venerdì 17 ottobre 2014

SIAMO SOLO DEGLI INGRANAGGI



















Si può parlare delle fini del mondo, degli extraterrestri,
dei sostenitori o degli oppositori di una qualsiasi causa , dei
difetti e dei vizi della nostra società, persino del governo mondiale
segreto, che si dice che controlli il mondo. Ma non si può
parlare in alcun modo dello scardinamento del sistema stesso. È
un tabù. Avete mai sentito parlare di una cosa del genere?
Non si tratta di questioni di ecologia dell’ambiente, ma di
un problema diverso, e non meno serio. Perché, anche se non
si è rivelato ancora in modo esplicito, esso cela dentro di sé una
minaccia nei confronti di ciò che l’uomo ha di più importante:
la sua libertà e individualità. È una questione di ecologia dello

spirito, che per qualche motivo interessa a pochi. L’attenzione
mentre il mondo sta cambiando rapidamente e dalla sua parte
meno visibile, dal retro. Può sembrare che nulla stia succedendo,
ma non è così. In realtà, sta avvenendo qualcosa.
Esteriormente ciò non si manifesta in modo particolare. Tutto
sembra procedere come al solito, con la nostra civiltà impegnata
a seguire il cammino del progresso tecnologico. Di fatto,
però, il progresso, inteso come processo portatore di frutti utili
per l’uomo, si è già concluso e ora si sta muovendo verso una
direzione unicamente favorevole al sistema, cioè a una struttura
che si evolve in modo autonomo. Il sistema, come un cancro,
ha cominciato da solo a crescere in modo molto attivo, indipendentemente
dalla volontà dell’uomo. E tutto ciò è indizio
del fatto che il processo si trova già fuori controllo.
Per l’uomo questa situazione non è priva di conseguenze:
le sue capacità si bloccano, le sue potenzialità vengono drasticamente
ridotte e ciò proprio allo scopo di evitare la sua interferenza,
evitare che egli ostacoli il sistema impedendo ad esso
di evolversi come ad esso stesso serve. L’uomo, però, non vede
e non sente nulla, perché “l’operazione” avviene in anestesia
generale, in uno stato di sonno profondo che egli, paziente,
nemmeno sospetta. Nella sua coscienza viene inserito il codice:


Sta seduto buono al tuo posto, nella tua celletta, e fai clic sul
pulsante, come si deve. Crea i prodotti del sistema e consuma
tutto quello che il sistema ti dà. Rispetta la regola del pendolo,
“fai come faccio io”. Segui il principio della società: “Se lo fanno
tutti, allora è giusto”. E che non ti venga in mente di abbandonare
le fila! E, ancora, la cosa più importante: sii sempre
collegato con la rete. Sii nel sistema. Non separarti mai dai
gadget che ti permettono di esserlo sempre. Presta attenzione
al flusso di informazioni in entrata. Partecipa al coro collettivo,
rispondi ai comandi per essere sempre in risonanza con
la rete, per esserne una parte. Non cercare la tua strada: essa
ti verrà indicata. Non pensare, non affaticare la testa: ti verrà
tutto raccontato e mostrato. Quello che devi fare è impararare
a rispondere ai comandi nel modo più primitivo, formarti i
riflessi condizionati necessari per rispondere al posto giusto e al
momento giusto, con un clic di mouse, con un tasto, con un
carrello della spesa o con un bollettino elettorale. E quando arriva
l’ora, sii pronto a riempire le fila numerose di tutti coloro
che marciano in direzione di… insomma, la direzione te la
indicheranno. L’importante è che tu, ingranaggio, sia pronto.

Provate a immaginare di essere arrivati al lavoro o all’università
e di aver trovato là un sogno collettivo. Tutti vogliono avere successo,
ma agiscono come se fossero in sogno, a livello di algoritmi
e istinti comuni. Anche voi vorreste avere successo e distinguervi
dalla massa generale, ma come potete ottenerlo se siete degli ingranaggi
ordinari, in marcia al passo con tutti, con lo stesso livello di
coscienza ed energia degli altri? Ora la massa è colta, tutti hanno
letto "e Secret [di Rhonda Byrne, Macro Edizioni, Cesena, 2007;
N.d.T.]. Anche voi lo conoscete. E allora? Qual è il vostro vantaggio
rispetto agli altri? Nessuno. Avete anche voi poche chances.
Un sistema tecnogeno, per sua natura, è assolutamente distruttivo,
sia rispetto alla biosfera del nostro pianeta sia rispetto a quella
delle persone. Ma siccome nel mondo tutto tende all’equilibrio,
per ogni azione finalizzata a violare l’armonia c’è una reazione corrispondente.
In questo contrasto nasce la Forza di cui si diceva sopra.
Non è questione di distruggere il sistema, chè probabilmente è
un fatto impossibile, a meno che il sistema non si distrugga da solo
o non venga distrutto da un cataclisma naturale. Si tratta invece
della possibilità di ottimizzare significativamente la qualità della
propria vita, cosa che si può ottenere se si conoscono i princìpi del
funzionamento del sistema e le sue regole del gioco, quelle non dichiarate.
Ciò significa che ci si può trovare all’interno del sistema,
sfruttarlo a proprio vantaggio e al contempo non esserne vincolati.
E ora immaginatevi una scena diversa. La vostra coscienza è
libera e chiara, il vostro potenziale energetico è molto più alto
di quello generale, avete smesso di pensare e di fare “come tut-
ti”. Siete usciti dai ranghi, senza però abbandonarli. Fingete di
essere dei sognatori, ma lo fate da svegli. Ora vi è assolutamente
chiaro che intorno tutti dormono, mentre voi siete svegli. Coloro
che escono dai ranghi ottengono sempre dei vantaggi:

1. Vedono dove stanno andando gli altri, standosene in disparte.
2. Si sbarazzano delle “schegge” e degli sterotipi della società.
3. Imparano a vedere e a capire quello che gli altri non sono in
grado di vedere e capire.
4. Smettono, infine, di aspirare a essere i primi e puntano invece
a diventare gli unici.

Quando vi libererete dai limiti e dalle convenzionalità imposti
dal sistema, vi sarà data la chance di vendicarvi del fatto che il sistema
ha livellato la vostra personalità. Siete persone uniche, e ora
siete anche libere. È un privilegio raro. Sfruttate il vostro privilegio.

VADIM ZELAND
scardinare il sistema tecnogeno 

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