la realta' è un'altra

mercoledì 25 maggio 2016

AUSTRIA ; HANNO VINTO I BROGLI


Al Brennero si chiude e al voto hanno vinto i brogli ma il problema vero è un altro: cosa ci aspetta?


Abbiamo rischiato di svegliarci e trovare il filo spinato al Brennero, invece è tutto a posto. Con l’elezione di Alexander Van der Bellen a presidente austriaco i timori sono svaniti e infatti ieri mattina non solo al valico sono arrivati i già annunciati poliziotti extra per rafforzare i controlli ma gli operai hanno anche ricominciato i lavori per la pensilina che fungerà da gabbiotto (quello che i ghostbusters del pericolo neofascista chiamano muro), alla faccia delle promesse del ministro degli Interni, Wolfgang Sebotka ad Angelino Alfano. Il primo contingente di rinforzo della polizia austriaca, una quarantina di agenti in tutto, è infatti arrivato in mattinata ma già entro domani il numero raddoppierà e diverrà un presidio fisso di controllo.

Le autorità austriache hanno dislocato agenti di polizia vicino al casello di Schönberg, dove gli automobilisti che viaggiano sull’autostrada devono pagare il pedaggio, mentre altri agenti sono dislocati sulla strada statale da Gries am Brenner (prima località dopo il confine italo-austriaco) a Innsbruck per controllare i veicoli in transito. E come anticipato, con l’arrivo del primo contingente di rinforzo sono stati anche accelerati i lavori per la costruzione dei gabbiotti di controllo sull’autostrada al valico di frontiera, mentre nell’area di servizio autostradale Rosenberger, a 200 metri dalla frontiera italiana, stanno intanto procedendo i lavori per l’allestimento del “management di confine”: gli operai stanno posando travi in ferro sulle quali dovrebbe poggiare la copertura della struttura. Tutte scelte fatte da un governo di coalizione tra Socialdemocratici e Popolari non dall’FPO, contro cui il neo-presidente non ha detto una sola parola nemmeno in campagna elettorale.
Ora, ciò che dovevo dire riguardo al senso politico di questo voto l’ho già detto due giorni fa. Però due paroline sui brogli ci stanno proprio bene. Sì avete letto giusto, brogli. In Austria ne parlano apertamente molti giornali, a partire dalla testimonianza di questo simpaticone

che di nome fa Wilhelm Heissenberger ed è sindaco di Unterrabnitz-Schwendgraben, comune austriaco di 634 abitanti, il quale ha ammesso candidamente di aver falsificato 12 schede elettorali. E che dire di Linz, dove la commissione elettorale ha comunicato una partecipazione al voto superiore al 500%, anomalia presente purtroppo anche in altre circoscrizioni. Ce lo mostra questo grafico,
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dal quale si desume che a Waidhofen, comune con 11.500 abitanti nella Bassa Austria, l’entusiasmo fosse tale da aver raggiunto il 146%. Cose che succedono, d’altronde. E che dire del direttore della Commissione elettorale austriaca, il quale domenica sera ha dichiarato in televisione come fossero state consegnate 740mila schede elettorali per corrispondenza, ricordando come normalmente circa 700mila di queste vengano utilizzate o compilate correttamente. Sapete quante erano le schede lunedì mattina? Più di 760mila. Altro strano fenomeno di molitiplicazione, succede. Ci sono poi le anomalie. Devo premettere che, come moltissimi, ho imputato – sbagliando – al voto estero la vittoria di Van der Bellen, perché come tutti per voto postale io intendo quello dei cittadini espatriati aventi diritto. E’ così anche in Austria, di fondo ma con gli anni la percentuale di chi davvero risiede fuori dal Paese pare sia scesa a circa il 10% del totale, il resto è rappresentato da gente che ha scelto la formula della posta invece della camminata fino al seggio. Ci sta, forse la proporzione è un po’ altina ma ci sta. Come appare plausibile che negli ospizi e in altre strutture socio-sanitarie e di assistenza, il candidato verde abbia ottenuto un plebiscito bulgaro.
Ma al di là dei casi particolari, c’è da dire che anche a livello centrale qualche dubbio salta fuori. In molti non ci hanno fatto caso ma ieri pomeriggio, il ministro dell’Interno, Wolfgang Sobotka, ha compiuto una gaffe clamorosa. Presentatosi con oltre mezz’ora di ritardo sulle attese all’appuntamento per la proclamazione del vincitore con i dati ufficiali, si è limitato a fornire numeri di preferenze con fare decisamente imbarazzato e ha chiuso il suo intervento con la frase “la comunicazione dell’esito avverrà mercoledì”. Immediatamente viene da pensare che ci fosse necessità di un riconteggio, visto che al secondo turno erano emersi qualcosa 145.222 voti nulli. E invece no, pochi istanti e viene comunicato che il vincitore è Alexander Van der Bellen con un scarto di circa 31mila voti, pari al 50,3% delle preferenze. Strano. Come è strano il fatto che a fronte del 90% delle municipalità austriache che avevano scelto Hofer, la stragrande maggioranza del voto postale espresso nelle medesime vedesse vincente il candidato verde. Mah. forse chi si oppone all’FPO sa che sono dei pericolosi nazisti e preferisce votare per posta, temendo di essere ucciso al seggio o lungo il tragitto. Queste due grafiche
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rappresentano il sostegno a Hofer e Van Der Bellen nella municipalità di Vienna al primo e al secondo turno: doping postale? Chissà. C’è da dire che attorno all’ora di pranzo il fibrillo era parecchio. Questa grafica
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è del sito del ministero dell’Interno austriaco e alle 13 vedeva questa situazione: Hofer al 56%. Attorno alle 15, invece, accadeva un po’ di tutto e in quasi contemporanea. Il ministero dell’Interno rivedeva le sue proiezioni come ci mostra questa grafica,
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ridimensionando il distacco tra i due contendenti ma un sito ufficiale dell’Ue, proprio citando fonti del ministero dell’Interno austriaco, dichiarava quanto segue.
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Per non farci mancare nulla, alle 14.47 accadeva questo,
Boom
ovvero sempre il ministero dell’Interno di Vienna metteva a tacere il sito della municipalità di Salisburgo che si permetteva addirittura di aggiornare i dati in maniera pubblica. Perché questa necessità di silenziare i dati? Forse perché alle 14.03, ovvero un’ora dopo che la proiezione del ministero dell’Interno dava Hofer al 56%, erano già state scrutinate 444.716 schede inviate per posta, quindi oltre la metà e il risultato parziale era il seguente: Hofer 39,6% e Van der Bellen 60,4%. Guarda caso, tutti gli analisti avevano calcolato sui giornali di domenica mattina che per poter sperare di vincere, il candidato verde doveva superare quota 60%. Insomma, un plebiscito postale. 
Direte voi, è stato Hofer stesso ad ammettere la sconfitta, addirittura prima della farsesca comunicazione dei dati ufficiali da parte di Sobotka, quindi nessun complotto. Infatti, non c’è un complotto ma un voto farsa fin dall’inizio, pilotato per far spaventare e avere un fantasma da sventolare per due settimane tra un turno e l’altro. Perché, altrimenti, una sola è l’alternativa: qualcuno o qualcosa ha fatto sapere alla dirigenza dell’FPO di non azzardarsi a chiedere il riconteggio, che le cose andavano bene così e che tanto con un presidente neo-eletto e un governo non stabilissimo, le legislative non tarderanno ad arrivare e allora si potrà fare sul serio. Ora no. Prima del Brexit, no.
Votes
E’ accaduto questo? Perché pur accettando che il carattere austriaco non sia fumantino, non riesco a concepire l’atteggiamento di totale remissione messo in campo da Hofer di fronte alle palesi incongruenze presenti nel voto. Era a tanto così, a un millimetro dalla presidenza della Repubblica per l’FPO e non chiede di ricontare anche i voti di un singolo paesino? Temo sia una pantomima ma questo non mi fa certo stare più tranquillo, né mi fa arrabbiare: dal caso Florida del 2000, è palese che le cosiddette democrazie avanzate – le stesse che mandano gli osservatori Osce nei seggi dei Pasei africani o dell’Est – utilizzino brogli sistematici, soprattutto dove è in vigore il voto elettronico, manipolabile ancor meglio di quello postale (casualmente, Erdogan vuole introdurlo in Turchia perché “è più veloce e fa risparmiare”). Mi induce però a riflettere: cosa ci aspetta davvero? A cosa ha fatto da prodromo lo psico-dramma farsesco andato in scena tra domenica e lunedì in Austria? Prova generale di qualcosa?
http://www.rischiocalcolato.it/2016/05/al-brennero-si-chiude-al-voto-vinto-brogli-problema-vero-un-altro-cosa-ci-aspetta.html
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martedì 24 maggio 2016

Che fine ha fatto RAZ DEGAN ?

Raz Degan, israeliano, classe 1968, divenne celebre negli anni 90′, grazie ad un fortunato spot del Jagermeister, che riscosse grandissimo successo e rese molto noti sia lui che il prodotto. L’aspetto fisico bello e affascinante fece il resto, portandolo ben presto alla ribalta sul piccolo schermo e al cinema. Ha partecipato, tra le varie esperienze televisive, a “Ballando con le stelle 6”, prima di approdare nel 2010 a Mistero. Quest’ultimo è stato l’ultimo programma a cui ha preso parte. A livello cinematrografico ha recitato in oltre una decina di film, tra i tanti menziono “Squillo”, sotto la regia di Carlo Vanzina nel 1996, e “Barbarossa”, per Renzo Martinelli nel 2009. E poi è sparito di circolazione. Come mai?



Raz Degan censurato: ne parla in una intervista a Vanity Fair

Cercando il suo nome su Google, non appaiono risultati recenti. Tra i primi che saltano fuori, c’è un’interessante intervista rilasciata a Vanity Fair un anno fa, dove affronta pure la vicenda della sua “epurazione televisiva”. Interrogato dal giornalista sulla sua “sparizione”, l’attore risponde così:
«La mia carriera andava piuttosto bene, facevo cinema, Tv. Ma mi mancava un perché. Ho cominciato a fare ricerche, a interessarmi alla vita in maniera più profonda. Avrei voluto condividere con il pubblico televisivo quello che avevo imparato, ma i tempi della Tv sono troppo rapidi. Non riuscivo a esprimermi»
“Stai parlando di Mistero?” Gli chiede l’intervistatore. E l’intervista prosegue:
«Credevo che usando la mia popolarità avrei potuto trattare temi importanti, molto più grandi di me, come i messaggi subliminali, il signoraggio (il reddito che gli Stati guadagnano dall’emissione di denaro, ndr). Ma i media sono controllati, pieni di stronzate. Viviamo in una dittatura: controllano quanti soldi puoi prendere in banca, dove puoi viaggiare. Poi ti danno un telecomando per farti credere che sei libero solo perché puoi scegliere quale canale guardare». (fonte)

Censurato perché ha tentato di spiegare al pubblico il signoraggio e altre vicende scomode

Raz Degan ha pagato con la censura i suoi buoni propositi, a differenza della maggioranza degli altri “vip”, che nel migliore dei casi “fanno finta di niente”, si godono la posizione di privilegio, la bella vita, e se ne fregano del resto.
A Raz Degan vanno i nostri ringraziamenti e solidarietà, e se dovesse leggere questo articolo, ci teniamo a fargli sapere che molte persone, nonostante la censura del sistema, sono a conoscenza di quanto ha fatto, o tentato di fare, e del fatto che così facendo, ha compromesso la sua carriera, e nutrono grande stima per questo. Verrà un giorno che questo comportamento, riceverà i riconoscimenti che merita. E magari il tuo nome resterà nella storia, ricordato per essere tra i pochi coraggiosi in un mondo di pavidi ben prezzolati.
Se Raz Degan avesse taciuto, avrebbe probabilmente continuato a recitare e condurre trasmissioni, ricevendo sempre più popolarità. In una società come questa, le persone come Raz Degan, sono moderni eroi. Grazie!


Veritanwo

http://veritanwo.altervista.org/che-fine-ha-fatto-raz-degan-articolo-shock/

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sabato 21 maggio 2016

COTTARELLI E IL MONDO AL CONTRARIO: “IL MACIGNO. PERCHÈ IL DEBITO PUBBLICO CI SCHIACCIA”


Carlo Cottarelli, mister “spending review” fortunatamente allontanato dal governo italiano senza, per altro, una reale inversione nel programma di austerità voluto dall’Unione Europea per l’Italia, ha pubblicato un libro per la Feltrinelli (il che, ai tempi andati, sarebbe già stato paradossale) dal titolo eloquente: “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene”.

Ebbene, a volte la verità, seppur infilata come polvere al di sotto di mille tappeti, risbuca all’improvviso quando meno ce lo si aspetta. La verità sulla natura del macigno, e perché questo ci pesa e non lascia dormire sereno Carlo Cottarelli, lo stesso Cottarelli la sa. E ce la spiega persino nel paragrafo Debito Pubblico e Moneta.

Il “debito pubblico” è un “macigno” perché e solo perché “è espresso in moneta estera”: il nostro debito pubblico italiano infatti “è denominato in euro, la nostra moneta, ma anche una moneta che non possiamo stampare a piacere. Quindi è come se il debito fosse denominato in valuta estera”.

Buongiorno Cottarelli.

venerdì 20 maggio 2016

Quelli dell’Artemisia Annua

Attualmente al 10 dicembre 2015 sono presenti 452 studi che dimostrano l’efficacia terapeutica dell’Artemisia Annua, come potete constatare sul database dell’Università di Washington.

PERCHE’ L’ARTEMISIA ANNUA E’ COSI’ POTENTE CONTRO IL CANCRO


Il componente attivo dell’Artemisia Annua efficace contro il cancro è l’Artemisina. Uno studio condotto dall’Università della California, ha concluso: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione ‘E2F1′ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”.

L’Artemisina inoltre è così efficace perché colpisce selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare le cellule normali, a differenza della chemioterapia. Infatti l’Artemisina colpisce le cellule contenenti eccessive quantità di ferro liberando radicali liberi intracellulari che distruggono le cellule, e le cellule tumorali contengono molto più ferro della media.


Il ferro si deposita nelle cellule tumorali con speciali recettori che aiutano nella divisione cellulare. Le cellule normali hanno anche questi recettori , ma le cellule tumorali li hanno in grandi quantità e quindi possono essere una combinazione bersaglio di ferro e Artemisinina, causando l’arresto della crescita cellulare e l’apoptosi in molte linee cellulari tumorali.

TESTIMONIANZA DI GUARIGIONE CON FERRO E ARTEMISINA

Su questo aspetto abbiamo raccolto la testimonianza di Amedeo Gioia docente romano che così ha scritto:

“Io sono la prova vivente che la cura con l’artemisia annua funziona, operato due volte di cancro alla vescica esame istiologico G3 e TNM: pT2, invitato a fare delle infiltrazioni di chemio l’oncologo le ha ritenute inutili in quanto i carcinomi avevano colpito anche la prostata e l’ilio (intestino). Ricoverato in urologia al San Filippo Neri per l’asportazione di vescica, prostata ed un tratto dell’intestino, avrei continuato a vivere con le sacchette per l’orina e feci. Ho rifiutato la chemioterapia e mi hanno dimesso dandomi una settimana, massimo due mesi di vita. Mio figlio ha scoperto che esisteva questa pianta, che distrugge le cellule cancerogene, ed e’ riuscito a trovarla in soluzione alcolica (tipo fernet) e ho incominciato ad assumerla, Una correzione nel caffe’ la mattina, un bicchierino dopo pasto ed uno dopo cena. Dopo 48 ore non avevo più dolori e dopo sei giorni orinavo quasi normale (prima ogni 1/2 ora e con dolore). Per controllo ho fatto un’ecografia, esame del sangue per le marche tumorali ed una TAC. Risultato non ho più nulla”.

E in un post sul suo profilo Facebook continua qualche giorno dopo:



COSA DICONO I MEDICI SULL’ARTEMISIA

Per il Dott. Len Saputo si tratta addirittura di una bomba intelligente contro il cancro: infatti è economica, si assume facilmente durante la giornata e si è dimostrata efficace su ogni tipo di cancro. Il problema, come afferma lo stesso dottore americano, è che le istituzioni non sono aperte a scardinare il sistema oncologico tradizionale che si basa sulla chirurgia-chemioterapia-radioterapia.

Uno studio dell’Università di Washington diretto dai dottori Narenda Singh e Henry Lai ha dimostrato che l’artemisia si è rivelata efficace nella distruzione del 75% delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni nel cancro al seno in sole 8 ore, ed ha raggiunto addirittura il100% dopo soltanto 24 ore.

Come afferma il Dott. Massimo Bonucci, medico specializzato in Oncologia Medica a Roma: “Inoltre sia l’artemisinina che i suoi composti hanno dimostrato di avere effetti anti-angiogenetici, interruzione della migrazione, modulazione della risposta recettoriale nucleare, anti-infiammatori, anti-metastatici e perturbazione di molte vie di trasduzione del segnale. Queste caratteristiche rendono i composti dell’artemisinina interessanti candidati farmaci chemioterapici anti cancro.”

Questi composti sono potenti promettenti composti antitumorali che producono effetti collaterali significativamente inferiore rispetto ai tradizionali agenti chemioterapici. Attualmente non è approvata come anti-cancro perché non ci sono studi clinici ma solo in vitro. Poiché è almeno 20 anni che si conoscono queste proprietà eccezionali antitumorali, ci si chiede come sia possibile che non la sia voglia approvare? Forse ci sono interessi economici? Il fatto è che un’azienda farmaceutica americana sta cercando di brevettare un composto a base di artemisina e fintanto che non sarà pronto non è conveniente approvarla, dato che da una pianta non ci si guadagna molto rispetto ai guadagni enormi invece che può fruttare la chemioterapia.

E’ possibile ordinare l’estratto idroalcolico di artemisia annua e le fiale di ferro direttamente in farmacia. Puoi consultare il gruppo Facebook Quelli dell’Artemisia Annua dove puoi trovare tante informazioni utili (indirizzi per l’acquisto, posologia e testimonianze) con persone che hanno provato e stanno provando l’artemisia annua.


http://www.dionidream.com/artemisia-annua-cancro/

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Salmone d’allevamento, ‘Evitatelo come la peste’

Ormai è sempre più difficile pescare salmone selvatico, dato che lo stock dell’Atlantico è in estinzione e quello del Pacifico è in declino. Il salmone che finisce sulle nostre tavole è, quasi sempre, salmone d’allevamento intensivo, che, spiega Slow Food, “non costituisce una buona alternativa, né per noi, né per ambiente ed ecosistemi“. Lo scienziato americano David O. Carpenter in un articolo del 2004 affermava che “bisogna evitare il salmone come la peste” e una dottoressa norvegese, Anne-Lise Bjørke Monsen, ha rischiato la carriera per averne sconsigliato il consumo a bambini e mamme. Secondo l’associazione, la cui missione è “ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi” ci sono almeno 10 motivi per cui non dovremmo mangiaresalmone d’allevamento. Eccoli di seguito:

1) Negli allevamenti intensivi i reflui non vengono mai lavati via e si lasciano semplicemente cadere attraverso le reti. Pensateci, è come se non cambiaste mai la sabbietta al vostro gattino… Il risultato sono migliaia di tonnellate di escrementi e rifiuti che si depositano nel fondale intorno agli allevamenti che non vengono mai rimossi.

2) 600 000 salmoni che nuotano in una zuppa di muco ed escrementi alimentano le mutazioni di agenti patogeni che si diffondono dall’Atlantico fino al nostro supermercatino sotto casa.

3) Uno scienziato statunitense dopo un lungo studio sugli allevamenti intensivi di salmone ha dichiarato ai media: «Si dovrebbe evitare il salmone di allevamento come la peste».
David O. Carpenter


4) I salmoni di allevamento spesso sono colorati di rosa per imitare i salmoni selvaggi. I produttori utilizzano Salmo Fan per ottenere il colore che il mercato richiede. Come fanno? Aggiungono il colorante nel mangime, facile

5) Ad aprile 2013, la Norvegia ha ottenuto il consenso dell’Unione Europea per aumentare le quantità di Endosulfano nei mangimi. Sapete che cosa sia? Un pesticida mega tossico bandito in numerosi Paesi.

6) Se il mangime dato ai salmoni contiene derivati animali (soprattutto dai maiali) il salmone affumicato è Kosher?

7) Foche, uccelli e leoni di mare spesso rimangono intrappolati nelle reti che delimitano gli allevamenti

8) Una cosa che vi ripetiamo sempre: gli allevamenti intensivi non sono assolutamente efficienti e per ottenere un kg di salmone ne servono almeno 5 di altri pesci. E contribuiscono largamente alla riduzione degli stock ittici che sta portando all’estinzione di molte specie.

9) Ovunque ci siano allevamenti di salmone intensivi si è registrato un calo drastico dei salmoni selvatici

10) I medici norvegesi consigliano alle mamme in attesa di evitare il salmone a causa dell’alto livello di tossine contenute in quelli da allevamento intensivo. Sostanze conosciute per provocare danni allo sviluppo del cervello nei bambini. La dottoressa Anne-Lise Bjørke Monsen ha rischiato la sua carriera per aver divulgato questa informazione. Ma dal momento che migliaia di persone mangiano salmone convinti che faccia bene alla loro salute dovrebbero invece conoscere tutti i rischi collegati

Fonte: http://www.tzetze.it/redazione/2015/02/salmone_dallevamento_scienziato_usa_evitatelo_come_la_peste/


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mercoledì 18 maggio 2016

DISASTRO ECOLOGICO IMPRESSIONANTE








Ultimo avviso all’umanità: 
"Attenzione: è iniziata la morte dei mari!" 

...anno dopo anno, abbiamo registrato spiaggiamenti di cetacei, morie impressionanti ed improvvise di pesci, calamari giganti emersi dal profondo degli oceani e poi defunti sulle spiagge e poi ancora foche e uccelli acquatici trovati morti a centinaia e a migliaia su tutte le spiagge del pianeta. Per meglio capire il fenomeno abbiamo fatto una ricerca dal 1800 ad oggi per documentarci su questi disastri ecologici. Abbiamo scoperto che soprattutto a partire dal 1900 si sono registrate improvvise morie di pesci in molti mari della Terra, ma questi eventi erano attribuibili ad inquinamenti locali, esperimenti nucleari in atolli oceanici e ad improvvise variazioni di temperatura delle acque dell’Oceano Pacifico lungo la corrente di Humboldt. Tutto però collocabile ad eventi ben definiti localmente e avvenuti in maniera episodica e non continuativa. Uno o due fenomeni di consistenti morie di pesci ogni decennio al massimo. Dal 1980 ad oggi invece abbiamo notato che questi eventi nefasti hanno cominciato ad essere più frequenti, fino a passare negli ultimi 10 anni non più come fatti episodici, ma costanti in cui spiaggiamenti di cetacei, risalita e morte di creature abissali, stragi di milioni di pesci sulle spiagge di tutto il mondo si sono manifestati in un crescendo preoccupante anno dopo anno, mese dopo mese.

Si calcola che per questi motivi, molti dei quali attribuibili al surriscaldamento delle acque della Terra e all’inquinamento di origine antropica, gli abitanti di questo pianeta dal 2000 ad oggi hanno perso circa il 20% del pescato potenziale. Se poi aggiungiamo la rapina dei mari attraverso la pesca intensiva e criminale, si calcola che l’umanità abbia distrutto un altro 30% dell’alimentazione proveniente dai mari.

Viene spontanea la domanda: “ Ma fino a quando i mari del pianeta potranno garantire cibo alla crescente umanità? Cosa avverrà quando i mari avvelenati e caldi non sosterranno più la pesca e la vita delle sue creature? “ Qualcuno se lo è chiesto?

Intanto i mass media in questi giorni affrontano il problema dell’impressionante disastro ecologico lungo le coste del Cile, come un fatto di scarso interesse, come una curiosità effimera. In prima pagina invece impazzano notizie su quanto ha detto, fatto e mangiato Renzi ed altri politici italiani, sui capricci di questo o quell’altro parlamentare o vip del cinema. I nostri mass media dimostrano che sui questi disastri, che minano alla base il futuro dell’umanità, hanno una profonda insensibilità, nonché impreparazione, e superficialità. Questo fatto invece preoccupa molto perché contro queste anticipazioni di disastri globali non abbiamo nessuno dei “big” della politica nostra e internazionale capace di pensare come fermare questa inesorabile corsa verso l’ecocatastrofe.

Noi cosa possiamo fare, oltre che informare il pubblico su questi reali rischi presenti e futuri? Al massimo continuare a fare la nostra parte e, in questo caso, raccontando la “parabola” scientifica del “Ventunesimo giorno”. La conoscete? Gli studenti universitari delle facoltà scientifiche - naturalistiche la conoscono bene, perché è anche un tema di studio, peccato che non sia altrettanto per i nostri giornalisti e politici. Allora eccovi la storia, che ha una base scientifica provata, e che ci riguarda drammaticamente molto da vicino:

"Accade che in limpido lago ricco di vita acquatica, dalla quale traggono beneficio alcuni paesi costieri, un giorno in una sua insenatura appaiono dei giaciti d’acqua, portati da qualcuno. Che bello! Esclamano le persone. Un anziano del villaggio però non è altrettanto felice della presenza di questi vegetali acquatici, quindi invita le autorità locali a controllare il fenomeno. Viene deriso dagli amministratori dei comuni ai quali si è rivolto. Anzi, gli dicono, che questi giacinti d’acqua con i loro fiori rappresentano un’attrazione turistica. Il giorno seguente i pochi metri quadrati di superficie del lago coperti da questa vegetazione acquatica, si raddoppiano e così, giorno dopo giorno. Il solito anziano del villaggio si reca ancora dagli amministratori e dice loro: “ Sapete che queste piante assorbono l’ossigeno del lago sottraendolo ai peschi di cui poi noi ci nutriamo? Perché non limitate la loro crescita?” - Anche questa volta la risposta che riceve è la solita: “ Ma che vuoi saperne tu? Chi sei per dirci queste stupidaggini? I giacinti d’acqua rendono più bello il nostro lago” – Intanto giorno dopo giorno, in progressione geometrica, i giacinti d’acqua si raddoppiano. Si arriva così al 29esimo giorno quando questa vegetazione ha coperto esattamente metà lago. A quel punto il solito personaggio mette in allerta autorità e cittadini dicendo loro che la superficie lacuale il giorno dopo sarebbe potuta finire completamente ricoperta di vegetazione e così il lago si sarebbe eutrofizzato uccidendo tutti i suoi pesci. Nessuno, ancora una volta, lo prende sul serio. Il giorno dopo tutto il lago viene coperto e soffocato dai giacinti d’acqua e così tutti i pesci muoiono asfissiati."

Oggi se non proprio al 29imo ci troviamo tra il 27esimo e il 28esimo giorno. Il problema è che con l’insensibilità dei nostri politici e con la “distrazione” di molti scienziati presto arriveremo al 29esimo giorno e allora non ci sarà più spazio per evitare la catastrofe.


SULLE COSTE DEL CILE UN DISASTRO ECOLOGICO IMPRESSIONANTE



Dall’inizio del 2016, si è registrata nella zona centromeridionale del Cile una proliferazione anomala di micro-alghe, in particolare nella regione di Los Lagos, che ha portato prima alla morte per asfissia di 40mila tonnellate di salmone, ovvero circa il 12 per cento della produzione annuale del Paese. La “marea rossa”, così viene chiamata, ha nelle ultime settimane provocato ancora una moria di sardine e di frutti di mare, coinvolgendo soprattutto la regione di Los Lagos, nelle zone di Puerto Mont e dell’isola di Chiloé, e la regione dell’Araucania. Sono morti anche mammiferi marini come foche e delfini. E’ questa la più grande marea rossa della storia. Così tante alghe non si erano mai viste nel Sud del Cile, dove le fioriture algali sono un fenomeno naturale. La causa di questo fenomeno per gli scienziati è attribuibile sia i cambiamenti climatici che El Niño che questa volta si è manifestato con una forza estremamente forte, tale da aver condizionato il clima in molte aree del pianeta.

Non solo un disastro ecologico, ma anche economico per tutto il Cile, infatti migliaia di pescatori sono disperati perché impossibilitati a pescare e, quindi, a guadagnare. A causa di ciò su molti porti del Cile stanno esplodendo violente manifestazioni di piazza, che chiedono al governo indennità economiche per superare la crisi.



Filippo Mariani - Accademia Kronos



http://paolodarpini.blogspot.it/2016/05/ultimo-avviso-allumanita-attenzione-e.html?m=1
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LA CASEINA ATTIVA IL CANCRO



T. Colin Campbell, il ricercatore americano definito
"una delle 25 persone più influenti nel campo dell'alimentazione", illustra, in questo dvd, i sorprendenti risultati di una ricerca monumentale attesa da oltre 27 anni da medici e specialisti. The China Study, studio condotto sotto la gestione congiunta della Cornell University, dell'Università di Oxford e dell'Accademia cinese di medicina preventiva, raccogliendo, elaborando e incrociando una mole impressionante di dati, ci mostra, con criteri scientifici ed epidemiologici di difficile contestazione, che una dieta costruita prevalentemente o totalmente su cibi naturali e vegetali è in grado di prevenire o curare gran parte delle malattie.

Oltre al seminario formativo del Dott. Colin Campbell, per la prima volta in Italia e in esclusiva europea, il cofanetto (dvd+libro) contiene una sua intervista esclusiva e testimonianze straordinarie di specialisti e personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo


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The China Study
Il più importante e completo studio su alimentazione e salute - Videocorso formativo + Intervista Esclusiva
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domenica 15 maggio 2016

«LA UE ha gli stessi obiettivi di Hitler»

Dichiarazione shock dell’ex sindaco di Londra, Johnson: «LA UE ha gli stessi obiettivi di Hitler»


Si sono registrate oggi dichiarazioni molto forti dell’ex sindaco di Londra Boris Johnson, che attualmente guida il movimento per l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue con il referendum del prossimo 23 giugno: nel corso di un’intervista al Sunday Telegraph, il politico conservatore ha dichiarato che l’Unione europea sta seguendo, com metodi diversi, gli stessi passi di Adolf Hitler per realizzare un superstato a guida tedesca.

“L’Unione Europea persegue «con metodi diversi» lo stesso obiettivo di Hitler: creare un super Stato Europeo sotto un’unica autorità”, ha detto l’ex sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson, in un’intervista al “Sunday Telegraph”.
«Napoleone, Hitler e altre diverse persone ci hanno provato, ed è finita tragicamente. L’Ue è un tentativo di fare lo stesso con metodi diversi», ha dichiarato Johnson, sostenitore dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

Tuttavia, ha proseguito, i «disastrosi» fallimenti di Bruxelles hanno alimentato le tensioni tra gli Stati membri epermesso alla Germania di accrescere il proprio potere, di acquisire l’economia italiana e di «distruggere» la Grecia.
“Alla base, quello che manca è l’eterno problema, non c’è una fedeltà sottostante all’idea d’Europa. Non c’è una singola autorità rispettata o compresa da tutti. E questo causa un enorme vuoto democratico“.

E’ probabile che Johnson nel fare queste dichiarazioni, abbia letto in precedenza quanto aveva scritto a proposito della UE un ex dissidente sovietico: Vladimir Bukovsky, il quale aveva affermato di temere che Unione Europea stava gradualmente trasformandosi in un’altra Unione Sovietica. In un discorso tenuto a Bruxelles qualche settimana fa, Bukovsky aveva definito la UE un “mostro” che deve essere abbattuto al più presto, prima che si trasformi in un vero e proprio stato totalitario. 


Questa impressione era stata in precedenza condivisa anche da un altro ex dissidente sovietico, Anatolliy Golitsyn, il quale, disertore del KGB sovietico, nel 1984 avvertì in anticipo che ci sarebbe stata una “falsa liberazione” dell’Unione Sovietica e dell’Europa dell’Est, e che ciò sarebbe stato accolto con grande entusiasmo dall’Occidente e avrebbe portato alla fusione della Comunità Europea con alcuni paesi dell’ex Unione Sovietica, esattamente ciò che è successo di lì a poco.
Johnson è uno dei leader della campagna per il “no” alla Ue, mentre David Cameron è a capo dello schieramento per il “sì”. I due campi al momento sono al 50% ciascuno nei sondaggi. Un sondaggio pubblicato oggi indica però che Johnson è considerato più credibile di Cameron sul tema dell’Europa. Il 45% degli intervistati dice di fidarsi più Johnson che di Cameron, solo il 21% afferma di considerata il premier più credibile del suo rivale, secondo un sondaggio ComRes per il Sunday Mirror e l’ Independent.(fonte Afp)
A queste dichiarazioni si sono contrapposte le critiche dello schieramento favorevole al mantenimento del Regno Unito nella UE ed in particolare David Cameron il quale ha lanciato il suo ammonimento sulle conseguenze cui la GB andrebbe incontro nell’uscire dalla UE: “…se il 23 di Giugno voteremo per uscire dalla UE sarà un voto per avere i prezzi più alti, meno posti di lavoro, minore crescita economica ed una sicura recessioe. Di questo non ha bisogno il Regno Unito”, ha detto Cameron.
Ai cittadini britannici spetterà di decidere, per quanto è già noto che tutti i principali media del paese sono controllati dai gruppi finanziari che sono oltremodo interessati alla permanenza del Regno Unito nella UE ed a questo fine stanno conducendo una grande campagna di “pressione e di convincimento” sull’opinione pubblica britannica. Questo non potrà non influire sull’esito del voto.
Fonte: Telegraph.co.uk


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