mercoledì 19 settembre 2018

IL VELENO DELLA PORNOGRAFIA altera e droga il tuo cervello

Fin dalla sua comparsa sul mercato alla fine degli anni Quaranta negli Stati Uniti, la pornografia è stata oggetto di un vivace scambio di opinioni. Secondo i suoi sostenitori, essa sarebbe una forma d'arte e una manifestazione di progresso e di maturità, mentre secondo i suoi detrattori essa costituirebbe una scurrile esaltazione dell'oscenità. Giocando sull'ambiguità dell'erotismo, incentrato sul nudo e sull'immaginazione, è stato inoculato un veleno mortale. La visione reiterata di certe immagini induce nel consumatore di pornografia - softcore e hardcore - alcuni stati d'animo alterati che distorcono non solo l'idea del ruolo naturale della sessualità all'interno della coppia, ma deturpano anche l'immagine femminile trasformandola da quella di madre e di sposa in quella di un irreale animale perennemente disponibile, una coniglietta destinata a soddisfare i desideri più perversi del maschio. Ma la pornografia non è solo questo: essa è anche indissolubilmente legata ad altre piaghe sociali come la porno-pedofilia, la prostituzione, il turismo sessuale, la violenza carnale, e tutte le forme più aberranti e più squallide di mercificazione del sesso.

La marea montante della pornografia - dal greco pòrnè («meretrice») graphìa («descrizione») - è certamente uno dei fenomeni più visibili della nostra epoca permissiva, ma è certamente anche una delle manifestazioni meno prese in considerazione e sulle quali i media chiudono il più delle volte entrambi gli occhi per non apparire retrogradi o antilibertari.
Eppure, nonostante i collegamenti sempre più lampanti tra questo genere di «passatempo» e gli effetti psicologici e sociali sui suoi consumatori denunciati da una folta schiera di studiosi, ci si aspetterebbe una maggiore attenzione da parte dell'informazione pubblica... Approfittando della grande avanzata tecnologica degli strumenti di comunicazione avvenuta in questi ultimi decenni - soprattutto dell'enorme sviluppo della rete internet e persino sui cellulari mediante i social - la pornografia è penetrata ovunque.

Se fino ad una decina di anni fa la merce a luci rosse era reperibile solo presso le edicole, le videoteche o i pochi sexy shop, l'avvento del computer e della possibilità di visitare un numero sterminato di siti erotici ha amplificato la potenza suggestiva di questa controversa forma di espressione. Con un semplice clic del mouse e un modem è possibile accedere (in un attimo e in qualsiasi momento della giornata standosene comodamente seduti in casa propria) ad una quantità fino a poco fa impensabile di immagini e filmati per adulti, ed entrare in un universo dove la censura non ha alcun potere.

Com'era facilmente prevedibile, il fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più imponenti. Negli Stati Uniti, Paese puritano in cui scoppiano i sex-gate, ma allo stesso tempo culla della pornografia e maggior esportatore di materiale per adulti in tutto il mondo, sono già sorti alcuni centri di disintossicazione per sex addict(«dipendenti da sesso»), persone che finiscono per perdere il contatto con la realtà quotidiana e passano intere giornate davanti al PC visitando siti osceni. A dire il vero, ce n'è proprio per tutti i gusti. Come un enorme plateau de fromages, i pornografi offrono ai loro assetati clienti una vasta gamma di fanghiglia comprendente diverse forme di perversione al limite della paranoia.



Ecco dunque profilarsi un orizzonte più complesso. Dietro al businness della pornografia, si cela una mentalità libertaria, una filosofia di vita, una vera e propria ideologia incoraggiata e foraggiata da personaggi legati al mondo dell'Alta Finanza, della Massoneria e dei circoli mondialisti, che oltre al «sesso per tutti» vogliono introdurre la liberalizzazione della droga, dell'aborto, il riconoscimento dei diritti dei pederasti e chissà quant'altro...

Si tratta di un progetto che viene da lontano. In un carteggio massonico del lontano 3 aprile 1824, finito nelle mani di Papa Pio IX (1792-1878), e reso pubblico per sua volontà, si dice:


«Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di un pugnale ben affilato; ma queste due basi dell'ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di corrompere. Tertulliano diceva con ragione che il sangue dei martiri è il seme dei cristiani. Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non vogliamo più cristiani; non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici [...]. Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell'educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia [...], ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell'uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall'infanzia» .

Si arriva persino all'esaltazione dello stupro (il genere rape), alla profanazione della maternità e dell'allattamento (il genere pregnant)..., al sadomasochismo (il genere fetish), al sesso con donne anziane (il genere mature o granny), ai rapporti tra familiari (genere incest), per non parlare della porno-pedofilia, promossa ed esaltata praticamente ovunque dal genere teen (da teenager, ossia «adolescente»).

Il leitmotiv intrinseco a questa nauseante subcultura è sempre lo stesso: il sesso dev'essere separato dall'idea oppressiva di famiglia, di matrimonio e di procreazione, e vissuto finalmente in maniera «liberata»... tranne poi diventare dei poveri alienati e schiavi di questa droga che inquina le menti e gli spiriti.

Come altrettanti Prometei, i grandi burattinai che da dietro le quinte del teatrino della politica tirano i fili della nostra società - che si definisce orgogliosamente laica, democratica e pluralista, ma che in realtà è massonica e anticristiana - hanno voluto che l'uomo potesse liberamente impugnare il fuoco delle sue passioni più laide, ben conoscendo la sua estrema debolezza, la sua fragilità di fronte alla tentazione e la sua innata tendenza al male.

Per portare a compimento il loro ambizioso disegno di edificare una nuova società (la cosiddetta «Grande Opera») sulle rovine della civiltà cristiana senza incontrare ostacoli, i padroni del vapore hanno bisogno di esseri umani ridotti ad automi svuotati, pecore condotte ala macello prive di volontà e in balia dei loro sensi, ma al tempo stesso pienamente convinti di essere liberi e padroni del proprio futuro.
«Si assoggettano meglio i popoli con la pornografia che con i campi di concentramento».

- Alexandr Solzenicyn

Il potere del sesso è talmente forte che ormai si parla solamente di liberazione sessuale. Una dittatura in cui l'uomo si crede libero è infatti assai più perversa e stabile di una dittatura in cui l'uomo sa di essere alienato e conosce il suo dittatore. Il comunismo, con tutto il suo politicare, non è riuscito a compiere questo capolavoro. La dittatura del sesso non ha bisogno di poliziotti. Essa aliena l'uomo dall'interno, e lo distrugge in maniera più efficace.

Ecco perché, secondo lo scrittore russo Alexandr Solzenicyn (1918-2008), «si assoggettano meglio i popoli con la pornografia che con i campi di concentramento». Sembrerebbe che la dittatura del sesso, che controlla l'uomo dall'interno, sia l'esatta realizzazione dell'utopia totalitaria descritta da George Orwell (1903-1950) nel suo romanzo 1984. La pornografia che controlla l'uomo attraverso gli strati più oscuri della sua personalità, ha un potere straordinario, ben più grande del semplice erotismo.

Con la sua crescente banalizzazione, il suo potere diventa tirannico. Come suggerisce Larry D. Nachman nella sua opera Freedom and Taboo («Libertà e tabù»), l'iconografia pornografica, in cui il sesso è concepito come una violenza e un'umiliazione, diventa una rappresentazione mentale sempre più diffusa. In breve, si tratta di un mito moderno onnipresente che penetra l'inconscio collettivo  Ora, quale avvenire prevedere per una civiltà che fabbrica miti di questo genere?

È possibile fare un confronto tra le storie di un individuo che si dedica al consumo di pornografia e la storia di una società che autorizza, o addirittura promuove, la pornografia. Nel caso di un individuo, si è visto che la pornografia - ma in effetti ogni forma di sessualità vissuta in modo egoista e compulsivo - agisce come una droga che, tappa dopo tappa, conduce l'individuo verso il decadimento di sé stesso e della sua unione se ne ha una e, nei casi peggiori, fino alla criminalità sessuale.

Nel caso di una società, il principio è lo stesso. Una società che abolisce tutti i tabù, una cultura che si erotizza ad oltranza, in breve una società di consumo sessuale si avvia verso una china che diventa sempre più difficile da raddrizzare, e che, poco alla volta, la trascina verso la decadenza, con tassi crescenti di criminalità, verso un clima depressivo e verso la distruzione del tessuto familiare e sociale. Non bisogna sottovalutare le conseguenze del permissivismo e dell'immoralità della cultura creata dal clima depressivo che caratterizza la nostra società.

Come la pornografia altera e droga il tuo cervello

Rivediamo alcuni dei più importanti componenti del sistema di ricompensa del cervello. All'esterno vi è la corteccia cerebrale, uno strato di cellule nervose in cui risiede la coscienza, il pensiero volitivo. Nella parte anteriore, sopra gli occhi, vi sono i lobi frontali. Queste aree sono importanti per il giudizio, e se il cervello fosse una macchina, i lobi frontali sarebbero i freni. Questi lobi hanno importanti collegamenti con le vie del piacere, in modo da poterlo controllare. Al centro del cervello vi è il nucleus accumbens. Questa zona a forma di mandorla è la chiave del sistema piacere-ricompensa, e quando viene attivato dalla dopamina e da altri neurotrasmettitori, ci fà valutare e desiderare il piacere della ricompensa.

La dopamina è essenziale per gli esseri umani per desiderare e valutare un piacere appropriato per la loro vita. Senza di essa, non saremmo così incentivati a procreare, a mangiare o anche cercare di vincere una partita. È l'uso eccessivo del sistema di ricompensa della dopamina che provoca dipendenza. Quando queste vie vengono usate in modo compulsivo, si verifica una retrocessione che riduce in modo effettivo la quantità di dopamina nelle aree di piacere disponibili per l'uso, e le stesse cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a ridursi. Le cellule ricompensa nel nucleus accumbens sono affamate di dopamina e vivono in uno stato di desiderio; allo stesso tempo, si verifica un declassamento dei recettori della dopamina sulle cellule del piacere.

Il ripristino del «termostato del piacere» produce una «nuova normalità». In questo stato di cose, la persona deve agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nel caso di dipendenza da stupefacenti, la persona dipendente deve aumentare la quantità del farmaco per ottenere il medesimo picco. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.

Abbiamo visto come i sistemi della dopamina non funzionino bene nella dipendenza, e che possono essere danneggiati. Questo danno - come pure i danni a carico del lobo frontale - può essere evidenziato con scansioni del cervello tramite risonanza magnetica funzionale, PET (tomografia ad emissione di positroni) e SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli). Recenti studi, compiuti utilizzando scansioni del cervello, non solo hanno dimostrato anormalità nei casi di dipendenza da cocaina, ma anche nei casi di gioco d'azzardo patologico o di eccesso di cibo che porta all'obesità. Quindi, non biasimate la scienza che ci dice che la dipendenza è presente quando c'è un persistente comportamento distruttivo, nonostante le conseguenze avverse. Come indicato nella rivista Science, «per quanto riguarda il cervello, un premio è una ricompensa, indipendentemente dal fatto che provenga dalla chimica o dall'esperienza». Cos'hanno in comune la pornografia e la dipendenza sessuale? Il Dr. Eric Nestler, responsabile della ricerca in neuroscienze al Mount Ceder Sinai di New York, e uno degli scienziati più rispettati a livello mondiale per quanto riguarda le dipendenze, ha pubblicato nel 2005 un articolo sulla rivista Nature Neuroscience intitolato Is There a Common Pathway for Addiction? («C'è un percorso comune per la dipendenza»?). In questo documento, egli afferma che i sistemi di ricompensa della dopamina mediano non soltanto la dipendenza da droghe, ma anche le «dipendenze naturali (ossia il consumo compulsivo di ricompense naturali), come l'eccessiva assunzione patologica di cibo, il gioco d'azzardo patologico e le dipendenze sessuali».

«Nella mia esperienza di terapeuta sessuale, ho appurato che qualsiasi persona che si masturba regolarmente con l'ausilio di pornografia rischia di diventare, nel tempo, un tossicodipendente sessuale, condizionando sé stesso ad assumere una devianza sessuale e/o a turbare un rapporto consolidato con il coniuge o con la fidanzata. Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la loro capacità di amare (ad esempio, ne risulta una dissociazione del sesso dall'amicizia, dall'affetto, dalla cura e da altre emozioni sane e caratteristiche che aiutano i rapporti coniugali). Il loro lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti di loro sviluppano "un ego straniero" (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. 

Nel frattempo, l'aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente. Il decorso di questa malattia può essere lento ed è quasi sempre nascosto alla vista degli altri. Di solito, è una parte segreta della vita dell'uomo, e come un cancro continua a crescere e a diffondersi. Raramente è reversibile, ed è anche molto difficile da trattare e guarire. La negazione da parte del tossicodipendente di sesso maschile e il rifiuto di affrontare il problema sono tipici e prevedibili, e questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e, a volte, allo smembramento di altre relazioni intime».

Il Dr. Doidge ha annotato: «I pornografi promettono un piacere sano e una liberazione dalla tensione sessuale, ma quello che spesso offrono è la dipendenza, e un eventuale calo del piacere. Paradossalmente, i pazienti di sesso maschile con cui ho lavorato desideravano consumare materiale pornografico, anche se ne provavano disgusto». Nel libro Pornified («Pornificato»), Pamela Paul fornisce numerosi esempi di questo atteggiamento, e descrive una persona che ha deciso di limitare il suo uso di pornografia non per questioni morali o per il senso di colpa, ma per rivivere il piacere di reali rapporti fisici con le donne.

Perché è così essenziale comprendere la natura della pornografia come qualcosa che può dare dipendenza? Perché se la consideriamo semplicemente come una cattiva abitudine, e non troviamo il pieno supporto necessario per superare ogni vera dipendenza, continueremo ad essere delusi, sia come individui che come società. La pornografia è il tessuto utilizzato per tessere un arazzo di permissivismo sessuale, che mina le fondamenta stesse della società. Biologicamente parlando, essa distrugge la capacità di una popolazione di sostenersi. Si tratta di una catastrofe demografica. Lo scrittore Tom Wolfe ha detto: «Più la pornografia diventa grande, minore è il tasso di natalità». Questa affermazione ha una una validità? Nel 1950, ogni Paese dell'attuale Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, necessario a sostenere una popolazione. Ai nostri giorni, nessuno di questi Paesi arriva a questo tasso, e molti di essi sono in prossimità dell'1.3, definito «il più basso tasso di fertilità», dal quale è virtualmente impossibile risollevarsi. 

La pornografia è una droga che produce una trappola neurochimica di dipendenza: Così William Shakespeare (1564-1616) descrive la lussuria nel Sonetto 129: «Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna è la lussuria in atto, e nel suo attuarsi essa è spergiura, assassina, spregevole, sanguinaria, selvaggia, sfrenata, brutale, impietosa, infida. Non appena sazia essa è disprezzata: è perseguita irrazionalmente e, non appena avuta, è irrazionalmente odiata, come esca ficcata nella strozza per far impazzire il malcapitato. Insana nella ricerca e nel possesso, sfrenata nel suo prima-durante-dopo: una beatitudine nel goderla e, goduta, una dannazione; prima una gioia offerta, poi solo un sogno. Tutto ciò sa bene il mondo, ma nessuno sa bene come scansare il paradiso che porta a tale inferno». Come abbiamo visto, il gelato e la sessualità possono diventare pericolosi come il crack o la cocaina.

La pornografia vuole te, vuole tuo marito o tua moglie, vuole tuo figlio e tua figlia, vuole i tuoi nipoti. Si tratta di un padrone crudele sempre in cerca di nuovi schiavi. Quando Abraham Lincoln (1809-1865) ha dovuto affrontare la guerra per la libertà, ha detto: «Se ora non ci uniamo tutti per salvare la buona vecchia nave dell'Unione in questo viaggio, nessuno avrà la probabilità di pilotarla in un'altro». Tutti in coperta. La battaglia è per la nostra salute mentale, per la nostra serenità, per la pace e la prosperità di oggi, e per il nostro futuro.

Fonti
http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/pornografia/pagine_articoli/pornografia_droga_e_altera.htm

http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/pornografia/pagine_articoli/il_veleno_della_pornografia.htm

http://altrarealta.blogspot.it/

2 commenti:

  1. In effetti andrebbe riconsiderata l'idea stessa di 'peccato', tutt'altro che essere un'accezione moralistica, il vero peccato consiste nel decadimento cognitivo che determinate fissazioni provocano nella coscienza. Il coinvolgimento morboso e' qualcosa di disprezzabile come ogni compiaciuta forma di nichilismo ed assolve all'unica funzione di ottenebrare la consapevolezza, rilegando saldamente la persona ai ceppi della sua fonda prigionia. La pornofissazione suprematizza la distorsione dell'ego - la tirannia di un'attenzione solo ottusa - tutta a detrimento del Libero Genio. Gli esiti di questa dipendenza sono sempre riferibili a quelli di una guerra interiore infrapsichica o spirituale, sia che ne siamo coscienti o meno. Un saluto

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