La strategia USA :rubare
Il debito USA è di 38.400 miliardi di dollari e produce 651 miliardi di dollari di interessi annui. Fallimento. Non ci sono più aziende USA e quelle che ancora resistono hanno delocalizzato quasi tutta la produzione in Cina, India, Bangladesh, Pakistan. Tesla compreso. Tutti i componenti dell'iPhone sono Made in China. Una chitarra Fender o Gibson è costruita in Cina o Messico. Nike ? Bangladesh e Pakistan. La ragione di tutto questo affonda le sue radici nel passato, quando nel 1971 Nixon decise di abbandonare il Gold Exchange Standard, rendendo il dollaro non più convertibile in oro e non essendoci più l'oro a invogliare gli investitori si dovette ripiegare sui titoli del debito pubblico che garantivano buoni interessi. Ma emettere debito pubblico significa che, a scadenza, occorre emettere un nuovo debito pari al capitale in scadenza e agli interessi da pagare. Il meccanismo diventa un moltiplicatore perverso e il risultato lo vediamo oggi : 38.400 miliardi di dollari di debito ! Un tempo avevano l'esercito più potente del mondo, oggi loro stessi ammettono di non poter più tenere il passo con Russia e Cina. Di questo passo dovranno smantellare gran parte delle oltre 700 basi militari che mantengono in tutto il mondo e che costano un pozzo di soldi. Il pazzo cotonato è un imprenditore, fallito si ma sa fare i conti e sa benissimo che sta gestendo un'impresa fallita. Così si dà da fare per raccattare più soldi possibile per tentare di arginare il disastro. I dazi dovevano servire a fare cassa e, in una certa misura, l''hanno fatta ma sono un'arma a doppio taglio perchè hanno colpito tutte le materie prime che servivano alle industrie ancora in piedi rischiando di farle collassare. Ha tentato di ottenere un indennizzo delle folli spese sostenute finora in Ucraina chiedendo che il comico gli desse le terre rare ma quelle stanno nel Donbass e quindi in mano alla Russia. Finite le opzioni non gli resta che un'alternativa: rubare. Ha cominciato col Venezuela, sta andando avanti con la Groenlandia, ricca di minerali. Sta puntando l'Iran. Ha cominciato i sondaggi in Nigeria per il petrolio. Ha bisogno di soldi, è disperato, vive nel terrore che gli USA dichiarino default sotto la sua presidenza e sta affrettando i tempi cercando di rapinare tutto quello che può. Purtroppo per lui nessuna azienda prefallimentare è mai risorta con questi sistemi, gli USA necessitano di una profonda riconversione da un sistema basato sulla finanza, cioè sulla speculazione, a un sistema basato nuovamente sulla produzione. E devono anche decidersi a rinunciare a fare i salvatori del mondo, non hanno più soldi per farlo. In mancanza di questi cambiamenti sarà solo questione di tempo. Il botto sarà inevitabile. E sarà spettacolare.

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