la realta' è un'altra

martedì 4 agosto 2015

ASCORBATO DI POTASSIO reloaded



Fondazione Pantellini Onlus http://www.Pantellini.org
http://news.Pantellini.org

Prima che scoppiasse il caso Di Bella, il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini era sicuramente la terapia contro il cancro più usata e più conosciuta in Italia, nel campo della medicina alternativa.
Come la maggior parte delle scoperte scientifiche più importanti, anche questa trae origine da un caso fortuito e da un errore. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Immaginatevi la sorpresa quando, dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d'infarto vent'anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro. 
Cos'era successo ? 
Il paziente, per errore, non aveva usato il Bicarbonato di Sodio, ma quello di potassio.
"Ebbi come una botta in testa", raccontò un giorno Pantellini. "Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l'Ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi.
Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell'arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore". 
(Il cofattore K, ediz. Andromeda).
Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant'anni, scoprendo che l'Ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni. Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato ? 
Alcune denunce da parte dell'Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l'aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica. 
Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato.
Chi volete che abbia interesse a prescrivere l'Ascorbato di Potassio, un prodotto che costa poche migliaia di lire per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ?

Intervista al Dr. Gianfrancesco Valsé Pantellini:
"Ci sono degli interessi enormi,
prima di colpire questi interessi 
bisogna stare attenti anche noi di colpirli bene
cosi da farli degradare nel tempo.
Tutto il mondo oggi vive sul denaro, e
Lei sa quanti migliaia di miliardi ci sono in giro
in questo momento sulla sua testa.
Se la medicina si è instradata su un'unica strada
questa non è colpa mia.
E' colpla del destino dell'umanità. 
Anche del vostro!
Perché di li al 2015, se non prenderemo provvedimenti seri, saremo uno contro uno col cancro"

Testimonianza: "Io sono un medico di base,
sono uno di quei medici che,
come il Professore Pantellini,
non ha mai chiesto una sola lira
ne per visitare ne per seeguire un ammalato di tumore.
Io stesso mi sono giovato ella terapia di Ascorbato di Potassio.
Disperato lo devo dire. 
Nove anni fa con un cancro dello stomaco che aveva superato la muscolare.
I medici che mi ascoltano possono capire,
Con due limfonodi metatanizzati della cetena dipendente dello stomaco, piccola curvatura.
Ero praticamente senza speranza! 
Le statistiche, chi, l'oncologo puo dire che nel cancro dello stomaco, 
adenocarcinoma poco differenziato dello stomaco non c'è speranza.
Non c'è chemioterapia. 
Neanche il tentativo della chemioterapia
Il Prof. Pantellini è completamente contro.
Dicoamo che forse, in qualche caso, la chemioterapia può anche aver fatto. Certamente.
Però io, nel mio caso per esempio, assolutamente non era possibile.
Bene io ho seguito la terapia del Professor Pantellini.
Sono Nove anni che la seguo.
Oggi godo il primo giorno della pensione. ... "

*** RACCOLTA STUDI UNIVERSITARI ***


http://www.naturpedia.net/wiki/Raccolta_Studi_e_Pubblicazioni_Ascorbato_di_Po...
PDF: https://docs.google.com/leaf?id=0BwoeMuahxWg_YmQ4ZDFiN2ItYjhjNi00OTU5LTlhNzQt...

http://news.pantellini.org

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=DdM3JTrtB1k



L'ascorbato di Potassio
Nella cura e nella prevenzione delle malattie degenerative
€ 37
http://altrarealta.blogspot.it/

Ascorbato di Potassio con Ribosio


L’ascorbato di potassio con ribosio, è un sale derivato dalla vitamina C che risulta totalmente atossico e privo di effetti collaterali. Il composto si ottiene estemporaneamente in soluzione acquosa acido ascorbico (150 mg), bicarbonato di potassio (300 mg di cui 117 mg di potassio) e ribosio (3 mg) ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto, tende alla neutralità. I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua (circa due dita) senza utilizzare il cucchiaino metallico (potenziale rischio di ossidazione dell’acido ascorbico).
I processi ossidativi, legati alla presenza dei radicali liberi, sono coinvolti nella promozione e nello sviluppo del cancro. La causa principale del meccanismo di stress ossidativo sono i radicali liberi, cioè sostanze con elevata reattività chimica. Gli organismi viventi tendono a mantenere costante la concentrazione di questi agenti ossidanti per poter garantire i normali processi biologici.
Sulla base degli studi del Dott. Pantellini, siamo convinti che lo stress ossidativo danneggi inizialmente le strutture della membrana cellulare, in particolare l’ATP-asi sodio/potassio (la cosiddetta pompa Na/K). Questo fatto comporta una depolarizzazione (inizialmente lieve) ed una sempre maggiore alterazione del meccanismo di trasporto attivo di questi due elettroliti che hanno funzioni molto diverse ma fondamentali nell’economia cellulare (uno, il potassio, regolatore principale dei processi metabolici intracellulari, attraverso la salificazione reversibile dei gruppi amminici ed imminici di enzimi e proteine in ambiente lievemente acido, e l’altro, il sodio, regolatore principale della riserva alcalina dell’organismo a livello extracellulare, con salificazione reversibile dei gruppi carbossilici di enzimi e proteine in ambiente lievemente basico). In tal modo abbiamo una sempre maggiore modificazione dell’ambiente acido-base e delle reazioni di ossido-riduzione fra le molecole citoplasmatiche.
Siamo convinti che questo fatto costituisca il meccanismo di innesco per la mutazione della cellula in senso cancerogeno. Infatti, studi pubblicati negli anni ‘30 da parte di Moraveck e Kishi in relazione al sarcoma di Rous, hanno evidenziato che la cellula neoplastica è carente di potassio e ricca di sodio con uno sbilanciamento nel rapporto che cresce all’aumentare della degenerazione cellulare.
Questo fatto sembra essere un denominatore comune in tutte le patologie neoplastiche, verificabile anche attraverso un’attenta valutazione dei 4 elettroliti ematici (sodio, calcio, potassio, magnesio).
Il meccanismo descritto risulta molto pericoloso per la cellula, in quanto:
  • innesca un rapido trasferimento di calcio dai depositi intracellulari (mitocondri), che potrebbe essere responsabile della spinta mitogenica;
  • permette un trasporto rilevante di glucosio nel citoplasma, per il sinporto con il sodio, con una velocità che aumenta con la sempre maggiore alterazione della pompa sodio/potassio (unico elemento di controllo attivo sui due elettroliti).
Questi processi inducono una modificazione nella respirazione cellulare, con riduzione della fosforilazione ossidativa ed aumento sostanziale della glicolisi. Viene incrementata anche la produzione di acido lattico formato per riduzione dal piruvato. Inoltre, lo stesso piruvato è un inibitore dell’entrata in fase S della mitosi e la sua costante diminuzione nel citoplasma (per conversione in acido lattico) rimuove tale blocco sulla mitosi, spingendo la cellula verso una proliferazione incontrollata.
Abbiamo quindi una modificazione del pH intracellulare, che tende a diventare lievemente alcalino, e della stessa respirazione cellulare con una sostanziale modifica del ciclo di Krebs.
L’insieme di questi fatti tende a tradursi in una alterazione di forma e d’azione delle proteine e degli enzimi citoplasmatici, portando ad una polimerizzazione dell’RNA e con un trasferimento di informazioni non corrette fra “periferia” e “centrale operativa” (DNA). In tal modo arriviamo alla mutazione del DNA nucleare ed alla cancerogenesi.
In conclusione, l’ulteriore ipotesi di lavoro su cui stiamo lavorando è che la degenerazione non nasca da un danno diretto sul DNA nucleare ma da un problema nel citoplasma, cioè il danno avverrebbe a livello periferico (membrana cellulare). Questo significherebbe che realmente il funzionamento del DNA può essere fortemente influenzato dalle varie componenti dallo stesso ambiente cellulare oltreché dai segnali cellula-cellula.
Dall’esperienza e dai dati del Dott. Pantellini prima e della Fondazione Pantellini adesso, l’ascorbato di potassio con ribosio sembra interferire in modo importante con questo processo, proteggendo la cellula contro lo stress ossidativo e limitando il meccanismo di proliferazione incontrollata.
L’azione del composto è legata alle caratteristiche del potassio (catione guida e regolatore metabolico a livello intracellulare) ed all’azione di “carrier” della vitamina C (svolge nel caso specifico una funzione simile a quella della pompa sodio/potassio come conseguenza della sua struttura eterociclica).
L’immissione di potassio all’interno di una cellula cancerosa può indurre (per affinità chimica) la corrispondente fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio) dall’ambiente intracellulare. In questo modo possiamo ottenere:
  • una nuova modificazione del pH locale intracellulare;
  • una rapida diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata.
Il ribosio svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare ed è lo zucchero che è implicato più direttamente nella sintesi dei nucleotidi. È il precursore fondamentale nella biosintesi dell’RNA e dell’adenosina (componente essenziale nella produzione di ATP e nell’ATP-asi sodio-potassio, la cosiddetta pompa Na/K) e, nella forma deossiribosio, nella sintesi del DNA.
Il nostro corpo è in grado di sintetizzare il ribosio ma in determinate condizioni questo processo di sintesi può essere limitato o, peggio, danneggiato (questo fatto era già stato messo in evidenza in lavori scientifici pubblicati negli Stati Uniti negli anni ‘50).
Quando viene assunto oralmente, viene metabolizzato e non interferisce (almeno ai dosaggi che la Fondazione Pantellini consiglia) con la glicolisi.
L’impiego del ribosio a bassa concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico è legato alla sua potenziale attività catalitica per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma cellulare, anche perché non segue il destino della vitamina C (dopo pochissime ore dall’assunzione si trasforma in acido ossalico e se ne va dall’organismo per via renale) ma si “consuma” in modo diverso.
Inoltre, l’ascorbato di potassio può operare efficacemente anche a livello di prevenzione avendo l’obiettivo di mantenere costanti i livelli intracellulari di potassio. L’assunzione preventiva di ascorbato di potassio ha quindi l’obiettivo di “proteggere” la cellula dal rischio di degenerazione.
L’assunzione preventiva del composto negli adulti, in linea generale, ne prevede la somministrazione di una dose al giorno, la mattina a digiuno (salvo diversa indicazione sulla base dei parametri ematochimici).
In presenza di patologia oncologica, in linea generale, si consiglia la somministrazione di tre dosi giornaliere (la mattina a digiuno, 15 minuti prima di colazione, e 45 minuti prima di pranzo e cena). È sempre opportuno che venga fatta una valutazione da personale competente per suggerire le dosi più idonee caso per caso.
Dr. Guido Paoli
Responsabile Scientifico

lunedì 3 agosto 2015

U.E. UN PROGRAMMA DI DOMINIO


“I cittadini devono capire che le élites che guidavano i destini dei popoli fino all’avvento delle democrazie non si sono mai rassegnate a perdere quello che avevano e che dominavano con potere assoluto, cercando nel corso degli ultimi decenni di mantenere o recuperare il controllo della ricchezza mondiale. Questo è stato fatto in particolare in Europa con un disegno venduto all’opinione pubblica e alle classi politiche come unità europea. Esso nascondeva invece solo un programma di dominio della ricchezza del Vecchio Continente. Un programma di spoliazione dei beni comuni a favore delle élite con la sottomissione totale degli Stati attraverso la sottrazione della moneta”.


In una qualsiasi nazione moderna solo due entità possono creare il bene finanziario, la moneta:
lo Stato e le banche.
Se attraverso un disegno ideologico-economico tu arrivi a ottenere la cancellazione del potere dello Stato, e ad emettere e gestire il denaro, cosa rimane? Solo le banche. Ed esse diventano, di fatto, lo Stato. Questo è quanto è successo con l’Unione Europea, una cosa totalmente anticostituzionale. Il più grande attentato alle Costituzioni degli Stati mai fatto. Con l’eurozona i proprietari della moneta sono le banche internazionali, con a capo la Banca Centrale Europea (Bce). Esse sono di fatto ‘gli Stati’”.

“La Bce non ha limiti tecnici nella creazione della moneta Euro, ma non lo vuole fare. E’ una scelta politica per favorire l’operazione di spoliazione e impoverimento di molti Stati europei e banchettare attraverso le speculazioni. Ciò è sotto gli occhi di tutti. Non si tratta di qualche teoria del complotto, basta aprire un giornale per rendersi conto di quanto sta succedendo”.

Ci hanno messo in questa situazione, non eravamo in uno stato talmente grave da giustificare quanto si sta facendo. L’Italia era, con la lira, uno dei sette Paesi più ricchi del mondo. Aveva il maggior risparmio privato del pianeta, oggi invece ci hanno ridotti a pigs d’Europa. Non eravamo in emergenza e ora lo siamo. Ci hanno raccontato la bugia del debito pubblico e il cittadino c’è cascato, e non può controbattere alle argomentazioni dei tecnocrati. Quelli tesi a convincerci che l’Italia è un Paese spendaccione, quando non è vero, che aveva un debito disastroso, quando non è vero perché era l’attivo dei cittadini”.

Paolo Barnard

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BILANCIO CONSUNTIVO DELL’EURO


Gli odierni dati statistici mostrano che, dall’introduzione dell’Euro:


1-i paesi dell’Eurozona sono quelli cresciuti meno tra i paesi OCSE;

2-i paesi mediterranei sono quelli cresciuti meno tra i paesi dell’Eurozona;

3-l’Italia è il paese cresciuto meno tra quelli mediterranei;

4-le differenze economiche e finanziarie tra aree forti e aree deboli si sono ampliate;

5-il Meridione italiano non è cresciuto affatto, anzi è calato, raggiungendo un divario del 70% circa rispetto al Nord;

6-se togliamo dal suo pil i trasferimenti che riceve dal Nord supetassato, praticamente il Meridione è Terzo Mondo, senza spinte di crescita e con disoccupazione al 50% circa;

7-il Meridione, gravando sull’economia del Nord, la deprime e trascina il Nord nel declino;

8-gli investimenti in Italia sono crollati del 20%, e nel Meridione del 38%;

9-non si vedono reazioni correttive a quanto sopra, ma tutto continua nella suddetta direzione;

10-gli aiuti dalle aree più efficienti a quelle meno efficienti consentono a queste ultime di mantenere le loro inefficienze;

11-i governi italiani, almeno da 15 anni, governano nell’interesse della Germania e di altri paesi stranieri, e contro l’interesse degli Italiani.



Conclusioni basate sui fatti osservati in 15 anni:

1-l’Euro funziona all’inverso di come era stato promesso;

2-la moneta unica (rectius: il blocco dei cambi) aumenta le divergenze tra i paesi che le adottano;

3-soffoca le economie più deboli, causando in esse disinvestimenti, disoccupazione, insolvenze, emigrazione di massa;

4-non aumenta l’efficienza, non corregge le pratiche sbagliate, non suscita reazioni di adattamento, ma peggiora le pratiche scorrette spingendo le classi dominanti a difendere le loro posizioni;

5-ci dovrebbero essere, in un sistema di cambi flessibili, tante monete quante le diverse aree di pari produttività; quindi una moneta per le aree più produttive (come sicuramente la Germania Occidentale), una per quelle meno produttive (quindi sicuramente una per il Meridione italiano e la Grecia), una per le aree intermedie;

6- ovviamente ciascuna area dovrebbe essere uno Stato indipendente, con una sua politica economica;

7-di integrazione si può realisticamente parlare solo entro entro ciascuna di queste aree;

8-i danni economici e sociali causati dall’Euro sono immensi, ma coloro che ne traggono vantaggio sono tanto forti, che riescono a imporre la continuazione del piano Euro senza notevoli difficoltà.

30.07.15 Marco Della Luna

i danni economici e sociali causati dall’Euro sono immensi, ma coloro che ne traggono vantaggio sono tanto forti, che riescono a imporre la continuazione del piano Euro senza notevoli difficoltà.

i danni economici e sociali causati dall’Euro sono immensi, ma coloro che ne traggono vantaggio sono tanto forti, che riescono a imporre la continuazione del piano Euro senza notevoli difficoltà.

i danni economici e sociali causati dall’Euro sono immensi, ma coloro che ne traggono vantaggio sono tanto forti, che riescono a imporre la continuazione del piano Euro senza notevoli difficoltà.


http://marcodellaluna.info/sito/2015/07/30/bilancio-consuntivo-delleuro/
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ESPERIMENTO SOCIALE IN RUSSIA



 Un esperimento sociale: hanno trasmesso l'inno della Federazione Russa su una delle spiagge del mar Nero. Nessuno è rimasto sdraiato: dai vecchi ai bambini, tutti in piedi. E applausi alla fine. I russi si sentono una nazione e ne sono orgogliosi. Cosa rara in Europa e altrove... Inutile dire che il tradimento dei governi europei che dipingono i russi come nemici, non spaventa nessuno. Questo è quel nazionalismo che serve per affrontare qualsiasi prova, nonostante problemi o difficoltà che siano... traduzione Olga Samarina

Questo è orgoglio nazionale significa essere uniti e pronti tutto per il bene di tutti per il bene della nazione.In Italia  non esiste proprio l'orgoglio nazionale d'altronde come si fa a essere orgogliosi di una Nazione servile agli ordini americani ed europei come si fa a essere orgogliosi dei nostri governanti buffoni e traditori della nazione stessa che guardano solo ad interessi personali, come si fa a essere orgogliosi del popolo italiano che mette in primo piano una partita di calcio rispetto ai problemi della nazione.

Antar Raja

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domenica 2 agosto 2015

RENZI E IL DISTURBO DELIRANTE

SIAMO ARRIVATI AL DELIRIO



RENZI- CRESCONO SIA OCCUPATI CHE DISOCCUPATI... di bigcocomero http://altrarealta.blogspot.it/

RENZI E IL DISTURBO DELIRANTE
In psichiatria, il disturbo delirante è una forma di delirio cronico basato su un sistema di credenze illusorie che il paziente prende per vere e che ne alterano la percezione della realtà
Un disturbo delirante può essere basato su qualunque sistema di credenze erronee,  per esempio Nei deliri di tipo megalomaniaco, il paziente è convinto di essere depositario di una capacità o di una conoscenza di grandissima importanza (per esempio, di avere una missione affidatagli direttamente da DIO
nel caso di Renzi è convinto che l'Italia va benissimo che ha raggiunto economicamente la germania e che ora è il momento sorpassarla, gli italiani si stanno arricchendo, che l'occupazione sta salendo ora costretto a rettificare con "CRESCONO SIA OCCUPATI CHE DISOCCUPATI". dopo l'uscita dei dati sulla disoccupazione in aumento

Antar Raja

http://altrarealta.blogspot.it/

sabato 1 agosto 2015

Scacchista vegano non mangia i cavalli: partita sospesa

“Scusatemi, ma non posso mangiare quel cavallo: sono vegano”
È accaduto a Cesena durante la finale del campionato italiano di scacchi tra Bruno Fioretti e Armando Pellicci. Il Fioretti si stava avviando verso una facile vittoria, stava per mangiare un cavallo e fare scacco matto, quando improvvisamente si è fermato e si è rivolto agli organizzatori: “Scusatemi, ma non posso mangiare quel cavallo: sono vegano”. Quindi ha incrociato le braccia minacciando di non muovere più un pezzo finché non venissero sostituiti i cavalli con delle verdure di stagione.

Gli organizzatori hanno provato a spiegare al giocatore che “mangiare” è un modo di dire e che si tratta più propriamente di “catturare” un pezzo, ma non c’è stato nulla da fare. Nel tentativo di sbloccare la situazione sono intervenuti anche i familiari di Bruno Fioretti: “Papà, fai finta che sia una zuppa di farro”, ha gridato la figlia dagli spalti.

Dopo nove ore di stallo, trascorsi in un silenzio irreale, il suo avversario Armando Pellicci è esploso: “Però non ti sei fatto problemi a mangiarmi la regina eh, cannibale del cazzo!”

A quel punto la situazione è degenerata: i due sono venuti alle mani e Pellicci ha addirittura provato a infilare con la forza i cavalli nella bocca di Fioretti, facendolo quasi soffocare. È dovuto intervenire il Presidente della Federazione Italiani Scacchi a riportare la calma, ha sospeso la partita e ha invitato tutti al Ristorante “La tana del Polipo”.

Eddie Settembrini

SPARARSI FINCHE' SI E' GIOVANI

Un tempo c'era chi si adoperava per un mondo migliore, non per 'abituare la gente' a uno peggiore. Poi venne il PD e il suo responsabile economico Taddei...

Recentemente intervistato da l'Espresso il giovine Filippo Taddei - responsabile economico del piddì nonché professore alla prestigiosissima John Hopkins University - ha detto che gli italiani, specie i giovini come lui, debbono "cambiare mentalità" visto che il "mercato" del lavoro è cambiato radicalmente negli ultimi decenni. In particolare i giovini italiani debbono rendersi conto che: a) l'istruzione sarà molto più lunga e costosa b) il contratto a tempo indeterminato si ridurrà sempre di più come occasione di lavoro; c) i tempi di lavoro saranno più lunghi (immagino intenda la durata del monte ore settimanale) d) i pensionamenti saranno sempre più posticipati

Da queste considerazioni discendono una serie di conseguenze pratiche e di considerazioni di principio. Le seguenti:

a) è chiaro che divenendo l'istruzione più lunga e, soprattutto, "costosa" servono due cose fondamentali per i giovini: tanta pazienza e tanti soldi. La prima non è una grande novità invero, Anzi, si tratta di una sciocca banalità. Chiunque abbia fatto le scuole elementari ha una idea abbastanza precisa del fatto che anche solo per imparare la tavola pitagorica occorre una dose monumentale di pazienza e spirito di sacrificio. Figuriamoci per tutto il resto. La seconda cosa invece è significativa. In effetti i giovini italiani erano abituati a pensare che avessero la possibilità e il diritto di "raggiungere i gradi più alti degli studi" (art. 34 Costituzione) anche senza avere una montagna di danari perché lo Stato si faceva carico della maggior parte delle spese che necessitavano per studiare ("La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso", sempre art. 34 Cost.). Ora il nostro giovine professor Taddei ci dice chiaramente che lo Stato non provvederà più a caricarsi delle spese necessarie per questo obiettivo ma che sarà il giovine a doverlo fare (altrimenti studiare non sarebbe "costoso"). Come lo dovrà fare è una scelta sua: indebitarsi con banche e affini (come avviene negli Stati uniti e non solo), rapinare gioiellerie, spacciare organi umani per trapianti, rubare la pensione alla nonna, ecc. Le possibilità sono molteplici e limitate solo dalla fantasia umana.

b) Il giovine italiano che è stato abituato ad avere un genitore che ha fatto per tutta la vita l'operaio o l'impiegato (magari sempre presso la stessa ditta) è stato abituato male. Quest'epoca è finita. Oggi si cambia lavoro (e ditta) sempre più frequentemente e sempre più rapidamente. Urge quindi essere nelle condizioni psicofisiche di adattarsi al cambiamento in maniera totale. Ad esempio: occorre essere pronti ad insegnare alla John Hopkins University ma, se licenziati, essere pronti a scaricare container di cianfrusaglie cinesi al porto. Essere disponibili a lavare cessi all'autogrill ma anche a essere PM (Project Manager) in una multinazionale di cosmetici. Sapere usare con competenza un saldatore a stagno per riparazioni di piccoli elettrodomestici ma anche avere buone capacità di analisi e investigazione per diventare all'occorrenza PM (Pubblico ministero). Eccetera;

c) Le famose 40 ore settimanali di lavoro, eredità di un passato ormai obsoleto, possono essere anche 80 o 120 se necessario al fine di garantire la produzione della fabbrica o l'efficienza dell'ufficio. Perché se la produzione della fabbrica non è a pieno regime, come dettato dalle necessità di produttività e dall'analisi costi (del lavorante)/benefici (del fabbricante), il fabbricante ci perde un sacco di soldi, chiude la fabbrica e il lavorante perde il lavoro. Che, comunque, perderà lo stesso. Ma tanto poi ne trova subito un altro se ha studiato tanto e costosamente.

d) siccome le statistiche di dicono che ormai campiamo mediamente ottant'anni, in ottima salute e fino al giorno prima di essere chiusi in un loculo abbiamo imparato - grazie a corsi di formazione e di aggiornamento continui e costosi - un sacco di cose e di mestieri, è del tutto lampante che non possiamo ritirarci in pensione a 60 anni o a 70 o a 79 perché sarebbe uno spreco di competenze da un lato e un costo sociale (la pensione) difficilmente gestibile dall'altro. I giovini italiani quindi debbono capire che l'età pensionabile non esiste più ma che esiste, piuttosto, un'età lavorativa continua e permanente fino a che si ha fiato in corpo.

Alla luce di queste considerazioni io credo che il consiglio per i giovini d'oggi possa essere uno solo: sparatevi adesso che siete giovini e senza lavoro ché se vi sparate quando avrete cinquant'anni e un lavoro rischiate di mettere in difficoltà la produttività dell'azienda per cui lavorate.

Turi Comito
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=122471&typeb=0&spararsi-finche-si-e-giovani


PREPPERS: Prepararsi al crollo della società civile

New York – Accendini, fiammiferi e batterie. Se dovesse arrivare l’apocalisse, e il denaro non avesse più nessun valore, 





questi sarebbero gli oggetti più ambiti, e quindi indispensabili per effettuare baratti.

Fino a qualche anno fa, questa informazione sarebbe stata sepolta in libri o siti di survivalist imbevuti di idee complottiste. Ma le recenti crisi – hanno spinto migliaia di americani di estrazione borghese a studiare le tecniche della sopravvivenza e a imparare i segreti per proteggere se stessi e la famiglia in un mondo in cui non ci fosse più ordine sociale, o fosse travolto da inarrestabili catastrofi naturali.

Per la prima volta nella storia si è tenuto un convegno di esperti nello Utah, la scorsa primavera, mentre piccole riunioni, lezioni, e conferenze vengono tenute con crescente frequenza un po’ dappertutto negli Usa.

I survivalist “borghesi” preferiscono il nuovo nome: preppers, dal verbo “to prep”. Prepararsi al crollo della società civile, ma anche prepararsi a un uragano, a un incendio catastrofico, a un’alluvione, un terremoto, qualsiasi disastro naturale che possa costringerci a fuggire, o comunque ci obblighi ad aiutarci da soli: “Non ci sarebbero ambulanze, e la protezione civile ci impiegherebbe giorni a raggiungervi” spiega un insegnante di sopravvivenza, Charley Hogwood.

I preppers “duri” programmano per due diversi gradi di emergenza, e hanno un piano A, per quelle meno gravi, e un piano B, nel caso davvero tutto andasse a rotoli. Il piano A prevede di restare in casa, e quindi va preparato con la conservazione di rifornimenti, medicine, ecc. Il Piano B richiede invece la fuga, e il raggiungimento di una località predefinita dove ci si ritroverà con i familiari o gli amici sopravvissuti, e dove siano stati conservati alimenti, medicinali, semi di diverse piante, armi e tutto quello che può servire per vivere in una socieà disgregata. Per la fuga, bisogna avere pronto lo zaino delle 72 ore, che contenga appunto il necessario per sopravvivere fuori casa per tre giorni. E’ soprannominato INCH, I’m never coming home, non tornerò mai a casa.

Ci sono oramai decine di aziende che provvedono di tutto, cominciando ovviamente dalle armi. Ma si possono comprare cibi disidratati in grado di reggere per anni, prodotti per filtrare l’acqua, valigette mediche (le più sofisticate vengono vendute con incluso un corso di pronto soccorso in persona), abiti e coperte sottili eppure impermeabili e caldi.

I prodotti tuttavia sono un business collaterale. La cosa più importante – che tutti i preppers riconoscono – è di seguire dei corsi di sopravvivenza. Imparare ad accendere un fuoco, a pescare, anche a coltivare la terra. Imparare a aggiustare una gamba rotta e suturare una ferita, a costruirsi un riparo o guadare un fiume. Per alcuni seguire questi corsi è un divertimento, come andare a fare campeggio. “Diciamo che è un hobby - reagisce un giovane manager di Chicago -. Ad altri piace collezionare statuine, a me piace collezionare conoscenza e materiale per una possibile catastrofe”.

Consigli spiccioli? Riempite una vasca da bagno d’acqua, ai primi segnali che qualcosa non va, avrete acqua da bere per vari giorni. Abbiate scarpe comode e basse sempre facili da acchiappare se dovete fuggire. Procuratevi una radio portatile che possa caricarsi con una manovella. E - come fa un ricco ingegnere – conservate qualche decina di batterie, accendini e di scatole di fiammiferi: potrebbero valere più di una banconota da cento euro.


http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/ESTERI/stati_uniti_prepper_apocalisse_scorte_viveri_accendini_batterie_prepararsi_catastrofi/notizie/1487406.shtml



Sopravvivenza Estrema
Guida al Piano B
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