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πππππππ π.π: π’πππ Γ ππππππ. ππ πππππ πππππ ππππππππππ πππππππ π πππ ππππ.
Ogni tanto ci raccontano che l’Italia Γ¨ una grande potenza occidentale, un alleato fondamentale, un partner strategico, un Paese sovrano seduto al tavolo dei grandi.
Poi apri l’inventario.
E scopri che 1.061,5 tonnellate del nostro oro sono custodite negli Stati Uniti, presso la Federal Reserve Bank di New York.
Quasi la stessa quantitΓ che teniamo a Roma.
Ed Γ¨ in momenti come questo che la parola “partner” comincia ad avere quello strano profumo che nei contratti telefonici precede sempre l’asterisco scritto in corpo 4.
L’Italia possiede complessivamente circa 2.452 tonnellate d’oro: 1.100 sono a Roma, 1.061,5 negli Stati Uniti, 149,3 in Svizzera e 141,2 nel Regno Unito. Quindi piΓΉ della metΓ delle nostre riserve fisiche Γ¨ fuori dal territorio nazionale e il deposito estero di gran lunga maggiore Γ¨ proprio americano.
E adesso guardiamo cosa fanno gli altri “partner”.
La De Nederlandsche Bank, tra marzo e agosto 2026, ha riallocato circa 86 tonnellate d’oro dagli Stati Uniti e dal Canada verso Londra. La motivazione ufficiale Γ¨ meravigliosa perchΓ© sembra scritta apposta per noi: aumento delle tensioni geopolitiche, diversificazione del rischio e necessitΓ di poter utilizzare piΓΉ rapidamente le riserve durante una grave crisi. Gli olandesi possiedono complessivamente 612,4 tonnellate d’oro.
La Francia, che possiede 2.437 tonnellate, aveva ancora 129 tonnellate a New York. Nel 2025 le ha vendute negli Stati Uniti e ha comprato una quantitΓ equivalente di oro in Europa. Oggi quella quota Γ¨ a Parigi. QuantitΓ complessiva invariata. Dipendenza geografica ridotta.
La Germania possiede circa 3.350 tonnellate. Tra il 2013 e il 2017 riportΓ² a Francoforte 300 tonnellate da New York e 374 da Parigi. E sΓ¬, mantiene ancora 1.236 tonnellate presso la Fed di New York: una quantitΓ persino superiore alla nostra. Ma almeno Berlino ha ridiscusso l’assetto, ha riportato metΓ delle proprie riserve in patria e ha dimostrato materialmente che spostare l’oro americano si puΓ².
Noi invece abbiamo inventato una soluzione molto piΓΉ raffinata.
Non chiediamo.
O meglio: qualche politico ci ha provato.
Nel 2017, Giovanni Paglia portΓ² formalmente la questione alla Camera: visto che la Germania stava riportando a casa il proprio oro, perchΓ© non valutare il rientro di quello italiano?
Risposta, sentita Banca d’Italia: la distribuzione attuale Γ¨ equilibrata, quindi nessuna ricollocazione prevista.
Nel 2019 la faccenda tornΓ² in Parlamento. Il Senato approvΓ² una mozione che impegnava il Governo ad acquisire informazioni sullo stato dell’oro custodito all’estero e perfino sulle “modalitΓ per l’eventuale rimpatrio” e sulle relative tempistiche. 141 voti favorevoli.
Era il 2019.
Siamo nel 2026.
Le tonnellate negli Stati Uniti erano 1.061,5 allora. Sono 1.061,5 oggi.
Questo dettaglio Γ¨ quasi comico nella sua perfezione.
Abbiamo avuto interrogazioni parlamentari, mozioni, dibattiti sulla sovranitΓ , discorsi sull’interesse nazionale, governi “sovranisti”, governi “europeisti”, governi tecnici, politici col tricolore nel taschino e politici col tricolore perfino nella colazione.
I lingotti, imperturbabili, sono rimasti a Manhattan.
E qui arriviamo alla questione che dΓ fastidio.
PerchΓ© raccontare che “gli americani non ce li restituiscono” sarebbe perfino consolatorio. Potremmo indignarci con Washington, battere i pugni sul tavolo e dire che il padrone Γ¨ cattivo.
La realtΓ documentabile Γ¨ piΓΉ umiliante:
Washington non ha dovuto risponderci picche.
Ci siamo occupati noi di evitare che la domanda diventasse una decisione.
Ed Γ¨ qui che, per me, entra in scena la colonia 2.0.
La colonia del Novecento aveva il governatore straniero, la bandiera sulla caserma e gli ordini impartiti apertamente.
Quella del XXI secolo Γ¨ molto piΓΉ elegante.
Ha Parlamento, Presidente della Repubblica, governo, banca centrale, Costituzione, inno, Frecce Tricolori e conferenze stampa sulla “sovranitΓ nazionale”.
Poi, quando tocchi uno dei nervi veri del potere — basi, politica estera, architettura finanziaria, dipendenze strategiche — improvvisamente scopri una straordinaria capacitΓ italiana di spiegarti perchΓ© la cosa piΓΉ prudente sia lasciare tutto esattamente com’Γ¨.
Non serve qualcuno dall’altra parte dell’Atlantico che telefoni alle otto del mattino.
La colonia perfetta Γ¨ quella che ha imparato ad anticipare la telefonata.
Ed ecco perchΓ© la vicenda olandese Γ¨ politicamente devastante.
PerchΓ© l’Olanda Γ¨ nella NATO.
Γ nell’Unione Europea.
Γ nell’euro.
Γ alleata degli Stati Uniti.
Eppure la sua banca centrale guarda il mondo del 2026, vede aumentare l’instabilitΓ geopolitica e decide che una parte dell’oro deve essere piΓΉ direttamente disponibile in caso di crisi.
Anche la Francia Γ¨ nella NATO, nell’UE e nell’euro.
La Germania pure.
Quindi possiamo finalmente buttare nel cestino una delle favole piΓΉ comode della Repubblica italiana: “non possiamo”.
Possiamo.
Gli altri lo fanno.
Noi scegliamo diversamente.
E allora la domanda iniziale ritorna, molto meno innocente:
π πππ πππππ ππππππ ππ πππππ π’ππππππ?
PerchΓ© una banca centrale che custodisce una delle maggiori riserve auree del pianeta dovrebbe almeno porsi una domanda elementare: in un mondo nel quale perfino gli alleati stanno rivalutando il rischio geopolitico delle proprie riserve estere, ha ancora senso lasciare 1.061 tonnellate del patrimonio strategico italiano a New York?
Possiamo anche decidere di sì.
Ma almeno abbiate il coraggio di chiamarla con il suo nome:
Γ¨ una scelta politica e strategica.
Non una necessitΓ tecnica scolpita da MosΓ¨ sulle tavole dell’Eurosistema.
E forse Γ¨ proprio questo che distingue un Paese sovrano da una colonia 2.0.
Il primo decide dove custodire il proprio tesoro.
La seconda passa settant’anni a spiegare perchΓ© il posto migliore per conservarlo Γ¨ sempre casa del padrone.
Don Chisciotte
#BancadItalia #OroItaliano #SovranitΓ #FederalReserve #Italia #DonChisciotte
Ogni tanto ci raccontano che l’Italia Γ¨ una grande potenza occidentale, un alleato fondamentale, un partner strategico, un Paese sovrano seduto al tavolo dei grandi.
Poi apri l’inventario.
E scopri che 1.061,5 tonnellate del nostro oro sono custodite negli Stati Uniti, presso la Federal Reserve Bank di New York.
Quasi la stessa quantitΓ che teniamo a Roma.
Ed Γ¨ in momenti come questo che la parola “partner” comincia ad avere quello strano profumo che nei contratti telefonici precede sempre l’asterisco scritto in corpo 4.
L’Italia possiede complessivamente circa 2.452 tonnellate d’oro: 1.100 sono a Roma, 1.061,5 negli Stati Uniti, 149,3 in Svizzera e 141,2 nel Regno Unito. Quindi piΓΉ della metΓ delle nostre riserve fisiche Γ¨ fuori dal territorio nazionale e il deposito estero di gran lunga maggiore Γ¨ proprio americano.
E adesso guardiamo cosa fanno gli altri “partner”.
La De Nederlandsche Bank, tra marzo e agosto 2026, ha riallocato circa 86 tonnellate d’oro dagli Stati Uniti e dal Canada verso Londra. La motivazione ufficiale Γ¨ meravigliosa perchΓ© sembra scritta apposta per noi: aumento delle tensioni geopolitiche, diversificazione del rischio e necessitΓ di poter utilizzare piΓΉ rapidamente le riserve durante una grave crisi. Gli olandesi possiedono complessivamente 612,4 tonnellate d’oro.
La Francia, che possiede 2.437 tonnellate, aveva ancora 129 tonnellate a New York. Nel 2025 le ha vendute negli Stati Uniti e ha comprato una quantitΓ equivalente di oro in Europa. Oggi quella quota Γ¨ a Parigi. QuantitΓ complessiva invariata. Dipendenza geografica ridotta.
La Germania possiede circa 3.350 tonnellate. Tra il 2013 e il 2017 riportΓ² a Francoforte 300 tonnellate da New York e 374 da Parigi. E sΓ¬, mantiene ancora 1.236 tonnellate presso la Fed di New York: una quantitΓ persino superiore alla nostra. Ma almeno Berlino ha ridiscusso l’assetto, ha riportato metΓ delle proprie riserve in patria e ha dimostrato materialmente che spostare l’oro americano si puΓ².
Noi invece abbiamo inventato una soluzione molto piΓΉ raffinata.
Non chiediamo.
O meglio: qualche politico ci ha provato.
Nel 2017, Giovanni Paglia portΓ² formalmente la questione alla Camera: visto che la Germania stava riportando a casa il proprio oro, perchΓ© non valutare il rientro di quello italiano?
Risposta, sentita Banca d’Italia: la distribuzione attuale Γ¨ equilibrata, quindi nessuna ricollocazione prevista.
Nel 2019 la faccenda tornΓ² in Parlamento. Il Senato approvΓ² una mozione che impegnava il Governo ad acquisire informazioni sullo stato dell’oro custodito all’estero e perfino sulle “modalitΓ per l’eventuale rimpatrio” e sulle relative tempistiche. 141 voti favorevoli.
Era il 2019.
Siamo nel 2026.
Le tonnellate negli Stati Uniti erano 1.061,5 allora. Sono 1.061,5 oggi.
Questo dettaglio Γ¨ quasi comico nella sua perfezione.
Abbiamo avuto interrogazioni parlamentari, mozioni, dibattiti sulla sovranitΓ , discorsi sull’interesse nazionale, governi “sovranisti”, governi “europeisti”, governi tecnici, politici col tricolore nel taschino e politici col tricolore perfino nella colazione.
I lingotti, imperturbabili, sono rimasti a Manhattan.
E qui arriviamo alla questione che dΓ fastidio.
PerchΓ© raccontare che “gli americani non ce li restituiscono” sarebbe perfino consolatorio. Potremmo indignarci con Washington, battere i pugni sul tavolo e dire che il padrone Γ¨ cattivo.
La realtΓ documentabile Γ¨ piΓΉ umiliante:
Washington non ha dovuto risponderci picche.
Ci siamo occupati noi di evitare che la domanda diventasse una decisione.
Ed Γ¨ qui che, per me, entra in scena la colonia 2.0.
La colonia del Novecento aveva il governatore straniero, la bandiera sulla caserma e gli ordini impartiti apertamente.
Quella del XXI secolo Γ¨ molto piΓΉ elegante.
Ha Parlamento, Presidente della Repubblica, governo, banca centrale, Costituzione, inno, Frecce Tricolori e conferenze stampa sulla “sovranitΓ nazionale”.
Poi, quando tocchi uno dei nervi veri del potere — basi, politica estera, architettura finanziaria, dipendenze strategiche — improvvisamente scopri una straordinaria capacitΓ italiana di spiegarti perchΓ© la cosa piΓΉ prudente sia lasciare tutto esattamente com’Γ¨.
Non serve qualcuno dall’altra parte dell’Atlantico che telefoni alle otto del mattino.
La colonia perfetta Γ¨ quella che ha imparato ad anticipare la telefonata.
Ed ecco perchΓ© la vicenda olandese Γ¨ politicamente devastante.
PerchΓ© l’Olanda Γ¨ nella NATO.
Γ nell’Unione Europea.
Γ nell’euro.
Γ alleata degli Stati Uniti.
Eppure la sua banca centrale guarda il mondo del 2026, vede aumentare l’instabilitΓ geopolitica e decide che una parte dell’oro deve essere piΓΉ direttamente disponibile in caso di crisi.
Anche la Francia Γ¨ nella NATO, nell’UE e nell’euro.
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Possiamo.
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Noi scegliamo diversamente.
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