martedì 13 novembre 2012

BARNARD ACCUSA MONTI DI ECONOMICIDIO

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Lo spunto è stato la lettera di un bambino. La lettera del figlio di un imprenditore suicidatosi per la crisi.Paolo Barnard, giornalista per diverse testate, co-fondatore di Report, in un suo intervento a L'ultima parola di Gianluigi Paragone accusa Monti di essere il mandante morale di quel suicidio. Barnard parla di "economicidio". Attacca duramente il premier Monti accusandolo di aver promosso una politica che fondamentalmente sta strozzando il Paese. Barnard dà del "criminale" a Monti e lo invita a querelarlo. Così secondo Barnard, lui stesso avrebbe la possibilità di portare il Premier davanti ad un giudice per dimostrare di cosa è colpevole.link

BARNARD SU PRODI
Romano Prodi? "Il vero criminale italiano". Il giornalista Paolo Barnard non ama andare per il sottile e dopo aver picchiato duro su Mario Monti demolisce anche il professore, premier due volte nel 1996 e nel 2006 (con ben poche fortune) con il centrosinistra ma soprattutto mammasantissima dell'Unione europea. L'ingresso dell'Italia nell'euro, per esempio, lo vide protagonista assoluto a suon di tasse, e in quanto europeista convinto è tra i favoriti per la successione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, nel 2013. Ospite a Tgcom24, Barnard torna a parlare di crisi, Eurozona, debito pubblico e spread e ribadisce come l'Unione europea non agisca per salvare l'Italia e gli italiani, "ma per affondarla, per distruggerla e arricchire solo i potentati". In quanto economista, Prodi avrebbe grande responsabilità in questa progressiva distruzione: "Quando è andato al governo eravamo la settima potenza del mondo, oggi siamo servi.Clemente Mastella lo definirei un incompetente, ma Romano Prodiper me è un criminale". Proprio come Monti, di cui Barnard si augurava una querela per poterlo portare in tribunale e accusarlo di golpe finanziario insieme a Napolitano. E su Silvio Berlusconi il giudizio è severo, ma diverso: "E' stato disastroso ma non per le accuse di corruzione. Non è stato uno statista e nel novembre 2011, anzichè tenere duro di fronte al colpo di stato dell'Europa, si è dimesso".link

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