venerdì 3 gennaio 2014

HOMO MANSUETUS



















All’inizio la tecnologia di conservazione alimentare si limitava
a un prolungato trattamento termico. Più tardi, però,
vennero inventati anche i vari tipi di conservanti, esaltatori di
sapidità, aromi, additivi.
Questo tipo di alimentazione non crea semplicemente un’abitudine,
ma qualcosa di più. Essa provoca una fortissima dipendenza
narcotica, una dipendenza da cibo. Non solo, ma, fatto
ancora più importante, emerge che la cosa è conveniente per
tutti, produttori, distributori e consumatori. Sono tutti dipendenti
dalla stessa sostanza. Da cui ognuno trae i suoi benefici. E,
di nuovo: la gente mangia e poi sta male, sta male e mangia.
Si ha l’impressione che l’uomo moderno non sia un Homo
Sapiens ma un tipo umano addomesticato, domato e appositamente
nutrito DA QUALCUNO. Un essere che non si rende
conto del cibo con cui viene nutrito e del motivo per cui viene
nutrito. Un Homo Mansuetus, un uomo domestico posseduto da
un padrone. Qui, ovviamente, lavoro di fantasia. Di fatto questo
QUALCUNO non è un individuo ma il sistema, la “matrix”.
La sostanza comunque non cambia.
Il sistema è interessato a far marciare tutti nella stessa fila.
Gestire questa fila è particolarmente semplice, se sono tutti legati
alla stessa mangiatoia. Ed è ancor più facile se tutti aspirano
agli stessi fini surrogati e hanno le stesse paure. Provate a dare
un’occhiata ai mass media. Vedrete un quadro in sostanza assai
primitivo: da un lato, da tutti gli schermi e da tutte le copertine
ci viene imposto il culto del successo e del consumo, mentre
dall’altro lato veniamo spaventati da notizie angoscianti. È così

che viene mantenuto l’ordine nelle file.

Vadim Zeland
Scardinare il sistema tecnogeno

http://altrarealta.blogspot.it/

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