sabato 21 luglio 2018

QUESTA E' LA GENTE CHE MANTENIAMO A SPESE DI TUTTI


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Dall' Italia o si espatria o si muore

Sono un imprenditrice e voglio parlare per lui...
Ho sempre detto che non si possono aiutare gli altri,se non si è prima in grado di aiutare se stessi. Ivan era un ragazzo di 24 anni che aveva ereditato l'impresa di famiglia a morte del padre a gennaio. Ivan era sommerso di debiti e tasse, ma lui preso dallo sconforto di aver ricevuto uno sfratto esecutivo, non ha retto il peso e il dolore e si è ammazzato impiccandosi...
Lo capisco... Ci sono passata e ci sto ancora passando, ma io ho stretto di denti e ho messo tutti in attesa, ma capisco che non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti la forza di non pensarci, io mi sono solo aggrappata al fatto di avere una figlia ed è stata la mia forza.
La gente vicino ai nostri nomi, vede la parola "imprenditore" e ci associano subito ai soldi, vita benestante, spensieratezza...Evidentemente non hanno seguito tutti i suicidi di imprenditori che ci sono stati dal 2008.
Quante famiglie sfasciate, quanta gente a casa senza lavoro, e il nostro unico errore è stata semplicemente una scelta, quella di avviare un lavoro indipendente e dare lavoro anche agli altri.
Come doveva sentirsi dentro questo ragazzo per arrivare al punto di togliersi la vita? Immaginatelo...
No forse ve lo devo spiegare io e tutti gli altri che sono salvi dalla morte..
Si lavora meccanicamente con lo sguardo nel vuoto, non si ride più, si piange in continuazione anche per rispondere ad un semplice Buongiorno, non si vive più, ci si isola, non si dorme più e molti come me cadono nel vortice degli psicofarmaci, perché solo quelli aiutano a dormire e a staccare la spina con il mondo.
Dal governo Monti in poi quanti suicidi? Abbiamo perso il conto, non esistono più statistiche.
Quanti danni ci ha fatto la classe politica?
I loro stipendi salivano sempre di più come le nostre tasse.
Questo ragazzo appena sbocciato aveva una vita davanti ma ha scelto di farla finita...
Quando serve aiuto a noi italiani, un altro po siamo costretti a ipotecare pure gli animali di affezione se sono di razza, ma non succede così per tutti...
Sono stata ad un colloquio in alcune banche per un prestito, avrei dovuto dare non si sa quante garanzie, e l' omino in banca che parlo' con la mia commercialista davanti a me, le disse che per i bangladini e similari che volevano aprire frutterie e cose varie, sarebbero stati a disposizione anche senza garanzie. Prestiti fino e oltre ai 30.000€.
Tutto è peggiorato con il governo Renzi, le truffe ai danni nostri, non si contano più, ma indossiamo le magliette per solidarietà agli immigrati, quando nessuno stronzo ha indossato un cazzo per tutti i suicidi di massa.
Che dire.... caro Ivan ora finalmente sei libero salvo. Dall' Italia o si espatria o si muore.
Riposa in pace ragazzo coraggioso❤

Pamela



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venerdì 20 luglio 2018

GIULIANO AMATO : “Sovranismo = razzismo”


GIULIANO AMATO GUIDA LA HITLERIZZAZIONE DEL GOVERNO

“Il sovranismo ha sempre una matrice razzista. Rischia di danneggiare l’idea di Europa e di compromettere la difesa del fondamento delle istituzioni”. Di tutti i deliri anti-razionali che il settarismo delle oligarchie ci ha fatto ascoltare la settimana scorsa, questo espresso da Giuliano Amato all’associazione avvocati e giuristi ebrei, è il più direttamente minaccioso contro il governo eletto, e il più pericoloso.

Da parte di un giudice costituzionale, l’equazione “Sovranismo = razzismo”, è di una rozzezza e semplicismo di cui il personaggio, che si ritiene un giurista, deve vergognarsi. Indica una cieca malevolenza della Corte, una dichiarata ostilità di parte: il governo non potrà aspettarsi dalla suprema istanza giuridica nessuna terzietà, nessuna oggettività di giudizio. Abbiamo dunque una Corte apertamente faziosa, che senza alcuno scrupolo, senza nemmeno fingere, si proclama settaria; che quando sarà chiamata a giudicare, giudicherà per principio e pre-giudizio contro il governo: un pericolo estremo per la libertà politica, senza precedenti nella storia. Se non forse nei tribunali sovietici, che come teorizzavano essi stessi, non miravano a stabilire non so che ridicola “giustizia”, ma alla “eliminazione del nemico di classe”.

Ovviamente la volontà di recuperare la sovranità, monetaria, politica, sui propri confini e sulle proprie leggi, nulla ha a che fare col “razzismo”; è una istanza di liberazione politica giustificata dall’oppressione di oligarchie sovrannazionali che, proprio perché non riconoscono i confini, non riconoscono il diritto come istanza di reciprocità e umanità – perché solo all’interno dei confini si applica un diritto non disumano (basta vedere quel che han fatto alla Grecia, o anche ai nostri italiani: povertà triplicata, invalidi con sussidio di 280 euro al mese e spese per “migrante” estraneo e straniero da 1450…). Ma quando Amato, non solo da giudice costituzionale, ma da ebreo fra gli ebrei, dichiara”razzista” il “sovranismo” – con ovvie e pesanti allusioni a Salvini – fa di più: da Padrone del Discorso, sta preparando la “narrativa” per la satanizzazione della sua vittima predestinata, la sua trasformazione in imputata del Delitto Supremo, imperdonabile – ciò che prelude, e rende giustificabile, la sua futura eliminazione senza nemmeno un processo. Che bisogno c’è di processo, una volta stabilito che chi vuole recuperare un poco di sovranità popolare è Razzista? E’ il nuovo Hitler, non occorre cercare oltre.

Se credete che io esageri (ma è l’esperienza che mi fa parlare) , guardate mezz’ora di telegiornale e constata come qualunque personaggio politico di sinistra abbondantemente intervistato, evoca contro Salvini l’accusa di razzismo, di disumanità e spietatezza.


Notate i sapienti scivolamenti del linguaggio: Tito Boeri, il caporione dell’INPS insediato dalle sinistre, non si limita a sabotare il “decreto Dignità” dando cifre false; di fronte alle proteste di Di Maio, parla di “negazionismo economico”. Il termine sembra assurdamente fuori luogo, ma serve a evocare lo spetto del “Negazionismo” assoluto, che s’identifica col Male Assoluto: Negazionismo dell’Olocausto.

Ripetete che i nuovi ministri si macchiano di Negazionismo, e a poco a poco ci si avvicina all’esito preconizzato dall’anarchico Valerio Ferrandi, figlio di un ex di Prima Linea che assassinò un carabiniere nel 1977: “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione”. Certo il tizio si porta avanti – e adesso, denunciato da Salvini, dice: “La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”.

Lo stesso invito espresso da Giuliano Amato, in fondo.

E non c’è dubbio che la magistratura ordinaria assolverà trionfalmente il Ferrando. La magistratura “ordinaria” “da la caccia” senza quartiere – è il termine usato dai pm – ai 49 milioni presunti della Lega (che non esistono: tutta la malversazione precedente riguarda 700 mila euro malversati da Belsito e Bossi), li cercherà “anche nei territori”, il Riesame di Genova avendo decretato che “la Lega Nord finanziò le sue associazioni locali: quindi i soldi vanno sequestrati anche lì”. I magistrati hanno infatti stabilito che “c’è continuità” fra la vecchia gestione e la nuova Lega. Per esempio, scrive l’organo delle procure Fatto, “hanno puntato il dito sul trasferimento gratuito di 26 mila euro dalla vecchia Lega Nord alla neonata Lega Toscana”: se esistesse in Italia una giustizia oggettiva, sarebbe facile opporre che un trasferimento simile non ha nulla di sospetto come dotazione di una nuova sede locale di un partito, e che 26 mila euro sono ben lontani dai 49 milioni cui i procuratori “danno la caccia” . Ma qui abbiamo appunto a che fare con una magistratura di parte, faziosa fino al delirio, che non riconosce alla Lega il diritto che viene riconosciuto alle altre formazioni politiche, e disconosce a Salvini il diritto di agire, anzi di parlare, anzi di esistere.

“Lasciateci processare Salvini!”, urla la Procura di Toirno – per la terza volta esige dal ministro di grazia e “giustizia” che dia l’autorizzaione a procedere contro il ministro dell’Interno. E’ il terzo sollecito che il procuratore capo Armando Sppadaro fa giungere al ministro. La colpa di Salvini per cui lo voglio trascinare in giudizio: nel 2016, in un comizio, disse “Magistratura Schifezza”. Lesione della Divina Fazione , Vilipendio, bestemmia: Salvini non ha diritto all’opinione, gli sia strappata l’immunità parlamentare, la libertà di pensiero, il dritto di tribuna. Salvini è un razzista,. Lo dice anche Giuliano Amato – Corte Suprema. Presto, sarà appeso a un lampione. Non c’è bisogno di processo.

Si tratta di eliminare un nemico di classe, mica di far giustizia. Dopo adeguato linciaggio radio-televisivo, in corso.

Infatti i tg parlano solo di Salvini razzista, di salvini disumano, e tacciono notzie come:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/17/mestre-cosi-leroina-gialla-ha-ucciso-18-persone-il-gip-nigeriani-vendevano-droga-pura-per-creare-piu-dipendenza/4492691/



La mafia nigeriana che si impianta sempre più solidamente in Italia, in palese combutta con le ONG salvatrici:

Nè i giudici aprono un dossier quando Gino Strada ammette, in tv, che la sua Emergency (tanto caritatevole ONG) ha pagato 230mila euro al mese alla ONG maltese MOAS per usare la loro nave, scalzato poi dalla CROCE ROSSA “gli ha offerto 400mila euro AL MESE, la MOAS ci ha sfrattati”. Scusate, nessuna curiosità sul perché enti dediti al bene dei poveri profughi trovano conveniente pagare tanto per stare su una nave che li raccoglie? E’ un buonissimo investimento, evidentemente. Quanto rende? E perché la “carità” ai migranti rende così tanto da meritare tali “investimenti”?



“Emergency faceva assistenza migranti, Moas si occupava delle spese logistiche di trasferimento. Contribuivamo con il nostro personale sanitario che pagavamo noi. Abbiamo dato 150mila euro al mese per le spese logistiche. Dopodiché ci hanno chiesto di dare di più, 180mila o 230mila, noi abbiamo discusso tra di noi e abbiamo accettato. Poi ci hanno telefonato e ci hanno detto: ‘Vogliamo che sbarcate domani perché la Croce Rossa ci dà 400mila euro’”.

Qui c’è qualcosa di più losco, di innominabilmente criminale che il “razzismo”.

MA:
Non c’è dubbio che Giuliano Amato sia ancora una volta al centro della spoliazione delll’Italia, a cui ha dato la sua opera decisiva e continua e coerente. Collaboratore di Craxi eppure intoccato da Mani Pullite, messo a capo del governo durante la tempesta giudiziaria nel 1992, spiana la strada alle privatizzazioni, ossia alle svendite a capitali stranieri delle migliori e più avanzate aziende pubbliche (a cominciare dalla Nuovo Pignone). Amato si dimette nell’aprile 1993 – attenzione, senza voto di sfiducia del parlamento – e lascia il posto al governatore della Banca d’Italia, che nessuno ha eletto a fare il capo del governo: Ciampi, il quale gestirà da par suo l’attacco alla lire di Georges Soros. Ossia: chiesto alla Bundesbank se era disposta a “difendere la lira” con le sue enormi possibilità, e ottenutone un rifiuto ( contrariamente agli accordi), Ciampi con Amato ministro avrebbero dovuto rinunciare subito alla “difesa” che era già persa in anticipo; invece dilapidarono almeno 14 mila miliardi in una difesa, che si concluse come doveva: con la prevista sconfitta. Sconfitta che comportò una svalutazione della lira del 25% . Proprio nel momento guarda caso, in cui il governo offriva in vendita le imprese-gioiello da ”privatizzare”: gli stranieri poterono quindi comprarle con quello sconto ulteriore. Ciò mentre il Pool giudiziario di Mani Pulita contribuiva validamente ad abbassare il prezzo, con le retate e gli arresti del presidente dell’ENI , Emanuele Cagliari, tenuto in galera preventiva fino al suicidio; il “suicidio” di Gardini e la retata di tutti i dirigenti della Ferruzzi, nostra efficiente multinazionale granaria; in questo clima di terrore giudiziario fatto pesare sui manager pubblici, Ciampi, con Prodi, operò la privatizzazione della Banca Commerciale Italiana , del Credito Italiano, e la “ristrutturazione” dell’ILVA ossia la distruzione della grande siderurgia nazionale, Se l’Italia d’oggi è l’ombra “sudamericana” di quella che fu così distrutta, bisogna ringraziare Ciampi e Amato. E infatti sono stati ingraziati: uno con la presidenza della Repubblica, l’altro come giudice costituzionale, nominato a quella eccelsa poltrona da Napolitano.

Capite bene dunque perché ha ragione di considerare il”sovranismo” un razzismo, da eliminare con linciaggio e senza processo.

Se il diritto di critica sfocia nell'incitamento all'odio

È difficile ricordare un tale concentrato di smisurati paragoni, di risibili esagerazioni, di attacchi forsennati fino alla psichiatrizzazione del nemico come quello in atto contro il nuovo Governo. Specificamente contro Matteo Salvini, nella sua carica istituzionale di Ministro dell'Interno e di Vicepresidente del Consiglio. Si azzardano paralleli grotteschi tra questa situazione politica e quella del nazi-fascismo, tra la questione dei migranti e l'olocausto (Oliviero Toscani), si assimila Salvini a Hitler e a Mussolini (Luigi De Magistris) o al nazista sterminatore Eichmann (Furio Colombo). E per non essere da meno, anche noti philosophes, attivissimi nel talk show, abbracciano lo stesso registro.

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle Coop

Ecco dove Lega-M5S possono trovare miliardi. Facendo pagare le tasse alle CoopChiunque arrivi al governo cerca di realizzare le promesse elettorali e per farlo ha bisogno di risorse economiche, sempre poche in questa fase storica. Nella stessa condizione si trova anche il governo giallo-verde, Conte-Di Maio-Salvini.


Ma c'è un buco nero in cui si possono trovare miliardi, in un mondo protetto dalla politica: le cooperative o finte cooperative. Con la scusa di svolgere attività mutualistiche non pagano le tasse acquistando un ingiusto vantaggio sulle condizioni di lavoro rispetto alle altre aziende e quindi sul mercato.



Per parlare di rilancio dell’economia, di equità nel trattamento dei cittadini, tra chi paga le tasse, anche troppe e si suicida perché non ci riesce più, e chi non le paga “per legge”come le cooperative, occorre seriamente affrontare questo mondo in cui vi è un fiume di denaro in un mare di ingiustizie sociali.



Le cooperative italiane producono un fatturato dichiarato superiore ai 151 miliardi di euro annui. Controllano (parliamo delle coop rosse, i colossi della Grande distribuzione organizzata, il primo player italiano nella classifica mondiale dei supermercati) la seconda assicurazione italiana, Unipol. Il solo fatturato di 151 miliardi di euro è simile al Pil di interi Stati europei, più grande del Pil dell'Ungheria o di Slovenia, Croazia e Bulgaria messi insieme. In aggiunta le banche di credito cooperativo raccolgono da sole 160 miliardi di euro.

Un mondo in cui non si comprende dove inizi l'economia e dove finisca la politica. Viste le migliaia di porte girevoli di politici che diventano cooperatori o cooperatori che diventano politici nessuno ha mai voluto riformare questo sistema. Un mondo chiuso, coeso, garantito e che ha sempre potuto agire indisturbato. Le cooperative sono un insieme di contraddizioni che passano inosservate: pagano pochissime tasse o non ne pagano affatto, si controllano da sole, giocano in Borsa, raccolgono il denaro a vista anche se non potrebbero farlo (per legge è permesso solo alle banche), possono pagare i lavoratori cifre da fame o addirittura “farli pagare” per lavorare (per diventare socio della cooperativa ed avere il lavoro devi versare delle quote associative) ed è tutto in regola.



Sapete quante tasse pagava la cooperativa sociale, da 60 milioni di fatturato, dell'ex detenuto Salvatore Buzzi dell'inchiesta Mafia Capitale? Quello che diceva che con gli immigrati si guadagnava più che dalla droga. Zero.

E queste perché la sua coop non faceva impresa per “fare soldi” ma svolgeva un'attività mutualistica tra soci. Le coop, sulla carta, non svolgono attività speculative. A guardarle come sono oggi, i padri fondatori si rivolterebbero nella tomba, quelli che nell'800-'900 le hanno create per dare un aiuto, un assistenza medica o attrezzi da lavoro a braccianti, fabbri o muratori che morivano di fame e fatica. Oggi vale la regola che se le attività o i ricavi o le vendite della cooperativa sono fatte prevalentemente da soci (per un monte superiore al 50% delle attività) le tasse si possono anche “volatilizzare”.



A fine anno non pagano le tasse sull'utile netto come tutti noi mortali. Da quel 100% di utile viene sottratto il 30 per cento, che finisce in una riserva indivisibile e diventa capitale dell’azienda, poi un altro 3% destinato a fondi mutualistici che la costellazione coop utilizza per investimenti. Le tasse da pagare però non saranno calcolate sull’intera cifra rimanente, cioè il 67%, ma su una percentuale ancora inferiore, a seconda del tipo di cooperativa: quelle di consumo (i grandi supermercati) pagano le tasse solo sul 65% dell'utile netto, le coop di lavoro(edili, di costruzione, di servizi) solo sul 40% dell’utile, quelle agricole solo sul 20% e le coop sociali, tipo quella di Buzzi, pagano zero. Le stesse coop sociali che si sono tuffate a pesce nel business dell’immigrazione, passando da fatturati di poche migliaia di euro a milioni (per la tassazione vedi anche la tabella che il sito fiscoetasse.com ha dedicato all'argomento).

tassazione coop

Tutte le altre imprese come possono competere in un sistema del genere? Costrette a versare allo Stato anche il 75% dei loro utili. Dov'è il libero mercato? Un’equa concorrenza? La libera formazione dei prezzi? Con queste condizioni è ovvio che le cooperative fagocitino tutto e vincano ogni tipo di appalto, esercitando una concorrenza sleale nei confronti di chiunque e distruggendo anche il lavoro altrui. E chi rimane è davvero un mostro di bravura.

In più raccolgono denaro dai soci come fossero una banca, per un ammontare complessivo annuo che va dai 10,8 a i 12 miliardi di euro, il famoso prestito sociale. La prima voce che sparisce in caso di fallimento, come ci raccontano numerose inchieste giudiziarie, è la perdita dei risparmi dei soci che pensano invece di essere garantiti più dei correntisti delle banche perché le cooperative propagandano il fine etico del mutualismo. Parliamo di denaro raccolto a vista,libretti che chiunque può aprire. Basta andare in un qualsiasi supermercato dell'arcipelago delle coop rosse per vederlo. Attività, come scrive Banca d'Italia, consentita solo alle banche, date le garanzie che forniscono. Eppure le coop, anche se non potrebbero, lo fanno ugualmente. Capitali poi che vengono investiti in Borsa come da anni spiegano le ricerche di R&S Mediobanca. I soldi del mutualismo fruttano di più con la speculazione finanziaria.

In più le coop si controllano da sole. Pagano quote di iscrizione ad una centrale cooperativa (Legacoop, Confcooperative, ecc...), come potrebbe fare un iscritto ad un partito, e queste poi fanno politica, esercitano un controllo su di loro e verificano il profilo mutualistico. Il Mise, ministero dello sviluppo economico, può svolgere controlli in casi straordinari e su richiesta dei soci che si dovrebbero esporre contro i vertici. Buonanotte! Attività che negli anni è apparsa addirittura inesistente per mancanza di fondi e di volontà, se non addirittura ridicola visto che veniva svolta nel tempo libero dagli ispettori. Le comiche.

E non è finita. Esiste anche un sottomondo delle stesse cooperative fatto di lavoratori che associati forniscono le merci alla grande distribuzione o i servizi nei grandi appalti.
Vista l’enormità delle storture economico-fiscali appena raccontate, le condizioni disumane e le paghe da fame, a 2-3 euro l’ora, di queste migliaia di lavoratori sarebbero un fatto accessorio se non avessero effetti schiavistici. Perché nei sotterranei dei miliardi delle coop c'è una moltitudine di persone sottopagate di ogni genere: facchini, trasportatori, barellieri, operai, muratori, impiegati, macellai, braccianti, lavoratori della conoscenza, donne delle pulizie. Dal nord al sud entrano ed escono da altre cooperative che cambiano identità ad ogni alito di vento grazie a dei prestanome ed evadono il fisco come consuetudine. Un contesto a cui ci siamo abituati. Ma girarsi dall'altra parte come fanno i tanti soloni di sinistra vuol dire essere complici. Così come hanno fatto finta per anni di non vedere la contraddizione dell’articolo 18: in un solo settore non è mai stato applicato. Indovinate quale? Quello delle cooperative.
coop in Italia

Una seria riforma del sistema (risultano attive più di 78.000 cooperative), mai vista in 70 anni, potrebbe far recuperare entrate per miliardi di euro e imporre di pagare le tasse a chi per dimensioni e fatturati finge di essere una cooperativa quando invece è una s.p.a. o qualsiasi altro genere di società. Un processo, questo di riforma, che dovrebbe andare di pari passo con la valorizzazione delle piccole cooperative che davvero svolgono attività mutualistica tra soci e con la lotta alle condizioni di sfruttamento dei lavoratori. Il paradosso oggi è che proprio le cooperative, ideate per difenderli, sono diventate il modello dello sfruttamento legale dei lavoratori.
http://www.affaritaliani.it/politica/ecco-dove-lega-m5s-possono-trovare-miliardi-facendo-pagare-le-tasse-alle-coop-551611.html
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giovedì 19 luglio 2018

Schiavi degli invisibili

Schiavi degli invisibili (tit. or.Sinister barrier) è un romanzo di fantascienza di Eric Frank Russell pubblicato nel 1939. Uscito in Italia nel ’53 per la mitica collana Urania, è stato ristampato nel 2010 dai tipi della Coniglio Editore (che però ha chiuso i battenti). Ve ne parlo perché principalmente a questo testo è ispirato il mio seminario Il Lato Oscuro della Forza, tanto che nel corso della giornata ne scorreremo insieme dei brani. Leggerlo costituirebbe quindi un’ottima preparazione (ammesso che ne troviate ancora delle copie).


Oltre la sinistra barriera (=sinister barrier) dei nostri limiti, oltre questo campo visivo meschino e inefficiente, intenti a dominare ogni uomo dalla culla alla tomba, a depredarci spietatamente come parassiti, stanno i nostri padroni maligni e onnipotenti: gli esseri che sono i veri signori della Terra!
Eric Frank Russell


Il romanzo di Russell è ispirato all’opera dello studioso indipendente – e geniale – Charles H. Fort, autore del famoso (negli ambienti alternativi) Il libro dei dannati, un’opera che tratta delle migliaia di fatti inspiegabili (e quindi “dannati” dalla scienza) che accadono nel mondo praticamente tutti i giorni e che solitamente nessuno mette in collegamento fra loro. Charles Fort criticava il classico metodo scientifico che isola i fatti per studiarli. Secondo lui ciò che è isolato è privo di vita, non è reale. Non è mai riuscito a includere tutti i misteri in una visione unica, ma alla fine ha elaborato un’interessante teoria: noi siamo proprietà di qualcuno. «L’umanità intera è proprietà privata di “qualcuno” che ne sta al di fuori e che la sfrutta per i suoi fini. Come un contadino che tiene il suo gregge di pecore all’interno della palizzata che circonda il suo podere e le sfrutta per la lana e per il latte. E ogni tanto se ne mangia una». [dall’introduzione al testo].



L’agente governativo protagonista del libro di Russell comincia a collegare fra loro le morti improvvise di alcuni scienziati in vari posti del mondo, fino a comprendere che: «l’intera umanità è stata, senza rendersene conto e forse da sempre, schiava di entità, i Vitoni (Vitons), “quarto stato della materia”, non si sa se originari della Terra oppure provenienti da un altro pianeta. Esseri che ci hanno usato come oggetti di consumo: mucche, pecore, api. O meglio: hanno considerato oggetti di consumo i nostri sentimenti, le nostre emozioni che più forti sono, più violente sono, meglio è, perché più nutrimento procurano ai Vitoni: il loro è “un banchetto della sofferenza umana”, “un nutrimento emotivo”. Finché qualcuno casualmente non riesce a vederli e allora mal gliene incoglie. E tutta la lotta contro queste entità si compie, in fondo, per essere alla fine sicuri che quanto si prova sia genuino, personale, non artificiosamente indotto da loro per non si sa bene quale motivo (o meglio: si sa: per un motivo “gastronomico”!)».[dall’introduzione al testo]


«Siccome tutti i nostri dati indicano che i Vitoni orientano le opinioni come vogliono, guidando sottilmente i pensieri nel mondo per loro più conveniente, è quasi impossibile stabilire quali giudizi si sono evoluti naturalmente e logicamente e quali sono stati imposti all’umanità».
«Tutti gli indizi che abbiamo potuto raccogliere dimostrano senza il minimo dubbio che i Vitoni sono esseri fatti di energia primaria in forma compatta ed equilibrata. Non sono solidi, né liquidi, né gassosi. Rappresentano un’altra categoria non classificata, [... … ] ma non sono di materia nel senso comunemente accettato». [dal cap. IX del testo]



Queste cose sono state scritte nel 1939, quando le “teorie del complotto” in stile David Icke erano ancora di là da venire.  non c’è da stupirsi di tanta lungimiranza da parte di Eric Frank Russell, se consideriamo che determinate informazioni sulle interferenze aliene, all’interno delle scuole esoteriche – quelle che “non esistono” e non hanno un sito – vengono tramandate da millenni. Inoltre c’è da considerare che i migliori scrittori di fantascienza sono sempre stati anche i romanzieri più intuitivi e capaci di accedere naturalmente a delle conoscenze che in verità “sono nell’aria”
Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

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martedì 17 luglio 2018

Spuntano carte e prove bollenti… crolla l’impero di Napolitano


di Maurizio Blondet
Crolla l’impero di Napolitano: alla sbarra i responsabili del crollo finanziario dell’Italia, per favorire il commissariamento del paese, con la regia di Giorgio Napolitano.



La prima banca tedesca, Deutsche Bank, con alcuni dei suoi ex top manager, è indagata dalla Procura di Milano per la mega-speculazione in titoli di Stato italiani, effettuata nel primo semestre del 2011. Operazione che contribuì a far volare lo spread dei rendimenti tra i Btp e i Bund tedeschi e a creare le condizioni per le dimissioni del governo Berlusconi, a cui subentrò l’esecutivo di Mario Monti, con in tasca la ricetta “lacrime e sangue” per l’Italia, la legge Fornero sulle pensioni e il pareggio di bilancio in Costituzione.

Secondo l'”Espresso”, che ricostruisce la vicenda svelandone i dettagli, l’ipotesi di reato è la “manipolazione del mercato”, avvenuta attraverso operazioni finanziarie finite sotto la lente dei pm, per un totale di circa 10 miliardi di euro. Affari realizzati da Deutsche Bank dopo il crac della Grecia, quando la crisi del debito pubblico cominciava a minacciare altri paesi mediterranei, tra cui Italia e Spagna, scrive Marcello Zacché su “Il Giornale”.
Libri e varie...


A onor del vero, scrive Zacché, l’indagine sul gruppo bancario di Francoforte è vecchia di due anni, avviata dalla Procura pugliese di Trani (già attivasi in altri procedimenti finanziari come per esempio quello contro le agenzie di rating). E nel settembre scorso è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, con i magistrati pugliesi pronti a chiedere il rinvio a giudizio di cinque banchieri che guidavano il gruppo nel 2011 (tra cui l’ex presidente Josef Ackermann e gli ex ad, Anshuman Jail e Jurgen Fitschen) e della stessa Deutsche Bank. Poi però non se n’era saputo più nulla.

Ora invece si apprende che l’indagine è stata trasferita a Milano dalla Corte di Cassazione, per motivi di competenza territoriale, su richiesta dei difensori della banca. “Come noto – ricorda il “Giornale” – la vicenda riguarda la forte riduzione negli investimenti in titoli di Stato italiani avvenuta nei primi sei mesi del 2011, quando Deutsche Bank smobilitò 7 dei circa 8 miliardi dei Btp che deteneva, comunicando tutto soltanto il 26 luglio”. Una notizia bomba, tanto che il “Financial Times” titolò in prima pagina sulla “fuga degli investitori internazionali dalla terza economia dell’Eurozona”.

Ora, l’indagine che i pm milanesi hanno riaperto, ricostruisce l’intera serie di operazioni decise dalla banca tedesca. E, secondo l’accusa, emergerebbe che già alla fine dello stesso mese di luglio del 2011, Deutsche Bank aveva ripreso a comprare Btp (per almeno due miliardi) senza annunciarlo, mentre altri 4,5 miliardi di titoli italiani erano posseduti da un’altra società tedesca acquisita nel 2010 dalla stessa mega-banca.

Il 26 luglio, dunque, “Deutsche Bank comunicò le vendite avvenute entro il 30 giugno, ma non gli acquisiti successivi”, avendo quindi “venduto prima del crollo dei prezzi, e ricomprato dopo”. Una speculazione “che sembra aver fatto perno sulla crisi finanziaria italiana, causandone poi anche quella politica”.

Mario Monti, incaricato da Napolitano, ha così avuto modo di fare quello che i “mercati” (la Germania) chiedevano da tempo: demolire la domanda interna del paese, il cui Pil è crollato di colpo del 10% insieme alla produzione industriale, calata vertiginosamente del 25%, aprendo la porta all’acquisto, a prezzi di saldo, di alcune tra le migliori firme del “made in Italy”.

Naturalmente TG e media di regime hanno nascosto la verità agli italiani su tutta questa vicenda, ma ora finalmente qualcosa sta cambiando.

Articolo di Maurizio BlondetRivisto da Conoscenzealconfine.it


Fonte: https://www.maurizioblondet.it/spuntano-carte-e-prove-bollenti-crolla-limpero-di-napolitano-tg-e-media-di-regime-nascondono-la-verita-agli-italiani-sullo-spread/
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CARO AMICO CHE HAI LA PARTITA IVA







TOLLERANZA ? BASTA! E' RAZZISTA ANCHE LEI ??????


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Ascoltate questa donna nigeriana, chiedo ai buonisti pidioti : è razzista anche lei?

lunedì 16 luglio 2018

AFRICA FRANCOFONA CONTRO CROAZIA


La vittoria della Francia grazie a tanti giocatori africani, conferma che gli africani potrebbero riscattare l’Africa dalla povertà se adeguatamente formati

Cari amici, pur non seguendo il calcio, ieri per ragioni tutt’altro che calcistiche, ho sperato nella vittoria della Croazia. So bene che la realtà del calcio-impresa e dei giocatori-miliardari si presta poco a considerazioni di natura politica e ancor meno morale, ma ho percepito la finale come un confronto tra due contrapposti modelli sociali, il multiculturalismo globalista della Francia e il nazionalismo localistico della Croazia.
Nella Nazionale della Francia 17 giocatori su 23 sono di origini extra-francesi, di cui 15 originari dell’Africa. Diversi di loro non cantano la Marsigliese, I’inno nazionale, all’inizio della partita. Viceversa i giocatori croati, prima di scendere in campo, scandiscono all’unisono nello spogliatoio "Za dom, spremni!", "Per la Patria, pronti!". Il che, per me, non significa rifiuto dello straniero, ma piuttosto apertura allo straniero da una posizione di forza, certi e orgogliosi di chi siamo.
Così come sono favorevole alla micro-dimensione della Croazia che ha poco più di 4 milioni di abitanti, rispetto alla relativa macro-dimensione della Francia che ha quasi 65 milioni di abitanti.
Ho riflettuto inoltre sul fatto che mentre tanti campioni presenti nelle Nazionali di Francia, Belgio e Inghilterra sono di origine africana, tutte le Nazionali dell’Africa che hanno partecipato ai Mondiali, Egitto, Marocco, Nigeria, Tunisia e Senegal, sono state eliminate al primo turno. Per me significa che gli africani potrebbero eccellere se avessero ciò che manca all’Africa: una adeguata formazione. Così come dei giocatori africani, sicuramente dotati per loro natura ma adeguatamente formati, rappresentano la carta vincente delle Nazionali europee, più in generale i giovani africani adeguatamente formati potrebbero diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi e riscattare l’Africa dall’assurda situazione di un Continente ricchissimo con popolazioni poverissime.
Infine mi ha colpito la riflessione pubblicata dall’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), che ha elevato il giocatore Paul Pobga, centrocampista del Manchester United e della Nazionale francese, a modello di musulmano europeo ed emblema dell’islam che trionfa in Europa e nel mondo. Alhamdulillah, grazie ad Allah.
Personalmente, tra multiculturalismo dilagante e crescente islamizzazione dell’Europa, sono tutt’altro che felice. Il calcio è il calcio e la festa dei tifosi va benissimo. Ma la realtà è ben più seria e ci impone di mobilitarci per salvare la civiltà decadente di quest’Europa che ha perso e si vergogna delle proprie radici, fede, identità e tradizione cristiana.

Magdi Cristiano Allam
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«La Pianura Padana è una camera a gas»

Il meteorologo Luca Mercalli dalle colonne del quotidiano La Stampa lancia l'ennesimo appello-denuncia. La Pianura Padana è ormai una camera a gas, basta produrre, consumare, inquinare e crescere senza rispetto per nulla. Terra Nuovasostiene Mercalli e il suo appello: per favore, ascoltiamolo.
Tra automobili, riscaldamenti domestici accesi nonostante il caldo tardivo e disastrosi incendi boschivi nelle valli alpine, in ottobre l’intera pianura Padana si è trasformata in una camera a gas. Con la bassa ventosità, in un «catino» chiuso su tre lati da Alpi e Appennini polveri sottili, ossidi di azoto, benzene, monossido di carbonio e altri composti tossici si accumulano giorno dopo giorno.


L’inquinamento c’è anche a Roma o a Napoli, ma sulle coste o in altre situazioni geografiche più favorevoli basta una brezza marittima a disperderlo, mentre la Valle Padana per la sua conformazione conquista il primato di una delle aree con l’atmosfera più malsana d’Europa.

Abbiamo trasformato in discarica il sottile strato d’aria in cui viviamo e respiriamo, come d’altra parte tutti gli altri ambienti terrestri fino agli oceani e ai ghiacciai polari. Pioggia e vento possono dar temporaneo sollievo, ma spostano soltanto il problema altrove, e al ritorno di condizioni meteo calme e stabili lo smog si ripresenta puntuale.

Ne sentiamo parlare tutti gli anni, almeno dal 1950. È un sintomo di un grave malanno che ci si ostina a voler curare con palliativi: blocchi del traffico di qualche giorno, consigli di utilizzo dei mezzi pubblici, un grado in meno nella temperatura delle case. La grave patologia che lo smog manifesta per tutti i venti milioni di abitanti della Megalopoli padana è invece il raggiungimento dei limiti fisici del nostro operare. Con lo smog, che non è solo fuori di noi, ma entra dentro di noi e ci avvelena, l’ambiente ci avverte che lo stiamo sovrasfruttando, compromettendone i processi fondamentali per la nostra vita, dal clima alla biodiversità.

Il segnale che ci porta il fumo padano è forte e chiaro: non possiamo più aggiungere, crescere, produrre, consumare e scaricare a oltranza, costruire case, autostrade, capannoni e viaggiare compulsivamente su mezzi alimentati a combustibili fossili. Abbiamo raggiunto la saturazione, dobbiamo al più presto rallentare la corsa e stabilizzarci in una condizione sostenibile. Occorre rivedere il modello economico dei consumi e dei trasporti, e domandarci intanto perché viaggiamo così tanto.


E’ davvero indispensabile tutto questo nostro formicolare per migliaia di chilometri? Possiamo rinunciarvi, almeno in parte? A cominciare dal superfluo, come la logica del low-cost che ci porta a volare per un caffè a Londra con la stessa disinvoltura di un giro in bici al parco.Poi, ci sono soluzioni come il telelavoro, applicato anche solo un paio di giorni alla settimana laddove possibile tra gli impiegati nel terziario, così come la mobilità elettrica, basata su energia prodotta il più possibile da fonti rinnovabili, che produrrebbero miglioramenti tangibili della qualità dell’aria. Ma se la tecnologia può dare una mano a risolvere qualche problema, ricordiamoci che il nostro orizzonte segnato da una cappa brunastra ci indica da oltre mezzo secolo che quella della crescita infinita non è una direzione sicura verso la quale dirigerci.

Da La Stampa


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sabato 14 luglio 2018

L'Italia "farà crollare le élite e rinascere gli stati nazionali". Parola di Bannon






L'ex capo stratega di Trump intervistato da Libero: "In Italia primo governo di unità del mondo"
L'Italia "è diventato il paese di riferimento della rivolta nazional-populista contro le élite"; il "Reich" della cancelliera tedesca Angela Merkel "è finalmente prossimo alla caduta"; Donald Trump "continuerà a difendere gli interessi Usa nel mondo, ma basta con la Guerra fredda alla Russia"; Vladimir Putin, "un ex del Kgb che ha abbracciato la causa nazionale e la Chiesa ortodossa e perciò viene demonizzato dalle élite europee e americane; George Soros e "quelli come lui sono il nemico numero uno di tutti i populisti". Lo dice in una intervista a Libero Steve Bannon.



La fine dell'era Merkel

Secondo l'ex consigliere strategico della Casa Bianca il Consiglio europeo del 28-29 giugno scorso "ha ulteriormente acuito le tensioni interne all'Ue. La cancelliera Merkel vede scricchiolare il suo enorme potere, mentre in Italia abbiamo un governo per la prima volta populista". Potrebbe essere la linea di questo governo a cambiare la storia europea? "L'inizio della fine del regno della Merkel in Europa è ormai prossimo, mentre credo che la fine del suo regno in Germania sia già arrivata. La cancelliera è in guerra con il suo stesso partito, sta subendo un'emorragia di voti verso Alternative für Deutschland e non è stata in grado di ottenere un accordo reale nelle riunioni Ue della scorsa settimana".



"In Europa comanda solo chi agisce"

Per Bannon "è chiaro che in Europa comanda davvero solo chi agisce. Come Salvini in Italia, Orban in Ungheria, i leader di tutto il gruppo di Visegrad e persone come Seehofer in Germania" e "l'idea di avere confini forti e una leadership forte, come quella di Matteo Salvini e del governo populista italiano, sta avanzando ovunque". Bannon considera Matteo Salvini e Luigi Di Maio "persone incredibilmente intelligenti, politicamente abili e laboriose. Finché gli uomini di questi due partiti continueranno a lavorare nell'interesse del popolo italiano, non vedo perché dovrebbero avere problemi o perdere consensi nel prossimo futuro. Ma la Lega non pensi che la sua attuale popolarità dovrebbe portarla a richiedere elezioni anticipate. Credo che ciò che Lega e 5 Stelle hanno fatto sia storico: unire nord e sud, sinistra e destra, populisti e nazionalisti nel primo vero governo di unità del mondo".

"La principale minaccia a partiti e governi nazionalisti populisti in Europa - avverte - non è Bruxelles, ma le ong e i loro apparati mediatici finanziati da George Soros, anni di supporto per l'assalto all'informazione libera. Ogni populista e ogni nazionalista in Europa dovrebbe individuare i propri nemici". Per l'ex consigliere di Trump, "non necessariamente si deve parlare di caduta dell'Ue. Si deve invece parlare degli Stati nazione e dei loro governi che lavorino nel migliore interesse della loro gente. Se la Commissione europea e il Consiglio dei ministri vogliono cambiare l'Ue, possono farlo e probabilmente così facendo la salverebbero. Ma ora sono intenzionati soltanto a creare un'Europa a loro immagine".


Conclusione sul suo ritorno in Italia: "Amo l'Italia, specialmente Roma. Tornerò molto presto e non vedo l'ora di immergermi nell'affascinante atmosfera politica, così come nella storia e nella cultura. L'Italia è il centro di questa rivolta nazionalista populista".
https://www.agi.it/estero/bannon_stati_nazionali-4104741/news/2018-07-04/
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DOBBIAMO RIAFFERMARE LA NOSTRA IDENTITA' NAZIONALE

Ogni tanto parlo di politica perché... nonostante sia stato sottoposto anch’io per decenni al bombardamento mediatico/culturale che mira a creare servi, burocrati mediocri e nani psicologici... nonostante a scuola, fin da tenere età, sia stato condizionato a obbedire e a non prendere iniziative... nonostante la mia intelligenza sia stata valutata per decenni in base alla mia capacità di ripetere a memoria ciò che i professori della cultura dominante volevano sentirsi dire... il mio spirito non si è ancora sopito e io non sono ancora morto dentro, come è invece accaduto a quasi tutti quelli delle ultime generazioni.



Qualche anno fa, nel mio libro La Rinascita Italica (che prima o poi tornerà in commercio, ve lo prometto) dicevo: «Solo uomini e donne che nel loro Cuore hanno posto il futuro della nazione davanti agli interessi personali, potranno costruire una nazione con un futuro.Chi vuole prendere parte alla riedificazione dello Spirito Italico deve dimostrare di non essere più autocentrico nei propri interessi e di saper mettere le proprie qualità al servizio dell’intera comunità, come un Samurai che non combatte per se stesso ma mette la spada al servizio del suo signore».


Proprio non me la sento di stare in disparte a coltivare il mio giardino, nella speranza che il Sistema non si abbatta mai con il suo pesante martello sulla mia testa. Preferisco muovermi incontro al nemico. Non sono nato per fare la fine dell’agnello a Pasqua. Intorno a me, nell’ambiente della spiritualità, è pieno di persone che si sono ritagliate la loro nicchia e si permettono di dire «a me la politica non interessa... io mi devo occupare di altro...». Si nascondono nelle fogne, sperando non arrivi mai Il Grande Derattizzatore. Credono di poterla esorcizzare ignorandola. Il futuro dimostrerà che si sbagliano.


Fermo restando che ognuno di noi ha comunque una missione diversa su questo pianeta – e non tutti hanno il compito di candidarsi alle elezioni – in ogni caso... meno te ne occupi... più la politica si occupa di te, qualunque mestiere tu svolga. Prima o poi viene a cercarti nel tuo giardino dorato per disturbare il tuo sonno e spezzare il tuo sogno. Ciò che è recentemente accaduto con la questione dell’obbligatorietà dei vaccini dovrebbe servire da monito. Le decisioni non vengono prese dai meditanti dell’ambiente new-age (ve ne siete accorti?), bensì da coloro che stanno al Governo. Come ebbi modo di dire in un discorso tenuto a Roma tanti anni fa: «Se noi non facciamo politica, la politica ce la fanno addosso».


Nel post Cosa vota Salvatore Brizzi ho spiegato qual è il programma politico che nei prossimi anni può provocare un riequilibrio energetico utile alla nostra ripresa come nazione. La ripresa economica e sociale può essere unicamente conseguenza d’un mutamento energetico. Dobbiamo ricostituirci sul piano energetico, riaffermare la nostra identità in Europa e nel mondo, altrimenti stazioneremo ancora a lungo nelle sabbie mobili, come abbiamo fatto finora, grazie ai governi-ombra degli ultimi anni. Siamo come un adolescente che deve dimostrare di essere divenuto adulto.
Questo si aspettano da noi i maestri di Shamballa.



Per questo motivo in alcuni punti del programma insisto sul concetto di “mantenimento dell’identità”. Lui stesso non lo sa, ma il lavoro di “riappropriazione dei confini” che sta portando avanti Matteo Salvini rientra nel percorso di riacquisizione dell’identità nazionale che la Fratellanza di Shamballa vorrebbe per l’Italia... e non è un caso che venga ferocemente ostacolato dalla stampa di regime e dalla cultura di regime, i quali puntano a una disgregazione delle nazioni, con il fine di renderle più vulnerabili. L’affermazione della propria identità permette a una nazione di divenire più forte. Chi è forte può aiutare il prossimo e può fare da esempio, ma chi viene indebolito non può aiutare né se stesso né gli altri: è destinato a fare riferimento a un potere più grande e divenirne schiavo.


Scrivevo in La Rinascita Italica: «L’euro è stato un attacco, molto ben riuscito, all’autonomia degli Stati nazionali europei. Ammettere il fallimento dell’euro e fare un passo indietro non significa necessariamente rinunciare a una cooperazione fra gli Stati. Invece d’un’unione monetaria disfunzionale possiamo promuovere un’Europa delle Patrie, formata da Stati amici che collaborano fra di loro, senza per questo rinunciare all’identità nazionale... che è la vera forza dell’Europa. Così come individui risvegliati e indipendenti possono formare una comunitàanziché un branco, allo stesso modo un gruppo di nazioni che non ha rinunciato alla sovranità nazionale può dare luogo a una Comunità di Patrie anziché a un branco di popoli dominati dagli interessi delle banche internazionali.


Un’azione violenta e disgregatrice delle identità sia nazionali che personali – che si maschera dietro il termine “globalizzazione” – persegue la cancellazione delle memorie culturali delle singole nazioni. Essere “cittadino del mondo” non significa non avere più Patria e non percepire più la propria cultura d’origine. I differenti popoli e le diverse culture devono collaborare fra di loro, integrarsi, prendere il meglio l’una dall’altra... ma non scomparire. La ricchezza d’una civiltà risiede nella diversità delle culture che la compongono. Ed è proprio questa preziosa diversità che, in nome della globalizzazione, si vuole uccidere oggi. Su questo fraintendimento, inoltre, si gioca nell’additare come “di estrema destra” chiunque s’opponga fieramente alla frantumazione delle sue radici culturali. Che io venga indicato come “razzista” perché non voglio smettere di sentirmi italiano – un individuo unico, il cui attuale modo di pensare è anche frutto d’una storia millenaria fatta di Politica e di Arte – è una violenza nei confronti della mia stessa identità, che in tal modo, in nome dell’uguaglianza, viene ridotta a mero numero, un numero che non possiede più un passato e, di conseguenza, nemmeno un futuro».


Le quattro atlete di colore che hanno vinto l’oro nella 4x400 ai Giochi del Mediterraneo, sono italiane? Io vi dico che quattro italiane non avrebbero mai vinto quell’oro. Se quattro atlete di colore nate in Giappone avessero vinto un oro in una staffetta mondiale, potremmo forse affermare che i giapponesi sono i più forti del mondo in quella specialità? Forse dovremmo ridefinire alcuni concetti: è sufficiente essere nato in Giappone per essere giapponese, anche se io sono africano? Ossia, l’identità genetica conta qualcosa al fine di definire l’appartenenza d’un individuo a una nazione? Io sono aperto a tutto, basta mettersi d’accordo. Per esempio, io gli atleti non li farei più gareggiare per nazione, bensì come singoli. Non potendo più definire in maniera chiara l’appartenenza a una patria, è meglio che ognuno gareggi per sé.

E la successiva domanda è: poiché dico questo... sono uno sporco razzista? Ma di tale argomento ho già ampiamente parlato nel mio post sull’atleta “italiana” Fiona May: Chi è il cittadino?


«Nel rispetto d'un insidioso “razzismo al contrario” dovrei vergognarmi di sentirmi italiano, di voler ancora distinguermi, di non voler scomparire nella massa multietnica indifferenziata dove l’essere umano è trattato alla stregua d’un codice a barre: «Non ci interessa quali sono la tua cultura, il tuo colore e le tue radici, ma solo che tu acquisti i prodotti della globalizzazione e paghi le tasse!».


Lo stesso discorso può esser fatto circa l’identità sessuale, anche questa volutamente messa in dubbio e in crisi, soprattutto fra i più giovani. Qui il messaggio culturale oramai da diversi anni è: nell’era del progresso ognuno ha diritto di scegliere se essere uomo o donna, il sesso del tuo corpo non ti deve condizionare!
A Londra è nata la prima clinica per affrontare la cosiddetta “disforia di genere”. Ha avuto in "trattamento" 50 tra bambini e adolescenti cui vengono iniettati ormoni che bloccano lo sviluppo, in attesa che decidano quale sesso "scegliere". Un'aberrazione psicologica e un falso scientifico che si configura come una violenza, al pari di quella sessuale, sul corpo e sulla psiche di innocenti.



Che i miei gusti e le mie abitudini non siano più distinguibili da quelle d’un francese, un tedesco o un algerino non costituisce evoluzione, bensì involuzione, in quanto anziché avanzare dallo stadio di individuo a quello di comunità – dove ognuno mantiene la propria identità agendo al contempo per il Bene Comune – si retrocede dallo stadio di individuo a quello primitivo di “branco indifferenziato” – dove non c’è più identità e le decisioni vengono prese dal capobranco, ossia, in questo periodo storico, un governo occulto e sovranazionale».


Se voi vi sentite spiritualmente pronti per perdere la vostra identità, ben venga. Secondo me vi state prendendo in giro, ma questo è un altro discorso, che affronteremo un altro giorno. In ogni caso, sappiate che la nazione non è pronta, evolutivamente deve ancora acquisire una vera identità, ed è questo che interessa i maestri. Nella crescita dell’individuo, così come delle società, esistono delle tappe che non possono venire saltate: non puoi costringere un bambino, che deve sviluppare il senso del possesso, a regalare i suoi giocattoli, solo perché tu sei un genitore affetto da newageismo. Se non permetti al bambino di strutturare in maniera sana il suo ego, dandogli una famiglia e un territorio entro il quale sentirsi al sicuro, sarà un adulto pieno di paure e insicurezze. E questo, qualcuno, lo sta facendo in scala globale con le nazioni. Qualcuno, una Gerarchia Oscura, che ben conosce gli stati energetici e i livelli evolutivi delle nazioni e delle folle, e sa come manipolarli per i suoi scopi.


Gli stessi che sbraitano in favore dell’accoglienza e vedono razzisti, fascisti e xenofobi ovunque, non stanno accogliendo proprio nessuno in casa loro. E questo è giusto, in quanto anche loro, come tutti gli altri, non sono pronti per l’accoglienza, se non a parole. Non sono però in grado di riconoscerlo e inconsciamente odiano questa loro incapacità. Vorrebbero essere accoglienti, ma non ci riescono. Questo mancato riconoscimento genera la rabbia con cui si scagliano verso Salvini o chiunque sostenga il suo lavoro. Basterebbe facessero pace con se stessi, allora si unirebbero all’altra metà della nazione e insieme si troverebbero presto delle soluzioni pratiche, in quanto la contrapposizione fra le due fazioni si arresterebbe e la frequenza vibratoria della nazione muterebbe. Ma adesso sto chiedendo troppo; i maestri stessi non pretendono che riusciamo a fare già così tanto. D’altronde loro non hanno fretta.


Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

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giovedì 12 luglio 2018

la catalogazione degli “idioti”


Probabilmente il sig. Gurdjieff ha ideato la catalogazione degli “idioti”, con il famoso “brindisi agli idioti”, allo scopo di indicare la caratteristica principale della persona, il carattere distintivo della personalità, la sua maschera, l’ostacolo maggiore – e in questo sta l’idiozia – per una crescita oltre la personalità, verso la vera essenza, ciò che egli chiamava l’anima. Gli idioti sono 18, dall’ “idiota ordinario” all’ “idiota logaritmico”, ed ognuno di essi presenta una caratteristica ben definita. E tu, che “idiota” sei?


(si ringrazia la rivista portoghese “Tentaculo”, da cui è estratto questo scritto)







L’idiota ordinario
Tutto psichismo, niente essenza. Cerca conforto, evita pressioni a tutti costi. Ordinario in tutti i sensi.


Il super idiota
Pieno di emozioni. Si sente superiore agli altri. Ha molti bisogni e tutti sono più importanti di quelli altrui. Non è capace di parlare di sé, ponderare, esaminare, pensare in modo razionale. Passa sopra tutti e tutto. Ha dei frequenti squilibri emozionali e la sua volontà è l’unica ad essere ubbidita.


L’arci-idiota
Segue la routine come un orologio. Totalmente prevedibile ma non fidato, a meno che si prendano delle precauzioni contro le sue debolezze e abitudini. Non riesce mai a finire qualcosa.


L’idiota senza speranza (disilluso)
Si prende pena solo di sé stesso, è incapace di vedere la sofferenza altrui.


L’idiota compassionevole
Si prende compassione degli altri, vede la sofferenza degli altri più grande della propria e non riesce ad aiutare se stesso. Tende a negarsi personalmente o nulla.


L’idiota strisciante
Non ha pietà di sé né degli altri. Non accetta aiuto e quando questo gli è dato, si sente a disagio e colloca una maggiore distanza fra lui e la fonte di aiuto.


L’idiota scatolato
Coglie lampi di verità, ma non cambia nulla dentro di sé. Incomincia a vedere, ma non ha volontà, è restio o incapace di avere un obiettivo reale.


L’idiota totale
Vede il proprio “io” reale e lo riconosce come un semplice cumulo di abitudini inconsce. Si vede vorticare nel ciclo della vita e dell’esistenza e può avvertire i risultati di un lavoro incessante e ripetuto. Tuttavia, nonostante sia totalmente cosciente di sé in quanto essere essenziale, non può agire veramente.


L’idiota a zig-zag
Inizia una lotta disperata per liberarsi dalla oppressione della mente. Costui è dominato dai bisogni sociali e culturali, ma la lotta ha avuto inizio. Si muove da un lato all’altro a zig-zag perché non riesce ad andare in linea retta per via del suo psichismo. Solo la battaglia attira la sua attenzione. Dimentica tutto il resto


L’idiota illuminato
Conquistata la libertà, si è liberi dalle sofferenze e dalle esigenze della psiche. È in uno stato di essenza attiva, ma è alla ricerca della scelta di una via.


L’idiota che dubita
Anche se è libero dalle esigenze della psiche, l’universo è infinito e inconoscibile. “Quella formichina sono io! La libertà stessa ha i suoi limiti!”


L’idiota imbecille
Rifiuta la fuga e la liberazione personale, e si rivolge al mondo per ottenere potere e riconoscimento, condividendo con altre persone, ma alla sua maniera e nei suoi termini. Desidera essere il signore del mondo.


L’idiota capace
Talentuoso e dotato di una mente fortemente sviluppata, è capace di fare e agire senza dover pensare o dare troppe spiegazioni. È un artigiano o un artista.


L’idiota benevolo
È capace di aiutare gli altri in modo concreto e allo stesso modo è capace di una vera misericordia, e non di una compassione immaginaria e inefficace.


L’idiota immobile
Non cerca di fuggire né di avvicinarsi alla fonte di aiuto. È capace di ricevere e canalizzare gli aiuti dalle fonti e dai poteri superiori.


L’idiota al quadrato
Deliberatamente crea ostacoli e pressioni insormontabili.


L’idiota al cubo
Sviluppa la coscienza di sé, creando deliberatamente ostacoli e pressioni per le altre persone, malgrado il suo desiderio di pace e di quiete.


L’idiota logaritmico
Deliberatamente crea il paradosso di tentare di trasmettere la conoscenza agli altri. Tenta di guidarli attraverso il Corridoio della Follia, sapendo che è impossibile aiutare là nelle profondità dei loro ‘io’.




https://viaggiatoreindaco.blogspot.com/2018/07/il-sig-g-e-la-scienza-degli-idioti.html


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sabato 7 luglio 2018

EPICO DISCORSO DI CRAXI

Ecco il discorso che condannò a morte giudiziaria Bettino Craxi il più grande statista italiano. Per dare proseguimento alle sue idee aveva investito nella

mossa di riserva di far creare un partito ad un suo uomo Berlusconi....CHE POI OTTENNE IL POTERE E TRADI' LA LINEA DI CRAXI... di salvare il mondo dalla fame MA SI ACCORDO CON I BANCHIERI TRUFFATORI CHE DISTRUGGONO IL MONDO. M. L.



Craxi nel ‘90: cancelliamo il debito del terzo mondo, ed entro il 2020 sparirà la piaga della miseria sulla Terra


«Proporre ai paesi poveri del mondo un “contratto di solidarietà” che rompa, entro il 2020, il ciclo infernale della miseria e della fame». Così parlava Bettino Craxi a Parigi nel lontanissimo 1990. La proposta: cancellare il debito del Terzo Mondo. Noi cos’abbiamo fatto, in trent’anni, su quel fronte? Meno di zero. Il 2020 è praticamente arrivato, e quei paesi (sempre più poveri) vomitano disperati sulle sponde del Mediterraneo. Rileggere oggi le parole di Craxi – riportate all’epoca dai quotidiani – fa semplicemente piangere: qualcuno ricorda una sola sillaba, di tenore paragonabile, pronunciata negli ultimi decenni da uno qualsiasi dei famosi campioni dell’Unione Europea? Siamo sgovernati da infimi ragionieri e grigi yesmen al servizio del capitale finanziario neoliberista che i tipi come Craxi li ha esiliati in Tunisia, trasformandoli in profughi politici – corsi e ricorsi, nell’amara ironia della storia: importiamo derelitti, dopo aver cacciato leader autorevoli e dotati di visione strategica. Nel ‘90, Craxi intervenne nella capitale francese in qualità di rappresentante personale del segretario generale dell’Onu per i problemi del debito del Terzo Mondo, dinanzi alla Conferenza parigina dei 41 paesi più poveri del pianeta.

Un discorso, scrisse Franco Fabiani su “Repubblica” – nel quale Craxi ha ripercorso quelli che ha definito «i sentieri statistici della povertà che solcano il globo con la loro sfilata di drammatici indici della miseria e del sottosviluppo, dall’America latina all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa subsahariana». Circa un miliardo di persone definite povere nelle statistiche ufficiali della Banca Mondiale (senza comprendere la Cina) costrette a fare i conti con risorse inferiori a quelle che occorrono per il minimo vitale. Erano quattro, per Craxi, i maggiori problemi da affrontare: nodi che – ieri come oggi – turbano, in questo contesto drammatico, «la ricerca dell’equilibrio e della prosperità di tutto il nostro pianeta: le guerre, la povertà, il debito, il degrado ecologico e ambientale». Africa e Asia, Medio Oriente, America Latina: aree tormentate negli anni ‘80 da guerre, guerriglie tra Stati e popoli e gruppi di diverse ideologie. Tragedie che hanno prodotto «distruzioni e persecuzioni, ma anche e soprattutto costi economici enormi, che hanno aumentato a dismisura l’indebitamento». Di qui la ricetta di Craxi, proposta alle 150 delegazioni presenti a Parigi: sviluppare una cooperazione con questi paesi per mettere fine ai conflitti e alleviare il debito, cominciando dai paesi che rispettano i diritti umani.

In una parola: «Concentrare gli sforzi politici e finanziari per spezzare l’intreccio perverso guerra-povertà». E quindi, innnanzitutto: fare il possibile per evitare nuove guerre. Quella in agenda nel ‘90 era la prima Guerra del Golfo, a cui il “profeta” Craxi si opponeva: un conflitto nel Golfo, sosteneva, «trascinerebbe con sé un carico incalcolabile di distruzioni e di conseguenze tragiche di cui proprio i paesi più poveri sarebbero le prime vittime». Ed ecco la proposta strategica: «Cancellare sino al 90% del debito bilaterale, mentre il restante 10% dovrebbe essere convertito in moneta locale, per farlo affluire ai progetti di sviluppo economico, di formazione di capitale umano e di tutela dell’ambiente». La cancellazione del debito verso i paesi poveri «comporterebbe un onere annuo pari al 10% del Pil dei paesi donatori, cui si dovrebbe aggiungere almeno una percentuale identica di nuovi aiuti». In questo modo, secondo Craxi, «si potrebbe avere una robusta crescita dei paesi più poveri che consentirebbe loro di debellare la fame entro il 2020». Unica condizione: la stabilità del prezzo del petrolio, e quindi la pace. Un simile discorso, oggi, in Europa, avrebbe bisogno di un traduttore specializzato: la lingua di Craxi sembra estinta, come quella dei Sumeri.

http://www.politicamentescorretto.info/2018/06/14/craxi-nel-90-cancelliamo-il-debito-del-terzo-mondo-ed-entro-il-2020-sparira-la-piaga-della-miseria-sulla-terra/


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LA RIVISTA ROLLING STONE E GLI "ARTISTI COMUNISTI "


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IL GIORNALE ROLLING STONE CONTRO Matteo Salvini??
Ecco cosa penso di questi “ARTISTI COMUNISTI” ;D

CONDIVIDETEGLIELO sul profilo, che non sono abituati alle critiche. Loro sono protetti dalla cupola 

venerdì 6 luglio 2018

PENSIONI SOCIALI: senza condizioni agli extracomunitari in ricongiungimento ?

Questo paese altamente autorazzista mi sorprende ogni giorno di più: 60.000 extra comunitari per "ricongiungimento" familiare godono in Italia di una pensione di quasi 500 euro al mese senza MAI avere versato un solo contributo in Italia.

Ma come? Per loro il divieto del cumulo dei redditi con il coniuge e l'obbligo del "contributivo" non valgono?


Ricordo che a tutti noi sono state fatte le pulci in modo miserevole sulle pensioni versate ai genitori, ad esempio a mia mamma, e adesso agli eredi cioé a noi è stato chiesto di rimborsare la differenza tra la quota sociale (400) e la quota contributiva (150) della sua pensione, versata secondo l'INPS ingiustamente per dieci anni, sin da quando è entrata in vigore la legge sul divieto di cumulo dei redditi con il marito.

Come a dire: va premiato di più uno straniero che si ricongiunge con la sua famiglia in Italia e che non solo non ha mai contribuito un cazzo in Italia ma non ha mai neanche reso un servizio, che non una mamma italiana che si è fatta il mazzo in famiglia, sempre contribuendo volontariamente, ma costretta a rinunciare al suo lavoro per seguire il marito. In quel caso, ipocritamente, per il "cumulo", la mamma non può godere di un diritto PERSONALE a una pensione minima, in riconoscimento del suo lavoro svolto in famiglia e alla patria, mentre lo straniero si.

SCHIFO

PS che non mi si vengano a rompere le scatole sulla cosiddetta "guerra tra i poveri" - trito concetto buonista per impedire che la popolazione si alzi per difendere i propri diritti- io sto difendendo un diritto sacrosanto di cittadina italiana che se vale per uno straniero, dovrebbe valere, A MAGGIOR RAGIONE e in MODO SUPERIORE, per un cittadino italiano che ha contribuito all'INPS

E poi BOERI ha ancora la faccia tosta di tirarci fuori le cantilene che senza immigrati non ci possono più pagare la pensione - no, ma perché, che cosa hanno fatto in 30 anni? Non ci hanno forse costantemente eroso il diritto a una pensione dignitosa? - e che "loro vengono a fare i lavori che noi non vogliamo fare".

Tutto questo ha un nome tecnico: svalutazione salariale, ed è scientemente ricercata e voluta, per spianare la strada alle multinazionali e ai fondi avvoltoi e plasmare il mondo a loro uso e consumo. Finalmente potranno avvalersi del tanto agognato MADE IN ITALY per vendere meglio al mondo intero le loro cianfrusaglie taroccate - e sto parlando delle multinazionali - grazie al fatto che avranno domato un popolo a mettere a servizio la sua creatività all'altare del profitto di altri IGnoti azionisti oltralpi e oltre oceano.

Nforcheri 5/7/2018

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martedì 3 luglio 2018

FORNERO SPARISCI

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LA FORNERO OLTRE AD ESSERE BUGIARDA È ANCHE CATTIVA- RINALDI LA ZITTISCE

Grecia: l’operazione è riuscita, il paziente è morto



Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle “istituzioni finanziarie”.


Suonano a distesa le campane euro entusiaste: la Grecia è fuori della crisi che la attanaglia da dieci anni, la Troika (BCE, Fondo Monetario, Commissione Europea) che l'ha commissariata si ritira. Paolo Gentiloni, già primo ministro italiano, ha ringraziato commosso il suo omologo Tsipras, l'ex beniamino della sinistra fattosi massacratore del popolo greco.


La Grecia esce dal piano di aiuti. Tsipras: evento storico

La gioia del conte Gentiloni Silverj è assai sospetta e merita mostrare i dati socio economici. Il primo dato che sgomenta è l'ampiezza degli interventi dei "benefattori". Gli aiuti hanno superato i 241 miliardi di euro, una parte dei quali uscita da tasche italiane. La maggior parte di questa cifra è servito per salvare l'enorme esposizione delle banche tedesche e francesi (oltre 90 miliardi), il resto sono andati in interessi.



Cerchiamo di capire che cosa è accaduto dal 2008-2009, allorché il precipizio si è aperto sotto i piedi del popolo ellenico.


Il PIL della Grecia è ora in lieve rialzo dopo essere disceso per anni, con una punta al ribasso del 15 per cento. E il popolo greco? Ha dovuto sopportare finora circa 800 "riforme" economiche e sociali imposte dai dittatori finanziari. La prima parte del loro sporco lavoro è fatta. Assomiglia a quei bollettini medici in cui si dice che l'operazione è tecnicamente riuscita, ma il paziente è morto.





In meno di dieci anni la Grecia ha perso mezzo milione di abitanti, passando da 11,3 milioni a 10,8. La mortalità è aumentata con punte raggelanti tra i neonati e i bambini, l'aspettativa di vita è calata. Un greco su 4 non ha accesso a cure mediche per lo smantellamento del sistema pubblico e la mancanza di denaro per le terapie. Il tasso di suicidi si è alzato del 35,7 per cento. Quattro bambini su 10 vivono in povertà: il dato è semplicemente ignobile e rende disgustose le congratulazioni di Gentiloni e compagni.


Grecia, cosa pensano i parlamentari dell’uscita dal piano di aiuti

La Grecia è stata espropriata di tutto. La sua fragile economia è quasi interamente in mani straniere, spiccano tedeschi, francesi e cinesi. Sono stati svenduti i porti- l'antichissimo Pireo ha gli occhi a mandorla- gli aeroporti, gli immobili turistici, le ferrovie, le scarse industrie e il settore agricolo intensivo. La disoccupazione, al 10 per cento prima del governo Troika-Tsipras è adesso al 20 per cento, un successone, giacché si toccò il 28 per cento. Ma i numeri sono difficili da nascondere dietro le fumisterie contabili: solo il 35 per cento della popolazione è attiva, l'età media di chi lavora è salita per l'emigrazione massiccia dei giovani. Industria ed esportazione sono in modesta ripresa, ma ci vorranno decenni per risalire al dato pre-crisi. Lo stipendio medio di un dipendente del settore privato non supera i 500 euro, la contrattazione collettiva è stata abolita per legge. Le pensioni sono state tagliate ben 13 volte, e nel 2019 è prevista un'altra sforbiciata; la media è inferiore a 400 euro.



Mancano i farmaci per molte patologie e lo stesso sistema bancario, che gli usurai si vantano di aver risanato ha un euro di impieghi su due a rischio di mancata restituzione. Tuttavia, il ministro francese Bruno Lemaire e il suo collega tedesco Olof Scholz si congratulano con Tsipras: ha fatto un buon lavoro. Parola di necrofori. L'euro non è in discussione, esultano. Gioiscono assai meno i 200 mila dipendenti tagliati nel settore pubblico e l'intera popolazione il cui potere d'acquisto si è eroso di oltre il 28 per cento. In compenso, crescono i profitti greci della Germania.


Ma hanno fatto un ottimo lavoro e soffrono intensamente leggendo che il 35,6 per cento dei greci è oltre la soglia della povertà. Piangono ogni notte sapendo che nel 2017 ci sono state l'enormità di 133.000 rinunce all'eredità, con un balzo del 333 per cento. Mancano i soldi per pagare le tasse relative, i beni vanno all'asta e capirete a chi finiscono.


Tsipras: la Grecia può sopravvivere senza FMI

Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle "istituzioni finanziarie". La Grecia è un morto che cammina, come ripete un farmacista ateniese impossibilitato a rifornire i suoi clienti. Oltre a chi non può più permettersi terapie e medicine, oltre le carenze di approvvigionamento e distribuzione e i tagli selvaggi alla sanità, sussiste l'obbligo di fornire i farmaci antitumorali soltanto a pochi pazienti. La legge prescrive che la fornitura sia legata all'aspettativa presunta di vita, che viene direttamente indicata sulla ricetta. Insomma, i greci devono morire, per di più soffrendo senza cure, affinché le istituzioni finanziarie si riprendano i soldi che avevano improvvidamente prestato.



La verità è che la Troika non si ritira dalla Grecia. Ha infatti imposto ulteriori politiche di austerità e tagli, che troveranno ubbidienti esecutori nel prossimo governo. Tsipras perderà le elezioni, ma nulla cambierà, giacché gli succederà Nuova Democrazia: la destra e la sinistra che hanno distrutto la Grecia si danno il cambio.


di Roberto Pecchioli

domenica 1 luglio 2018

"Vi mettono in testa quello che vogliono...con alcuni non ci riescono".

"Vi mettono in testa quello che vogliono...con alcuni non ci riescono".

"Ci stanno saturando i coglioni con la storia del naufragio e relative foto. Premesso che se fosse naufragio andrebbe preso a calci in culo chi organizza queste cose e riesce a far morire le persone sotto costa e con il mare forza OLIO,
ma faccio notare che tutti i manichini fotografati sono bianchi e con i capelli biondi. Almeno cambiate l'imbecille addetto agli acquisti eh.
Anche i figuranti a faccia in giù sono bianchi e indossano salvagente e, spesso, costume da bagno. Tutti i migranti sono bianchi e viaggiano in costume da bagno, non è vero?
Vi dirò una cosina piccina picciò, e ve la dico da uomo di mare, 35 anni di comando e con esperienza di salvataggio, non nella bagnarola, ma quando per vedere la cresta dell'onda devi alzare gli occhi al cielo, e stai giocando la tua vita per tirare fuori dai guai qualcun altro.
Premesso che chiunque partecipi a questo traffico immondo è un cane, dovete sapere che i giubbotti salvagente sono progettati per tenere il corpo inclinato indietro di una cinquantina di gradi e la testa fuori dall'acqua. Qualsiasi altra posizione costa fatica, se ti rilassi ...o muori, non riesci a stare a faccia in giù.
Vi scandalizzate? Si? Pensate che sulle menzogne fanno le guerre. E uccidono milioni di persone. Il vostro buonismo del cazzo in quelle occasioni era piuttosto latitante. Vi siete chiesti perché? Perché con la menzogna vi rendono desiderabile o accettabile quella guerra. In altre parole, vi mettono in testa quello che vogliono.
Con alcuni non ci riescono."


Gesumino Schiano

Ma davvero c'è chi crede che queste foto siano vere?
TRE bambini (bianchi) di un anno in una barca di africani?
Ma le foto finte dei "gas in Siria", sputtanate in tutto il mondo, non vi hanno insegnato niente? Bah..
E sono anche BAMBOLOTTI !!!
La terza foto è quella con i tre uomini e i tre bambolotti... Pagliacci sinistrati!!!

Teddy S





http://altrarealta.blogspot.it/


sabato 30 giugno 2018

Agisci, invece di lamentarti.

Spesso una persona che fa male il suo lavoro, dice, indignata:

"Ma lo sapete quanto mi pagano?" Lo so. E non capisco cosa stai facendo qui. E' semplice: se non ti piace il tuo lavoro, non farlo. E così in tutte le cose.
Ti senti male con una persona? Non stare con lei.
Sei trattato male dai partner in affari? Cambiali.
Il vestito non ti sta bene? Regalo a chi lo troverà bello.
Dormi male? Occupati del tuo stato d'animo.
Vivi male in questo paese? Lascialo.


Agisci, invece di lamentarti.

Se non fai nulla e non cambi, vuol dire che per te va bene. Sii onesto con te stesso: sta bene. Ti sta bene piagnucolare. Soffrire. Lamentarti. Ti sta bene fare la vittima. Ti sta bene essere oggetto di compassione. Ti sta bene quando gli altri decidono per te, e ti aiutano.
E' bello non fare nulla della propria vita. Una calma... e tutto prevedibile.
E' la tua zona di confort.
Essere nella m***da è la tua zona di confort.

C'è un senso in tutto ciò. Se non seri una vittima, allora chi sei? Se non ti lamenti, che cosa farai? Dovresti fare qualcosa. Se togliamo il senso "E' maledettamente difficile ma sto portando la mia croce", che cosa resterà?
Dove andrai, senza la tua croce? Come vivrai senza la tua croce?

Non decidere: anche questa è una decisione. Non cambiare: è una scelta. Se stai facendo questa scelta, riconoscila, ricevendo i tuoi buoni, e goditeli. Non ti lamentare con un altro. Lui non è obbligato a giocare ai tuoi giochi.

Riconoscilo: stai li dove vuoi stare. E' la verità.

(Lilia Akhremcik)

post di Olga Samarina in LA RUSSIA ESOTERICA E SCIENTIFICA
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giovedì 28 giugno 2018

I danni della pornografia sul cervello

Questo saggio vuole fornire le prove a sostegno della teoria che la dipendenza dalla pornografia – soprattutto se per un lungo periodo è accompagnata dalla masturbazione compulsiva – modifica la chimica cerebrale e può portare a danni cerebrali. Non si tratta di una teoria cospirazionista: è una tesi intellettualmente difendibile che ha una quantità crescente di prove scientifiche a sua conferma.

Il modo più rapido per addomesticare e tenere calma una nazione ribelle è di far diventare i propri cittadini tossici di sesso: proprio come i bambini sono facilmente preda di chi offre loro le caramelle, la maggior parte delle persone è semplicemente molto contenta di vivere sotto governi che permettono loro i seducenti piaceri del porno: orgasmi facili ed economici sostituiscono la felicità.

La dipendenza dal sesso, soprattutto quando alimentata dalla pornografia su internet, è stata paragonata alla dipendenza dal crack e addirittura risulta ancora peggiore, perché non dà tregua alle sue vittime. È una malattia dell’anima che porta molti al suicidio e può trasformare in assassini seriali – è il caso di Ted Bundy e Gary Bishop – chi ne soffre nelle forme più acute. (Si veda qui e qui).
La assoluta somiglianza fra la ‘botta’ d’eroina e l’orgasmo è stata confermata nel 2003 quando lo scienziato olandese Gert Holstege ha comunicato in una notizia stampa relativa alla sua ricerca, che gli scanners del cervello durante l’orgasmo somigliano a quelli sotto il flash dell’eroina.


La pornografia danneggia la personalità, indebolisce la volontà, e produce devianza sessuale in che ne è affetto, la cosa è certa. Che in determinate circostanze l’influsso di droghe come la coca possa far emergere comportamenti omo in eterosessuali, è una nuova evidenza, ancora più sinistra.

Non è più materia controversa il fatto che la pornografia accompagnata alla masturbazione compulsiva porti a cambiamenti della struttura del cervello. Che ciò equivalga al concetto classico di ‘danno cerebrale’ è da chiarirsi e la posizione della Lobby della Masturbazione a riguardo sarà certamente negazionista e sosterrà, erroneamente, che la masturbazione allevi lo stress e combatta la depressione mentre invece la dipendenza dal porno e la masturbazione compulsiva sono potenti fattori di aumento dello stress, fattori che si ritrovano spesso nei disturbi ossessivo-compulsivi. Lungi dall’alleviare la depressione, la aumentano e spesso ne sono la causa sottostante in quanto causano una perdita di auto-stima. Sono delle ovvietà negate solo dai mercanti di menzogne.

Esistono anche pochi dubbi sul fatto che la epidemia di sesso, della quale siamo testimoni e che è tutta intorno a noi, non sia una pianificata operazione psicologica. È quello che il Governo vuole: i Maestri Burattinai che tirano i fili nascosti dei regimi occidentali – tutti camuffati da democrazie – si sono dati da fare per realizzare esattamente quello a cui assistiamo: nevrosi diffuse, miseria di massa, crollo dei valori morali, la Cristianità in rovina e la volgare brutalizzazione dell’uomo medio.

Non servono gulag per quelli che danno il consenso alle proprie catene.

Articolo completo
http://compressamente.blogspot.com/2014/07/danni-della-pornografia-sul-cervello.html

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