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BOLLO: TUTTO STUDIATO A TAVOLINO.

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La farsa del bollo 2027: l'ennesima presa per il culo per gli italiani Guardate la realtà dei fatti, senza sconti e senza ipocrisie. Non c'è alcuna vera agevolazione strutturale: è solo una colossale presa in giro orchestrata per far credere agli italiani a chissà quale svolta in vista del 2027. Sono solo spot elettorali a termine, contati al millimetro solo per coprire l'immediato, pronti a svanire nel nulla un secondo dopo le elezioni, lasciando i cittadini con il cerino in mano. E la prova regina di questo imbroglio di Stato sta proprio nella famigerata soglia degli 80 kW fissata dal governo. È una trappola chirurgica, studiata a tavolino dai palazzi del potere per mettere fuori gioco la stragrande maggioranza delle utilitarie e delle auto medie da questa fantomatica esenzione dal bollo. Lo sanno benissimo che la produzione automobilistica moderna si attesta regolarmente su quella soglia, inchiodando quasi tutti i modelli popolari a 81 kW (come dimostra chiaramente la r...

Meloni:: l ucraina prima di tutto

𝗠𝗘𝗟𝗢𝗡𝗜: 𝗜𝗟 𝗠𝗨𝗥𝗢 E' 𝗟I ' . 𝗟𝗘𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗡𝗖𝗢𝗥𝗦𝗔 PER SBATTERE MEGLIO ANCORA UNA VOLTA. C’è qualcosa di quasi sublime nell’intervista di Giorgia Meloni al Foglio. Parlando dell’Ucraina, la premier avverte che non è disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora e chi vuole un presidente del Consiglio che cambi posizione per convenienza elettorale può «rivolgersi altrove». La sostanza politica è chiarissima: chi mette in discussione il sostegno all’Ucraina difficilmente avrà posto nella sua coalizione. Applausi. Il muro è ancora lì. Ma Giorgia rivendica con orgoglio di voler continuare a prenderlo a testate. Perché ormai abbiamo scoperto una nuova definizione di “coerenza”: se una strategia non produce il risultato sperato, basta continuare abbastanza a lungo e diventa una virtù. Quattro anni di guerra. Armi. Sanzioni. Pacchetti di aiuti. Vertici. Dichiarazioni solenni. E la guerra è ancora lì, mentre persino i negoziati più recenti non...

Praticamente vi schifa .

Vladimir Putin rivolgendosi ai tedeschi, in particolare a Friedrich Merz, che è rimasto scioccato dai risultati ottenuti dall'AfD: "Non vogliamo attaccarvi! Perché dovremmo farlo? Quella epoca è passata da molto tempo! Chiunque sia in pieno possesso delle sue facoltà mentali e sappia ragionare lo comprende. 1) Avete già un debito nazionale di 2,5 trilioni di euro, e nessun economista serio sa come intendete pagarlo. (Alice Weidel dichiara il suo paese in bancarotta.) E ora, volete prendere in prestito altri 1 trilione per armarvi contro di noi. 2) Il vostro paese è pieno di milioni di migranti che costano 50 miliardi di euro all'anno. 3) Una parte considerevole della vostra popolazione è così disturbata da credere di poter influenzare il clima andando in bicicletta e mangiando insetti. 4) Il vostro sistema educativo è stato un tempo esemplare. Oggi, in molte aule, praticamente non si insegna nulla, perché quasi nessuno parla tedesco. 5) La vostra infrastruttura è in rovina...

Fallaci di fronte all'Ayatollah Khomeini si toglie il chador dalla testa

Qom, Iran, ottobre 1979. Oriana Fallaci è seduta di fronte all'Ayatollah Khomeini, guida suprema della neonata Rivoluzione Islamica. Per ottenere quell'intervista esclusiva, la giornalista italiana è stata obbligata a indossare il chador, il lungo mantello nero che lascia scoperto solo il viso. Il clima nella stanza è teso. Fallaci, fedele al suo stile implacabile, incalza l'Ayatollah con domande scomode sulle esecuzioni sommarie, sulla chiusura dei giornali e, soprattutto, sulla condizione delle donne, appena costrette dal nuovo regime a nascondersi sotto la veste islamica. Quando gli chiede conto di quell'imposizione, Khomeini risponde con sufficienza, sostenendo che il chador sia una protezione per le donne "giovani e perbene", e aggiunge: "Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla". È l'innesco. Senza esitare un istante, Fallaci lo prende in parola. "Grazie, signor Imam. Visto che me lo dice lei, mi tolgo subito quest...

L'amore tossico

L’amore tossico raramente comincia con la violenza. Comincia con l’intensità. Con quella sensazione vertiginosa di essere finalmente visti, scelti, indispensabili. L’altro entra nella nostra vita occupando uno spazio enorme e, mentre noi lo interpretiamo come passione, spesso sta già costruendo una gerarchia: uno domina, l’altro si adatta; uno definisce la realtà, l’altro comincia lentamente a dubitare della propria. È una dinamica che può nascere molto prima che qualcuno se ne renda conto, perché la tossicità non si presenta quasi mai con il volto del nemico: si presenta con quello dell’amore assoluto, della persona indispensabile, della relazione “speciale” che non può essere messa in discussione. La manipolazione non ha necessariamente bisogno di minacce. Può assumere la forma del silenzio, della colpevolizzazione, del ricatto emotivo, della gelosia travestita da interesse, del controllo presentato come protezione. Può essere una frase apparentemente innocente: “Se mi amassi davvero...

ChatGPT Se tu fossi il diavolo

In queste ore sta circolando una domanda che diverse persone hanno rivolto a ChatGPT: «Se tu fossi il diavolo, come distruggeresti le menti dei giovani della prossima generazione senza che se ne rendano conto?» Il senso della risposta è questo. Se volessi distruggere le menti dei giovani senza che se ne accorgano, le sommergerei di intrattenimento e di rumore. Le terrei continuamente davanti a uno schermo, impegnate a scorrere contenuti sempre nuovi e sempre più superficiali. Soprattutto, farei in modo che non si annoiassero mai. Perché è proprio nella noia, quando finalmente viene a mancare lo stimolo esterno, che possono nascere l'immaginazione, la riflessione e il pensiero profondo. Poi renderei la verità sempre più soggettiva, fino a far credere che qualsiasi versione della realtà abbia lo stesso valore di un'altra. Confonderei progressivamente fatti e opinioni. Riempirei la cultura di paura e cinismo e farei apparire il pensiero critico come qualcosa di inutile, antiquato ...

𝐂𝐎𝐋𝐎𝐍𝐈𝐀 𝟐.𝟎:

𝐂𝐎𝐋𝐎𝐍𝐈𝐀 𝟐.𝟎: 𝐋’𝐎𝐑𝐎 È 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎. 𝐌𝐀 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐌𝐈𝐋𝐋𝐄 𝐓𝐎𝐍𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐎𝐑𝐌𝐎𝐍𝐎 𝐀 𝐍𝐄𝐖 𝐘𝐎𝐑𝐊. Ogni tanto ci raccontano che l’Italia è una grande potenza occidentale, un alleato fondamentale, un partner strategico, un Paese sovrano seduto al tavolo dei grandi. Poi apri l’inventario. E scopri che 1.061,5 tonnellate del nostro oro sono custodite negli Stati Uniti, presso la Federal Reserve Bank di New York. Quasi la stessa quantità che teniamo a Roma. Ed è in momenti come questo che la parola “partner” comincia ad avere quello strano profumo che nei contratti telefonici precede sempre l’asterisco scritto in corpo 4. L’Italia possiede complessivamente circa 2.452 tonnellate d’oro: 1.100 sono a Roma, 1.061,5 negli Stati Uniti, 149,3 in Svizzera e 141,2 nel Regno Unito. Quindi più della metà delle nostre riserve fisiche è fuori dal territorio nazionale e il deposito estero di gran lunga maggiore è proprio americano. E adesso guardiamo cosa fanno gli altri...