domenica 14 ottobre 2012

IL POTERE ALCALINO

ACIDITA’, OSSIGENO e CANCRO e non solo..
Uno dei principali compiti del sistema idraulico corporeo, chiamato torrente sanguigno, e’ quello di trasportare sostanze nobili edossigeno a ciascuna delle cellule esistenti e quindi ai vari tipi di tessuti corporei degli esseri viventi, e cio’ ogni giorno dalla nascita fino alla morte.
Inoltre i giusti rapporti del pH sanguigno favoriscono lo sviluppo e la funzione di tutti gli enzimi e particolarmente di quelli proteoliticie la loro relativa influenza sullo sviluppo delle cellule staminali.
Il pH del sangue deve quindi mantenersi sempre ai livelli alcalini (basici) altrimenti intervengono malattie, gravi e la morte repentina. Con il mantenimento e/o il ripristino di questo tipo di livelli alcalini, esso mantiene e/o riprende la sua capacita di mezzo di trasporto di ossigeno e sostanze.
Questo trasporto e’ noto viene effettuato per mezzo dei Globuli Rossi (eritrociti) i quali con la loro forma perfettamente discoidale concavo-convessa (se sono normalmente sani) galleggiano nel sangue, ognuno separato dagli altri, trasportando ossigeno e le sostanze sulla propria superficie.
Nelle microfotografie di sangue normale, un campo osservato, e’ pieno di globuli rossi ben formati (non anemici, cioe’ non malformati, non parassitati e quantitativamente giusti), e questi sono uniformemente distanziati per il fatto che alla loro superficie essi trasportanoelettroni in numero sufficiente da avvolgerli in una piccola rete a carica negativa. Quando due globuli rossi si avvicinano, la loro carica simile li obbliga a mantenersi distanti l’un l’altro, cioe’ reciprocamente si respingono; piu’ si avvicinano e piu’ si respingono, nei fatti non collidono mai.
Questo ci dovrebbe proteggere, ma quando il pH sanguigno scende verso l’acido gli elettroni si staccano dai globuli rossi, facendosi che questi si avvicinino troppo fino a collidere e si incollano fra di loro e/o con i grassi atomizzati.
Cio’ significa che disturbando i giusti rapporti del pH sanguigno esso non riesce a trasportare in quantita’ e qualita’ sufficiente, l’ossigeno e le sostanze alle cellule, tessuti ed organi corrispettivi.
In presenza di grassi atomizzati i globuli rossi possono collidere con essi saldandosi insieme e formando come delle monetine (detti “rouleaux”=blocchi di cellule), restando incollati fino a quando il grasso presente nel sangue non viene metabolizzato ed eliminato.
Quando questi “rouleaux” (blocchi di cellule) circolando nel torrente sanguigno, che ormai con questi rouleaux ha diminuito la sua capacita’ di trasporto di ossigeno e sostanze, e raggiungono i micro capillari, essi vanno facilmente ad ostruire i minuscoli capillariimpedendo la microcircolazione e quindi l’ossigenazione ed il nutrimento delle cellule, come invece e’ possibile con i globuli rossi individuali e non saldati ai grassi atomizzati.
A quel punto nasce lo stress ossidativo, la cellula si intossica e si ammala, cosi’ come tutte le cellule legate a quelle ischemie, generando stress ossidativo ed infiammazione anche nei tessuti e malfunzione organica e sistemica.
I rischi di queste situazioni sono stati scoperti nel XX secolo, da un scienziato che si chiamava Otto Warburg, che ricevette il premio Nobel per quella scoperta.
Egli aveva osservato che privando un tessuto di ossigeno questi diventava canceroso (malato fino alla morte) inoltre che riportando ossigeno al tessuto non si invertiva il processo.

Oggi sappiamo che quello che aveva osservato Warburg non erano le normali cellule che diventavano cancerose, ma cellule che stavano morendo per mancanza di ossigeno, mentre le nuove cellule nascevano in un terreno (ambiente = matrice) in cui il normale apporto di ossigeno non era presente.
Senza dubbio in tale situazione, la maggior parte di tali nuove cellule morirebbe, ma alcune, magari poche, potrebbero sopravvivere utilizzando come fonte di energia la fermentazione anziche’ il processo piu’ efficiente dell’ossidazione.
Quelle che utilizzano la fermentazione non hanno l’energia per evolversi o funzionare normalmente, quindi cio’ che fanno e’ riprodursi e scindersi all’infinito e questo e’ uno dei meccanismi principali ed iniziali del cancro.


Il metodo più semplice per controllare e stimare l'acidosi è quello del controllo del pH urinario.
In farmacia, potete acquistare le "cartine di tornasole" con le strisce indicatrici, con un range di valori tra 5,0 e 7,5, con le quali è possibile 2-3 volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi, tenendo conto che alle ore:
- 6 del mattino: l'urina ha la massima acidità, perché nella notte c'è stata la scomposizione del carico di acido.
- 9, 2-3 ore dopo la colazione: l'urina di chi è sano è leggermente alcalina, per via del lieve deflusso delle sostanze alcalinizzanti della colazione.
- 12, prima del pranzo: pH leggermente acido, perché le sostanze alcalinizzanti, incamerate come riserve, o utilizzate, diminuiscono nel deflusso.
- 15: il pH è alcalino, perché c'è il maggior deflusso delle sostanze basiche.
- 18, prima della cena: il pH urinario di chi è sano è leggermente acido.



Se i rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale, con valori frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l'introduzione nella dieta di tanta frutta e verdura CRUDA.
I cibi soprattutto alcalinizzanti CRUDI, dovrebbero costituire il 75-80% dei nostri pasti quotidiani, particolarmente frutta e verdure (carote, cavoli, insalata, di tutti i tipi, pomodori, patate, peperoni, zucchine, piselli; arance, mele, kiwi, albicocche, banane, ciliege, pompelmo, limone, nocciole, mandorle, pesche, pere, ananas, uva, anguria, miele con parsimonia).
Gli acidificanti, meno del 20-25%.
L'olio extravergine d'oliva (spremuto SENZA i noccioli, e l'olio di girasole sono neutri.
Va da sé, che una sana alimentazione includa sempre e per tutti i cibi provenienti da coltivazioni agricole biodinamiche.



Va notato che la glicolisi anaerobica mediante lo zolfo, crea dell'acido lattico. E più sono le molecole di glucosio utilizzate, e più acido lattico viene generato ed immesso nel tessuto connettivo (matrix).
Questo spiega perché i tessuti di un portatore di tumore sono più acidi del normale. A ciò si deve aggiungere che i farmaci usati nella chemioterapia lasciano dei residui acidi, ne risulta che questi pazienti saranno soggetti ad una notevole acidosi metabolica di tipo iatrogeno.

Quando, per mancanza di informazioni adeguate o per golosità, tale paziente dovesse cibarsi di alimenti che lasciano ceneri acide, per es. pasta e pane fatti con farina bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e derivati, carne rossa, ecc., il suo livello di acidosi aumenterà ulteriormente.

Perché bisogna lottare contro l'acidosi ? Perché l'eccessiva presenza di acidi nel tessuto connettivale lo modifica da sol in gel.
Questo rende difficile i vari scambi fra le cellule e l'ambiente circostante, creando i presupposto per numerose disfunzioni e malattie.
Va notato che l'acidosi non deriva solo dai residui acidi lasciati da alcuni alimenti, riguarda anche direttamente i farmaci chemioterapici che, in un ambiente gel, non solo fanno fatica a raggiungere le cellule, ma aumentano la tossicità ambientale creando i presupposti per un intasamento delle vie linfatiche.

Acidosi : una acidosi metabolica e’ osservata quando la FG diviene < 25ml/min.
I bicarbonati restano lungamente nei limiti della normalita’ (salvo nel corso di certe tubulopatie).
La secrezione urinaria di ammoniaca e’ fortemente ridotta, cosi come l’acidita’ tirabile, spiegando il difetto di acidificazione urinaria (il pH urinario e’ un po’ diminuito) malgrado l’acidosi metabolica.

Ma un regime alimentare normale genera circa 1 mmol di ioni idrogeno/kg/j.
I pazienti divengono progressivamente incapaci di secretare certe quantita’ di acidi e l’acidosi si accentua con la diminuzione dei bicarbonati plasmatici e una cloremia normale, da cio’ l’aumento del “Buco anionico” (differenza fra la natremia e la somma del cloro e dei bicarbonato) conseguenza della ritenzione dei Solfati, Fosfati, e degli anioni organici.
I bicarbonati diminuiscono malgrado cio’ comunque raramente < 15 mmol/l perche’ gli acidi sono tamponati dai tamponi intracellulari ed il tessuto osseo, avente come conseguenza l’osteodystrofia e l’osteomalachia un aumento del catabolismo delle proteine, conducendo ad un bilancio azotato negativo ed a una perdita della massa muscolare.
Il regime di restrizione protidica, riducendo l’apporto in acidi aminati, limita la produzione acida e permette di mantenere il tasso di bicarbonati in limiti accettabili.
Il regime di restrizione del tasso dei bicarbonato si abbassa < 20mmlo/l e sara’ necessario di apportare del bicarbonato di sodio, 2 a 4 g/j in modo da mantenere la concentrazione fra i 20 e 25 mmol/l.
Questo apporto sara’ fatto con acqua basica o sotto forma di polvere o di gel.
Il citrato di sodio puo’ essere ugualmente utilizzato, a condizione che il malato non prenda dei chelanti del fosforo a base di sali di alluminio, il citrato favorisce l’assorbimento dell’alluminio.
Il bicarbonato di sodio e’ ben tollerato, il rischio di ritenzione e di ipertensione arteriosa e’ poco importante e l’apporto in sale alimentare non dovra’ essere ridotto che in leggera proporzione variabile per ogni soggetto.
Tratto da: invivo.net fonte link




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