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Vanessa Redgrave

Nel 1978, davanti agli occhi dell’intera America televisiva, Vanessa Redgrave salì sul palco degli Oscar, strinse tra le mani la statuetta dorata, e con la grazia serena di una martire, pronunciò parole che incendiarono la platea: definì una parte del pubblico «una banda di teppisti sionisti». Fu un terremoto. Fischi, urla, sgomento. I produttori cercarono disperatamente di mandare la pubblicità. Bob Hope si coprì il volto. Ma lei restò immobile. Di una calma imperturbabile. Perché credeva, profondamente, in ogni sillaba che aveva appena pronunciato. Vanessa Redgrave era la nuova musa di Hollywood grazie al suo ruolo da brividi in Julia, in cui dava vita a una resistente antinazista. Un’interpretazione definita “trascendente”. Ma se l’industria osannava il suo talento, detestava le sue idee. Aveva finanziato The Palestinian, un documentario pro-palestinese girato in un Libano devastato dalla guerra. Pochi giorni prima della cerimonia, dei manifestanti armati sfilavano davanti al teatro...

Robert Kennedy Jr. lo ha detto:

“L'Aumento dell'Autismo è Iniziato nel 1989 — Proprio Dopo che le Case Farmaceutiche Hanno Ottenuto l'Immunità Legale per i Vaccini” RFK Jr. afferma che è stata l'EPA, non il CDC o la FDA, a identificare il 1989 come l'anno in cui i tassi di autismo sono esplosi—e quel momento non è stato casuale. Tre anni prima, il Congresso aveva approvato il Vaccine Act del 1986, concedendo ai produttori di vaccini piena immunità legale per i vaccini. Niente cause legali. Nessuna responsabilità. Da un giorno all'altro, ogni barriera—costi di test, rischi legali, spese di marketing—è scomparsa. Quello che seguì fu una corsa all'oro farmaceutica. Con programmi obbligatori che garantivano milioni di clienti, nuovi vaccini arrivarono per tutto, dal rotavirus all'epatite B—anche per condizioni che non sono contagiose. RFK Jr. lo dice chiaramente: il 1989 ha segnato l'anno in cui la salute pubblica ha smesso di riguardare la salute—e ha iniziato a riguardare il profitto...

BRUNETTA si autoaumenta lo stipendio

Quello che è venuto fuori è di una gravità inaudita. Renato Brunetta, in qualità di Presidente dell’utilissimo CNEL, si è appena auto-aumentato lo stipendio da 250mila a 310mila euro l’anno. E, insieme a lui, quello di tutti i suoi dirigenti. Il tutto letteralmente raddoppiando la spesa per le retribuzioni dell’ente da 850mila euro a 1 milione e mezzo di euro, senza contare i quasi 200.000 per consiglieri, collaboratori e staff. Ovviamente con soldi pubblici. Cioè nostri. Non solo.  L’adeguamento ha anche valore retroattivo. Significa che Brunetta e dirigenti riceveranno anche gli arretrati a partire dal primo agosto di quest’anno. Lo ha raccontato il “Domani” e denunciato, tra gli altri, Nicola Fratoianni.  Lo stesso Brunetta che ha contrastato e bocciato in ogni modo il salario minimo a 9 euro - NOVE - si è appena aumentato lo stipendio di 60.000 euro l’anno. Eccole, le priorità della destra. Non aumentare gli stipendi (miseri) degli italiani, figuriamoci.  Ma aumentare...

Il sogno di Licio Gelli

La separazione delle carriere era il sogno di Licio Gelli. È diventata un cavallo di battaglia di Berlusconi. E oggi è l’obiettivo principale del governo Meloni. Alessandro Di Battista  La separazione delle carriere era il sogno di Licio Gelli. È diventata un cavallo di battaglia di Berlusconi. E oggi è l’obiettivo principale del governo Meloni. Nel 2026 andremo a votare su una riforma che prevede anche questo: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. È evidente che questa riforma non migliorerà minimamente il sistema giustizia, non aiuterà i cittadini ad avere tempi più veloci e soprattutto non aiuterà i magistrati a combattere la corruzione. L’obiettivo profondo e a lungo termine della riforma è un altro. In tutti i Paesi dove è stata introdotta la separazione delle carriere — subito o dopo qualche anno — i pubblici ministeri sono finiti sotto il controllo dell’esecutivo, cioè del Ministero della Giustizia. Per provare a convincerci che questa riforma sia g...

La verità sulla medicina che ti sconvolgerà

La medicina è sempre stata un pilastro della sopravvivenza umana. Dagli antichi guaritori che utilizzavano erbe e rimedi naturali, fino ai colossi farmaceutici di oggi, l'evoluzione dell'assistenza sanitaria racconta una storia di saggezza, potere e controllo. Sebbene la medicina moderna abbia portato progressi innegabili, il percorso intrapreso è stato tutt'altro che naturale. Al centro di questa trasformazione c'è il passaggio dalla guarigione con la natura al profitto derivante dalla malattia. 💥 Ippocrate e la filosofia originale della guarigione Molto prima di pillole e iniezioni, Ippocrate , il padre della medicina, insegnava che "Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo". La sua filosofia enfatizzava la prevenzione, l'alimentazione e l'innata capacità del corpo di guarire se stesso. Gli antichi guaritori di tutte le culture si affidavano a piante, minerali, digiuno e pratiche di vita per ristabilire l'equilib...

ECONOMIA DI GUERRA

Ordini miliardari: pure se arriva la pace sarà economia di guerra di Gianni Dragoni Europa Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia: l’investimento in armi sosterrà la produzione per anni: con tanti saluti al Welfare Più armi, più posti di lavoro. L’impennata prevista delle spese militari in Europa spinge le industrie ad accelerare i piani di aumento della produzione messi a punto in seguito alla guerra Russia-Ucraina. Il settore va verso un boom dell’occupazione, molte aziende dicono di avere difficoltà a trovare le competenze necessarie. La crescita più forte è in Germania, seguono Francia e Gran Bretagna. L’Italia pesa meno, ma cresce anch’essa. Rheinmetall, l’industria degli armamenti terrestri che ha avuto il boom maggiore in questi anni, punta ad assumere 30 mila persone nei prossimi tre anni, ha detto l’ad Armin Papperger in un’intervista ad Handelsblatt. Rheinmetall ha 9,8 miliardi di ricavi annui e 40 mila addetti, ha fabbriche anche in Ucraina, dai c...

L’EFFETTO PLACEBO

L’EFFETTO PLACEBO: QUANDO LA MENTE CONTROLLA IL CORPO Tra i fenomeni più affascinanti studiati dalla medicina moderna vi è senza dubbio l’effetto placebo. Con questo termine si indica una risposta positiva del corpo a un trattamento privo di principi attivi, come una pillola di zucchero o una sostanza neutra. Il solo fatto di credere di ricevere una cura efficace è in grado, in molti casi, di produrre miglioramenti reali, tangibili e misurabili. Da semplice curiosità clinica, l’effetto placebo si è trasformato nel corso dei decenni in una delle prove più evidenti della potenza della mente umana nel modulare i processi fisiologici del corpo. Uno degli esperimenti più sorprendenti condotti in ambito medico riguarda un gruppo di pazienti che dovevano sottoporsi a un intervento chirurgico minore. Lo studio, condotto da un’équipe di ricercatori interessati alla correlazione tra mente e percezione del dolore, prevedeva una particolare condizione: i pazienti credevano di ricevere un’anestesia...