la realta' è un'altra

venerdì 22 maggio 2015

JESUS IN TURIN

A Torino è già famoso, anche se di lui si sa poco. Quel che è certo è che gira per la città, vestito con un saio, i lviso scoperto ma la testa fasciata da un copricapo che ricorda tanto Gesù. E ha anche la barba che normalmente viene attribuita proprio a lui. Dispensa abbracci, sorrisi e concede foto ai passanti incuriositi. L'uomo, di età apparentemente giovane, sulle trentina, assomiglia parecchio alla versione cinematografica di Gesù di Nazareth e nelle strade del capoluogo piemontese è diventato in pochi giorni una celebrità. Le sue gesta sono documentate sulla sua pagina Facebook, che raccoglie scatti e pensieri già graditi a oltre settemila "discepoli".

Ma su di lui si è anche concentrata l'attenzione della polizia che sembra nutrire sospetti e lo ha già fermato cinque volte. Su Facebook il diretto interessato racconta il terzo controllo al quale è stato sottoposto, con tanto di ricostruzione del dialogo tra lui e gli agenti. "Alcuni fedeli si sono lamentati" dicono "Noi dobbiamo intervenire capisci? Fai il bravo e stai lontano da questa zona... Eri già stato avvertito". "Ma quale legge sto violando?". "Quella del buon senso". "Ma non c'è buon senso in tutto ciò. Se vuoi posso abbracciarti". "Se vuoi ti porto in questura". "Va bene"

Dal dodicesimo giorno.

"Un uomo mi chiede di chiacchierare. Si dice entusiasta di intervistarmi. Parliamo.
Gli racconto le battute scherzose degli agenti in questura e la bellezza delle reazioni delle persone in strada. Il giorno dopo sui giornali parlano di me. Le battute della polizia sono descritte come minacce, il mio camminare diventa il gesto estremo di un disoccupato che ha perso il lavoro per la crisi.
Io invece dico: guardiamoci negli occhi, per strada, camminando,incontriamoci e lasciamo affiorare le nostre verità."

Dal settimo giorno.

"Ero seduto per terra nel centro di Piazza Castello, di fronte a me un gruppo che suona e un ragazzo africano con una voce divina. Alcuni si siedono ad ascoltare con noi. Di fianco a me, con i fari puntati e il motore acceso, una macchina della polizia e tre agenti fuori a parlare. Mi alzo e vado da loro, chiedendo pacificamente qual'è il motivo per cui lasciano il motore acceso a pochi metri dal concerto che volevamo ascoltare. "Questa domanda non sta né in cielo ne in terra!" Dice uno dei tre, arrabbiandosi per l'affronto. "Documenti."mi chiede. Nel frattempo parlo agli altri due agenti dicendogli che gli sto solo chiedendo una cosa, come si fa con le persone e che molta gente non le vede come persone con la divisa indossata. I due, pacificati, mi rispondono: "È per motivi di sicurezza. Questo è un punto a rischio terrorismo e l'auto deve rimanere accesa pronta ad intervenire." Li ringrazio e finito il controllo torno a sedermi. Loro salgono in macchina e vanno via."


Dal  sesto giorno 

Mi trovo vicino al Duomo, abbraccio persone gratis.

La polizia mi controlla per la terza volta.
"Alcuni fedeli si sono lamentati" dicono "Noi dobbiamo intervenire capisci? Fai il bravo e stai lontano da questa zona... Eri già stato avvertito."
"Ma quale legge sto violando?
"Quella del buon senso."
"Ma non c'è buon senso in tutto ciò. Se vuoi posso abbracciarti"
"Se vuoi ti porto in questura."
"Va bene.


Dal quarto giorno.

"... In un attimo mi ritrovo nel centro del mercato di Porta Palazzo, all'ora di punta, circondato da senegalesi che cantano e suonano i bonghi in corteo per ciò che scoprirò essere un rito di Purificazione. "Sei uno di noi, vai davanti!" Mi dice un ragazzo sorridendo." Si definiscono "muslims", mussulmani. Li ho trovati molto accoglienti e pieni di energia vitale

L’Imperatore del Male


“HO IL SENSO DELLA FINE”, DICE L’UOMO CHE VALEVA 1.700 MILIARDI DI DOLLARI. E TU CHE HAI 21 ANNI CE L’HAI QUEL SENSO?

Forse meglio ascoltarlo, l’Imperatore dell’Impero del Male. In fondo, ed è poca consolazione per te ragazzo, ragazza, anche lui ha un Padrone, il Padrone ultimo di tutto, anche di quella leggenda buffona di Dio con la barbetta bianca. Sì, l’Imperatore del Male ha anche lui un Padrone.

La Morte.

E lo sa.
Ecco allora che Bill Gross, l’Imperatore che valeva 1.700 miliardi di dollari (il PIL di tutta l’Italia), fa una pausa. Vale la pena ascoltarlo, fidatevi. Lui ha sentito a 70 anni appena compiuti, e per la prima volta, la voce del Padrone. Mi chiedo, anche se non ho la risposta, quale sia la differenza fra il sentire il richiamo del Padrone, che è una folata sulla nuca con questo suono…

“Io distruggerò te e tutto di te…”

sentirlo, dicevo, in una cucina di un condominio di Gorizia o in un ufficio al 120esimo piano di un grattacielo di Manhattan mentre siedi su 1.700 miliardi di dollari. Curiosa sta cosa eh? Credo che sia peggio la seconda. Cioè la realizzazione dell’Imperatore da 1.700 miliardi di dollari che sbatterli in faccia alla Morte, o che protestare alla Morte i confini immani del suo Impero, vale esattamente quanto sbattergli in faccia la pensione minima della 70enne di Gorizia. Non deve essergli facile.

Ma Bill Gross ha ora “un senso della fine” e anche piuttosto forte. Questo lo ha profondamente scosso, lo si capisce dalle righe che ha scritto, e lo ha portato a estendere la nuova saggezza acquisita anche al suo Impero, l’Economia. Non v’è dubbio che quando il richiamo alla finitezza di tutto arriva dal Padrone dell’Universo con la falce, il suo potere sia tale da gelare le ossa e con esse l’euforia d’immortalità di questi Imperatori. Allora il Supremo fra i supremi della speculazione finanziaria ha guardato, dopo quel richiamo, con occhi molto diversi il formicolio impazzito del suo Impero di schermi in Borsa, di High Frequency Trading, di tempeste termonucleari di denari infiniti che passano sulla testa delle masse insignificanti di noi semplici senza che noi ne siamo toccati, ma solo pisciati in testa. Li ha guardati Bill Gross, e il suo “senso della fine” gli è apparso anche lì.

Più che incredibile è però il fatto che ora, dopo l’immortale “il mio regno per un cavallo” di Riccardo III (Shakespeare), Bill Gross veda la fine del Potere, del Vero Potere in Terra.

“La morte mi spaventa, e mi causa quello che lo scrittore inglese Julian Barnes chiama ‘una grande agitazione’… Finirò là da dove sono venuto, dimenticato, sconosciuto, e incosciente dopo miliardi di future eternità… Mi terrorizza il morire, quelle ore intollerabili stirate all’infinito dalla medicina moderna, che accompagneranno la maggioranza di noi su quei sentieri pieni di tumori, ictus, disabilità, vecchiaia…”

“Ho un senso della fine. Lo stesso senso della fine che sta assillando da qualche tempo la Grande Carica dei tori finanziari iniziata nel 1981… In quegli anni con i Titoli di Stato che ci davano interessi del 14,5%, le Borse impazzirono, e la ricchezza finanziaria venne moltiplicata come mai prima nella Storia… Ma come descrive Barnes per le vite umane, lo stesso è accaduto all'economie finanziarie degli ultimi 30 anni: Accumulo, responsabilità, agitazione, e infine una catastrofica agonia. Credo che la nostra super orbita d’investimenti sia giunta alla fine”.

“Ma per l’economia globale che continua a gonfiare bolle finanziarie, invece che concentrarsi sui problemi strutturali (Keynes? nda), il percorso di salvezza sembra bloccato… Se sono stati inutili i trilioni di dollari di benzina monetaria pompata dalla nostra Banca Centrale USA (come in Giappone), come possiamo aspettarci che le stesse mosse funzionino oggi nell’Europa di Draghi?”.

“Con crescite a zero, tassi d’interessi per i risparmiatori portati da Draghi a zero o addirittura a meno 0, e con crisi di indebitamenti montanti oltre immaginazione, il ‘senso della fine’ è ormai un cappio che stringe tutti i Mercati. Vi sarà un momento in cui qualsiasi risparmiatore si rifiuterà di scambiare i suoi euro contanti con Titoli di Stato, e tutto si seccherà al sole… Ho questo senso della fine del gioco della finanza, e come con la morte, solo la data è incerta. Sento un grande senso di agitazione, angoscia. E dovreste anche voi.”

Bill Gross, l’uomo da 1.700 miliardi di dollari parla anche a voi italiani, e vi predice - guarda che incredibile coincidenza - quello che intuì Marx, seppur con termini necessariamente diversi. Ma dove siete voi italiani? Vi rispondo: a pascolare nell’erbetta del campo, pecore a capi chini d’imprenditori, operai, impiegate e studenti che vedono solo l’orizzonte dei 50 metri davanti, Renzi, Grillo, l’Expo, la Tv e l’elemosina delle bugie di Padoan.
E il Padrone con la falce se la ride, di Gross, ma soprattutto di voi, che manco vi eravate accorti di essere vivi, né di cosa vi stava finendo prima di finire. Almeno lui, Mr 1.700 miliardi di dollari, lo sguardo l’ha sempre avuto avanti. L’Imperatore del Male è meglio di voi, italiani. Sapete?
Paolo Barnard

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giovedì 21 maggio 2015

Guerra e Amore


Conflitti, lotte e infelicità... è possibile uscirne!

«La prima cosa da cambiare è questa: l’uomo deve avere più occasioni di felicità e di gioia; una possibilità che le religioni hanno ucciso. I veri criminali non sono stati individuati: i terroristi e gli altri criminali sono delle vittime. I veri criminali sono tutte le religioni, poiché hanno distrutto tutte le possibilità di gioire. Hanno distrutto qualsiasi possibilità di gioire delle piccole cose della vita; hanno condannato tutto ciò che la natura vi fornisce per rendervi felici, per farvi sentire eccitati, che danno piacere. Ci hanno tolto tutto; e se non sono riuscite a toglierci alcune cose, perché hanno una base biologica, come il sesso, quanto meno sono riuscite ad avvelenarle».

Osho

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Guerra e Amore
Conflitti, lotte e infelicità... è possibile uscirne!
€ 18











mercoledì 20 maggio 2015

BETTINO CRAXI : L'ULTIMO PATRIOTA

Quelle che seguono sono alcune citazioni che ho estratto dal volume "Io parlo e continuerò a parlare", una raccolta di note e appunti di Bettino Craxi dall'esilio, redatti negli anni novanta fino alla morte avvenuta nel 2000. Sono a metà della lettura del libro e questi sono i passaggi che ho trovato finora particolarmente significativi ed in alcuni casi sorprendenti, agghiaccianti, al limite della preveggenza.
I pericoli che Craxi vede, vent'anni fa, per il futuro dell'Italia, sono ora qui davanti a noi in tutta la loro crudezza. Coloro che "si sono salvati" a differenza di chi, come lui, è finito tra i sommersi, ora sono i protagonisti assoluti di quella che il leader socialista chiamò allora violenta normalizzazione.
Craxi è uno sconfitto e ne ha per tutti: per Prodi, per D'Alema, per l'adesso doppiamente emerito Napolitano che, dice Craxi, essendo stato il responsabile delle relazioni internazionali del PCI, potrebbe finalmente raccontare come funzionava veramente il meccanismo - assolutamente bipartizan - di finanziamento occulto dei partiti. Sembrano giudizi scaturiti dal mero rancore personale ma la Storia ormai sta dando ragione al leader socialista di tanta severità di giudizio.
Soprattutto, al di là della semplificazione comune che vorrebbe Craxi come corresponsabile dello sfacelo attuale e quindi indegno di parlare, questi appunti ci riconsegnano un uomo politico che, a confronto dei figuri attuali, dei monumenti all'incompetenza, delle azdore, degli antistatisti sociopatici fautori del patricidio, risulta un assoluto gigante della politica..


Vediamo assieme questi passaggi salienti di una testimonianza storica interessantissima e della quale consiglio vivamente la lettura.


Craxi si è fatto un'idea assai realistica dei veri scopi della globalizzazione, a differenza di certi progressisti in ecopellaccia che conosciamo.
"La pace [che] si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali.  Cancellare il ruolo delle Nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente  finanziaria e militare." (pag. 6, "Incipit")
Identità nazionale? Nazione in maiuscolo? Ohibò! Nel nuovo secolo del "patriottismo sovranazionale" dei lottacontinuisti, del multisubculturalismo e del razzismo al contrario, ovvero di quello contro i propri simili, propugnati dalla vera sinistra (secondo la definizione data del PD dell'on. Serracchiani) queste parole sembra impossibile provengano da un leader socialista.
Eppure Craxi intuisce che dietro all'attacco alla partitocrazia potrebbe celarsi un progetto di delegittimazione della politica intesa come strumento di democrazia, mirante a costruire un futuro di alzamanos senza alcun vero potere rappresentativo popolare ma solo la delega ad "eseguire gli ordini" delle élite secondo il classico schema della banalità del male.

"I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un'idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale." (pag. 12, "Era un sistema")
"Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un'indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni.
Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla." (pag. 17)
"Me lo dissero, anzi me lo scrissero, nel mese di luglio. Il mese dei veleni della politica, il mese in cui cadono i regimi, si fanno o si preparano le crisi, si ordiscono congiure prima di andare in vacanza." (pag. 60 "Una nota di luglio", 1994)

Già, il mese di luglio che ritornerà prepotentemente d'attualità nel 2011, quando, tra scambi di lettere e trame sotterranee, proprio nella mezza estate, si preparerà il golpe della Troika e l'arrivo dei "supertecnici" per l'autunno.
"Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l'arma preferita. Il resto è affidato all'informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza.
Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante." (pagg. 75-76, "Il ventennio", 1997)
L'informazione, la propaganda, l'infiltrazione del pensiero unico in ogni ganglio della repubblica. Le riforme...
"Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione." (pag. 81, "I più puri che epurano")
Ancora sulla globalizzazione e il ruolo sempre più subalterno dell'Italia.
"Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.
A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione.
La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale.
La "globalizzazione" non viene affrontata dall'Italia con la forza, la consapevolezza, l'autorità di una vera e grande Nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza." (pag. 88-89, "Globalizzazione")
I salvati e come si salvarono.
"D'Alema ha detto che con la caduta del muro di Berlino di aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell'anno della caduta del muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale ci cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora.
La legge venne approvata in tuta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, magigoranza e comunisti d'amore e d'accordo, a un vero e proprio colpo di spugna.
La caduta del muro di Berlino aveva posto l'esigenza di un urgente "colpo di spugna".
Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio." ( pag. 124 "Il colpo di spugna")
"La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa." Pag. 135. "L'uomo nuovo")
Quelle sull'Europa ed i suoi parametri, infine, sono tra le pagine più profetiche delle memorie craxiane. E' inevitabile confrontare queste parole con le appassionate difese dell'euro dei vari giannizzeri, sindacalisti, economisti embedded e ministri per caso.
"I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un'appendice ai dieci comandamenti.
I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L'andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata.
Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell'Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.
Questa è la regola del buon senso, dell'equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà.
Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell'Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà., la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione [...].
Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro [...]. (pagg. 152-153, "Comandamenti e parametri", 1997.)

Fonte Link
http://altrarealta.blogspot.it/

 


"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono."


Malcolm x

QUANDO MODA é MODA



Sono solo mode, ma a volte rischiano di essere molto pericolose e di portare alla morte. L'evoluzione dell'Ice bucket challenge, la sfida a secchiate d'acqua gelata in testa per sostenere la Sla, è l'insensato Fire challenge.

Insensato perché non ha alcuno scopo specifico, se non quello di darsi fuoco solo per postare il video sui social network.

Il Fire challenge nasce come una prova di coraggio da sfoggiare in rete. Basta cospargersi il corpo di benzina e darsi fuoco. Chi lo fa, deve accertarsi di avere una doccia, una piscina o, comunque, un getto d'acqua a portata di mano in modo da spegnere le fiamme per tempo. Ovviamente, il "gioco" ha i suoi rischi. Se c'è chi riesce a farla franca, c'è anche chi non fa in tempo a spegnere le fiamme e se ne fa divorare.

In America, per esempio, i genitori di due ragazzini hanno richiesto ai vertici di YouTube di cancellare i video postati dai figli. Tyler (nove anni) e il fratello undicenne Shaun sono, infatti, rimasti ustionati gravemente dopo aver sfidato le fiamme al Fire challenge. Secondo quanto riporta il Daily Mail, poi, un altro bambino, di cui non si conoscono le generalità, è addirittura morto.

http://www.ilgiornale.it/news/adolescenti-si-danno-fuoco-rete-fire-challenge-fa-gi-morto-1130185.html

http://altrarealta.blogspot.it/

Cosa non si fa per avere qualche visualizzazione in piu' sui socianetwork

antar Raja

martedì 19 maggio 2015

TI HANNO CONVINTO CHE SEI MALATO

Una storia di truffe... Psicofarmaci. E' la storia di farmaci che rappresentano un grosso affare e che alimentano un'industria psichiatrica da 330 miliardi di dollari, senza una sola cura. Il costo in termini di vite umane è persino più grande: questi farmaci uccidono circa 42.000 persone ogni anno. Il numero dei decessi è in continuo aumento.

Con più di 175 interviste ad avvocati, esperti della salute mentale, familiari delle vittime e gli stessi sopravvissuti, questo documentario smaschera la somministrazione di psicofarmaci e rivela una brutale ma ben fortificata macchina fabbrica soldi.




Qualche commento al video;

paultor8
gli psichiatri sono tutti dei pagliacci come anche gli psicologi… prescrivono psicofarmaci come se te o il tuo corpo avesse qualcosa che non va quando in realtà te e il tuo corpo state reagendo a qualcosa che è successo in un certo modo… in questo modo non si cura niente, è come mettere una pezza sopra la ferita, bisogna essere consapevoli di ciò che è accaduto, già la consapevolezza libera e poi capire come comportarsi rispetto ai disturbi sviluppatisi in seguito a queste situazioni, ma dare dei farmaci per far finire il problema mi sembra una barzelletta...
Rispondi · 2
Alessio Licchetta
io mi reputo una persona sana ma ho conosciuto tanta gente che fa uso di psicofarmaci. Un giorno per curiosità lessi il foglietto illustrativo di un farmaco antidepressivo se nn ricordo male si chiama tavor......bè ragazzi vi dico solo che il mondo fa la guerra alla marijuana ma poi vende legalmente le droghe piu pericolose del pianeta come farmaci. SE C'E' QUALCUNO CHE SOFFRE DI DEPRESSIONE CHE STA LEGGENDO SAPPIA CHE LA DEPRESSIONE E' UNA MALATTIA INVENTATA DI SANA PIANTA.

Alex King
@shadomax68 Comunque qui in primis si mette in risalto il fatto che la psichiatria non è una scienza è non può essere misurata con metodo scientifico ! Questo è un dato di fatto ! Non una campana ! (come tu cerchi di insinuare) ! Vedere poi un mercato messo in piedi (330 miliardi di dollari) che se non è basato sulla scienza e quindi metodo scientifico è pura stregoneria (quindi truffa) è molto preoccupante ! Considerando gli effetti devastanti che hanno sulle persone ... Questo è Satanismo

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Robert Kiyosaki, perché alcuni suoi concetti non funzionano in Italia


Robert Kiyosaki, perché alcuni suoi concetti non funzionano in Italia (ma solo in USA) Robert Kiyosaki è un famoso imprenditore e scrittore americano che si occupa di educazione finanziaria.
Il suo libro più famoso Padre ricco padre povero ha venduto più di 26 milioni di copie e può essere considerato “un must” per muovere i primi passi verso l’essere imprenditori o investitori negli Stati Uniti.
Molti dei concetti espressi nelle pagine del libro sono innovativi e utili per chi desidera approcciarsi agli investimenti pur non avendolo mai fatto prima.
Ma se questo libro è molto interessante per chi desidera aprire business negli Usa, diventa praticamente inutilizzabile nel controverso, e ormai impraticabile, mercato italiano.
Negli Stati Uniti, contrariamente a quanto accade nel nostro paese, si tende a favorire lo sviluppo delle imprese con incentivi o particolari detrazioni, consapevoli del fatto che le imprese generano indotto, assumono personale che a sua volta potrà permettersi di acquistare casa, auto ecc…
Uno dei pensieri di Robert Kiyosaki che condivido pienamente è quello di cercare di creare una rendita automatica in grado di sostenere comunque te e la tua famiglia, anche nel caso in cui non possiate lavorare.
Questo obbiettivo, per quanto possa essere interessante e desiderabile, purtroppo non è applicabile in Italia.
La causa di tutto questo deriva dall’approccio che una parte della nostra classe dirigente adotta verso le aziende; queste ultime, secondo la loro filosofia, devono pagare per coprire gli errori di tutti.
Ecco quindi che l’impresa, contrariamente a quanto accade negli Stati Uniti, non viene incentivata ma al contrario tassata e messa in condizione di trasferirsi in mercati più incentivanti.
Una storia vera
Questo esempio personale può aiutarti nella comprensione.
Anni fa ho avuto occasione di parlare, in ambito lavorativo, con un Mastro vetraio di Murano. Per chi non la conosce, quella del vetro di Murano è un’arte che ha reso celebre Venezia in tutto il mondo.
Un’arte così antica che sono stati trovati dei reperti archeologici risalenti al VII secolo a.C. e in grado di affascinare turisti e appassionati da tutto il mondo.
Il mastro vetraio, persona elegante, non più giovane, sprizzava esperienza e consapevolezza da tutti i pori.
Durante questo incontro particolare, incuriosito dalla storia del mio interlocutore, ho posto numerose domande sul suo mestiere, in modo da conoscere le particolarità di quest’arte, essendone affascinato in prima persona.
Prima di salutarci però, gli ho posto un semplice quesito, la cui risposta mi ha scioccato e lasciato senza parole.
La domanda posta era:
“Ma una forma d’arte così storica e apprezzata, che sta quasi scomparendo (dato che non si trovano giovani che vogliano praticarla), riceve delle sovvenzioni o agevolazioni dallo Stato?”.
In modo molto pacato ma allo stesso tempo lucido, contro ogni mia aspettativa ha risposto:
“No, nessun aiuto. Anzi, devi capire che questo non è uno Stato che aiuta.
Le persone, ritenendo rara la nostra professione, considerandola qualcosa da preservare, si aspetterebbero un qualche aiuto o sovvenzione in modo da incentivare una professione così particolare.
La realtà dei fatti è ben diversa.
Noi siamo un successo nel mondo e, proprio per questo, la classe dirigente pensa sia giusto tassarci di più, pensando a incamerare soldi sfruttando una professione come la nostra senza rendersi conto che così facendo la porteranno presto all’estinzione.
Ti faccio un esempio: il vetro che da voi viene smaltito comunemente come rifiuto riciclabile, da noi è stato definito rifiuto speciale, con un costo di smaltimento molto elevato così da incassare di più da questa attività.
Anche a causa di questo, sempre meno persone intraprendono questa attività artigianale ma alla gran parte dei politici questo non interessa, anzi vede solo la possibilità di incamerare denaro senza considerare che il vetro di Murano, una delle eccellenze italiane, presto, non esisterà più a Venezia.
Come accade per altre eccellenze italiane, chi lo produce si sta spostando all’estero per creare artigianalmente gli oggetti che hanno reso famosa Murano.”
Dopo un’analisi così lucida sono rimasto a bocca aperta, dentro di me non volevo ascoltare, ma era chiaro che questa testimonianza, pur facendo male, corrispondeva alla realtà dei fatti.
Ma ora come funziona?
Purtroppo da allora esempi simili si sono moltiplicati.
  • Cosa è successo con le sigarette elettroniche?
Ho amici che hanno smesso di fumare grazie a questa innovazione, e per questo la  ritengo positiva.
Purtroppo quando lo Stato ha notato l’espansione di questo business, ha subito messo una tassa ad hoc, così da far chiudere la metà dei negozi con le conseguenze che ne derivano.
E le persone che, dopo aver fatto accurate valutazioni su margini, costi e ricavi, avevano investito denaro per aprire un negozio, e a causa dell’assottigliarsi dei guadagni per le tasse, hanno dovuto chiudere.
  • Cosa è successo con i benzinai?
Un tempo era considerato un lavoro redditizio. Ora, il continuo gioco di innalzare tasse e accise e ridurre i margini, ha notevolmente ridotto i guadagni in favore dello Stato, che incamera la maggior parte dei ricavi.
  • Cosa è successo con gli immobili?
Tasse sulla proprietà, tasse sui rifiuti, tasse sul reddito e ancora altre tasse che sono in previsione, portano il denaro direttamente dalle tue tasche alle casse dello Stato. E del reddito da affitto rimane davvero poco se non nulla.
  • Cosa è successo e succederà al fotovoltaico?
Prima lo stato lo ha incentivato con l’obbiettivo di raggiungere gli standard europei, in un secondo momento ha assottigliato sempre più gli incentivi così da rendere poco conveniente l’installazione dei pannelli.
Ora sta cercando di inserire una norma per tassare quanti hanno creduto in questa tecnologia. L’obbiettivo è tassare gli impianti fotovoltaici con la stessa logica dell’IMU, e rendere la norma retroattiva, così da far pentire chi a suo tempo ha investito in questa tecnologia.
Come si può sentire una persona che nel passato ha fatto uno di questi investimenti, o comunque ha investito in qualcosa? Come si sente chi sarebbe intenzionato, nonostante tutto, ad aprire un’attività per far guadagnare sé e i suoi figli?
La verità
Finché realizzi qualcosa di circoscritto e che non crea molto trambusto, non sorgono problemi.
Nel momento in cui cominci a guadagnare somme veramente importanti, o nel momento in cui un settore comincia a guadagnare, ecco che comincia essere interessante tassare quel business.
Per tutti questi motivi l’Italia non è più il paese in cui investire o creare delle rendite finanziarie.
In conclusione, buona parte delle considerazioni e dei consigli di Robert Kiyosaki non sono assolutamente applicabili in Italia, soprattutto nell’immobiliare!
http://www.vannivalente.com/robert-kiyosaki-perche-non-funzionano/

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Padre Ricco Padre Povero
Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro
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lunedì 18 maggio 2015

LA MENTALITA' CANCEROSA

I TUMORI SECONDO VALERY SINELNIKOV

Una teoria interessante, spiega bene ciò che, in fondo, sapevamo Emoticon smile
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"Il cancro… si tratta di un vecchio rancore, rabbia, cattiveria, odio, il desiderio di vendetta che "divorano" il corpo, è una profonda ferita dell'anima, che non si rimargina…. Se una persona nella sua visione del mondo si comporta come una cellula cancerosa, crea il cancro nel suo corpo.

Come funziona una cellula sana? Prima di tutto, prende cura di tutto l'organismo, ed esegue le sue funzioni, che servono all'organismo. L'organismo, a sua volta, dà alla cellula tutto il necessario. Una cellula sana capisce che il suo benessere dipende dal benessere di tutto l'organismo… per lei l'organismo è Dio, la fonte della sua vita e benessere. Così è anche nella vita degli uomini. Ogni persona, come una cellula dello stesso organismo, possiede il suo compito, una predestinazione davanti a Dio. E al primo posto c'è il dovere, non il consumo. Perciò una persona sana vive secondo la regola: si vive e si cresce per la felicità e per il benessere dell'umanità, di tutto il mondo.
Come si comporta una cellula cancerosa?
A lei non interessa l'organismo, si preoccupa solo di se stessa. Non sa che il suo comportamento distrugge tutto l'organismo, e che dopo la sua morte morirà anche lei.
L'Universo è un unico organismo, e non può permettere che una persona che ha una mentalità "cancerosa" elimini l'Universo, perciò, secondo le sue leggi, questa persona deve essere rimossa. E come risultato, una persona con questo tipo di mentalità elimina se stessa.

Una mentalità cancerosa oggi colpisce molta gente, per questo motivo la mortalità a causa di tumori è al secondo posto, nel mondo….chi possiede questa mentalità, generando i pensieri distruttivi, distrugge se stesso, odiando, disprezzando, vendicandosi, uccidendo mentalmente il mondo intorno.
… Il cancro non è incurabile. La chirurgia, la chemio, la radiografia lasciano soltanto un po' respirare, perché le cause della malattia non si rimuovono. Il cancro è la malattia di tutto l'organismo, e la guarigione di cancro è, prima di tutto, la guarigione della mentalità cancerosa.

… Un mio paziente mi raccontò di un suo collega: un giorno si è parlato del famoso comandamento circa il "porgere l'altra guancia". Il suo collega disse che lui non lo farebbe mai, ma aspetterebbe quando l'altra persona stia male per colpirla come si deve.
"E lo sa, dottore? E' morto di cancro".
Fonte Olga Samarina‎ LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA

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