martedì 11 settembre 2012

GLI HUNZA HIMALAYANI, COMUNITA' PIU' LONGEVA DEL PIANETA


ULTRACENTENARI SANI E ATTIVI

Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.
E’ il popolo degli Hunza. Questa gente non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro e tutte le gravi malattie di contorno.
Vivono al confine nord del Pakistan, all’interno di una valle sulla catena Himalayana e sono, in assoluto, la popolazione più longeva della terra.

NON E’ SOLO QUESTIONE DI ANNI, MA DI FORMA FISICA PROLUNGATA

La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.

VEGETARIANISMO E DIGIUNO ACCOPPIATA VINCENTE

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno e l’alimentazione vegetariana. Digiuno e prodotti vegetali sono i punti chiave della loro formula vincente.

ESPLOSIONE DI PRODOTTI ESTIVI-AUTUNNALI E LUNGA CARESTIA INVERNALE

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti della comunità per tutto l’anno.

AGRICOLTURA ORDINATA E TRADIZIONALE

Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto, come pomodori, cavoli, spinaci, patate, patate dolci, rape e piselli. Possono inoltre contare su alberi di noci, albicocche, ciliegie, pesche, pere e melograni., oltre che sui frutti di bosco.

I SEMIDIGIUNI CRUDISTI SONO LA REGOLA

Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere, e vivendo per due mesi in semi-digiuno. In questo modo razionano i pochi viveri rimasti, in attesa del primo raccolto. Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo ottusi e obsoleti concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, porta al contrario a una straordinaria vigoria. Una vigoria espressa con l’avanzare degli anni dall’assieme della popolazione.Hunza.

DOTATI DI GRANDE RESISTENZA FISICA ALLA FATICA

Un valligiano Hunza può camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi. Le forti doti di resistenza di questa gente sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

I DIGIUNI STAGIONALI HUNZA SONO IN LINEA CON QUANTO FANNO CAMOSCI, CERVI E STAMBECCHI

Il digiuno poi è praticato, per necessità, anche nel mondo animale. Il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno, stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno. A causa dell’altitudine dove vivono, non possono approvvigionarsi di cibo sufficiente.

IL RIPOSO DAL CIBO DA’ AGLI ANIMALI UNA CARICA DI EXTRA-ENERGIA

Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro, per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione, avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, cosa che non compromette ma anzi enfatizza le loro energie.

L’ESEMPIO DEGLI UCCELLI MIGRATORI E’ CALZANTE

Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai. A fine corsa il loro peso ritorna normale.

PER I LUPI VALE LA STESSA REGOLA

I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo, come del resto fanno quasi tutti i predatori.

LO STOP ALIMENTARE E’ UNA REGOLA NATURALE IN AUGE DA MILIONI DI ANNI

Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione umana o una particolarità riservata all’uomo e confinata nella storia recente, ma qualcosa che vige da milioni di anni della storia stessa dell’uomo e degli animali, ed è anche per questo che apporta molti benefici.

GLI ULTIMI ANNI HANNO PORTATO QUALCHE CORRUZIONE E QUALCHE MALATTIA DI TROPPO ALLA COMUNITA’ HUNZA

Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina “00” impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

SOVRA-CURATI E SOVRA-ALIMENTATI SIAMO ESSERI PERDENTI DI FRONTE ALLA SCORZA DURA DEI MONTANARI HIMALAYANI

Per concludere, ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente. “Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”, “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”, “Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”, “Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, “Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera”.

L’ESEMPIO DEGLI HUNZA METTE A NUDO I CLAMOROSI ERRORI CHE CARATTERIZZANO IL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO

Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette? Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo”? E’ davvero fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile? E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso? Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

Andrea Conti, Dottore in Fisioterapia, Università degli Studi di Roma
Fonte: Gli Hunza, la popolazione più longeva al mondo | Collettivo Exit http://www.magazine.it/gli-huntza-la-popolazione-piu-longeva-al-mondo#ixzz24ei0JSLA

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