martedì 3 dicembre 2013

ZOLOFT E VOGLIA DI UCCIDERE IL MIO PSICHIATRA

Gianluca Melappioni ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ACCOLTELLA LA FIGLIA E SI UCCIDE: IL RAPTUS NON ES...": 

ho avuto un ricovero in psichiatria nell'aprile 2011, volontario nel senso che avendo avuto un momento di depressione dopo diversi anni che non lo avevo e che non avevo mai provato a curare in qualche modo volevo andare a fondo a questa cosa facendomi anche una TAC al cervello avendo avuto qualche problema umorale fin da bambino, mi avevano detto che sarei stato pochi giorni lì... risultato: al PRIMO ricovero in vita mia (e spero ultimo) rimasto lì 3 settimane, imbottito di antipsicotici e antidepressivi (Zyprexa Risperdal En...) iniziati ancora prima di fare colloquio con la psicologa lì dentro, uscito di lì stato sempre più male, dismesso assunzione farmaci di mia volontà senza essere minimamente informato dell'effetto rebound, collegato ad uno psichiatra esterno altro farmaco Zoloft del tutto inutile, se non dannoso, pensieri ossessivi suicidi e omicidi nei confronti di quello psichiatra (un giorno fissavo i coltelli in cucina pensando a questo...), interrotto pure quello e mi ci sono voluti mesi per uscirne e stare meglio, e secondo quel medico stavo male solo perché ero depresso di mio, ma vafff... dopo la prima crisi in ospedale stavo già meglio prima di assumere i farmaci che mi hanno incasinato completamente, questi non sanno manco come funzionano ste droghe, o forse lo sanno sin troppo bene e ci giocano sopra con i pazienti come cavie?? 


Postato da Gianluca Melappioni in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTIalle 29 novembre 2013 01:38


RISPOSTA

Buongiorno sig. Melappioni,
e grazie del suo commento e di aver voluto condividere la sua esperienza personale.

Dopo un periodo di assenza forzata dovuta a ritmi di lavoro insostenibili, riparto da dove mi sono fermato, e cioè all'abominevole sfacelo che la moderna psichiatria sta compiendo davanti agli occhi di tutti.

Veniamo a noi: via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Quale bambino oggi non ha problemi umorali?

Vaccini, medicine pediatriche, e quintalate di cibo spazzatura pieno di zuccheri artificiali sono il mix perfetto per rendere la generazione futura un ammasso di flaccidi e depressi zombie.

E lei, vittima anch'ella di questo mondo moderno che vuole farci credere che i problemi si possano risolvere con un controllo medico, ha deciso di finire direttamente e volontariamente fra le fauci della bestia.

Che invece di ascoltarla, capire le possibili cause organiche alla base del suo disturbo psichiatrico, hanno optato per fare quello che sanno fare meglio (che è poi l'unica cosa), e cioè bombardarla di psicofarmaci.

Fortunato è stato il suo psichiatra, che è riuscito a salvarsi solo ed unicamente perché il suo cervello non era stato ancora completamente controllato dallo Zoloft, antidepressivo della categoria SSRI (selettori della ricaptazione della serotonina) e facente parte di una serie di farmaci similari ormai noti per essere la causa di atti di natura violenta contro se stessi e gli altri.

Lo dica invece alle migliaia di madri che sotto questi farmaci ammazzano i loro figli, alle migliaia di persone che sotto questi farmaci si impiccano senza motivo apparente, alle migliaia di mariti che sterminano la propria famiglia.

Ogni singolo giorno, quale operatore delle Forze di Polizia con una ventennale esperienza alle spalle, mi accorgo di come dietro il 90 per cento delle liti, dei dissidi, degli atti di natura violenta ci siano sempre le droghe, sia quelle da strada che quelle legali, quali sono gli psicofarmaci.

L'unico e il solo modo di guarire è attraverso il binomio da me coniato che è "cibi puliti-pensieri puliti": tutto il resto significa giocare bendati con le milioni di sinapsi cerebrali, di un organo che è e rimane praticamente sconosciuto.


Pietro Bisanti

Per tutti: a breve uscirà il mio primo libro "ASSASSINI IN PILLOLE: La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere": prenotazioni a pbisant@hotmail.com

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