L'ABOMINEVOLE DAVOS E IL CONTRATTACCO CINESE



ilsimplicissimus - 22 gennaio 2026

ISTANTANEE SUL DECLINO

Cose da non credere e che pure costituiscono la realtà di questo mondo in piena dissoluzione. Trump a conclusione nel suo discorso sconnesso e delirante fatto a Davos, capitale riconosciuta del globalismo e del suo progetto feudal–reazionario, ha tirato fuori il solito ritornello dell'America salvifica senza la quale il mondo sarebbe sotto il tallone delle forze dell'Asse. Si tratta di riflessioni di un scolaretto tonto, ma Trump le ha trasformare in una sorta di tragedia sulle sue facoltà intellettuali e sulle sue conoscenze: se l'America non avesse vinto il suo pubblico nella località turistica svizzera, ha detto, avrebbe "parlato tedesco con un pizzico di giapponese". Disgraziatamente a Davos si parla il tedesco da almeno 1500 anni, ovvero dalla  fine dell'Impero Romano d'Occidente che vi aveva fondato le maggiori città, Basilea, Ginevra, Losanna e Zurigo: solo nel quinto secolo gli Alamanni e i Burgundi si insediarono in quelle terre. Certo Trump che probabilmente non ha letto nemmeno un libro in vita sua, non lo sa, ma nemmeno lo sanno i suoi consiglieri e consigliori, i suoi esperti di comunicazione politica. Però alla conferenza Davos si parla in inglese, lingua estranea  al luogo oltreché la meno strutturata dell'intero gruppo indoeuropeo, dimostrando quanto sia cieco e inconsapevole l imperialismo di oltre Atlantico: questa è l'America e non la puoi cambiare.

Oltre a queste lugubri fesserie c'è da registrare il discorso di Mark Carney, ex banchiere centrale e ora Primo Ministro del Canada, uno dei Paesi a rischio incorporazione da parte di Washington, che ha finalmente parlato del fatto che l'"ordine fondato sulle regole" non è mai esistito, che è stata una lunga menzogna utile all'egemonia americana. Ma ora che Washington aggredisce anche i suoi vassalli, quelli che sono stati al gioco, trasformando l'integrazione economica in un'arma, i dazi in una leva di ricatto, le infrastrutture finanziarie in coercizione, le catene di approvvigionamento in vulnerabilità sfruttare, questa semplice verità va ammessa. Però se gli USA abbandonano anche solo la finzione di regole e valori per il perseguimento senza ostacoli del loro potere e dei loro interessi, i guadagni derivanti dal "transazionalismo" diventano sempre più difficili da replicare: gli egemoni non possono monetizzare continuamente le loro relazioni. Un modo per dire che liberarsi delle forme non è poi così conveniente. Di qui la proposta lanciata alle potenze medie occidentali dovrebbero agire insieme per  restaurare le regole del Diritto Internazionale, cosa che da sole non potrebbero fare. Fondamentalmente però questa tesi è fortemente ambigua visto che si tratta di una sorta di marchingegno per evitare ciò che è alla fine inevitabile, ovvero il fatto che i Paesi occidentali dovranno confrontarsi con i BRICS e il mondo multipolare, oltre ad essere un modo per mantenere in qualche modo viva la fiamma del globalismo. È insomma una pezza che da un punto di vista cognitivo e storico vale molto meno dello strappo del fondale di cartapesta delle regole, anche ammesso che queste medie potenze, da sempre abituate alla sottomissione, possano cambiare mentalità.

LA RISPOSTA DEGLI ALTRI

Probabilmente chi si limita all'informazione padronale dell'Occidente non sa che le ultime avventure di The Donald hanno suscitato delle reazioni concrete che appuntano testimoniano come la nuova America abbia molto da perdere dall'abbandono delle forme in cui l'imperialismo prosperava. Dopo il rapimento di Maduro Xi Jinping ha convocato una riunione urgente del Comitato permanente del Politburo, durata esattamente 120 minuti. Non ci sono stati comunicati o minacce diplomatiche, ma solo il silenzio prima della tempesta, perché questa riunione ha attivato quella che gli strateghi cinesi chiamano una "risposta asimmetrica integrata" per contrastare all'aggressione contro i propri alleati dell'emisfero occidentale. 

La prima fase della reazione cinese è iniziata alle 9:15 del 4 gennaio, quando la Banca Popolare Cinese ha annunciato  la sospensione temporanea di tutte le transazioni in dollari statunitensi con aziende legate al settore della difesa USA: Boeing, Lockheed Martin, Raytheon e General Dynamics si sono svegliate con la notizia che tutte le loro transazioni con la Cina erano state congelate senza preavviso. 

Alle 11:43 dello stesso giorno, la Corporazione Statale della Rete Elettrica Cinese, che controlla la più grande rete elettrica del mondo, ha annunciato la revisione tecnica di tutti i suoi contratti con i fornitori statunitensi di apparecchiature elettriche, lasciando intendere che la Cina si sta disconnettendo dalla tecnologia americana. 

Alle 14:17, sempre il 4 gennaio, la Società Petrolifera Nazionale Cinese, la più grande compagnia petrolifera statale al mondo, ha annunciato la riorganizzazione strategica delle sue rotte di approvvigionamento globali. Ciò significa che l'arma energetica è stata riattivata, il che a sua volta comporta la revoca dei contratti di fornitura di petrolio con le raffinerie statunitensi per un valore di 47 miliardi di dollari (40,2 miliardi di euro) all'anno. Questo petrolio, precedentemente consegnato alla costa orientale degli Stati Uniti, è stato ora dirottato verso India, Brasile, Sudafrica e altri alleati del Sud del mondo. Ciò ha causato un'impennata del 23% dei prezzi del petrolio in una singola sessione di contrattazione. 

Il giorno successivo la Compagnia di Navigazione Oceanica Cinese, che controlla circa il 40% delle capacità di trasporto marittimo globale, ha condotto una cosiddetta ottimizzazione delle rotte operative, il che significa che le navi cargo cinesi hanno iniziato a evitare l'uso dei porti americani: Long Beach, Los Angeles, New York e Miami, dove mediamente il traffico proveniente dalla Cina costituisce dal 35 al 40% del totale. Un disastro per un disastro per Walmart, Amazon, Target e altri operatori commerciali di questo tipo. 

Sempre il 5 gennaio, il Sistema di Pagamento Interbancario Transfrontaliero Cinese (CIPS) ha annunciato che avrebbe ampliato la sua capacità operativa per includere qualsiasi transazione globale che il Sistema SWIFT (Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali), controllato da Washington, volesse eludere. Ciò significa che la Cina ha fornito al mondo un'alternativa pienamente funzionale al sistema finanziario occidentale. La reazione è stata immediata e massiccia: nelle prime 48 ore dall'entrata in funzione, sono state regolate transazioni per un valore di 89 miliardi di dollari (76 miliardi di euro). Le banche centrali di 34 Paesi hanno aperto conti operativi nel sistema cinese, il che significa un'accelerazione della de-dollarizzazione di una delle più importanti fonti di finanziamento degli Stati Uniti.

Infine la visita di 4 giorni che che il Presidente sudcoreano ha recentemente effettuato in Cina. Fotografato assieme a Xi Jinping e alle rispettive mogli, si nota che la consorte del Presidente cinese ha deciso di indossare qualcosa dei primi anni della Repubblica, intorno al 1920, prima della guerra civile cinese, quando Pechino si opponeva alla conquista della penisola coreana da parte del Giappone. La First Lady coreana invece ha scelto di indossare qualcosa di ancora più tradizionale, risalente a secoli fa, quando la Corea era considerata parente fraterna della Cina. Sono piccoli segnali che né il rozzo Trump e nemmeno le diplomazie occidentali sono in grado di cogliere, ma indicano un progressivo riavvicinamento tra Pechino e il Sud Corea che è uno dei bastioni americani in Asia. L'impero si va sfasciando e più aggressivo diventa, più suscita il desiderio di difendersi dalla sua arroganza.

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2026/01/22/labominevole-davos-e-il-contrattacco-cinese/?

Commenti

Post popolari in questo blog

Stephen Hawking “Vi spiego perché Dio non esiste”

TESTIMONIANZA DI UN EX TESTIMONE DI GEOVA

persona fisica vs persona umana.