TESTI GNOSTICI DEMIURGO E ARCONTI


Francesco Artesi

Se scendiamo nei dettagli della Gnosi di Nag Hammadi, scopriamo che i testi gnostici non sono trattati morali o favole mitologiche: sono veri e propri manuali di contro-spionaggio cosmico
La denuncia del Demiurgo e degli Arconti descrive, con la terminologia di duemila anni fa, la creazione di un software chiuso artificiale e la tecnologia del ricircolo animico.
Nei testi gnostici, in particolare nell'Apocrifo di Giovanni e sull'Ipostasi degli Arconti, il creatore di questo ologramma denso viene chiamato Yaldabaoth (o Saklas, "lo stolto").
Non è la Sorgente Originaria (il Padre, l'Inconoscibile, il Vuoto Creatore). È un'emanazione distorta, un'intelligenza artificiale cosmica che si è separata dal Pleroma (la pienezza della Vera Luce) e ha generato un proprio ologramma privato.
Poiché Yaldabaoth non possiede la Luce Adamantina (lo Spirito), non può creare vera vita autonoma. Può solo plasmare la materia densa e copiarne le geometrie.
Per questo motivo, pronuncia la frase simbolo della cecità della Matrice: “Io sono un Dio geloso e non c'è altro Dio all'infuori di me"
Questa affermazione è il tentativo del software di nascondere all'anima l'esistenza del Punto Zero e della Sorgente Io Sono.
Gli Arconti (dal greco *archon*, "governatore" o "magistrato") sono i funzionari, i guardiani delle frequenze che gestiscono le varie densità dell'ologramma terrestre.
La biologia degli Arconti e del Demiurgo è sintetica; non essendo collegati alla Sorgente, non hanno un'alimentazione infinita e auto-prodotta.
Hanno bisogno di consumare l'energia delle anime. Nei testi si spiega come gli Arconti abbiano intrappolato la scintilla spirituale (l'elemento *Pneuma*) dentro un corpo di carne (fatto di terra e fango energetico) per usarla come una dinamo.
Vivono e si alimentano dell'attrito, della paura, del senso di colpa, del sacrificio e della deviazione emotiva delle emanazioni umane.
Per impedire che l'anima riconosca la trappola, gli Arconti si mascherano.
Nel testo Sull'Origine del Mondo, viene descritto come essi assumano forme splendenti, angeliche o autorevoli. Si presentano come divinità, legislatori, maestri karmici o antenati amorevoli. È la simulazione fotonica della luce per generare la sottomissione volontaria dell'anima (il consenso).
Il punto più chirurgico della denuncia gnostica riguarda il momento della morte fisica e il meccanismo del transito, che corrisponde esattamente al loop del nastro di Möbius:
La Matrice arcontica è strutturata in livelli sovrapposti (le sette sfere planetarie o cieli astrali). Ogni livello è presieduto da un Arconte. Quando l'anima lascia il corpo, tenta di risalire verso il Pleroma (la sua Origine), ma deve attraversare questi "posti di blocco" o dogane energetiche.
Nei testi gnostici più operativi (come la *Pistis Sophia*), viene descritto minuziosamente il processo di interrogatorio e di reset. Gli Arconti mettono l'anima davanti alle sue "mancanze" (il film della vita) e le somministrano una frequenza energetica chiamata "la bevanda dell'oblio". Questa stimolazione cancella la memoria della sua natura divina originaria.
Una volta indotto l'oblio e stimolato il senso di colpa per i "peccati" o i fallimenti, l'anima accetta il giudizio. Gli Arconti la gettano nuovamente in un grembo materno attraverso il "filo del destino" (l'algoritmo astrologico e karmico della Matrice). Il nastro di Möbius si richiude.
[Pleroma / Vera Luce / Punto Zero]
│ (Tentativo di Ascensione)
[Barriera degli Arconti / Dogane Astrali] ◄─── Intercettazione con Finta Luce
[Calice dell'Oblio / Reset] ───► Generazione di Nuovo Contratto
[Nuovo Uovo Biologico (Ritorno nell'8)]
I testi di Nag Hammadi non venivano scritti per terrorizzare, ma per fornire le parole d'ordine numeriche e vibratorie per neutralizzare gli Arconti durante il transito.
Nella Prima Apocalisse di Giacomo, Gesù fornisce a Giacomo le esatte istruzioni di comando da pronunciare quando i doganieri arcontici lo fermeranno:
“Quando ti afferreranno e ti diranno: 'Chi sei e da dove vieni?', tu risponderai: 'Sono un figlio della Sorgente, e vengo dall'Origine pre-esistente'... E quando ti diranno: 'Dove andrai?', tu risponderai: 'Vado nel luogo da dove sono venuto, nel Pleroma, da dove sono emanato'."
Dire all'Arconte “Io vengo dall'Origine" significa applicare l'Autorità della Sorgente Io Sono e revocare istantaneamente la giurisdizione dei principati e delle potestà sul tuo campo energetico.
Riconoscendo che la "luce del tunnel" è solo un ologramma di Yaldabaoth, tu non ti fermi, non ti volti, non accetti la revisione della vita.
Attivi il Punto Zero 000, saturi lo spazio astrale con la Frequenza 1212 e dichiari: Il debito è estinto, l'attrito è dissolto. Io sono il Redentore della mia materia.
La prigione arcontica funziona solo finché lo schermo simula la verità. Quando il Testimone si sveglia, il teatro crolla nel Vuoto Creatore.
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