la realta' è un'altra

la realta' è un'altra
SII UN RIBELLE E SPEZZA LE CATENE DEI CONDIZIONAMENTI REPRESSIVI

martedì 15 aprile 2014

"I BUONI"

Certo, da qui al 10 maggio prossimo, quando Giuseppe Culicchia e Goffredo Fofi lo presenteranno al Salone del libro di Torino, ci sarebbe tutto il tempo per curare e anestetizzare la ferita. Ma il problema de "I Buoni", il nuovo romanzo di Luca Rastello che Chiarelettere manda nelle librerie venerdì prossimo, è che entra come una lama affilata nella colomba tutta glassa e canditi della sinistra catto-chic. Con una storia scandalosa e personaggi ben riconoscibili non solo a Torino, la città dov'è ambientato.


La protagonista è una ragazza di nome Aza, che arriva dall'Est europeo e finisce in una Onlus delle più conosciute e apprezzate in Italia. Ad accoglierla trova don Silvano, un mezzo santo con il maglione consumato e lo sguardo dolente, vicino ai poveri e agli emarginati, ma anche al Palazzo, ai politici, ai magistrati e alle rockstar più in voga.
Tra i due si instaura un rapporto "complicato" e altro è bene non anticipare, se non che la storia narra anche di ingiustizie e illegalità commesse da personaggi insospettabili. Per questo in una certa Torino i pettegolezzi, e le ansie, sono già ai massimi livelli.
Le copie-staffetta del romanzo di Rastello stanno turbando il dolce trantran di varie redazioni, specie quelle di "sinistra", anche perché l'autore è un giornalista di Repubblica e ha una lunga esperienza personale nel mondo del volontariato.
Insomma, non sarà facile maneggiare il romanzo politicamente scorretto di uno che non è certo intestabile alla famigerata "Macchina del fango". L'unica maniera, forse, sarà quella di far finta di niente e continuare a domandarsi chi diavolo sarà mai questo Don Silvano. Fonte

Là dove ogni ottica classista è stata rimossa, là dove il concetto di lotta di classe è stato abolito, là dove ormai regnano soltanto carità cristiana, legalitarismo e denuncia dell’ingiustizia senza ricorso all’unità e alla rivolta degli oppressi… là può serenamente regnare l’empietà. Nella sua forma peggiore e nell’ipocrisia più assoluta.
In questa piaga purulenta Luca Rastello ficca il dito. E lo gira. E fa male.
Lo scandalo per lui è reale e doloroso.
Il peccato e il male esistono.
Il Male assoluto travestito da Bene assoluto.
Lo Spirito che si fa carne. Corrotta.
E come un antico cataro urla la sua denuncia.
E’ un urlo assordante e allo stesso tempo pacato quello di Luca.
La rivolta che sgorga dal cuore di chi non vuole levarsi al di sopra, ma che, umanamente si accolla la sua parte di responsabilità.
Ma rigira il dito nella piaga, Luca.
E fa urlare. I potenti.
Giornalisti dal nome altisonante.
Inquisitori incanutiti e irranciditi nella caccia di colpe là dove, spesso, non ci sono.
Critici che non vogliono la critica dell’esistente.
Uomini che vogliono soltanto i “nomi”.
Che nei fatti narrati sanno riconoscere i nomi, ma non la sostanza.
Perché la sostanza fa paura, soprattutto quando attraverso la letteratura si avvicina alla verità.
Anche quando la verità dovrebbe rimanere inconfessabile.
Oppure rimanere custodita dallo sguardo dei servitori del dis/ordine.
Sempre, “c’è un poliziotto che guarda”.
Anche se il traditore non è soltanto uno e non è il nome famoso che tutti vogliono individuare.
No, il tradimento è di tutta una società, di tutto un ambiente fasullo e perbenista.
Fatto di riviste patinate e di giornali ben informati.
Costruito sul nulla delle buone intenzioni.
Che come sempre lastricano la strada per l’inferno.
Abbiamo bisogno di rimandare la lotta, Adrian, ma abbiamo bisogno anche di fingere di combattere, e di amare la lotta. Abbiamo bisogno di concedere a noi stessi ancora un brandello di questa vita che in fondo non ci impegna, di tenere un francobollo di orizzonte al fondo delle nostre giornate senza cuore. Ed è don Silvano che ce lo permette: lui garantisce che farà il lavoro al posto nostro. Tutti lo amano, i potenti, i belli, i celebri, e la suora che trema sotto il suo sguardo. Tutti sono orgogliosi di essere suoi amici. Perché lui cavalca con le insegne del bene. [...] E’ l’eroe di questo tempo, è la consolazione. Combatte lui la battaglia che noi non abbiamo tempo di combattere: non vincerai mai con lui, e neppure gli toglierai la maschera. Ci sarà una suora a impedirtelo, un politico, un cantante famoso e un ragazzo pieno di ideali. Lui è il polmone artificiale che li fa respirare anche quando l’aria è carica di acido e gas velenoso. [...] Noi siamo l’acqua in cui cresce la pianta, amico mio: lo difenderemo fino alla morte, pieni di gratitudine per il velo che mette tra noi e il mondo. Lascialo stare, don Silvano. Lui si nutre del disperato bisogno di conciliazione che nasce dalle nostre vite in cattività. Lui è la forma del mondo com’è.
Tu, perché lo servi?” “Perché io sono come loro. Mi credi migliore?” (pag. 191) Fonte


foto da
http://visioglob.blogspot.it/2011/07/monte-marcello-la-spezia-giugno-2011.html
http://altrarealta.blogspot.it/

PORTA IL FIGLIO A FARE IL VACCINO: DIVENTA UN RETTILIANO



Boccalonia (Gonza) – Terribile epilogo per un gesto all’apparenza banale ed innocuo. Una mamma ha portato il figlio ad effettuare una vaccinazione e quando è tornata a casa si è accorta che il bambino era diventato un rettiliano.

Anita Togli Montepulciani, la sfortunata madre, aveva sempre vissuto nutrendo nella scienza una fiducia cieca e incrollabile, ma evidentemente malriposta. Quando ha dato alla luce il suo bambino non ha esitato a farlo vaccinare, senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Una vicina di casa, Nara Pallo, che frequenta assiduamente pagine Facebook e blog di controinformazione, l’aveva messa in guardia contro i possibili rischi del suo gesto, ma Anita aveva preferito ignorare i suoi saggi consigli.

Le certezze della Montepulciani si sono sgretolate il giorno del terzo richiamo del vaccino esavalente. Il pediatra le ha consigliato di provare un nuovissimo prodotto, addirittura decavalente: oltre a Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite B e Influenza, questo straordinario vaccino, da poco brevettato, protegge anche da Gomito del tennista, Ginocchio della lavandaia, Sindrome del tunnel carpale, Lombalgia del camionista e Sciatalgia duodenale della cornea.

Anita aveva accettato il consiglio del pediatra e aveva fatto iniettare al figlio il vaccino decavalente. Aveva però notato una prima stranezza non appena rientrata a casa: il bambino piangeva e aveva uno strano rigonfiamento sul braccio. La sua vicina, che era passata per una visita, aveva subito capito che si trattava di un chip sottopelle impiantato di nascosto sulla povera creatura. La madre non era ancora convinta, ma poi si era dovuta arrendere di fronte ai successivi inquietanti avvenimenti dei giorni successivi: la pelle di suo figlio aveva iniziato ad assumere una colorazione verdastra, la lingua aveva iniziato a biforcarsi e gli era addirittura spuntata una piccola coda. A questo punto l’amica Nara non aveva più dubbi: il piccolo stava diventando un rettiliano.

Gli internauti più informati hanno capito da tempo che i rettiliani sono tra noi e vogliono conquistare il nostro mondo grazie al controllo delle banche e delle industrie farmaceutiche. Questo non è che l’ultimo tragico episodio di una guerra di cui molti ingenui ignorano persino l’esistenza. Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle sono stati informati della drammatica vicenda e stanno conducendo una battaglia solitaria in Parlamento. Paolo Bernini: “Ora è chiaro a cosa servono i chip sottopelle, di cui ho denunciato l’esistenza in questi mesi. Si stanno avverando i nostri peggiori timori”.

Mentre le lobby del farmaco stanno insabbiando questo episodio, Anita è disperata: finalmente ha capito che deve diffidare della scienza ufficiale, ma potrebbe essere troppo tardi. Suo figlio, comunque, non è diventato autistico – come succede a molti bambini che incautamente vengono fatti vaccinare - ma, dopo aver assunto l’inconfondibile fisionomia rettiliana, ha, anzi, fatto un sacco di amicizie tra le lucertole. Nara ha intanto attivato tutti i suoi contatti per trovare un rimedio, ma per ora non c’è stato niente da fare. La povera madre comunque cerca di mantenere un atteggiamento positivo anche di fronte a questa disgrazia:“Il chip sottopelle ha anche un ricevitore GPS integrato, così posso usare il bambino come navigatore. E da quando ha sviluppato quella lingua prensile da camaleonte in casa nostra abbiamo finalmente risolto l’annoso problema delle zanzare”.

http://www.lercio.it/porta-il-figlio-a-fare-il-vaccino-diventa-un-rettiliano/

POST chiaramente satirico... divertente.. 2 risate ci stanno.. anche se il problema 
della tossicita' dei vaccini e del controllo della popolazione permangono tragicamente
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Siti consigliati
https://www.facebook.com/pages/Vaccini-Basta/233426770069342
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lunedì 14 aprile 2014

cosa è costato ai risparmiatori l'entrata nell'Euro ?

Alla domanda: quanto costerebbe ai risparmiatori l'uscita dall'Euro io risponderei con un'altra domanda: cosa è costato ai risparmiatori l'entrata nell'Euro ?
Nei dettagli: l'Euro ha tolto il 50%del valore del denaro in 5 minuti, all'atto della sua messa in circolazione. Quindi, se è vero che i risparmi degli Italiani erano intorno ai 7.000 miliardi, l'Euro è costato nei primi 5 minuti di vita ai risparmiatori 3.500 miliardi.
Poi, nei 12 anni di vita del disastro Euro, i risparmi degli italiani sono calati e gli indebitamenti aumentati. Non ho voglia di cercare le statistiche (se qualcuno vuole integrare questi dati nell'articolo, gli sono grato), ma vado spanne, e spesso ci azzecco: i risparmi degli italiani sono calati di 2000 miliardi, e gli indebitamenti sono aumentati di 1.500 miliardi.
Quindi, l'entrata nell'Euro è costato al risparmiatore 7.000 miliardi, diviso 60 milioni di italiani = € 116.666,666666666.... periodico. Ed è il periodico che mi preoccupa, nel senso che mentre continua l'Euro, aumenta il debito, continuamente, se non lo fermiamo prima.
Il debito pubblico è pure aumentato, interperrito, di 100 miliardi l'anno, ma questo lo faceva anche prima e lo farà anche se usciamo dall'EUro della BCE ed entriamo nella "Nuova Lira" di Bankitalia, se Bankitalia rimane dei Bankieri.

Però è da dire che nei 12 anni di vita dell'EUro, il debito pubblico è aumentato di circa 1.000 miliardi, ovvero il debito dello Stato Italiano, ovvero di € 16.666,66666 periodico (e ridaje) a testa.
C'è da dire che adesso c'è il Credit Crunch, ovvero il rientro dei crediti; e se è vero che TUTTO il denaro è a credito, creato dal nulla dalle Banche, e che dopo Basilea 1, 2 e 3 arriverà Basilea 4, 5, e 6, e noi saremo COMPLETAMENTE senza denaro.
Il che comporterà il fallimento di TUTTE le aziende che non siano Carrefour o altre multinazionali con la sede nelle Cajman Islands.
Quando è costato al contribuente il fallimento delle Imprese? In Italia nel 2013 ne sono fallite 12.442, una ogni 5000 abitanti. Il trend è decisamente in salita.
Quanti suicidi è costato l'Euro ai Contribuenti? Nel 2013, certificati n. 149; son certamente molti di più.
Quanti italiani sono EMIGRATI dall'italia durante l’impero dell'Euro? Wikipedia dice che solo nel 2008, 60.000 italiani hanno cambiato nazionalità; il trend è in ascesa vertiginosa. Che costo ha per il risparmiatore l'emigrazione, temporanea o definitiva?
Quanto è costato al risparmiatore il MES, il patto di stabilità, i dettami idioti della Comunità Europaeache ha distrutto le campagne e l’artigianato, la dittatura burocratica che ci soffoca da Bruxelles??
Non ci vuole cervello per capire che l'Euro ci ha distrutti e se rimane continuerà a distruggerci, perché è nato per quello !!!

Però , se facciamola media, vediamo che come al solito i denari si sono trasferiti; dai meno ricchi ai più ricchi, e qui viene ad aiutarci la simpatica Bankitalia, o banca dei banchieri d'Italia, che ci spia che:
" Secondo le indagini della Banca d'Italia, la ricchezza netta degli italiani (tolti, cioè, mutui e prestiti) era pari, nel 2010, a 8.640 miliardi di euro. Una cifra imponente, pari ad oltre quattro volte la montagna del debito pubblico. In media, significa una ricchezza di poco inferiore a 400 mila euro, per ognuna dei 24 milioni di famiglie italiane. Ma, naturalmente, quei 400 mila euro sono il consueto miraggio statistico. Il 50 per cento delle famiglie italiane possiede, infatti, dice sempre Via Nazionale, meno del 10 per cento di tutta quella ricchezza. Ovvero, 12 milioni di famiglie si spartiscono, in realtà, un patrimonio di non più di 860 miliardi di euro. Questi 12 milioni di famiglie più povere costituiscono quelli che i sociologi di una volta avrebbero definito ceti popolari. Un termine che, con il progressivo svanire di operai e contadini, è diventato sempre più sfuggente e che, oggi, probabilmente, comprende soprattutto impiegati, insegnanti e la massa dei precari. In media, la ricchezza di ognuna di queste famiglie è di 72 mila euro in tutto, al netto di mutui e prestiti, ma casa e risparmi compresi.
L'altra metà degli italiani ha, invece, le mani su quasi 8 mila miliardi di euro. Ma non è così che va vista la divisione della torta. Al di sopra dei ceti popolari e dei ceti medi in via di affondamento ci sono, elaborando i dati della Banca d'Italia, quelli che possiamo chiamare ceti medi benestanti. Circa 9 milioni 600 mila famiglie, il 40 per cento del totale, che controlla il 45 per cento della ricchezza italiana: 3 miliardi 880 milioni di euro. In media, ognuna di queste famiglie benestanti ha un patrimonio, fra case e investimenti finanziari, pari a 405 mila euro.

Da qui in su, si entra nel mondo dei ricchi. Il 10 per cento delle famiglie italiane, cioè circa 2 milioni 400 mila famiglie, controlla il 45 per cento dell'intera ricchezza nazionale. Quanto 10 milioni di famiglie benestanti e oltre quattro volte quello di cui dispone la metà meno fortunata del paese. Sono gli altri 3 miliardi 880 milioni di euro di ricchezza che ancora mancavano al totale. In media, ognuna di queste famiglie ricche ha un patrimonio di 1 milione 620 mila euro, oltre 22 volte la ricchezza di quella metà d'Italia che sono le famiglie dei ceti popolari.
Ma sono davvero questi i ricchi italiani? O ci sono anche gli straricchi? La risposta è che gli straricchi ci sono, sono pochi, ma hanno abbastanza soldi da modificare profondamente la mappa sociale del paese. Proviamo, infatti, a togliere l'1 per cento di famiglie più ricche - gli straricchi - dal plotone del 10 per cento di ricchi. Il 9 per cento di ricchi che è quasi in cima, ma non ci arriva, corrisponde a 2 milioni 160 mila famiglie. Il loro patrimonio complessivo è pari a 2.765 miliardi di euro, un terzo della ricchezza nazionale. In media, ognuna di loro dispone di un solido patrimonio, pari a 1 milione 280 mila euro.
Infine, l'1 per cento di straricchi: meno di 240 mila famiglie. Fa capo a loro il 13 per cento dell'intera ricchezza italiana, ovvero oltre 1.120 miliardi di euro, almeno quelli rintracciabili nel catasto e nelle banche nazionali. In media, ognuna di queste famiglie straricche dispone di un patrimonio di poco inferiore a 4 milioni 700 mila euro."
Ecco che alla domanda: “cosa è costato ai risparmiatori l'entrata nell'Euro ?” dobbiamo differenziare: ai ricchi nulla, anzi: si sono ulteriormente arricchiti, al poveri, tutto, non solo: ora sono diventati Euroschiavi.

QUINDI; usciamo da questo Eurodelirio, ma usciamo bene, senza cadere dalla padella nella brace: riappropriamoci della sovranità monetaria, congeliamo o – meglio – annulliamo il debito pubblico, e prestiamo il denaro - creato a costo zero - ad un tasso che varia da -3 a + 3%.
Solo così usciremo dai debiti e dalla crisi.

Antonio Miclavez
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IO SONO UNO DEI 300 SPARTANI

Io ho affrontato Henry Kissinger umiliandolo di fronte a tutta la stampa del mondo. Ho tremato quando mi ha fissato negli occhi. E’ Henry Kissinger, ha 2 milioni di morti sulla coscienza. Ma l’ho fatto.
Io ho rischiato di morire tre volte per raccontare il genocidio dei Palestinesi e l’Apartheid del Sud Africa.
Io ho dato la caccia a due dei più pericolosi criminali del mondo, Orlando Bosh e Emmanuel Constant, per raccontare il terrorismo americano. Potevano ammazzarmi ogni momento.
Io ho perduto una carriera in RAI da 100.000 euro all’anno per aver denunciato le multinazionali del farmaco che ammazzano ammalati, e per non essermi piegato al diktat dell’Azienda di sollevarli dalle loro responsabilità.
Io ho perduto una posizione di prestigio a Micromega per aver denunciato i crimini dei neo-nazisti israeliani.


Io, che sopravvivo con la pensione di mia madre, ho detto di fronte a telecamere di network nazionali che Mario Monti è un criminale, e che la Guardia di Finanza deve disobbedire allo Stato per salvare il Paese dall’Economicidio Eurozona. Potevano, e ancora possono, distruggermi in tribunale.
Io ho riperduto tutto quello che avevo costruito in 4 anni di lavoro sull’economia perché ho detto e fatto quello che non va fatto: sono stato coraggioso, ho difeso gli esseri umani a costo di tutta la mia carriera. Cacciato da La7, ancora, e dalla MEMMT stessa, accoltellatori alle spalle quei Mosler e soci.
Io ho mandato a fan culo 3 partiti nazionali che mi offrivano soldi e carriera. Perché io non sono fatto della loro pasta e NON MI AVRANNO MAI.
Io so cos’è il Vero Potere. E solo così si combatte.
Io sono uno dei 300, e così morirò. Voi vi ricordate i nomi di quei 300 spartani? No. E neppure ricorderete il mio.

Paolo Barnard


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Un consiglio a fumetti

quello che desideri

Per una volta, LLHT si rivolge ai più giovani. Con i consigli (a fumetti) di Alan Watts:
Alan Watts ITA
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domenica 13 aprile 2014

Il Veneto proclama la RIVOLTA FISCALE



Stasera a Vicenza distribuiranno un prontuario che spiega come evitare di pagare le tasse

Hanno cominciato con il clamoroso referendum indipendentista, poi hanno proclamato la Delegazione dei 10 «per gestire il periodo di transizione verso la presa di sovranità della Repubblica Veneta», ora tocca a una seconda spallata contro la tirannia italiana: la campagna per non pagare più le tasse a Roma.
Esenzione fiscale totale, la chiama Gianluca Busato, il leader dei secessionisti. «Solo con la libertà economica e fiscale il Veneto può rafforzare la sua piena indipendenza», scrive Busato su internet. Stasera a Vicenza una manifestazione popolare, che secondo Busato radunerà qualche migliaio di persone, sancirà formalmente l'atto di disobbedienza fiscale. Che significa, detto in soldoni, sfruttare tutte le pieghe dell'infernale burocrazia erariale per evitare di mandare soldi a Roma. Un gruppo di fiscalisti, commercialisti e avvocati è al lavoro da settimane per redigere un prontuario anti-tasse che verrà distribuito questa sera, «uno strumento fenomenale». «È tutto regolare, tutto secondo le pieghe delle leggi italiote, non temiamo contenziosi perché saranno azioni legittime - garantisce Busato - Applichiamo la tattica di Sun Tsu, colpiremo il nemico con le stesse armi con cui vuole ridurci in schiavitù. Tra ravvedimenti operosi, pagamenti differiti, rateizzazioni e altre scorciatoie, esistono vari modi per attuare la nostra esenzione fiscale». I vantaggi maggiori saranno per aziende e imprenditori, meno per i contribuenti normali. «Infatti Piazza dei Signori sarà piena di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori martoriati dalla crisi e dalla voracità del burosauro centrale», dice Busato.
Questa campagna starà in piedi grazie a una solida rete organizzativa, non con le iniziative sporadiche dei singoli. Fare massa critica è la strategia dei plebiscitari. «Raccoglieremo le adesioni alla campagna di esenzione fiscale attraverso gli oltre 60 uffici pubblici della Repubblica Veneta già costituiti - aggiunge Busato - Appena raggiunto il 5 per cento dei contribuenti applicheremo il piano di obiezione con iniziative clamorose. La prima scatterà il 16 giugno, termine entro cui presentare la denuncia dei redditi. Se ce la facciamo potremmo partire addirittura il 16 maggio, scadenza di liquidazioni e versamenti Iva». Significa che i contribuenti si terranno in tasca i soldi delle tasse? «Sissignore, quel denaro servirà come forma alternativa alle altre fonti di finanziamento. E poi notificheremo al Fondo monetario internazionale la minore capacità contributiva dello Stato documentando ogni mancato introito dell'erario. Tutti devono sapere che l'Italia avrà un minore gettito fiscale, i signori di Roma dovranno rifare i conti e non potranno barare con i numeri». Ancora non c'è idea di quanto potrà essere sottratto alle fauci dell'Agenzia delle entrate: «Dipende da quanti faranno obiezione, dalla loro capacità contributiva e dalle scadenze fiscali. Se l'adesione sarà veloce, a Roma se la vedranno brutta». Per Busato e la galassia indipendentista veneta si prepara «uno tsunami politico»: «Fermeremo l'insopportabile emorragia fiscale in terra veneta causata dal peggior inferno fiscale del mondo. Vogliamo il controllo totale delle nostre risorse, in primis economiche, oggi rubate e sprecate». Il modello, secondo quanto sostiene l'economista Ludovico Pizzati, docente alla California State University, è quello della Cecoslovacchia: dopo la separazione i due nuovi Stati sono cresciuti con forza, addirittura la Slovacchia a ritmi doppi rispetto alla Repubblica Ceca, con il risultato che entrambe ci hanno guadagnato. Un solo rimpianto per Busato: «Purtroppo stasera non potrà parlare Franco Rocchetta. È ancora recluso in isolamento, una misura assurda e vergognosa Fonte Il Giornale



«Ma questo Stato - twitta un indignato speciale -
non ha niente di più serio di cui occuparsi? Chiudono
mille aziende al giorno, i giovani se ne vanno
all'estero, la gente muore di fame e questi perdono
tempo a inseguire fantasm
i!».

Cronache di regime


Chi lo vuole l’immigrato? Cronache di regime

Riportiamo una interessante analisi di Pasquale Andrea Calapso
In un paese dove le piccole e le medie imprese chiudono, dove i lavoratori vengono mandati a casa poiché i propri dirigenti preferiscono delocalizzare le aziende in paesi con manodopera a basso costo, in un paese dove la disoccupazione giovanile supera il 40% e quella complessiva il 13%, in cui il sogno di un posto di lavoro fisso è stato ormai sostituito dalla certezza di una vita da precario, abbiamo senza dubbio una grande soddisfazione: il governo Renzi, il più giovane ed il più rosa della storia d’Italia. Ed ovviamente, è un governo di sinistra. Che non esita però ad accordarsi con Berlusconi sulla Legge elettorale, elaborato che continua sulla via del maggioritario, dell’abolizione delle preferenze, che presenta una soglia di sbarramento inusuale ed unica per l’Europa, definita infatti turca (una soglia di sbarramento così alta è presente solo in Turchia, paese che, soprattutto sotto la Presidenza di Erdogan, non è esattamente un faro di democrazia e libertà del mondo), un elaborato che in sostanza è creato ad hoc da due leader pregiudicati (Silvio per i reati che ormai sono di dominio pubblico, Renzi invece per danno erariale quando era Presidente della Provincia di Firenze) per instaurare il regime di ispirazione americana chiamato “bipolarismo”.
E’ un regime nel quale si fronteggiano due forze che in realtà difendono gli stessi interessi (che non sono quelli del popolo, ma quelli delle elites), ma che si definiscono una di sinistra ed una di destra. Ma la differenza è minima, è di facciata, e la sostanza è la stessa. Il potere mediatico è in mano a queste forze, che demonizzano un qualsiasi terzo incomodo (attualmente Grillo), presentandolo come l’incarnazione di Satana.
La sinistra, in questo contesto, è oggettivamente la più subdola e la più servile agli interessi dei padroni banchieri e industriali: utilizza una fraseologia legata alla storia del Partito Comunista Italiano (difesa del lavoro, diritti, uguaglianza sociale, difesa delle minoranze, dei disagiati, lotta alla corruzione), ma in realtà fa esattamente l’opposto. Attira il consenso delle persone che si definiscono, in buona fede, di sinistra, ed una volta che è al potere fa esattamente il contrario di ciò che ha dichiarato: ricordiamo il Pacchetto Treu del 1998 inserito dal governo del centro sinistra di Prodi, con il quale si inserì il precariato. Ricordiamo le privatizzazioni attuate negli anni ’90, con le quali il centro-sinistra vendette a potenti giganti finanziari ed industriali esteri gran parte del patrimonio pubblico italiano.
Ricordiamo le guerre imperialiste, definite umanitarie, sostenute sempre dal centro-sinistra (a partire dalla vergognosa guerra del 1999, con Massimo D’Alema in prima fila per bombardare Belgrado con l’uranio impoverito).
Ed in tutto questo, il cavallo di battaglia era l’antiberlusconismo: un’efficiente propaganda mediatica ha convinto gli italiani che Berlusconi fosse l’origine dei mali d’Italia, addossando su di lui ogni colpa, in modo da ricoprire con un alone di santità il centro-sinistra, nella sua crociata anti-berlusconiana. Com’è finita questa storia? Nel 2011 B. è caduto, eppure il PD si è alleato con le sue forze in Parlamento creando prima il governo Monti, poi Letta ed adesso Renzi.
Gli ultimi vent’anni dimostrano chiaramente come sulle questioni fondamentali centro-sx e centro-dx sono sempre stati d’accordo: B. ha governato 8 anni su 20, il restante è andato al centro-sx, ed i risultati  dell’operato di entrambi gli schieramenti si sono rivelati disastrosi dal punto di vista sociale ed economico. Sull’Euro, centro-sx e centro-dx sono sempre stati d’accordo, come del resto in questi ultimi 3 anni lo sono stati sulle politiche di austerity imposte dalla Banca Centrale Europea e dai vertici politici europei; il governo Monti, sostenuto da entrambe le parti, è l’evidente dimostrazione di ciò. Il governo Letta ne è la prova ancora più schiacciante: il PD ha vinto le elezioni del Dicembre 2012 sotto la leadership di Bersani, con una proposta politica basata sul lavoro, su parole d’ordine di sinistra, non certo sulle politiche di austerity europee. Eppure stranamente Bersani si dimette, un uomo legato agli ambienti finanziari internazionali come Enrico Letta (anche Monti era legato agli stessi ambienti finanziari, a partire dal Gruppo Bildenberg e dalle grandi agenzie finanziarie occidentali) prende il suo posto, facendo l’esatto contrario di quanto sostenuto da Bersani in campagna elettorale, seguendo cioè nuovamente le politiche di austerity europee: con disastrose conseguenze per il nostro paese. Ma il consenso di Letta era a livelli insuperabilmente bassi, di conseguenza il potere finanziario che comanda l’Europa, ossia la grande finanza americana, decide di cambiare volto, ed il suo volto nuovo poteva essere solo il pupillo del Partito Repubblicano Americano, il Segretario del Pd Matteo Renzi. Anche stavolta, questo nuovo governo persegue gli interessi dei grandi industriali e della grande finanza, mascherandoli con un volto “umanitario”. Infatti Renzi, accodandosi alla campagna mediatica reazionaria per la quale il “debito pubblico è il problema” (il debito pubblico NON è il problema, ogni stato ha un debito pubblico che non si sana mai, ma si rinnova; il problema italiano è il debito privato, contratto dagli imprenditori in difficoltà con le banche private, per via della crisi della domanda e dunque delle vendite causata dall’Euro, moneta che strozza le imprese italiane avvantaggiando solo quelle tedesche, che mantengono prezzi più bassi, potendoselo permettere poiché l’Euro è fatto sullo stampo dell’economia tedesca;) , raccoglie il consenso di un popolo lobotomizzato dai mass media con mosse politiche basate sul nuovo Dio chiamato risparmio, come la messa all’asta delle auto blu o la dismissione di ben quattro ambasciate italiane (Mauritania, Islanda, Honduras e Rep.Dominicana), la chiusura della sede italiana all’UNESCO; eppure Renzi, che tenta di captare consenso tramite queste assurde misure di risparmio, come giustifica l’acquisto, per diversi miliardi, degli F-35 americani da parte del nostro Stato? Dunque risparmiare tagliando la sede italiana dell’UNESCO va bene, risparmiare rifiutando gli acquisti militari voluti dai nostri padroni USA è un ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione.

Ma la più grande invenzione delle classi dominanti europee e americane è le legittimazione dell’immigrazione, sulle basi di un falso buonismo, di retoriche vuote sull’accoglienza ed i diritti umani, su parole da loro stuprate, come “solidarietà” e “rispetto”. La Presidentessa della Camera Laura Boldrini ha infatti recentemente dichiarato: “Appena ogni immigrato avrà una casa ed un sussidio potrò dire che l’italia è una grande nazione.”
La nostra classe politica, invece di pensare al benessere dei lavoratori italiani, pensa a quello degli stranieri. Ma è puro sfruttamento mascherato da “diritti umani”: lo straniero chiederà sempre salari inferiori a quelli richiesti dagli italiani; l’italiano rimarrà disoccupato, l’immigrato sottopagato, e lo sfruttatore felice. Queste orde di uomini migrano verso i nostri paesi, scappando da condizioni devastante causate da secoli di colonialismo occidentale, colonialismo che continua ancora adesso, ma non veste più le eleganti uniformi degli eserciti europei degli scorsi secoli, ma la giacca e la cravatta e le credenziali di una grande multinazionale. Gli stessi sciacalli che sfruttano l’Africa, che definiscono “dittatori” tutti i governi che non gli consentono di fare i loro porci comodi (basti pensare al caso di Gheddafi, abbattuto in nome della democrazia, sostituito da bande islamiche che hanno venduto il petrolio libico a multinazionali americane, inglesi e francesi), che devastano popoli, causano i flussi migratori da queste regioni che loro stessi hanno insanguinato, e li accolgono in Europa, per poterli sfruttare nuovamente. Infatti questi uomini per competere con i lavoratori italiani, chiederanno salari più bassi da mandare poi alle loro famiglie, poiché nei loro paesi quanto guadagnano qui ha un valore parecchio maggiore; di conseguenza le multinazionali investiranno qui in Italia, lasciando a casa i lavoratori italiani ed assumendo coloro che sono disposti a farsi pagare di meno, ossia sfruttare di più: gli immigrati. Il tutto è dovuto all’interesse nel tenere i lavoratori italiani disoccupati, poiché la classe lavorativa italiana, se in piena occupazione, ha la possibilità di organizzarsi e “sbattere i pugni sul tavolo”, ossia avere potere contrattuale. Mentre se gli italiani sono disoccupati, e gli immigrati prendono il loro posto facendosi pagare di meno, gli sfruttatori hanno un doppio guadagno: nessuna opposizione sociale, per via dell’assenza di coesione tra i lavoratori italiani, disoccupati o precari; e maggiori profitti, dovuti all’assunzione di immigrati che richiedono salari più bassi pur di lavorare, e che sono comunque sufficienti alle loro famiglie in patria o alla vita qui in Italia, poiché hanno pagati, per via delle nuove misure del governo Renzi, 30 euro al giorno, vitto, alloggio, ed una ricarica mensile. Il tutto, con i soldi dei contribuenti italiani, come sempre. Morale della favola? Se qualcuno ha qualcosa da ridire, la nostra sinistra di governo, avrà gioco facile nel tacciarlo di “razzismo”… quando i primi razzisti, complici di colonizzatori e sfruttatori, sono loro, burattini di un gioco che sta devastando i popoli europei, e che dobbiamo affrettarci a spezzare.
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sabato 12 aprile 2014

AMORE E RELAZIONE seconda parte

Coloro che non cercano il potere ma sono alla ricerca dell'amore, che distribuiscono amore dappertutto e ovunque, vivono in una beatitudine esaltata. Più una persona è colma d'amore, più profondi sono l'appagamento, la soddisfazione, la gioia, il senso di realizzazioe che egli troverà nell'intimo del cuore. Una persona così illuminata non si preoccuperà del sesso; non dovrà neppure sforzarsi di non guardare da quella parte. E questo perché l'appagamento e la beatitudine che si possono trovare nel sesso gli saranno sempre disponibile attraverso l'amore.



La vita è un flusso continuo, tutto cambia, si muove. Nulla è statico, nulla è permanente. Ti è stata data l’idea di un amore permanente, che finirà con il distruggerti la vita. Ti aspetterai amore eterno dalla povera donna, e lei si aspetterà amore eterno da te. L’amore diventa secondario, la sua permanenza diventa primaria. E l’amore è un fiore così delicato che non può venire obbligato a essere permanente. Puoi avere fiori di plastica; ed è quello che abbiamo – matrimonio, famiglia, figli, parenti, tutto è di plastica. La plastica ha una qualità spirituale: è permanente.L’amore vero è incerto, come incerta è la vita. Non puoi dire che domani sarai qui. Non puoi nemmeno dire che sopravviverai il prossimo momento. La vita cambia costantemente – dall’infanzia alla giovinezza, alla mezza età, alla vecchiaia, alla morte, continua a cambiare. Un amore reale cambierà allo stesso modo. È possibile che se sei illuminato il tuo amore sia andato oltre le leggi ordinarie della vita. Non è né mutevole né permanente, semplicemente è. Non è più questione di come amare – tu sei diventato amore, e tutto quello che fai è amore. Non è che tu faccia qualcosa di particolare che si chiama amore – tutto quello che fai trabocca del tuo amore. Ma prima dell’illuminazione il tuo amore sarà come tutto il resto: continuerà a cambiare.



Il vero amore è sempre nuovo. Non diventa mai vecchio perché non è cumulativo, non è possessivo. Non sa nulla del passato; è sempre fresco, fresco come una goccia di rugiada. Vive momento per momento, atomo per atomo. Non ha continuità, non conosce tradizioni. Muore ogni momento, e ogni momento rinasce. È come il respiro: inspiri ed espiri; e poi di nuovo inspiri ed espiri. Non accumuli il respiro dentro di te. Se lo facessi moriresti, perché diventerebbe stantio, morto. Perderebbe vitalità, perderebbe la qualità della vita. L'amore è la stessa cosa: è un respiro che si rinnova in ogni momento. Quando il tuo amore si blocca e smette di respirare, la vita perde ogni significato. Questo è proprio ciò che accade con le persone: la mente prende un tale predominio da influenzare persino il cuore e farlo diventare possessivo! Il cuore non conosce la possessività ma viene contaminato dalla mente, ne viene avvelenato. Quindi ricorda: ama l'esistenza! Lascia che l'amore sia come il respiro: inspira, espira, ma fa' che sia l'amore che entra ed esce. A poco a poco devi creare con ogni respiro la magia dell'amore. Fanne una meditazione: quando espiri, senti che stai riversando il tuo amore nell'esistenza; quando inspiri, l'esistenza riversa il suo amore dentro di te. Vedrai come molto presto la qualità del tuo respiro cambierà, come diventerà completamente diversa da tutto ciò che hai provato finora. Per questo in India chiamiamo il respiro "prana", vita: non è solo respiro, non è solo ossigeno. Qualcos'altro è presente: la vita stessa.


Il vero amore dona una libertà totale, è incondizionato, non chiede nulla, dona, condivide. Ed è felice per questo. E ti è grato perchè l'hai accolto. Non chiede nulla. Molto giunge a lui, ma in sè non chiede nulla. Non fai che preoccuparti se l'altro ti ama e quanto ti ama. Non porti mai simili domande. Chiediti sempre se tu ami, perchè solo questo conta. Sei TU che devi amare.


L’umanità è tuttora allo stato barbarico, non sappiamo ancora cos’è l’amore. Se io amo una persona, mi sento grato perché mi ha permesso di amarla, ha accettato il mio amore e non l’ha respinto. Questo è tutto. Ma non divento la sua prigione – lei mi ha amato e, come ricompensa, io le creerei una prigione intorno – io l’ho amata e lei, come risultato, lei creerebbe intorno a me una prigione. Ci scambieremmo davvero grandi ricompense! Io amo una persona e le sono grato: la sua libertà rimane intatta. Non gliel’ho data io. La libertà è un suo diritto acquisito con la nascita e il mio amore non può togliergliela. Come potrebbe l’amore togliere la libertà a una persona, in particolare alla persona amata? La libertà è un diritto di ogni essere umano. Tu non puoi neppure dire: “Io le do libertà”. Innanzitutto, chi sei tu? Sei solo un estraneo. Vi siete incontrati lungo il cammino, per caso, accidentalmente, e lei è stata tanto gentile da non rifiutare il tuo amore. Siile riconoscente e lascia che viva come vuole la sua vita e tu vivi come vuoi la tua. Il tuo stile di vita non deve interferire con il suo. Questa è la libertà. Allora l’amore ti aiuterà a essere meno teso, meno in ansia, meno angosciato e più gioioso. Ma ciò che accade nel mondo è l’esatto contrario. L’amore crea infelicità e dolore immensi, tanto che ci sono persone che alla fine decidono di non amare più: chiudono le porte del cuore perché hanno imparato che l’amore non è altro che un inferno. Ma chiudere le porte del cuore significa chiudere le porte alla realtà, all’esistenza: perciò non è una via che sostengo. Vi dirò: “Cambiate il modo di amare! Avete costretto l’amore in una situazione sgradevole – cambiate questa situazione!”. Fate in modo che l’amore diventi un aiuto alla vostra crescita spirituale. Fate in modo che l’amore diventi un nutrimento per il cuore, che diventi il coraggio capace di aprirvi il cuore – non solo a una persona ma a tutto l’universo.