la realta' è un'altra

mercoledì 26 agosto 2015

IL LAVORO SERVE A TENERE A FRENO IL TUO POTENZIALE

Alla vista del lavoro - e con ciò si intende sempre quella faticosa operosità che dura dal mattino alla sera - si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio d'indipendenza.


Esso logora straordinariamente una gran quantità d'energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare; esso si pone sempre sott'occhio un piccolo obiettivo e procura lievi e regolari appagamenti.


Resta il fatto che a questi poveri animali da tiro non si possano rifiutare le "ferie" - come viene chiamato questo ideale d'ozio di un secolo stremato dal troppo lavoro: in cui è concesso una volta tanto abbandonarsi alla pigrizia e rincretinirsi e bambineggiare a proprio piacimento.


Così una società in cui di continuo si lavora duramente, avrà maggior sicurezza, e si adora oggi la sicurezza come la divinità somma. I vostri affari, è questo il vostro grandissimo pregiudizio che vi incatena al vostro luogo, alla vostra società, alle vostre inclinazioni. Diligenti negli affari, ma pigri di spirito, contenti delle vostre ristrettezze e col grembiule del dovere appeso a questa contentezza: così vivete voi, così li volete, i vostri figliuoli!"
Friedrich Nietzsche - Aurora
http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2015/07/il-lavoro-serve-tenere-freno-il-tuo.html

LA ZOMBIZZAZIONE PSICOATTIVA

La principale fonte della zombizzazione psicoattiva è la televisione; state in guardia quando guardate la TV: per introdurre nella vostra coscienza certe informazioni, gli addetti si servono delle tecnologie audio all’avanguardia.
Vi siete mai accorri che la trasmissione va in onda accompagnata dai toni leggeri, appena percettibili? Non è la musica. Queste tonalità la nostra coscienza non percepisce perché siamo concentrati sulla voce del conduttore. Ma si tratta dei suoni psicoattivi..

Oggi esiste una ventina di tecniche che permettono di influenzare il pubblico. Il meccanismo della zombizzazione è semplice: la coscienza dell’ascoltatore viene portata allo stato meditativo, mentre il conduttore gli sta facendo il lavaggio del cervello (non si potrebbe esprimersi con una maggiore precisione!). Essendo rilassata, la maggior parte degli ascoltatori smette di percepire criticamente ciò che sente.
I tecnici del suono TV amano usare i toni isocronici. Avete mai sentito come certe notizie si coprono da un certo suono metallico? Si tratta dell’introduzione allo stato beta, affinché il vostro cervello ricordi meglio ciò che sta dicendo il conduttore TV. Dopo seguirà un rilassamento, per cambiare le vostre convinzioni.

Un’altra fonte della zombizzazione psicoattiva è la pubblicità. In certi tipi di pubblicità si adoperano dei metodi che agiscono sul subconscio (negli USA e in Canada questo è vietato per legge). Cercate di non guardare la pubblicità!
E un’alta fonte ancora è la musica pop. Non abbiate dubbi: gli hit parade vengono fatti con degli elementi psicoattivi. Potete sperimentarlo da soli. Esiste, per esempio, un hit di Kipelov “Sono libero”https://www.youtube.com/watch?v=zVt3B427PPU.
Potrete sentire una colonna isocronica mascherata sotto forma del rumore di un elicottero, e poi dei ritmi monoaurali ed alcuni effetti dello spostamento spazio-acustico. In realtà, questo hit è un innocuo programma alfa, camuffato come musica. Non arreca alcun danno e lo si può ascoltare senza preoccupazioni. 

Ma ci sono anche altri esempi, molto pericolosi.
Se un ritmo binaurale sarà sovrapposto agli appelli di uccidere, all’esaltazione della morte, questo messaggio sarà fissato nel subconscio. Si conoscono i fatti di cronaca quando degli adolescenti prendevano in mano le armi e andavano ad uccidere i propri professori e i compagni di classe. Posso dire con certezza che tutti questi ragazzi erano dei fanatici dei hit simili, ascoltati con le cuffie.
Gli scienziati che studiano la neuro acustica inorridiscono se analizzano la musica pop. E’ piena di tutto, inclusi i messaggio subliminali. Il cervello adolescenziale è particolarmente recettivo e i creatori di questa musica sanno che sarà ascoltata dai bambini/ragazzi, e con le cuffie. A loro non importa che è nociva, il loro scopo è quello di venderla.

Secondo gli scienziati americani, dietro ogni strage compiuta con le armi c’è un ascolto delle canzoni psicoattive dei quali l’omicida era un fan accanito. Sia la nostra società, sia i genitori dei ragazzi ne sono all’oscuro, si crede che le canzoni non possono fare del male. Se avete i figli adolescenti cercate di salvarli dall’ascolto della musica pop di bassa lega; è meglio che ascoltino per lo meno la musica pop classica, senza parlare della musica classica.
State attenti alla musichetta in filodiffusione nei supermercati. Non è una semplice musichetta leggera! Sono i potenti programmi mirati alla vostra “deconcentrazione “. Così, se vi siete recati al supermercato per una cosa, finite col fare una marea di acquisti inutili. Non sapete di essere stati sottoposti ad un attacco audio e di essere stati derubati (con il vostro consenso).

Fare un esperimento: entrate in un supermercato indossando le cuffie. Capirete subito di essere più concentrati se state ascoltando la vostra musica e non quella che il supermercato vi propina. Tenete pure conto che in certi brani si inseriscono dei messaggi subliminali che vi invitano a comprare ciò che a voi non serve.

Lenni Rossolovski

Traduzione Olga Samarina

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GLI ILLEGALI AL GOVERNO

Gli italiani? Un popolo che non conta piu’ nulla. Deve solo soffrire e stare in silenzio


Il popolo italiano ormai non conta più nulla,non decide più nulla, deve solo soffrire in silenzio, pagare e far finta di nulla.Il governo è abusivo e non è eletto,il senato è corrotto,la maggioranza è incostituzionale e la mafia comanda…
Un governo abusivo, sia perché guidato da un premier non eletto, sia perché nato grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale (secondo una sentenza della corte dei conti), sia perché il Senato si regge dopo la compravendita di alcuni senatori, nella corruzione più totale, sia perchè il parlamento non conta più nulla, funge solo da “passacarte”.
Al Quirinale c’è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento, giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l’attuale Presidente Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle.
Dal Presidente della repubblica fino all’ultimo dei parlamentari, la classe politica al potere è tutta illegittima. Ogni decisione di questo governo, avallata da questo Parlamento, è illegale.
Nonostante ciò, senza alcun mandato politico decidono le sorti di una nazione democratica, senza interpellare minimamente il popolo (tramite referendum ecc) riguardo le decisioni importanti, proprio come in una dittatura, permettendosi di additare come “fascisti” coloro che osano opporsi alle loro decisioni.Come il bue che da del cornuto all’asino.
Fanno entrare quanti più migranti possibili senza rendere conto al popolo italiano, andandoli addirittura a raccattare sulle coste libiche. Li vanno a prendere a casa perchè glie lo chiede la mafia, “il business dei migranti rende più della droga”, così la mafia cambia affare e lo stato cambia strategia per servirla e riverirla, come ha sempre fatto negli anni.
Al funerale di Casamonica si è capito benissimo chi comanda la capitale, il Lazio, l’Italia. Nessuno spiegamento di forze dell’ordine, nemmeno un vigile, ne un carabiniere o un poliziotto a cercare di fermare l’ingorgo creato da tale funerale, nessuno si è permesso di interferire minimamente nonostante c’erano le basi per farlo. Se fosse stata una pacifica manifestazione a creare quell’ingorgo ci sarebbero state manganellate a volontà per tutti…
Dall’ altra parte c’è un popolo che non si ribella in una situazione del genere, e resta a guardare immobile la devastazione della propria identità, della propria cultura e, anche, del proprio benessere conquistato in decenni di sacrifici e lavoro.
La domanda che nasce davanti all’arroganza di un governo abusivo e illegale:
E’ lecito impegnarsi con tutti i mezzi disponibili per abbattere un governo andato al potere illegalmente, che ha acquistato senatori e con il loro voto decisivo traghetta clandestini a casa nostra, favorendo un business mafioso dal quale riceve gonfie mazzette?

Scritto da Gerardo

http://www.italianosveglia.com/gli_italiani_un_popolo_che_non_conta_piu%92_nulla_deve_solo_soffrire_e_stare_in_silenzio-b-89592.html#

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martedì 25 agosto 2015

Caro presidente del Consiglio...

Riportiamo di seguito la lettera scritta da un pensionato di Modena, Antonio Bellavia, al premier Matteo Renzi e pubblicata da Affari Italiani: 

"Caro presidente del Consiglio,

so che purtroppo non mi risponderà, temo. Ma ho deciso di scrivere questa lettera ad Affaritaliani.it, che ringrazio in caso di pubblicazione, per esprimere tutta la mia rabbia su come è lo stato di questa nostra povera Italia.

Nel 2013 ho votato convintamente Partito Democratico. Ero certo della vittoria di Bersani, che stimavo molto. Ora mi trovo un governo non eletto, un premier che parla di accordi con gli italiani che non è stato eletto da nessuno. Se ha un briciolo di coraggio faccia come Tsipras, si dimetta e vada al voto. Ma temo non lo farà mai. Lei e i suoi amici alfaniani siete troppo attaccati alle vostre poltrone comode.

Credevo nella sinistra. Sempre votato Pci, Pds, Ds e poi Pd. Ho visto i diritti che abbiamo acquisito negli anni delle lotte distrutti con il suo Jobs Act. I sindacati che strappavano le vesti con Berlusconi premier hanno fatto solo finta di contestarla.

Sulle tasse è un disastro. Lei taglia i diritti e tagli agli enti locali che poi aumentano la pressione fiscale ai cittadini, esattamente come facevano i democristiani.

Roma è stata sfregiata nel mondo con i funerali di Casamonica ma lei o non ha la forza o non ha il coraggio di far dimettere il sindaco vergognoso.

Sull'immigrazione assistiamo a una gestione assurda, porte aperte a tutti perché tanti mangiano soldi (come ha insegnato Mafia Capitale) e guerra tra i poveri. Dove li mettete i cosiddetti progughi? nei quartieri alti e dei ricchi? No nei quartieri popolari, con la Chiesa complice e il Vaticano che blatera e non ne ospita nemmeno uno.

In Europa lei è il cameriere della Merkel. Sui temi caldi la Mogherini, sbandierata come grande vittoria, non esiste. E lei è fuori da tutti i tavolic che contano, sia sull'Ucraina sia sulla Grecia sia sull'immigrazione.

Ci ha raccontato che l'Italia era fuori dalla crisi ma la disoccupazione grida vendetta. Mio figlio è senza lavoro e vive con la mia pensione pur avendo 31 anni ed è laureato.

Mi chiamo Antonio Bellavia, ho 68 anni, ex operaio di Modena. Ho contribuito a risolevvare quest'Italia negli anni difficili, oggi se vado all'estero mi vergogno di essere italiano. Ho stracciato la tessera del Pd in mille pezzi e alle prossime elezioni voterò Grillo o Salvini e tanti come me lo faranno.

Se ne vada, torni a Firenze. Sta semplicemente distruggendo l'Italia.

Antonio, Modena
"

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Etichette... etichette... etichette...

Domanda: Nel tuo libro La rinascita italica sostieni di non essere né di destra né di sinistra. Però l’aggettivo “italica” sa molto di ventennio e lo stesso vale per il termine “patria”, che utilizzi spesso. Risposta: Il mio libro s’intitola Rinascita Italica perché il termine “italica” ha una forza maggiore rispetto a “italiana”, non perché io sia un nostalgico dei tempi del Duce! Le parole, oltre ad avere un senso, hanno anche un suono, il quale non è meno importante del senso, perché è in grado di trasmettere una precisa forza. “La Rinascita Italiana” non produrrebbe mai lo stesso effetto. Prova tu stessa a ripeterlo. È una questione energetica oltre che di scelta stilistica. In questo Paese si dovrebbe fare uno sforzo per evitare di aprire sempre la porta al passato, il quale risucchia con il suo veleno, il suo odio, le sue guerre ingiuste, i suoi rancori e i suoi crimini... ogni fenomeno che vuole essere nuovo nel Presente.

Ma io vivo Adesso, non settant’anni fa. Sia nel mio libro che nei miei articoli utilizzo spesso il termine Patria. Patria è solo un nome, che però colpisce direttamente il Cuore (almeno il mio), molto più che i termini “nazione” o “Paese”, che sono più freddi, privi di anima. Vale lo stesso discorso fatto per “italica”. Ogni uomo ha la necessità interiore di una provenienza culturale, di una storia condivisa. Una Patria è una provenienza, è un mezzo per mantenere radici storiche e culturali; un punto di partenza che però non esclude altre esperienze di affratellamento. Proprio non capisco perché “patria” debba essere di destra e non di sinistra.

Nel mio libro parlo di una fratellanza fra le varie Patrie europee, che però nulla ha da sparite con l’attuale dittatura di eurolandia, la quale mira invece a uccidere le singole identità nazionali. Domanda: Anche i continui riferimenti al fallimento della democrazia che ci sono nel tuo libro suonano molto di destra. Risposta: Bisogna distinguere fra ciò che funziona e ciò che non funziona, non fra ciò che è di destra e ciò che è di sinistra. Non necessariamente un’idea che viene solitamente attribuita alla destra non può essere valida! Il fallimento delle attuali democrazie in favore di oligarchie finanziarie più o meno occulte è sotto gli occhi di tutti. Io non ho in antipatia la democrazia, dico solo che nessuno l’ha difesa e adesso ci troviamo sotto una dittatura di banchieri e grandi finanzieri, per dirla in parole povere ma chiare.

Tempo fa, quasi per gioco, ho individuato i valori del FUOCO come valori a cui ogni membro del Partito Italia Nuova che voglia dirsi tale deve potersi attenere. FUOCO è un acronimo che rende semplice ricordarsi cinque importanti valori a cui fare riferimento in ogni occasione: Fedeltà, Umiltà, Onestà, Coraggio, Onore. Poi ho cominciato a parlarne in giro e mi sono accorto che puntualmente a questi valori venivano appiccicate delle etichette: “La Fedeltà e l’Onore sono valori di destra” diceva qualcuno, in tono d’accusa. “E qual è un esempio di valore di sinistra?” chiedevo io. “Beh... la Libertà è un valore di sinistra” mi veniva talvolta risposto. Ero esterrefatto. Valori di sinistra e di destra! Ma quanto male deve essere ridotto il tuo materiale cerebrale per ritenere che la Libertà appartenga alla sinistra e l’Onore alla destra? Un giovane di sinistra è autorizzato a non avere un Onore? E un giovane di destra non aspira forse alla Libertà come chiunque altro? 10 www.sal

Etichette... etichette... etichette... create ad arte per custodire la separazione, il contrasto, la diffidenza... soprattutto fra i giovani, per impedire loro di unirsi e lavorare per uno scopo comune. Dagli anziani che si ostinano ad andare a votare per tenere in piedi lo stesso sistema sinistra/destra, non mi aspetto nulla, ma vedere giovani cuori intrappolati mi mette tristezza. Nel mio libro dico: Il discrimine non è più tra fascisti e comunisti, ma tra chi si è accorto della presenza d’un’oligarchia che vuole realizzare un progetto mondialista e globalizzatore, riducendo gli uomini a entità numeriche, e chi invece ancora non si è accorto di nulla o addirittura collabora consapevolmente con questo Sistema perché crede di avere qualcosa da guadagnarci. Il problema è che molti fra i giovani che oggi si occupano di politica o non hanno ideali o sono rimasti incollati a quelli degli anni ’70; sono intrappolati in qualcosa che oggi non è più evolutivo: la dicotomia destra/sinistra. Ciò che è evolutivo in un dato periodo storico non è detto che lo sia ancora in un periodo successivo. Andare alle manifestazioni di piazza con le immagini di Che Guevara o del Duce non ha più alcun senso. Vuol dire che politicamente sei morto come loro. Vuol dire che non hai fatto nessun passo avanti. Ed è esattamente questo che il Sistema vuole.

Io sono convinto che il cittadino debba essere il portatore della volontà politica del popolo a cui appartiene. Se si produce uno scollamento fra Stato e cittadino ne pagano le spese entrambi. Il primo perde le sue fondamenta e il secondo perde la sua guida, i suoi valori di riferimento, che vengono dettati dall’alto ma possono essere incarnati solo per mezzo d’ogni singolo individuo. L’italiano ha bisogno di “sentirsi Stato” e sentire di conseguenza la piena responsabilità per quanto accade in Italia in virtù delle sue scelte o della sua inazione.

Salvatore Brizzi


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SPIRITUALITA' E POLITICA

Nel mio libro La Rinascita Italica dico: Solo uomini e donne che nel loro Cuore hanno posto il futuro della nazione davanti agli interessi personali potranno costruire una nazione con un futuro. Chi vuole prendere parte alla riedificazione dello Spirito Italico deve dimostrare di non essere più autocentrico nei propri interessi e di saper mettere le proprie qualità al servizio dell’intera comunità, come un Samurai che non combatte per se stesso ma mette la spada al servizio del suo signore. Proprio non me la sento di stare in disparte a coltivare il mio giardino, nella speranza che il Sistema non si abbatta mai con il suo pesante martello sulla mia testa. Preferisco muovermi incontro al nemico. Non sono nato per fare la fine dell’agnello a Pasqua. Intorno a me, nell’ambiente dell’esoterismo, è pieno di persone che si sono ritagliate la loro nicchia e si permettono di dire “a me la politica non interessa... io mi devo occupare di altro...”. Si nascondono nelle fogne, sperando non arrivi mai Il Grande Derattizzatore.

I peggiori sono quelli che si occupano di argomenti spirituali e “risveglio della consapevolezza”. Loro sono convinti che la politica non debba entrare nella loro vita perché non vogliono inquinarsi con qualcosa che è “vibratoriamente basso”. Hanno impiegato così tanto tempo a costruirsi un’esistenza spirituale... stanno così bene nella loro nicchia new age... perché adesso sporcarla con la politica? Credono di poterla esorcizzare ignorandola. Si sbagliano. Fermo restando che ognuno di noi ha comunque una missione diversa su questo pianeta, in ogni caso... meno te ne occupi... più la politica si occupa di te, qualunque mestiere tu svolga; prima o poi viene a cercarti nel tuo giardino dorato a disturbare il tuo sonno e spezzare il tuo sogno. Come ho detto in un discorso tenuto a Roma all’Assemblea Nazionale del Partito Italia Nuova: “Se noi non facciamo politica, la politica ce la fanno addosso”.


Quando ci rifiutiamo di fare politica, anche quando ci rifiutiamo di andare a votare... stiamo facendo il gioco del Sistema. È evidente che qualcuno vuole che noi ci disinnamoriamo della politica e dei partiti. Vogliono che non andiamo più a votare e deleghiamo totalmente “in alto” le decisioni. Crediamo di fare un dispetto al Sistema quando non andiamo a votare, invece gli stiamo facendo un favore, perché ci rifiutiamo di assumerci la piena responsabilità per quanto succede. Gli diamo sempre più potere, il nostro potere decisionale. Inoltre in questo modo incrementiamo la distanza fra “il mondo dei cittadini” e “il mondo della politica”, due universi sempre più divergenti. Ma di questo rifiuto, di questa mancanza d’interesse, di questo disinnamoramento per tutto ciò che è politica... le spese le facciamo noi, non il Sistema. Il Sistema si limita a sostituire i suoi uomini di punta e continuare per la sua strada. Il Sistema non si fonda sulla presenza di alcuni individui in particolare, perché nessun personaggio è indispensabile al mantenimento del Sistema; il Sistema gode di vita propria, è sovraindividuale. È il Sistema a creare i personaggi che lo rappresentano, non viceversa.


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La Rinascita Italica
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Io non ho paura

Questa iscrizione si trova all’ingresso del cimitero di Sarno (Salerno):

Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi ed egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese ed egli mi ha dato il dolore per apprezzarla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto e mi ha lasciato povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me ed egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita e mi ha lasciato solo la vita perché io potessi essere contento di tutto.


Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato mio Signore, perché fra tutti gli uomini nessuno possiede più di quello che ho io.


La preghiera è stata scritta da Kirk Kilgour (1947-2002) e da lui recitata in piazza San Pietro a Roma davanti a papa Giovanni Paolo II. Kirk Kilgour è un atleta americano campione di pallavolo, giocatore di serie A in Italia, che nel 1976 a causa di un incidente in allenamento resta paralizzato ai quattro arti in maniera irreversibile. Tra le varie attività a cui si dedicherà nella sua nuova vita spicca quella di “motivatore”, insegnava cioè sia ad altri tetraplegici che ai cosiddetti normali come affrontare l’esistenza! Lui... che non poteva più muovere né braccia né gambe.


Potrei commentare questa vita eccezionale, invece vado avanti e raddoppio con un’altra vita eccezionale. Io non ho paura è il titolo del libro che racconta la storia di Francesca Pedrazzini, 38 anni, insegnante di diritto, tre figli di 10, 7 e 3 anni. A loro e al marito dirà, prima di morire di cancro (nodulo al seno e poi metastasi a fegato e ossa): “Il tempo è prezioso. Io non ho paura. Sono contenta”.


Quando Francesca ha capito di essere alla fine ha detto al marito di non preoccuparsi “perché io sono in pace, sono certa di Gesù e curiosa di vedere quello che mi aspetta”. Ha baciato i suoi bambini accarezzandoli: “Vado in un posto bellissimo, da Gesù. E quando sarò lì, dovete fare una festa”.

Senza paura, contenta, curiosa... certa!
Cosa ha permesso a Francesca Pedrazzini di morire così? Se si può trattare la morte – che è la paura alla base di tutte le paure – in questo modo, allora si può affrontare qualsiasi circostanza della vita con lo stesso coraggio eroico.

Il punto è che ho sentito dire fin troppe volte: “Io non ho paura di morire, ma ho paura di perdere i miei cari... ho paura di diventare povero e non poter mantenere la mia famiglia... ho paura di restare su una sedia a rotelle... (che è poi ciò che è successo a Kirk Kilgour)”. Ogni piccola paura è però la paura che muoia una parte di noi, della nostra identità. La paura è sempre paura di morire, ma non concerne l’estinzione del nostro corpo fisico, bensì i nostri attaccamenti mentre siamo ancora in vita: i parenti, la salute fisica, l’abbandono del partner.


Una delle prerogative delle antiche scuole esoteriche consisteva nell’insegnare a morire. Non si trattava di sterili “meditazioni sulla morte” in stile new age, ma di far emergere volutamente aspetti del proprio carattere nel corso della vita di comunità, per poi far morire – o “passare a miglior vita”, ossia trasmutare – quegli stessi aspetti, causa di sofferenza e malessere.


Per mezzo dell’autosservazione quotidiana e della Presenza applicata in maniera costante ai momenti in cui emergono le emozioni negative, a un certo punto diviene possibile individuare quella che possiamo definire come “caratteristica principale” o “debolezza principale” o “reazione cronica” della personalità, ossia il modo consueto utilizzato dalla personalità per difendersi dallo stato di veglia. Questo meccanismo reattivo si manifesta nel comportamento, nelle posture abituali (quando mangiamo, quando parliamo, ...), nelle espressioni facciali, nei modi in cui ci innamoriamo, nelle fattezze fisiche di coloro di cui ci innamoriamo, ecc.

Se chiedessimo all’uomo medio che si aggira compiaciuto tra la folla dell’Ikea qual è lo scopo della sua esistenza, qualunque risposta egli dia (viaggiare, mettere su famiglia, fare sesso con tanti partner, cantare a x-factor, ecc.) la risposta autentica che è sottesa a tutte le altre è una sola: “L’intero scopo della mia esistenza è trovare modi sempre nuovi per mantenere lo stato di addormentamento della mia macchina biologica”.

Un individuo può dirsi “sul sentiero” non quando muta questo suo agghiacciante scopo – il che avviene, in maniera reale e non solo intellettuale, molto più avanti – ma quando questo suo scopo mirante al sonno diviene consapevole. Allora, in un contesto di lavoro su di sé, ogni volta che emerge la sua “reazione cronica” (rabbia, nel 90% dei casi, oppure una qualunque paura legata a qualche trauma dell’infanzia) egli potrà dirsi: “Ci siamo! Se è entrata in gioco la mia reazione cronica significa che sono prossimo allo stato di veglia. Non devo disperdere energia, ma restare in uno stato di massima Presenza, se voglio scorgere il portale quando mi si presenta... e attraversarlo”.


Per cui, la prossima volta che vi troverete faccia a faccia con la vostra emozione negativa ricorrente, ripensate a questo articolo e ditevi: “Io non ho paura!”.


Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)


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lunedì 24 agosto 2015

Disobbedienza - Intervista a Igor Sibaldi

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Per chi obbedisce, ogni problema è una sciagura perché fa vacillare le basi del suo mondo. Per chi comincia a disobbedire, il probelma è invece una festa...
Ogni problema diventa il segnale di una crescita.
"Che bello, finalmente ho un problema! Magnifico! Perché quello che ho intorno è tropo poco per me, e devo crescere e cambiare".

Svegliarsi una mattina e dire "Ho sbagliato tutto" per una persona obbediente è un disastro, per una disobbediente è la più grande fortuna... poiché vuol dire che dentro di me son venuti dei processi di crescita che finalmente mi hanno portato a diventare molto più grande.

Ciascuno deve imparere a costruirsi un proprio linguaggio, da usare quando pensa... l'arca di Noe è costruirsi un proprio linguaggio che sia attaccatto alle cose reali e vere che si ha intorno a sé, e non costruire un linguaggio sulle parole/mondi degli altri.

Pensare positivo significa sviluppare un forte adattamento a quello che è... mentre la disobbedienza invita a sviluppare un forte disadattamento....

"Non penso positivo, penso diverso"