venerdì 23 agosto 2013

LA SFIDA UMANI RETTILIANI

ritengo fondamentale tenere in considerazione che la realtà materiale non sia altro che una manifestazione energetica di piani dell’esistenza che risultano invisibili alla comune percezione. Se si vuole andare veramente a fondo nella propria conoscenza, occorre tenere a mente che è sul piano della manipolazione dell’energia che effettivamente avvengono i veri giochi dietro le quinte, sia riguardo i condizionamenti negativi subiti dall’umanità, sia riguardo quelli positivi. A questo livello di discussione però i resoconti sui rettiliani non risultano poi così stravaganti. Tanto più che si ritrovano anche in molte interpretazioni di altri studiosi della cospirazione globale del tutto indipendenti tra loro, come è vero anche che serpenti, draghi e gargolle rettiloidi rappresentano una costante nei racconti tradizionali e mitologici di molti popoli, come vengono citati anche nelle relazioni delle sedute ipnotiche che l’esimio professor Corrado Malanga ho condotto per decine di anni sulle migliaia di vittime dei rapimenti alieni, i cosiddetti addotti.

Ma pure l’altro aspetto balzano delle conclusioni di Icke, quello di dover amare i propri manipolatori, non è così peregrino. Ed è soprattutto qui che volevo arrivare, dal momento che sempre più persone in questo momento stanno accorgendosi di quanto esteso sia il grado del malaffare politico e della profonda manipolazione mediatica in atto. E’ comprensibile che il livello del risentimento e della disperazione collettiva crescano ogni giorno di più. Non per questo tuttavia ritengo condivisibile questo tipo di reazione. Ci terrei dunque a sottolineare quanto sia invece opportuno una risposta diversa dalla reazione comune della gente e quindi è il caso esporre meglio le ragioni che sono alla base dello strano invito di Icke.




Ci sono due ordini di motivi e così concludo per ora il discorso. Il primo è che queste strane entità rettiliane dominano il pianeta attraverso il pieno controllo, per non dire la totale possessione, delle persone che occupano i vertici piramidali delle strutture di potere. Con questo intendo dire che queste persone sono in realtà delle vittime e umanamente sono degli esseri distrutti, malati, profondamente corrotti. Impossessati, appunto. Le entità che li posseggono provengono da un’evoluzione genetica diversa dalla nostra. Perciò seguono coerentemente dei modelli di comportamento che non hanno niente a che vedere con i nostri. In questo senso non è proprio corretto attribuirgli tutta quella cattiveria, malvagità, crudeltà di cui li accusiamo quando parliamo di loro, come se questo comportamento fosse fine a se stesso.

So benissimo che appare un ragionamento assurdo e fuori luogo, ma secondo me essi sono in perfetta buona fede nel credere di agire secondo il migliore dei modi possibili. Essi sono convinti di dover stare al di sopra di tutto e tutti per decreto divino e si comportano di conseguenza. Di fatto essi hanno un’intelligenza senz’altro superiore alla nostra e sono estremamente sviluppati tecnologicamente. E’ stato grazie alla loro avanzatissima evoluzione che la nostra civiltà ha raggiunto i livelli che abbiamo attualmente. Loro in effetti hanno letteralmente costruito il nostro mondo.

Perciò il fatto che faccia parte del loro DNA la congenita tendenza al dominio e al controllo è questione da considerare come un loro intrinseco bisogno naturale. E’ così che loro funzionano e hanno sempre funzionato. Serpente grosso mangia serpente piccolo, non ci sono mezze misure. Questa è l’unica legge sociale che conoscono e non ne possono fare a meno. Senza il dominio e il controllo non possono fare più niente, sarebbero del tutto persi, vulnerabili, annichiliti. Dal nostro punto di vista si tratta in fondo di esseri estremamente deboli.

Loro sono dei veri trogloditi sul piano dei sentimenti. Anzi, non ne hanno affatto. Sono freddi, rigidi, calcolatori, all’apparenza spietati. A loro confronto noi siamo estremamente più sviluppati. Noi siamo esseri a sangue caldo, conosciamo cosa sia l’amore, la compassione, il senso di fratellanza, la condivisione con l’altro. Le due specie insomma appartengono a due diverse catene evolutive. Il genere umano ha nel suo DNA la buona fede, tanto che si fa facilmente abbindolare da chi agisce come loro, secondo il criterio del puro calcolo opportunistico. Il risultato infatti è che oggi il pianeta si presenta completamente conquistato da loro e sembra che l’amore e l’altruismo sia stato effettivamente estromesso da ogni genere di rapporto istituzionale. Dal momento poi che la modalità istituzionale si è insinuata dappertutto, anche all’interno delle nostre relazioni private, come la famiglia e la coppia, potremmo quasi dire che effettivamente stiamo perdendo la nostra umanità. Certamente il denaro è stato il loro principale strumento vincente per raggiungere questo scopo. L’altro strumento è stato il sesso; un sesso senza amore, e hanno fatto tutto il possibile per ridurre la grande poesia del rapporto amoroso al piano della pura interazione genitale.

La posizione di Icke a questo punto diventa più chiara. Se il genere umano vuole liberarsi dall’influenza rettiliana e vuole combatterla ponendosi sul suo stesso piano, usando la competizione, la guerra e la tecnologia, non ha alcuna speranza di farcela. Loro ci sono decisamente superiori, tanto è vero che la prima tattica che loro usano nei nostri confronti, è quella di spingerci sempre all’interno del loro terreno privilegiato, quello che loro controllano attraverso lo strumento della paura, esacerbando lo scontro, aizzando la rabbia, allontanandoci da madre natura e proponendo soluzioni alternative che si pongono sempre sul piano dell’artificialità. La sfida vera da parte nostra invece sta proprio nell’essere capaci di non cadere in questo genere di trucchi e agire attraverso i nostri punti di forza. Ricordiamoci che noi apparteniamo ad un genere evolutivo superiore, perché noi abbiamo sviluppato un corpo emotivo che loro non hanno. Abbiamo quindi la possibilità di lavorare con una consapevolezza più ampia che attira quell’energia luminosa, sinteticamente definita amore, e che corrisponde ad una vibrazione coscienziale inclusiva e non esclusiva, di cui loro hanno un terrore puro.

Il secondo ordine di motivi per agire da veri esseri umani non rettilianizzati, è la considerazione che questi nostri antagonisti vivono non all’esterno di noi ma all’interno. E’ vero, accusiamo sempre le strutture di potere che controllano il mondo, le istituzioni corrotte e manipolatrici, ma queste non sono altro che il risultato del nostro stesso consenso che ci è stato estorto più o meno consapevolmente. In genere siamo stati tratti in inganno anche laddove non sospettavamo affatto che ci fossero secondi fini, ma sta di fatto che è a causa della nostra ignoranza e buona fede che siamo arrivati dove siamo arrivati. Un esempio è lo status stesso di cittadinanza così come lo esponevamo a proposito del recupero della nostra sovranità personale.

Se però vogliamo essere più diligenti nell’esporre il quadro generale, dobbiamo ricordarci che le entità rettiliane di cui Icke e noi stiamo trattando non vivono a livello materiale, ma abitano un mondo che esiste su un piano dimensionale diverso ed è invisibile a noi nostri occhi fisici. Agendo da quel piano essi si alimentano della nostra energia emotiva, rinforzandosi e assestando le loro posizioni. In questo piano dimensionale, tempo e spazio sono concetti diversi dai nostri. Non corrispondono cioè alla nostra comune percezione della realtà. Si tratta di un tempo e di uno spazio che secondo il nostro senso comune non esistono. Ecco che allora essi agiscono non solo all’esterno ma anche all’interno di noi, all’interno cioè del nostro complesso costituito dall’unione corpo-mente-spirito. Sono insomma entità energetiche su cui dobbiamo lavorare operando un attento, onesto e coerente lavoro di introspezione personale. Nessuno di noi ne è immune!

E’ questo allora il vero confronto con cui si decidono i destini del mondo. Come sa bene ognuno che si è impegnato seriamente in un lavoro di trasformazione personale, come può essere quello compiuto con la terapia psicoanalitica o con le costellazioni familiari o le meditazioni spirituali, il primo atto da imparare, dopo l’auto-osservazione, è proprio quello di accettare e amare se stessi. E da qui che inizia il vero cambiamento personale. Se non riconosciamo e accettiamo noi stessi anche nei nostri aspetti negativi, non andiamo da nessuna parte. Questo vale nella nostra vita privata e in quella pubblica. Questa dunque è la grande sfida ed il perno su cui si potrà costruire veramente il nuovo paradigma.


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