C’è una guerra là fuori ...

"C’è una guerra là fuori, amico mio. Una guerra mondiale. E non ha la minima importanza chi ha più pallottole, ha importanza chi controlla le informazioni. Ciò che si vede, si sente, come lavoriamo, cosa pensiamo, si basa tutto sull’informazione!"

Queste parole sono tratte da un film uscito nel 1992 dal titolo “I signori della truffa” e descrivono perfettamente la situazione in cui ci troviamo oggi.

Il giornalismo è nato per essere controllore del potere… invece oggi si trova ad essere controllato da esso. Come? Attraverso i soldi. Finanziamenti e pubblicità.
E il meccanismo è molto semplice: nel momento in cui finanzi l’informazione, il finanziato parlerà sempre a favore del finanziante. Si chiama conflitto d’interessi.

Ecco perché in questo Paese il giornalismo è morto e si è trasformato in propaganda e promozione. La prima al soldo dei governi e dei partiti politici, la seconda al servizio di multinazionali ed aziende. Questo è il motivo per il quale l’informazione libera, imparziale, indipendente, non esiste più e questo è il motivo per il quale la stragrande maggioranza di persone là fuori vive in una realtà completamente distorta.
Pensiero critico e beneficio del dubbio sono gli unici strumenti che abbiamo a disposizione per difenderci.
Di fronte ad ogni notizia, ma soprattutto di fronte alle “versioni ufficiali dei fatti”, fatevi domande, mettete in discussione le vostre convinzioni, chiedetevi se è plausibile, a chi conviene raccontarvi una cosa simile in quel modo.

Il più grande giornalista del ventunesimo secolo, Julian Assange, ha detto che: "Quasi tutte le guerre iniziate negli ultimi 50 anni sono state il risultato di bugie dei media."
E ha ragione. Senza la bugie dei media, le masse si sarebbero opposte, ribellate, avrebbero scatenato le rivoluzioni contro i propri governi guerrafondai e criminali. Ecco a cosa serve la propaganda: a tenere buoni i popoli.
Ma sempre lui, Assange, ha anche detto che: "Se le guerre possono essere avviate dalle bugie, esse possono essere fermate dalla verità."

E questo dobbiamo fare noi tutti: cercare, pretendere e batterci per la verità. La pressione dell’opinione pubblica può fare la differenza, può cambiare il mondo, può fermare le guerre. Noi siamo il 99%. Non dimentichiamolo mai. 

Matteo Gracis 



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