giovedì 14 agosto 2014

VECCHIO CONTINENTE NEL BARATRO


Europa verso il fallimento. Pil tedesco -0,2%. Piatto a Parigi

VECCHIO CONTINENTE NEL BARATRO - Un vero e proprio bagno di sangue. Il Pil tedesco si è contratto dello 0,2% nel secondo trimestre mentre a Parigi la crescita è pari a zero. Dopo il ritorno della recessione in Italia ora arrivano da tutta Europa segnali economici drammatici. E forse ha ragione chi afferma che la moneta unica porta solo disoccupazione e povertà. L'euro è al capolinea?
Giovedì, 14 agosto 2014 - 08:41:00


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Ormai non è più un'opinione, a parlare sono i fatti. Dopo il ritorno dell'Italia in recessione e lo spettro deflazione nel Vecchio Continente, i dati sul Pil in Germania e in Francia segnalano una drammatica contrazione a Berlino e una preoccupante stagnazione a Parigi. Così come è strutturata l'area dell'euro non va. Non cresce, anzi decresce e porta disoccupazione e povertà. Le istituzioni europee e i grandi partiti con il Pse e il Ppe continuano a difendere l'Ue e la moneta unica, ma forse - dati alla mano - hanno ragione quei movimenti e quelle forze politiche che affermano da mesi il fallimento del progetto dell'euro. La crescita è tornata in tutto il mondo, tranne che nella zona della valuta comunitaria. Una bomba che rischia di esplodere in autunno qualora anche nel terzo trimestre le cifre economiche fossero negative o sotto le attese. Non bastano i tassi di interesse vicino allo zero e anche la Germania, madre del rigore e dell'austerità, vede vicina la recessione per colpa o a causa della crisi senza fine dei partner europei che importano sempre meno i prodotti tedeschi.

Ma vediamo i numeri. L'economia della Germania registra una contrazione dello 0,2% nel secondo trimestre su base destagionalizzata e trimestrale. Nei primi tre mesi il Pil era salito dello 0,7% e gli analisti si aspettavano che restasse invariato. Su base annuale destagionalizzata il Pil della Germania avanza dell'1,2%.

L'economia della Francia resta ferma nel secondo trimestre, a fronte di un atteso +0,1%. Anche nel primo trimestre il Pil francese è stato stagnante. Sulla scia dei dati del secondo trimestre, che mostrano un'economia stagnante, il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, taglia le previsioni di crescita di fine anno, portandole "intorno allo 0,5%" dall'iniziale +1%. "La crescita è caduta in Europa e in Francia", scrive Sapin a Le Monde. "Con una crescita zero nel secondo trimestre - aggiunge il ministro - che estende la stagnazione dei primi tre mesi, il paese rallenta e non raggiungeremo l'obiettivo dell'1% previsto tre mesi fa". "Quest'anno la crescita della Francia - dice ancora - sarà intorno allo 0,50% e niente ci autorizza a prevedere, al momento, una crescita di molto superiore all'1% nel 2015". Sapin inoltre rialza al 4% le previsioni del deficit di quest'anno. In precedenza Parigi aveva stimato un deficit al 3,8% e si era impegnata ad abbassarlo al 3%. Il governo di Hollande ha chiesto all'Ue di "allentare la stretta su conti".

http://www.affaritaliani.it/economia/europa-fallimento1408.html

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