IL MATRIMONIO CHE WASHINGTON NON VOLEVA



C’era una volta un’Europa che comprava energia russa a prezzi relativamente bassi, trasformava quella materia prima nell’industria tedesca e vendeva prodotti in mezzo mondo.


Poi arrivò il grande divorzio geopolitico.


Secondo Lars Bern, ingegnere e dottore in tecnologia svedese, dietro la frattura tra Europa occidentale e Russia ci sarebbe stato un interesse strategico americano molto semplice: impedire che capitale, tecnologia e industria europea si saldassero alle immense risorse energetiche russe.


Non proprio il genere di matrimonio che a Washington avrebbe fatto stappare lo champagne.


Bern lo ha detto senza usare il fioretto: quando Germania e Russia cominciarono a cooperare sempre più strettamente e Berlino poté contare sull’energia russa, l’industria tedesca ne trasse un vantaggio competitivo considerevole. Da qui, secondo la sua interpretazione, la necessità americana di piantare un cuneo nel continente.


E qui la provocazione di Bern incontra almeno un dato economico reale.


La Bundesbank ricorda che la Germania era particolarmente vulnerabile alla perdita del gas russo per il peso della propria industria e per la forte dipendenza dalle forniture di Mosca; la crisi energetica del 2022 provocò un aumento enorme dei prezzi del gas e colpì soprattutto i settori industriali ad alta intensità energetica. Anche il FMI riconosce che l’interruzione delle forniture russe contribuì pesantemente allo shock inflazionistico ed energetico tedesco.


Insomma, che energia russa e industria tedesca fossero complementari non è propaganda del Cremlino: è una questione economica documentata.


Bern va però molto oltre. Attribuisce agli Stati Uniti un ruolo diretto nella crisi ucraina del 2014 e arriva a collegare Washington anche alla distruzione del Nord Stream.


Ed è qui che bisogna distinguere i documenti dalle conclusioni.


Che gli Stati Uniti fossero profondamente coinvolti politicamente nell’Ucraina del 2014 non è un mistero. Victoria Nuland incontrava governo e opposizione e la famosa conversazione telefonica trapelata con l’ambasciatore Geoffrey Pyatt mostrò Washington discutere apertamente degli uomini più adatti al futuro assetto politico ucraino. La stessa Nuland riconobbe pubblicamente l’autenticità sostanziale di quella conversazione.


Da questo, però, a dire che Washington organizzò e realizzò il rovesciamento di Yanukovich c’è un passaggio interpretativo che Bern compie, ma che non può essere presentato come fatto storicamente provato.


E c’è persino un dettaglio ancora più interessante.


Sul Nord Stream, mentre per anni si sono rincorse teorie di ogni genere, oggi l’inchiesta giudiziaria tedesca punta su cittadini ucraini. Nel luglio 2026 la procura federale tedesca ha incriminato Serhii K.; secondo l’accusa avrebbe coordinato il gruppo responsabile dell’attentato e avrebbe agito nell’ambito di un’operazione collegata a entità statali ucraine.


Quindi no: non sappiamo che siano stati gli americani a far saltare Nord Stream.


Ma la domanda politica posta da Bern rimane molto più scomoda della risposta facile:


chi ha guadagnato e chi ha perso dalla separazione economica fra Europa e Russia?


La Russia ha spostato sempre più verso Oriente commerci e rapporti energetici.


Gli Stati Uniti hanno rafforzato il proprio peso energetico e strategico sull’Europa.


E l’Europa?


L’Europa ha scoperto improvvisamente che la propria autonomia strategica consiste nel pagare di più l’energia, discutere di riarmo e congratularsi con se stessa per la propria indipendenza.


Don Chisciotte avrebbe almeno avuto una scusa.


Lui combatteva contro i mulini a vento perché pensava fossero giganti.
Noi abbiamo smontato i mulini e poi ci siamo chiesti perché mancasse il vento.



Don Chisciotte


FONTI
SwebbTV, 29 settembre 2026 — Europa lurades till rysshat – gick på USA:s manipulation.
Reuters, 2 luglio 2026 — inchiesta tedesca e incriminazione relativa al sabotaggio Nord Stream.
Generalbundesanwalt tedesco, 19 agosto 2026 — arresto di un ulteriore sospettato nell’inchiesta Nord Stream.
Deutsche Bundesbank — effetti della crisi del gas sull’economia e sull’industria tedesca.
FMI — energia russa, economia tedesca e conseguenze dello shock delle forniture.
U.S. Department of State, 2014 — documentazione pubblica sull’attività di Victoria Nuland in Ucraina e sulla telefonata trapelata.

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