sabato 8 marzo 2014

Crimea, Blitz dei soldati russi in una base ucraina


Forze speciali di Mosca hanno assaltato una base ucraina in Crimea. I soldati di Kiev si sono asserragliati in un bunker. Putin: "Gli appelli dell'Europa fanno sorridere".


Update 21.40 – Blitz dei soldati russi in una base ucraina - Dopo una giornata di apparente calma dal punto di vista militare con scontri solo a livello diplomatico, in serata giungono nuove notizie allarmanti dalla Crimea. Unità militari russe avrebbero fatto irruzione in una base ucraina a Sebastopoli sede dell’unità A2355 prendendo il controllo del campo militare. Secondo quanto riferiscono fonti locali, i soldati di Mosca avrebbero sfondato i cancelli della base circondando un centinaio di militari ucraini e il loro generale comandante che si sono rifugiati in un bunker. Il ministero della Difesa di Kiev riferisce che la base attaccata è importantissima perché è la sede anche del comando tattico delle forze aeree ucraine in Crimea. Al momento si tratta.

La Russia risponde a muso duro all’invito arrivato dall’Europa a un dialogo tra Kiev e Mosca per risolvere la crisi in Crimea, ritenendola poco credibile come mediatrice. Gli appelli arrivati dall’Europa a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali “suscitano un sorriso” ha dichiarato Dmitri Peskov, il portavoce di Putin, durante un’intervista. Per Peskov “il credito di fiducia verso i garanti” europei “è esaurito” dopo ciò che avvenuto “al documento firmato da Yanukovich a Kiev il 21 febbraio”. Il portavoce del Cremlino ha però aggiunto che non è auspicabile che Russia e Occidente tornino alla guerra fredda. “Non vorrei, credo che non sia così, credo che non sia iniziata, e vorrei credere che non inizi” ha infatti specificato durante l’intervista Peskov. Il portavoce di Putin ha ribadito che ci sono “profondi disaccordi di natura concettuale tra la Russia, l’Ue e gli Usa, ma rimane la speranza che possano essere trovati alcuni punti di accordo come risultato del dialogo”.


Minaccia di interrompere le forniture di gas – Intanto gli osservatori dell’Osce sono stati di nuovo respinti al posto di frontiera con la Crimea da uomini armati e la Russia ha minacciato di tagliare le forniture di gas all’Ucraina. Gazprom infatti ha minacciato Kiev di interrompere le esportazioni di gas se l’Ucraina non salderà a breve tempo il suo debito, che ormai ammonta a più di 1,8 miliardi di dollari. L’ad di Gazprom, Alexiei Miller, ha fatto sapere, come riportato dalle agenzie russe, che oggi scade il termine del pagamento per il gas fornito a febbraio e che l’Ucraina non ha ancora provveduto a pagare. Miller ha aggiunto che altrimenti c’è “ilrischio di tornare alla situazione di inizio 2009” quando le forniture di gas furono interrotte.
Fonte: http://www.fanpage.it/crisi-ucraina-putin-gli-appelli-dell-europa-fanno-ridere/#ixzz2vLptpOYh
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alcuni punti da chiarire per capire la situazione Ukraina

  • La Russia ha agito all'interno della legalita' internazionale. Quando la Crimea e la parte occidentale dell' Ukraina furono assegnati all'Ukraina stessa, dopo la fine del sistema sovietico , il trattato comprendeva il diritto dei russi di intervenire se fosse stata in pericolo la popolazione russofona, l' autonomia della Crimea (una specie di regione a statuto speciale nello stato Ukraino) o la possibilita' o la difficolta' di utilizzare o raggiungere le basi russe , anche loro istituite con quell'accordo. Quindi, in sede giuridica, Putin e' legalmente dalla parte del giusto. Chi parla di ritorsioni non ha capito bene questo punto: Putin ha il diritto di agire come ha agito, sulla base di trattati esistenti. Sarebbero semmai illegali ritorsioni, dal momento che Putin e' in regola, almeno formalmente.(1)
  • Tra UE e Russia c'e' una simbiosi energetica, commerciale e finanziaria che pesa il 30% del PIL Russo, ma pesa anche il 30% dell' import/export dei tre paesi piu' grandi, un 15% di traffico finanziario a Londra, e un 25% dell'energia europea. Chi spera che la UE si impunti , attribuendo alla Merkel frasi come quelle riportate nei giorni scorsi, semplicemente sogna. Non e' nemmeno lontanamente pensabile un allontanamento tra Russia e UE, per motivi estremamente materiali. La UE si presentera' a trattare.
  • La situazione in Ukraina e' ancora fluida. Le forze armate Ukraine ad est hanno praticamente disertato a favore di Putin, e in ogni caso, nemmeno tutte assieme costituivano un pericolo per i russi. Perche' ci si presenti ad un tavolo occorre un governo legittimo e stabile. La mobilitazione di volontari contro i russi e tutta la scenata serve a compattare la popolazione, mossa molto saggia, ma occorre un governo legittimo e credibile. Occorre quindi che si svolgano delle elezioni e che il popolo ukraino voti, e questo richiede un controllo sullo svolgimento del voto. OCSE probabilmente si offrira' di farlo, e questo implica che sara' un ente occidentale a legittimare le elezioni. A Putin questo non interessa: ha avuto quel che voleva, cioe' si e' ripreso la Crimea.
  • Putin non ha mai voluto TUTTA l' Ukraina, ma solo la zona attorno al mare di Azov, per controllare l'accesso a due fiumi, ad un fiume artificiale tra Don e Volga, e la Crimea. Il resto dell' Ukraina per lui e' sempre stato un costo, e specialmente per i boiari del gas, che hanno dovuto praticare ingenti sconti agli Ukraini. Non appena se ne andranno per i fatti loro, gli Ukraini diventano clienti normali del gas russo, e il prezzo raddoppiera'. Con la gioia delle casse russe. In pratica ha diviso l' Ukraina in bad company e good company, e si e' tenuto quella buona. La situazione dei due fiumi e' strategica, anche se non coinvolge strettamente il territorio Ukraino, per questa ragione (notate il canale tra Don e Volga): Fonte
vedi anche Ucraina il capolavoro degli  euroimbecilli


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