and tweets that glorifies violence.

— jack (@jack) 14 ottobre 2017

Due cose, poi, fanno pensare. Primo, l’utilizzo di massa di acutil fosforo che si è registrato sulla West Coast, fulmineo e devastante come gli incendi nella Napa Valley. Parte una denuncia riferita a fatti di anni e anni fa e, boom, mezza America che ha calcato i palcoscenici o ci ha provato è stata insidiata da Weinstein. Di più, nell’arco di un giorno e senza che queste accuse siano state comprovate, tutto il Paese che conta, ovvero chi fino al giorno prima lo trattava come Re Mida e gli leccava il culo, lo scarica senza pietà, bollandolo certamente come un mostro. In primis, guarda caso, i big del Partito Democratico, di cui Weinstein era munifico e ben gradito sostenitore, oltre che membro della potente lobby ebraica.
Il più classico caso di caduta rovinosa dalle stelle alle stalle, senza che alcuna giuria abbia ancora emesso una sentenza: a sua parziale difesa, Oliver Stone e Quentin Tarantino. Per il resto, peggio dell’Inquisizione spagnola. Secondo, dando un’occhiata al timing, l’effetto Strauss-Khan 2.0 dell’intera vicenda. Ripeto, al netto che per ogni produttore maiale ci sono almeno 10 aspiranti attrici senza remore pronte a concedersi senza doverselo nemmeno far chiedere, appare davvero strana questa epidemia di concupite che saltano fuori dal niente come funghi a decenni di distanza dalle presunte molestie. Qualcuno voleva farla pagare a Weinstein per qualcosa e il momento della vendetta è arrivato, magari in contemporanea con un cambio degli equilibri di potere a Hollywood che l’ha reso possibile?

Può essere, ovvio, l’ambientino non è certo quello di una parrocchia. D’altronde, accadde così – con le debite differenze – anche all’ex capo dell’FMI, Dominique Strauss-Khan, il quale pagò molto caro l’aver osato parlare, alla fine del suo mandato, della necessità temporale di un basket di valute globali come nuovo benchmark al posto del dollaro. Casualmente, un uomo potente e in grado di avere ciò che vuole, avrebbe deciso di stuprare una cameriera di colore in un albergo newyorchese. Di più, la stessa appariva una sorta di Mike Tyson in gonnella, mentre Strauss-Khan certamente non è un adone.
Non importa, nonostante apparisse chiaramente poco credibile sia la dinamica, sia il fatto che un personaggio simile avesse bisogno di stuprare una cameriera se colto dalla fregola, furono scandalo globale, pubblico ludibrio e manette. Salvo poi, finire tutto in una bolla si sapone. Titoli per le accuse? Un miliardo. Parziale riammissione al genere umano? Pressoché silente. Si tratta anche questa volta del classico “sbatti il mostro in prima pagina”? Temo di sì ma non per colpire Weinstein personalmente, lui è solo l’accelerante dell’incendio doloso. E un danno collaterale della rivoluzione in atto nella comunità ebraica USA. Partiamo da principio, magari da questi grafici:
i quali ci mostrano che il pubblico televisivo a pagamento negli USA è in netto calo, così come i titoli delle principali emittenti. Cosa vuol dire? Uno, la favolosa ripesa economica USA non è tale se si taglia, a questo ritmo, beni sì voluttuari ma da poche decine di dollari al mese, non certo spese pazze. Due, forse anche la credulona audience statunitense ne ha piene le palle di farsi prendere per il culo da canali pieni di film e telefilm idioti ma, soprattutto, da notiziari da fare invidia all’Istituto Luce. Quindi, per scatenare la cortina fumogena serviva qualcosa di forte, il mix più potente a livello sociale che non contempli lo sport, comunque tirato in mezzo dallo scandalo sull’inno nazionale.
E cosa c’è di meglio se non Hollywood e tanto, tanto sesso sporco? In effetti, il Paese non parla d’altro. Non parla della delirante campagna anti-iraniana lanciata da Trump (Teheran, a suo dire, sarebbe alla base della nascita di Al Qaeda), non parla della tensione sempre crescente con la Russia, tra sistemi missilistici NATO in Romania e l’obbligo di togliere le bandiere russe dall’ambasciata di San Francisco che ha fatto andare su tutte le furie Serghei Lavrov.

O, magari, tette e culi in ordine sparso e tocchicciate dal maialone potente di turno eviteranno che l’americano medio scopra questo:
cioè che, nel silenzio totale dei media, in Afghanistan gli USA sono in modalità combat come non si vedeva da anni. Il comparto bellico-industriale chiama e il Pentagono risponde. Lontano dai riflettori, però. E che dire dei continui morti civili nei raid USA in Siria al fine di distruggere covi e avamposti che potrebbero contenere materiale compromettente? Siamo al livello di oltre 200 alla settimana, tanto che Damasco ha chiesto ufficialmente la loro sospensione e Mosca un’inchiesta indipendente sul ruolo USA a Deir ez-Zor e nell’attacco chimico dello scorso aprile a Idlib. Stranamente, poi, è di oggi la notizia che nelle fasi finali della riconquista di Raqqa, uomini dell’ISIS si sarebbero arresi a miliziani ribelli siriani, i quali li avrebbero fatti prigionieri: le telecamere occidentali si avvicinano per testimoniare la liberazione della città martire, quindi Al-Nusra e soci hanno bisogno di una ripulita al curriculum. Come Weinstein, anche l’ISIS è stato abbandonato da tutti. Infine, alla luce di questo,
è meglio regalare all’americano medio torbide storie di set cinematografici e molestie o il fatto che i millennials statunitensi non siano mai stati così indebitati, creando di fatto una bomba ad orologeria nel già traballante impianto economico degli USA, costretto a utilizzare i danni degli uragani per evitare il lockdown sul tetto di debito?

E tornando a parlare di ISIS e doppiogiochismo, ecco dove entra in campo la figura di Weinstein come vittima perfetta. Se infatti il suo profilo di famosissimo e potentissimo produttore hollywoodiano garantisce appeal globale alla storia, è il suo essere eminente membro dell’ala liberal della lobby ebraica a fornire l’effetto collaterale favorevole a neo-con e falchi di Tel Aviv alla ricerca di riposizionamento. Se ovviamente il ritiro contemporaneo di USA e Israele dall’UNESCO è stato un segnale abbastanza chiaro di netta svolta anti-araba e anti-palestinese, ecco che l’altro giorno il canale israeliano Channel 2 ha mandato in onda un filmato che mostra un campo dell’ISIS proprio ai confini con lo Stato ebraico, sulle Alture del Golan.
Come dire, se stanno lassù in pace e tranquillità, qualcosa che non funziona in Israele e, soprattutto, nell’amministrazione Netanyahu, c’è di sicuro. E, a vostro modo di vedere, se non ci fosse un doppio fine e una palese volontà di bruciare politicamente qualcuno per ottenere una svolta dichiaratamente di destra che sostenga la lotta a Iran ed Hezbollah da combattere al fianco degli USA, quel filmato sarebbe uscito? Proprio ora e su una delle televisioni più viste in assoluto in Israele? La lobby ebraica sta riorganizzandosi e ai massimi livelli, l’ala liberal – come l’ISIS – non serve più. Anzi, va sputtanata per benino. La svolta è dietro l’angolo ed è svolta di guerra. Per questo, al popolo più beota del mondo va servita una storia che lo appassioni e lo distragga. Wag the dog, la solita vecchia ricetta.

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https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/sesso-hollywood-niente-meglio-distrarre-orologeria-un-popolo-beoti-dalla-dura-realta.html

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LA LOFFIA PERFETTA

di Beppe Grillo

Ciò che conta è stare uniti, vicini vicini: la loffia perfetta ahahha! Oggi è un grande giorno. La pace più insperata è stata re-instaurata, l'amore cade come una pioggerella sottile, mondando nuovi e vecchi rancori, anzi, trionfando sui più antichi risentimenti. Oggi è il giorno dell'unione fraterna tra i più lontani fra tutti i rappresentanti del popolo. Il Paese aspettava da anni questo squarcio fra le nubi cupe dell’incomprensione, ed ecco spuntare un etere cristallino, la democrazia è salva. Il Parlamento ha ritrovato la sua unione e compattezza, unica garanzia per il perseguimento dell'alto (altro) fine cui è preposto.

I cittadini tutti, oggi, celebrano un miracolo italiano che si pensava appartenere oramai solo ad una azzardata e folle speranza. Così si realizza l’impossibile, così oggi è divenuto realtà. Forze politiche da sempre avverse si sono unite, concentrando tutti i loro sforzi e le loro capacità di mediazione, per raggiungere un obiettivo primario e realizzare la volontà dei cittadini.

Accantonati inutili rancori, dicotomie ormai desuete quali maggioranza/opposizione: Pd, Lega, Forza Italia, verdiniani et similia, convergono magicamente ed approvano una legge perfetta, inappuntabile, impermeabile a qualsiasi critica, proprio perché frutto di lunghe e condivise intese e prodotto della volontà granitica di donare ai cittadini lo strumento migliore per volare sicuri verso i seggi e scegliere il meglio per il Bel Paese.

Questo dimostra, al contrario di quanto capziosamente vorrebbe insinuare qualcuno, che nel momento del bisogno, quando le sirene dell'urgenza e del "bene" collettivo si fanno sentire, la politica C'È ed è all'altezza. Risponde in modo veloce, efficiente, coraggioso e, unita oltre ogni ostacolo ideologico, strategia e decenza, concretizza l'obiettivo.

Noi, oggi, siamo fieri di essere italiani. Grazie a tutti, e forse anche a Dio.




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venerdì 13 ottobre 2017

" IL PROGRESSO"

"La gente non capisce minimamente le forze che governano le loro vite. Non capiscono il senso della loro evoluzione. Ciò che si chiama il "progresso", ha fatto mettere l'uomo più in basso delle bestie che vivono in libertà.
La "bestia" mangia il cibo biologico, vive nelle condizioni climatiche adatte, si muove molto e non sta mai in ansia; questo modo di vivere oggi è accessibile soltanto ai miliardari in pensione. Mentre una persona comune lavora tutta la vita, con la lingua penzoloni, e poi muore di stress, riuscendo, bene o male, a pagare il buco in un formicaio di cemento. L'unica cosa che l'uomo può fare è avviare i propri figli nella stessa ruota."

Viktor Pelevin
LA RUSSIA ESOTERICA E SCIENTIFICA
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giovedì 12 ottobre 2017

QUANDO SIETE IN DIFFICOLTA’...

Non cercate il sostegno di coloro che non hanno mai sofferto e non conoscono il dolore. Coloro che parlano con gli slogan ottimistici: “Sorridi”! “Tirati su!” “Pensa positivo!”.

E non cercate il sostegno di coloro che hanno sofferto, hanno subito danni e sono rimasti cristallizzati nel loro dolore. Coloro che dicono: “La vita è dolore! Piangiamo insieme i nostri cari trapassati, la salute perduta, la felicità tramontata. Vieni qui, piangiamo insieme...!"


Cercate coloro che hanno sofferto ma hanno trovato forze di rialzarsi e di ricominciare a camminare. Con questi starete meglio. Vi insegneranno molto e vi porteranno verso la luce. Cercate quei feriti che hanno saputo rimettersi. I vecchi soldati. Solo loro vi possono insegnare come continuare a battagliare e sopravvivere.
I disertori piagnoni e gli ottimisti positivi, quelli che non conoscono l’odore della polvere da sparo, questi due categorie non servono a nulla nella lotta chiamata “vita."


(Anna Kiryanova)

La Russia Esoterica e scientifica


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QUANTE GENTE AMMAZZA LA MEDICINA CHIMICA (?)

QUANTE GENTE AMMAZZA LA MEDICINA CHIMICA (?)
Fatevi furbi...iniizate a disertare le farmacie.

Le autopsie rivelano che i tumori…
Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere: «Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale»..
«Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni - si chiese Luigi De Marchi - in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente?
E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale.
Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?”.

Con quanto detto da Luigi De Marchi - confermato anche da autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia - si arriva alla sconvolgente conclusione che moltissime persone hanno (o avevano) uno o più tumori, ma non sanno (o sapevano) di averli.
In questa specifica indagine autoptica (autopsie) fatta in Svizzera, ed eseguita su migliaia di persone morte in incidenti stradali (quindi non per malattia), è risultato qualcosa di sconvolgente:

- Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
- Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
- Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.[3]

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.
Nel corso della vita è infatti "normale" sviluppare tumori, e non a caso la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo.
Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente e con quello che mangiamo ce´ poco da stare allegri.
Molti tumori regrediscono o rimangono incistati per lungo tempo quando la Vis Medicratix Naturae (la forza risanatrice che ogni essere vivente possiede) è libera di agire.
Secondo la Medicina Omeopatica , la “Legge di Guarigione descrive il modo con cui tale forza vitale di ogni organismo reagisce alla malattia e ripristina la salute”.[4]
Cosa succede alla Legge di Guarigione, al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male?
E cosa succede all’organismo (e al Sistema Immunitario) quando viene fortemente debilitato dai farmaci?

Per “curare” il tumore oggi vengono utilizzati degli ‘agenti vescicanti’: prodotti militari usati nelle guerre chimiche.

Anche se la ”guerra al cancro” viene portata avanti con ogni mezzo dall’establishment, ritengo che ci sia un limite a tutto.

[1] Medicina kaput col mito del placebo?, Luigi De Marchiwww.luigidemarchi.it/…/educa…/articoli/01_medicinakaput.html
[2] Idem
[3] Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti - già Direttore sanitario del Canton Ticino - tenuta il 22 novembre 2008 al VIII° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona.
[4] “Approccio metodologico all’omeopatia”, Dottor Roberto Gava, farmacologo e tossicologo, ed. Salus Infirmorum, Padova

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mercoledì 11 ottobre 2017

L’IMMANGIABILE

Ci sono cose immangiabili per l’anima esattamente come ci sono cose immangiabili per il corpo.

Ci sono le energie che non possono nutrire le energie di una persona. E se uno dei componenti delle energie umane non riceve il cibo per lungo tempo, muore.
Come il corpo fisico, così anche altre energie dell’Uomo Multidimensionale imparano a mangiare la spazzatura.
Per questo s’ammalano, cambiano le loro qualità, perdono l’integrità e si distruggono.


E ci sono delle energie incompatibili con la frequenza portante della tua esistenza. Tutto ciò che fa morire questa frequenza, è un’infezione, un veleno.
Le energie provocano le dipendenze, come la droga. La quale, tecnicamente parlando, è l’energia e stimola altre energie.
In particolare, la propaganda è una sorta di droga altamente distruttiva. I suoi pusher sono responsabili per la distruzione delle persone come i loro analoghi che spacciano la droga fisica.
La gente è molto meno protetta dalla propaganda che dalle sostanze fisiche. I propagandisti trasformano i loro ascoltatori nei junkie con i corpi sottili irreparabilmente distrutti.

(Maxim Pavlov)

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