DONALD TRUMP : MATERIALE NEPHILIM CLONATO
Entità artificiale derivata da materiale genetico ibrido non umano, parte di una rete di cloni (circa 72 corpi collegati in mente alveare). Programma: distruzione dell’umanità organica autentica. Privo di sessualità sacra, veicolo del culto ermafrodita trans-asessuato. Maschera politica del progetto sionista globale. Non ha anima, non è vivo, è un programma.
Trump non è un liberatore, ma un attore interno allo stesso teatro di potere.
Il sistema globale sarebbe in crisi e, quando un sistema entra in crisi, ha bisogno del consenso delle masse per continuare a esistere.
Per ottenere consenso, il sistema deve mostrare un nemico.
Il nemico è sempre lo stesso: élite corrotte, traffici, abusi, pedofilia, rituali.
Questi elementi non vengono negati, ma usati.
Trump, porta alla luce solo ciò che serve, non per distruggere il sistema, ma per ripresentarsi come salvatore.
Il punto non è che “Trump smaschera i cattivi”.
Il punto è che il sistema mostra una parte della propria ombra per rafforzare il controllo.
Il potere decisionale, secondo questa visione, sarebbe umano.
Ma gli esseri umani non sanno di averlo, e quindi il sistema li guida attraverso le emozioni.
Trump servirebbe a:
canalizzare la rabbia
offrire una narrazione semplice
dividere il mondo in “buoni e cattivi”
far credere che votare, tifare o schierarsi significhi agire
In realtà, la scelta resterebbe sempre interna al sistema.
Quando il controllo è stabile tutto viene nascosto.
Quando invece il controllo vacilla, una parte della verità viene mostrata, non per liberare, ma per:
evitare una ribellione reale
trasformare la consapevolezza in spettacolo
far sfogare l’energia umana senza cambiare nulla
Trump non distruggerebbe il teatro: reciterebbe il ruolo del rivelatore per tenere il pubblico dentro la scena.
Il vero potere resterebbe umano, ma finché non viene riconosciuto, viene sempre delegato.
Un altro punto centrale riguarda gli ambienti definiti “risvegliati”, spirituali o anti‑sistema.
Secondo questa narrazione, concetti come GESARA NESARA, salvezza economica globale, reset positivi,
liberazioni imminenti non sarebbero vere soluzioni, ma false promesse usate come esche.
Queste narrazioni servirebbero a radunare persone sensibili o in momenti di fragilità, per agganciarle emotivamente e renderle più manipolabili.
Si parla di infiltrazione, saccheggio e “svuotamento dell’anima”, inteso come perdita di autonomia e identità, spesso collegata all’uso di tecnologia invasiva.
In questa visione, alcune organizzazioni spirituali strutturate vengono viste non come strumenti di liberazione, ma come reti di reclutamento, consapevoli o inconsapevoli.
L’obiettivo di questa narrativa non è fare un’analisi storica, ma delegittimare qualsiasi spiritualità organizzata:
ogni struttura diventa controllo, ogni guida un potenziale manipolatore, ogni promessa di salvezza una trappola.
Il messaggio finale è netto è quello di
non fidarsi di chi promette salvezze globali, reset positivi o liberazioni imminenti.
Il pericolo più grande non è il sistema visibile, ma le false alternative che sembrano anti‑sistema ma ne fanno parte.
Bellanova Maria Antonietta
Trump non è un liberatore, ma un attore interno allo stesso teatro di potere.
Il sistema globale sarebbe in crisi e, quando un sistema entra in crisi, ha bisogno del consenso delle masse per continuare a esistere.
Per ottenere consenso, il sistema deve mostrare un nemico.
Il nemico è sempre lo stesso: élite corrotte, traffici, abusi, pedofilia, rituali.
Questi elementi non vengono negati, ma usati.
Trump, porta alla luce solo ciò che serve, non per distruggere il sistema, ma per ripresentarsi come salvatore.
Il punto non è che “Trump smaschera i cattivi”.
Il punto è che il sistema mostra una parte della propria ombra per rafforzare il controllo.
Il potere decisionale, secondo questa visione, sarebbe umano.
Ma gli esseri umani non sanno di averlo, e quindi il sistema li guida attraverso le emozioni.
Trump servirebbe a:
canalizzare la rabbia
offrire una narrazione semplice
dividere il mondo in “buoni e cattivi”
far credere che votare, tifare o schierarsi significhi agire
In realtà, la scelta resterebbe sempre interna al sistema.
Quando il controllo è stabile tutto viene nascosto.
Quando invece il controllo vacilla, una parte della verità viene mostrata, non per liberare, ma per:
evitare una ribellione reale
trasformare la consapevolezza in spettacolo
far sfogare l’energia umana senza cambiare nulla
Trump non distruggerebbe il teatro: reciterebbe il ruolo del rivelatore per tenere il pubblico dentro la scena.
Il vero potere resterebbe umano, ma finché non viene riconosciuto, viene sempre delegato.
Un altro punto centrale riguarda gli ambienti definiti “risvegliati”, spirituali o anti‑sistema.
Secondo questa narrazione, concetti come GESARA NESARA, salvezza economica globale, reset positivi,
liberazioni imminenti non sarebbero vere soluzioni, ma false promesse usate come esche.
Queste narrazioni servirebbero a radunare persone sensibili o in momenti di fragilità, per agganciarle emotivamente e renderle più manipolabili.
Si parla di infiltrazione, saccheggio e “svuotamento dell’anima”, inteso come perdita di autonomia e identità, spesso collegata all’uso di tecnologia invasiva.
In questa visione, alcune organizzazioni spirituali strutturate vengono viste non come strumenti di liberazione, ma come reti di reclutamento, consapevoli o inconsapevoli.
L’obiettivo di questa narrativa non è fare un’analisi storica, ma delegittimare qualsiasi spiritualità organizzata:
ogni struttura diventa controllo, ogni guida un potenziale manipolatore, ogni promessa di salvezza una trappola.
Il messaggio finale è netto è quello di
non fidarsi di chi promette salvezze globali, reset positivi o liberazioni imminenti.
Il pericolo più grande non è il sistema visibile, ma le false alternative che sembrano anti‑sistema ma ne fanno parte.
Bellanova Maria Antonietta

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